LA BUSTA PAGA MA INSOMMA QUANTO PRENDO AL MESE? Manualetto per poter leggere la propria busta paga a uso di lavoratrici e lavoratori Aprilia

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1 LA BUSTA PAGA MA INSOMMA QUANTO PRENDO AL MESE? Manualetto per poter leggere la propria busta paga a uso di lavoratrici e lavoratori Aprilia A cura dei delegati FIOM CGIL Aprilia Gennaio

2 Sommario 1. La normativa sulla busta paga Informazioni che devono essere contenute in busta paga Le voci della busta paga La retribuzione lorda Le trattenute Altre voci di busta paga La paga base Il superminimo Indennità di vacanza contrattuale e una tantum Gli scatti di anzianità Indennità di funzione Indennità varie Gli straordinari, le ore di viaggio, le ore supplementari Compensi per lavoro notturno e festivo Gratifiche e premi Gratifiche e premi Altre voci attive I contributi sociali Le imposte Altre voci passive La 13 a mensilità Conclusioni Appendice Gennaio

3 1. La normativa sulla busta paga Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa (art. 36, c. 1 Costituzione). La corresponsione della retribuzione va accompagnata, secondo norma di legge (l. 4 del 5 gennaio 1953) da un prospetto paga, la cosiddetta busta paga, che deve contenere in modo analitico tutte le voci relative alla retribuzione. Tale norma ammette eccezione solo per i dipendenti pubblici e per il personale addetto ai servizi familiari e domestici. In caso di ritardata o mancata consegna, di omissione o inesattezza nelle registrazioni apposte sul prospetto paga, viene applicata al datore di lavoro una sanzione amministrativa (qualora il fatto non costituisca reato, ossia non vi siano dolo o colpa): l organismo di vigilanza è l Ispettorato del lavoro. Attenzione: la busta paga ha validità giuridica e può quindi essere utilizzata come prova nelle controversie di lavoro di fronte all autorità giudiziaria; inoltre, assieme al CUD, contiene i dati contributivi per la previdenza obbligatoria. Va quindi conservata fino a dieci anni dopo la data d entrata in pensione. Eventuali reclami per inesattezze vanno effettuati: entro 1 anno, per gli errori di calcolo; entro 3 anni, per erronee interpretazioni di norme contrattuali e di legge. I crediti di lavoro si prescrivono: in 1 anno quando si tratti di elementi retributivi corrisposti con periodicità fino a un mese (p. es. salario, stipendio, premi di risultato se corrisposti mensilmente: art Codice Civile [c.c.]); in 3 anni per elementi retributivi corrisposti con periodicità superiore al mese (mensilità aggiuntive come la tredicesima, premi di risultato erogati con cadenza plurimensile o annuale, indennità sostitutive, festività, ecc.: art c.c.); in 5 anni negli altri casi (p. es. arretrati per straordinari, livello superiore non assegnato, TFR, ecc.: art c.c.); ammette eccezione ai precedenti termini la corresponsione dell indennità sostitutiva per ferie e riposi settimanali non goduti: poiché essa ha carattere risarcitorio e non retributivo, la prescrizione è quella ordinaria decennale per gli atti amministrativi (Corte di Cassazione Civile sezione lavoro, sentenza n dell 11 maggio 2011). Il termine di prescrizione decorre dalla data di mancata erogazione dell elemento retributivo nelle aziende con più di 15 dipendenti, dalla data di cessazione del rapporto di lavoro nelle aziende fino a 15 dipendenti. Gennaio

4 Ancora una volta fa eccezione l indennità sostitutiva di ferie e permessi, per la quale la prescrizione parte in ogni caso dalla data di teorica erogazione, quindi in costanza di rapporto di lavoro qualunque sia il numero di dipendenti dell azienda. La determinazione della retribuzione viene effettuata in Italia sulla base non di limiti minimi legali (il cosiddetto salario minimo), come avviene in altri Paesi, ma secondo i contratti collettivi (art c.c.). Il contratto collettivo fissa quindi il livello minimo sotto il quale non si può scendere nella corresponsione di stipendi e salari. 2. Informazioni che devono essere contenute in busta paga Non esiste un modello standard di busta paga; la legge 4/1953 specifica solo i dati obbligatori che il prospetto deve contenere, che sono: nome, cognome e qualifica professionale del lavoratore, attribuita in funzione della mansioni svolte; dati identificativi, timbro e firma del datore di lavoro; periodo di riferimento; tutti i singoli elementi della retribuzione, ivi compresi gli assegni relativi al nucleo familiare (ANF); tutte le trattenute effettuate per qualsiasi motivo. 3. Le voci della busta paga La retribuzione netta che il lavoratore percepisce deriva da una serie di voci positive, che sommate danno la retribuzione lorda, alla quale poi vanno tolte le trattenute: al risultato si sommano infine gli ANF e si ottiene la retribuzione netta. La base di calcolo può essere a tempo (oraria, giornaliera, mensile) o a prestazione (cottimo). Gennaio

5 3.1. La retribuzione lorda Le voci attive della busta paga si compongono di: a) voci corrisposte in via continuativa quali: 1. paga base, che a sua volta si può suddividere in minimo sindacale ed elemento distinto della retribuzione (EDR); 2. superminimo, che può essere individuale o collettivo; 3. indennità di vacanza contrattuale (IVC), che viene corrisposta in caso di ritardato rinnovo contrattuale; 4. scatti di anzianità; 5. elemento retributivo o indennità di funzione direttiva (per i metalmeccanici, spetta ai lavoratori di 7 o livello e ai quadri); 6. indennità varie (disagiata sede, maneggio denaro, ecc.). b) voci corrisposte in via non continuativa o in maniera variabile: 1. straordinari, ore di viaggio, ore supplementari; 2. compensi per lavoro notturno e festivo; 3. premi di risultato; 4. erogazioni liberali; 5. una tantum contrattuali per compensare il ritardo nella chiusura dei contratti rispetto alla scadenza naturale; 6. gratifiche e premi collettivi o individuali; 7. rimborsi spese e indennità di trasferta Le trattenute Le voci che vanno sottratte alla retribuzione lorda sono: 1. i contributi sociali, che per i lavoratori dipendenti privati in aziende oltre i 15 dipendenti sono dovuti nella misura del 9,49% della retribuzione lorda effettiva; 2. le imposte (IRPEF e addizionali regionali e comunali); 3. le trattenute per utilizzo mensa; Gennaio

6 4. eventuali versamenti per fondi pensione di categoria (per i metalmeccanici Federmeccanica, il fondo COMETA); 5. ulteriori eventuali contributi a istituti aziendali (previdenza o sanità integrativa, ecc.); 6. le quote sindacali (1% della paga base contrattuale o minimo sindacale). Da notare che: 1. alcune voci, come i premi di risultato, sono assoggettate solo parzialmente ai contributi sociali. L azienda, infatti, godeva fino al 31 dicembre 2007 della vecchia decontribuzione, ossia del pagamento di contributi ridotti (10% anziché la quota piena del 32% circa), fino a un valore pari al 3% della retribuzione annua del lavoratore, mentre il lavoratore stesso non pagava contributi su tale quota, che però non gli veniva conteggiata ai fini pensionistici. Dal 1 gennaio 2008, con la legge 247/2007 è stata abrogata questa decontribuzione. La nuova decontribuzione, calcolata sul 3% della retribuzione contrattuale e pari alla quota del 25% (anziché il vecchio 22%) dei contributi versati dall azienda, è stata istituita, a norma della l. 247, con decorrenza dal 1 gennaio 2008, con decreto ministeriale del 7 maggio 2008 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2008). La differenza principale è che la quota di retribuzione del 3% verrà a valere ai fini pensionistici; il lavoratore non verserà la propria quota, e quindi avrà lo sgravio totale come in precedenza. Il valore dei contributi che non verserà l azienda verrà coperto dalla fiscalità generale; 2. le imposte vengono calcolate non su tutta la retribuzione lorda, ma su quella ottenuta togliendo i contributi sociali, i versamenti a fondi pensione integrativi e le deduzioni per eventuali versamenti a previdenza integrativa. Da notare che le vecchie deduzioni per no tax area e no tax family area, introdotte rispettivamente nel 2003 e nel 2005, sono stati sostituite da detrazioni d imposta corrispondenti a partire dal 1 gennaio 2007; 3. il cosiddetto stipendio variabile di produttività (premi di risultato, incentivi sia collettivi sia individuali, straordinari, indennità per lavoro notturno, ecc.) viene assoggettato, a partire dal 1 luglio 2008 e fino al 31 dicembre 2011, ad imposta sostitutiva del 10% anziché all'irpef. Questo purché il lavoratore non abbia superato di redditi da lavoro dipendente nell'anno 2007 (per il beneficio nel 2008), nel 2008 e 2009 (per il beneficio nel 2009 e 2010), nel 2010 (per il beneficio nel 2011). L'importo massimo assoggettabile a tassazione separata era di nel 2008, aumentato a per il 2009 e La normativa di riferimento è data dal d.l. n. 93 del 27 maggio 2008, convertito con modifiche nella l. 126 Gennaio

7 del 24 giugno 2008, dal d.l. 185 del 29 novembre 2008, convertito con modifiche nella l. 2 del 28 gennaio 2009, dalla l. 191 del 23 dicembre 2009 (finanziaria 2010), dalla l. 220 del 13 dicembre 2010 (legge di stabilità 2011). A partire dal 1 gennaio 2012, gli sgravi sono demandati alla contrattazione collettiva (l. 111 del 15 luglio 2011 e l. 183 del 12 novembre 2011). Vi pare complicato? In effetti lo è: consigliamo lavoratrici e lavoratori che avessero dei dubbi sulla loro busta paga di rivolgersi ai delegati FIOM ed eventualmente agli uffici legali CGIL per poter effettuare il controllo della loro retribuzione Altre voci di busta paga Nel cedolino che viene consegnato a ogni lavoratore possono apparire anche altre voci, non strettamente legate alla retribuzione mensile, come l ammontare del TFR progressivo, i dati relativi a ferie e PAR goduti, i progressivi delle imposte e dei contributi sociali pagati, ecc. Tali voci, che dovrebbero servire a dare notizie utili al lavoratore, spesso costituiscono invece un appesantimento del documento anche per le loro descrizioni spesso non univoche e scarsamente comprensibili. Nei prossimi paragrafi, passeremo ad analizzare le voci principali della busta paga, in modo da dare degli strumenti semplici per una prima lettura e comprensione di questo importante documento. 4. La paga base Come già detto, la paga base è costituita dal minimo sindacale e dall EDR, quest ultimo un vecchio elemento contrattuale pari a 10,33 (le lire d un tempo), e uguale per tutte le categorie (o livelli) contrattuali. I minimi sono invece differenziati a seconda dei livelli (vedi tabella 1 in appendice). La paga base costituisce, per un determinato contratto nazionale di lavoro, il livello minimo di retribuzione sotto il quale non si può andare. L'EDR, che costituiva voce separata fino al 31 dicembre 2012, col rinnovo del CCNL del 5 dicembre 2012 viene accorpato nel minimo contrattuale a partire dal 1 gennaio Gennaio

8 5. Il superminimo Il cosiddetto superminimo costituisce di norma una delle voci aggiuntive di maggior peso nella busta paga. Si possono distinguere superminimi individuali e collettivi. Questi ultimi sono in genere risultato della contrattazione collettiva e possono assumere anche diverse denominazioni, quali p. es. premio di produzione collettivo. Nella busta paga Aprilia si può trovare proprio una voce con tale nome; essa deriva da vecchi accordi a- ziendali ed è diversificata a seconda del livello (tabella 2 in appendice). Per quanto riguarda i superminimi individuali, essi normalmente derivano dalla contrattazione individuale e si basano largamente sulla discrezionalità dell azienda: possono perciò essere fonte di disuguaglianze, ingiustizie e discriminazioni tra i lavoratori. Un cenno a parte merita la cosiddetta assorbibilità, ossia la possibilità da parte dell azienda di ridurre il superminimo in occasione di aumenti retributivi collettivi o comunque dovuti a contrattazione collettiva, come i passaggi di categoria. Tale facoltà, secondo la giurisprudenza, può venire e- sercitata solo per i superminimi individuali che non siano stati assegnati in funzione della particolare onerosità o difficoltà delle mansioni svolte. In altre parole, il superminimo che riconosce la professionalità e le responsabilità del lavoratore non può essere assorbito. Va da sé che la determinazione di queste condizioni è particolarmente difficile quando i superminimi sono assegnati in modo del tutto discrezionale dall azienda. 6. Indennità di vacanza contrattuale e una tantum L indennità di vacanza contrattuale (IVC), introdotta nella normativa contrattuale con l accordo trilaterale Governo sindacato Confindustria del 23 luglio 1993, serve a compensare (molto parzialmente, a dire il vero) i mancati accordi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL). In caso di mancato rinnovo, essa scatta, nella misura del 30% del tasso d inflazione programmato, dopo 3 mesi dalla scadenza del CCNL; dopo 6 mesi di vacanza contrattuale, la percentuale passa al 50%. Dato che, almeno negli ultimi anni, il tasso d inflazione programmato dal Governo, sul quale tra l altro si basano i rinnovi contrattuali, è sempre stato nettamente inferiore all inflazione che poi effettivamente si è verificata, si può ben comprendere come la copertura di salari e stipendi con la IVC in caso di mancato rinnovo sia decisamente modesta. Le una tantum vengono erogate, di norma in due scaglioni, quando (e succede quasi sempre) i contratti vengono rinnovati dopo la data di scadenza. Insieme con la IVC servono a coprire almeno in parte il periodo in cui non Gennaio

9 sono stati in vigore gli aumenti, dati che questi non hanno validità retroattiva. 7. Gli scatti di anzianità L istituto degli scatti di anzianità è contrattuale (CCNL): detti scatti sono aumenti periodici (biennali per i metalmeccanici), erogati in funzione dell anzianità di permanenza in una determinata categoria contrattuale. Il numero massimo di scatti totalizzabili in una stessa categoria sono, sempre per i metalmeccanici, cinque, pari a una permanenza di dieci anni. Il valore dello scatto dipende dal livello (tabella 3 in appendice); la gestione degli scatti all atto del passaggio di categoria dipende dal tipo di inquadramento (operaio o impiegato) e dal livello di partenza; per maggiori informazioni, si invita a consultare il testo del CCNL. 8. Indennità di funzione La legge prevede, per i ruoli direttivi, la non corresponsione puntuale degli straordinari che vengono di norma compensati con indennità specifiche. L elemento retributivo aggiuntivo (o indennità di funzione) per i livelli 7 e 7 quadro è appunto di questa natura. L entità risulta essere piuttosto modesta (attualmente 59,39 il 7 livello e 114 per il quadro), perché viene rivista solo saltuariamente in occasione dei rinnovi contrattuali. Questo, tenendo conto del fatto che di norma gli impiegati di livello così elevato ricevono adeguata remunerazione già a livello aziendale se non individuale. 9. Indennità varie Per quanto riguarda queste particolari voci, vista la loro diffusione estremamente scarsa si rimanda per i dettagli ai capitoli specifici del CCNL. Basti sapere, in generale, che esse vanno in genere a coprire situazioni di possibile disagio per il lavoratore (sede disagiata, maneggio denaro, eccetera). Gennaio

10 10. Gli straordinari, le ore di viaggio, le ore supplementari I compensi per lavoro straordinario coprono l attività lavorativa svolta fuori dal normale orario di lavoro, escluse le ore impiegate (sempre fuori o- rario di lavoro) per i viaggi che vanno retribuite, a norma di CCNL e salvo accordi più favorevoli, con l 85% della paga oraria ordinaria. La maggiorazione rispetto alla paga ordinaria può variare dal 10% al 75% a seconda del tipo di straordinario e della sua quantità (vedi tabella 4 in appendice). Un discorso a parte meritano le ore supplementari. Queste sono le ore prestate dal personale a part-time orizzontale (quindi con orario giornaliero inferiore a otto ore) oltre il proprio orario di part-time, con il limite massimo delle complessive 8 ore giornaliere e 40 settimanali. A norma di CCNL, vanno compensate con una maggiorazione del 10%. Gli straordinari non spettano, almeno con pagamento specifico, al personale direttivo (dirigenti, quadri, impiegati con qualifica direttiva): per questi sono previste dal CCNL indennità specifiche (vedi punto 8); inoltre, possono essere previsti compensi su base annua con accordi collettivi o individuali, il modo da rispettare il principio di proporzionalità e adeguatezza della retribuzione rispetto alle prestazioni lavorative fornite. 11. Compensi per lavoro notturno e festivo Qualora il lavoratore non usualmente a turno o con orario particolare venga comandato a svolgere (in via eccezionale, quindi) il proprio orario lavorativo nelle ore notturne o nei giorni festivi, ha diritto a delle maggiorazioni sulle ore prestate, anche se rientrano nelle normali 8 ore lavorative giornaliere (vedi tabella 4 in appendice). Con l accordo di rinnovo del 20 gennaio 2008 è considerato lavoro notturno, per tutti i lavoratori, quello prestato a partire da 12 ore dopo l inizio del turno del mattino per ciascun gruppo lavorativo e fino all inizio del turno corrispondente il giorno successivo. Ad esempio, per un lavoratore che inizi a lavorare alle 8 del mattino il lavoro notturno scatterà a partire dalle 20, fino alle 8 del giorno successivo. Come in precedenza, non è considerato lavoro notturno quello svolto dopo le 6 al fine di preparazione degli impianti. In caso di orari flessibili (per esempio entrata ammessa tra le 8 e le 9 del mattino, con orario standard 8 17 e recupero a fine giornata) il riferimento è sempre l orario base, quindi nel nostro esempio le 8. Il rinnovo del CCNL, con l unificazione dei trattamenti per tutte le qualifiche, ha esteso quindi anche agli impiegati il regime di orario notturno degli operai: ricordiamo che in precedenza il lavoro notturno per gli impiegati era considerato solo quello compreso tra le 21 e le 6 del giorno successivo. Gennaio

11 Il trattamento delle festività è uguale per tutti i lavoratori. 12. Gratifiche e premi Questi sono elementi (collettivi o individuali) che vengono normalmente corrisposti a fronte di particolari risultati, di tipo eccezionale, conseguiti dall azienda o dal singolo lavoratore oppure in occasione di particolari tempi dell anno (premi feriali, gratifica natalizia). In questi ultimi casi hanno carattere collettivo e derivano normalmente da accordi aziendali tra OO.SS. (RSU) e azienda. 13. Altre voci attive Oltre a quelle finora citate, vi possono essere nella busta paga altre voci attive, quali: i rimborsi per spese sostenute dal lavoratore in nome e per conto dell azienda, durante l espletamento del proprio servizio. È interessante notare, a questo proposito, come leggi e contratti prevedano esclusivamente l istituto del rimborso: eventuali anticipi assegnati dal datore di lavoro devono quindi considerarsi a tutti gli effetti come anticipi di salario o stipendio e vanno conguagliati in busta paga; i cosiddetti fringe benefits, ossia i benefici in natura (auto aziendale, agevolazioni, convenzioni monetizzabili) che, in quanto tali, costituiscono retribuzioni e vanno quindi soggetti a imposizione fiscale e a contribuzione sociale; le erogazioni liberali, ossia il denaro elargito senza motivazione specifica dall azienda: esse risultavano esenti da imposta fino al 29 maggio 2008 (d.l. 93 del 28 maggio 2008, convertito nella legge n. 126 del 24 luglio 2008, che ne ha specificato l assoggettamento a IRPEF) e, se erogate una tantum in via collettiva, risultano esenti anche da contribuzione sociale; gli assegni al nucleo familiare (ANF), che vengono erogati dall INPS ai lavoratori che abbiano carichi familiari e redditi relativamente bassi. L importo, aggiornato annualmente secondo l inflazione, viene determinato in base al livello di reddito e ai carichi familiari e pubblicato dall INPS in apposite tabelle. Gli ANF sono esenti da imposte e contributi. 14. I contributi sociali Gennaio

12 I contributi che vengono versati dal lavoratore ammontano (a partire dal 1 gennaio 2007) al 9,49% della retribuzione lorda totale. Di questi, il 9,19% viene destinato al Fondo Previdenziale dei Lavoratori Dipendenti (FPLD) dell INPS, lo 0,30% va invece al Fondo INPS di gestione delle prestazioni di mobilità: quest ultima quota non viene però versata dai lavoratori di a- ziende sotto i 15 dipendenti e dai dirigenti d'azienda, tipologie di lavoratori per le quali non esiste l istituto della mobilità. Si noti che l ammontare complessivo dei contributi sociali è molto più elevato, potendo variare, a seconda del tipo di azienda e della qualifica del lavoratore, dal 37,19 al 46,57% della retribuzione lorda. Quanto non versato dal lavoratore rimane tutto a carico dell azienda. L ammontare complessivo dei contributi al FPLD è normalmente del 33% di cui, come si è visto, il 9,19% a carico del lavoratore e il 23,81% a carico dell azienda. I lavoratori che superano l imponibile previdenziale mensile di 3587 (nel 2011: tale livello viene aggiornato annualmente) pagano, sulla quota eccedente, un contributo aggiuntivo dell 1%. La differenza tra la quota complessiva dovuta al FPLD e i contributi sociali totali viene ripartita in varie voci: Fondo garanzia del TFR, indennità di malattia, indennità di maternità, ecc. Il valore dei contributi è diverso se il lavoratore ha un contratto di apprendistato o se è un parasubordinato (co.co.co. o co.co.pro.). Per il dettaglio delle ripartizioni, rimandiamo al manuale sui lavori atipici che si può trovare sempre sul sito 15. Le imposte Sulla retribuzione, una volta dedotti i contributi sociali e le eventuali deduzioni di legge, si paga l imposta sul reddito. In busta paga quindi si leggeranno due diversi imponibili: quello previdenziale (o sociale) e quello fiscale, che è sempre inferiore. Non vogliamo addentrarci nella materia fiscale, che si basa su una normativa complessa e in perenne evoluzione, come dimostrano anche i brevi cenni fatti sopra. Basti sapere che sul reddito si pagano imposte (ossia tributi generali, non destinati a specifici usi o servizi) e non tasse (ossia tributi versati a fronte di uno specifico impiego). Le imposte si dividono tra fiscalità generale (IRPEF) e fiscalità locale (addizionali comunali e regionali). Infatti, già da anni i principi di federalismo fiscale prevedono che Regioni e Comuni possano attuare un imposizione autonoma. Le aliquote di addizionale regionale vengono fissate autonomamente da ciascuna Regione con legge propria, mentre l addizionale comunale viene stabilita da ciascun Comune in un ambito di variazione predeterminato da legge dello Stato. Gennaio

13 16. Altre voci passive Per quanto riguarda le altre voci passive, di norma sono esplicative di per sé: non occorre quindi soffermarsi su di esse, se non per dire che gli eventuali contributi a fondi pensione di categoria sono dedotti dall imponibile fiscale e quindi consentono un risparmio sulle imposte dovute. 17. La 13 a mensilità La tredicesima mensilità (che per il personale operaio può anche essere denominata gratifica natalizia) si calcola considerando solo gli elementi fissi della busta paga. Non vengono quindi considerate le ore straordinarie, i premi di risultato variabili, e in generale tutte le voci che non sono comprese nella parte alta della busta paga. Fanno eccezione a quanto detto le ore supplementari svolte dal personale a tempo parziale, che sono computate, oltre che per il calcolo della tredicesima, anche per il calcolo dei ratei di TFR. La tredicesima viene assoggettata alle ritenute fiscali e sociali, escluse le addizionali regionale e comunale. Se il lavoratore non ha prestato servizio per tutto l anno, la tredicesima viene riproporzionata in base ai mesi effettuati: un mese è da considerarsi intero quando la parte è superiore a 15 giorni di calendario, considerando come giorni lavorati anche ferie e permessi, malattia, infortunio, congedo matrimoniale. Vanno invece detratte dalla tredicesima le assenze per altri motivi. 18. Conclusioni Abbiamo cercato di compiere una breve panoramica su quelli che sono gli aspetti salienti della busta paga, con l intento di poter dare a ogni lavoratrice e lavoratore la possibilità di poter meglio comprendere la sostanza di un documento spesso complesso e di difficile lettura. Naturalmente, quanto si è detto non può essere esaustivo; l importante è che ognuno possa essere cosciente di quello che percepisce ogni mese e che, magari, possa verificare se ha effettivamente ricevuto quanto gli spetta e se i suoi diritti sono stati rispettati. In ogni caso dubbio o se si volessero approfondire questi temi e presentare questioni o problemi ad essi inerenti, invitiamo lavoratrici e lavoratori a contattare i delegati FIOM. Gennaio

14 - Delegati RSU Fiom-Cgil Aprilia Posta: Gennaio

15 Appendice Tabelle di riferimento Tabella 1: minimi sindacali in funzione della categoria contrattuale (agg ) Categoria Minimo (Euro) I 1238,44 II 1363,11 III 1506,69 IV 1570,59 IV sup. 1657,25 V 1679,89 V sup. 1797,33 VI 1928,16 VII/VII Q. 2094,48 N.B. In Aprilia esiste il livello aziendale IV sup., intermedio fra il IV e il V contrattuale, che trova applicazione nello stabilimento di Scorzè. Nota: i valori riportati derivano dall'accordo separato sul CCNL del 5 dicembre Per la FIOM, la vertenza è ancora aperta e gli aumenti salariali sono da considerarsi acconto unilaterale da parte delle imprese sugli aumenti definitivi da contrattarsi. Tabella 2: Premio di produzione collettivo Aprilia Categoria Importo (Euro) I 50,35 II 55,26 III 58,88 IV 62,49 V 68,17 V sup. 72,56 VI 78,76 VII/VII Q. 85,22 Gennaio

16 Tabella 3: Scatti di anzianità secondo CCNL 5 dicembre 2012 Categoria Valore dello scatto (Euro) I 18,49 II 21,59 III 25,05 IV 26,75 V 29,64 V sup. 32,43 VI 36,41 VII/VII Q. 40,96 Tabella 4: Percentuali di maggiorazione per lavoro straordinario, notturno, festivo Tipologia Lavoro non a turni Lavoro a turni Straordinario (prime 2 ore) 25% 25% Straordinario (ore successive) 30% 30% Notturno fino alle 22 20% 15% Notturno oltre le 22 30% 15% Festivo 50% 50% Festivo con riposo compensativo 10% 10% Straordinario festivo (oltre le 8 55% 55% ore) Straordinario festivo con riposo 35% 35% compensativo (oltre le 8 ore) Straordinario notturno (prime 2 50% 40% ore) Straordinario notturno (ore successive) 50% 45% Notturno festivo 60% 55% Notturno festivo con riposo compensativo 35% 30% Straordinario notturno festivo (oltre 75% 65% le 8 ore) Straordinario notturno festivo con riposo compensativo (oltre le 8 ore) 55% 50% Gennaio

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