LA SCUOLA DI FASSA UNA COMUNITÀ CHE APPRENDE

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1 LA SCUOLA DI FASSA UNA COMUNITÀ CHE APPRENDE L apprendimento e il pensiero sono sempre situati in un contesto culturale e dipendono sempre dall utilizzo di risorse culturali (J. Bruner, 1997)

2 PROGETTO PER UNA SCUOLA BILINGUE Questo Progetto nasce, in armonia con la Costituzione della Repubblica, in applicazione della Legge 482/99 e del D.P.R n.592/93, dello Statuto speciale e delle sue norme di attuazione, in particolare della Legge Provinciale n.4/1997 e della Legge Provinciale n.5/2006, per favorire la piena tutela e la promozione dell identità, della lingua e della cultura ladina, promuovendo il senso di appartenenza dei cittadini alla comunità ladina dolomitica, e la valorizzazione del pluralismo culturale e linguistico della Provincia Autonoma di Trento. Da parecchi anni la scuola di Fassa si caratterizza per essere bilingue, in quanto alcune discipline sono insegnate in italiano e altre in ladino. Questo Progetto vuole arricchire la realtà scolastica fassana con una sperimentazione che prevede una pianificazione ex novo del curricolo e del tempo. LE MOTIVAZIONI Nell ottica della tutela e della valorizzazione delle lingue e delle culture la scuola investe un ruolo primario e si configura come una delle principali risorse che operano a sostegno della comunità ladina della Provincia Autonoma di Trento. Già nel 1987 il dott. Dutto prospettava uno sviluppo verso la coesistenza di più lingue e culture nella scuola. Ai giorni nostri si è ormai giunti alla consapevolezza della necessità di costruire una scuola plurilingue, dove la presenza delle diverse lingue (italiano, ladino, tedesco, inglese) non dà luogo a un sovraccarico arbitrario di ore in piani di studio già ricchi di offerte formative, ma risponde alle reali esigenze di sviluppo culturale e linguistico dei bambini. L apprendimento infatti si configura come un processo di costruzione di relazioni concettuali, in cui il bambino acquisisce non conoscenze e abilità

3 isolate, ma schemi e strutture di dati correlati tra loro e sviluppa archivi a tutti i livelli di astrazione. L apprendimento bilingue, in particolare, fornisce due vie linguistiche per accedere ai saperi disciplinari e per strutturare le conoscenze. Nell ambito della neuro e psicolinguistica è stato ampiamente confermato da vari studi che tale processo è produttivo e positivo sia per lo sviluppo delle abilità linguistiche che per quelle cognitive. Il plurilinguismo favorisce la plasticità cerebrale dei bambini, utile per ogni tipo di apprendimento, linguistico e non. E se tale processo viene avviato precocemente i bambini non saranno sottoposti a un doppio carico, bensì avranno un doppio stimolo e un apertura verso altre realtà. È infatti ormai assodato che l alfabetizzazione in due o più lingue favorisce una maggiore consapevolezza metalinguistica, ossia superiori capacità di riflettere sulla struttura e sul funzionamento delle lingue in considerazione, di confrontarle analiticamente e di formulare ipotesi sulle regole che le governano; la ricerca ha dimostrato che l insegnamento in più lingue agevola anche le capacità metacomunicative, ossia le capacità di riflettere sui processi mentali attivati nel processo di apprendimento, l individuazione delle strategie atte ad affrontarli e la conoscenza delle strategie comunicative verbali e non verbali e delle strategie discorsive che favoriscono la comunicazione. I PLESSI COINVOLTI NEL PROGETTO I plessi coinvolti nell attuazione di tale Progetto sono quelli di Soraga e di Pozza a partire dall anno 2010/2011, e di Canazei dall anno 2012/2013. La scuola di Soraga conta una popolazione scolastica abbastanza ridotta e con personale docente con competenze adeguate d uso della lingua ladina, per cui facilmente monitorabile e gestibile in un percorso di ricerca-azione. Nella scuola di Pozza è stata effettuata una ricerca relativa all adesione al progetto, la quale ha visto la possibilità di avviare una delle due sezioni

4 seguendo la presente sperimentazione. Anche a Pozza c è la presenza di personale docente con competenze adeguate d uso della lingua ladina, per cui la sezione di Pozza si è affiancata alla scuola di Soraga nel percorso di ricerca azione avendo la possibilità di allargare il processo di monitoraggio. Non bisogna dimenticare che nel censimento della popolazione del 2001 i cittadini di Soraga e di Pozza hanno dichiarato l appartenenza alla popolazione ladina con una percentuale superiore all 80%. Si desume che ciò possa comportare una forte partecipazione della comunità al Progetto. Dall anno 2012/2013, su richiesta di alcuni genitori, il progetto è stato attivato anche in una sezione della scuola primaria di Canazei: questo è un dato particolarmente interessante, poiché l alta Valle di Fassa, essendo il principale centro turistico della valle, è soggetta ad un preoccupante fenomeno di erosione linguistica, che vede, soprattutto nelle giovani generazioni, una forte prevaricazione della lingua italiana rispetto alla lingua ladina. FASI DEL PROGETTO GENERALE In una prima fase si è determinato il quadro teorico-operativo del Progetto da presentarsi alle amministrazioni comunali e all intera comunità di Soraga e di Pozza. È infatti fondamentale che la scuola si proponga al territorio come un laboratorio aperto di ricerca linguistica e culturale a cui la società possa e debba partecipare attivamente attraversando ogni momento dell iniziativa, dalla fase progettuale a quella di programmazione, a quella di gestione dell attività. La presentazione del Progetto alla comunità è stata anche momento di riflessione per superare diffidenze e pregiudizi dovuti ad alcuni stereotipi sull insegnamento in ladino. Una seconda fase prevede la preparazione del materiale didattico di cui si potranno avvalere sia le insegnanti che gli alunni della futura classe prima che prenderà parte alla sperimentazione. Negli anni scolastici a venire sarà preparato il materiale didattico anche per gli anni successivi.

5 Viene istituita una commissione Grop de lurier della quale fanno parte la Sorastant de la Scola Ladina, il personale dell OLFED, le docenti delle classi coinvolte nel progetto, gli assessori comunali competenti, alcuni genitori e alcuni rappresentanti della comunità, nonché alcuni esperti esterni di particolare competenza. Tale commissione ha il compito di monitorare, proporre e valutare sia la fase progettuale, per quanto attiene al lavoro svolto dal personale dell OLFED, che l intero percorso, seguendo i progressi delle attività svolte in classe. CONTESTO ORGANIZZATIVO-DIDATTICO Le scuole di Soraga, di Pozza e di Canazei offrono strutture e spazi adeguati per rispondere alle esigenze e ai bisogni dei bambini. Nel rispetto della L.P N.4 che prevede l insegnamento obbligatorio della lingua ladina per un ora a settimana, il monte ore settimanale è così ripartito: - 26 ore di attività curricolari obbligatorie + 1 ora di insegnamento di lingua e cultura ladina obbligatoria + 3 ore di attività facoltative opzionali. Sono previsti interventi da 50 minuti e 55 minuti al mattino e da 60 minuti al pomeriggio articolati su sei mattine, dalle ore 7.50 alle ore 12.30, e un pomeriggio facoltativo, dalle ore alle ore per le scuole di Pozza e Soraga, a Canazei l orario è su cinque giorni con due pomeriggi obbligatori e due facoltativi.

6 MONTE ORE DESTINATO ALLE DIVERSE DISCIPLINE DISCIPLINE INTERVENTI SETTIMANALI ITALIANO Da 8 a 10 MATEMATICA Da 6 a 8 SCIENZE Da 2 a 3 STORIA E GEOGRAFIA Da 2 a 4 ARTE E IMMAGINE 1 SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE 1/2 MUSICA 1 TECNOLOGIA E INFORMATICA 1 TEDESCO E INGLESE Da 2 a 4 LADINO 1 RELIGIONE 2 LABORATORI 2 Nelle ore facoltative sono proposte attività di approfondimento e arricchimento dell offerta formativa: i laboratori. La scuola attiva dei laboratori specifici tenendo conto delle risorse interne ed esterne e degli spazi disponibili. I laboratori vengono realizzati in riferimento ai seguenti ambiti: - attività informatiche - attività di lingue - attività espressive - attività di progettazione - attività motorie e sportive - attività di recupero e potenziamento degli apprendimenti

7 TEMPI PREVISTI Per la messa in opera dell intero Progetto sono previsti 6 anni. 2009/ / / / / /2015 Predisposizione Progetto Preparazione materiale didattico in ladino per la prima classe Attivazione Progetto nella classe prima Preparazione materiale didattico in ladino per la classe seconda Attivazione Progetto nella classe prima e seconda Preparazione materiale didattico in ladino per la classe terza Attivazione Progetto nella classe prima, seconda e terza, scuole di Pozza e Soraga e classe prima per il plesso di Canazei. Preparazione materiale didattico in ladino per la classe quarta Attivazione Progetto nella classe prima, seconda, terza e quarta di Pozza e Soraga, classi prima e seconda di Canazei. Preparazione materiale didattico in ladino per la classe quinta Attivazione Progetto nella classe prima, seconda, terza, quarta e quinta di Pozza e Soraga, classi prima, seconda e terza di Canazei.

8 IL CURRICOLO Il curricolo d insegnamento fa riferimento ai Piani di Studio Provinciali elaborati dai docenti della scuola di Fassa così come indicato nel Progetto d Istituto. È un curricolo flessibile e articolato per competenze. Per sviluppare una competenza occorre in primo luogo promuovere l acquisizione delle conoscenze e delle abilità relative in modo che esse siano disponibili in maniera significativa e fruibile (quando, come e perché). Le discipline di studio sono strumenti che concorrono all apprendimento e alla costruzione di competenze di cittadinanza: cognitive, comunicative, metodologiche, personali e sociali. Alla base del curricolo sta dunque la convinzione che si debba sviluppare una competenza linguistica trasversale, che porti ad una maggiore consapevolezza linguistica e culturale. Il Progetto prevede la normalità del bilinguismo, cioè l uso quotidiano della lingua italiana e ladina come strumento di comunicazione, e la comparazione, laddove risulti possibile, anche con le altre lingue apprese (tedesco e inglese). Il materiale didattico è predisposto dal personale dell OLFED e visionato dal personale competente de l Ofize per i Servijes Linguistics e Culturèi del Comun General di Fascia e dall ente scientifico preposto per la lingua ladina Istitut Cultural Ladin de Fascia. OBIETTIVI Il fine è quello di costruire un modello educativo bilingue di alta qualità, che trovi il consenso delle parti coinvolte, una forte motivazione da parte delle insegnanti e che possa diventare modello di buone pratiche educative in un contesto plurilingue in presenza di lingua minoritaria. L uso del ladino come lingua veicolare si propone come obiettivo generale lo sviluppo delle competenze linguistiche ricettive e produttive degli alunni sia nella lingua italiana che nella lingua ladina, partendo dal presupposto che una

9 corretta alfabetizzazione nella lingua madre costituisca un fondamentale elemento di integrazione del soggetto che apprende nella società e nella scuola e consenta di ricondurre le diverse lingue presenti nel curricolo nell ambito dell educazione linguistica e dell educazione alla comunicazione. Per gli obiettivi specifici si fa riferimento ai Piani di Studio Provinciali elaborati dai docenti della scuola di Fassa così come indicato nel Progetto d Istituto. ATTIVITÀ Le attività proposte saranno soprattutto coinvolgenti, affinché il bambino possa sentirsi gratificato e quindi ben disposto a sperimentare, attività basate su un approccio ludico ed operativo che coinvolga tutti i sensi, così da rispettare i diversi stili cognitivi presenti nella classe. È indispensabile che i bambini si sentano rispettati, ognuno nella propria diversità, dalle persone con cui interagiscono. Alla base del curricolo della classe trova posto, dunque, l educazione all affettività e lo sviluppo di competenze personali che facilitano azioni di collaborazione e aiuto reciproco. Si prevede di utilizzare la lingua ladina per l insegnamento/apprendimento delle seguenti discipline: storia, geografia, scienze, informatica, musica, arte e immagine, movimento e sport, ladino per un totale di 10 interventi. Ci si avvale altresì del ladino come lingua abituale in tutti i momenti extradidattici (ricreazione, mensa, spostamenti all interno e fuori dall edificio, ecc.). Con i bambini non ladinofoni l insegnante introdurrà la lingua di minoranza in maniera graduale, ripetendo eventualmente più volte il discorso e servendosi, solo se necessario, della traduzione italiana. L insegnante inviterà anche i bambini ladinofoni a insegnare e usare il ladino nell interazione fra compagni; anche l interazione fra gli insegnanti dovrà avvenire possibilmente in ladino. Al fine di sensibilizzare i bambini all importanza della lingua di minoranza vengono valorizzate la diversità culturale e linguistica dei ladini e l identità.

10 METODOLOGIA Il percorso che caratterizza le classi della scuola bilingue considera la lingua un veicolo di comunicazione, quindi di rapporti interpersonali, di descrizione di esperienze concrete, di cultura. La lingua è legata ai compagni e alle maestre e sarà utilizzata, oltreché nelle specifiche discipline, in tutti i tempi interscolastici (sul corridoio, in cortile, durante le uscite, ecc.) Gli alunni vengono guidati a lavorare intorno a un progetto che abbia una sua rilevanza, non solo all interno dell attività scolastica, bensì anche fuori di essa. Si favorisce dunque l interiorizzazione del senso di quello che si apprende a scuola, cioè del fatto che conoscenze e abilità apprese in tale contesto hanno un ruolo e un significato, possono servire per raggiungere uno scopo. Si propongono situazioni e compiti che gli alunni sono in grado di comprendere, ma non ancora capaci di trattare con le conoscenze e abilità che già possiedono. Inoltre, avendo a che fare con situazioni moderatamente nuove e complesse, si favorisce lo sviluppo di atteggiamenti e capacità di lavoro in condizioni di incertezza. RISORSE Le insegnanti sono supportate da: - l OLFED - l Istitut Cultural Ladin - il Comun General de Fascia - Ofize per i Servijes Linguistics e Culturèi - esperti esterni: prof. Fabio Caon, Università Ca Foscari di Venezia; prof.ssa Barbara D Annunzio, Università Ca Foscari di Venezia; prof.ssa Barbara Gramegna, Università Ca Foscari di Venezia.

11 VERIFICA Naturalmente l intero Progetto di sperimentazione viene monitorato, fase per fase, attraverso la somministrazione ai bambini di test specifici per verificarne gli apprendimenti. Sono previsti inoltre degli incontri e dei focus group tra le insegnanti coinvolte nella sperimentazione, i responsabili dell OLFED, e la Commissione Grop de lurier in un ottica sia valutativa del percorso che propositiva. Del Grop de lurier fanno parte esperti esterni con particolare competenza nell ambito della valutazione dei percorsi formativi, i quali propongono: - monitoraggio e supervisione del percorso di immersione linguistica - osservazione in classe - restituzione formativa ai docenti delle osservazioni in classe degli strumenti di monitoraggio - analisi dei dati raccolti attraverso gli strumenti Il percorso è stato inserito a pieno titolo nel progetto del Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca LSCPI: Lingue di scolarizzazione e curricolo plurilingue e interculturale

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