Capitolo 22. La moneta, i prezzi e la Banca Centrale Europea. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S.

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1 Capitolo 22 La moneta, i prezzi e la Banca Centrale Europea

2 In questa lezione La moneta e le sue funzioni: come si misurano gli aggregati monetari banche commerciali e creazione di moneta Il ruolo della Banca Centrale: Banca Centrale Europea controlli M S : OMA e coefficiente ROB stabilizzazione mercati finanziari: FED e corsa agli sportelli Equazione quantitativa della moneta: velocità di circolazione; effetti della moneta sui prezzi

3 La moneta e le sue funzioni La moneta svolge 3 funzioni: mezzo di scambio serve per gli acquisti; si pensi ai vantaggi di un economia con moneta rispetto a una di baratto, la quale implica la doppia coincidenza dei bisogni ; unità di conto in essa sono espressi tutti i prezzi; mezzo di tesaurizzazione è un modo per trasferire ricchezza nel tempo. La moneta non è il miglior mezzo per svolgere la funzione, ma lo è per le funzioni e.

4 Dunque cos è moneta? La moneta usata più spesso è il contante, o moneta corrente (creata solo dalla banca centrale): include la moneta cartacea (banconote) + quella metallica (monetine). La moneta corrente è detenuta in parte dal pubblico e in parte dalle banche commerciali. Ma per fare gli acquisti non si usa solo moneta corrente. Si possono usare anche altre forme di pagamento come il bancomat e gli assegni anche questi strumenti debbono far parte della nostra definizione di moneta.

5 Misurare gli aggregati monetari Cos è moneta oltre ai contanti (moneta corrente = cartacea + metallica) detenuti dal pubblico? Di solito si usano 3 definizioni (cfr. tabella seguente): M1 = moneta corrente + depositi a vista ( assegni; bancomat); M2 =M1+ depositi un po meno liquidi; M3 = M2 + pronti contro termine bancari + fondi comuni monetari + obbligazioni con scadenza fino a 2 anni. Passando da M1 a M3 si includono attività monetarie meno liquide, ossia meno adatte come mezzo di scambio.

6 Tabella 22.1 M1, M2, M3 in circolazione nell area euro a gennaio 2004 (miliardi di euro). M2 è due volte M1. La BCE guarda a M3 come aggregato di riferimento. L Italia pesa quasi 1/6 su M3 area euro (995,1 su 6155,6 16%); pesa più su M1 (608,4 su 2712,7 22%). Tabella 22.1

7 Come le banche creano moneta Dapprima (per semplificare) supponiamo che solo le banche commerciali detengano moneta corrente, ossia che la moneta sia costituita solo da depositi bancari e che, quindi, non vi sia circolante (le persone preferiscono i depositi ai contanti). Le banche commerciali detengono riserve di moneta corrente in un certo rapporto ai depositi per motivi precauzionali (far fronte a prelievi da parte dei depositanti) e legali (riserve obbligatorie). Il resto dei fondi ricevuti in deposito lo prestano.

8 Come le banche creano moneta Il credito bancario genera offerta di moneta in quanto i prestiti concessi tornano alle banche come depositi e vengono riutilizzati dalle banche per ulteriori prestiti finché viene raggiunto il rapporto riserve-depositi desiderato. Deve quindi valere la seguente relazione: Riserve Bancarie Depositi Bancari = Rapporto di riserva desiderato Depositi Bancari = Riserve Bancarie Rapporto di riserva desiderato

9 Esempio di creazione di moneta 1 rapporto di riserva = 10% dei depositi Consideriamo un paese fittizio (Gorgonzola) e supponiamo che la moneta corrente (detenuta unicamente dalle banche commerciali) sia pari a 1 milione di banconote (chiamate fiorini ). La seguente tabella mostra lo stato patrimoniale dell insieme di tutte le banche commerciali di Gorgonzola nella situazione iniziale, quando tutti i fiorini si trovano nelle loro casseforti: Attività Passività Moneta corrente fiorini Depositi fiorini Inizialmente, le riserve bancarie sono pari al 100% ossia equivalgono al 100% dei depositi bancari.

10 Esempio di creazione di moneta 2 rapporto di riserva = 10% dei depositi Ma, nel detenere moneta immobilizzata, le banche hanno un costo opportunità (analogo a quello delle imprese e delle famiglie) pari ai rendimenti offerti da altre attività, come prestiti e obbligazioni. Poiché le banche (come ogni impresa) hanno l obbiettivo di conseguire un profitto, decidono di mantenere le riserve pari al 10% dei depositi (ossia a fiorini) e di prestare ad interesse i restanti fiorini. Una volta concessi i prestiti, lo stato patrimoniale consolidato delle banche commerciali di Gorgonzola diventa: Attività Passività Moneta corrente (= riserve) fiorini Depositi fiorini Prestiti fiorini

11 Esempio di creazione di moneta 3 rapporto di riserva = 10% dei depositi Ora il rapporto riserve-depositi è pari a / , ossia al 10%. Siccome abbiamo supposto che i privati preferiscono i depositi ai contanti, i fiorini che sono usciti dal sistema bancario (come prestiti) verranno nuovamente immessi nel sistema. Una volta effettuato il rideposito dei fiorini, lo stato patrimoniale consolidato delle banche commerciali è il seguente: Attività Passività Moneta corrente (= riserve) fiorini Depositi fiorini Prestiti fiorini La moneta corrente (ossia i depositi) è ora fiorini il sistema bancario nel suo complesso ha permesso la creazione di nuova moneta.

12 Esempio di creazione di moneta 4 rapporto di riserva = 10% dei depositi Ma il processo di creazione di moneta non termina qui Il rapporto riserve-depositi è ora pari al 52.6%. Con il rapporto di riserva desiderato (10%), le banche possono detenere solo fiorini sotto forma di riserve e riprestare i restanti fiorini delle proprie riserve. In seguito al rideposito di questo secondo prestito, lo stato patrimoniale consolidato delle banche commerciali diventa: Attività Passività Moneta corrente (= riserve) fiorini Depositi fiorini Prestiti fiorini La moneta corrente è aumentata da a fiorini.

13 Esempio di creazione di moneta 5 rapporto di riserva = 10% dei depositi Il processo terminerà solo quando Riserve = 10% dei depositi. ossia quando Depositi = Riserve/0,10 Poiché le riserve alla fine di ciascun ciclo di prestiti e ridepositi sono pari a 1 milione, i depositi totali (finali) dovranno essere: 1 milione/0,10 = 10 milioni Lo stato patrimoniale consolidato di chiusura quindi sarà: Attività Passività Moneta corrente (= riserve) fiorini Depositi fiorini Prestiti fiorini

14 E se il pubblico detiene moneta? Se rimuoviamo l assunzione che la moneta corrente sia detenuta solo dalle banche commerciali e la lasciamo detenere anche al pubblico, l offerta di moneta (M S ) non è più data solo dai depositi bancari ma a essi va sommata la moneta corrente detenuta dal pubblico (M PUB ): M S = M PUB + depositi bancari ovvero (poiché depositi = riserve bancarie/rapporto di riserva) (i) M S = M PUB + (riserve bancarie/rapporto di riserva)

15 La Banca Centrale Europea Dietro ogni valuta c è una Banca Centrale che la crea per l euro è la Banca Centrale Europea (BCE). La BCE (basata a Francoforte) è al vertice del SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali), le Banche Centrali nazionali che creavano le valute confluite nell euro (Banca d Italia lira; Deutsche Bundesbank marco; ecc.). Per statuto, la BCE è indipendente con l obiettivo prioritario di mantenere la stabilità dei prezzi (tasso di inflazione < 2% annuo). La BCE attua la sua politica monetaria in via prevalente attraverso operazioni di mercato aperto (OMA), che fanno variare la moneta corrente e, dunque, M S e il tasso di interesse.

16 Controllo M s : OMA OMA è qualsiasi operazione con cui la BCE scambia titoli (di solito di stato) con il pubblico: se la BCE acquista titoli, li paga creando nuova moneta corrente M S cresce per eq. (i) [M S = M PUB + (riserve/rapporto di riserva)] se la BCE vende titoli, ritira euro dal pubblico riducendo la moneta corrente M S cala per eq. (i) In pratica vi sono vari tipi di OMA. Nell Eurosistema, il tipo di OMA più importante è l operazione di rifinanziamento principale.

17 Operazioni di rifinanziamento principale Tali operazioni sono effettuate con frequenza settimanale e durata di due settimane in conformità ad una procedura d asta. L asta funziona nel modo seguente: la BCE stabilisce un tasso d interesse minimo (tasso di rifinanziamento principale) cui si dichiara disponibile ad acquistare titoli, immettendo perciò liquidità nel sistema. Il tasso di rifinanziamento principale rappresenta uno dei tassi ufficiali della BCE e costituisce un segnale importante per il comportamento degli operatori.

18 Controllo M s : coefficiente ROB Oltre che con le OMA, la BCE può influenzare M S modificando il rapporto di riserva: infatti le banche commerciali hanno l obbligo di detenere una percentuale minima di riserve a fronte dei depositi (oggi il coefficiente di riserva obbligatoria = 2%) Come muta M S se la BCE cambia il coefficiente ROB? se coeff. ROB cala M S cresce per eq. (i) se coeff. ROB sale M S diminuisce per eq. (i) Ma l uso del coefficiente di riserva obbligatoria per controllare M S è inconsueto.

19 FED e corsa agli sportelli Fino al 1913 gli USA soffrono una serie di crisi bancarie in cui i depositanti corrono agli sportelli per non rischiare di perdere i propri risparmi. Con un rapporto di riserva < 100%, anche banche sane possono andare in bancarotta per forti ritiri ingiustificati dei depositi e le crisi bancarie hanno gravi effetti economici. 1913: viene istituita la FED col compito di dare liquidità a banche colpite da ingiustificati ritiri dei depositi. La FED funziona ma non negli anni 30

20 Nella Grande Crisi seguita al crollo di Wall Street del 29, i rischi di bancarotta bancari spinsero il pubblico ad aumentare M PUB e diminuire i depositi; le banche ad aumentare il loro rapporto di riserva (per paura delle corse agli sportelli). Riduzione di M S (anche se moneta corrente in realtà crebbe). La FED doveva stampare più moneta. Tabella 22.9 Dati monetari fondamentali negli USA,

21 Equazione quantitativa della moneta Intuitivamente pare logico collegare quantità di moneta e prezzi: moneta è unità di conto e il suo valore è proprio dato da 1/P, reciproco dell indice generale dei prezzi. Se la quantità di moneta cresce e l offerta di beni e servizi è costante, dovrebbe calare il valore di un unità monetaria (in termini di beni), cioè dovrebbe salire il livello generale dei prezzi. In realtà le cose nel breve periodo sono più complesse, ma nel lungo periodo vale la relazione 1 a 1 fra quantità di moneta e prezzi.

22 Velocità di circolazione La velocità è una misura del tasso di circolazione della moneta: man mano che si realizzano gli scambi, la stessa banconota passa da un individuo all altro; ad es. l individuo α compra dall individuo β che usa la banconota ricevuta per fare un acquisto da γ e così via Maggiore è il tasso di circolazione della moneta, più la sua velocità è elevata. Quante volte passa di mano mediamente un unità di moneta in un anno?

23 Velocità di circolazione Formalmente la velocità è definita come il valore delle transazioni concluse in un dato periodo di tempo (ad es., 1 anno) diviso per la quantità di moneta necessaria per portarle a termine: V = (Valore delle transazioni)/(quantità di moneta) Poiché il valore delle transazioni viene misurato attraverso il PIL nominale (P Y): (ii) V = (P Y)/M Esempio: Se M1 = 2222,3 mld e il PIL nominale è 6842,6 mld, la velocità per M1 è V M1 = 6842,6 mld/2222,3 mld = 3,07.

24 Velocità di circolazione Che cosa determina V? le tecnologie dei pagamenti che mutano solo nel lungo periodo (es. bancomat) si assume V costante (monetaristi, Friedman) anche (aspettative su) tasso di interesse allora non si può assumere V costante. È chiaro dalla (ii) che se si assume V costante e Y costante allora ogni variazione di M dà luogo a una stessa variazione di P.

25 Effetti della moneta sui prezzi Per vedere meglio che variazioni di M danno luogo a pari variazioni di P possiamo riscrivere l equazione della velocità (ii) come: M V = P Y Equazione quantitativa dove, per i monetaristi, V è costante (per ragioni tecnologiche) e Y è costante (perché è al livello di pieno impiego). L equazione quantitativa stabilisce che il prodotto della moneta per la velocità è uguale al PIL nominale: è chiaro che, se V e Y sono fissi, un dell offerta di moneta si tradurrà in un pari dei prezzi. L esperienza dei paesi del Sud America (cf. figura seguente) conferma questa relazione fra M e P.

26 Figura 22.1 Inflazione e crescita monetaria in America Latina dal 1995 al I paesi con tassi più elevati di crescita monetaria tendono ad avere anche tassi di inflazione più elevati. Il rapporto fra M e P non è sempre esatto in parte perché V e Y non sono costanti. Figura 22.1

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