A proposito di N.N. (2008) 1 : conversazione 2 con Francesco Filidei (compositore) e Stefano Busellato (filosofo, librettista)

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1 A proposito di N.N. (2008) 1 : conversazione 2 con Francesco Filidei (compositore) e Stefano Busellato (filosofo, librettista) Grazia Giacco [tr. Marie-Odile Volpoët] Grazia Giacco: Siamo qui con il compositore Francesco Filidei, nato nel 1973 a Pisa, la stessa città in cui un giovane di nome Franco (Francesco per l anagrafe) Serantini aveva trovato la morte in una manifestazione di piazza il 5 maggio 1972, durante quella cupa stagione degli anni di piombo. N.N. Sulla morte dell anarchico Serantini, per 6 voci soliste e 6 percussionisti, è stato scritto nel 2008, su testi del filosofo Stefano Busellato, che abbiamo il piacere di avere qui con noi. Potremo così ascoltare i due autori che, in un faccia a faccia, parleranno della nascita e dell evoluzione del loro lavoro. Quest opera è stata rappresentata per la prima volta nell aprile 2009 nell ambito della Primavera delle Arti di Monte-Carlo, dagli stessi interpreti che vedremo domani sera (29 settembre 2009, alla Città della Musica e della Danza, Festival Musica, Strasburgo): le Percussions de Strasbourg e i Neue Vocalsolisten. 1 N.N.- Sulla morte dell anarchico Serantini, per 6 voci soliste e 6 percussionisti, testi di Stefano Busellato (2008), durata: 45. Prima rappresentazione: Monte-Carlo, il 19 aprile 2009 (edizioni RAI TRADE). 2 Questo testo è una rielaborazione e una riscrittura dell incontro registrato lunedì 28 settembre 2009 nei locali della Radio en construction, la Radio del Festival Musica 2009, Strasburgo. Siano qui ringraziati Sylvie Dubost et Stéphane Boltz della Radio en construction. La versione italiana è stata realizzata dalla Dott.ssa Marie-Odile Volpoët, traduttrice e esperta linguistica di lingua madre presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e pubblicata nel programma di sala della prima italiana di N.N. al Teatro Verdi di Pisa, nell ambito dei «Concerti della Normale» (dir. artistica : Carlo de Incontrera), il 14 aprile 2011 [interpreti : Neue Vocalsolisten Stuttgart, Ars Ludi Roma, Erasmo Gaudiomonte dir.]. Ringraziamo la Dott.ssa Volpoët per l autorizzazione alla pubblicazione. 1

2 Conosco Francesco Filidei da circa 15 anni e ho sempre seguito con curiosità e interesse il suo percorso artistico. Ascoltandolo, percepisco in lui la ricerca di una rimessa in discussione del suono in sé, non concepito attraverso una tecnologia spinta all estremo, ma al contrario come l espressione di una verità intrinseca ed ancestrale. Scritto in omaggio al giovane anarchico Franco Serantini, questo lavoro evoca due nozionichiave: quella di un rito comune e quindi quella di una musica rituale si tratta di funerale e pertanto di lutto. Questa musica esprime anche una forza drammatica intensa, grazie ad una ricerca sonora molto meticolosa e alla concezione di segni grafici appropriati. Ciò richiede agli spettatori un ascolto totalmente affidato a luoghi di risonanza profondissimi. Lascio la parola a Francesco Filidei che ci presenterà N.N. e ci esporrà le forti motivazioni che lo legano all Italia degli anni 70, una realtà molto complessa e drammatica di cui ancora oggi è difficile parlare nel Paese con obiettività, con le parole giuste. Convinta che Francesco e il suo librettista Stefano Busellato siano riusciti ad abbattere queste difficoltà ed abbiano saputo trovare le parole adatte per chiamare le cose col loro nome. Francesco Filidei: Parto da ciò che hai appena detto: le parole giuste per dire certe cose, perché sta proprio qui la problematica che è alla base del pezzo. Un lavoro teatrale che s intitola N.N., nomen nescio (ignoro il nome), pone problemi alle istituzioni. Infatti questo titolo è normalmente utilzzato per un opera incompiuta, e qui si tratta, invece, del titolo del pezzo... Dunque, perché andare contro le abitudini? N.N. è già, di per sé, contro qualche cosa: il suo protagonista è un giovane orfano che si oppone ad un certo tipo di potere. Inoltre, N.N. rappresenta un lavoro sulle origini: questo aspetto mi ha in parte sorpreso, proprio perché me ne sono reso conto durante la stesura del pezzo. Ero partito per realizzare un lavoro insieme a Stefano Busellato sulla figura di Serantini: Franco viveva nella nostra città, Pisa, dove tutti questi avvenimenti si sono svolti, dove siamo nati e cresciuti. Poi mi sono ritrovato di fronte ad una specie di auto-analisi facendo un percorso a ritroso che mi ha portato a capire molte cose di quegli anni e di me stesso, e penso che sia stato così anche per Stefano. N.N. è dunque un lavoro sul nome, sul fatto di dare un nome alle cose: è dunque una problematica del pezzo ma nello stesso tempo fondamentale nell uomo. Per questo abbiamo scelto la figura di Franco Serantini, al quale il nome è stato imposto dallo Stato che, per l occasione, ha rivestito il ruolo di «padre», salvo poi ucciderlo, più tardi, nel corso di una manifestazione. Franco Serantini ha già nel suo nome un destino straziante. Si chiamava così 2

3 un autore 3 che aveva scritto un romanzo : I Bastardi (1955, Garzanti), il cui titolo rivela indicazioni sulla struttura sociale dell epoca. La storia di Franco Serantini comincia in Sardegna, in un brefotrofio. Viene adottato da una coppia già anziana. Franco è intoverso, di carattere difficile, ma molto vispo. Purtroppo la mamma adottiva muore poco dopo l adozione e Franco è rimandato all orfanotrofio, dalle suore. Quando lascia l Istituto, Franco è costretto ad entrare in un riformatorio a Pisa, senza che vi sia alcun motivo di carattere penale, ma unicamente perchè non si sapeva dove sistemarlo. Agli inizi degli anni 70, Pisa è una città molto viva, vi si respira un clima che oggi ci sogniamo, le idee circolano, i giovani sono attivi, non come oggi, seduti giornate intere davanti alla televisione A Pisa, Franco trova la propria strada fra gli anarchici: doveva compiere un atto di ribellione contro il padre, e per lui il padre era rappresentato dallo Stato. Penso che questo sia uno dei motivi che lo abbia spinto ad avvicinarsi agli anarchici. C erano dei giovani come lui ma anche dei veri anarchici, più grandi, figure nobili, che si portavano dietro una lunga tradizione: figure di perdenti, ma dall aspetto affascinante. Uno di loro, Cafiero [Cafiero Ciuti, anarchico, NdR], leggerà, in lacrime, l omaggio a Franco durante la cerimonia del funerale. È così che lo descrive Stajano nel Sovversivo 4, libro dedicato alla vita di Franco Serantini al quale ci siamo ispirati per il nostro lavoro su N.N. Uno splendido libro che purtroppo non è tradotto in francese, molto interessante per capire la nostra epoca. Del resto, il nostro scopo è capire da dove veniamo. Per concludere la storia di Franco Serantini: c è una manifestazione a Pisa nel 1972 contro un fascista e questa manifestazione si svolge in prossimità delle elezioni. La Democrazia Cristiana, che in un certo qual modo gestisce tutta la situazione politica, decide di opporsi frontalmente ai movimenti d estrema sinistra. La Polizia picchia i manifestanti che si disperdono, quando ad un tratto, Franco Serantini si trova, da solo, di fronte alle forze dell ordine, urlando la sua rabbia. Preso, viene pestato e gravemente ferito da una ventina di poliziotti della sua età che rimaranno degli n.n., degli sconosciuti, perché tuttora non sappiamo ancora dar loro un nome, anche se forse sono tuttora vivi. Come diceva Pasolini: Conosco i nomi. Questi poliziotti erano solo marionette animate dall alto, dallo Stato. Si è trattato di un meccanismo ben noto: una società ha bisogno di vittime sacrificali e lui 3 Francesco Serantini ( ), avvocato e scrittore. Il romanzo I bastardi è stato pubblicato nel 1955 (Milano, Garzanti). [NdR] 4 STAJANO, Corrado, Il sovversivo. Vita e morte dell anarchico Serantini, Torino, Einaudi, 1975 ; Pisa, BSF Biblioteca Franco Serantini,

4 era il perfetto Agnus Dei. Franco è imprigionato, non curato, e muore dopo due giorni. Il nostro lavoro si fonda su questa tripartizione: 1. La prima parte è la Manifestazione : l arrivo della Polizia e le conseguenze che ne derivano. 2. La seconda parte riguarda la prigione, il carcere. E anche il momento dell ultima cena: dodici interpreti più il direttore che fanno tredici La forma è anche derivata da relazioni simboliche: la cifra 33 come gli anni di Cristo [ogni 33 misure si verificano delle modifiche nella struttura del pezzo]. In questa sezione, l aspetto visivo è molto importante. Potremmo definire N.N. come un opera, un oratorio non ne ho il nome... Gli interpreti sono disposti su due tavoli sovrapposti, utilizzano vari oggetti (richiami, forchette, cucchiai, coltelli, carillon, palloni gonfiati), a volte battono sul tavolo, muovono la testa, gridano, percuotono i piatti, etc La terza parte del progetto è rappresentata dai Funerali. Fra queste sezioni (I 5. Manifestazione, IV. Prigione, VII. I funerali dell anarchico Serantini), s inseriscono pezzi più corti: una prima ninna nanna (II. Canto) che Serantini canta nella sua testa, turbata dai colpi. Questa ninna nanna è interpretata dalle voci maschili. Vi è poi un primo intermezzo (III. Intermezzo primo Autopsia Tuttomondo), seguito da un secondo intermezzo (V. Intermezzo secondo S Angioni) e una seconda ninna nanna (VI. Canto secondo drommi) che questa volta è cantata da tre voci femminili, simboleggianti la voce di una madre, che canta il sardo, lingua dell orfano Serantini. Lascio ora la parola a Stefano per quel che riguarda il testo, poi parlerò di quello che io stesso ho scoperto durante la composizione di N.N. Stefano Busellato: Ho provato a scrivere il libretto sotto la direzione della musica. È un testo che segue la struttura della musica, ma ancor più l intenzione musicale. Il testo è, anch esso, suddiviso in tre parti e ho cercato di trovare delle parole in rapporto con ciò che la musica esprime questo per quanto riguarda la struttura. Per il contenuto, ho cercato di fare un analisi storica del periodo. Credo che della vicenda di Franco Serantini e della storia di N.N. sia importantissimo il potere simbolico: una storia di solitudine, di povertà, di abbandono, di forza brutale, di debolezza; e trovo a dir poco sorprendente che la prima di N.N. sia stata presentata a Monaco (Monte-Carlo), luogo completamente all opposto di questi simboli. Sul piano storico, vi sono differenze marcatissime fra la situazione di oggi e 5 I numeri romani indicano nella partitura l ordine delle scene. (NdR). 4

5 quella degli anni 70, ma anche degli aspetti che, soprattutto in Italia, non cambiano. La lettura degli anni 70, abitualmente visti come anni di speranza secondo un interpretazione a parer mio superficiale, cambia. Non è la speranza che caratterizza quegli anni, ma la certezza. Penso che abbiamo progressivamente perso questa nozione di certezza, che ci impedisce di sopportare l intollerabile quello che non possiamo tollerare del mondo contemporaneo, che resta per molti aspetti lo stesso degli anni 70. Tuttavia il modo di lottare è cambiato: abbiamo perso la voglia di lottare perche abbiamo perso la certezza. Ho provato ad evidenziare nel testo queste differenze storiche e ho cercato anche di mettere in rilievo i fatti sovrastorici che permangono malgrado il passare degli anni. La musica di Filidei è chiarissima, complessa ma chiarissima e porta alla luce questi periodi e i diversi modi di avvicinarli con gli occhi di oggi. FF: Proseguiamo con la problematica del libretto. Il testo comincia in italiano e si sviluppa progressivamente andando dal latino al dialetto sardo. È una costruzione molto interessante perché il testo è un po minimalista, ripete dei frammenti di parole che si alternano e si trasformano. Le voci maschili sono sostituite progressivamente con voci femminili. La ribellione di Serantini approda alla religione finale, con i funerali, ma soprattutto con un Agnus Dei che li precede e che si chiama s Angioni in dialetto sardo. Si passa dal latino per arrivare a questo stadio: tutto è pensato per tornare alle origini. Per quanto mi riguarda tutto è fatto per dare una madre, un nome, a Franco Serantini. Ho provato il bisogno di completare la fine di N.N. dopo la prima rappresentazione. Del resto a Musica [29 settembre 2009, NdR] comparirà la nuova versione, diversa dalla prima di Monaco nella quale mancava ancora la figura chiave della madre, che Serantini trova con questo lavoro supplementare. Il testo è esplicito in questo senso: non saprei dire se è un esigenza ricercata o se si è manifestata ad un livello nascosto. È per questo che prima ho parlato di una specie di lavoro di auto-analisi. Quest aspetto è, secondo me, il più interessante del lavoro, al di là della forma costruita sulla storia della morte di Franco. GG: Penso che ci si potrebbe soffermare un momento sui suoni che utilizzi. Potresti parlarci del rapporto che gli interpreti hanno con la materia, che sia il tavolo, o il loro corpo, o i movimenti del viso. Davanti a te, vedo sparsi diversi richiami FF: Effettivamente: si tratta di richiami che entrano verso la fine, quando vi è il ritorno alle origini, dunque alla Sardegna. C è la classica scatola da mucca [Filidei fa sentire ogni richiamo, NdR], i richiami d uccelli che ricordano la natura della Sardegna (anatra, gallinella d acqua, beccaccino, usignolo...). Tutto questo evoca la natura, totalmente assente all inizio, 5

6 quando gli strumentisti battono sul tavolo o camminano per terra sbattendo i piedi per imitare il passo dei poliziotti che arrivano è il momento in cui Serantini sta per essere aggredito. Ci sono tanti altri effetti, ma l unico momento dove il canto è puro, classico, è quando il trio delle donne canta la figura della madre: là, tutto si ferma, tutte le invenzioni cadono e la figura della madre è svelata. Il sistema un po totemico del lavoro è così messo a nudo. GG: Solo un ultima domanda che rivolgo a entrambi, Francesco Filidei e Stefano Busellato: secondo voi, come sarebbe accolto N. N. in Italia? SB: Difficile da dirsi. Dipende dove in Italia, perché ci sono molte Italie... Non credo che questo pezzo susciti un vivo interesse, perché è un opera viva e oggi abbiamo paura delle cose che vivono. Possiamo parlare di cose che non ci toccano e N.N., invece, propone una storia, una musica, un testo, viventi. Penso che per questo motivo ha trovato ascolto all estero e non ancora in Italia: la stampa italiana ha parlato di questa rappresentazione ma in modo museale, come se fosse lontana dall attualità. Spero che potremo rappresentare questo lavoro in Italia. Sarà molto difficile, ma mi piacerebbe molto assistere alle reazioni di un pubblico italiano. FF : Se potessimo aver l opportunità di presentare questo lavoro in Italia, l ideale sarebbe davanti ad un pubblico di studenti universitari, in grado di coglierne lo spirito. Sarebbe bellissimo poter tenere in vita la storia di Franco Serantini, di N.N. GG:...e siete stati in contatto con la biblioteca Serantini, a Pisa, che, precisiamolo, è stata fondata per commemorare questa figura centrale di N.N. FF: Sì, ci hanno aiutati durante la stesura dell opera. È del resto una biblioteca molto importante che conserva gli archivi della storia dell anarchia in Italia, con dei testi introvabili altrove, anche se attualmente incontra dei problemi economici. Il mio grande desiderio sarebbe di presentare questo lavoro a Pisa, là dove tutti questi avvenimenti si sono svolti. Ma al momento ciò mi sembra impossibile 6 6 Eppure questo desiderio si è realizzato: l omaggio ha trovato finalmente il suo luogo privilegiato, Pisa, dove N.N. è stato eseguito il 14 aprile 2011, al Teatro Verdi [v. nota 2, NdR]. 6

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