PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA

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1 PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA,QWURGX]LRQH Il processo di sussidiarietà dalla Regione alle Province in materia di politiche della formazione professionale deve essere costruito, in ragione sia delle nuove esigenze formative sia delle nuove capacità di ascolto e di direzione che le Province si debbono dare rispetto alle imprese, ai lavoratori, agli enti di formazione per attuare un raccordo forte tra i fabbisogni locali e la programmazione regionale. In tale ottica, la Regione Calabria intende avviare un processo di decentramento della formazione professionale graduale - considerando i tempi di apprendimento e di riorganizzazione necessari e capace di garantire standard di qualità e a rafforzare i rapporti di partnership locale. Durante lo svolgimento di tale processo non si potrà non tenere conto delle nuove sigenze delle strutture provinciali necessarie allo svolgimento dei nuovi compiti delegati. Più in generale, le condizioni di attuazione del processo indicato sono quelle che vedono il mantenimento in capo alla Regione Calabria delle seguenti funzioni di sistema e di coordinamento: ƒmantenimento di modalità di trasparenza e di sana gestione finanziaria della erogazione, definite nell ambito della regolamentazione e della riforma dei fondi strutturali; ƒresponsabilità nei confronti dei soggetti erogatori; ƒsupporto alla fusione di differenti culture organizzative, conseguenti al trasferimento di uomini e strutture; ƒaccreditamento del sistema regionale degli Enti di formazione e della classificazione dei profili professionali da formare. PaoloLEON - 1 -

2 /DIRUPD]LRQHSHUODFRPSHWLWLYLWj La crescita industriale della Calabria è frenata da fattori tradizionali, e da nuove difficoltà legate alla trasformazione dell ambiente economico nazionale e internazionale. In particolare, nel passato si è sempre pensato che l aumento effettivo, anche al di là dei contratti, dei costi del lavoro nel Centro-Nord, dovuto alla raggiunta piena occupazione, avrebbe naturalmente accresciuto la competitività delle aree meridionali; e proprio in relazione a quel che si riteneva un processo spontaneo ma lento, si provvedevano da parte dello Stato centrale prima e dalle Regioni poi, incentivi, agevolazioni e servizi alle imprese. Nella realtà, due processi si sono sovrapposti, ambedue non favorevoli alla crescita del Sud. Il primo, molto noto, è l inefficacia sostanziale delle politiche di incentivazione sia perché queste hanno favorito in maggioranza imprese che avrebbero in ogni caso investito, anche senza incentivo - sia perché troppo poco differenziati erano gli incentivi tra Mezzogiorno e Centro Nord. In questa situazione, le imprese e i distretti settentrionali, pur alla presenza di forte congestione, hanno promosso poche iniziative di subfornitura nel Sud, accontentandosi di operare in loco con forza lavoro immigrata a basso costo. Quando le circostanze della globalizzazione l hanno favorita, le imprese del Nord hanno delocalizzato i fornitori all estero, e il Sud è stato bypassato una seconda volta. Il declino industriale, o la mancata crescita in linea con quella del paese, non significa che la Calabria non possa guardare ancora all industria come settore di iniziativa. Oggi, sono le precondizioni per una nuova industrializzazione che sembra necessario creare. Tra queste, la formazione: destinata ad accrescere le capacità imprenditoriali, le professioni di servizio alle imprese, le attività di promozione. Poiché le nuove attività industriali, perdute quelle legate alla grande manifattura integrata, sono quelle di piccole dimensioni, di nicchia, di innovazione, è l intera struttura educativa e formativa che deve evolvere. E poiché occorre evitare che questa stessa evoluzione provochi poi la ben nota fuga dei cervelli e delle capacità verso il Centro-Nord e l estero, le due politiche, di industrializzazione e di formazione, debbono essere strettamente legate. PaoloLEON - 2 -

3 Gli altri settori, sui quali si gioca la competitività, sono l agricoltura, la logistica e il turismo: anche in questi settori sono valide le considerazioni ora svolte per l industria. I problemi sono noti da tempo. In agricoltura, il passaggio alla coltivazione biologica che è una forma di differenziazione di mercato è in corso, ma molto lentamente. Poiché è la qualità e non la quantità che è in gioco, tutta la filiera agricola ambientale esige una rivoluzione formativa. La logistica, che si afferma a Gioia Tauro, incontrerà tra breve un limite di capacità. Se i raccordi ferroviari saranno effettivamente realizzati, è possibile che il vincolo di capacità non sia stringente. Altrimenti, il porto tornerà ad essere un enclave, senza forti indotti sul territorio calabrese. D altra parte, sia le infrastrutture stradali sia quelle ferroviarie oggi prioritarie rispetto al Ponte sullo Stretto - avvicinano la Calabria al resto del paese, e possono forse allargare i territori di atterraggio. Il turismo esige nuova grande attenzione, perché il suo sviluppo attende una cultura dell ospitalità che deve ancora crescere: anche in questo caso, la formazione è essenziale. Si tratta, tuttavia, non tanto di formazione alberghiera, alla ristorazione, al soggiorno (pur sempre da arricchire, per modernizzarle), ma di formazione alle risorse culturali ed ambientali, rivolte a tutti i soggetti dell offerta, fino a comprendere i proprietari delle seconde case. L investimento nella ricostruzione delle coste, dopo l abusivismo e il degrado delle risorse naturali indotto da una speculazione particolarmente cieca, non può prescindere da una nuova cultura della trasformazione sostenibile che deve investire tutti i professionisti dell edilizia e del territorio. E fondamentale, in questo quadro, aggredire l inesistente formazione allo sviluppo del personale del sistema bancario e finanziario: la cui inerzia, nel passato, ha contribuito a finanziare la spoliazione del territorio. Una buona politica industriale, applicata a tutti i settori di competitività, esige che anche le banche siano competitive, e capaci di finanziare la qualità, e non solo la garanzia patrimoniale. Poiché il sistema bancario calabrese è in buona parte espressione di proprietà che hanno le sedi decisionali altrove, il compito di fare della banca locale un agente di sviluppo implica una politica regionale, nella quale deve trovare posto anche la formazione. PaoloLEON - 3 -

4 /DTXDOLWjGHOVLVWHPDGHOO RIIHUWDIRUPDWLYD Il processo organizzativo della nuova formazione, nel quale cresce il ruolo gestionale delle Province, esige una riflessione sui centri di formazione professionali pubblici e sugli enti privati. La struttura della formazione, anche se deve rispettare i principi di concorrenza nel settore dei servizi stabiliti o in via di definizione da parte dell Unione Europea, deve prima di tutto rispondere alle politiche regionali della formazione. Per questo, non è sufficiente una forma generica di accreditamento, ma un ruolo attivo di centri ed enti. Se, con la gradualità del caso, i centri dovranno acquisire forte autonomia rispetto alla Regione, la formulazione dei bandi deve incontrarsi con una crescita delle capacità dei formatori, delle loro organizzazioni, della loro intelligenza della società e dell economia locali.,ouxrorghooh3urylqfhhghood5hjlrqh Le Province hanno una grande responsabilità per l atterraggio territoriale delle iniziative: i loro piani di coordinamento, i piani strategici, le responsabilità nel campo delle infrastrutture e dell ambiente le stanno trasformando, in tutto il territorio nazionale e (mutatis mutandis) in Europa, come operatori di area vasta, che cumulano sia aspetti di programmazione sia aspetti di gestione. Nel Mezzogiorno, e dunque - anche in Calabria, le Province hanno una legittimità anche superiore a ciò che accade nel Nord, in relazione alla straordinaria frammentazione delle amministrazioni comunali. Le Province saranno direttamente impegnate nella programmazione territoriale, nella gestione e nel controllo di iniziative formative connesse alla rilevazione dei fabbisogni locali (ad esempio, attraverso il Centri per l Impiego). D altro canto, la Regione Calabria intende supportare le Province attraverso azioni di trasferimento del know how maturato dalla Regione nella gestione delle varie fasi della attuazione e del monitoraggio delle attività formative. Rimarranno in capo alla Regione i progetti PaoloLEON - 4 -

5 sperimentali e le attività interprovinciali che rivestono carattere di trasversalità. Parte di questi compiti sono già presenti nelle amministrazioni provinciali, ma è chiaro che se una nuova stagione della formazione si apre, il personale delle Province deve esserne informato, deve partecipare al dibattito sulla sua realizzazione, deve autovalutarsi rispetto ai nuovi compiti. La programmazione provinciale dell offerta formativa è connessa al raggiungimento di obiettivi di sviluppo delle competenze e passa attraverso un attento presidio dello svolgimento delle varie fasi previste dal Fondo Sociale Europeo. La Regione Calabria, nel realizzare il processo di decentramento, intende promuovere i principi di pluralismo e specificità delle differenti Province che operano per la realizzazione dei propri compiti istituzionali, garantendo il principio di unitarietà dell offerta formativa, del sistema delle qualifiche e degli standard formativi sull intero territorio regionale ed in conformità a quanto disposto dalla normativa nazionale e comunitaria. /DFRQFHUWD]LRQH Sembrerebbe opportuno realizzare, a supporto del processo di decentramento, un tavolo di concertazione specifico per la formazione professionale. La concertazione si è spesso espressa anche in Calabria, tuttavia, come altrove, non ha necessariamente rappresentato un livello effettivo di scambio tra le parti, particolarmente nel caso della formazione. La Regione dovrà interrogarsi sia sulla efficacia del rapporto con le altre istituzioni e con le parti sociali, sia sui contenuti della formazione, in relazione ai propri programmi di sviluppo. Le Province rappresentano un riferimento forte per la concertazione nella misura in cui sapranno PaoloLEON - 5 -

6 rappresentare i bisogni formativi delle imprese e dei lavoratori nel territorio di riferimento. Più in generale, la concertazione con le parti sociali e con le Province, può riunire le esigenze produttive delle imprese, quelle distributive dei sindacati, e quelle formative della Regione, imprimendo una svolta operativa a semplici intese sui principi. Infine, non si può continuare la politica della concertazione sia verticale, con le parti sociali, sia orizzontale, con gli enti locali e le autonomie funzionali - se non si costruisce una formazione alla concertazione dei funzionari pubblici, e in primo luogo di quelli provinciali. PaoloLEON - 6 -

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