Fondi per le infrastrutture, fondi

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1 RAPPORTO Fondazioni bancarie, merchant bank del sociale Sono iniziative di "mission related investment"realizzati attraverso l'allocazione delpatrimonio stabile hanno un obiettivo di ritorno sociale Sgr, la leva delle merchant bank del sociale Dai fondi per le infrastrutture ai fondi di private equity è un fiorire di iniziative che rafforzano il ruolo delle Fondazioni quale terzo pilastro dello sviluppo. E la trasformazione dello statuto della Cassa depositi e prestiti, con la creazione di società di risparmio, potrebbe fare da volano PAOLAJADELUCA Fondi per le infrastrutture, fondi per la dotazione di capitale di rischio nelle partnership pubblico-privato, fondi dì fondi di private equity a sostegno delle piccole e medie imprese, fondi per l'housing sociale, è tutto un fiorire di iniziative chenelgiro dipochi anni promettono di fare delle Fondazioni bancarie vere e proprie merchant bank del sociale. La trasformazione dello statuto della Cdp, la Cassa depositi e prestiti, della quale le Fondazioni bancarie sono azioniste al 30 percento, potrebbe, anzi dovrebbe, fare da volano a questa metamorfosi. L'autorizzazione a creare Sgr, società di gestio - ne delrisparmio, come Cdpi, destinata a&'housing sociale e, prossimamente, quelle che nasceranno dal neonato fondo per le Pmi - le due grandi novità dell'ultimo anno - rappresentano infatti uno strumento per consolidare un modello di sviluppo orientato a quello che gli esperti chiamano venture phikmtrophy, un termine sotto il quale si raccoglie più genericamente il concetto di un investimento istituzionale finalizzato al sociale ma senza perdere di vista l'ottica del rendimento. UnodegliesempilooffreTT venture, il fondo per il trasferimento deirisultatidellaricercatecnologica dalle università eleimprese, promosso dalla Cariplo, di Cuneo, di Forlì, di Teramo e Parma in collaborazione con la camera di commercio di Milano. Con una ^ ^ dotazione inii senni ziale di 60 xs^ia _ dintenrento nidieuropuntaa dall'edilizia «^ ^ popolare cadialmenolso, ai più innovativo capace ^ veico. nanotecnologie larealtre500mi. lioni tra prestiti bancari e partner industriali e finanziari. E' evidente il ruolo dimoltiplicatore di risorse che questo tipo di investimenti può avere in quei settori dove, come per la ricerca scientifica, gli stanziamenti pubblici sono in calo. Ma che non perdono il loro valore strategico per l'industria e la competitività di un paese. Al mondo della ricerca le Fondazioni scientifiche hanno destinato, secondo i dati Acri relativi a!2008,ill5percento delle loro erogazioni. Ma si tratta di donazioni pure. Il discorso cambia quando si tratta di mettere in moto formule innovative: i cosiddetti mission-related investment. «Si tratta di investimenti finanziari, realizzati quindiattraversol'allocazionedelpatrimonio stabile, non della quota di esso dedicato all'attività erogatoria, il cui obiettivo non sia solo quello di un ritorno economico, ma anche di un ritorno sociale coerente con la missione della fondazione», racconta David Dal Maso, presidente di Avanzi Sri Research, osservatorio privilegiato per lo studio delle attività di finanzaeticaedi impresa a responsabilità sociale sostenuta. Le grandi Fondazioni si sono già attrezzate. Simuovein questa direzione il Programma Housing della Compagnia di San Paolo, partito nel 2006, che sta realizzando residenze temporanee nelle aree di Porta Palazzo e di San Salvano a Torino e partecipa ad altri interventi in network con fondazioni vicine, come la Crtela di Cuneo. Mala Compagnia di San Paolo ha attivato mission related investment anche in altri settori, dove è possibile usare la leva del private equity, legati allosviluppolocaleetecnologico: è presente in Innogest, la più grande Srg nel campo del venture capital, in Piemontech, a sua volta partecipata da varie istituzioni e investitori locali. E' inoltre tra i sottoscrittori delfondo PPP Italia, fondo chiuso di investimento specializzato in progetti di partenariato pubblico-privato. «Partecipiamo attravero Fondaco Sgr, controllata da Compagnia di San Paolo, insieme a Cariparo e Carisbo. In generale abbiamo costruito meccanismi finanziari consentano di tenere sotto controllo e bilanciare i rischi», raccontapiero Gastaldo, segretario generale Compagnia di San Paolo. L'investimento della fondazione non è quasi mai diretto, come provano i casi di venture philantrophy d'oltreoceano, che vedono la municipalità di New York tra le prime a cimentarsi in questo ambito. «Più frequentemente, avviene attraverso uno strumento, per esempio, un fondo - spiega Davide Dal Maso- il che consente di suddividere ilrischioe di accedere a professionalità non banali, necessarie per esempio nell'analisi del businessplan delle imprese che si va afinanziare». La crisi non ha risparmiato le Fondazioni, che ora aspettano con ansia le assemblee bancarie nelle quali si decidono gli eventuali dividendi, uno dei proventi chiave, dai quali dipende il mantenimento del patrimonio, obiettivo che le Fondazioninon possono perdere d'occhio proprio per le loro finalità istituzionali. A questo fine i mission related investment possono rivelarsi strategici per bilanciaregli alti ebassi del mercato. Soprattutto se individuano settori dall'elevato potenziale di sviluppo. Cornei! campo dell'energia, anche alternativa, e delle utility, verso le quali molte Fondazioni si sono mosse. La Cri. per esempio, ha partecipato per sei anni all'erogazione di fondi nel progetto Firenze Hydrolab, programma di ricerca avanzata per la produzione, immagazzinamento ed utilizzazione dell'idrogeno come vettore energetico: un progetto ritenuto talmente valido da aver dichiarato la disponibilità a sostenere, nei primi anni, l'avvio delprogetto stesso. Investimenti anticiclici è la parola d'ordine di Monte dei Paschi, con un comparto immobilizzato rivolto alla sottoscrizione di strumenti o veicoli ad alto contenuto innovativo. È questo il caso, ad esempio, della partnership tra Cassa depositi e prestiti, Toscana Innovazione, F2i, Sator e Clessidra. C e poi la partecipazione in Finanziaria Senese di Sviluppo, in Sansedoni, società di gestione e sviluppo immobiliare; infine nella tenuta Fontanafredda, a Barolo, un tempo di Banca Mps, oggi della e di due soci privati, uno dei quali è Oscar Farinetti, it'signoreataly". La Mps in partnership con la Scuola Normale di Pisa ha anche avviato la costituzione della società Siena Nanotech, che avrà sede a Poggibonsi, specializzata nel trasferimento tecnologico di nuove scoperte nell'ambito delle nanotecnologie. Ma il successo del venture philantrophy non si misura in soldi. «L'aspetto interessante è che da questi investimenti possa essere ricavato un dividendo "misto", dato da una componente economica e da una socio-ambientale», afferma DalMaso. Come dire, una eventuale riduzione del rendimento finanziario è comunque sempre compensatadaibeneficisociali.e'quello che fa la differenza tra un investimento in termini di stakeholder, da quello da puro shareholder. Il tema del dibattito attuale, alla luce della tempesta finanziaria globale. ACRI - SISTEMA FONDAZIONI Pag. 3

2 Il patrimonio Le prime 6 fondazioni bancarie; anno 2008, in miliardi di euro C.R. Provincie Lombarde Monte dei Paschi di Siena' San Paolo di Torino C.R.Verona Vicenza 8.A. C.R. Torino C.R. O al netto deff avario oe 3^3: GIUSEPPE GUZZETTI Presidente Acri e presidente Cariplo CARLO GABBI Presidente Cariparma frale protagoniste della nascita di TTVenture OLTRE LE DONAZIONI Questi investimenti non toccano il capitale destinato alle erogazioni I principali settori beneficiari delie erogazioni Fondazioni bancarie, in % Beni e attività artistiche Ricerca istruzione e formazione Volontariato, beneficenza Sviluppo locale Salute pubblica 30,6 ACRI - SISTEMA FONDAZIONI Pag. 4

3 LA NOVITÀ Borsa italiana si propone come socio dei fondo per le Pmi Un sostegno per le realtà minori che intendono crescere soprattutto con l'occhio rivolto ai mercati esteri Unnuovofondoperlepiccoleemedie imprese lanciato dal Tesoro e partecipato dalla Cdp, Cassa depositi e prestiti, e dalle tre principali banche italiane. La nuova iniziativa si inserisce nel piano di trasformazione della Cdp, i cui azionisti sono il ministero dell' economiae 66 fondazioni exbancarie con il 30% di quote che, grazie alle recenti modifiche statutarie consentiranno alla società guidata da Massimo Varazzani di estendere ulteriormente l'operatività. In particolare, la società potrà partecipare a fondi comuni di investimento il cui oggetto sociale realizzi i fini istituzionali della Cdp. L'operazione dovrebbe avvenire principalmente attraverso lacostituzione difondi difondi, ma è previsto anche l'ingresso di mi- Fondazioni bancarie, gii attivi noranzanel capitale, il co-investimento inaiti i fondi e finanziamenti subordinati convertibili. Il costituendo fondo italiano di investimento per le Pmi, destinato a fare da volano allo sviluppo del territorio, è uno dei primi esempi della nuova rotta imboccata dalla Cdp. Il Fondo italiano di investimento per le Pmi è finalizzato alla ricapitalizzazione delle aziende con fatturato tra 10 e 100 milioni di euro che puntano ad accrescere le loro quote di mercato, soprattutto all'estero. A sottoscrivere il primo miliardo del fondo saranno Cdp, Unicredit, Mps e Banca Intesa, per una durata massima di 14 anni. L'obiettivo ambizioso è di arrivare a un capitale di 3 miliardi di euro. La costituzione della Sgr, società di gestione del fondo è prevista per metà di febbraio e l'inizio degli investimenti per fine giugno. In vista, ci sono altre novità: secondo ì rumor si profila come prossimo socio Borsa italiana. (r.r.) ACRI - SISTEMA FONDAZIONI Pag. 5

4 I nuovi mecenati che non badano a spese per l'arte Moltissime Fondazioni investono nell'acquisto e nella salvaguardia di dipinti, sculture, collezioni archeologiche. E nel restauro di antichi palazzi. Nelle loro sedi, trasformate spesso in autentici musei privati, custodiscono capolavori dei secoli passati ma non trascurano nemmeno gli artisti moderni ed emergenti LUDOVICO PRATESI Per anni hanno acquistato opered'arte,conloscopodi documentare la storia e le personalità più interessanti e vivaci delle regioni italiane. Così le fondazioni bancarie hanno creato un patrimonio di inestimabile valore, costruito nel tempo con pazienza e dedizione. Una maniera di inve - stire sull'arte generosa e sapiente, che permette oggi ad alcune città della penisola di avere veri e propri musei privati, gestiti con cura e attenzione. Occorre ricordare infatti che delle 88 realtà censite dall'acri (Associazione fondazioni e casse di risparmio), più della metà investe nell'arte, ma non sempre per costituire una propria collezione. Così ci sorto istituzioni che possono vantarsi di avere trasformato le proprie sedi in musei, dove vengono organizzate mostre temporanee, come la, la Carisbo di Bologna, la Monte dei Paschi a Siena o la Carisma di Macerata, mentre altre custodiscono i propri capolavori d'arte senza impegnarsi in eventi espositivi. Ma quali e quanti sono i tesori delle fondazioni? In che modo queste istituzioni hanno tenuto alto per decenni il vessillo dell'arte italiana in un paese dove il collezionismo pubblico per troppo tempo non è stato né attivo né lungimirante? Cominciamo dal contemporaneo, rimasto negletto nella gerarchia degli acquisti effettuati dallo Stato fino agli anni Novanta, quando è stata finalmente aggiornata la collezione della Galleria Nazionale d'arte Moderna e avviata quella del MAxxi, il Museo delle Arti del Ventunesimo Secolo. In questo settore la parte del leone spetta alla CRT di Torino, che nel 2000 ha costituito un organo espressamente dedicato all'arte moderna e contemporanea per arricchire e valorizzare il patrimonio artistico piemontese. Presieduta da Fulvio Gianaria, si avvale di un comitato scientifico composto da cinque direttori di museo, che suggeriscono le opere da acquistare, esposte nei due più importanti musei pubblici della città sabauda, la Galleria d'arte Moderna e il Castello di Rivoli. La raccolta della CRT riunisce circa250operediartistiitalianied internazionali dalsecondo dopoguerra ad oggi, che vanno dai dipintiastrattidicarlaaccardi, Piero Dorazio e Gastone Novelli ai Concetti Spaziali di Lucio Fontana, dalle sculture dei protagonisti dell'arte Povera come Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Mario Merz o Luciano Fabro ai dipinti dei "transavanguardisti" Enzo Cucchi e Mimmo Paladino, fino ai linguaggi più contemporanei come la fotografia, rappresentata da opere di maestri come Luigi Ghiri e Mario Giacomelli ma anche da artisti delle ultime generazioni come Thomas Ruffo Paola Pivi. Molto presente nel versante del contemporaneo è anche la Carisbo a Bologna, presieduta da Fabio Roversi Monaco, mecenate e appassionato d'arte, impegnata in un programma denso di attività espositive dedicate ali ' arte d'oggi che si tengono in varie sedi, dal palazzo Saraceni alla chiesa di San Giorgio in Poggiale, dove il 21 gennaio si è inaugurata un'installazione permanente di Claudio Parmiggiani. La collezione della Carisbo va, comunque, dal Seicento al contemporaneo, e annovera alcuni capolavori come La Sibilla Samia (1651) del Guercino, Dimostrazione del XX Settembre (1915) di Giacomo Balla, Dorma vicina al tavolo (1937)diFeliceCasoratioInterior Garden di Francesco Clemente. Altrettanto variegata la raccolta della, presieduta da un altro amante dell'arte, il professor Emmanuele Emanuele, nominato pochi mesi fa presidente dell'azienda Speciale Palaexpò. Esposta al Museo del Corso, dove il prossimo 16 febbraio si inaugura un'ampia mostraantologicadedicataalpittore americano Edward Hopper, comprende una Deposizione del manieristafrancesco Salviati, un intenso ritratto della principessa Ludovisi di Pompeo Batoni e un grazioso ritratto di famiglia di Armando Spadini. Grande attenzione all'arte anche nella fondazione di Venezia, che da più di un secolo lega le sue acquisizioni alla Biennale, ed ha raccolto un insieme di dipinti firmati da maestri come Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Felice Carena, Emilio Vedova e Giulio Turcato, oltre ad una pregevole raccolta di vetri d'artista. Così come alla Cariplo, che Fin dal 1823 colleziona arte, dai marmi antichi ai dipinti barocchi e neoclassici, per un totale di più di 200 opere. Più tradizionale la collezione della fondazione Monte dei Paschi di Siena, che riunisce 51 dipinti antichi, tra i quali una splendida Madonna col Bambino, capolavoro del primo Trecento attribuito a Segna di Bonaventura, allievo di Duccio da Buoninsegna. Degna di nota è anche l'attività delle fondazioni legate a città di provincia, che svolgono un ruolo di testimoni e garanti _, T delle correnti ****,e 9f tì artistiche legate amedanclw al territorio, cod, 2 T h,c,a me la Carisma raccolgono che ha sede nel '"J525? palazzo Ricci a suiiemiono Macerata, dove sono esposti alcuni rari dipinti di Scipione ( uno dei protagonisti dell'arte italianatrale due guerre) o la fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, che ha allestite nei saloni di palazzo Montani Arnaldi un itinerario dell'arte marchigiana e non solo dal Trecento al Novecento, che va dai dipinti alle ceramiche, dalle incisioni ai libretti di Gioacchino Rossini. Una missione perfettamente compiuta dalla fondazione Banco di Sicilia, che ha sede a Palermo, nella villa Zito, dove custodisce collezioni archeologiche e numismatiche, oltre ad una pinacoteca con 120 dipinti di scuola siciliana dell'ottocento e 150 del Novecento. Originale infine la raccolta della fondazione Banco di Napoli, dedicata principalmente a documenti d'archivio di scritture patrimoniali e bancarie: un altro modo per conservare la storia della propria città. Le quotazioni Andamento dei prezzi òtóisasters Fonte: ArtIndex&!arf<ét ACRI - SISTEMA FONDAZIONI Pag. 6

5 Lepartecipazioni'bancarie sono ancora cresciute grazie alk sottoscrizione degli aumenti di capitale Sono quelli lanciati da numerosi colossi del credito per far fronte alla crisi globale dell'economia I proventi delle Fondazioni bancarie Composizione % 100 WALTER GALBIATI I Altri proventi ordinari e straord. I Ris. gestioni gestione fìnanz. "t Dividendi abte pariedp. Ré. gestione patrimoniali Si Dividendi da Conferttaria Milano Lo dice il loro nome, Fondazioni di origine bancaria. E non è quindi un caso che la maggior parte del patrimonio di questi enti sia investito per lo più nelle banche del nostro Paese. Del resto i nomi delle principali protagoniste del settore figurano trai socidicontrollo dei colossi del credito italiani. Sono la Cariplo, la Monte dei Paschi, la Compagnia di San Paolo, la Cassa di Risparmio di Verona e la Cassa di Risparmio di Torino. Nelle loro mani è concentrato una buona fetta del capitale di Unicredit e IntesaSanPaolo, i due più grandi player nazionali e del Monte dei Paschi. Nel complesso, secondo un rapporto dell'acri (l'associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio spa), agli 88 enti del settore fanno capo partecipazioni bancarie per 18,9 miliardi di euro e rappresentano il 32,4% del totale attivo dei loro bilanci contro il 25,9% del Laquotaècresciuta pervia della sottoscrizione dei numerosi aumenti di capitale che le banche hanno dovuto lanciare nel 2008 per rafforzare i propri patrimoni a seguitodellacrisi finanziaria che ha minato le basi dell'economia mondiale. Ma anche per l'andamento dei mercati che ha inciso negativamente sul valore di altre poste dell 'attivo. E in cosa investono di altro le Fondazioni bancarie? Ben il 63,7% delle attività fruttifere, pari a 37,3 miliardi di euro è investito in strumenti finanziari: 25,3 miliardi sono attività finanziarie gestite in proprio o tramite terzi, 11,3 miliardi partecipazioni in società diverse dalla conferi - tariae0,7miliardi investimenti in società strumentali. Gli investimenti in attività immobiliari sono invece poco più dell' 1 % dell'attivo. V. il bilancio 2008 della ( Cariplo, per esempio, fa ben comprendere quali siano gli investimenti tipo degli enti. Alla fine dell'esercizio il patrimonio netto della era investito per il 66,7% in investimenti indiretti (soprattutto fondi), per il 31,28% In partecipazioni, per 1' 1,8% in obbligazioni a tassi agevolati ("mission connected investments") e per lo 0,22% in opere d'arte, Immobili strumentali e beni mobili strumentali. Per quanto riguarda l'asset allocation, il 19,44% era in strumenti di mercato monetario, Der il 37,34% in strumenti obbligazionari, per il 34,45% nel comparto azionario Euro ed ùifine per l'8,78% nel comparto azionario extra-euro. Come tutti gli investitori, quindi, anche le fondazioni devono non solo conservare il patrimonio, ma anche cercare di farlo fruttare per finanziare le attività di cui sono sponsor. E, stando alle previsioni di una delle più importanti cased'affari svizzere, la Ubs, il 2010 potrebbe essere un annodi soddisfazioniperil principale asset delle Fondazioni, le banche. Secondo gli analisti dell'istituto svizzero, quello appena iniziato sarà un anno con i primi mesi caratterizzati dabassi tassi di interesse, ridotta crescita degli impieghi e aumento dei crediti in sofferenza. Ma con una seconda parte dell 'anno in cui con la ripresa dei tassi di interesse, le banche tornerannoacrescere.dopodueanni di contrazione degli utili, le attese sono per una ripresa nel 2010 e nel Secondo Ubs, un aumento dei lassi dell' 1 % avrebbe un impatto positivo sugli utili del 12% e del 5% sui margini di interesse. Il che significa un possibile aumento dei dividendi. Molti economisti credono poi che la congiuntura porterà con con sé anche le Borse: i dieci maggiori gestori americani prevedono per esempio che Wall Street salirà dell'i 1% nel 2010, mentre il principale colosso del credito Usa, Bankof America, calcola che, nonostante i rialzi del 2009, i prezzi delle azioni siano tutt'ora sotto la media dell'ultimo decennio in rapporto agli utili. I proventi delle Fondazioni bancarie Composizione % 100 i Altri proventi ordinali e straord. i Ris. gestione inv. fìnanz. r Dividendi B Ris. gestione patrimoniali a Dividendi da Conferitarta ACRI - SISTEMA FONDAZIONI Pag. 8

6 Social housing, la lunga partenza ora i progetti possono decollare Il miliardo messo a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti fa scattare la corsa degli enti locali ai progetti di costruzione di case da dare in affitto calmierato: ce ne sono già 7-8 ai blocchi di partenza Gli alloggi in affitto sullo stock residenziale In % sul totale ADRIANO BON AFEDE X Etutto un fiorire di iniziative. Il prossimo decollo del Fondo nazionale della Cassa depositi e prestiti per l'housing sociale, che parte con una dotazione iniziale di 1 miliardo di euro, sta stuzzicando l'interesse di Comuni e privati. Quel fondo, infatti, potrà investire in iniziative locali fino al 40 per cento del costo dell'iniziativa, e certo questo rende desiderabile approntare un'operazione per la costruzione di case a basso costo da destinare all'edilizia sociale. Ci sono almeno 7-8 progetti già a livello avanzato, sparsi fra Piemonte, Veneto, Marche, Lazio Toscana, Campania, Puglia. Secondo la Housing Sociale (l'organismo che fa capo alla Cariplo e opera a livello lombardo ma da poco ha allargato la sua operatività su scala nazionale) nell'arco di un anno- un anno e mezzo molti di questi progetti partiranno. «Certo - spiega Sergio Urbani, consigliere delegato della - bisogna considerare che gli iter per la realizzazione di progetti di social housing sono sempre lunghe, dovendo tener conto della complessità urbanistica e sociale, mentre direi che la parte finanziaria si può risolvere in tempi abbastanza brevi, soprattutto adesso che è.. T partito il primo Interessate fondo della giovani coppie cassadepositie e chi non può prestiti E senza permettersi considerare l'acquisto che è ^, avoro di un alloggio un ^ ^ & tecnici al ministero delle Infrastrutture per indire una procedura che selezioni altre sgr che creino fondi nazionali, da aggiungersi a quello della Cdp». Le previsioni della stessa Cassa depositi e prestiti dicono che il solo fondo della Cdp potrà mettere in moto iniziative pari a 5 miliardi. Le speranze sono davvero tante, anche perché è dagli anni Ottanta che è di fatto ferma l'edilizia sociale. I costruttori, da parte loro, hanno cercato in questi anni di andare incontro alle esigenze di chi non può spendere molto, di fatto riducendo le superna e rendendole più funzionali. Ma certo questo non può bastare ad affrontare i problemi di chi non arriva neppure a pagare non tanto un mutuo quanto un canone. L'operazione di social housing può risolvere il problema delle giovani coppie e di quanti non possono permettersi l'acquisto di una casa offrendo, a prezzo calmierato, un canone di affitto. Tuttavia questa operazione, per quanto bella sulla carta, non è di facile attuazione. Sono numerosi gli "attori" che devono intervenire. Prima di tutto, ovviamente, i Comuni. Si sa che ormai da tempo hanno dovuto ridurre gli investimenti per rispettare il "patto di stabilità". Questa del social housing è una buona novità per gli enti locali. Infatti qui di soldi se ne devono trovare pochi. Infatti normalmente ci si mette d'accordo con i privati che possiedono le aree. I privati cedonoalcomunerareain cambio della riserva di edificabilità di una parte (in genere il per cento) del totale. Poiarrivailmomento di coinvolgere tutti coloro che metteranno dei soldi o realizzeranno l'opera (Fondazioni bancarie, ex Iacp, cooperative, imprenditori edili, ecc.). Il fatto che d'ora in avantipotranno arrivare anche soldi dal Fondo della Cassa depositi e prestiti (e da altri eventuali futuri fondi privati al tal scopo costituiti) sarà un ulteriore elemento di spinta positiva. C ' è una domanda di fondo : visto che si tratta di case che devono costare poco, e rendere poco, come si trova la quadratura del cerchio visto che rutti i soggetti vorranno comunque realizzare dei guadagni? Sì, è vero, qui nessuno vuole "regalare" i quattrini. Però è vero che ci sono molti soggetti, a cominciare dalla Cassa depositi e prestiti, che svolge un ruolo istituzionale, che si accontentano di poco. Ovvero di una remunerazione al di sotto della media di mercato. La stessa Cassa deve remunerare i correntisti postali, ma si sa che questa raccolta ha un costo minore della media del mercato. Anche le Fondazioni bancarie - molto importanti a livello locale dove si progettano e si pensano gli interventi - si accontentano di una remunerazione bassa. E così forse anche gli ex Iacp. Per quanto riguarda i Comuni, abbiamo già mostrato che il loro intervento è fondamentale perché mette a disposizione l'area su cui si costruirà in modo da evitare le lungaggini burocratiche degli espropri e le inevitabili contestazioni sul prezzo di acquisizione. Fatto questo, anche i Comuni possono sottoscrivere le quote del fondo locale che promuoverà l'iniziativa di costruzione, ma anche loro avranno diritto a una piccola remunerazione. Imprenditori e cooperative di costruzione pretenderanno la loro giusta remunerazione per la loro attività, ma all'interno di un quadro di compatibilità. Mettendo (faticosamente) insieme tutti questi tasselli il social housing è fatto. FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA Pag. 10

7 Milano Le attese sono per le assemblee delle banche che si terranno tra aprile e maggio. Saràinquell'occasionechesi decideranno i dividendi da distribuire ai soci per l'anno in corso. E le attese sono soprattutto delle Fondazioni bancarie, che come dice lo stesso nome, contano soprattutto sulle remunerazioni delle partecipazioni negli istituti di credito per distribuire sul territorio la loro munificenza. Gli ultimi dati disponibili sono relativi al E i bilanci par- lano di rendimenti tutto som mato decenti, visti il terremoto che ha colpito il settore dopo il fallimento Redditività in calo per la crisi La speranza del recupero si attende dalle assemblee delle banche di aprile e maggio di Lehman Brothers. I proventi totali (generati dalla somma dei proventi ordinari e straordinari) sono stati di 3,2 miliardi di euro, in calo del 19,4%rispettoai3,95del2007.La redditivitànettamediadelpatrimonio complessivo delle Fonli totale dei flussi è in discesa ma i dividendi da conferitane sono aumentati dazioni passa dall'8% al 5,4%, ma se si prendono in considerazionesololepartecipazionibancarie a valore di libro si registra un tasso medio di rendimento in aumento dal 14,8% del 2007 al 15,7%. Lo spaccato dei proventi conferma la tenuta e la validità degli investimenti nelle banche, nonostante la legge abbia imposto una riduzione alle Fondazioni. Sebbene il totale dei flussi ordinari delle Fondazioni, pari a 2,6 miliardi, sia diminuito del 31% circarispetto all'esercizioprecedente, i dividendi derivanti dalle partecipazioni nelle conferitarie (circa 2,3 miliardi) sono aumentati del 15% e, nella composizione totale dei proventi ordinari, la loro incidenza è passata dal 51,4%al78,5%.Iproventi straordinari sono stati pari a 546,6 milioni (contro i 131,6 milioni del 2007). A soffrire sono state le gestioni patrimoniale individuali e gli altri investimenti finanziari. (w.g.) FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA Pag. 11

8 Dodici milioni per l'abruzzo la solidarietà è la parola d'ordine Li hanno stanziati le Fondazioni bancarie, un modello soprattutto italiano. All'estero infatti i veri protagonisti sono i privati: grandi filantropi e fondi costituti su base locale BILLGATES La Bill& Melinda Gates è la più grande al mondo con 28 miliardi di patrimonio Fondazioni bancarie, erogazioni tra pubblico e privato Quota % degli importi gg Enti privati gj Enti pubblici *. - Fonte' Acri 62,7 63, ROBERTO IMBOTTA Presidente della Carispaq, Cassa di risparmio della provincia dell'aquila Atti di liberalità in tanti settori che vanno, tra l'altro, dal sociale alla ricerca LUIGI DELL'OLIO Milano Dodici milioni per l'abruzzo. A metà gennaio l'acri, che rappresenta le fondazioni di origine bancaria, hamesso a disposizione dodici milioni di euro suddivisi tra un'iniziativa di sistema per le università, le istituzioni culturali e le realtà produttive locali e singoli progetti sostenuti dalle fondazioni aderenti. Sei milioni sono stati raccolti direttamente attraverso un progetto Acri, gli altri sei da un gruppo di fondazioni, capitanate da Carispaq, la fondazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'aquila, dalla fondazione Pescarabruzzo e dalla Carichieti. Un'iniziativa che ha confermato il ruolo svolto da queste realtà non profit. Secondo il consuntivo 2008 dell'acri, le 88 realtà aderenti all'associazione possono contare complessivamente su un patrimonio di 48,85 miliardi di euro (+0,2% sul 2007). Attraverso gli utili derivanti dai propri investimenti (in primis le partecipazioni azionarie negli istituti di credito),questisoggettiognianno erogano gratuitamente intorno al miliardo e mezzo di euro. «Laparticolarità delle fondazioni di origine bancaria spiega Stefano Marchettini, direttore generale dell'acri stanelfatto che intervengono con atti di liberalità in una pluralità di settori che vanno dall'arte alla cultura, dalla ricerca alla formazione, al sostegno alle categorie sociali deboli, allo sviluppo delle comunità locali, tramite progetti realizzati sia direttamente, sia da soggetti terzi privati o pubblici, purché non profit». Unpesochenonhaparinelresto dell'occidente. «Ci sono realtà simili in alcuni paesi europei come la Germania e la Svezia, ma non raggiungono le dimensioni riscontrate in Italia», spiega Gianpaolo Barbetta, docente di Economia dei sistemi di welfare all'università Cattolica. «Tuttavia altrove sono molto sviluppate le fondazioni private, nate da patrimoni privati o delle aziende, che invece nella Penisola hanno un peso marginale». Barbetta attribuisce quest'ultimo aspetto a due ordini dimotivi: «Innanzitutto c'è una ragione culturale: la filantropia è più avvertita in altri paesi occidentali e questo ha spinto diverse multinazionali a creare fondazioni già molti anni fa. In secondo luogo, questo realtà nascono soprattutto in occasione dei passaggi generazionali, quando 0 patrimonio viene suddiviso tra molti eredi». Una strada finora percorsa solo da poche aziende in Italia e che trova riscontro nella ricerca "Family Foundation Philantrophy" realizzata dalla Cass Business School di Londra, mettendo a confronto la situazione nel nostro paese, in GranBretagna, Germania e Stati Uniti. Il quadro che emerge vede, da noi, solo poche fondazioni private degne di nota: tra le altre, Giorgio Cini, Pierfranco e Luisa Mariani, Giovanni Agnelli, Benetton Studi e Ricercha, Silvio Tronchetti Provera. «Realtà non paragonabili a quelle statunitensi, dove le fondazioni vengono scelte per l'impatto che esercitano sul pubblico e per la capacità di indurre cambiamenti sociali, grazie alla loro indipendenza e alle risorse sociali e finanziarie su cui possono contare riflette Deborah Bolognesi, una delle autrici Nella nostra ricerca abbiamo invece trovato grandi difficoltà a reperire informazioni, segno di una scarsa aperturaalconfronto e dipocaattenzione verso l'apprendimento delle migliori pratiche internazionali». Proprio negli Usa ha sedelapiùgrandealmondo.la Bill & Melinda Gates, creata dal fondatore di Microsoft e dalla moglie, con un patrimonio di circa 28 miliardi di dollari, attiva nella ricerca medica, nella lotta all'aids e alla malaria, nel miglioramento delle condizioni di vita nei paesi in via di sviluppo e nell'educazione. Ma grandi fondazioni private ci sono anche in Gran Bretagna (su tutte la Welcome TrustelaGatsbyCharitable Foundation) e in Germania (Bertelsmann Stiftung). Proprio dagli Stati Uniti, secondo Barbetta, l'italia potrebbe prendere esempio: «Il modello più facile da esportare riguarda le cosiddette community foundation spiegail docente Si tratta di fondazioni che fanno riferimento ai territori e che possono crescere attraverso le erogazioni, anche contenute, di molti soggetti. Negli ultimi anni sono nate le prime realtà di questo tipo nel nostro paese, ma i margini di crescita restano ampi». ACRI - SISTEMA FONDAZIONI Pag. 12

9 Dopo il perìodo di formazione In trenta hanno già ottenuto un contratto Milano Un sostegno finanziario all'avvio di tirocini aziendali per i giovani di Salerno affinché, da questo periodo di conoscenza reciproca, nascano nuove occasioni di lavoro. È il succo del progetto "Job Training" avviato dalla Fonda- zione Cassa di Risparmio Salernitana, dal Comune di Salerno e dall'università locale per combattere la piaga della disoccupazione nel territorio e tamponare l'ondata migratoria verso 0 Nord. I giovani residenti a Salerno, che non debbono avere più di 30 anni ed essere laureati da non più di 24 mesi, possono avanzare la loro candidatura, che viene messa in relazione con le offerte delle aziende. La Salerno, via ad un progetto per il lavoro Si chiama "Job Training": organizza e finanzia tirocini nelle aziende per giovani laureati, nellasuaqualitàdi soggetto gestore e attuatore dei tirocini aziendali, svolge un'attività di direct mailingcon esse. Le aziende ospitantipossono avere sede nell'intero territorio nazionale, ma a fronte di domande in sovrannumero costituisce titolo preferenziale la localizzazione dell'attività nel comprensorio salernitano. In cambio dell'opportunità offerta, le imprese ricevono un contributo di euro, mentre ai giovani vanno 350 euro a titolo di rimborso spese. I tirocini durano tre mesi, eventualmente rinnovabili: 800 le richieste fin qui arrivate e 210 i giovani avviati all'esperienza diformazione sul campo. Per trenta di loro il tirocinio si è già trasformato in un contratto di lavoro. La promozione della formazione in azienda è al centro del dibattito politico: nei giorni scorsi il Governo è stato battuto alla Camera su una mozione del Pd che prevede l'impegno a finanziare l'inserimento di almeno loomila giovani del Mezzogiorno attraverso periodi di stage. (L d. o.) FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA Pag. 14

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