Al nostro Paese e a Roma serve una Buona Scuola 1

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1 Al nostro Paese e a Roma serve una Buona Scuola 1 Dal 15 settembre al 15 novembre si è svolta una grande consultazione pubblica sul documento del Governo la buona scuola in cui si delineano le linee programmatiche per la scuola di domani. Per la prima volta dopo tanti anni una riforma non è stata imposta dall alto ma il rapporto con le linee guida è stato sottoposto ad una ampia discussione e verifica nella consapevolezza che la scuola riguarda tutto il paese. In Italia sono gli studenti che frequentano istituzioni scolastiche, articolate in plessi per un totale di classi. A Roma e Provincia gli studenti sono e i docenti sono , le istituzioni scolastiche sono 511 articolate in plessi scolastici e classi. Al nostro Paese e a Roma serve, dunque, una buona scuola aperta al cambiamento, che si rinnovi incoraggiando la creatività e l innovazione e offrendo a tutti i ragazzi e le ragazze pari opportunità e gli strumenti necessari per realizzare le proprie potenzialità. L istruzione rappresenta oggi una leva fondamentale e una soluzione strutturale per superare la crisi, promuovere un nuovo futuro per il nostro paese e la nostra città promuovendo la crescita e l occupazione, uno sviluppo sostenibile, l equità e una nuova coesione sociale. Elevare i nostri livelli di istruzione e la sola risposta efficace alla nuova domanda di competenze espresse dai mutamenti sociali e da una economia sempre più basata sull innovazione e la conoscenza e che richiede un apprendimento permanente. Per troppo tempo la scuola è stata terreno di scontro ideologico e privata delle risorse necessarie a svolgere efficacemente i suoi compiti. Dopo anni di tagli, finalmente il nostro governo con il piano la buona scuola torna a investire sul nostro sistema di istruzione e formazione: 1 miliardo in più nel 2015 e 3 miliardi in più a partire dal Fondi già stanziati con la legge di stabilità in discussione in Parlamento. Ciò che saremo in grado di fare per la scuola dei prossimi anni determinerà il futuro dei nostri giovani e del paese intero. Nel documento del governo si tracciano le linee fondamentali per potenziare la nostra scuola pubblica e metterla in grado di affrontare le nuove sfide per costruire un futuro migliore per i nostri giovani e il nostro paese. Una scuola basata sull autonomia scolastica e che si fondi sull innovazione didattica e sulla capacità di utilizzare appieno le nuove tecnologie, sugli scambi culturali e creativi, sull apertura al territorio e al mondo del lavoro, sulla promozione di scambi intergenerazionali e che diventi un centro civico aperto anche oltre l orario dell attività didattica agli studenti e ai cittadini. Una scuola che sia l avanguardia e non la retrovia del Paese, capace di valorizzare e mettere a sistema le tante buone pratiche ed esperienze positive diffuse in tante realtà del paese e nella nostra città. Una scuola ove gli studenti siano rimessi al centro e sia ovunque luogo di eccellenza dell apprendimento e della crescita dei ragazzi e delle ragazze, di acquisizione di saperi e saper fare, di competenze e abilità, garanzia di un meccanismo permanente di sviluppo e qualità della democrazia, di inclusione sociale e culturale, di equità e di rimessa in moto dell ascensore sociale. Di questa scuola c è bisogno per recuperare i nostri dati critici e negativi che certificano il nostro primato negativo in Europa con una dispersione scolastica oltre il 17%. Secondo dati recenti ben studenti non sono mai arrivati al diploma negli ultimi 15 anni nella scuola secondaria statale, vittime di un fallimento formativo. E ancora 167 mila studenti dispersi nell ultimo 1 A cura di Maria Coscia. 1

2 quinquennio nel percorso verso la maturità, 68 mila studenti dispersi al 1 anno delle superiori, 91 mila studenti i dispersi dopo il biennio iniziale. Sono 500 i milioni di docenza sprecata per gli studenti dispersi e 32,6 miliardi di euro l anno è il costo sociale dei Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non fanno formazione. Il 42% dei nostri giovani sono disoccupati e la gran parte di coloro che lavorano sono precari. Con il documento si affrontano alcuni nodi strutturali del nostro sistema di istruzione, a partire dai temi che riguardano il personale docente in particolare il precariato, l aggiornamento e la formazione in servizio, il superamento della progressione di carriera basata solo sull anzianità, l autonomia scolastica, l organico funzionale e le risorse finanziarie per il miglioramento dell offerta formativa, il sistema di valutazione delle scuole e del personale, l alternanza scuola lavoro, la semplificazione amministrativa. Il parlamento nei prossimi mesi sarà chiamato dal Governo ad esaminare ed approvare i provvedimenti legislativi necessari per realizzare il programma previsto nella buona Scuola a partire dal piano straordinario di assunzione dei docenti. Piano straordinario di assunzioni di insegnanti Il documento della buona scuola prevede un piano straordinario di assunzione a tempo indeterminato degli insegnanti affrontando così in modo radicale uno dei problemi endemici: quello dei precariato che per decenni è stato il dato negativo permanente della nostra scuola, che ha creato instabilità sia negli insegnanti che negli studenti, moltissimi dei quali incorrono ogni anno in cambi frequenti di insegnanti precari, con danni notevoli per la continuità didattica del percorso sia annuale che di tutto il ciclo scolastico. Il piano prevede di assumere a tempo indeterminato nel settembre 2015 ben insegnanti, di cui circa a Roma e Provincia, inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e nella graduatoria degli idonei del concorso del Si chiuderà così definitivamente la stagione del precariato storico della scuola. Sarà cosi possibile rendere più stabili le scuole e certa la didattica, rinnovare i programmi, reinserire materie che erano state cancellate, creare un organico funzionale con cui una scuola potrà gestire, da sola o in rete, le molte attività complementari e di arricchimento della didattica ordinaria come il recupero e l integrazione, il sostegno ai ragazzi in difficoltà, la programmazione del fabbisogno scolastico, la gestione delle supplenze, l aumento del tempo scuola o l ampliamento dell offerta formativa. Gli insegnanti potranno finalmente lavorare di più in equipe. Allo stesso tempo, si prevede di bandire un nuovo concorso per permettere ad altri 40 mila abilitati all insegnamento di entrare in carriera sostituendo tra il 2016 e il i colleghi che andranno in pensione. Il governo prende l impegno di bandire i concorsi con regolarità affinché diventino l unico strumento per entrare in ruolo. Le graduatorie d istituto non saranno chiuse ad esclusione della III fascia quella destinata ai laureati non abilitati. Nella fase transitoria le graduatorie d istituto serviranno per coprire le supplenze residue. Solo chi è inserito in tali graduatorie potrà avere accesso al concorso e alle supplenze necessarie che non saranno coperte dall organico funzionale. In sintesi, il piano del governo permetterà di dotare stabilmente la scuola italiana di tutti i docenti di cui ha bisogno, sia per le materie già previste dagli ordinamenti sia per aggiornare e ampliare l offerta formativa; stabilizzare e ampliare il tempo pieno nella scuola primaria; mettere fine alle supplenze, a tutte quelle di lunga durata e a gran parte di quelle brevi, che rendono incerta la vita degli insegnanti, non offrono agli studenti le possibilità di una didattica continuativa; avviare un 2

3 sistema regolare di concorsi pubblici che dia una prospettiva chiara di assunzione a decina di migliaia di giovani. L aggiornamento e la formazione in servizio degli insegnanti sarà parte integrante del curriculo professionale e resa obbligatoria. La vera autonomia: valutazione, trasparenza, apertura Ogni scuola potrà avere una vera autonomia, che significa essenzialmente due cose: valutazione dei suoi risultati per poter predisporre un piano di miglioramento e buona governance della scuola. I dirigenti scolastici già in servizio saranno sottoposti a programmi di aggiornamento e formazione e valutati, i nuovi saranno selezionati e valutati per la loro professionalità in maniera nuova. Saranno messi in condizione di svolgere più efficacemente i loro compiti di direzione e di governo delle scuole, incluse le scelte educative, insieme agli organi collegiali, ciascuno con la chiarezza dei propri compiti e funzioni e nel quadro di un nuovo patto educativo con gli studenti e le famiglie. Il documento prevede che i dirigenti scolastici, tra l altro, potranno chiamare, all interno di un perimetro territoriale definito, sulla base di criteri certi e trasparenti e nel rispetto della professionalità e della libertà di insegnamento e della continuità didattica, i docenti che riterranno più adatti per portare avanti il piano dell offerta formativa della scuola. La creazione di organici funzionali offrirà alle scuole uno strumento di integrazione tra reti di scuole che condividono i docenti dell organico funzionale, e attraverso di loro possono più facilmente costruire progettualità congiunte o condividere buone prassi. Per farlo servono semplicità, connessione e apertura. Serve eliminare la burocrazia scolastica. Servono connessione e connettività alla Rete, alla conoscenza, al mondo. Servono apertura verso il territorio e la comunità. Al fine di realizzare tali obiettivi a partire dal 2015 si prevede che per ogni scuola siano pubblicati in forma aggregata i flussi di dati sull organizzazione della scuola (organico, edilizia, bilancio), i rapporti di autovalutazione di ogni scuola, costruiti sulla base di format e indicatori comuni, e i relativi piani di miglioramento; i bilanci delle scuole (di previsione e conto consuntivo, con la descrizione analitica dell impiego delle risorse provenienti da Stato, Enti locali, famiglie e privati); tutti i progetti finanziati attraverso il MOF (fondo per miglioramento offerta formativa) o altri fondi a bilancio della scuola; una mappatura delle interazioni delle scuole con il territorio: partneriati amministrazioni locali, con imprese, fondazioni, eventi. Ripensare ciò che si impara a scuola Queste nuove energie e questi nuovi strumenti hanno un solo fine: quello di garantire un aggiornamento costante del sistema educativo, a beneficio di quello che i ragazzi imparano a scuola. Serve rafforzare l insegnamento di quelle discipline, come la storia dell arte e la musica, che sono al tempo stesso parte del nostro patrimonio storico e della sensibilità contemporanea. Tra 20 anni saremo un Paese prospero se avremo saputo valorizzare il meglio della nostra specificità e della nostra capacità imprenditoriale nel resto del mondo. Ed è per questo che abbiamo bisogno di formare giovani capaci di ripartire dal Made In Italy inteso nella sua accezione più ampia e di valorizzare le nostre meraviglie artistiche all interno dell offerta turistica. E serve spingere più in là la frontiera dell alfabetizzazione, potenziando la conoscenza delle lingue straniere, del digitale, dell economia. La scuola e il mondo del lavoro 3

4 In tal senso, la scuola deve diventare la vera risposta strutturale alla disoccupazione giovanile, e l avamposto del rilancio del Made in Italy. La soluzione sta nel rafforzare due meccanismi fondanti del nostro sistema, decisamente indeboliti negli ultimi anni: da una parte, raccordare più strettamente contenuti e metodologie didattiche della scuola con il mondo del lavoro e dell impresa, muovendosi verso una via italiana al sistema duale; dall altra, affiancare al sapere il saper fare, partendo dai laboratori, perché permettere ai ragazzi di sperimentare e progettare con le proprie mani è il modo migliore per dimostrare che crediamo nelle loro capacità. In particolare si prevede di introdurre l obbligo Alternanza Scuola-Lavoro negli ultimi tre anni degli Istituti Tecnici ed Professionali. Verrà diffuso il programma sperimentale di apprendistato negli ultimi due anni della scuola superiore già previsto nel decreto 104/2013 l Istruzione riparte. Verrà estesa l impresa didattica. Infine, verrà promossa la bottega scuola attraverso cui si potenzierà l inserimento degli studenti in contesti imprenditoriali legati all artigianato. Le risorse per la buona scuola Per sostenere questo sforzo di miglioramento dell offerta formativa occorrono risorse adeguate nel bilancio dello stato: che devono essere certe, programmate, stabili nel tempo e monitorate dai cittadini. Se vogliamo offrire ai ragazzi una scuola a prova di futuro, dobbiamo prima di tutto stabilizzare le risorse destinate al miglioramento dell offerta formativa (MOF) su dei livelli congrui ed evitare che queste risorse siano dirottate all interno del sistema scolastico su altre finalità, ugualmente degne, ma non strettamente legate al miglioramento dell offerta formativa. La stabilizzazione dovrà infatti servire anche per consentire alle scuole un adeguata e tempestiva programmazione basata su un budget triennale. La scuola non deve essere più considerata una voce di spesa particolarmente onerosa per il bilancio della pubblica amministrazione ma un investimento per il paese e anche il modo in cui il Paese investe su se stesso. Per questo occorre incoraggiare anche fiscalmente i contributi di tutti coloro cittadini, associazioni, imprese che credono che la scuola sia un investimento sul futuro. Il documento individua tre strumenti di intervento principali: lo school bonus, lo school guarantee e il cosiddetto crouwdfounding. Indica anche la possibilità di verificare la sperimentazione di altri strumenti di finanza buona come le obbligazioni ad impatto sociale (i cosiddetti Social Impact Bonds), sperimentati con successo già in altri paesi come l Inghilterra e gli Stati Uniti. Edilizia Scolastica La messa in sicurezza e la riqualificazione del nostro patrimonio scolastico è uno dei punti della Buona Scuola che è stato anticipato con un piano straordinario sull edilizia scolastica su cui il Governo ha già investito molto con un piano straordinario sull edilizia scolastica sia dando nuovo impulso a misure già poste in essere lo scorso anno che trovando risorse aggiuntive. Sono partiti i primo interventi di piccola manutenzione per il ripristino del decoro e della funzionalità degli edifici scolastici. Per rendere le #scuolebelle è stato previsto per il 2014 un finanziamento di 150 milioni. Per conoscere quali scuole beneficeranno del finanziamento è stato pubblicato sul sito del MIUR l elenco completo delle istituzioni scolastiche interessate dal provvedimento, che quest anno, coinvolgerà un totale di plessi. 4

5 Per Roma e provincia sono stati stanziati ,47 che hanno consentito di realizzare già 1887 interventi e consentiranno di svolgere nei prossimi mesi altri 322 operazioni di ristrutturazione, manutenzione e messa a norma. Conclusioni Con la Buona Scuola il governo ha voluto, dunque, promuovere il cambiamento e l innovazione non calandolo dall alto ma con la partecipazione e il ruolo attivo del mondo della scuola e di tutto il paese. Per questo nella definizione dei provvedimenti legislativi si terrà conto della consultazione e dei suggerimenti positivi che ne sono derivati. Appendice - I dati sulla scuola in Italia e a Roma e Provincia Nell analizzare l anagrafe scolastica, si devono distinguere le Istituzioni Scolastiche dai punti di erogazione del servizio. Le Istituzioni Scolastiche o Scuole principali o di riferimento costituiscono le sedi scolastiche dove sono dislocate la segreteria e il dirigente scolastico e sono individuate da un codice meccanografico; da esse possono dipendere una o più sezioni associate. I punti di erogazione del servizio scolastico, contraddistinti a loro volta da un proprio codice meccanografico, sono le scuole presso le quali viene erogato il servizio scolastico, ovvero le scuole dell infanzia, i plessi di scuola primaria, le scuole di 1 e 2 grado, siano esse istituti principali o sezioni associate. In Italia le istituzioni scolastiche sono Istituzioni scolastiche Circoli didattici Istituti comprensivi Istituti principali I grado II ciclo e istituzioni educative Le Istituzioni scolastiche statali si articolano in sedi scolastiche (identificate da codice meccanografico), così distribuite sul territorio nazionale Totale Infanzia Primaria I grado II grado Nella Provincia di Roma vi sono le seguenti istituzioni scolastiche e scuole (punti di erogazione del servizio) Istituzioni scolastiche Circoli didattici Istituti comprensivi Secondarie di I grado Secondarie di II grado Convitti ed educandati Totale Infanzia Primaria I grado II grado Convitti Centri territoriali

6 I dati relativi agli alunni e alle classi divisi per ambiti territoriali, per ordine di scuola, per anno di corso e per indirizzi di studio sono ricavati dai dati definitivi dell organico di fatto. Gli alunni previsti sui banchi delle scuole statali per l a.s. 2014/2015 sono di cui , per un totale di classi. Nella provincia di Roma vi sono alunni di cui disabili. Ecco la situazione nazionale del numero di alunni, classi, alunni con disabilità per livello scolastico in Italia Scuola infanzia Scuola primaria I grado II grado Totale Sezioni Di cui disabili La situazione di Roma e provincia è la seguente: Scuola infanzia Scuola primaria I grado II grado Totale Di cui a orario ridotto Di cui disabili Di cui a tempo pieno Di cui tempo prolungato La tabella seguente riporta il totale degli studenti con cittadinanza non italiana distribuito per livello scolastico e su base territoriale. Il dato è previsionale ed è stato elaborato sulla base delle Rilevazioni integrative degli anni scolastici precedenti. 6

7 Infanzia Primaria I grado II grado Totale Il rapporto alunni classi in Italia è di 21, 5%( alunni per classi) mentre a Roma e Provincia è di 22,4% ( alunni per classi) Nelle tabelle che seguono sono riportate le distribuzioni per livello scolastico dei posti di Organico di fatto, in totale e per il sostegno. Posti docenti in Italia Normali Sostegno Totale Totale Infanzia Primaria I grado II grado Posti docenti per provincia ROMA Normali Sostegno Totale Scuole di ogni ordine e grado Infanzia Primaria I grado II grado Rapporto tra alunni con handicap e posti di sostegno Roma e provincia Alunni con handicap Posti di sostegno Rapporto 7

8 Totale ,9 Infanzia ,3 Primaria ,8 I grado ,2 II grado ,9 8

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