Avanti Cloud. Il Cloud Computing e le PMI in Italia. Maggio Realizzato da NetConsulting per Repubblica Affari & Finanza e Microsoft

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1 Avanti Cloud Il Cloud Computing e le PMI in Italia Maggio 2013 Realizzato da NetConsulting per Repubblica Affari & Finanza e Microsoft Evento Territoriale di Bari NetConsulting

2 INDICE 1 Introduzione: obiettivi e metodologia Il contesto di riferimento: il tessuto imprenditoriale di Bari Le piccole e medie imprese in Italia Le priorità business delle piccole e medie imprese Italiane Il ricorso alla tecnologia delle piccole e medie imprese Italiane Il Cloud Computing: definizioni, principali servizi e modelli Definizioni Principali servizi e modelli Cloud L adozione attuale e prevista di servizi Cloud da parte delle PMI Italiane Principali fattori di freno all adozione del Cloud Computing Principali fattori di spinta all adozione del Cloud Computing Principali benefici derivanti dall adozione del Cloud Computing Caratteristiche e ruolo richiesti ai fornitori di servizi Cloud NetConsulting

3 INDICE DELLE TABELLE Tabella 1 Nati-mortalità delle imprese nel Comune di Bari, in Puglia e in Italia, 1Q INDICE DELLE FIGURE Figura 1 Numero di imprese registrate e attive nel Comune di Bari, Figura 2 Composizione 2012 del numero di imprese registrate nel Comune di Bari per settore di attività per settore di attività... 7 Figura 3 Variazione del numero di imprese registrate nel Comune di Bari per settore di attività per settore di attività... 8 Figura 4 Il tessuto imprenditoriale del Comune di Bari e le principali iniziative a sostegno del business in sintesi Figura 5 Caratteristiche delle PMI in Italia Figura 6 Indice di fiducia delle PMI in Italia Figura 7 Le sfide competitive e le criticità delle PMI Figura 8 Il ruolo della digitalizzazione Figura 9 Il Global Digital Market nelle PMI in Italia Figura 10 I sistemi informativi delle PMI Figura 11 Cloud Computing: una nuova concezione dell ICT Figura 12 Caratteristiche, servizi e possibili tipologie di fruizione dei servizi Figura 13 Processo di adozione del Cloud Computing presso le PMI in Italia Figura 14 Servizi infrastrutturali che le PMI ritengono di portare in Cloud nei prossimi 3-5 anni Figura 15 Modelli di Cloud esistenti ad oggi presso le PMI Figura 16 Localizzazione dei dati aziendali all interno di architetture di Cloud Computing Figura 17 I principali dubbi da parte delle PMI Italiane nell adozione dei servizi Cloud Figura 18 Alcuni miti da sfatare: il Cloud è sicuro? Figura 19 I principali fattori di spinta nell adozione di servizi Cloud da parte delle PMI italiane 34 Figura 20 La parola alle PMI in Cloud: benefici ottenuti Figura 21 Caratteristiche ideali di un fornitore di servizi Cloud Iaas/PaaS Figura 22 Il ruolo dei fornitori di Cloud Computing: cosa devono chiedere le PMI ai Provider di Cloud Computing Figura 23 Il Cloud è un percorso che si sviluppa nel tempo a passi successivi NetConsulting

4 1 Introduzione: obiettivi e metodologia Negli ultimi anni il paradigma del Cloud Computing ha conquistato un ruolo di sempre maggiore importanza nell ambito dello scenario tecnologico grazie all impatto che questa nuova modalità di fruizione delle risorse IT infrastrutture e applicazioni - può esercitare sui processi e sulle attività delle aziende che decidono di adottarla. Gran parte dell attuale dibattito che caratterizza i servizi di Cloud Computing deriva, infatti, proprio dalla necessità di stabilire in quale misura questi servizi possano fornire una risposta valida all esigenza delle imprese di disporre di dotazioni tecnologiche evolute, flessibili, sicure e che siano, al tempo stesso, a diretto supporto dei loro processi di business nonché delle strategie di riduzione della complessità tecnologica e di razionalizzazione della spesa IT. I trend di crescita relativi all adozione del paradigma Cloud da parte delle aziende italiane suggeriscono come la risposta fornita dal paradigma on demand alle loro priorità tecnologiche e business sia ritenuta sempre più adeguata. Indipendentemente dalle fonti che lo hanno monitorato, lo sviluppo che ha caratterizzato il mercato Cloud in Italia, a partire dalla sua comparsa all interno del panorama ICT fino all anno scorso, appare estremamente significativo, così come notevole appare anche il tasso di adozione previsto per il 2013, pari - secondo le ultime stime di NetConsulting al +40%, con riferimento alla sola componente del Public Cloud. Tuttavia qualsiasi analisi relativa all utilizzo del Cloud Computing non può prescindere da una serie di variabili legate alle caratteristiche delle singole aziende che stanno valutando l opportunità di adottare o meno questo modello di fruizione delle tecnologie IT. Di particolare rilevanza appaiono, in particolare, la dimensione aziendale, la complessità del business, il contesto geografico di appartenenza, le caratteristiche dei sistemi informativi, le policy aziendali e la tipologia stessa dei servizi Cloud che vengono presi di volta in volta in considerazione. In altre parole, il fenomeno del Cloud va studiato nelle sue differenti declinazioni al fine di descrivere nel modo più completo possibile le principali tendenze in atto e i comportamenti delle aziende utenti. A questo proposito, il presente White Paper pone l accento sull utenza di piccole e medie dimensioni, che viene analizzata con riferimento sia al tessuto economico locale sia al contesto imprenditoriale nazionale, e sugli elementi a supporto o meno dell introduzione dei servizi Cloud, in particolare di quelli a carattere infrastrutturale, nella loro realtà business. In dettaglio, i contenuti del White Paper presentati nel seguito - possono essere così sintetizzati: descrizione del contesto economico locale di riferimento; analisi del tessuto imprenditoriale di piccole e medie dimensioni in Italia; definizione di Cloud Computing e dei principali servizi; NetConsulting

5 individuazione del livello di adozione attuale e della propensione all utilizzo dei servizi Cloud da parte delle PMI italiane; identificazione delle principali criticità che le PMI devono considerare in un processo di introduzione dei servizi Cloud; indicazioni sui benefici che una PMI potrebbe ottenere grazie all adozione di servizi di Cloud Computing; caratteristiche e ruolo che vengono maggiormente richiesti ai fornitori che erogano servizi Cloud per le PMI. Le informazioni fornite nel White Paper fanno riferimento ad analisi effettuate nel corso dell ultimo anno da parte di NetConsulting sull offerta e sulla domanda di servizi di Cloud Computing. Si ringraziano Repubblica - Affari & Finanza e Microsoft per il supporto all iniziativa. Un ringraziamento particolare va, inoltre, alle aziende che hanno fornito il loro prezioso contributo partecipando alle indagini di NetConsulting relative al Cloud Computing. NetConsulting

6 2 Il contesto di riferimento: il tessuto imprenditoriale di Bari A fine 2012, il numero di imprese registrate alla Camera di Commercio di Bari, incluse le realtà artigianali, era pari a Restringendo il perimetro di osservazione alle sole aziende attive, il numero scende a imprese. Negli ultimi cinque anni, tra il 2008 e il 2012, il tessuto imprenditoriale attivo nel Comune di Bari e provincia ha registrato un trend in calo in relazione sia alle imprese registrate, il cui numero si è ridotto con un tasso di crescita medio annuo pari al - 0,9%, sia alle realtà attive, il cui volume si è contratto con un intensità lievemente superiore con un tasso del -1,0%. Il picco negativo è stato registrato nel 2009 in corrispondenza del periodo di crisi che tra il 2008 e il 2009 ha interessato l intero scenario economico globale. Il 2010 ha al contrario registrato un ripresa, soprattutto per quanto riguarda le realtà attive, mentre tra il 2011 e il 2012 si è assistito ad un ulteriore calo del numero di imprese a causa dell inasprimento delle condizioni economiche mondiale particolarmente evidente a partire proprio dalla seconda metà del 2012 (Fig. 1). Figura 1 Numero di imprese registrate e attive nel Comune di Bari, Fonte: elaborazione NetConsulting su Unioncamere - Movimprese, 2013 Tali dinamiche collocano Bari e provincia al di sotto non solo della media regionale ma anche di quella Italiana - caratterizzate da una contrazione meno intensa sia delle realtà registrate sia di quelle attive. In maggior dettaglio, il tasso di crescita medio annuo del numero di imprese in Puglia risulta pari a -0,4% e a -0,5% per quanto riguarda rispettivamente le aziende registrate e quelle attive; a livello nazionale, nello stesso periodo, il numero delle imprese registrate si è mantenuto sostanzialmente inalterato, sebbene orientato al calo, mentre il volume di NetConsulting

7 aziende attive è calato dello 0,4%. Negli ultimi anni, l ecosistema di Bari e dintorni si è pertanto mostrato più debole rispetto al tessuto economico regionale e nazionale. Tale risultato è coerente con una struttura imprenditoriale che da sempre presenta una spiccata polarizzazione su attività riconducibili al comparto Commercio, soprattutto al dettaglio, una forte vocazione agricola ed una buona concentrazione di aziende di Costruzioni (Fig. 2). Figura 2 Composizione 2012 del numero di imprese registrate nel Comune di Bari per settore di attività per settore di attività Fonte: elaborazione NetConsulting su dati Camera di Commercio di Bari, Aprile 2013 Secondo i dati della Camera di Commercio di Bari, in questi comparti, peraltro tra i più sensibili alla crisi di consumi e investimenti degli utenti finali, opera complessivamente il 60% circa delle aziende registrate del Comune di Bari e provincia così suddivise: nel settore Commercio opera il 29,7% delle imprese registrate con un peso più elevato del Commercio al dettaglio (17,2%). In questo comparto, tra il 2011 e il 2012, si è assistito ad un calo del numero di realtà registrate pari a 216, di cui 127 riconducibili alle sole attività di vendita al dettaglio; il 18,1% delle aziende registrate svolge attività agricole in senso lato (silvicoltura, pesca etc.). Questa tipologia di attività ha subito nell ultimo biennio , 2012, una riduzione delle aziende registrate di 902 unità a causa, soprattutto, delle difficili condizioni del settore agricolo che ha assistito, infatti, ad una fuoriuscita di 892 realtà aziendali; NetConsulting

8 il 12% delle imprese registrate opera nel settore delle Costruzioni; il comparto tra il 2011 e il 2012 ha subito una flessione del numero di aziende registrate pari a 475 unità (Fig. 3). Figura 3 Variazione del numero di imprese registrate nel Comune di Bari per settore di attività per settore di attività Fonte: elaborazione NetConsulting su dati Camera di Commercio di Bari, Aprile 2013 L Industria manifatturiera, con il 9,6% delle aziende registrate, e i Servizi di alloggio e ristorazione, con il 5,0% delle imprese registrate, rappresentano rispettivamente il quarto e il quindi settore del tessuto imprenditoriale di Bari e provincia: l industria manifatturiera della zona appare frammentata e non mostra, pertanto, polarizzazioni significative ad eccezione dei comparti alimentare e abbigliamento. Il primo comparto è dominato dalla produzione di olio per la quale è stata istituita da tempo la Denominazione di Origine Protetta Terra di Bari ; il settore dell abbigliamento è espressione di uno dei più importanti distretti industriali a livello nazionale (Filiera Moda Puglia). Il settore manifatturiero ha assistito ad una riduzione del numero di imprese registrate complessivamente pari a 447 unità; il settore dei Servizi di alloggio e ristorazione appare in controtendenza e, infatti, tra il 2011 e il 2012 è stato caratterizzato da un incremento pari a 213 nuove realtà aziendali registrate. Ciò riflette la vocazione turistica in crescita dell area barese evidente negli ultimi dati dell Osservatorio sul Turismo della Regione Puglia, relativi all estate 2012, che infatti per Bari e provincia mostrano un incremento degli arrivi nel mese di agosto pari al +1% rispetto ai trend NetConsulting

9 in calo delle provincie di Foggia e Lecce (-5,9% e -6,3% rispettivamente), aree su cui tradizionalmente si concentra la maggioranza dei visitatori e per le quali la domanda turistica appare decisamente più matura. Da segnalare, inoltre, il comparto dei Trasporti in cui opera complessivamente il 2,9% delle imprese registrate, riconducibili prevalentemente a operatori di trasporto via terra. Il comparto ha subito complessivamente un calo di aziende registrate pari a 216, causato dalla flessione non solo delle attività di trasporto via terra ma anche di quelle marittime. A questo proposito, secondo i dati dell Autorità Portuale del Levante tra il 2011 e il 2012, il traffico traghetti è calato del 6% circa, con riferimento ai passeggeri, e del 9% circa, con riferimento alle auto mentre il traffico merci ha subito una riduzione in volume di oltre il 17%. Infine, vanno evidenziate le aziende ICT, riconducibili al comparto dei Servizi di informazione e comunicazione che rappresentano una quota dell 1,3% sul totale delle imprese registrate a Bari e dintorni. Il comparto ICT appare in controtendenza positiva: in questo settore, nell ultimo biennio , nel Comune di Bari si sono aggiunte 52 nuove realtà. Alla dinamica, hanno, senza dubbio, contribuito le attività svolte dal Distretto Produttivo dell Informatica dirette a incrementare il ruolo delle imprese ICT locali nel tessuto produttivo della Puglia, a rappresentare le esigenze e le necessità di crescita della aziende dell'information Technology pugliese, a favorirne lo sviluppo, a porsi come interlocutore della Regione Puglia nella programmazione delle politiche di sviluppo regionale. In linea con la situazione Italiana, secondo gli ultimi dati della Camera di Commercio di Bari relativi al 2012, la netta maggioranza delle aziende registrate nel Comune di Bari, pari al 99,55%, si colloca nella fascia dimensionale inferiore ai 50 addetti. All interno di questo target dimensionale, le micro imprese del territorio di Bari come meno di 10 addetti - rappresentano il 95,27% del totale delle imprese registrate, peso significativamente superiore a quello rilevato a livello nazionale pari al 94,6%. Le aziende di medie dimensioni, con una forza lavoro compresa tra i 50 e i 249 addetti, rappresentano lo 0,40%. Sostanzialmente trascurabile, pari allo 0,05%, è la quota delle aziende con oltre 250 addetti. Una struttura aziendale così sbilanciata sulle fasce dimensionali inferiori fa sì che il tessuto imprenditoriale del Comune di Bari sia influenzato in modo particolarmente negativo dal permanere delle difficili condizioni economiche: basti pensare che la netta maggioranza delle fuoriuscite registrate tra il 2011 e il 2012 dall ecosistema di Bari (complessivamente pari a 1.600) ha interessato proprio le aziende di minori dimensioni, soprattutto la componente di micro imprese, per le quali le problematiche di tipo finanziario appaiono particolarmente critiche. Da questo punto di vista, gli ultimi dati rilasciati da Unioncamere ad Aprile 2013 relativi al primo trimestre 2013, non lasciano particolari speranze per una ripresa nel breve periodo. Alla fine dello NetConsulting

10 scorso Marzo, infatti, nel territorio di Bari il saldo tra imprese iscritte e cessate - su uno stock di aziende - si è confermato negativo, pari a -639, e corrispondente ad un calo dello 0,42%. Considerando le sole imprese artigiane, su uno stock di aziende, il saldo risulta pari a -480 corrispondente ad una contrazione del -1,53%, meno intensa rispetto alla media regionale ma più significativa della media Italiana (Tab. 1). Tabella 1 Nati-mortalità delle imprese nel Comune di Bari, in Puglia e in Italia, 1Q2013 Stock Saldo Tasso di crescita Bari ,42% di cui imprese artigiane ,53% Puglia ,68% di cui imprese artigiane ,62% Italia ,51% di cui imprese artigiane ,47% Fonte: Unioncamere - Movimprese, Aprile 2013 Per questo motivo, è importante che Enti ed attori pubblici, non solo locali e regionali ma anche nazionali, continuino a promuovere azioni e misure dirette a favorire l avvio, da parte delle aziende del territorio, di strategie di crescita agendo su una serie di strumenti che possano rendere meno intense le criticità, particolarmente pesanti per le PMI, derivanti dall eccessivo peso fiscale, dalla complessità del mondo del lavoro, dal difficile accesso al credito, dagli intralci burocratici e dalla mancanza di infrastrutture moderne. Da questo punto di vista, le più importanti iniziative in tal senso sono così sintetizzabili: lo scorso Marzo, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari la reso nota l istituzione di una serie di voucher, ovvero contributi a fondo perduto, che possano supportare le strategie di internazionalizzazione di micro, piccole e medie imprese attraverso l acquisto di servizi consulenziali e la partecipazione a missioni economiche e a fiere internazionali all estero; a Gennaio 2013, la Regione Puglia ha lanciato un bando volto a stabilire una serie di agevolazioni pensate specificatamente per le piccole e medie imprese attive nel settore del commercio al dettaglio a supporto, in particolare, delle spese finalizzate alla realizzazione di nuovi impianti oppure all ammodernamento, all ampliamento, alla ristrutturazione o al trasferimento di una unità locale già esistente. Il bando intende favorire anche lo sviluppo e l innovazione delle imprese attraverso incentivi all ecommerce. Le risorse disponibili sono pari a ,24 euro di cui ,00 euro riservati ad interventi presentati da associazioni di imprese. In maggior dettaglio, il supporto è concesso nella forma di contributo a fondo NetConsulting

11 perduto nella seguente misura: nel limite massimo di Euro, pari al 70% sulle spese ammesse per i programmi di investimento presentati dalle PMI del commercio; nel limite massimo di Euro, pari al 70% sulle spese ammesse, per i programmi di investimento presentati da associazioni temporanee di impresa o da consorzi; a Settembre 2012, la Camera di Commercio di Bari ha lanciato un progetto sperimentale, chiamato Valore Assoluto, finalizzata a supportare iniziative imprenditoriali particolarmente innovative nella loro fase più critica di avvio; sempre a Settembre 2012, la Camera di Commercio di Bari ha lanciato un bando per la concessione di contributi in conto interesse alle PMI nel più ampio quadro delle attività svolte a favore della promozione dell informazione ed assistenza sul sistema dei finanziamento pensati non solo le piccole e medie imprese ma anche per le aziende dei settori manifatturiero, commercio, turismo, per le realtà artigiane e per l imprenditoria femminile. Vanno poi citate tutte le iniziative riconducibili al vasto ambito di progetti finalizzati a fare di Bari una vera e propria Smart City. Si tratta di piani che coinvolgono anche interlocutori a livello nazionale e che sono stati avviati a partire dall inizio del 2011, quando Bari ha ufficialmente assunto la definizione di Smart City con l obiettivo di evolvere verso un modello di città creativa, inclusiva, dinamica, sostenibile e perfettamente calata nell area internazionale, Europea e Mediterranea. In questo contesto, di particolare rilievo appare il finanziamento del MIUR all interno del bando Smart Cities and Communities and Social Innovation di una serie di progetti finalizzati alla formulazione di un insieme di servizi innovativi in materia di energia, sanità, educazione e servizi telematici. Sono quattro i progetti di ricerca che tra Giugno e Luglio 2012 hanno ricevuto i finanziamenti del MIUR e che nei primi mesi del 2013 hanno assistito ad una prima concretizzazione. In tutti i casi, la città di Bari rappresenta il luogo primario per le attività di ricerca e sperimentazione: Smart Health e Cluster OSDH, Smart FSE, Staywell: gruppo di attività sui principali temi della sanità 2.0. Sono coinvolte nella sperimentazione, oltre alla Puglia, la Calabria, la Campania e la Sicilia; il contributo complessivo è di ,11 Euro; Progetto Prisma: sviluppo di una piattaforma Open di Cloud Computing per i servizi di egovernment su cui realizzare una serie di applicazioni per la PA. Il contributo assegnato in questo caso risulta pari a ,87 Euro. Le Regioni coinvolte sono Campania, Puglia e Sicilia; Progetto 3.0: il progetto si propone di offrire una soluzione strutturata e solida a tutta la filiera dell istruzione, dalla scuola primaria fino alla formazione professionale, operando su modelli didattici e organizzativi, contenuti multimediali e interattivi, infrastrutture NetConsulting

12 tecnologiche abilitanti per l erogazione di servizi in Cloud a docenti, studenti, famiglie e istituti di ogni ordine e grado. Le Regioni coinvolte sono Campania, Puglia e Sicilia e il contributo ammonta a ,12 Euro; Progetto Res Novae, Sinergreen, Sem Smart Energy Master: attività di ricerca sui sistemi di produzione e gestione dell energia, sulle reti di distribuzione e storage a livello locale. Sono coinvolte nella sperimentazione, oltre alla Puglia, la Calabria, la Campania e la Sicilia; il contributo complessivo è di ,97 Euro. L ambito energetico assume da sempre una particolare rilevanza all interno delle strategie Smart City di Bari. Si segnala, a questo proposito, il lancio nel Giugno 2012 di un progetto volto a favorire la riduzione dei consumi energetici degli edifici e finalizzato a creare un quartiere modello nella zona di Japigia completamente realizzato con pannelli solari e reti elettriche integrate (Smart Grid). Continuano ad essere allo studio progetti green anche per il porto e l aeroporto con l obiettivo ultimo di ridurre l emissione di gas serra del 36% entro il Inoltre, a partire da Settembre 2012, si sono susseguite una serie di altre iniziative così sintetizzabili: Settembre 2012: formulazione di un nuovo regolamento edilizio che renda obbligatorio il miglioramento dell isolamento termico degli edifici presenti nel Comune di Bari; Dicembre 2012: STP Bari è stata la prima azienda di trasporto pubblico del Sud Italia a mettere a disposizione dei propri passeggeri un servizio accessibile da cellulare e smartphone che consente l acquisto del biglietto dell autobus in formato elettronico attraverso il credito telefonico inviando un SMS e enza alcun bisogno di registrazioni o di altre operazioni aggiuntive; Gennaio 2013: avvio di un network di distributori/ colonnine per la ricarica di veicoli elettrici collocate in ambiti strategici della città individuati sulla base di un analisi approfondita del territorio e dei flussi di traffico; Maggio 2013: Bari, insieme a Ancona, Firenze, Genova e Settimo Torinese, ha firmato il Piano Nazionale per le Città, un programma - formulato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che risponde all esigenza di rigenerazione urbana di aree periferiche e particolarmente depresse. Pur non essendo legato direttamente al tema delle Smart Cities, il Piano affronta aspetti come lo sviluppo e la riqualificazione implicitamente rilevanti per le città intelligenti. A fronte di un cofinanziamento nazionale di 318 milioni di Euro (224mln provenienti dal Fondo Piano Città e 94 dal Piano Azione Coesione per Zone Franche Urbane dove si concentramo programmi di defiscalizzazione per le PMI) è prevedibile che le singole iniziative nell ambito del Piano attiveranno progetti per un valore di oltre 4 miliardi di Euro, tra fondi NetConsulting

13 pubblici e privati. Nel caso di Bari, il focus dei progetti è rappresentato da un insieme articolato di interventi, per un valore complessivo di 8,2 milioni di Euro, finalizzati alla valorizzazione del litorale ovest e alla progettazione di una serie di collegamenti a favore della mobilità sostenibile centrati su due assi principali: aeroporto-città e porto-stazione. La Figura 4 mostra una sintesi delle principali caratteristiche del tessuto imprenditoriale barese e delle iniziative più importanti avviate a vari livelli a sostegno delle piccole e medie imprese così come dell informatizzazione del territorio. Figura 4 Il tessuto imprenditoriale del Comune di Bari e le principali iniziative a sostegno del business in sintesi Fonte: elaborazione NetConsulting su dati Camera di Commercio di Bari e su fonti varie NetConsulting

14 3 Le piccole e medie imprese in Italia Nel contesto economico Italiano, la fascia di aziende di piccole (fino a 50 addetti) e medie dimensioni ( addetti) rappresenta il segmento imprenditoriale più importante non solo in termini di numerosità di imprese ma anche di valore aggiunto prodotto. Questa caratteristica rende sostanzialmente unica la base produttiva Italiana soprattutto se confrontata con le dimensioni delle aziende che operano in Europa. Ma ciò che rende ancor più particolare il tessuto imprenditoriale Italiano è la significativa concentrazione di realtà aziendali di dimensioni minime. Infatti, all interno della fascia addetti, sono in particolare le microimprese, ovvero le realtà aziendali con organici inferiori a 10 addetti, a mostrare il peso e l incidenza maggiori all interno del sistema produttivo Italiano (Fig. 5). Figura 5 Caratteristiche delle PMI in Italia Fonte: elaborazione NetConsulting su dati Ministero per lo Sviluppo Economico, Cambridge Econometrics (dati previsionali) e ISTAT (*) Nota: la classe dimensionale è definita secondo il Decreto del Ministero delle Attività Produttive 18 aprile 2005 (G.U.R.I. 12 ottobre 2005, n. 238) In maggior dettaglio, secondo le elaborazioni condotte dal Ministero per lo Sviluppo Economico sui dati previsionali di Cambridge Econometrics e di ISTAT, in Italia il numero delle imprese dell industria e dei servizi di mercato (ad esclusione del comparto dell intermediazione monetaria e finanziaria) risulta pari a Tali realtà impiegano poco più di 15 milioni di addetti e producono un valore aggiunto complessivo pari a circa 619 miliardi di euro. Di queste aziende, il 99,9% è costituito da realtà di piccole e medie dimensioni il cui organico rappresenta l 80% circa del totale della forza lavoro per un valore aggiunto pari a 422 miliardi di NetConsulting

15 euro, ovvero oltre il 68% del valore aggiunto prodotto a livello nazionale. La quota di microimprese risulta, invece, pari al 94,6% e scende sensibilmente nei principali Paesi Europei. Tale percentuale appare significativamente più contenuta soprattutto nel Regno Unito e in Germania dove è pari, rispettivamente, all 89,4% e all 83,3%. A causa delle dimensioni mediamente molto contenute, il segmento delle piccole e medie imprese Italiane si è mostrato particolarmente sensibile alle difficili condizioni economiche globali e, quindi, vulnerabile. Ciò appare evidente dall andamento dell indice di fiducia complessivo delle PMI che Unicredit monitora a partire dal 2004 e che negli ultimi anni ha evidenziato un peggioramento significativo delle opinioni degli imprenditori toccando, nel 2012, il picco negativo in assoluto, corrispondente ad un calo di 10 punti dall anno di inizio delle rilevazioni. Se nel 2011, per la prima volta dal 2004, tutti i fattori costituenti la fiducia si sono collocati sotto la soglia dell ottimismo, nel corso del 2012, oltre alla conferma di questa tendenza, si è evidenziato un ulteriore peggioramento su ogni singolo elemento. I giudizi peggiori sono stati espressi riguardo all andamento dei ricavi (-10 punti rispetto al 2011) e alla situazione del settore di appartenenza (- 9 punti rispetto al 2011). I due fattori esogeni (andamento dell economia generale e situazione del settore) anche quest anno risultano oggetto dei pareri più negativi, senza dubbio resi ancor più critici da un assetto politico che fino ad adesso non è stato in grado di risolvere le principali problematiche economiche del Paese e dei principali comparti economici (Fig. 6). Figura 6 Indice di fiducia delle PMI in Italia Fonte: Osservatorio Unicredit Piccole Imprese, 2012 NetConsulting

16 Le opinioni degli imprenditori attivi nel comune di Bari appaiono maggiormente orientate all ottimismo (77 contro il 73 rilevato a livello nazionale). Le risposte fornite dagli imprenditori baresi evidenziano, quindi, come il territorio del capoluogo pugliese, nonostante le difficili condizioni economiche che lo appesantiscono, mostri comunque alcuni spazi di crescita sebbene non uniformemente distribuiti su tutti i comparti economici. Sono tre i fattori caratterizzati da opinioni maggiormente ottimiste rispetto alla situazione nazionale: andamento occupazionale, tale elemento beneficia delle dinamiche demografiche positive registrate nel 2012 non solo dalle aziende dei comparti riconducibili alle attività turistiche e all erogazione di servizi professionali ma anche dalle realtà del settore ICT; propensione agli investimenti, in quest ambito la fiducia degli imprenditori locali dipende molto probabilmente dall insieme articolato di iniziative che gli Enti locali e gli attori nazionali hanno avviato nel corso del 2012 a supporto delle loro strategie di crescita (internazionalizzazione, supporto a start-up e a finanziamenti, agevolazioni per le PMI del settore Commercio etc.); situazione economica generale, pur essendo il fattore caratterizzato dal minor livello di fiducia, il maggior ottimismo degli imprenditori baresi rispetto alla media nazionale può essere determinato da una percezione di maggiore stabilità della politica economica locale, in particolare a livello comunale, soprattutto se confrontata con quella Italiana. Tutti gli altri elementi alla base della fiducia degli imprenditori locali si sono attestati su livelli inferiori a quelli medi nazionali. Si segnalano, a questo proposito, le attese sui tempi dell incasso e sull andamento dei ricavi che appaiono particolarmente negative a dimostrazione di posizioni creditizie generalmente precarie e di situazioni economiche in specifici comparti tuttora molto critiche. Permangono, infine, le difficoltà di accesso al credito. 3.1 Le priorità business delle piccole e medie imprese Italiane In linea con l inasprimento delle condizioni economiche nazionali e dello scenario mondiale, le principali sfide business delle piccole e medie imprese Italiane appaiono polarizzate sull avvio di iniziative finalizzate alla razionalizzazione dei costi che, evidentemente, continuano a rappresentare, anche per questo target dimensionale, le principali contromisure in risposta alla difficile congiuntura. Tra le altre sfide competitive, va segnalata anche la necessità di innovare prodotti e servizi e, contestualmente, di migliorare le relazioni con i propri clienti. Nello specifico, si rileva una crescente diversificazione delle offerte nel tentativo di rispondere in modo più efficace alle esigenze dei propri clienti, tematica particolarmente cara a tutte quelle realtà che godono di un rapporto diretto con i consumatori finali. NetConsulting

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