Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie GENITORI RAPPRESENTANTI NELLA SCUOLA Incontri formativi novembre 2013

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1 Gruppo per la Collaborazione tra Scuola e Famiglie GENITORI RAPPRESENTANTI NELLA SCUOLA Incontri formativi novembre 2013 Breve saluto con tre slides. Chi siamo: fondamentalmente siamo genitori per genitori genitori a fianco di altri genitori che ritengono la scuola molto molto importante per i figli, ma anche per il futuro perché nella scuola si formano le nuove generazioni. Siamo anche genitori che credono fondamentale la collaborazione dei genitori con la scuola soprattutto oggi, quando il mondo si è fatto complesso e ci troviamo tutti più fragili, senza certezze proprio per il futuro. La scuola dove nostro figlio o nostra figlia entra è anche la NOSTRA scuola, come può essere dipende anche da noi. Vedete qui una serie di sigle delle associazioni che compongono il gruppo di lavoro Due strumenti ci caratterizzano e sono a vostra disposizione: - lo sportello che ha sede presso l ufficio scolastico, risponde via mail sempre e è aperto per incontri ogni sabato mattina. Ci aiuta a conoscere le domande dei genitori e a non farli sentire soli nella ricerca di risposte, a confrontarsi sui dubbi; - il sito CAOS dove abbiamo un archivio di documenti su diversi temi e che manda periodicamente una newsletter informativa delle attività organizzate dal gruppo CAOS sta per Costruire Alleanze e Opportunità nella Scuola. (invito al contatto, a rimanere in rete anche dopo questo incontro, sia per trovare materiali sul sito, sia per chiedere conto allo sportello dei dubbi o di ciò che manca) Buon lavoro! 1

2 Partiamo da una serie di domande che ogni rappresentante si trova a porsi dopo la sua elezione: sarò capace, quanto tempo dovrò impegnare, come fare, perché (sia nel significato di per quale finalità che per fare cosa. L ultima domanda può essere tipica di chi si trova ad essere rappresentante in carriera, deluso dai genitori o dalla scuola. Cosa ci si aspetta dal rappresentante. Chi è? Chi rapidamente risolve tutti i problemi, praticamente da solo? Chi è delegata a tutti i servizi.? Noi vi proponiamo una definizione diversa, anche se spesso scendere in campo per fare il rappresentante non è propriamente una scelta consapevole. E quasi ovvio rispondere che il nostro impegno nella scuola è per i nostri figli. Loro ci guardano e riusciamo attraverso il nostro ruolo ad essere esempio, sostenitore del loro percorso, ci riguardano come adulti che li accompagnano mentre crescono. È un ruolo che vogliamo imparare a giocare con loro, particolarmente alla scuola superiori. Noi cresciamo con loro, cioè impariamo sempre meglio a sentirli, a vedere i loro bisogni, a risolvere. Loro crescono con noi, perché imparano autonomia, spirito critico, impegno, hanno qualcosa da dire. Insieme, gli adulti offrono occasioni per costruire il successo formativo dei ragazzi che imparano a giocarsi come cittadini, come persone, provano percorsi per stare bene con sé, con gli altri, con il mondo. 2

3 Un tempo tutto era più semplice e chiaro: regole, educazione, programmi della scuola. Per quali ragazzini, quali cittadini e quale futuro? I cambiamenti sono notevoli, i ragazzi di oggi sono tutti diversi, persone uniche, con un futuro non proprio chiaro. La scuola non serve più per passare informazioni ma per costruire competenze Un tempo andare a scuola consisteva nell imparare a leggere, scrivere, far di conto. Oggi ciò che viene chiesto è molto di più: che ciascuno alla fine del percorso di crescita sappia utilizzare una serie di competenze che consentano loro di tracciare la propria strada con successo Come vedete non basta più lo studio fine a se stesso. I nostri figli avranno probabilmente come orizzonte il mondo, non solo Bergamo o l Italia o l Europa E in questo percorso gli studenti sono protagonisti, attori principali, soggetti in apprendimento, non solo oggetto di insegnamento. Non solo cosa sa (il sapere), cosa farà, ma anche chi sarà, come sta bene con sé e con gli altri. Se questo è la scopo della scuola, allora occorre cambiare anche il modo di essere genitori nella scuola Se la finalità è così importante, così da poter garantire il successo formativo, allora la partita che si gioca è particolare. Non due squadre avversarie che si scontrano, ma un unica squadra che pensa alle strategie migliori per ottenere il risultato. Al centro ci sono i ragazzi, ognuno diverso e con diversi bisogni Intorno gli adulti di riferimento, ognuno con un proprio ruolo, costruiscono alleanze e opportunità perché ciascuno possa costruire il proprio successo formativo. Questa comunità incrocia il territorio, altre alleanze, risorse, opportunità 3

4 Come in una squadra sportiva, dentro la comunità scolastica ognuno ha un ruolo Così? Rappresentante è chi si mette in gioco, non da solo. Si scioglie rapidamente se sotto non sente il sostegno degli altri genitori Costruire la squadra fra genitori Fare rete Relazioni Formalità e Informalità Confronto Decisione 4

5 Le tecnologie aiutano ma non sono tutto. Le relazioni richiedono tempo ma la comunicazione si fa dialogo e condivisione L auspicio Dopo quanto detto fino adesso, i dubbi che avevamo all inizio cominciano ad avere una risposta. I luoghi e i momenti in cui si esercita l azione. Assemblea di classe (di sezione per la scuola d infanzia): può essere convocata dagli insegnanti, ma anche dai rappresentanti I Consigli di classe sono organo collegiale alla scuola media e superiore 5

6 Cosa succede Spesso chi ascolta prende atto di cose già decise. Spesso gli insegnanti dicono cosa stanno facendo e cosa NON funziona. Si limitano a chiedere ai genitori di raccomandare lo studio, l impegno, l attenzione in classe, di fare una ramanzina a casa, di controllare il libretto. 6

7 Ci limitiamo a questo? Ripetiamo questa situazione nel tempo, senza che ci sia cambiamento? Come chiederlo e favorirlo? Ciò che succede è spesso una comunicazione piramidale, dai docenti verso i genitori (e gli studenti) con qualche commento di ritorno. Proviamo a immaginare un consiglio diverso dove tornano in campo parole come interazione, scambio, condivisione? Che ruolo può giocarsi il rappresentante che è ponte, costruttore di dialogo e di mediazioni, portatore di domande? Funzione essenziale del coordinatore (anche pensando che i consigli di classe sono generalmente pochi per condividere il percorso della classe. Spesso chi ascolta prende atto di cose già decise. Proviamo a condividere Occorre passare a una circolarità tra insegnanti e genitori, a uno scambio. U-DIRE (ascoltare e dire, poi agire, decidere) per occuparsi della classe C è un fatto (può essere gli alunni chiacchierano, non studiano, il comportamento lascia a desiderare, quasi tutti sono insufficienti, i compiti sono esagerati.) analizziamolo, chiedendoci PERCHè SUCCEDE Ci mettiamo intorno a un tavolo e definiamo COSA vogliamo migliorare/ottenere: i traguardi Decidiamo percorsi: cosa fa ciascuno (IO cosa posso fare: io genitore, io insegnante, io alunno/classe. È il contratto formativo) Valutiamo i risultati e reimpostiamo se necessario. Questo metodo di lavoro è messo tra le strategie importanti. Se il tempo è poco, alcuni passi vanno preparati e pensati prima dell incontro in consiglio (quali? Sentire i genitori, sentire gli studenti, sentire il coordinatore, fare una lettura allargata, preparare l intervento che si vuole fare.) Durante il consiglio provare a rispettare i momenti dell analisi, della decisione di obiettivi e percorsi, della valutazione dopo un percorso, un progetto.) Dopo il Consiglio non è tutto finito (comunicare ai genitori? Tenere i contatti per monitorare se le cose decise si stanno realizzando.) 7

8 Alcuni strumenti ci consentono di sapere cosa la scuola ha pensato per il successo formativo dei propri alunni/studenti. Nel Pof troviamo l offerta formativa, i progetti, i percorsi di valutazione la carta d identità didattica, educativa, organizzativa e di sperimentazione dell istituto. Cosa passa nella classe? C è coerenza? Il regolamento di istituto contiene le regole organizzative e di funzionamento (è deliberato dal Consiglio di Istituto dove ci sono anche i genitori) Il patto educativo esprime i valori e i comportamenti educativi che genitori e scuola concordano. Così dovrebbe essere costruito e condiviso. Non è solo una firma sotto un foglio. Gli strumenti migliori È già una rete, che consente confronti allargati tra tutti gli insegnanti e i rappresentanti. Sono pochi incontri generalmente. Si ottimizza se esiste un buon comitato genitori che prepara i lavori Qui, in questo esempio di ordine del giorno, c è un tentativo di mettere all ordine del giorno la condivisione delle funzioni del consiglio di interclasse/intersezione: una buona prassi. E la classe il luogo dove nascono i bisogni e si cercano risposte, dove si propongono strategie e iniziative, dove alcuni problemi non riescono a trovare soluzione. Leggere le situazioni (dati, bisogni, risultati dei percorsi e dei progetti, nuove proposte ) delle classi è necessario al Consiglio di Istituto che elabora così linee di indirizzo coerenti per il nuovo POF e può orientare le risorse economiche verso le priorità. Il collegamento è relativamente semplice per gli insegnanti presenti in consiglio (che conoscono la scuola anche attraverso il collegio docenti), è difficile per il singolo rappresentante. Il comitato e l associazione genitori hanno una funzione di raccordo che rende possibile ottenere migliori risultati In consiglio di istituto si creano le relazioni tra eletti in consiglio e docenti del consiglio Nei consigli di classe tra rappresentanti e docenti della classe 8

9 E quindi importante far colloquiare il consiglio di istituto con i consigli di classe per fare in modo che le esigenze delle classi possano essere discusse a livello di istituto Per questo aiuta creare UNA RETE tra i genitori, attraverso l azione degli organismi partecipativi. (Il nostro gruppo organizza serate a tema sulla formazione per i genitori eletti nel Consiglio di Istituto e prossimamente anche sul funzionamento del Comitato Genitori) Da dove partire nell organizzarsi per fare, sia nella classe che nel comitato? Dalla domanda : di cosa hanno bisogno i nostri ragazzi? Quale direzione indicare, suggerire? Quale obiettivo? Intorno a queste domande si costruisce l alleanza nella Scuola (e con il territorio). Costruiamo patti Dal coinvolgimento delle forze nasce il cantiere delle idee, delle proposte, dei progetti per ottenere i risultati attesi. Scriviamolo: a verbale, per fare memoria storica, per scrivere un progetto. E importante saper scrivere un progetto, individuare gli obiettivi, risorse, tappe, strumenti sul sito trovate dei suggerimenti, degli schemi già predisposti con degli esempi. Ricordiamoci l importanza della verifica e la valutazione dei risultati. Noi genitori siamo una rotellina di questo ingranaggio (processo decisionale) Spesso siamo il piccolo ingranaggio che serve per mettere in moto tutto il processo. E ADESSO LAVORIAMO INSIEME! 9

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