Conosciamoci giocando

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1 Primi incontri GIANNI FRIGERIO Conosciamoci giocando Alla ripresa del catechismo il primo obiettivo è quello di favorire nei ragazzi la reciproca conoscenza e di aiutarli a fare gruppo. Vi presentiamo qualche gioco per conoscersi in allegria. Cominciare bene Sia che il vostro gruppo sia fatto di pochi ragazzi, sia che ne abbia una dozzina o anche di più, la prima cosa da fare a catechismo è dedicare sin dal primo incontro un bel po di tempo perché i ragazzi si conoscano e stiano bene insieme. In questo modo impareranno a fare gruppo, cioè a diventare amici. In un gruppo non tutti i ragazzi sono uguali: ci sono quelli che stanno bene con tutti e che si conoscono già, ma c è sempre qualcuno che non conosce nessuno. Comunque il catechista dovrebbe conoscere bene tutti i suoi ragazzi e aiutarli a fare altrettanto.

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3 Primi incontri GIANNI FRIGERIO Non solo playstation Coinvolgere i ragazzi in un gioco oggi è un po più difficile, perché tanti di loro sono perennemente incollati alla playstation, e conoscono quasi solo i giochi elettronici. I divertimenti semplici che si possono fare a catechismo lì per lì potrebbero deluderli e non interessarli. Ma molto dipende dall abilità del catechista. Perché la genuinità di un gioco spontaneo potrà facilmente catturarli e creare allegria. Il gioco fa star bene Qualunque sia il contesto, giocare insieme aiuta a superare la timidezza degli uni verso gli altri. Quando si lasciano coinvolgere nel gioco, i ragazzi si manifestano per quello che sono: rivelano se stessi e si pongono in modo personale di fronte agli altri. Attraverso il gioco ognuno diventa spontaneo e il catechista capisce meglio che tipo è, quali sono i suoi gusti. Aiutare i ragazzi a fare una più ricca scoperta degli altri e nello stesso tempo conoscere meglio se stessi è certamente uno degli obiettivi della catechesi. I giochi che presentiamo favoriscono l intesa di gruppo, il confronto tra di loro, il rispetto reciproco. Se poi nel gioco diventano avversari, quando uno perde, gli si farà capire che si tratta di una semplice partita. Il gioco favorisce la vita di gruppo. 26

4 1. Per conoscere i nomi Formate due sottogruppi uguali e poneteli l uno di fronte all altro. Il primo ragazzo del primo sottogruppo, per esempio Daniele, si mette davanti a ciascuno e dice: «Daniele ti saluta con amicizia!». Il giocatore che viene salutato risponde: «Io, Ivana, rispondo al tuo saluto con amicizia!». E così di seguito fanno tutti i giocatori verso tutti quelli dell altro sottogruppo. Naturalmente le parole possono essere accompagnate da un gesto di saluto: il braccio alzato, una riverenza, una strizzatina d occhio, un saluto con la mano... (Un cappello può rendere più solenne il saluto). Una volta che sono passati tutti, si fa un secondo giro, molto più difficile, dicendo invece il nome dell altro. Per esempio, Daniele dice: «Io Daniele saluto te, Ivana!». Non sarà facile ricordare i nomi di ogni compagno, allora ci si scusa, si domanda il nome e si riprende il saluto. Questo gioco è più funzionale con i più piccoli, almeno nella prima parte. Con loro è facile farli stare al gioco e fare un po di teatro, un po di cerimonia. 2. Ancora per conoscere i nomi È un gioco molto semplice per conoscere i nomi di tutti. I ragazzi sono in cerchio. Un giocatore è al centro con una palla. La tira a uno e all altro un po a caso. Chi riceve la palla dice il suo nome e rimanda indietro la palla. In un secondo tempo, si mettono a turno i ragazzi al centro, a tirare la palla. Quando il catechista dice un nome, lui deve tirare la palla a chi è stato nominato. Giochi per misurarsi con se stessi e con gli altri. 3. Chi è scomparso? Ecco un altro modo per ricordare i compagni e i loro nomi. Ogni ragazzo ha gli occhi bendati e tutti si dispongono lentamente al posto assegnato. Il catechista silenziosamente ne sceglie uno e lo fa uscire. Al segnale, tutti i ragazzi si tolgono la benda e devono scoprire chi è che manca. Vince chi dice il suo nome. Si può ripetere il gioco più volte. Anche un ragazzo può fare l animatore del gioco. 4. In casa e fuori casa Gioco di puro divertimento per fare gruppo. Come l «Asino vola». Si disegna un bel cerchio e ci si mette attorno al cerchio. Il catechista dice il nome di un oggetto. Se questo oggetto sta in casa si salta dentro il cerchio, altrimenti si sta fermi. Viene eliminato chi salta dentro al nome di un oggetto che non sta in casa. 5. A me non piacciono Gioco conosciutissimo. Gruppo in cerchio. Il catechista dice forte, per esempio: «A me non piacciono quelli che hanno la maglietta celeste (i capelli biondi, gli occhi azzurri...)». E tutti quelli che hanno la maglietta di quel colore devono cambiare di posto. Volendo, si considera perdente chi rimane l ultimo a cambiare di posto. 6. Trovare i 50 centesimi Si fa uscire un ragazzo. Si nasconde quindi u - na moneta da 50 centesimi in un angolo della stanza o in un cassetto o sopra un armadio. Al rientro del ragazzo, gli si spiega che deve trovare la moneta e che il gruppo gli farà capire dov è cantando. Il gruppo esegue un canto molto conosciuto dai ragazzi (per esempio, «John Brown», «Azzurro») alzando il volume ogni volta che il 27

5 Primi incontri GIANNI FRIGERIO Il gioco coinvolge e diverte. trovare a centinaia nei sussidi specializzati presenti in libreria. I giochi che si adottano con la finalità di conoscersi e di fare gruppo devono però avere delle regole semplici, facili da capire per tutti. Attenzione a non mettere in difficoltà chi è un po più timido o chi fa più fatica a comprendere il gioco. Non abbiate pau - ra di spiegare per bene il gioco, fino a quando non siete certi che tutti sappiano che cosa si sta per fare. Ogni gioco può essere iniziato con una certa solennità, facendo un po di scena, proprio per condurli in allegria. Partecipare al gioco Come dicevamo all inizio, facciamo in modo di proporre questi giochi divertenti sin dai primi incontri. Potremo così osservare le reazioni di ogni ragazzo e notare che posto occupano nel gruppo. È bello e importante che anche il catechista si lasci coinvolgere nello stesso gioco come un semplice partecipante un po più astuto. Così faciliterà la comprensione del meccanismo del gioco e conoscerà meglio ogni ragazzo nel suo rapporto verso gli altri. I giochi che abbiamo presentato sono pensati per i ragazzi. Ma si potrebbero utilizzare anche con gli adulti, magari quando in una giornata di catechismo partecipano anche i loro genitori. ragazzo si avvicina ai 50 cent, diminuendo il volume o - gni volta che si allontana dalla moneta. 7. Il bastone che scotta Il bastone passa di mano in mano a un gruppo di ragazzi seduti e disposti in circolo. Il bastone si passa con la destra e lo si riceve con la sinistra. Il bastone «scotta», è «elettrico» e lo si passa velocemente. Voltandosi, per non vedere chi ha il bastone, il catechista (o un ragazzo) fischia e chi si trova tra le mani il bastone viene eliminato. Quali giochi adottare Naturalmente il gioco è per sua natura divertente e non è finalizzato direttamente a un messaggio religioso. Per fare catechismo giocando ci sono tante altre tecniche e se ne possono Il bruco Con questo gioco i ragazzi scoprono che si può comunicare l un l altro anche senza parlare. È un gioco che sfida il gruppo, perché si basa su una grande solidarietà. Materiale necessario: un foulard per gruppo e qualche foglia d insalata. Si può giocare al chiuso o all aperto. I ragazzi si uniscono a gruppi di cinque e si mettono in fila indiana. I gruppi si sistemano in modo da avere un bel po di spazio davanti. Ognuno posa le mani sulle spalle di chi ha davanti. Il giocatore che fa da testa ha gli occhi bendati. L ultimo della coda ha il compito di mandare avanti il bruco, che deve raggiungere la foglia d insalata ricevendo degli ordini senza parlare. Prima di cominciare a giocare, ci si mette d accordo sul modo di trasmettere gli ordini: per es. piccoli colpi sulla testa vuol dire avanti; sulla schiena, vuol dire indietro, un solo colpo sulla testa significa fermarsi, un colpo sulla spalla destra o della sinistra, indica la direzione da prendere. Ogni segno viene trasmesso da ogni giocatore a quello che gli sta davanti, fino a quando l ordine non arriva alla testa del bruco. Il gioco finisce quando il bruco raggiunge la foglia d insalata, collocata dal catechista non troppo lontano quando tutti i gruppi sono ben sistemati. Garantite risate. Volendo si possono mettere in gara i gruppi a uno a uno, cronometrando i tempi. 28

6 La proposta ELISA CATTANEO Iniziamo a suon di musica Un modo semplice, originale, fuori dalle righe, per i ragazzi e i catechisti, di dare inizio all anno catechistico. Ragazzi lombardi e i loro animatori a Merate. La proposta è di cominciare l anno catechistico con tutti i ragazzi, i catechisti e il «don» in modo originale, sorprendente, molto giovanile. Naturalmente può cominciare il catechismo in parrocchia così solo chi se la sente e può contare sulle persone giuste per farlo. I catechisti e il don saranno su un palco (o qualcosa di simile) per rappresentare i dialoghi e coinvolgere in diversi modi i ragazzi. Meglio se al centro della scena c è un tavolo da deejay, agghindato da fili, cd, casse... Svolgimento Il don è il primo a entrare in scena e si mette al centro. Don: Ragazzi, ci siamo! Inizia il count down! Inizia il conto alla rovescia, che esegue chiedendo la partecipazione dei ragazzi e mimando. Don: Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno... via! I catechisti partecipanti entrano in scena avvicinandosi al don. Cate/1: Arriviamo! Cate/2: Siamo pronti! Cate/3: Inizia un nuovo anno! Cate/4: Siamo in tanti! Cate/5: (rivolgendosi ai ragazzi) E voi siete pronti? I ragazzi dovrebbero interagire con i catechisti rispondendo in massa alle domande che vengono loro rivolte. Cate/5: Non ho sentito bene, siete pronti? (attende risposta dei ragazzi, poi...) Don: Allora partiamo! Il don avvia un cd musicale. Trovare la base musicale giusta, sulla quale i catechisti e il don stesso, seguendo uno stile rap, raccontano dei fatti e fanno delle domande ai ragazzi. Cate/1: Quest anno parleremo di tanti argomenti. Cate/2: L amicizia, l amore, la vita, il dolore. Cate/3: La gioia, la serenità, l impegno per la comunità. Cate/4: Sapremo che dove due o più sono riuniti nel Suo nome... Cate/5: allora li c è Gesù... Don: (rivolto ai ragazzi) E voi lo conoscete un tizio di nome Gesù? (attende risposta). Cate/1: Sfoglieremo le pagine di un libro importante. Cate/2: E sentiremo parlare di Betlemme, Nazaret e Gerusalemme. Cate/3: Incontreremo persone speciali. Cate/4: Riceveremo doni speciali. Cate/5: Ragazzi, questo è tutto per voi! Don: (rivolto ai ragazzi) Siete contenti? (attende risposta) Con voi ci saremo anche noi! Poi mentre la musica di sottofondo sfuma fino a finire, tutti i catechisti ai quali poi si unisce anche il don invitano i ragazzi a un canto finale tutti assieme. Lo stile è quello dei ban: il coro dei catechisti, al quale risponde per primo il coro dei ragazzi, poi quello delle ragazze, poi tutti assieme; ogni gruppo ripete la stessa melodia e le stesse parole presentate, sulla musica di «oh alele, alele ci che tonga...» (cercate alla voce: «Oh alele» in YouTube). Cate: Oh, ci siamo! Ragazzi: Oh, ci siamo! Cate: Ci siamo e siamo tanti! Ragazzi: Ci siamo e siamo tanti! Cate: Che bello stare insieme! Ragazzi: Che bello stare insieme! Don: Ora le ragazze... Cate: Oh, ci siamo! Ragazze: Oh, ci siamo! Cate: Ci siamo e siamo tanti! Ragazze: Ci siamo e siamo tanti! Cate: Che bello stare insieme! Ragazze: Che bello stare insieme! Don: E ora tutti insieme! Forza! Cate: Oh, ci siamo! Tutti: Oh, ci siamo! Cate: Ci siamo e siamo tanti! Tutti: Ci siamo e siamo tanti! Cate: Che bello stare insieme! Tutti: Che bello stare insieme! Don: (in tono soddisfatto!) Bellissimo, bravissimi! Un applauso! Tutti applaudono. 29

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