Fondo Italiano d'investimento - Criteri e modalità operative

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1 Fondo Italiano d'investimento - Criteri e modalità operative Roma, 9 Novembre 2010 Circolare N Confindustria Fisco, Finanza e Welfare Il Direttore Elio Schettino Con l obiettivo di sostenere le piccole e medie imprese italiane favorendone la patrimonializzazione e promuovendone i processi aggregativi il Ministero dell Economia e delle Finanze, Confindustria, ABI, Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo, MPS e Unicredit hanno dato vita al Fondo Italiano d investimento (Fondo), un fondo mobiliare chiuso riservato a investitori istituzionali. Il progetto di creazione del Fondo ha preso avvio il 16 dicembre 2009 con la firma dell Accordo allegato ai sensi del quale i soggetti sopra indicati si sono impegnati a costituire la società di gestione del risparmio destinata a gestire il Fondo e a istituire il Fondo stesso. La società di gestione, denominata Fondo Italiano d Investimento SGR S.p.A. (SGR) è stata costituita il 18 marzo 2010 mentre il Fondo è stato istituito, con delibera del Consiglio di Amministrazione della SGR, il 16 giugno Il 24 agosto scorso la Banca d Italia ha autorizzato la SGR alla prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio e contestualmente ha approvato il regolamento del Fondo (Regolamento) allegato alla presente circolare. Successivamente è stata avviata la sottoscrizione delle quote del Fondo e con la prima chiusura parziale delle sottoscrizioni, fissata a 1,2 miliardi di euro, Il Fondo è divenuto operativo. Al fine di informare le associazioni territoriali e settoriali in merito alle opportunità offerte dal Fondo e di promuoverne - anche grazie al ruolo che potranno svolgere le associazioni territoriali e settoriali - l utilizzo presso le imprese, Confindustria sta definendo, congiuntamente alla SGR, una serie di iniziative. In particolare si intendono realizzare degli incontri di formazione per i tecnici delle associazioni nonché una serie di convegni sul territorio per presentare il Fondo alle imprese. Il primo di tali convegni, il cui programma è allegato alla presente circolare, avrà carattere nazionale e si terrà a Milano il prossimo 15 novembre (Assolombarda, Via Pantano 9). Di seguito sono descritte le principali caratteristiche della SGR e del Fondo. La documentazione completa sulla SGR e sul Fondo è disponibile sul sito LA SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO Oggetto sociale, capitale e soci La SGR esercita, nell interesse dei sottoscrittori del Fondo (partecipanti) e nel rispetto delle vigenti disposizioni normative e regolamentari nonché del Regolamento, l attività di promozione e gestione del Fondo stesso. Il capitale sociale della SGR, pari a 3,5 milioni di euro, è ripartito in parti uguali tra i sette soci promotori del progetto: Ministero dell Economia e delle Finanze, Confindustria, ABI, Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo, MPS e Unicredit.

2 Tra questi, come più avanti si dirà, Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo, MPS e Unicredit sono anche i primi sottoscrittori del Fondo insieme all Istituto Centrale delle Banche Popolari e a Credito Valtellinese, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell'emilia-romagna, UBI Banca, Banca di Cividale. È previsto l ingresso nel capitale della SGR di un soggetto rappresentativo delle banche popolari che hanno sottoscritto quote del Fondo. Governance La SGR è gestita da un Consiglio di Amministrazione (CdA) attualmente composto da 11 membri di cui 7 designati dai soci promotori e 3 in possesso dei requisiti di indipendenza definiti delle vigenti disposizioni di legge e regolamentari in materia. Il Presidente del CdA è stato eletto, a norma di Statuto, tra i consiglieri indipendenti. Nel dettaglio sono membri del CdA della SGR: Marco Vitale (Presidente) - Economista, fondatore e presidente della Vitale Novello & Co. Gabriele Cappellini - Amministratore Delegato Fondo Italiano di Investimento SGR SpA Cesare Buzzi Ferraris - Managing Director Corporate Finance Advisory UniCredit Fabio Canè - Head of Investment Banking Intesa Sanpaolo Gianfranco Carbonato - Presidente dell Unione Industriali di Torino Guido Corbetta - Professore Ordinario Dipartimento di Management Università L. Bocconi Anna Gervasoni - Direttore Generale A.I.F.I. e Professore Associato presso l Università Carlo Cattaneo di Castellanza-LIUC Lorenzo Gorgoni - Consigliere Banca MPS Anna Molinotti - Responsabile partecipazioni Cassa Depositi e Prestiti Andrea Montanino - Dirigente Generale del Ministero dell Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro Giovanni Sabatini - Direttore Generale ABI Al CdA compete determinare gli obiettivi aziendali e le politiche di investimento del patrimonio del Fondo nonchè approvare le operazioni di investimento o disinvestimento che non siano delegate al Comitato Esecutivo. A quest ultimo, istituito in seno al CdA, è attribuito il compito di approvare - relativamente ai soli interventi diretti di cui più avanti si dirà - le operazioni di investimento o disinvestimento di importo non superiore a 5 milioni di euro. Nel dettaglio il Comitato Esecutivo è composto dai consiglieri Marco Vitale (Presidente), Guido Corbetta (Vice Presidente), Gabriele Cappellini (a norma di Statuto membro di diritto del Comitato Esecutivo in qualità di Amministratore Delegato della SGR), Cesare Buzzi Ferraris, Fabio Canè, Lorenzo Gorgoni e Anna Molinotti. È invece riservato alla competenza esclusiva del CdA il potere di approvare i criteri di ammissibilità e le proposte di investimento o disinvestimento del patrimonio del Fondo relative agli investimenti indiretti più avanti descritti. Al fine di neutralizzare possibili condizionamenti nel perseguimento dei propri scopi e obiettivi e in considerazione delle finalità istituzionali perseguite, il Fondo adotta la normativa in materia di operazioni con parti correlate (art bis del codice civile; Regolamento Consob del 12 marzo 2010 e successive modifiche) ed una rigorosa politica di gestione dei conflitti di interesse.

3 La SGR vigila per l individuazione dei conflitti di interesse e ha adottato procedure interne idonee a salvaguardare i diritti del Fondo e dei suoi partecipanti e ridurre al minimo il rischio potenzialmente derivante da operazioni in conflitto (si veda al riguardo il documento allegato sulla policy relativa ai conflitti di interesse). In proposito la SGR ha istituito un Comitato per la gestione dei conflitti di interesse che ha il compito di valutare la sussistenza di potenziali interessi della SGR, dei soci della SGR e delle relative parti correlate, nonché di uno o più partecipanti al Fondo, che possano pregiudicare l'interesse della generalità dei partecipanti. Tale Comitato è composto da due membri del CdA della SGR caratterizzati da un elevato livello di indipendenza (Anna Gervasoni e Andrea Montanino) e dal responsabile della funzione di compliance della SGR. IL FONDO ITALIANO DI INVESTIMENTO Tipologia, patrimonio e partecipanti Il Fondo è, come detto, un fondo mobiliare di tipo chiuso riservato a investitori istituzionali, deliberato dal CdA della SGR il 16 giugno A regime il patrimonio del Fondo potrà arrivare a 3 miliardi di euro, ma con la prima chiusura parziale delle sottoscrizioni è stato raccolto un ammontare pari a 1,2 miliardi di euro tra Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo, MPS, Unicredit, Istituto Centrale delle Banche Popolari, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell'emilia-romagna, UBI Banca, Banca di Cividale. Il Fondo è dunque operativo e gli interessati potranno rivolgersi ai referenti della SGR i cui nominativi e riferimenti, come anche più avanti si dirà, sono disponibili sul sito Nel dettaglio, il Regolamento prevede che il patrimonio venga raccolto attraverso più emissioni di un unica classe di quote che attribuiscono uguali diritti ai possessori e la cui sottoscrizione è riservata esclusivamente agli investitori qualificati come definiti dal DM 228/99 e dal Provvedimento della Banca d Italia del 14 aprile 2005, vale a dire: 1. imprese di investimento, banche, agenti di cambio, società di gestione del risparmio, società di investimento a capitale variabile, fondi pensione, imprese di assicurazione, società finanziarie capogruppo di gruppi bancari e soggetti iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106, 107 e 113 del Testo Unico Bancario D.lgs 385/1993; 2. soggetti esteri autorizzati a svolgere, in forza della normativa in vigore nel proprio paese di origine, le medesime attività svolte dai soggetti di cui al precedente punto 1; 3. fondazioni bancarie; 4. persone fisiche e giuridiche e altri enti in possesso di specifica competenza ed esperienza in operazioni in strumenti finanziari. Finalità e oggetto Finalità del Fondo - che opera con l intento di valorizzare il patrimonio del Fondo stesso garantendo una redditività adeguata del capitale investito dai sottoscrittori - sono le seguenti: favorire la patrimonializzazione delle imprese di piccole e medie dimensioni per permettere loro un più facile accesso al credito, sostenerne progetti di sviluppo a mediolungo termine e favorirne una più ampia presenza sui mercati esteri; incentivare processi di aggregazione tra imprese di piccole e medie dimensioni così da favorire la creazione di realtà aziendali maggiormente competitive sui mercati internazionali; in particolare potranno essere favorite le aggregazioni che: appartengano allo stesso settore od operanti nello stesso distretto industriale;

4 appartengano a settori adiacenti (integrazione orizzontale); svolgano parti diverse di un medesimo processo produttivo di beni o servizi (integrazione verticale). Il Fondo si concentrerà prevalentemente su operazioni di expansion, finalizzate cioè a finanziare lo sviluppo di imprese già avviate al fine di consentirne l espansione geografica e/o merceologica, anche tramite acquisizioni. Potranno essere inoltre realizzate operazioni finalizzate: alla ristrutturazione della base azionaria, in cui il Fondo potrà sostituirsi ai soci di minoranza non più interessati a proseguire l attività (replacement), a sostenere, con il coinvolgimento di manager interni o esterni all impresa, l acquisizione di imprese in difficoltà a causa di passaggi generazionali e la realizzazione di possibili aggregazioni (management buy in/ buy out). Politiche di investimento Il Fondo si rivolge principalmente alle imprese italiane di piccole e medie dimensioni in fase di sviluppo, con ambizioni di crescita interna ed esterna e con un fatturato indicativamente compreso tra 10 e 100 milioni. Nel caso degli investimenti diretti (in seguito descritti) effettuati dal Fondo nell'ambito di operazioni di aggregazione, ai fini della verifica del limite di 10 milioni sopra indicato, si terrà conto anche dei valori risultanti dall'operazione di aggregazione. Il Fondo investirà, di norma, in imprese operanti nei settori dell industria, del commercio, dei servizi e del terziario, dotate di una buona solidità patrimoniale, di un adeguata redditività attuale e/o prospettica, e di un significativo potenziale di creazione del valore. Nell ambito della politica di investimento del patrimonio del Fondo e nel rispetto dei suoi obiettivi, sarà data priorità agli investimenti in favore di imprese: che presentano interessanti prospettive di sviluppo a livello sia nazionale sia, soprattutto, internazionale; che intendano intraprendere concreti progetti di aggregazione finalizzati al rafforzamento sul mercato nazionale e/o internazionale; con prospettive di valorizzazione di marchi, brevetti e know-how, ovvero che utilizzino processi e tecnologie avanzate ed innovative; a gestione familiare in presenza di ricambio generazionale o imprenditoriale; la cui gestione sia affidata ad un management efficiente e di elevata esperienza e professionalità. Il Fondo non investirà in imprese: di nuova costituzione (start-up), ad eccezione delle nuove iniziative sviluppate, in un ottica di diversificazione, da imprenditori, società o gruppi imprenditoriali già operanti; in stato di crisi, ad eccezione delle imprese che abbiano già intrapreso e realizzato un processo di risanamento e ristrutturazione e presentino concrete possibilità di rilancio, anche attraverso un nuovo gruppo manageriale e/o societario, e che abbiano già acquisito il supporto di nuova finanza di impresa; soggette a procedure concorsuali ovvero in esecuzione di piani di risanamento e ristrutturazione dei debiti ai sensi degli articoli 67, comma 4, lett. d), e 183 bis del R.D. 267/42; immobiliari ovvero operanti nel settore dei servizi finanziari. In considerazione delle sue finalità istituzionali e al fine di consentire il pieno conseguimento degli obiettivi, il Fondo potrà operare entro ambiti temporali più ampi rispetto a quelli medi del mercato del private equity. In particolare, la durata degli investimenti diretti del Fondo sarà, di norma, indicativamente pari a 5 anni.

5 Il Fondo garantirà il continuo monitoraggio sull andamento delle società nelle quali siano stati effettuati investimenti, in qualunque forma, anche mediante la partecipazione di rappresentanti della SGR agli organi sociali, l analisi e la valutazione periodica dei dati economici e finanziari e delle informazioni gestionali, sia storici sia prospettici. Il Fondo potrà perseguire i propri scopi attraverso interventi di sostegno finanziario diretto e indiretto a favore delle imprese di piccole e medie dimensioni. In particolare il Fondo potrà: assumere partecipazioni dirette, prevalentemente di minoranza, nel capitale di imprese italiane; assumere partecipazioni dirette, prevalentemente di minoranza, nel capitale di imprese italiane in coinvestimento con altri fondi specializzati, che condividano la politica di investimento e gli obiettivi del Fondo; intervenire indirettamente come «fondo di fondi», ovverosia investendo in altri fondi che condividano la politica di investimento e gli obiettivi del Fondo. Gli interventi diretti saranno effettuati prevalentemente attraverso l acquisto di partecipazioni di minoranza nel capitale di rischio di imprese aventi le caratteristiche sopra indicate. In casi eccezionali il Fondo potrà però acquisire partecipazioni di maggioranza; ciò comunque nel rispetto delle finalità di intervento del Fondo e in particolare con l obiettivo di garantire la continuità aziendale ovvero di consentire ricambi generazionali. Tali investimenti potranno essere effettuati in presenza di un valido management team coinvolto nell investimento, ovvero nell ipotesi di coinvestimento con altri operatori private equity che presentino una durata ed una politica di investimento e di gestione del rischio in linea con quella del Fondo. Gli interventi diretti potranno avere ad oggetto i seguenti strumenti finanziari: 1. azioni, quote e, in generale, titoli rappresentativi del capitale di rischio delle imprese oggetto dell intervento del Fondo; 2. obbligazioni emesse dalle medesime società e/o altre forme di supporto finanziario, alle quali sono di norma associati diritti di conversione, parziale o totale, in azioni o quote del capitale della società finanziata, a condizioni prefissate; 3. altri strumenti finanziari partecipativi ai quali sono di norma associati diritti di conversione parziale o totale in azioni o quote del capitale della società emittente e/o diritti di acquisto o di sottoscrizione di azioni o quote del capitale (warrants) della società finanziata o delle società da questa partecipate o a questa partecipanti; 4. qualsiasi altro strumento o titolo che permetta di acquisire gli strumenti finanziari indicati nei punti da 1 a 3. Il Fondo, come sopra indicato, potrà perseguire i suoi scopi anche operando in qualità di fondo di fondi, ovverosia attraverso operazioni di investimento in strumenti finanziari non quotati rappresentativi di quote di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) o di società finanziarie, con l obiettivo della loro valorizzazione nel medio-lungo periodo. Nel dettaglio gli interventi indiretti del Fondo potranno avere ad oggetto: 1. quote di OICR, anche di nuova costituzione, che presentino una durata ed una politica di investimento e di gestione del rischio in linea con quella del Fondo, e i cui gestori siano dotati di comprovata esperienza nel settore del private equity o settori consulenziali, con particolare riguardo all operatività nei confronti delle imprese di piccole e medie dimensioni; 2. quote di OICR di nuova istituzione, costituiti mediante spin-off di una quota parte del portafoglio già sottoscritto, che presentano le medesime caratteristiche di cui al precedente punto 1;

6 3. quote di società finanziarie di partecipazione di cui agli articoli 106 e 107 del TUB, anche di nuova costituzione, che presentino le medesime caratteristiche indicate al precedente punto 1. Dunque il Fondo potrà sostenere l attività di altri operatori di private equity a condizione che questi ne condividano gli obiettivi e la politica di investimento e che le imprese sostenute da tali operatori abbiano le stesse caratteristiche delle aziende nelle quali il Fondo può investire direttamente. La scelta degli investimenti da parte della SGR avverrà nell ambito di fondi con vocazione in prevalenza territoriale e che: presentino una politica di investimenti ed una durata in linea con quelle del Fondo; siano gestiti da manager con comprovata esperienza nel settore del private equity ed una specifica conoscenza del mercato italiano; siano in grado di fornire rendiconti tempestivi ed accurati e siano sottoposti al controllo di una primaria società di revisione contabile. Gli investimenti indiretti non potranno, di norma, superare il 50% del portafoglio complessivo di ciascuno dei fondi investiti. Nell ambito degli investimenti, sia diretti che indiretti, il Fondo potrà inoltre concedere prestiti - senza vincoli di forma tecnica e a condizione che gli stessi siano funzionali o complementari all acquisto o alla detenzione, da parte del Fondo, degli strumenti finanziari sopra indicati - nel rispetto di una quota percentuale indicativamente pari al 30% del valore complessivo di ciascuna operazione di investimento. Limiti di investimento Il Regolamento fissa specifiche limitazioni agli investimenti del Fondo. In particolare è previsto che: gli investimenti in titoli rappresentativi del capitale di società non quotate, sia direttamente, sia indirettamente per il tramite degli altri fondi e/o società oggetto di investimento, potranno raggiungere il 100% del totale dell attivo del Fondo; gli investimenti indiretti non potranno comunque superare l ammontare del 50% del totale dell attivo del Fondo; l importo di ciascun investimento sarà indicativamente non superiore a 30 milioni, con riferimento agli investimenti diretti, e sarà indicativamente compreso tra 15 e 50 milioni con riferimento agli investimenti indiretti (fondi di fondi). Investimenti per ammontari superiori potranno essere autorizzati eccezionalmente dal Consiglio di Amministrazione della SGR per il perseguimento di particolari finalità economico-sociali, ovvero nel contesto di interventi di filiera. Procedure per la scelta degli investimenti Le opportunità di investimento e disinvestimento saranno individuate e selezionate dai team di investimento istituiti dalla SGR e coordinati dall Amministratore Delegato. I team sono in via di costituzione. Al momento ne sono previsti quattro: 1. investimenti diretti area nord-est, 2. investimenti diretti area nord-ovest, 3. investimenti diretti area centro-sud, 4. investimenti indiretti. I nominativi e i riferimenti dei responsabili dei team sono disponibili sul sito

7 Le opportunità di investimento saranno sottoposte al preventivo parere obbligatorio e non vincolante di un Comitato Tecnico per gli Investimenti. Quest ultimo è un organo interno alla SGR al quale sono attribuite funzioni consultive e il compito di valutare preliminarmente il merito delle diverse operazioni prospettate dai singoli team e di sottoporle, secondo le rispettive competenze, al Consiglio di Amministrazione ovvero al Comitato Esecutivo per l approvazione. Le deliberazioni adottate dal CdA e dal Comitato Esecutivo relative alle singole operazioni di investimento sono attuate dall'amministratore Delegato. Per l individuazione, il monitoraggio e la successiva dismissione degli investimenti, sia diretti che indiretti, la SGR può avvalersi della consulenza di soggetti qualificati. Durata La durata del Fondo è fissata in 12 anni a decorrere dalla chiusura parziale delle sottoscrizioni. La SGR ha però la facoltà di richiedere alla Banca d'italia - nel rispetto della normativa pro tempore vigente - una proroga del termine di durata per un periodo massimo di 3 anni per il completamento dello smobilizzo degli investimenti effettuati (cosiddetto "periodo di grazia"). Francesca Brunori Per informazioni rivolgersi a: FFW - Fisco, Finanza e Welfare Riferimento: Brunori Francesca Telefono:

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