Bollettino arresto cardiaco attraverso le pagine dei giornali luglio

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1 Bollettino arresto cardiaco attraverso le pagine dei giornali luglio Il Giorno (Bergamo-Brescia) 15 luglio PRESOLANA ATTIMI di panico ieri in tarda mattinata lungo il sentiero che dalla baita Cassinelli porta sulla Presolana. Erano circa le quando un escursionista, G.V., di 65 anni ha accusato un malore e si è accasciato al suolo. Nulla da fare per lui, nonostante gli sia subito stato praticato un massaggio cardiaco. L'uomo è deceduto davanti agli occhi di parenti e amici che lo avevano accompagnato. Inutile anche l'intervento del personale medico, giunto sul posto con l'elisoccorso del 118. Il massaggio cardiaco, praticato all'uomo subito dopo il malore, non ha avuto alcun effetto e per lo sfortunato escursionista non c'è stato niente da fare. Una volta giunti sul luogo dell'incidente, i soccorritori hanno tentato di portare avanti l'intervento di rianimazione già in corso, ma inutilmente. AGLI UOMINI del 118 non è restato che constatare il decesso dell'escursionista che risiedeva a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Stando alle prime ricostruzioni, sembrerebbe certo che l'uomo soffrisse di cuore e, quindi, la passeggiata sarebbe stata fatale. La Nuova Sardegna 15 luglio AL POETTO Settantenne rischia di annegare: soccorsa, è salva CAGLIARI Tragedia sfiorata ieri mattina alla prima fermata del Poetto, dove una donna di circa 70 anni ha rischiato di annegare. Mentre faceva il bagno non lontano dalla riva, la donna forse a causa di un malore ha perso i sensi. Per fortuna è stata notata subito da un ragazzo che vedendo il corpo semisommerso, ha dato l'allarme e aiutato da un altro bagnante ha afferrato la donna e l'ha trasportata sulla spiaggia. A prestare i primi soccorsi sono stati due soci del Windsurfing Club, entrambi medici (Francesco Sias e Mauro Granata) che hanno cercato di rianimarla con un energico massaggio cardiaco. Il resto l'hanno fatto i medici e il personale dell Asl 8 che, arrivati in pochi minuti a bordo di un'ambulanza, le hanno prestato le prime cure e l'hanno trasportata in ospedale dove la donna si è ripresa. (s.c) Corriere delle Alpi 15 luglio Muore a 19 anni nel lago di Polane Agordo Jairo Alfonso Wiesner Corrales, di origine colombiana colto da malore mentre nuota nel bacino. Sconvolti familiari e testimoni di Paola Dall Anese AGORDO Quello che doveva essere un rinfrescante bagno nel lago di Polane ad Agordo in una calda domenica di luglio si è trasformato in tragedia per Jairo Alfonso Wiesner Corrales (per tutti Alfonso), il diciannovenne colombiano che ieri pomeriggio è stato colto da malore mentre stava nuotando nel lago di risorgiva. La dinamica dell incidente. Il giovane, secondo quanto hanno raccontato i testimoni che erano arrivati al lago per prendere il sole, è arrivato poco dopo le in sella alla sua bicicletta. Alfonso, che abita con la sua famiglia, da alcuni anni, ad Agordo in via Aivata, era solito andare al lago di Polane insieme al fratello o con i familiari. Ma ieri, contrariamente al solito, ha preferito andarci da solo. «Ha detto che andava a fare un giro», ricorda uno dei due fratelli sconvolto da quanto accaduto, «eppure a lui non piaceva entrare dentro l acqua». Dopo essersi tolto le scarpe, i pantaloncini e dopo aver riposto il cellulare accanto agli abiti, il ragazzo si è gettato nell acqua. Quattro bracciate soltanto, come hanno raccontato i bagnanti presenti (due donne e un uomo) e poi più nulla. I testimoni hanno raccontato ai carabinieri di Agordo giunti poi sul posto, di aver visto Jairo Alfonso annaspare e sollevare il braccio per chiedere aiuto. Pochi secondi e poi l acqua lo ha ingiottito. I presenti hanno cercato di avvicinarsi a riva ma, non sapendo nuotare bene, hanno preferito non scendere nel lago, chiamando immediatamente i vigili del fuoco. Subito una squadra dei pompieri di Agordo è giunta a Polane e due giovani vigili si sono gettati in acqua per cercare di salvare Alfonso. I soccorsi. Hanno cercato per un quarto d ora, ma il fondo melmoso e ricco di vegetazione ha impedito loro di poter individuare il ragazzo. Nel frattempo è stata chiamata la squadra sommozzatori dei vigli del fuoco di Bologna che, con l elicottero, aveva appena terminato un intervento sul lago di Garda, la squadra Saf dei pompieri di Belluno e il gruppo sommozzatori di Mestre. Nel giro di mezz ora l elicottero di Bologna è arrivato calando il personale sul bacino lacustre. Dopo diversi minuti i sommozzatori hanno individuato il corpo del giovane colombiano nel centro del lago, là dove era stato segnalato dai testimoni. Era supino, posizione che ha indotto il medico del 118 a pensare, vista anche l ora dell incidente, che si sia trattato di un malore dovuto all entrata in acqua appena mangiato. Sul posto oltre ai carabinieri Agordo che hanno raccolto le testimonianze, anche i genitori del ragazzo che nel frattempo, forse impensieriti dal non vederlo tornare, sono arrivati al lago insieme all altro figlio. Inoltre, era presente anche un medico rianimatore dell ospedale di Agordo e una psicologa che ha parlato coi familiari di Alfonso,

2 sconvolti e straziati da quanto era appena capitato al loro figlio. Dopo aver accertato quindi la morte accidentale e ottenuto il nulla osta dalla magistratura, il cadavere di Jairo Alfonso è stato trasportato nella cella mortuaria del nosocomio di Agordo in attesa che venga decisa la data dei funerali. Straziati i familiari chiusi nel loro immenso dolore, ma sconvolti anche i testimoni che non hanno potuto fare nulla per salvare il ragazzo. Chi era Jairo Alfonso. Jairo Alfonso Wiesner Corrales avrebbe compiuto 20 anni il 26 agosto prossimo. Frequentava il terzo anno del corso chimici dell istituto Follador di Agordo, ed era un componente del coro Agordo. Era un giovane solare, entusiasta, sempre felice e molto integrato. Benché fosse arrivato da appena tre anni ad Agordo, dove insieme ai due fratelli aveva raggiunto i genitori, era addentro alla vita della comunità. Un bellissimo esempio di come uno straniero possa integrarsi in una realtà diversa. Aveva molti amici e sapeva farsi voler bene da tutti. L anno scorso aveva partecipato anche alla manifestazione della Vecia Popa come uno dei rappresentanti della frazione del Centro. Era molto conosciuto tanto che la notizia della sua scomparsa ha fatto velocemente il giro del paese lasciando tutti sconvolti ed esterefatti. Senza parole anche la maestra Roberta Conedera e la presidente Elena Vallata del coro Agordo. Era entrato un anno fa, ma si era impegnato tantissimo per poter riuscire a cantare le canzoni tipiche della valle nel dialetto locale. Soltanto sabato sera si era esibito in un concerto a cui per la prima volta avevano assistito i suoi genitori: una gioia immensa che è stata subito cancellata dalla tragedia di ieri. RIPRODUZIONE RISERVATA La Tribuna di Treviso 15 luglio Cronaca Muore a casa con l amico, che scappa Malore alle 14. A perdere la vita l immobiliarista Renzo Gobbo. L uomo che era con lui ha dato l allarme ed è sparito IL GIALLO IN VIA PIAVE appello dei carabinieri L individuo che era con il 50enne è in via di identificazione Meglio se si presenta a chiarire, contro di lui non ci sono accuse di Federico de Wolanski Lo ha visto morire davanti ai suoi occhi dopo alcuni secondi di agonia sul divano, dove lo hanno ritrovato i sanitari del 118 ormai privo di vita. Renzo Francesco Gobbo, 50 anni, immobiliarista notissimo in città è morto così, ieri pomeriggio quand erano circa le 14 nel suo appartamento in via Piave. È stato l amico che era con lui a dare l allarme. Quando ha capito che per Renzo non c era più nulla da fare, colto dal panico si è precipitato in strada, ha bloccato un passante ed ha chiesto di chiamare i soccorsi indicando il luogo del dramma; poi è scappato via. Ad uccidere Gobbo pare sia stato un malore, forse un infarto fulminante e potentissimo che lo ha fatto stramazzare. L uomo che era in casa con l immobiliarista, forse in stato confusionale, non sapendo come comportarsi e forse nemmeno come spiegare la sua presenza in casa, ha così preso tutti i suoi effetti personali precipitandosi in strada. Il passante che è stato fermato con quella strana e allarmante richiesta di aiuto, secondo quanto trapela dall indagine dei carabinieri, sarebbe stato avvicinato da un uomo sui quarant anni, pare italiano, corporatura media. «Una persona normalissima», avrebbe riferito il passante ai carabinieri nel tentativo di fornire un identikit preciso della persona. Ma la concitazione e la sorpresa per quella richiesta così drammatica hanno contribuito a confondere le acque, mentre l amico dell immobiliarista spariva nel nulla. Ieri pomeriggio, dopo aver aperto la porta e scoperto il cadavere dell agente immobiliare, i carabinieri hanno lavorato oltre due ore all interno dell appartamento. Sul posto anche il nucleo di indagine scientifica e gli uomini dell investigativa che hanno setacciato a lungo l abitazione di via Piave tentando prima di accertare che non si trattasse della scena di un crimine, poi di capire in che contesto fosse maturata la tragedia. Cruciale poi il referto del medico legale arrivato poco dopo i medici del 118. «Era una persona a modo», dicono i vicini che ieri pomeriggio hanno appreso con sconcerto la notizia, «da quando il padre con cui viveva era morto, due anni fa, era sempre rimasto da solo. Continuava la sua attività», raccontano, «non aveva mai avuto problemi di salute». In via Piave Gobbo era noto anche perché il padre era stato per anni proprietario e titolare del bar all angolo con via Siora Andriana del Vescovo, un luogo che nel quartiere è sempre stato un istituzione e ieri ha assistito allo sfilare di auto dei carabinieri, scientifica e infine del carro funebre che ha prelevato il corpo dell immobiliarista a metà pomeriggio La Repubblica 15 luglio Due ciclisti morti in strada entrambi vittime di infarto DUE ciclisti sono morti a Roma e nell hinterland ieri mattina in due diversi episodi e per lo stesso malore. Il primo, di 60 anni, è stato colto da arresto cardiaco a Largo Enzo Fioritto. Il secondo, di 66 anni, è morto a Riano, sempre per un infarto. In entrambi i casi è intervenuto il 118. La Nazione, (La Spezia) 15 luglio Malore, muore il consigliere Psi Umberto Gervasi CASOLA - UN MALORE improvviso, sotto gli occhi della figlia: Umberto Gervasi 77 anni (nella foto) se ne è andato così, lasciandosi dietro il cordoglio di quanti in questi anni lo hanno conosciuto e apprezzato nella

3 sua lunga attività politica e amministrativa a Casola, il paese che tanto amava. E in questi giorni così drammatici per i danni causati dal terremoto, Gervasi (geometra in pensione) non aveva esitato a dare una mano a quanti si erano trovati in difficoltà: il tutto sempre con la stessa umanità e sobrietà che ne hanno contraddistinto la lunga esperienza all'interno del Comune, di cui è stato anche assessore sempre nelle file del partito socialista di cui era tutt'ora componente del direttivo provinciale. Proprio lunedì scorso aveva partecipato a Carrara a una riunione di partito «con lo stesso impegno, sempre pacato e mai sopra le righe» lo ricordano commossi i compagni. E anche in consiglio comunale non mancava di far sentire la sua opinione; alle amministrative del 2009 aveva ottenuto 20 voti ottenendo l'elezione. Insieme a Roberto Cimoli ha successivamente costituito il gruppo del Psi, all'opposizione insieme al Pd. Ieri, inatteso, il dramma durante una visita a una delle due figlie. Il segretario della federazione provinciale del Psi Angelo Zubbani ha espresso alla moglie di Gervasi, Paola, il dolore del partito per la scomparsa «del carissimo Umberto scrive Zubbani che ho avuto modo di conoscere e stimare in tanti anni di militanza e di esperienze amministrative. Ho sempre come quanti lo hanno conosciuto, insieme al tratto umano davvero unico, la sua capacità di essere un naturale interlocutore, serio, sereno ed affidabile anche nei momenti più complicati della vita politica e amministrativa mai così tumultuosa come negli ultimi anni». I funerali si svolgeranno oggi alle 15 in un luogo che sarà deciso solo stamani, vista la non facile situazione di Casola alle prese con i danni del terremoto. C.Mas L Eco di Bergamo 15 luglio Muore, trovato dopo 3 giorni In casa c'era la moglie malata Berbenno: pensionato di 74 anni stroncato da un malore nel letto La donna, con l'alzheimer, non s'è resa conto che non respirava più Berbenno Silvia Salvi La morte lo ha colto senza dargli il tempo di dare un segnale d'allarme ed è rimasto steso nel suo letto per tre giorni. Pasquale Locatelli viveva con la moglie in un appartamento in via Papa Giovanni XXIII, a Berbenno. Ma la donna, Teresa Masnada, che da circa tre anni soffre di Alzheimer, non si è resa conto che giovedì il marito era stato stroncato da un malore improvviso. Così la donna ha trascorso i giorni successivi in casa senza riuscire a realizzare la tragedia. Il giovane benzinaio che lavora al distributore del paese proprio sotto la loro abitazione, ha però notato che il pane non veniva ritirato come al solito e sabato ha chiamato i familiari per informarli che secondo lui qualcosa non andava. Una nipote, in villeggiatura in questi giorni a Berbenno, è arrivata con la chiave di casa e insieme sono entrati a verificare, scoprendo così il cadavere dell'uomo, sdraiato nel letto. Ai due non è rimasto che chiamare la guardia medica, che è venuta e ha accertato il decesso, avvenuto per morte naturale. Anche i figli, all'estero per il viaggio di nozze dopo il matrimonio celebrato per entrambi sabato 6 luglio a Berbenno, sono stati avvisati e rientreranno domani, lunedì, appena in tempo per i funerali del padre. «La loro è una famiglia piuttosto riservata - spiega il sindaco di Berbenno Claudio Salvi - Pasquale era molto schivo e non lo si vedeva mai in giro per il paese o al bar, stava sempre in casa a prendersi cura della moglie. Sapevo che da tre anni soffriva di Alzheimer, ma non credevo che la situazione fosse così grave. Tutta la comunità è scossa da questo evento luttuoso. La moglie è stata presa in carico da una sorella del marito che abita a Selino Alto, fino al ritorno dei figli». Pasquale Locatelli aveva 74 anni. Aveva lavorato come falegname per molti anni, e, prima della pensione, per qualche tempo aveva pure gestito il distributore di benzina sotto casa. I funerali si terranno oggi alle 10, partendo dall'abitazione di via Papa Giovanni per la parrocchiale di Berbenno. L Arena 15 luglio Indiano trovato morto Aveva 25 anni Un cittadino indiano venticinquenne e residente in via Centro è stato trovato morto dai suoi parenti nella propria abitazione. È probabile che il ragazzo sia morto per un malore: la porta di casa non era stata forzata e l abitazione era in ordine. Ma il magistrato per fugare ogni dubbio ha disposto l autopsia e l incarico verrà assegnato già in giornata. A casa del deceduto per i rilievi sono andati i carabinieri del Nucleo investigativo di Verona. Bresciaoggi 15 luglio Ritrovato senza vita il ciclista scomparso Il corpo di Bruno Ghisleri giaceva lungo una scarpata tra Cavriana e Castellaro Lagusello. Un malore la probabile causa della morte Si concludono nel più triste dei modi le ricerche di Bruno Ghisleri, il ciclista carpenedolese del quale non si avevano più notizie da martedì mattina, quando era uscito verso le 7.30 per la solita biciclettata giornaliera. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato a Cavriana, nel Mantovano. L ALLARME era scattato già nel primo pomeriggio quando i familiari, preoccupati per non averlo visto rincasare all ora di pranzo, avevano allertato i Carabinieri. Purtroppo Bruno quella mattina non aveva portato

4 con se il telefono cellulare e nemmeno aveva comunicato ai familiari il tragitto che avrebbe percorso. Sin da subito quindi i Carabinieri coordinati dalla Prefettura e dalla Protezione Civile hanno dovuto estendere le ricerche ad un raggio molto ampio non avendo elementi che potessero indirizzarli in modo preciso. L unico indizio lo hanno dato i familiari, indicando ai soccorritori la zona delle colline moreniche come la meta preferita per le sue escursioni. Ma le ricerche sono state estese anche in zone limitrofe, dove il ciclista poteva essere passato. Chi lo conosceva fin da subito ha escluso un suo allontanamento volontario. Si è pensato ad un malore improvviso, o che potesse essere stato urtato da un veicolo e spinto fuori dalla carreggiata. Col passare delle ore l ansia ha lasciato il posto allo sconforto dei familiari. Ma le ricerche sono proseguite senza sosta. Oltre ai Carabinieri, alla Protezione Civile e ai volontari da giovedì a dar manforte ai ricercatori era intervenuto anche il gruppo cinofilo di Visano. Purtroppo fino alla tarda serata di sabato di Ghisleri nessuna traccia. Questo ha spinto ad organizzare per ieri mattina un gruppo di ricerche composto da volontari coordinati dal capitano Fabrizio Massimi della Compagnia Carabinieri di Desenzano del Garda in collaborazione con la stazione dei Carabinieri di Carpenedolo ed il Comune. Anche le associazioni sportive della Magri Gomme, dell Asd Team Carpenbike, del Team bike Travagliato, con l Asd. Gozzolina Calcio e il Ciclo club Asola hanno partecipato alle operazioni con più di cento persone di tutte le età. Proprio la perseveranza ha dato ragione ai volontari e attorno alle ore il gruppo nel quale era presente anche il figlio Maurizio ha fatto la triste scoperta. Il corpo di Bruno giaceva insieme alla sua bici lungo una scarpata ad una trentina di chilometri da casa, in via Bagattino nella zona tra Cavriana e Castellaro Lagusello; in prossimità della strada Cavallara, che con i suoi saliscendi rappresenta uno scenario magnifico per gli appassionati delle due ruote. LA CORSA del 66enne di Carpenedolo si è interrotta proprio lì, dove probabilmente a causa di un malore è finito fuori strada in un punto quasi impossibile da scorgere a vista d occhio. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Castiglione delle Stiviere. Il corpo è stato trasferito all Istituto di Medicina legale per i dovuti accertamenti. Difficile descrivere la disperazione della moglie Elda e dei figli, che anche in questo triste momento hanno mostrato grande sensibilità nel ringraziare tutti coloro che si sono impegnati nelle ricerche e che hanno contribuito in maniera determinante al ritrovamento del corpo in modo da fargli avere la giusta sepoltura. Il sindaco Gianni Desenzani ha voluto personalmente far pervenire le condoglianze alla famiglia a nome suo e di tutta la comunità, ricordando la figura di Bruno come un vanto per il Paese. RIPRODUZIONE RISERVATA Il Messaggero 15 luglio Si tuffa in piscina e sviene: è grave Ha perso conoscenza mentre faceva il bagno in piscina, una romana di 35 anni, è ora ricoverata in ospedale per un blocco cardiaco. L incidente è avvenuto ieri pomeriggio a Fiumicino poco dopo le 15. La donna era con il marito e il bambino in piscina quando si è tuffata per un bagno. Pochi istanti ed è finita sott acqua svenuta. È stata subito soccorsa, e l ambulanza è arrivata nel giro di poco. La donna però, nonostante i tentativi dei medici dell ospedale Grassi di Ostia non ha ripreso conoscenza ed è stata ricoverata con un blocco cardiaco. Quando il cuore ha ripreso a battere è stata intubata. I medici ritengono che la donna abbia avuto una congestione, la prognosi resta riservata. La Nuova Venezia 16 luglio Malore fatale mentre balla Anziano muore alla sagra Riccardo Barbazza, 75 anni della Favorita, frequentava le serate del liscio Si è accasciato mentre danzava con la moglie. Inutili i tentativi di soccorso di Matteo Marcon - MESTRE Tragedia alla sagra parrocchiale: malore fatale per un ballerino durante la festa. Riccardo Barbazza era un affezionato frequentatore delle serate dedicate al liscio: la sua passione se l'è anche portato via domenica sera, proprio mentre era sulla pista da ballo in compagnia della moglie. L'uomo si è sentito male improvvisamente e si è accasciato al suolo, generando grande apprensione tra i numerosi presenti della tradizionale festa patronale della chiesa di Santa Maria del Carmelo sul Terraglio. Sul posto si trovava anche un medico che ha cercato invano di praticare il massaggio cardiaco all'anziano ballerino. Nella zona, attorno alle 21.30, sono intervenuti prontamente anche i soccorritori del Suem di Mestre che hanno immediatamente trasportato Barbazza al pronto soccorso del vicino ospedale dell'angelo: tutto inutile. Alla fine ai medici non è rimasto altro che constatare il decesso dell'uomo. Riccardo Barbazza risiedeva in via Scarante, laterale di via Gatta, in zona Favorita a Mestre vicino al confine con il comune di Mogliano, città dove era molto conosciuto. Hanno accolto la triste notizia oltre al figlio e alla moglie, tutti i conoscenti del circolo ballo del centro ricreativo anziani moglianese, dove Barbazza era ben voluto per la sua innata simpatia e per il suo ruolo di instancabile animatore delle serate danzanti. Proprio la passione per il liscio, domenica sera gli è stata fatale. Ex operaio, il pensionato mestrino da anni trascorreva le sue serate così, divertendosi con la compagnia della moglie oltre all'accompagnamento musicale di mazurke e walzer. I suoi funerali si terranno mercoledì alle nella chiesa della Favorita e saranno officiati dal nuovo parroco don Daniele Chiminello. RIPRODUZIONE RISERVATA

5 CORRIERE DEL VENETO VERONA 16 luglio Esce di strada in camion e muore SALIZZOLE - È uscito di strada mentre guidava, come ogni giorno, un camion betoniera. Probabilmente c'è un malore all'origine dell'incidente mortale che ha coinvolto Nazareno Lonardi, 44 anni, residente a Roverchiara. Il fatto è accaduto ieri, attorno alle 14, a Salizzole, in via Rossini, una strada poco fuori il paese circondata da campi. Secondo i primi rilievi, effettuati dalla polizia municipale di Bovolone, la betoniera è uscita di strada a velocità non sostenuta e nessun altro è stato coinvolto nell'incidente. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Legnago, che hanno estratto l'uomo dal veicolo: non è stato necessario, però, tagliare la lamiera e anche la stesse betoniera risulta poco danneggiata dall'impatto. I soccorritori del 118 hanno trovato l'uomo senza vita: l'ipotesi più probabile è che il 44enne di Roverchiara si sia sentito male mentre era alla guida. Lonardi, che lascia una moglie e quattro figli, lavorava per un'impresa di materiali edilizi, la Beton Veneta, che ha una sede, tra le altre, a Vallese di Oppeano. Sì è trattato dell'incidente più grave accorso ieri sulle strade del Veronese: un altro sinistro ha coinvolto un' auto ed una moto a Dossobuono, frazione di Villafranca, attorno alle 15, all'altezza della grande rotatoria di via Borgo Bello, dove si trova uno dei principali centro commerciali della zona. Ad avere le peggiori conseguenze il motociclista, che è stato ricoverato in rianimazione all'ospedale di Borgo Trento. Solo lievi ferite per la donna alla guida della macchina: ancora da accertare le responsabilità, i rilievi sono affidati alla polizia locale di Villafranca. Ieri mattina, poco dopo le dieci, a San Giovanni Lupatoto, un ciclista è stato investito da un'auto in via Garofoli, all'altezza dell'incrocio con via Pasubio. Sul posto è intervenuta la polizia locale. D.O. RIPRODUZIONE RISERVATA La Stampa (Ed. Cuneo) 16 luglio Melle. Cade dalla bicicletta Anziano è grave L. R., 80 anni, di Savigliano, era impegnato in un giro in bici con amici sulle alture di Melle. Alle 18 avrebbe accusato un malore. È caduto e ha riportato un politrauma. I compagni di escursione hanno allertato il «118» che è intervenuto con l'elisoccorso. L'anziano è stato trasportato al «Cto», dove è ricoverato in gravi condizioni. Il Gazzettino, (Padova) 16 luglio (Ba.T.) Un malore improvviso non ha lasciato scampo a Giuseppe Pegoraro, 82 anni, morto improvvisamente ieri mattina nella sua abitazione di Bosco di Rubano. «Bepi», per le tantissime persone che lo conoscevano, era molto noto in paese per la sua attività di commerciante di materiale edile, e di scavi per le fondamenta. Partito come camionista, grande la sua passione per le motrici dei camion americani, ha poi cresciuto la sua attività nel settore dell'edilizia. «Bepi» ha ricevuto anche il titolo di Cavaliere del Lavoro. Un super nonno, 14 nipoti e per ben tre volte bisnonno, che ha conosciuto anche il grande dolore della perdita di un nipote tredicenne, Stefano, in un incidente stradale avvenuto una decina di anni fa. Giuseppe Pegoraro lascia la moglie Pierina e i cinque figli Alberto, Paolo, Adriano, Antonio e Tiziana. I funerali si celebreranno domani pomeriggio (mercoledì 17) alle nella chiesa di Bosco Il Gazzettino, (Treviso) 16 luglio E' stata vista accasciarsi improvvisamente a terra mentre stava avviando lo scooter di servizio dopo aver consegnato la posta ad alcune famiglie di via Roma nel quartiere Ovest di Mogliano. Paura nella tarda mattina di ieri per l'improvviso malore che ha colto una portalettere di 40 anni, M.R.R., in servizio all'ufficio decentrato di Poste Italiane di via Roma. L'allarme è scattato poco dopo mezzogiorno. La postina, che ha assunto da poco l'incarico a Mogliano, stava completando il giro della consegna domiciliare della posta nell'area di servizio del popoloso quartiere nella zona ovest del Terraglio e della Ferrovia. Forse un colpo di calore deve essere stata la causa del calo di pressione arteriosa che fatto perdere i sensi alla donna che è stramazzata al suolo quando si trovava ancora sul marciapiede sul lato nord di via Roma all'altezza della deviazione per via Monte Pasubio. L'allarme è scattato immediatamente. Sul posto è prontamente arrivata un'ambulanza del Suem con il supporto dell'elisoccorso. La postina è stata stabilizzata sul posto prima di essere trasportata in elicottero al prontro soccorso del Cà Foncello. In via Roma si è portata una pattuglia della polizia locale di Mogliano per effettuare gli accertamenti di legge sull'accaduto. Il Mattino, (Salerno) 17 luglio Mario Amodio «Non dovevi portarla via. Non così, non lei...». Sono in tanti a Positano, a piangere per Titti. La disperazione diventa rabbia. Perché non si può morire a trent'anni stroncati da un malore nella cabina di una nave del divertimento. A Positano come nei piccoli centri della Costiera sono in tanti a non darsi pace per come il destino crudele abbia potuto accanirsi così. Tutti la ricordano per il suo sorriso. Un marchio che distingueva Titti dalle altre ragazze del paese. «Splendida, solare, contagiosa di allegria», la definiscono gli

6 amici che ora attendono il rientro della sua salma a Positano per l'ultimo saluto. Laureata in lingue nel 2009 dopo una brillante carriera scolastica presso l'istituto turistico di Amalfi, Titti aveva scelto di vivere sul mare a bordo di una delle navi da crociera che solcano il Mediterraneo. Prima di tre figli di una delle più note e rispettate famiglie di Positano, sin da piccola ha coltivato la passione per l'accoglienza: nella boutique di papà Nino e mamma Angela nella piazzetta dei Mulini. È lì che Titti ha fatto il suo apprendistato, incontrando dietro il bureau del piccolo cambiavalute l'internazionalità che sbarca per otto mesi l'anno a Positano. Già da adolescente aveva le idee ben chiare: il suo futuro sarebbe stato proprio nel settore del turismo. E così, si è prima diplomata al turistico e poi laureata, all'orientale di Napoli con tesi in spagnolo, confermando la volontà di proseguire in quel segmento a lei più consono. «E non poteva essere altrimenti dicono a Positano perché la sua straordinaria voglia di vivere, il suo coinvolgente ottimismo, la sua straordinaria disponibilità, il suo sorriso, oggi indimenticabile, erano prerogative fondamentali per affermarsi in questo settore». E Titti ci era riuscita, trovando impiego in uno dei colossi della navigazione: la Msc. «Il suo posto ora è in mezzo agli angeli dice il parroco di Positano, don Giulio Caldiero Titti sarà certamente lì. Ora la aspettiamo a Positano per l'ultimo saluto. Ci eravamo già attivati per accoglierla al suo rientro già ieri ma credo che gli iter burocratici tarderanno di qualche giorno il rientro». Tutta Positano è scossa da questa tragedia che colpisce e lascia un segno in fondo all'anima. Ma anche nel resto dei comuni della Costiera la triste notizia ha seminato sconcerto e disperazione. «Una campionessa del sorriso scrive un amico sulla sua bacheca di facebook Semplicemente insuperabile, ti porti via un pezzo di cuore ed é lì che rimarrai, indelebile». RIPRODUZIONE RISERVATA Il Messaggero Veneto 16 luglio Pordenone. Malore fatale a Polcenigo Scomparso Riccardo Corti Il famoso pasticciere di San Giovanni è stato trovato morto in casa. Aveva 49 anni Il sindaco: «Persona affabile, era un riferimento sia umano sia professionale» Polcenigo piange l improvvisa scomparsa di Riccardo Corti, 49 anni, proprietario dell omonima pasticceria che conduceva nella frazione di San Giovanni e nella quale lavorava da anni. Colto da malore che gli è risultato fatale nel pomeriggio di domenica, nella giornata odierna dovrebbe essere effettuata l autopsia da parte dell anatomopatologo Renzo Fiorentino. Accertamento disposto dalla Procura di Pordenone, che si muove sempre con queste modalità quando il decesso si verifica in maniera improvvisa e riguarda una persona di ancor giovane età. Non ancora cinquantenne (avrebbe compiuto gli anni il prossimo 23 novembre), Riccardo Corti lascia la moglie Barbara e i figli Giorgio e Gioa, oltre ad aver creato un vuoto incolmabile in quanti (e sono tanti) lo conoscevano e lo stimavano. La sua pasticceria è rinomata sia per la vendita al minuto alla clientela che arriva numerosa anche da fuori, sia per la produzione e la distribuzione all ingrosso in bar e ristoranti del territorio pordenonese. Responsabile in toto della sua azienda, si occupava anche di effettuare di persona le consegne ai suoi fornitori abituali, come vuole la tradizione di una buona conduzione familiare. Uomo di carattere affabile e solare, era benvoluto in tutto il paese, anche per il fatto di rappresentare, con la sua attività, un vero punto di riferimento. Di Riccardo Corti traccia un breve ritratto il neosindaco di Polcenigo, Mario Della Toffola: «La notizia della sua scomparsa ha colpito tutti nel profondo. Gli avevo parlato non più tardi di una settimana fa e l avevo trovato particolarmente sereno, ancor più di quanto non fosse normalmente. Nessuno poteva immaginare che potesse lasciarci così all improvviso, anche perchè, a quanto pare, non aveva mai manifestato particolari problemi di salute, nè in passato nè in tempi recenti. Sarà dura immaginare il paese, la frazione di San Giovanni, senza la sua presenza, senza la particolare sensibilità e gioia di vivere che sapeva comunicare a tutti. A quanti non l hanno mai conosciuto possono sembrare frasi dettate dalle circostanze sottolinea il primo cittadino di Polcenigo, ma nel caso di Riccardo si tratta davvero delle sue reali qualità umane e professionali». Maurizio Capobianco RIPRODUZIONE RISERVATA La Provincia di Lecco 16 luglio Stupore e sgomento in città per l'improvvisa scomparsa, a soli 64 anni, del commercialista lecchese Mario Micheli, con studio nella centrale via Aspromonte. Un malore improvviso, nella sua abitazione di Acquate, nel pomeriggio di domenica - nonostante i ripetuti tentativi rianimatori dei medici del 118 -, non ha lasciato scampo al professionista lecchese. La Sicilia (Trapani) 16 luglio Malore in auto Muore un 71enne Un anziano è morto ieri in città, colpito da un infarto fulminante mentre si trovava alla guida di un'auto. Pietro D., 71 anni che aveva avuto problemi cardiaci, stava percorrendo via Archi quando si è accasciato sul volante della sua Punto finita contro un'auto in sosta. L'episodio, avvenuto intorno alle 16,30, è stato ricostruito dalla Polizia municipale.

7 La Stampa (Ed. Novara) 17 luglio Malore in casa, muore a 20 anni Ghemme ex studente all'omar di novara, è stata disposta l'autopsia E' stato stroncato, forse da un aneurisma, all'età di vent'anni. La vittima è Luca Fabbiani, di Ghemme. Il giovane, diplomato all'omar di Novara, è salito nella propria stanza per riposare ed è stramazzato sul divano, dove l'hanno trovato i genitori. Questi hanno cercato di rianimarlo, ma non c'è stato nulla da fare. Ora sarà l'autopsia che dovrà accertare le cause del decesso, che sembra dovuto a un infarto o a un aneurisma. La salma è stata composta all'obitorio di Novara. «Luca stava bene - racconta la nonna materna - era un ragazzo forte, pieno di vita e di interessi. Prima di rientrare è passato a salutarmi, come sempre. Poi la tragedia». Luca Fabbiani era appassionato di sport e sabato avrebbe dovuto partire con un gruppo di amici per una vacanza in campeggio, a Campodolcino (Sondrio). Luca si era diplomato perito chimico alle Superiori, poi aveva seguito ulteriori specializzazioni e proprio giovedì scorso aveva superato in modo brillante un esame. Era molto conosciuto in paese come conferma il sindaco Alfredo Corazza: «Un bravo ragazzo, che a Ghemme conoscevamo tutti. Per la famiglia è uno strazio enorme: tutto il paese si stringe attorno al papà e alla mamma di Luca, è un lutto per tutta la nostra piccola comunità». Il giovane deceduto lascia un fratello maggiore, Marco, di 25 anni, e la sorella Miriam di 12, alla quale era molto legato. Solo dopo l'autopsia e il nulla osta verrà fissata la data dei funerali. La Stampa (Ed. Savona) 17 luglio Un turista di 78 anni è stato colpito da infarto ieri poco prima di mezzogiorno, mentre passeggiava sul bagnasciuga dei Piani di Celle Ligure, al confine tra la spiaggia libera attrezzata dalla qual proveniva e i Bagni Lido. Al momento del malore l'uomo, che era accompagnato dalla moglie, è stato subito soccorso dai bagnini dei Lido e della vicina spiaggia attrezzata, quindi dall'equipaggio del 118 che lo hanno intubato e poi trasportato a bordo di un'ambulanza in urgenza al San Paolo, dove si trova ricoverato nel reparto di rianimazione. La Nazione, (Umbria-Terni) 17 luglio SPOLETO COLPITO da un improvviso malore si accascia a terra: neppure l'intervento di un medico di passaggio è riuscito a salvarlo. Erano circa le 10 di ieri mattina quando P. M., spoletino di 52 anni, padre di 4 figli, già alle prese con problemi di salute, si stava recando a riprendere il motorino, in via Nursina: l'uomo si è sentito male e si è accasciato a terra. Un passante lo ha immediatamente soccorso e ha dato l'allarme al 118. Nel frattempo sul posto si è radunato un folto gruppo di persone, tra le quali un medico di passaggio, che subito ha prestato i primi soccorsi al 50enne. Il dottore, in attesa che giungesse l'ambulanza, ha praticato anche il massaggio cardiaco allo sventurato. SUL POSTO sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Spoleto. Dopo qualche minuto sono giunti anche i sanitari del 118, che in tutti i modi, per oltre un'ora, hanno tentato di rianimare l'uomo, ma non c'è stato nulla da fare, il suo cuore ha cessato di battere. Il medico legale non ha potuto far altro che accertare l'avvenuto decesso, causato da arresto cardiaco e l'autorità giudiziaria ha disposto la rimozione del corpo. Informati della tragedia, i familiari sono accorsi in preda alla disperazione. Molti dei testimoni che hanno assistito alla tragica scena si sono lamentati per i tempi dei mezzi di soccorso, anche se bisognerà capire quanto questo sia stato frutto della concitazione e disperazione del momento, oppure di un reale problema. La Provincia di Como 17 luglio Malore, grave un ciclista di 72 anni Sulla provinciale arriva l'elicottero L'anziano colpito da infarto ieri mattina mentre pedalava sulla Novedratese Era con un amico che lo ha salvato. Si trova in rianimazione al Sant'Anna. Ha sentito il cuore che lo tradiva mentre stava pedalando sulla sua bicicletta. Ha chiesto aiuto al compagno di sgambata. La Stampa (Ed. Alessandria) 17 luglio Stroncato da un malore mentre nuota in piscina TAGLIOLO. AVEVA 54 ANNI C'è sgomento, a Tagliolo, per la morte di Salvatore Spiga, 54 anni, trovato senza vita, l'altro giorno, nella piscina di una casa di regione Mongiardini, nelle colline che circondano il paese. In base alla ricostruzione dei carabinieri di Ovada, sembra che l'uomo, che abita poco distante dal luogo della tragedia, stesse effettuando alcuni lavori di manutenzione della casa, che appartiene ad alcuni conoscenti di Genova: dopo aver tagliato l'erba, avrebbe deciso di tuffarsi in piscina per rinfrescarsi. Mentre nuotava, però, sarebbe stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo. Il medico legale ha accertato la morte per annegamento. I famigliari attendevano Salvatore a casa per pranzo e, non vedendolo arrivare, si sono preoccupati e hanno dato l'allarme. Il corpo dell'uomo è stato trovato sul fondo della vasca, profonda, nel punto più elevato, 2,40

8 metri. L'uomo era disoccupato da qualche tempo ma l'ipotesi del suicidio è stata subito scartata. In paese, dove lo descrivono come una persona allegra e vitale, era arrivato alcuni anni fa ed era conosciuto perché frequentava la chiesa e cantava nel coro parrocchiale. Lascia la moglie, il figlio della donna e altri due figli piccoli. A breve dovrebbe arrivare il nulla osta per i funerali. Il Resto del Carlino, (R. Emilia) 17 luglio Donna accusa malore mentre guida Esce fuori strada e si ribalta due volte Villa Minozzo, una 76enne vittima di uno spaventoso incidente CARAMBOLA L'auto ribaltata e i soccorsi. A destra i rilievi dei carabinieri di SETTIMO BAISI VILLA MINOZZO TRAGEDIA sfiorata ieri nel primo pomeriggio a Villa Minozzo, dove una signora, dopo aver accusato un malore alla guida, si è ribaltata con la sua auto. Si tratta di una «villeggiante», ma originaria dell'appennino. La donna, stava viaggiando alla guida di una Fiat Panda nera, lungo la strada provinciale Cerredolo-Quara-Villa Minozzo, quando ha urtato l'argine della strada ribaltandosi per ben due volte. L'INCIDENTE è accaduto ieri nel primo pomeriggio sulla provinciale 8, sul tratto vicino alla frazione di Costabona. La vittima, A.S., 76enne, è originaria di Secchio, frazione di Villa Minozzo ma è residente nella città di Monza. La donna, che in questi giorni si trova in vacanza nel paese d'origine, è stata colta da un malore improvviso. La signora ha invaso la corsia opposta urtando frontalmente la scarpata di monte. NELL'URTO, alquanto violento, l'autovettura si è ribaltata per ben due volte arrestandosi su un fianco. Le cause e la dinamica dell'incidente sono comunque ancora al vaglio dei carabinieri del nucleo operativo autoradio della Compagnia di Castelnovo Monti. GLI AUTOMOBILISTI di passaggio, vista la macchina nel fossato, hanno subito fatto scattare l'allarme. Sul posto sono intervenuti l'elicottero del Soccorso Alpino di Pavullo e un'ambulanza della croce verde di Villa Minozzo. L'equipe medica ha prestato le prime cure alla vittima, che comunque non in pericolo di vita. Successivamente è stata trasferita in elicottero all'ospedale Santa Maria di Reggio. La Nazione, (La Spezia) 17 luglio Anziano muore nei campi Militi inveiti dai passanti VERNAZZA - UNA MALORE nei campi ieri pomeriggio si è rivelato fatale per un 74enne di Vernazza, residente in località Drignana. La pubblica assistenza di Monterosso è arrivata sul posto quando il corpo del pensionato era già senza vita. A constatare il decesso il medico del 118. I militi della Pa monterossina hanno però dovuto assistere a uno spiacevole episodio: quando stavano rientrando sono stati inveiti da un gruppo di passanti che lamentavano il fatto di non poter transitare per l'ambulanza parcheggiata in mezzo alla strada. La Nazione, (Umbria-Terni) 17 luglio Giovane trovato morto nell'area di sosta del Raccordo LA TRAGEDIA STRONCATO DA UN MALORE A TRENTUNO ANNI TERNI E' STATO trovato ormai cadavere in un'area di servizio del Rato, all'interno della sua auto, sul posto di guida, un trentunenne originario di Marsciano ma residente ad Assisi. Il rinvenimento è avvenuto in un'area di servizio del raccordo autostradale Terni-Orte, in direzione Terni e alle porte della città. Secondo le prime ipotesi a provocare il decesso sarebbe stato un malore, sarà comunque l'autopsia disposta dalla magistratura a svelare il «mistero». L'UOMO si trovava al volante, con l'auto regolarmente parcheggiata a quanto pare, quando intorno alle 18 di ieri qualcuno gli si è avvicinato senza però ottenere risposte. Sembrava dormisse e per questo non si esclude che si trovasse in quelle condizioni già da diverso tempo. E' scattato quindi l'allarme con l'intervento di un'ambulanza del 118 e di una pattuglia della squadra volante. IL PERSONALE medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso del trentunenne, senza rilevare segni di violenza sul corpo. Per gli accertamenti del caso è intervenuta anche una pattuglia della squadra mobile. Al momento l'ipotesi prevalente tra gli investigatori è che il trentunenne sia stato stroncato da un malore, peraltro non riconducibile all'assunzione di stupefacenti. PER ACCERTARE le cause della morte è stata comunque disposta dall'autorità giudiziaria, come detto, l'autopsia. La Nazione, (Umbria-Terni) 17 luglio L'ALLARME ANZIANO SENZA VITA DENTRO CASA UN ANZIANO è stato trovato morto ieri mattina nella sua casa, in pieno centro. A dare l'allarme sono stati i parenti che non riuscivano ad avere risposta dall'uomo. L'anziano, 76 anni, sarebbe stato stroncato da un malore. Sul posto 118, vigili del fuoco e agenti della squadra volante. La Nuova Sardegna 17 luglio Donna rischia di annegare Per un malore finisce con la testa sott acqua vicino alla riva

9 SAN VERO MILIS La passeggiata sul bagnasciuga poteva costarle cara. Ieri mattina, sulla spiaggia di Cala Saline, una turista ha rischiato la vita a pochi metri dalla battigia. La donna s era alzata dal suo asciugamano per fare una passeggiata e aveva immerso piedi e gambe nelle invitanti acque di Putzu Idu. Dopo pochi passi, però, s è accasciata probabilmente a causa di un malore ed è finita con la testa sott acqua e con il volto rivolto verso il fondo. Sono stati pochi lunghissimi istanti che sarebbero potuti costare la vita alla donna che ha rischiato di annegare a pochi metri dalla sua famiglia. I vicini d ombrellone si sono resi conto della situazione e sono riusciti a riportare in riva la donna. L odissea, però, era appena iniziata. Per allertare i soccorsi, un familiare è stato costretto a raggiungere in auto l ambulatorio della guardia medica turistica. Nel frattempo, una telefonata aveva chiesto aiuto al 118 di Cabras che, dopo qualche minuto, ha raggiunto la marina di San Vero e la donna che è riuscita a superare il malore. Un episodio fortunato che, però, ha messo l accento per l ennesima volta sulla necessità di un presidio medico a servizio della spiaggia e delle borgate marine che, allo stato attuale, posso contare solo ed esclusivamente su un ambulatorio ospitato nella comunità-alloggio evaristiana. Troppo poco per una località che ogni giorno ospita centinaia di bagnanti e che, appena qualche giorno fa, è stato il teatro di un tragica immersione subacquea che è costata la vita a un sub di Santa Giusta. (c.z.) Il Canavese 17 luglio Vittima di un improvviso malore a 36 anni Alessandro Marena, prematuramente scomparso all età di 36 anni, dopo essere stato colto da un improvviso malore. Da tempo residente a Torino, era il figlio di Ettore Marena, scomparso tre anni fa, sindaco di Ozegna che in città tutti ricordano per la sua amministrazione che durò fino al Periodo nel quale fece molto per il paese, coma la realizzazione del Palazzetto dello Sport (finanziò l opera personalmente),o il suo impegno per la banda musicale del paese: tutti gesti che ancora oggi lo fanno ricordare con vivo affetto dalla comunità di Ozegna. Che ha appreso con sgomento e stupore la morte del figlio Alessandro, neanche quarantenne, che viveva a Torino dove era direttore artistico alla «Meison» in via Della Rocca, una delle strade più esclusive, dal punto di vista dell arte (ma non solo) del capoluogo piemontese. Lascia la mamma Franca Caterina. La Città di Salerno 17 luglio Pontecagnano, malore nel suo negozio Muore titolare della Pagano imballaggi Pontecagnano Faiano piange Eugenio Pagano: lo storico fondatore della "Pagano imballaggi" e titolare del punto vendita di carta e cartone e di articoli per la casa sito in via Firenze si è spento ieri in seguito ad un malore improvviso proprio mentre si trovava nei locali della sua attività nella città picentina. La tragedia ha scosso l'intera comunità di Pontecagnano, dove Pagano era molto noto per la sua attività commerciale ed imprenditoriale. La "Pagano imballaggi" è attiva sul territorio dal 1972, anno della sua fondazione. Eugenio Pagano, 73 anni, lascia la moglie Liliana, i figli Massimo, Riccardo, Nino e Giancarlo e gli amati nipoti, oltre ad un grande vuoto in chi lo ha conosciuto e stimato. Stamane, alle 11.20, i funerali presso la chiesa del Santissimo Corpo di Cristo in piazza Risorgimento. La Provincia Pavese 17 luglio Malore, trovato morto nella casa di vacanza Un 71enne di Garlasco, che trascorreva un periodo di riposo in un villaggio vacanze, e una casalinga di 57 anni stroncati da malori a distanza di poche ore al Brallo di Pregola. Il Giorno, (Legnano) 18 luglio Cicloamatore si accascia Viene soccorso ma non ce la fa NOSATE. IL MALORE improvviso e poi solo silenzio, lacrime e dolore. I medici e i volontari del 118 hanno provato in ogni modo a salvargli la vita, prima direttamente sul posto, quindi il trasferimento d'urgenza al Pronto soccorso dell'ospedale di Gallarate, ma alla fine si sono dovuti arrendere. L'allarme ieri mattina. Sembra siano stati dei ragazzi e alcuni automobilisti che si trovavano a passare dalla provinciale 146 a Nosate, poco prima del ponte stretto sul canale Villoresi, ad accorgersi dell'uomo, Rino B. classe '42 di Samarate. Era accasciato e hanno subito chiesto aiuto. Sul posto sono arrivati un'ambulanza della Croce Azzurra di Buscate, l'automedica, i carabinieri di Castano Primo e la polizia locale di Turbigo. Il personale sanitario si è messo al lavoro per prestargli le prime cure e per cercare di salvarlo. Il massaggio cardiaco prolungato, con l'ausilio delle varie apparecchiature a disposizione, quindi il trasferimento in codice rosso in ospedale, ma alla fine tutto è stato vano. Alessio Belleri

10 Il Gazzettino (Venezia) 18 luglio Malore fatale per un turista di 35 anni (g.b.) Malore fatale, muore turista austriaco di 35 anni. È accaduto attorno alle 12 di ieri, al campeggio Cà Savio. L'uomo da qualche giorno era arrivato nel litorale nord per un periodo di vacanza ma ieri mattina, secondo una prima ricostruzione, avrebbe accusato un improvviso malore al torace come avrebbe confidato alla moglie prima di perdere i sensi. L'allarme è scattato immediatamente e sono entrati in azione gli addetti della struttura. Sul posto i volontari della Croce Verde che hanno cercato di rianimarlo. Ogni tentativo è stato vano. La salma è stata ricomposta nella camera mortuaria del cimitero di Treporti. La Provincia Pavese 18 luglio Donna uccisa da malore mentre va nei campi Tragedia alla frazione Ossio di Romagnese, muore la 79enne Maria Cranini Era insieme al marito quando si è accasciata a terra. Vani i soccorsi Le tre e mezza del pomeriggio a Ossio, un pugno di case sopra Romagnese. Maria Cranini, 77 anni, esce di casa e si incammina a piedi verso i campi poco distanti. Il marito Pietro Perelli la precede con il trattore. C è il fieno da raccogliere, la giornata è nuvolosa e meno afosa di quelle precedenti, bisogna approfittarne. Ma Maria, fatti alcuni passi, barcolla e si accascia a terra, priva di sensi. Pietro se ne accorge e, disperato, dà l allarme. Arriva rapidissima l ambulanza della Croce Azzurra di Romagnese, la cui sede si trova proprio nei pressi della stradina che si arrampica fino a Ossio. Fanno di tutto per rianimarla, ma non c è nulla da fare: il cuore di Maria si è fermato per sempre. Sul luogo della tragedia, giungono anche i carabinieri di Varzi. Dal paese sale il medico di base, Rubens Perotti, per constatare il decesso. Poi è il turno del medico legale. L impresa di pompe funebri Omav recupera il cadavere della pensionata e lo trasporta fino a casa, dove vicini e familiari cercano di confortare il marito. L atmosfera è plumbea, irreale, in questa frazioncina di una ventina d anime che si riempie solo d estate e si svuota d inverno. Anche Maria faceva la pendolare con Milano, dove trascorreva i mesi più freddi. Ma ad ogni primavera tornava qui, ad Ossio, per occuparsi della campagna. Neppure dopo la pensione, lei che aveva lavorato per una vita in fabbrica, aveva voluto fermarsi. Era sempre accanto al marito, lo aiutava in tutto. «Una brava persona e davvero una gran lavoratrice la ricorda il sindaco Aurelio Bramanti, che è stato tra i primi a giungere ad Ossio La mia amministrazione è vicina ai familiari». Oltre al marito, Maria Cranini lascia la figlia Sibilla e i tre nipoti, che vivono a Milano. (ha collabor. Mattia Tanzi) RIPRODUZIONE RISERVATA Il Mattino (Sud) 18 luglio Torre Annunziata. È annegato a causa di un malore, mentre raccoglieva le cozze al largo dello Scoglio di Rovigliano, a Torre Annunziata (Napoli) proprio come, una ventina d'anni fa era morto il fratello. Stesso luogo, e quasi stesso giorno. Massimo Eboli, operaio di 42 anni, soffriva di epilessia e questa mattina aveva lamentato un lieve mal di testa, tanto che l'amico con cui aveva deciso di immergersi, al largo di un noto cantiere di imbarcazioni da diporto torrese, gli aveva consigliato di evitare l'immersione. La passione per il mare, però, ha prevalso sul buonsenso e l'uomo si è allontanato a bracciate verso la scogliera, a circa 15 metri dal porticciolo. Il compagno di immersione si è subito accorto che qualcosa non andava, quando non ha visto riemergere l amico ha chiamato il 118 e lui stesso si è lanciato a nuoto per aiutare Massimo che era in difficoltà. Sul posto sono intervenuti il personale del Nucleo operativo della Guardia costiera di Torre Annunziata e una motovedetta inviata dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia. Sul posto sono giunti i familiari che con disperazione hanno raccontato come, per un crudele destino, Massimo Eboli aveva perso, annegato nello stesso posto, un fratello. Accadde diversi anni fa e qualche giorno fa ne ricorreva la triste data, il 14 luglio. RIPRODUZIONE RISERVATA Il Giorno, (Brianza) 18 luglio Giussano, anziano al volante accusa un malore e finisce dritto contro la vetrina di un negozio GIUSSANO STAVA percorrendo via 4 Novembre a Paina di Giussano, quando ha perso il controllo della sua auto, una Captiva Chevrolet nera, andando a sbattere contro le vetrine di un negozio di bomboniere chiuso da qualche mese. È tutt'ora ricoverato per un trauma alla testa all'ospedale di Desio, C.F., 63enne sevesino che martedì alle 20 era in auto con la moglie. A causare l'incidente un malore avvertito dall'automobilista pochi istanti prima di schiantarsi contro la vetrina. L'automobile ha abbattuto quattro paletti in acciaio che delimitano il tratto di marciapiede lungo via 4 Novembre. Nell'impatto con lo stabile, è rimasta lievemente ferita anche M.L., la moglie 62enne dell'automobilista sevesino. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Carate e i militari della Stazione di Seregno. Le condizioni dei due automobilisti non sono gravi e non destano preoccupazioni: la prognosi per il 63enne al volante è di una settimana.

11 La Provincia di Lecco 18 luglio Auto fuori strada, anziana ferita Grande spavento eri mattina in via Provinciale a Galbiate per un'anziana di 79 anni che, forse per un malore, ha perso il controllo della sua Fiat Panda ed è uscita fuori strada. Danni ingenti alla vettura mentre la donna, soccorsa dalla Cri di Lecco, non sarebbe giudicata grave. Rilievi della polizia locale. La Provincia di Varese 18 luglio Un lutto improvviso ha colpito ieri i Comuni di Brebbia e Besozzo, ma anche molte amministrazioni comunali dove aveva prestato servizio. Addio ad Adolfo D'Agata Ex sindaco di Brebbia e assessore a Besozzo Nella serata di martedì è scomparso a soli 57 anni, a causa di un malore che l'ha colpito mentre stava cenando, Adolfo D'Agata, ex sindaco di Brebbia dal 1997 al 2006, ed ex assessore al Bilancio a Besozzo dal 1990 al 1994 nella giunta di Sergio Marvelli La Città di Salerno 18 luglio Cava Una pensionata trovata morta al parco Solatio È stata trovata morta ieri mattina nel suo appartamento, Mafalda Della Rocca, 80 anni, deceduta probabilmente a seguito di un malore. Sono stati i vigili del fuoco di Eboli a rinvenire, intorno alle 12, il corpo privo di vita dell anziana, che risiedeva in via Rocco Scotellaro, in appartamento al terzo piano del parco Solatio. Sul posto sono giunti anche i carabinieri e un ambulanza dell Humanitas. L allarme è scattato ieri mattina intorno alle 10 quando i vicini, a causa del forte odore proveniente dall appartamento dell anziana donna, hanno chiamato i carabinieri ed i vigili del fuoco che giunti sul posto hanno dovuto forzare il portone d ingresso per entrare trovando così il corpo della donna già in avanzato stato di decomposizione. Il decesso sarebbe avvenuto qualche giorno fa. I funerali si svolgeranno oggi alle nella chiesa di S. Bartolomeo. La Gazzetta di Mantova 18 luglio Malore mentre fa la spesa Muore d infarto al forno Marcaria. L uomo si sente male mentre risale sulla bici e viene portato in negozio Inutili i soccorsi del 118 e del suo medico: lascia la madre di 96 anni e due fratelli MARCARIA (Campitello) «Non mi sono rotto niente» ha fatto in tempo a dire. Poi le persone che gli erano vicine hanno notato che il suo respiro si è fatto sempre più debole, finché si è spento. Non c è stato verso di salvare la vita a Ennio Barrufaldi, 75 anni, di Campitello di Marcaria, colto ieri mattina da un infarto mentre usciva dal panificio del paese. I gestori del negozio lo avevano visto entrare come ogni mattina, poco dopo le 8, ordinare il pane che avrebbero consumato lui e l anziana madre e infine uscire salutando la commessa con il solito piglio scherzoso. Ma nell inforcare la bici che aveva parcheggiato lì davanti, un malore fulminante. «Lo abbiamo visto irrigidirsi, cadere a peso morto contro la porta raccontano i gestori del panificio, la famiglia Gamba d istinto lo abbiamo soccorso facendolo sdraiare sul pavimento all interno del negozio. Respirava ancora. Diceva: Non mi sono rotto niente. La commessa ha chiamato subito il 118 e il suo medico curante, Danio Martelli, che in tre minuti era già lì. Ma non c è stato niente da fare». È stata così una mattina amara per la comunità di Campitello, che conosceva e stimava Ennio, uno del paese, che tutti salutavano ogni giorno vedendolo passare in bici. Baruffaldi era in pensione da tempo. In passato era stato agricoltore. Abitava con la madre, Maria Azzini, 96 anni, in una casa di via Vitellio, a due passi dal panificio in cui il suo cuore ha smesso di battere. La sua famiglia è composta anche da due fratelli, Germano e Ida. E proprio quest ultima ieri è stata tra i primi a corrergli in soccorso: «Mio fratello era una persona buona, in paese gli volevano tutti bene ed era tra le persone più conosciute. Uno di Campitello, che ha sempre vissuto il paese e che era conosciuto dai più anziani come dai giovani». Sono stati fissati i funerali, che si svolgeranno domani mattina alle 9.30 partendo dall abitazione di via Vitellio per la chiesa di Campitello. Il Tirreno 18 luglio Esce dalle poste si sente male e muore davanti casa BUTI Forse una bolletta. Oppure il prelievo di contanti per fare la spesa e tornare a casa. Cento metri fatali tra l'ufficio postale e la sua abitazione. Un piccolo tratto di strada, fatto chissà quante volte, che diventa improvvisamente la tomba di Rosanna Matteucci, pensionata 79enne di Cascine di Buti. Nel borgo la conoscono tutti. «È una signora del posto, qua ci conosciamo tutti», dicono fuori dalle Poste di Cascine dove subito un gruppo di persone si mobilita intorno alla pensionata a terra. Parte la chiamata alla Misericordia che ha la sede cinquanta metri più in là, poco lontano. I volontari arrivano subito sul posto, insieme all'automedica ma neppure il defibrillatore riesce a riportare alla vita la donna. «Ha sbrigato le sue cose allo sportello senza dare alcun segno di disagio, poi è uscita ed è successo che è caduta a terra. A noi è stato detto tutto dopo, non ci siamo accorti di niente», dicono dall'ufficio postale dove la mattina il via vai della gente del posto a sbrigare pratiche, prelevare e pagare bollettini è costante. «Sapevamo che soffriva di

12 cuore, è stato probabilmente un infarto a portarla via», racconta uno dei volontari. Infatti, dalla porta dell'ufficio postale, sono bastati pochi passi e Rosanna Matteucci si sente male. Un malore fulmineo che la porta via all'affetto dei cari. Della figlia Cinzia e di tutte le persone che le volevano bene. Matteucci era rimasta vedova dal 2004: il marito Aladino Pasqualetti morì 9 anni fa all età di 86 anni. I due per una vita hanno abitato nella piazza della chiesa, a pochi passi dalle Poste. A niente sono serviti i tentativi di rianimare la pensionata con il defibrillatore: il cuore ormai aveva deciso di fermarsi in quel borgo dove Matteucci abitava da anni. Addolorati i compaesani e tutte le persone che conoscevano la pensionata e la famiglia tutta. Il gazzettino 19 luglio Muore a 42 anni, ordinata l autopsia IL CASO Due giorni prima Alessia Mainardis si era recata al pronto soccorso Sarà l'autopsia a chiarire le cause della morte della quarantaduenne di Rivignano Alessia Mainardis. deceduta giovedì nella sua abitazione di via Vicolo Chiuso. Meno di quarantotto ore prima si era rivolta al pronto soccorso di Latisana per un malessere, ma i sanitari non avevano evidenziato patologie, dimettendola qualche ora più tardi. A trovare il corpo senza vita nella camera da letto sono stati i vigili del fuoco che erano stati allertati da alcuni parenti che si erano preoccupati dopo che Alessia non aveva risposto ripetutamente al cellulare. La vittima aveva perso poco tempo fa la mamma, uccisa da una grave malattia, come pure il padre, Gianfranco, già sindaco di Rivignano, andatosene invece una decina di giorni fa. Alessia tra l'altro era una quarantenne particolarmente attiva, una che non si tirava mai indietro nelle attività paesane, soprattutto di volontariato. Da qualche mese lavorava in un negozio di Teor. Ora la magistratura evidentemente vuole capire quali siano stati gli accertamenti effettuati quando la Mainardis si è presentata all'ospedale. Al momento i carabinieri di Latisana stanno svolgendo accertamenti e non ci sono indagati. Il Messaggero, (Marche) 19 luglio Stroncato in mare da un malore La tragedia davanti allo chalet Quadrifoglio PORTO SAN GIORGIO Hanno tentato di rianimarlo per quasi mezzora, con l'ausilio di un defibrillatore. Poi anche i soccorritori si sono dovuti arrendere. Per Alberto Luzi, turista 65enne di Camerino, non c'è stato nulla da fare. Con molta probabilità un malore lo ha stroncato mentre stava facendo il bagno a pochi metri di distanza dalla riva, di fronte allo chalet Quadrifoglio. Vano anche l'arrivo dell'eliambulanza da Torrette, atterrata all'interno del porto, e ripartita poco dopo. I primi ad accorgersi del corpo sarebbero stati i bagnini di salvataggio della Marina Service. Si trovava vicino alla boa di segnalazione, ad una ventina di metri dal bagnasciuga. Immediati i soccorsi. Una volta raggiunto, il 65enne - a lungo impiegato dell Ordine degli avvocati camerte e poi centralista del Comune - è stato trascinato a riva e sottoposto ad alcuni tentativi di rianimazione effettuati dai sanitari della Croce Azzurra e da una dottoressa che si trovava casualmente in spiaggia. La tragedia si è consumata sotto gli occhi di tanti bagnanti intorno alle 10,30. Solo oggi, tuttavia, si conosceranno con certezza le cause del decesso. Il magistrato ha infatti disposto l'ispezione cadaverica. «Era una persona molto riservata. Di poche parole. Spesso pranzava qui da noi» raccontano i titolari dello chalet Quadrifoglio. Da alcuni anni Luzi trascorreva da solo le sue vacanze a Porto San Giorgio dove era arrivato da un paio di giorni. Era ospite allo stabilimento Calipso dove i carabinieri di Porto San Giorgio hanno trovato una sacca con i suoi effetti personali. Sul posto anche gli uomini della Capitaneria di Porto per risalire all'identità della vittima che non aveva alcun documento in spiaggia. Dopo l'incidente di ieri e l'annegamento del turista polacco un paio di settimane fa a Campofilone, si riaccendono i riflettori sulla sicurezza in mare. Dieci le regole d'oro che i bagnanti dovrebbero sempre rispettare prima di tuffarsi. Tra queste evitare di fare il bagno se non si è in perfette condizioni psicofisiche, entrare in acqua gradualmente dopo una lunga esposizione al sole, non immergersi prima di tre ore dall'ultimo pasto e non allontanarsi oltre i gavitelli di sicurezza. Sandro Renzi RIPRODUZIONE RISERVATA La Nazione, (Arezzo) 19 luglio Defibrillato al bar Muore lo stesso CASTELNUOVO. MUORE a 42 anni in un circolo di Castelnuovo dei Sabbioni per un arresto cardiaco, inutili anche i tentativi di rianimarlo con il defibrillatore. E.M. è stato aiutato dalle persone presenti nel circolo che sono accorse il defibrillatore prima dell'arrivo dell'ambulanza ma per lui non c'era nulla da fare. Il Gazzettino 19 luglio Morto il tecnico Bortolin MONTEREALE - (lp) Il calcio dilettantistico è in lutto per la morte di Gabriele Bortolin, 55 anni, di Montereale.

13 È stato trovato nella sua abitazione ieri nel tardo pomeriggio, da un amico andato a salutarlo. Inutili i tentativi di rianimazione del 118: un malore non gli ha dato scampo. Bortolin aveva giocato nel Montereale, Aviano in serie D, Centro Mobile, Barbeano, Rauscedo. Come allenatore, dopo le giovanili del Maniago aveva guidato il Ricreatorio, Montereale, con cui salì dalla III alla II categoria, ripetendosi anche con il Claut. Approdato poi all'usmt era tornato all'as Maniago, nel campionato appena concluso. «Siamo addolorati - hanno detto Andrea e Renato Borghese, diesse e presidente dell'as - perdiamo un grande amico e un validissimo maestro di calcio». Bortolin lascia le figlie Tullia e Carlotta. riproduzione riservata La Stampa (Ed. Novara) 19 luglio Borgomanero Il basket è in lutto per Claudio Maioni E' stato stroncato dalle conseguenze di un malore uno degli esponenti storici del basket locale, Claudio Maioni. Aveva 61 anni e nel 1972 era stato il promotore della costituzione del «Centro Sportivo Borgomanero», il nucleo della pallacanestro cittadina. Maioni era stato colpito da un malore nella propria abitazione ed era stato trasferito all'ospedale Maggiore di Novara, dove è avvenuto il decesso. [M. G.] Il Resto del Carlino, (Ancona) 19 luglio Malore a pesca E' gravissimo NUMANA DRAMMA ieri in tarda mattinata sulla spiaggia di Numana. Il noto Luigi Bontempi, artigiano delle fisarmoniche ora in pensione, ha accusato un malore dopo essere stato a pescare le cozze. L'uomo è caduto a terra battendo la testa ed è stato trasportato all'ospedale regionale di Torrette. Al momento è in coma farmacologico. Uno choc per le tantissime persone che conoscono sia lui, che ha 70 anni, che il fratello, Mauro. Quest'ultimo è il responsabile del villaggio Sea Green dietro il Taunus. E proprio al Taunus abita anche Luigi, che ieri si è tuffato nello specchio d'acqua di Numana. Sembrava stare bene, poi alla spiaggiola l'improvviso malore e la caduta. Artigiano, da giovane aveva lavorato per un periodo anche in Germania, dove si era sposato. Poi il ritorno in Italia. Il Resto del Carlino, (Ferrara) 19 luglio Malore in acqua, 65enne salvato in extremis LIDO SCACCHI E' SUCCESSO AL BAGNO DELFINUS ERA entrato in acqua per la sua solita nuotata mattutina. Una sana abitudine che però stavolta avrebbe potuto finire in tragedia per un turista di 65 anni che stava trascorrendo le sue vacanze al bagno Delfinus di Lido degli Scacchi. Erano da poco passate le 12 e l'uomo stava tornando a riva dopo qualche bracciata. All'improvviso, colto da un malore, ha perso conoscenza sprofondando in circa un metro e mezzo d'acqua. Per sua fortuna alla scena ha assistito Ivan Carli Ballola, bagnino del Cus Salvataggio, che, compresa la situazione, si è precipitato in acqua, raggiungendo a nuoto il malcapitato. Il bagnino ha trascinato il 65enne a riva, dove gli ha praticato alcune manovre di salvataggio per fargli espellere l'acqua che aveva ingerito. Poco dopo l'uomo ha ripreso i sensi ed è stato accompagnato in ospedale dall'ambulanza. Il Resto del Carlino (Rimini) 19 luglio Domani alle 16 l'ultimo saluto a Cristian SI terranno domani alle 16 i funerali del bellariese Cristian Bocchini, nella chiesa del Sacro Cuore di Bellaria. Bocchini, 45 anni, era molto conosciuto in città dove lavorava come gioielliere. Mercoledì è stato stroncato da un malore durante un giro in bicicletta con gli amici, mentre si trovava a Sogliano. Il cuore si è fermato. Lascia due figli, di 14 e 11 anni. Bocchini era consigliere del Club cicloamatori Mareterra di Bellaria. «Un fulmine a ciel sereno - dicono dal club -. Non ha mai avuto problemi e stava bene di salute». CORRIERE FIORENTINO FIRENZE 19 luglio Muore in Arno, forse per un malore Cade in Arno per recuperare la palla con cui stava giocando sulla riva assieme a un bambino e poi muore annegata. È accaduto ieri pomeriggio, poco dopo le 14, alla spiaggetta sull'arno di Buon Riposo. La vittima, Andrea Michaela Sorescu, romena di 24 anni, che secondo il 118 ha avuto una congestione appena si è immersa nell'acqua. Sulla spiaggetta con gli zii, stava giocando quando la palla è finita nel fiume e si è allontanata per recuperarla. Sulla salma, recuperata dai vigili del fuoco, la procura ha disposto l'autopsia. 19 luglio Stava pedalando in sella alla sua amata bicicletta quando ha accusato il malore che ha spezzato la sua vita. Dramma in paese mercoledì 17 luglio lungo la Sp146: erano da poco passate le 11 quando un ciclista amatoriale di Samarate, di 71 anni, stava percorrendo la strada con l inseparabile caschetto e vestiti sportivi

14 quando il suo cuore ha accusato dei problemi. L uomo è andato in arresto cardiaco. Quella che doveva essere una mattinata di sport si è trasformata in tragedia. Sul posto sono arrivati i soccorritori della Croce Azzurra di Buscate e quelli dell automedica di Busto Arsizio. L uomo è stato poi portato all ospedale di Gallarate ma il suo cuore ha smesso di battere. Questa, purtroppo, la nuova vittima di arresto cardiaco. La Stampa (Ed. Alessandria) 20 luglio Stroncati da infarto uno in bicicletta e l'altro in palestra Uno era in sella alla sua bicicletta, l'altro in palestra. Sono stati stroncati entrambi da malore. Il primo è Michele Podda, 55 anni, moranese, con un trascorso politico e negli ultimi quattro anni leader dell'associazione di volontariato La Chintana, il secondo è Roberto Viadana, 56 anni, dirigente d'azienda. L'altra sera Michele Podda stava rientrando da Morano a Casale, dove si è trasferito da alcuni anni, in bicicletta, sulla strada che porta in città sull'argine del Po. Mentre pedalava, l'improvviso malore. E' stato trovato a terra a fianco della sua bici. La notizia ha provocato vasto cordoglio in tutto il Monferrato dove era conosciuto per la sua attività politica. Faceva parte di Rifondazione Comunista ed era stato anche consigliere comunale. Poi 4 anni fa l'impegno coinvolgente nel volontariato, fra i responsabili del gruppo di Protezione civile «La Chintana» dove aveva seguito in prima persona il progetto «L'acqua è vita» per i pozzi in Togo. «Una persona austera e orgogliosa, dal cuore grande» ricorda Domenico Priora. I funerali oggi alle 17 a Morano. Lascia il figlio Danilo e la compagna Paola Basilico. Roberto Viadana è invece stato stroncato da malore mentre faceva attività fisica nella palestra del Circolo Canottieri di Casale. E' morto ieri poco dopo le 10. Classe '57, abitava in città in via Garibaldi. A nulla sono valsi i tempestivi tentativi di soccorso. Fino a pochi mesi fa era stato, per oltre dodici anni, direttore dell'ufficio informatico dell'argol spa di Coniolo e in precedenza aveva lavorato per il gruppo Buzzi. Non ancora fissata la data dei funerali che verranno celebrati in Sant'Ilario. Lascia la moglie Cinzia Posmon, che lavora all'agenzia delle Entrate, e il figlio Edoardo, universitario. La famiglia Viadana è molto conosciuta: il padre era lo storico sellaio di via Torino, ora il negozio è gestito dalla figlia. [R. SA.] La Stampa (Ed. Imperia) 20 luglio Soccorsi. Malore sulla ciclabile lo salva il defibrillatore Ha rischiato di morire e con ogni probabilità lo ha salvato il defibrillatore. E' un sessantenne che stava correndo, ieri mattina, sulla ciclabile all'altezza di Bussana. Accusato un malore, è intervenuto personale del 118 che lo ha defibrillato. Poi un'ambulanza della Croce Verde di Arma l'ha trasportato in ospedale. [m. c.] Il Resto del Carlino, (Ferrara) 20 luglio BOSCO MESOLA MALORE SUL LAVORO: MUORE 62ENNE STAVA lavorando quando all'improvviso si è accasciato a terra privo di vita sotto gli occhi dei colleghi. Erano da poco passate le 15 di ieri quando Imo Frignani, 62 anni, dipendente delle Officine Ruzza di Bosco Mesola, è stato stroncato da un malore fatale. Inutili i soccorsi del 118. Il Tirreno Grosseto 20 luglio Esce di casa e si perde Trovato morto in pineta L uomo, 80 anni, era in vacanza con la famiglia a Marina di Grosseto Due giorni fa stava andando al mare a piedi. È stato vittima di un malore IL DRAMMA di Francesca Gori wmarina DI GROSSETO Bermuda blu, canottiera bianca, ciabatte e un cappellino grigio calato in testa. «Vado al mare a piedi, tanto è vicino». Da via della Verbena allo stabilimento balneare Nettuno la distanza non è troppa. Nonostante le raccomandazioni del genero, che aveva consigliato al suocero ottantenne di aspettare moglie e figlia a casa. Marcello Bronzi, 80 anni di San Giovanni Valdarno quel consiglio, martedì pomeriggio, non lo ha voluto seguire. Era rimasto a casa con il genero convalescente. «Non esco - aveva detto alla moglie e alla figlia - resto a guardare il Tour de France». Poi quel cambio di programma e l incubo cominciato, poche ore dopo, per l intera famiglia del Valdarno. Un incubo che è diventato sempre più nero, fino a ieri mattina, quando un operaio che stava facendo un sopralluogo in pineta, ha trovato il corpo di Marcello riverso per terra. Esanime. Ucciso da un malore che potrebbe averlo colpito martedì, dopo essere uscito di casa e dopo aver camminato per quasi tre chilometri. L anziano, che aveva diversi problemi di salute, martedì intorno alle aveva deciso di raggiungere la moglie e la figlia al bagnetto. Ma poi, di lui, si erano perse le tracce. «Noi eravamo uscite da poco quando babbo ha deciso di raggiungerci - racconta Sandra - ma al mare da noi non è mai arrivato». Moglie e figlia sono tornate a casa un ora e un quarto dopo che l uomo era uscito. Hanno cominciato subito a cercarlo e hanno dato l allarme ai carabinieri di Marina di Grosseto che hanno diramato la fotografia dell anziano con la quale ieri mattina i parenti di Marcello stavano tappezzando Marina di Grosseto. Marcello Bronzi soffriva di cuore e aveva altre malattie. «Qualche vuoto di memoria lo aveva avuto - dice la figlia - ma non tali da perdere la strada in questo modo». Sandra, fino a ieri mattina ha parlato con la voce rotta dal pianto ma con

15 parole piene di speranza. È stata lei a fare le fotocopie della segnalazione dei carabinieri e a distribuirle a Marina di Grosseto. Ma la paura che a Marcello Bronzi fosse successo qualcosa, era tanta. Già prima che il corpo dell ottantenne venisse trovato da un operaio durante un sopralluogo in pineta. Lontano da quella casa presa in affitto per le vacanze estive. Lontano da via della Verbena. Il cadavere di Marcello Bronzi era coperto da un cespuglio in pineta all altezza del ponte dei Cavalleggeri. Vicino al canale di San Rocco, dall altra parte della cittadina balneare. Probabilmente era entrato in pineta per sfuggire dal caldo, dopo i quasi tre chilometri percorsi a piedi. Un malore lo ha colto proprio lì, dietro a quel cespuglio. Probabilmente Bronzi è morto martedì sera, quando si è allontanato da casa e ha perso la strada, quando si è confuso e ha cominciato a camminare in una direzione differente rispetto a quella che doveva percorrere. Doveva arrivare al mare, lui, dove avrebbe trovato moglie e figlia. Alle ricerche dell uomo, da martedì sera, hanno partecipato in tanti a Marina. Ognuno ha fatto la sua parte: dai carabinieri al gestore dello stabilimento balneare Nettuno dove la famiglia stava trascorrendo le vacanze. Sono stati loro, ieri, a stringersi intorno alla famiglia dell ottantenne dopo aver cercato in ogni modo di dare una mano per riportare a casa quell anziano che si era perso a Marina di RIPRODUZIONE RISERVATA L Unione Sarda, (Cagliari) 20 luglio Muore d'infarto mentre guida sull'orientale Si è accorto del malore che lo stava cogliendo e ha avuto la lucidità di accostare con la propria auto, dove viaggiava da solo, in una piazzuola nel tratto quartese della vecchia Orientale sarda, al decimo chilometro. Nessuno si è accorto in tempo della tragedia che si stava consumando nell'abitacolo della Toyota Urban Cruiser: un automobilista di passaggio si è insospettito solo nel pomeriggio, perché già la mattina aveva visto Vincenzo Scotti, cagliaritano di 64 anni, nell'auto ferma. Si è avvicinato e si è reso conto che l'uomo era morto, stroncato forse da un infarto. L'ALLARME Non restava che telefonare al 112: i carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia e quelli della stazione di Maracalagonis si sono precipitati sulla Vecchia 125, ma per Scotti non c'era più nulla da fare. L'hanno identificato attraverso i documenti d'identità trovati nell'auto e pochi minuti dopo hanno informato i suoi familiari, che hanno riconosciuto la salma. L'ESAME DEL CORPO Secondo i risultati dei primi accertamenti condotti dal medico legale, il cui intervento è sempre richiesto in caso di decessi che potrebbero presentare particolari da chiarire, un collasso cardiocircolatorio giunto in una giornata particolarmente afosa avrebbe stroncato la vita del cagliaritano. Non è stata rilevata alcuna traccia di violenza, quindi si è definitivamente concluso che è un caso di morte naturale. INDAGINE CHIUSA La presenza dei carabinieri ha attirato molti curiosi, che si sono fermati per capire che cosa stesse accadendo. I militari sono quindi dovuti intervenire anche per far defluire la viabilità, particolarmente sostenuta nel primo giorno del fine settimana. Informato dalle pattuglie, il comandante della Compagnia (il capitano Raffaele Cossu) ha chiesto che la salma fosse trasferita all'obitorio del cimitero in via Marconi. Il magistrato non ha ritenuto necessario disporre la perizia necroscopica: la salma di Vincenzo Scotti è già a disposizione dei familiari per i funerali. (ant. ser.) La Gazzetta di Modena, - 20 luglio Viene stroncato da un malore a 38 anni: Concordia piange Luigi Liparoti CONCORDIA. Aveva appena terminato qualche giorno di ferie a Milano Marittima poi è rientrato nella Bassa per tornare al lavoro. Ma un malore improvviso lo ha stroncato in un momento di pausa. Se n è andato così Luigi Liparoti, 38 anni, originario di Roggiano Gravina, in provincia di Cosenza, ma da diversi anni residente in paese seppur anche nel piccolo borgo calabrese la notizia si sia sparsa in fretta. Era una persona molto conosciuta, gli amici lo descrivono come una persona gioviale e simpatica, disponibile allo scherzo. Liparoti, dipendente di una cooperativa edile, lascia la moglie Alessandra, commessa in un supermercato. Intorno a lei si sono stretti familiari e amici Il Messaggero, (Umbria) 21 luglio Sbanda contro un bus muore giardiniere Lacugnano, la vittima aveva 72 anni. Illesi i passeggeri del pullman IL DRAMMA Contro un bus di linea, senza poter fare niente per impedire lo scontro. Perché l auto è fuori controllo e chi la guida, probabilmente a causa di un malore, non riuscirà in alcun modo a farle riprendere la traiettoria giusta per non finire contro il pullman: è successo ieri lungo la strada Lacugnano-Ellera. La ricostruzione della dinamica dell incidente è ancora sotto stretta indagine da parte dell ufficio Infortunistica della polizia municipale, ma da quanto emerge dopo i primissimi accertamenti sembra che l autista alla guida del bus di linea abbia potuto fare ben poco per evitare lo scontro. «Giunto ad impegnare la curva a destra -

16 scrive la polizia municipale in una note - veniva a collisione con l'autobus di linea urbana che sopraggiungeva dall opposta direzione di marcia». Questo perché l utilitaria guidata da un settantaduenne residente nella zona di Ellera (R. V. le iniziali, faceva il giardiniere) da quanto si sta ricostruendo potrebbe aver perso ogni forma di controllo. La spiegazione di ciò risiederebbe nel fatto che l uomo potrebbe aver avuto un malore e perso conoscenza. L arrivo dei soccorsi del 118 non sono valsi a nulla, perchè l'uomo era già deceduto. «La constatazione di morte è stata fatta a seguito di un politrauma» rende noto l'ufficio stampa dell azienda ospedaliera. Il conducente dell autobus, residente a Tuoro sul Trasimeno, di 55 anni, ha riportato una profonda contusione allo sterno ed è stato portato al pronto soccorso in attesa di conoscere l esito degli accertamenti radiologici. Sull autobus si trovavano - come riferisce ancora l ufficio stampa dell azienda ospedaliera di Perugia solo cinque passeggeri, ma fortunatamente nessuno di loro si sarebbe fatto particolarmente male: nessuno di questi avrebbe infatti riportato lesioni. Michele Milletti RIPRODUZIONE RISERVATA La Nazione, La (Grosseto) 21 luglio Malore, muore in casa IL CASO ERA SOLO, LA MOGLIE DÀ L'ALLARME QUANDO ha visto che il marito non rispondeva al telefono ha chiesto a un vicino di andare a bussare alla porta della sua abitazione, nel centro di Arcidosso. E non ricevendo alcuna risposta, la donna ha deciso di dare l'allarme. In pochi minuti, una squadra di vigili del fuoco e volontari della Misericordia sono entrati nell'abitazione passando dalla finestra, ma per Luciano Borri, di 61 anni, non c'era quasi più nulla da fare. I volontari della Misericordia di Arcidosso, hanno tentato a lungo di rianimare l'uomo che era in stato di semincoscienza. Un tentativo disperato, il sessantenne, infatti, è deceduto nella propria abitazione, probabilmente per un malore fatale, forse un arresto cardiocircolatorio. La tragica scoperta è stata fatta ieri mattina, poco dopo le La moglie, che era uscita per sbrigare delle faccende, è rientrata in mattinata ma non ha potuto riabbracciare il marito. Borri era originario di Roccastrada ma da tempo viveva ad Arcidosso con la moglie. La famiglia ha disposto che la salma venga portata a Livorno per essere cremata, poi tornerà sull'amiata per l'ultimo saluto nel suo paese. Il Messaggero Veneto, - 21 luglio Passo Monte Croce: malore fatale PALUZZA Cittadino austriaco stroncato da un infarto sul Passo di Monte Croce Carnico. Harold Voeckl, di 65, è deceduto così ieri pomeriggio sul piazzale del passo che segna il confine fra Italia e Austria mentre si accingeva a raggiungere la sua auto lasciata sul posto nella mattinata. L uomo, assieme alla sua compagna, aveva compiuto una escursione sui monti della zona. Poco dopo mezzogiorno la coppia ha fatto rientro al Passo, probabilmente con l intenzione di rientrare in patria, quando improvvisamente si è accasciato a terra. Sul posto alcuni militi della guardia di finanza non in servizio, hanno dato l allarme al 118. Sul posto oltre ai medici giunti in elicottero, che si sono prodigati inutilmente con un massaggio cardiaco nell intento di salvare la vita all escursionista, i carabinieri di Paularo per i rilievi di rito. (g.g.) Ansa 21 luglio Malore in mare a Pescara, muore donna Rianimata con defibrillatore, non è arrivata viva in ospedale. Una donna di 48 anni è morta a Pescara dopo un malore in acqua mentre faceva il bagno dinanzi la zona Sud del lungomare. Vista accasciarsi in acqua ed andare sotto è stata soccorsa... Trentino 21 luglio E morto Emo Modena, per 50 anni medico a Rovereto ROVERETO Ieri mattina è morto stroncato da un malore improvviso Emo Modena, 89 anni, fino a 10 anni fa attivo come medico in libera professione nel suo ambulatorio di corso Rosmini, dopo una vita da medico condotto in Vallarsa, a Trambileno e a Rovereto. Città nella quale durante la sua lunga carriera aveva ricoperto anche incarichi diversi, dal medico di fabbrica in Manifattura ed Aticarta ad una breve parentesi da Ufficiale Sanitario. Roveretano di nascita, si era laureato a Padova negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Quando si spostava dalla Vallagarina all Università in bicicletta. Sportivo, amante della montagna. Legatissimo a Rovereto e precursore dei tempi: aveva dedicato la tesi alle malattie professionali legate a fumo a tabacco all interno della Manifattura, allora un colosso da 2000 dipendenti. Era il Nel 1946 il primo lavoro: assistente nel reparto di Chirurgia dell ospedale cittadino. Lavoro lasciato per diventare medico condotto in Vallarsa. Negli anni Settanta il ritorno a Rovereto, affiancato per un periodo alla condotta di Trambileno. A Rovereto era stato, appunto, medico di fabbrica in Manifattura ed Aticarta ma anche medico di base e, dopo il periodo di Condino, anche ufficiale sanitario. Incarico per cui si era preparato «sul campo»

17 durante le condotte in Vallarsa e Trambileno. Ha proseguito l attività di medico di famiglia fino alla pensione «obbligatoria» ma poi è rimasto attivo in libera professione fino ad ottant anni compiuti, cessando l attività solo nel Lascia la moglie Iolanda ed una figlia, Luisa, che vive a Padova. Altrettanto conosciuto e stimato in città suo fratello Ivo. Professore di fisica, è uno dei quattro roveretani che hanno preso parte al Cern al progetto che ha portato ad individuare il bosone di Higgs.

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