Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES"

Transcript

1 Università Commerciale Luigi Bocconi Econpubblica Centre for Research on the Public Sector SHORT NOTES SERIES Per una crescita di tutti: formazione, lavoro, conciliazione Alessandra Casarico, Paola Profeta Short note n. 18 May 2007

2 Per una crescita di tutti: formazione, lavoro, conciliazione 1 di Alessandra Casarico e Paola Profeta Università Bocconi 1. Introduzione Le pari opportunità sono largamente accettate come obiettivo socialmente rilevante. Dal punto di vista dell economista, il loro perseguimento è tipicamente dettato da ragioni di equità. In questo intervento argomenteremo che la promozione delle pari opportunità come obiettivo equitativo non è in contrasto con la crescita e lo sviluppo economico. Al contrario, le pari opportunità possono rappresentare un fattore produttivo che influenza positivamente la crescita di tutti. In questa prospettiva, le pari opportunità sono un investimento per individui, imprese e società nel suo complesso, non un costo o un vincolo. L impegno per la promozione delle pari opportunità come fattore produttivo che stimola la crescita coinvolge tre dimensioni: formazione, lavoro e conciliazione. L investimento in capitale umano attraverso istruzione e formazione è il primo canale per la promozione di uguaglianza di opportunità tra individui diversi per livello di reddito familiare, età, genere, razza e altre caratteristiche individuali. Esso stimola i talenti innati, la produttività e il suo corretto riconoscimento da parte della società. Mobilità sociale, riconoscimento del merito e delle abilità personali emergono tipicamente in società con più elevati livelli di istruzione. Il beneficio in termini di crescita non si concretizza però se l investimento in istruzione e formazione non dà i suoi frutti sul mercato del lavoro. E necessario che le competenze acquisite siano opportunamente allocate, per impiegare al meglio le risorse umane già disponibili, e per incentivare alla formazione di ulteriori. Questo passaggio da istruzione a mercato del lavoro chiama in gioco tutti: le imprese, nella loro scelta di promuovere le pari opportunità rivolgendo la domanda di lavoro a tutti gli individui, giovani, anziani, uomini, donne, italiani, stranieri; le famiglie, nella ricerca del modo migliore per conciliare il lavoro con altri ruoli specifici del singolo componente (pensiamo alle donne, madri e lavoratrici), e il governo, nella proposta di politiche che rendano questa conciliazione il più automatica possibile. 2. Obiettivo: crescita. L impegno in questa triplice direzione è cruciale per il futuro del nostro Paese, caratterizzato da crescita contenuta, anche se in ripresa negli ultimi trimestri - il tasso di crescita medio annuale del PIL procapite dal 2000 al 2006 è stato pari all 1,2%; disuguaglianza piuttosto elevata - l indice di Gini, che misura il grado di disuguaglianza nella distribuzione del reddito, era pari nel 2005 al 34,7% e meno del 28% in Francia e in Germania -; occupazione in crescita negli ultimi 10 anni (di circa il 10%) fino a un tasso pari al 57,6% nel 2005, ma ancora al di sotto della media europea a 25 (63,8%). Crescere di più, salvaguardando l uguaglianza, è dunque un obiettivo prioritario. Cerchiamo di capire perché promuovere le pari opportunità, seguendo le tre direzioni che abbiamo indicato, ci possa aiutare a raggiungerlo. Gli studi economici concordano sui principali fattori che determinano il livello del PIL e la sua crescita. Il numero di ore lavorate e la produttività sono cruciali. Se guardiamo al tasso di 1 Relazione di apertura del workshop Per una crescita di tutti: formazione, lavoro, conciliazione, Inaugurazione dell Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti, Roma 3 Maggio 2007.

3 occupazione, che definisce in larga parte il numero di ore lavorate, due anomalie caratterizzano l Italia: il basso tasso di occupazione delle donne e degli ultracinquantacinquenni. Questo mancato utilizzo della forza lavoro potenziale determina, secondo i dati OCSE, una perdita di almeno il 10% del PIL italiano, calcolato rispetto a quello statunitense. La promozione delle pari opportunità potrebbe o dovrebbe essere orientata a recuperare queste due anomalie. Soffermiamoci in particolare sull occupazione femminile. 2.1 Occupazione Il tasso di occupazione femminile tra i 15 e i 64 anni è stato pari, nel 2006, al 46% (14 punti percentuali sotto obiettivo di Lisbona) contro il 70,7% per gli uomini. Nelle coorti più giovani, il tasso di occupazione femminile è più elevato ed è pari al 58,8% (per il gruppo anni), suggerendo una prospettiva più ottimistica sulla partecipazione delle donne. Tuttavia il divario con gli uomini, il cui tasso di occupazione nello stesso gruppo di età è superiore all 80%, resta significativo. I differenziali regionali sono altrettanto marcati: il tasso di occupazione femminile (nella classe 15-64) è nel Nord pari al 56%, mentre nel Mezzogiorno è fermo al 31%. Alcuni aspetti più specifici sull occupazione femminile sono interessanti. Se ci soffermiamo sulle tipologie di impiego delle donne, negli ultimi anni c è stata una forte crescita delle tipologie di lavoro flessibile o precario (part-time e lavoro a tempo determinato). Sul totale delle donne occupate, il 26% ha un contratto part-time, mentre per gli uomini questa percentuale è pari al 5%. Anche l occupazione a tempo determinato è più alta per le donne: 14,7% contro 10,5% degli uomini. Il part-time è più diffuso nel Centro-Nord, mentre il lavoro a tempo determinato domina al Sud. La ricerca di maggiore flessibilità al Nord sembra riflettere l impossibilità delle donne di conciliare tempo della famiglia e del lavoro, un problema tipicamente italiano. Nel nostro paese i dati mostrano che la responsabilità familiare è la causa principale di inattività. Non è così nel resto d Europa. D altro canto, ancora maggiori sono le difficoltà lavorative delle donne al Sud, se la maggior parte deve ripiegare su lavori a tempo determinato. La diffusione del part-time, sulla linea degli altri Paesi Europei, è desiderabile se l obiettivo è aumentare l occupazione femminile e se è una scelta ed una opportunità per le donne. Ma stiamo attenti alla minaccia di nuove forme di segregazione occupazionale, con le donne relegate in lavori precari, meno remunerativi e meno prestigiosi, peraltro non giustificate dai dati sui livelli di istruzione, nella quale uomini e donne sono pressoché alla pari. Un ulteriore aspetto interessante è la crescita della presenza femminile nelle libere professioni e nell imprenditoria, dove le donne hanno raggiunto il 29,2%. La presenza delle donne imprenditrici è relativamente più elevata al Nord-Ovest e al Centro. Questo dato ha una duplice interpretazione. Da un lato testimonia la presenza di donne in Italia con elevate capacità, conoscenze e volontà, sempre più disposte ad intraprendere un attività in proprio, in linea del resto con i loro successi scolastici. Dall altro è un segnale che queste donne hanno pochi spazi di crescita e di accesso a posizioni prestigiose nei lavori dipendenti e optano quindi per professioni autonome. L esigenza di flessibilità, poco diffusa nelle aziende, è un altro incentivo, per chi può, a mettersi in proprio. Una società che premia il merito e il talento non discrimina le donne e rispetta tempi ragionevoli di lavoro, favorendo la presenza di donne imprenditrici di pari passo con la promozione di donne ai vertici di aziende di rilievo. Dato il limitato utilizzo della forza lavoro femminile, un suo maggiore coinvolgimento è, per l Italia, la soluzione più naturale cui pensare se l obiettivo è la crescita. La maggiore occupazione ha un impatto diretto positivo sul PIL. Ma non è solo una questione di numero. Effetti più ampi sulla crescita si possono conseguire se si stimola, o quanto meno non si disincentiva, l investimento in capitale umano e la produttività femminile.

4 2.2 Investimento in capitale umano e produttività Sul fronte dell investimento in capitale umano, le donne hanno talenti innati e livelli di istruzione mediamente non inferiori agli uomini. I dati di Almalaurea relativi al Profilo dei Laureati del 2005 mostrano che la percentuale di laureate è più elevata rispetto alla composizione per genere della popolazione (60% contro il 49% nella classe di età 15-24); la loro performance, misurata sia in termini di età alla laurea sia di punteggio agli esami e voto di laurea, è migliore di quella maschile. Neanche la scelta delle Facoltà sembra un elemento determinante dello svantaggio femminile sul mercato del lavoro: con l eccezione di Ingegneria, le donne sono presenti in eguale o maggior numero in tutte le altre Facoltà (comprese quelle scientifiche e giuridico-economiche). Eppure non era così anni fa, quando gli investimenti in capitale umano femminile erano decisamente inferiori a quelli maschili. Si parla di una rivoluzione silenziosa delle donne iniziata verso la fine degli anni 70, di cui l aumento dell istruzione è una delle principali manifestazioni. L uguaglianza di opportunità in ambito educativo sembra quindi aver dato buoni risultati. L effetto positivo di un maggior numero di donne istruite sulla crescita passa però attraverso le opportunità che esse ricevono sul mercato del lavoro. E qui veniamo al ruolo della produttività. Con pari opportunità e riconoscimento del merito sono meno le donne scoraggiate che abbandonano il lavoro o rinunciano ad impegnarsi per raggiungere posizioni di prestigio perché, sia pure potenzialmente accessibili in base alle loro competenze, sanno di non poterle mai raggiungere. Risolvere alla radice questo problema significa un vero e proprio guadagno di risorse (non solo di numero) per l economia. 2.3 Conciliazione di ruoli Il passaggio da istruzione a mercato del lavoro chiama in gioco il nostro terzo elemento chiave, la conciliazione. Da un lato le imprese e la loro scelta di impiegare manodopera femminile (domanda di lavoro), dall altro la possibilità per le donne di conciliare l attività lavorativa con il loro ruolo in ambito familiare (il lato dell offerta). In entrambi i casi la maternità gioca un ruolo chiave. Sul fronte della domanda di lavoro, se le imprese attribuiscono a tutte le donne (diversamente dagli uomini) un costo associato alla fertilità (effettiva o potenziale), assumere una donna invece che un uomo è per un impresa più costoso. Questo induce le imprese a preferire un uomo a una donna oppure ad assumere quest ultima con stipendi lordi inferiori. Sul fronte dell offerta, in Italia la maternità si accompagna ad una riduzione significativa del tasso di partecipazione e di occupazione femminile. Il tasso di occupazione delle madri con figli di età inferiore ai 6 anni è in Italia il 53%, contro il 78% della Svezia, il 65% della Francia e il 57% di Germania e Regno Unito. Al Sud è più che al Nord forte l associazione tra presenza di figli e assenza dal mercato del lavoro: il tasso di occupazione delle donne tra 35 e 44 anni coniugate/conviventi con figli è al Nord del 25% inferiore a quello di una single (68,2% contro 91% rispettivamente), mentre arriva al 50% al Sud (70,5% contro 36,5%). L Istat rileva che in Italia il 18,4% delle madri lascia o perde il lavoro dopo la nascita del bambino; questa percentuale varia dal 32% per le donne con bassi livelli di istruzione al 7,8% per quelle con alti livelli di istruzione. Eppure ben il 67% delle mamme che lavoravano e il 43% di quelle che non lavoravano, vorrebbe avere un impiego, a indicare che il loro ruolo marginale sul mercato del lavoro non è unicamente frutto delle loro preferenze, obiezione che spesso viene avanzata quando si discute di aumento nella partecipazione femminile. Conciliare lavoro e responsabilità familiari è un problema serio: solo il 13,5% dei bambini di 1 e 2 anni è accudito nei nidi pubblici, mentre il 52,3% è accudito dai nonni quando la mamma lavora, a indicare che la rete informale di sostegno è cruciale nel definire le possibilità di partecipazione al mercato del lavoro della madre. Il 28,3% delle madri avrebbe voluto che i bambini frequentassero l asilo nido: la carenza di asili è particolarmente sentita nelle regioni del Sud (nel 40% dei casi la motivazione della non frequenza è la mancanza dell asilo, contro circa il 16% del Nord).

5 La scarsa partecipazione femminile alla forza lavoro è quindi un problema di ruoli e di assenza di strumenti che, riconoscendo il valore sociale del lavoro di cura, rendano più naturale la conciliazione tra lo svolgimento dell attività lavorativa e delle funzioni di cura. Questa assenza, accompagnata ad una diffidenza delle imprese verso il lavoro femminile, ha attivato nel nostro paese un circolo vizioso di bassa partecipazione e bassa fertilità. Finora ci siamo soffermate sul legame tra lavoro e crescita. La struttura demografica è un altro elemento determinante per la crescita di un paese e la bassa fecondità che caratterizza il nostro paese (1,33 figli per donna) non aiuta. 3. Politiche appropriate per promuovere le pari opportunità e la crescita Quali politiche potrebbero promuovere le pari opportunità come fattore produttivo? Come e su chi intervenire? Se l obiettivo è la crescita, siamo alla ricerca di politiche che promuovano la partecipazione femminile e sostengano la fecondità. In altri termini, di politiche che agiscano sul lavoro e sulla conciliazione tra ruoli femminili (madri e lavoratrici). Possiamo pensare a tre fronti di intervento: la leva fiscale, la spesa pubblica e le imprese. Il fisco per le donne e/o il fisco per la famiglia sono due argomenti caldi nel dibattito di politica economica delle ultime settimane. Se pensiamo al fisco come strumento di incentivo del lavoro femminile, dobbiamo distinguere tra il lato della domanda di lavoro e il lato dell offerta di lavoro. Per incentivare la domanda di lavoro, può avere senso utilizzare la leva fiscale, intesa come riduzione della tassazione sull impresa, quando assume una donna o quando non ostacola il rientro di una donna nel mercato del lavoro dopo un periodo dedicato alla cura. La tassazione più vantaggiosa potrebbe in parte compensare l impresa per il costo di fertilità e indurla a modificare i suoi calcoli di convenienza quando confronta l opportunità di assumere un uomo o una donna. Un esempio a questo proposito è rappresentato nel nostro paese dagli sgravi sull IRAP nel Mezzogiorno, che diventano più consistenti quando associati all assunzione di donne. Sotto il profilo dell offerta di lavoro, la tassazione su base individuale con correzione per carichi familiari attraverso un sistema di detrazioni, come avviene in Italia, è la scelta più appropriata per non disincentivare l offerta di lavoro femminile. Ciò non sembra però bastare. Cos altro può essere fatto? In primo luogo introdurre strumenti che riconoscano il valore sociale del lavoro di cura, ad esempio sostenendo direttamente quest ultimo, o con trasferimenti monetari o con l offerta di servizi. I trasferimenti monetari ci riportano allo strumento fiscale, con sgravi non per le donne in quanto tali, ma associati alla presenza di figli. Decenni di letteratura economica testimoniano che è meglio privilegiare i trasferimenti in natura (offerta di servizi), più efficaci dei trasferimenti monetari, che potrebbero essere destinati ad altri scopi. Su questo fronte l Italia è particolarmente carente. In Danimarca la spesa in servizi all infanzia è pari al 2,7% del PIL. In Italia la spesa complessiva per le famiglie non arriva all 1% del PIL e l offerta dei servizi soddisfa solo una minima parte della domanda. Interventi in questa direzione sono quindi auspicabili. Aiuterebbero non solo a conciliare lavoro e responsabilità familiari, ma anche a rimuovere l identificazione tra donna e (unico) prestatore di cura e stimolare il tasso di fecondità. Per quanto riguarda le imprese, due sono le direttrici su cui operare: scardinare la percezione che il costo della fertilità sia esclusivamente femminile e indurle a rispettare i tempi di conciliazione della vita familiare e professionale.

6 Politiche concrete nella prima direzione sono i congedi di paternità tipici dei Paesi Scandinavi, intesi come un periodo riservato al padre, pienamente retribuito, indipendente (e aggiuntivo) rispetto a quello della madre. La cultura italiana è diversa da quella Scandinava, e nella nostra società domina la divisione dei ruoli. Ma non dimentichiamo che anche la Spagna ha recentemente introdotto questo tipo di congedi. A stipendio pieno e senza riduzioni dei benefici della maternità - contrariamente a quanto avviene attualmente in Italia- è ragionevole aspettarsi che il congedo di paternità diventi una scelta diffusa (in Norvegia l 85% dei padri prende il congedo di paternità). Questo rimuoverebbe lo stigma che, all interno delle imprese, è spesso associato alla scelta dei padri di usufruire del congedo. Inoltre, se anche gli uomini interrompono temporaneamente la loro attività in seguito ad una nascita, le differenze tra uomini e donne in termini di discontinuità lavorativa si riducono, almeno in parte, influenzando una delle motivazioni spesso addotte per giustificare le disparità di genere nei salari e nelle prospettive di carriera. Inoltre, è un esplicita, parziale, affermazione che la responsabilità della cura dei figli è congiunta. Abbiamo accennato alla cultura italiana e a come questa sia diversa da quella Scandinava. Variabili di tipo culturale hanno un ruolo nel determinare le differenze occupazionali di genere, come la letteratura economica testimonia negli ultimi anni. In particolare, le diverse percezioni sul ruolo della donna nel lavoro e nella famiglia sembrano influenzare le differenze all interno del nostro Paese. Di fronte all affermazione una madre lavoratrice può stabilire un rapporto intenso e sicuro con suo figlio tanto quanto una madre che non lavora, posta dalla World Value Survey, si dichiara d accordo una percentuale che oscilla nelle regioni del Nord tra il 63% e l 88% dei residenti (con l eccezione della Valle d Aosta), e nelle regioni del Sud tra il 49% e il 64% (con l eccezione della Basilicata). Anche le indagini Eurobarometro segnalano che in Italia è più forte che in altri Paesi la percezione dell esistenza di forme diffuse di discriminazione di genere, a dimostrare che o in Italia siamo maggiormente sensibili alla questione, oppure che la discriminazione di genere è maggiormente diffusa. 4. Conclusioni e spunti per la discussione Dare priorità alle pari opportunità non è un regalo ai meno rappresentati. E una via per crescere di più e per ridurre esclusione sociale, spesso concentrata tra coloro che stanno ai margini del mercato del lavoro. Equità ed efficienza in questo contesto non sono incompatibili. Favorire le pari opportunità significa anche ripensare il nostro modello di welfare, tuttora fondato su famiglie monoreddito con protezione sul capofamiglia e scarso intervento sulla cura di bambini e anziani, demandata in via principale alle donne. Significa anche migliorare la qualità della vita delle famiglie, permettendo una minore specializzazione produttiva tra uomini e donne (mercato e casa), che promuove una migliore ripartizione del rischio (occupazionale o familiare) all interno della coppia. Promuovere le pari opportunità è un area di policy relativamente nuova e non consolidata. Conoscenze, confronto e dibattito sono cruciali per trovare gli strumenti migliori.

Occupazione femminile

Occupazione femminile Occupazione femminile Le misure per l inserimento lavorativo delle donne Francesca Di Giovangiulio Struttura Lavoro e Professioni Roma, Corso D Italia, 33 Il lavoro della giornata Quali numeri per le donne

Dettagli

Esame dei documenti di bilancio per il triennio 2015-2017. Dossier 2 Le madri e le difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia

Esame dei documenti di bilancio per il triennio 2015-2017. Dossier 2 Le madri e le difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia Esame dei documenti di bilancio per il triennio 2015-2017 Dossier 2 Le madri e le difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica, Giorgio

Dettagli

Inserimento professionale dei diplomati universitari

Inserimento professionale dei diplomati universitari 22 luglio 2003 Inserimento professionale dei diplomati universitari Indagine 2002 Nel corso degli ultimi anni l Istat ha rivisitato e notevolmente ampliato il patrimonio informativo sull istruzione e la

Dettagli

LE DONNE TRA LAVORO FAMIGLIA E WELFARE

LE DONNE TRA LAVORO FAMIGLIA E WELFARE LE DONNE TRA LAVORO FAMIGLIA E WELFARE Vicenza, 16 aprile 2013 Local Area Network s.r.l. p.tta Gasparotto, 8 35131 Padova tel. 049.80.46.411 fax 049.80.46.444 www.lanservizi.com info@lanservizi.com LA

Dettagli

BOX 2.1. La diffusione territoriale del lavoro atipico

BOX 2.1. La diffusione territoriale del lavoro atipico BOX 2.1. La diffusione territoriale del lavoro atipico La diffusione delle forme di occupazione atipica e le loro caratteristiche sono piuttosto diversificate a livello territoriale, riflettendo il divario

Dettagli

Sistemi di welfare 3. LE DISUGUAGLIANZE DI GENERE. mlpruna@unica.it. A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione

Sistemi di welfare 3. LE DISUGUAGLIANZE DI GENERE. mlpruna@unica.it. A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione A.A. 2014-2015 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione Sistemi di welfare 3. LE DISUGUAGLIANZE DI GENERE Maria Letizia Pruna SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro mlpruna@unica.it

Dettagli

Padri e madri dedicano più tempo ai figli

Padri e madri dedicano più tempo ai figli Seminario. Analisi e riflessioni a partire da una ricerca Istat sui padri in Italia Padri e madri: tempi e ruoli Linda Laura Sabbadini Direttore Centrale Istat Università Cattolica del Sacro Cuore Milano,

Dettagli

TRENDS Q U A N T I F I G L I...

TRENDS Q U A N T I F I G L I... PULSE MAMME D'ITALIA FATTI E NUMERI SULLA MATERNITA' IN ITALIA. UN INVITO DEL CIRCOLO LE MAMME DI AZIONE NAZIONALE AD APRIRE UNA RIFLESSIONE, PER DAR VOCE E RAPPRESENTANZA POLITICA ALLA MATERNITÀ IN ITALIA

Dettagli

SOCIOLOGIA. Il lavoro delle donne. Caratteristiche della partecipazione. Conciliazione tra lavoro e famiglia

SOCIOLOGIA. Il lavoro delle donne. Caratteristiche della partecipazione. Conciliazione tra lavoro e famiglia SOCIOLOGIA Il lavoro delle donne I nodi della partecipazione Il lavoro delle donne Caratteristiche della partecipazione Conciliazione tra lavoro e famiglia Caratteristiche dell occupazione femminile I

Dettagli

IL BISOGNO DI SERVIZI PER I BAMBINI DA ZERO A 3 ANNI

IL BISOGNO DI SERVIZI PER I BAMBINI DA ZERO A 3 ANNI IL BISOGNO DI SERVIZI PER I BAMBINI DA ZERO A 3 ANNI 1. La rilevazione La rilevazione presso le famiglie con bambini da zero a 3 anni, residenti nei comuni dell Ambito territoriale dei servizi sociali

Dettagli

Sistemi di welfare 9. L ECONOMIA DELLA FAMIGLIA. A.A. 2013-2014 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione

Sistemi di welfare 9. L ECONOMIA DELLA FAMIGLIA. A.A. 2013-2014 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione A.A. 2013-2014 Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell Amministrazione Sistemi di welfare 9. L ECONOMIA DELLA FAMIGLIA Maria Letizia Pruna SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro mlpruna@unica.it

Dettagli

Occupazione femminile e maternità. Alessandra Casarico Università Bocconi

Occupazione femminile e maternità. Alessandra Casarico Università Bocconi Occupazione femminile e maternità Alessandra Casarico Università Bocconi Donne: nuove regole, nuove opportunità Roma, 25 maggio 2015 Temi I differenziali di genere nel mercato del lavoro Le ragioni dei

Dettagli

ESITI SCOLASTICI E COMPORTAMENTALI, FAMIGLIA E SERVIZI PER L INFANZIA. Fondazione Giovanni Agnelli

ESITI SCOLASTICI E COMPORTAMENTALI, FAMIGLIA E SERVIZI PER L INFANZIA. Fondazione Giovanni Agnelli ESITI SCOLASTICI E COMPORTAMENTALI, FAMIGLIA E SERVIZI PER L INFANZIA di Daniela Del Boca e Silvia Pasqua (Università di Torino, CHILD e Collegio Carlo Alberto) Sintesi della ricerca Dicembre 2010 1 Con

Dettagli

Uno sguardo sull istruzione: Indicatori dell OCSE 2012

Uno sguardo sull istruzione: Indicatori dell OCSE 2012 SCHEDA PAESE Uno sguardo sull istruzione: Indicatori dell OCSE 2012 PRINCIPALI CONCLUSIONI ITALIA I tassi d iscrizione all università sono aumentati dopo che l Italia ha introdotto una nuova struttura

Dettagli

L'agenda di giovedì 10 luglio

L'agenda di giovedì 10 luglio Politica L'agenda di giovedì 10 luglio L'agenda di giovedì 10 luglio ROMA (11.00) Sala Convegni Città dell Altra economia, largo Frisullo. Conferenza stampa di chiusura del progetto Wonder tata finanziato

Dettagli

Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità

Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Il welfare aziendale e l azione del Dipartimento per le Pari Opportunità Dott.ssa Serenella Martini Dipartimento per le Pari Opportunità Presidenza del Consiglio

Dettagli

Il volume. Il volume. Come e quando si diventa padri. Il volume

Il volume. Il volume. Come e quando si diventa padri. Il volume Convegno su La paternità in Italia Roma, ottobre 5 - ISTAT Come e quando si diventa padri Alessandro Rosina Istituto di studi su popolazione e territorio Università Cattolica Milano alessandro.rosina rosina@unicatt.itit

Dettagli

Fondo Sociale Europeo: Asse E una linea di finanziamento per le Pari Opportunità nel mondo del lavoro

Fondo Sociale Europeo: Asse E una linea di finanziamento per le Pari Opportunità nel mondo del lavoro Fondo Sociale Europeo: Asse E una linea di finanziamento per le Pari Opportunità nel mondo del lavoro Linea 3 - possibilità alle aziende che vogliano sperimentare formule di conciliazione dei tempi La

Dettagli

Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti.

Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti. Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti. Francesca Rizzi, Roberta Marracino, Laura Toia - McKinsey & Company In un contesto in cui i vincoli di finanza pubblica rappresentano una

Dettagli

Sistema paese e sicurezza economica. Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma

Sistema paese e sicurezza economica. Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma Sistema paese e sicurezza economica Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma I nostri temi Invece di un sistema-paese, un paese diviso e gravato da varie forme di insicurezza economica In che senso

Dettagli

4 I LAUREATI E IL LAVORO

4 I LAUREATI E IL LAVORO 4I LAUREATI E IL LAVORO 4 I LAUREATI E IL LAVORO La laurea riduce la probabilità di rimanere disoccupati dopo i 30 anni L istruzione si rivela sempre un buon investimento a tutela della disoccupazione.

Dettagli

4I LAUREATI E IL LAVORO

4I LAUREATI E IL LAVORO 4I LAUREATI E IL LAVORO 4 I LAUREATI E IL LAVORO Meno disoccupati tra i laureati oltre i 35 anni La formazione universitaria resta un buon investimento e riduce il rischio di disoccupazione: la percentuale

Dettagli

www.statigeneralidelleditoria.it

www.statigeneralidelleditoria.it www.statigeneralidelleditoria.it Stati generali dell editoria 2008 Più cultura, più lettura, più Paese: scommettere sui giovani Scommettere sui giovani La sintesi della ricerca Iard La lettura dei libri

Dettagli

I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA

I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA Contributo di Laura Chies Esperta dell Agenzia e Dises - Università di Trieste e di Chiara Donati e Ilaria Silvestri Servizio statistica e affari

Dettagli

LA SPESA PER L ISTRUZIONE

LA SPESA PER L ISTRUZIONE NTENUTO DELLA LEZIONE LA SPESA PER L ISTRUZIONE Natura del servizio Ragioni dell intervento pubblico nella spesa per istruzione Modelli di organizzazione del servizio L istruzione in Italia L istruzione

Dettagli

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Comune di Bologna OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA SINTESI DELLA RICERCA SU: Il sostegno pubblico alle famiglie con figli: ragioni teoriche e nuova evidenza

Dettagli

Modelli e regimi di welfare. Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12

Modelli e regimi di welfare. Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 Modelli e regimi di welfare Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 Storicamente i sistemi di Welfare State si sono caratterizzati

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE (PAP)

PIANO DI AZIONI POSITIVE (PAP) COMUNE DI ARNAD Frazione Closé, 1 11020 ARNAD (AO) C.FISCALE e P.IVA 00125720078 COMMUNE D ARNAD 1, hameau de Closé 11020 ARNAD (Vallée d Aoste) TEL. 0125966121-089 FAX 0125966306 e-mail: info@comune.arnad.ao.it

Dettagli

Colmare il divario di retribuzione tra donne e uomini. http://ec.europa.eu/equalpay

Colmare il divario di retribuzione tra donne e uomini. http://ec.europa.eu/equalpay Colmare il divario di retribuzione tra donne e uomini Sommario Cos è il divario di retribuzione tra donne e uomini? Perché persiste il divario di retribuzione tra donne e uomini? Quali azioni ha intrapreso

Dettagli

PARITA TRA I SESSI NELLE CARRIERE ACCADEMICHE TESTIMONIANZA DALLA AUSTRALIA

PARITA TRA I SESSI NELLE CARRIERE ACCADEMICHE TESTIMONIANZA DALLA AUSTRALIA PARITA TRA I SESSI NELLE CARRIERE ACCADEMICHE TESTIMONIANZA DALLA AUSTRALIA Gillian Whitehouse School of Political Science and International Studies University of Queensland Australia Temi e punti centrali

Dettagli

Le ragazze e le carriere scientifiche

Le ragazze e le carriere scientifiche Le ragazze e le carriere scientifiche La cittadinanza subalterna delle donne nelle carriere scientifiche Perché le donne sono tanto poco rappresentate ai vertici delle carriere scientifiche, sia nel settore

Dettagli

Economia del Lavoro. Capitolo 8 2 Borjas. La mobilità del lavoro

Economia del Lavoro. Capitolo 8 2 Borjas. La mobilità del lavoro Economia del Lavoro Capitolo 8 2 Borjas La mobilità del lavoro - 1 US paese molto mobile: tra il 2003 e il 2004, il 2,8% della popolazione si è trasferita tra nello stesso stato e un altro 2,6% tra stati

Dettagli

15 proposte concrete per migliorare la vita delle donne

15 proposte concrete per migliorare la vita delle donne 15 proposte concrete per migliorare la vita delle donne (e quella degli uomini) Per un maggior sostegno alla maternità e alla paternità 1 UNA TUTELA PER TUTTE LE MAMME L Italia ha uno dei tassi di natalità

Dettagli

I processi decisionali all interno delle coppie

I processi decisionali all interno delle coppie 9 aprile 2003 I processi decisionali all interno delle coppie Nel 2001 l indagine Panel europeo sulle famiglie ha dedicato una particolare attenzione agli aspetti legati ai processi decisionali all interno

Dettagli

L OSSERVATORIO. 22 Luglio 2013 CATEGORIA: SOCIETA L INCIDENZA DEI PROBLEMI PSICOLOGICI E PSICOSOMATICI EVIDENZE PSICOLOGICHE 23% 42% 29%

L OSSERVATORIO. 22 Luglio 2013 CATEGORIA: SOCIETA L INCIDENZA DEI PROBLEMI PSICOLOGICI E PSICOSOMATICI EVIDENZE PSICOLOGICHE 23% 42% 29% L OSSERVATORIO L INCIDENZA DEI PROBLEMI PSICOLOGICI E PSICOSOMATICI EVIDENZE PSICOLOGICHE Problemi di condotta Tra le vittime di episodi di bullismo 42% Tra chi ha compiuto atti di bullismo Non coinvolti

Dettagli

5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE

5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE 5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE 5.1 DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ 82 Sono più spesso le donne ad intraprendere gli studi universitari A partire

Dettagli

Individuare le priorità di Going for Growth 2013. Priorità sostenute dagli indicatori

Individuare le priorità di Going for Growth 2013. Priorità sostenute dagli indicatori ITALIA Il PIL pro capite ha continuato a contrarsi, collocandosi ben al di sotto della media superiore dell OCSE. Nonostante un aumento dell intensità di capitale, la crescita della produttività del lavoro

Dettagli

LA SPESA PER L ISTRUZIONE. Scienza delle finanze - Lezione 11

LA SPESA PER L ISTRUZIONE. Scienza delle finanze - Lezione 11 LA SPESA PER L ISTRUZIONE Scienza delle finanze - Lezione 11 CONTENUTO DELLA LEZIONE Natura del servizio Ragioni dell intervento pubblico nella spesa per istruzione Modelli di organizzazione del servizio

Dettagli

La previdenza in Europa

La previdenza in Europa La previdenza in Europa Dati tratti da: «LEGISLAZIONE STRANIERA. MATERIALI DI LEGISLAZIONE COMPARATA» Camera dei Deputati, giugno 2013 Una premessa Le pensioni, in Italia come negli altri paesi europei,

Dettagli

I dottori di ricerca a Milano

I dottori di ricerca a Milano I dottori di ricerca a Milano Leve del 2004 e 2006 Condizione occupazionale e caratteristiche sociodemografiche Finanziamento FAR 2014 dell Università di Milano Bicocca per l indagine I dottori di ricerca

Dettagli

Diventare padri in Italia

Diventare padri in Italia 20 ottobre 2005 Diventare padri in Italia Fecondità e figli secondo un approccio di genere L ampia letteratura scientifica su fecondità e figli è quasi esclusivamente basata su dati riferiti alla sola

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 7-1 La distribuzione del salario - Introduzione -La distribuzione del salario e del reddito 1 Introduzione Nel mkt del lavoro nazionale non esiste un unico salario, bensì

Dettagli

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI LAVORO NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT ANNO 6 N.1/2014 In questo notiziario torniamo ad occuparci di mercato del nella

Dettagli

MANUALE PER LA REDAZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELLE AZIONI POSITIVE

MANUALE PER LA REDAZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELLE AZIONI POSITIVE MANUALE PER LA REDAZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELLE AZIONI POSITIVE a cura della Consigliera di Parità Avv. Maria Francesca Siclari INDICE Perché fare un piano triennale Premesse legislative Linee guida

Dettagli

IL LAVORO CHE CAMBIA? ITALIANI DIVISI A METÀ!

IL LAVORO CHE CAMBIA? ITALIANI DIVISI A METÀ! IL LAVORO CHE CAMBIA? ITALIANI DIVISI A METÀ! Indagine AstraRicerche e Manageritalia (aprile 2015) Enrico Pedretti direttore marketing Manageritalia MILANO 24 NOVEMBRE 2015 L INDAGINE Manageritalia, con

Dettagli

Nel 2015 minori vantaggi fiscali IRAP per le imprese del Sud, 1.192 euro contro 1.245

Nel 2015 minori vantaggi fiscali IRAP per le imprese del Sud, 1.192 euro contro 1.245 Roma, 12 maggio 2015 LAVORO, SVIMEZ: NEGLI ANNI 2011-2015 RISPARMI IMPRESE PER NEOASSUNTO 10.954 EURO AL NORD, 10.407 AL SUD Sgravi contributivi per le aziende italiane finanziati con 3,5 miliardi di fondi

Dettagli

I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013

I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013 I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013 Intervento di Fabrizio Saccomanni Direttore Generale della Banca d Italia Roma, 14 novembre Sono molto

Dettagli

Piano di azioni positive per il triennio 2013/2015

Piano di azioni positive per il triennio 2013/2015 COMUNE DI VANZAGHELLO PROVINCIA DI MILANO Piano di azioni positive per il triennio 2013/2015 Il Decreto Legislativo 11 aprile 2006 n. 198 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell art.

Dettagli

6.1 L occupazione femminile

6.1 L occupazione femminile 6.1 L occupazione femminile E oramai noto come la presenza femminile sul mercato del lavoro sia notevolmente cresciuta nell ultimo decennio. La società in trasformazione ha registrato così un importante

Dettagli

Agenda politica. FORUM 54 Donne Elettrici Elenco delle proposte. Area Pari Opportunità Piano d azione cantonale Educazione e Formazione

Agenda politica. FORUM 54 Donne Elettrici Elenco delle proposte. Area Pari Opportunità Piano d azione cantonale Educazione e Formazione Agenda politica FORUM 54 Donne Elettrici Elenco delle proposte Area Pari Opportunità Piano d azione cantonale Educazione e Formazione Area Economia e Lavoro Trasparenza dei diritti e dei doveri sul posto

Dettagli

LE CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE DELLA VALLE D AOSTA

LE CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE DELLA VALLE D AOSTA LE CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE DELLA VALLE D AOSTA Sono numerose le evidenze scientifiche in cui si dimostra che le persone che godono di una posizione sociale privilegiata, che hanno un titolo

Dettagli

* Evoluzione della. previdenza complementare nel mutato scenario previdenziale obbligatorio

* Evoluzione della. previdenza complementare nel mutato scenario previdenziale obbligatorio * Evoluzione della previdenza complementare nel mutato scenario previdenziale obbligatorio * La pensione pubblica *La previdenza complementare *I numeri della previdenza complementare in Italia *Le questioni

Dettagli

Un alleanza per i diritti dei bambini e degli adolescenti del Mezzogiorno

Un alleanza per i diritti dei bambini e degli adolescenti del Mezzogiorno Un alleanza per i diritti dei bambini e degli adolescenti del Mezzogiorno Crescere al Sud rappresenta un luogo d incontro tra realtà diverse, nazionali e locali, che hanno deciso di mettere in comune le

Dettagli

Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti

Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti Francesca Rizzi, Roberta Marracino, Laura Toia - McKinsey & Company In un contesto in cui i vincoli di finanza pubblica rappresentano una limitazione

Dettagli

Il differenziale retributivo in Europa

Il differenziale retributivo in Europa Il differenziale retributivo in Europa Il differenziale retributivo di genere gender pay gap, misura la differenza relativa alle retribuzioni delle donne e degli uomini, ovvero il risultato delle discriminazioni

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 6-7 Il capitale umano - La teoria dei segnali 1 Hip. base del modello di istruzione (teoria del capitale umano): istruzione => ( produttività del lavoratore) => w. Ragionamento

Dettagli

4I LAUREATI E IL LAVORO

4I LAUREATI E IL LAVORO 4I LAUREATI E IL LAVORO 4 I LAUREATI E IL LAVORO La laurea riduce la probabilità di rimanere disoccupati dopo i 35 anni L istruzione si rivela sempre un buon investimento a tutela della disoccupazione.

Dettagli

CONTESTO E DEFINIZIONI

CONTESTO E DEFINIZIONI LA CONCILIAZIONE PER IL BENESSERE LAVORATIVO E LA QUALITA DEL SERVIZIO Varese 16 Dicembre 2013 a cura di Arianna Visentini CONTESTO E DEFINIZIONI WORK LIFE BALANCE 1 PAROLE CHIAVE DELLA CONCILIAZIONE STAKEHOLDERS

Dettagli

Iniziative di Welfare per i dipendenti. Index

Iniziative di Welfare per i dipendenti. Index Iniziative di Welfare per i dipendenti Index Storia Nel 1948, a Milano, Valerio Gilli fonda Inaz Un azienda familiare, oggi condotta da Linda Gilli Una storia di innovazione continua dedicata ai professionisti

Dettagli

ORARIO DI LAVORO, UGUAGLIANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE FRA LAVORO E VITA FAMILIARE

ORARIO DI LAVORO, UGUAGLIANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE FRA LAVORO E VITA FAMILIARE SCHEDA INFORMATIVA ORARIO DI LAVORO, UGUAGLIANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE FRA LAVORO E VITA FAMILIARE EUROPEAN TRADE UNION CONFEDERATION (ETUC) SCHEDA INFORMATIVA ORARIO DI LAVORO, UGUAGLIANZA DI GENERE

Dettagli

Dalle pari opportunità alla partecipazione protagonista

Dalle pari opportunità alla partecipazione protagonista Dalle pari opportunità alla partecipazione protagonista Indice Obiettivi della ricerca Caratteristiche socio demografiche del campione I risultati della ricerca Percezione della discriminazione di Esperienze

Dettagli

Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all università

Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all università 2. Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all università Nella popolazione dei laureati si manifesta una sovrarappresentazione dei figli delle classi avvantaggiate dal punto di vista socioculturale.

Dettagli

Dal Brain Drain al Brain Circulation

Dal Brain Drain al Brain Circulation Dal Brain Drain al Brain Circulation Il caso Italiano nel contesto globale Simona Milio London School of Economics and Political Science Introduzione Il problema e La sfida Le cause Le politiche adottate

Dettagli

AZIONI A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE TRA FAMIGLIA E LAVORO

AZIONI A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE TRA FAMIGLIA E LAVORO AZIONI A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE TRA FAMIGLIA E LAVORO PREMESSO: - che occorre una azione sinergica, a tutti i livelli, tra le iniziative legislative, le politiche sociali e quelle contrattuali

Dettagli

I diplomati e lo studio Anno 2007

I diplomati e lo studio Anno 2007 12 novembre 2009 I diplomati e lo studio Anno 2007 Direzione centrale comunicazione ed editoria Tel. + 39 06 4673 2243-2244 Centro di informazione statistica Tel. + 39 06 4673 3106 Informazioni e chiarimenti

Dettagli

Forbice nel percorso della carriera scientifica, Italia e EU

Forbice nel percorso della carriera scientifica, Italia e EU Forbice nel percorso della carriera scientifica, Italia e EU 100 80 60 40 20 Males Females EU-25 M EU-25 F 0 Grade C Grade B Grade A Abbiamo bisogno di più donne nella scienza? Possiamo rispondere da tre

Dettagli

Statistiche e osservazioni sul cumulo delle prestazioni pensionistiche. a cura di: Luca Inglese e Oreste Nazzaro

Statistiche e osservazioni sul cumulo delle prestazioni pensionistiche. a cura di: Luca Inglese e Oreste Nazzaro Statistiche e osservazioni sul cumulo delle prestazioni pensionistiche a cura di: Luca Inglese e Oreste Nazzaro Introduzione Un aspetto al quale è stata dedicata relativamente poca attenzione durante gli

Dettagli

Fisco come welfare per le famiglie

Fisco come welfare per le famiglie Politica fiscale Fisco come welfare per le famiglie Accanto a trasferimenti monetari e servizi (in Italia i primi dominano rispetto ai secondi), vi sono misure fiscali che funzionano come compensazione

Dettagli

Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro

Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro Le Linee guida per la formazione nel 2010 e il rilancio dei contratti a contenuto formativo Roma, 6 maggio 2010 Emmanuele Massagli Ricercatore

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 9-8 La discriminazione del mercato del lavoro - Applicazioni di politica economica: determinanti del rapporto del salario donne-uomini 1 Fine anni 90: rapporto del salario

Dettagli

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE Premessa CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE La formazione è una delle leve cardine per il rilancio di un'efficace politica di sviluppo, dei diritti

Dettagli

LE POLITICHE DI WELFARE FAMILIARE IN EUROPA 1

LE POLITICHE DI WELFARE FAMILIARE IN EUROPA 1 LE POLITICHE DI WELFARE FAMILIARE IN EUROPA 1 ITALIA GERMANIA SPAGNA FRANCIA GRAN CERDITI DI CURA I contributi figurativi per malattia del bambino sono utili per il diritto e per la misura di tutte le

Dettagli

OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977

OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977 24 aprile 2013 OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977 L Istat ha ricostruito le serie storiche trimestrali e di media annua dal 1977 ad oggi, dei principali aggregati del mercato del lavoro,

Dettagli

I determinanti dell assenteismo legati a salute e condizioni di lavoro in Italia

I determinanti dell assenteismo legati a salute e condizioni di lavoro in Italia I determinanti dell legati a salute e condizioni di lavoro in Italia Giuseppe Costa, Angelo d Errico, Francesca Vannoni, Tania Landriscina, Roberto Leombruni Università Torino e ASL TO3 del Piemonte Centri

Dettagli

Il lavoro a tempo... ma a che tempo?

Il lavoro a tempo... ma a che tempo? 1. Il tema: Il lavoro a tempo... ma a che tempo? 2. Gli interrogativi sul tema - Quale lavoro e per quanto tempo? - Aiutare il lavoro vuol dire penalizzare le imprese? - Come uscire dalla crisi non togliendo

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 6-5 Il capitale umano - 1 Tipico metodo per stimare il tasso di rendimento dell istruzione: si usano dati sui guadagni e sull istruzione di lavoratori differenti si stima

Dettagli

Bisogni e necessità delle famiglie con almeno un bambino fra 0 e 4 anni Risultati del sondaggio

Bisogni e necessità delle famiglie con almeno un bambino fra 0 e 4 anni Risultati del sondaggio Bisogni e necessità delle famiglie con almeno un bambino fra 0 e 4 anni Risultati del sondaggio Conferenza stampa Paolo Beltraminelli Direttore DSS 17 marzo 2015 Indice 1. Perché il sondaggio? 2. Questionario

Dettagli

Il lavoro. 4.1 L attività e l inattività della popolazione

Il lavoro. 4.1 L attività e l inattività della popolazione Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 4 Il lavoro Gli indicatori presentati in questo capitolo riguardano la condizione di occupazione.

Dettagli

Parentela e reti di solidarietà

Parentela e reti di solidarietà 10 ottobre 2006 Parentela e reti di solidarietà Il volume Parentela e reti di solidarietà presenta alcuni risultati dell indagine Famiglia e soggetti sociali svolta dall Istat nel novembre 2003 su un campione

Dettagli

PRODUZIONE E CRESCITA

PRODUZIONE E CRESCITA Università degli studi di MACERATA ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2012/2013 PRODUZIONE E CRESCITA Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@unimc.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

,O7HPSRGHOOH'RQQH $1$/,6,(17,($=,(1'(',6(59,=, /HRUJDQL]]D]LRQLLQWHUYLVWDWH

,O7HPSRGHOOH'RQQH $1$/,6,(17,($=,(1'(',6(59,=, /HRUJDQL]]D]LRQLLQWHUYLVWDWH ,O7HPSRGHOOH'RQQH Progetto ID 158160 Azioni di sistema E1 FSE Obiettivo 3 http://www.iltempodelledonne.it $1$/,6,(17,($=,(1'(',6(59,=, /HRUJDQL]]D]LRQLLQWHUYLVWDWH Per lo studio dei servizi sul territorio,

Dettagli

Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all università

Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all università 2. Le caratteristiche dei laureati al loro ingresso all università Nella popolazione indagata si manifesta una sovrarappresentazione dei laureati provenienti da contesti familiari avvantaggiati dal punto

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

Giovani, stranieri e strutture familiari

Giovani, stranieri e strutture familiari Giovani, stranieri e strutture familiari Come cambia la popolazione lombarda Alessandro Rosina Dipartimento di Scienze Statistiche Università Cattolica - Milano (alessandro.rosina@unicatt.it) Longevità

Dettagli

Fondo Monetario Internazionale e Italia

Fondo Monetario Internazionale e Italia Fondo Monetario Internazionale e Italia (analisi della Public Information Notice del 13/11/2003) Antonio Forte Tutti i diritti sono riservati INTRODUZIONE Nell ambito della funzione di sorveglianza svolta

Dettagli

Situazione relativa ai licenziamenti per dimissioni in bianco in Provincia di Bolzano

Situazione relativa ai licenziamenti per dimissioni in bianco in Provincia di Bolzano Coordinamento Pari Opportunità e Politiche di Genere Bolzano Landeskomitee für Chanchengleichheit Bozen Situazione relativa ai licenziamenti per dimissioni in bianco in Provincia di Bolzano L Alto Adige

Dettagli

Giovani e lavoro tra continuità e segnali di cambiamento

Giovani e lavoro tra continuità e segnali di cambiamento Giovani e lavoro tra continuità e segnali di cambiamento Quali sono le caratteristiche del lavoro a cui i giovani assegnano maggiore importanza? Che cosa desiderano? E importante rispondere a queste domande

Dettagli

L ISTRUZIONE: ASPETTI TEORICI

L ISTRUZIONE: ASPETTI TEORICI Lezione 9.1 L ISTRUZIONE: ASPETTI TEORICI SdW SISTEMI DI WELFARE (P. Silvestri, 2014-15) 1 CONTENUTO DELLA LEZIONE Natura del servizio Ragioni dell intervento pubblico nella spesa per istruzione Modelli

Dettagli

Cosa è necessario sapere sulla riforma pensionistica per non incorrere in sorprese sgradevoli al momento della pensione

Cosa è necessario sapere sulla riforma pensionistica per non incorrere in sorprese sgradevoli al momento della pensione La breve nota che segue, redatta dal Comitato Pari Opportunità della Provincia, invita i lavoratori e le lavoratrici a riflettere sulle recenti modiche alla normativa pensionistica, al fine di poter pianificare,

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014. Premessa

PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014. Premessa PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014 Premessa Nell ambito delle finalità espresse dalla L. 125/1991 e successive modificazioni ed integrazioni, ossia favorire l occupazione femminile e realizzare

Dettagli

Analisi dell ipotesi di introduzione di una deduzione fissa per i figli a carico

Analisi dell ipotesi di introduzione di una deduzione fissa per i figli a carico Dipartimento Democrazia Economica, Economia Sociale, Fisco e Previdenza Nota a cura di Paola Serra e Lorenzo Lusignoli Politica fiscale per la famiglia Analisi dell ipotesi di introduzione di una deduzione

Dettagli

sviluppo dell umbria

sviluppo dell umbria L internet economy e il suo contributo allo sviluppo dell umbria Mauro Casavecchia l internet economy crea valore e occupazione Contributo diretto di Internet al PIL 2009 Contributo di Internet alla crescita

Dettagli

Tempi di vita e tempi di lavoro. La conciliazione fa bene all azienda

Tempi di vita e tempi di lavoro. La conciliazione fa bene all azienda Tempi di vita e tempi di lavoro La conciliazione fa bene all azienda La conciliazione da impulso allo sviluppo Ci sono tanti modi per crescere in competitività. Ma c è una leva, in particolare, che costituisce

Dettagli

B1 occupazione e livello d'istruzione: piu' istruite, piu' occupate

B1 occupazione e livello d'istruzione: piu' istruite, piu' occupate B1 occupazione e livello d'istruzione: piu' istruite, piu' occupate Malgrado l occupazione femminile abbia registrato a partire dall inizio del 2000 un forte incremento, segnando tassi di crescita annui

Dettagli

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica Capitolo 17 I mercati con informazione asimmetrica Introduzione L incertezza sulla qualità e il mercato dei bidoni I segnali di mercato Il rischio morale Il problema agente-principale L informazione asimmetrica

Dettagli

Invecchiamento della popolazione e welfare attivo per tutte le età

Invecchiamento della popolazione e welfare attivo per tutte le età Invecchiamento della popolazione e welfare attivo per tutte le età Alessandro Rosina alessandro.rosina@unicatt.it RIVOLUZIONE INDUSTRIALE/ TRANSIZIONE DEMOGRAFICA I 150 anni che hanno cambiato (per sempre)

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 2-3 Applicazioni dell offerta di lavoro - La produzione della famiglia 1 Applicazioni dell offerta di lavoro - la famiglia Nel modello neoclassico lavoro-tempo libero

Dettagli

Conflittualità relazionali fra impegni familiari e impegni professionali. Rosa Maria Nicotera www.consorziomediana.it

Conflittualità relazionali fra impegni familiari e impegni professionali. Rosa Maria Nicotera www.consorziomediana.it Conflittualità relazionali fra impegni familiari e impegni professionali Rosa Maria Nicotera www.consorziomediana.it Gli interventi a sostegno dei legami familiari e alla conciliazione positiva dei conflitti

Dettagli

Medici Veterinari al lavoro. Una professione che cambia

Medici Veterinari al lavoro. Una professione che cambia Medici Veterinari al lavoro Una professione che cambia 6.814 Medici Veterinari In Piemonte, Lombardia, Valle d Aosta e Liguria Nell Italia Nord-Occidentale lavora circa il 40% del numero complessivo di

Dettagli