ItaliaOggi Numero 112 pag. 21 del 12/5/2011 Per la mediazione serve l'avvocato Di Gabriele Ventura

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1 ItaliaOggi Numero 112 pag. 21 del 12/5/2011 Per la mediazione serve l'avvocato Di Gabriele Ventura I punti salienti dell'accordo tra alcune componenti dell'avvocatura e il guardasigilli Alfano Legali sempre presenti. E obbligatorietà in base al valore Avvocato necessario nei procedimenti di mediazione e obbligatorietà dello strumento ridotta alle liti di minor valore. Questi i punti principali dell'accordo siglato martedì a notte inoltrata tra il ministro della giustizia, Angelino Alfano, e alcune componenti dell'avvocatura. Un accordo che, se avvallato in pieno da via Arenula, azzererebbe il dlgs n. 28/2010, entrato in vigore solo un mese e mezzo fa. I contenuti dell'intesa (anticipati l'altro ieri da ItaliaOggi) prevedono infatti, oltre all'introduzione dell'assistenza tecnica obbligatoria del legale durante i tentativi di mediazione, un limite pari a cinque mila euro (secondo la proposta della categoria forense) alle controversie per le quali si rende necessario l'esperimento del procedimento di conciliazione. O, in alternativa alla soglia, la fissazione di tariffe graduate. E, secondo quanto riferito a ItaliaOggi da fonti interne al ministero della giustizia, sarebbe proprio questa seconda ipotesi la via che ha più probabilità di essere battuta: cioè l'individuazione di tariffe differenziate, proporzionate al valore della controversia, per l'avvocato che presta assistenza tecnica, mantenendo intatta l'obbligatorietà. Tutte modifiche che potrebbero essere inserite tramite una serie di strumenti legislativi: le ipotesi al vaglio sono un decreto legge ai primi di giugno, un maxiemendamento al decreto sviluppo o il ddl sullo smaltimento dell'arretrato civile in discussione al Senato.Già, perché martedì notte è stata costituita anche una cabina di regia permanente tra il ministro e l'avvocatura per la riduzione dell'arretrato. In pratica, la proposta dei Consigli dell'ordine presenti al tavolo, assieme al Consiglio nazionale forense, prevede l'individuazione di 10 mila avvocati sul territorio che in due-tre anni possano eliminare tutte le 4,8 milioni di sentenze in sospeso. «Oggi ricomincia un cammino comune per il bene della giustizia in Italia», ha affermato il Guardasigilli a termine della riunione, che «porterà grandi risultati ai cittadini nel segno della efficienza della giustizia civile». Un passo importante, quindi, per il Cnf e gli ordini presenti all'incontro (Milano, Roma, Palermo che hanno avviato la trattativa, e ancora Genova e L'Aquila, Torino, Bologna e le Unioni regionali del Triveneto e della Sardegna) che però dovranno fare i conti con l'altra metà della categoria esclusa dal tavolo. L'accordo A esito di una ampia e approfondita discussione terminata a notte fonda», recita la nota del ministero, «il ministro della giustizia, i rappresentanti del Cnf e i presidenti degli ordini e delle Unioni regionali che hanno accolto l'invito a partecipare all'incontro, si è convenuto di introdurre l'assistenza necessaria degli avvocati nei procedimenti di conciliazione obbligatoria e di costituire una cabina di regia permanente tra il ministro e l'avvocatura per risolvere il problema urgente dello riduzione dell'arretrato civile, con il coinvolgimento dell'avvocatura nella giurisdizione, la promozione della negoziazione assistita affidata ai difensori, la introduzione di limiti per valore alla conciliazione obbligatoria o, in alternativa, la fissazione di tariffe graduate». Massima la soddisfazione dei presenti all'incontro, a partire dal Cnf. «Esprimiamo apprezzamento per l'iniziativa del ministro di riaprire il confronto con l'avvocatura», afferma il presidente, Guido Alpa, «obiettivo condiviso, infatti, è quello di dare risposte ragionate al problema dell'efficienza del servizio giustizia». «L'incontro di ieri sera», commenta invece Paolo Giuggioli, presidente dell'ordine di Milano, «ha segnato un punto importantissimo per la riapertura del dialogo tra il ministero della giustizia e il mondo forense, consentendo di porre sul tavolo le questioni più delicate e urgenti riguardanti l'avvocatura e la giustizia e di definire un piano d'azione che i partecipanti si sono impegnati a condurre a termine». Secondo il presidente dell'ordine di Palermo, Enrico Sanseverino, «la cosa positiva è la ripresa di un dialogo costruttivo con il ministero. Non è più tempo di avviare forme di lotta, ma da qui in avanti deve prevalere la volontà di costruire insieme». Il consigliere segretario dell'ordine di Roma, Rodolfo Murra, attacca affermando che con quest'incontro «si è scritta definitivamente la parola fine su una rappresentanza politicoforense che in molti anni di attività ha solo dato vita a proteste inutili non raggiungendo mai alcun risultato concreto». Piena soddisfazione anche da parte del presidente dell'ordine di Venezia, Daniele Grasso. Le proteste degli esclusi.

2 Per il presidente dell'organismo unitario dell'avvocatura, Maurizio de Tilla, con l'incontro di ieri «si è tradito il voto del Congresso nazionale forense di Genova che prevede perentoriamente l'eliminazione dell'obbligatorietà della mediaconciliazione, l'introduzione della necessità dell'assistenza dell'avvocato in tutte le controversie, l'assenza totale di ricaduta della procedura di mediazione sul successivo giudizio da incardinare davanti al giudice». Secondo il presidente dell'aiga, Giuseppe Sileci, «la convocazione ha riproposto con forza il problema della rappresentanza dell'avvocatura. Fra i partecipanti, infatti, c'erano solo i rappresentanti istituzionali dell'avvocatura che esprimono la voce unicamente delle loro realtà territoriali». Duro anche il commento di Ester Perifano, segretario generale dell'anf: «fare una chiacchierata a notte fonda con tre o quattro presidenti di ordine non significa certo riaprire il dialogo con l'avvocatura». ILSOLE 24ORE MILANO - Necessaria l'assistenza dell'avvocato nella conciliazione obbligatoria. Che poi tanto obbligatoria potrebbe non essere. E maggiore coinvolgimento dei legali nello smaltimento dell'arretrato civile. Ha condotto a risultati di rilievo l'appuntamento notturno che ha visto riuniti intorno al tavolo del ministero lo stesso Alfano, i vertici del Cnf e i presidenti di alcuni grandi Ordini forensi (Milano, Roma e Palermo). Un confronto serrato che ha avuto un esito immediato e apre la strada ad altri interventi concordati. Anche perché già la prossima settimana il tavolo verrà riconvocato e si entrerà maggiormente nel merito delle soluzioni tecniche. Il veicolo sul quale fare salire le modifiche alla disciplina della conciliazione, in vigore da neppure due mesi, è già stato individuato: il decreto legge sviluppo al quale verrà aggiunto un maxiemendamento con un denso contenuto sul fronte giustizia. L'esito immediato intanto è rappresentato dalla previsione vincolante della presenza dell'assistenza tecnica fornita dall'avvocato durante tutto il procedimento di mediazione obbligatoria. Una richiesta che da subito era stata avanzata dall'avvocatura, fortemente preoccupata dei possibili abusi che si potrebbero verificare nel corso del procedimento davanti ad organi di mediazione della cui professionalità i legali dubitano. Un'altra occasione sprecata Raggiunto questo primo obiettivo, il confronto si è poi spostato su altre ipotesi che potrebbero essere accolte da parte del ministero, non fosse altro che per provare a disinnescare la bomba a orologeria della futura sentenza della Corte costituzionale che, tra qualche mese, potrebbe cancellare con un tratto di penna aspetti determinanti del decreto legislativo che ha introdotto il tentativo di mediazione come condizione di procedibilità per alcune tipologie di controversie. Innanzitutto, l'obbligatorietà della conciliazione potrebbe essere fortemente attenuata, escludendo tutte le controversie di valore superiore a 5mila euro. Un paletto che, se introdotto, fanno notare al Cnf, permetterebbe di rispettare le disposizioni comunitarie indirizzate ad ammettere una deroga alla mediazione solo per le small claims, le piccole liti. Alfano si è, su questo punto, riservato di effettuare una verifica, anche alla luce dei primi risultati dell'applicazione della normativa, con l'obiettivo di accertare quante cause effettivamente sarebbero escluse e quante comprese. Sul tappeto c'è poi un'altra proposta che punta a introdurre anche nel nostro ordinamento, sulla falsariga di quanto avviene in Francia, la possibilità di dare immediato valore esecutivo al verbale dell'accordo siglato tra avvocati, senza la necessità di alcun passaggio davanti all'autorità giudiziaria. E ancora: Alfano ha concordato sul coinvolgimento dell'avvocatura nel piano di smaltimento dell'arretrato civile. In Parlamento è già stato presentato il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri che prevede di affidare a una task force di 600 magistrati in pensione il compito di aggredire il moloch di 5 milioni e mezzo di cause pendenti. Una forza d'urto che però i legali hanno valutato del tutto inadeguata, anche nelle più favorevoli ipotesi di produttività, a incidere in maniera significativa. Di qui l'invito a mettere in campo anche un pacchetto di mischia di alcune migliaia di avvocati per stendere le sentenza, avendo come ideale modello quanto stabilito anni fa con l'istituzione delle sezioni stralcio. Alfano, al termine della maratona protrattasi nella note tra martedì e mercoledì, esulta: «Abbiamo avuto un incontro con una delegazione importante di presidenti di ordini professionali degli avvocati. Proprio questa notte (ieri notte, ndr), fino alle due del mattino, alla presenza anche del presidente del Cnf, ci siamo orientati per la costruzione di un patto tra il ministero della Giustizia e l'avvocatura che preveda una soluzione molto importante sulla mediazione, in riferimento all'assistenza tecnica degli avvocati e alla partecipazione degli avvocati allo smaltimento dell'arretrato civile. Continueremo a vederci - ha concluso Alfano perché

3 abbiamo individuato una cabina di regia che possa consentire di tenere fermo e stabile il rapporto tra il governo e l'avvocatura». G. Ne. DIRITTO.it Mediazione civile: accordo raggiunto tra Ministero della giustizia e rappresentanti dell Avvocatura In attesa che la Corte costituzionale si pronunci sulla questione di legittimità sollevata in ordine alla obbligatorietà della media-conciliazione dalla prima sezione del TAR del Lazio, il Ministro della giustizia Alfano ha promosso un tavolo programmatico, con la partecipazione di rappresentanti del Consiglio nazionale forense (Cnf), degli Ordini e delle Unioni regionali, per aprire un confronto sulla mediazione civile e discutere circa le possibili soluzioni ai problemi sollevati da una parte dell avvocatura e relativi all applicazione dell innovativo strumento di composizione stragiudiziale delle controversie. Al tavolo, di cui il primo giro di consultazioni si è concluso nella giornata di ieri e al quale non ha partecipato l Organismo unitario dell avvocatura (Oua), secondo cui l unica soluzione possibile consiste nel disporre l abrogazione della obbligatorietà della conciliazione, senza che la procedura di mediazione possa in alcun modo ricadere sul successivo giudizio da incardinare innanzi al giudice, si è discusso dei nodi più complessi dell amministrazione della giustizia civile e del ruolo svolto in merito dall avvocatura, intravedendosi alcune «equilibrate» soluzioni alle critiche mosse alla disciplina della media-conciliazione così come configurata da D.Lgs. 28/2010 e dal successivo regolamento di attuazione adottato con D.M. 180/2010. In particolare, si è convenuto di introdurre l assistenza necessaria degli avvocati nei procedimenti di conciliazione obbligatoria e di costituire una cabina di regia permanente tra il ministro e l avvocatura per risolvere il problema urgente dello riduzione dell arretrato civile, con il coinvolgimento dell avvocatura nella giurisdizione. La promozione della negoziazione assistita affidata ai difensori riguarda le cause di valore superiore ad una soglia determinata, e ad essa si accompagna altresì la previsione dello sfoltimento dell elenco delle materie con obbligo di media-conciliazione. Quanto all assistenza tecnica obbligatoria nella mediazione, il presidente del Cnf ha stigmatizzato l importanza del risultato raggiunto, che risponde alla insopprimibile esigenza di garantire al cittadino il diritto di difesa qualificata anche nelle procedure di mediazione, esigenza da sempre perorata dall avvocatura. Su posizioni critiche è invece rimasto l Organismo unitario dell avvocatura che vede perentoriamente l eliminazione dell obbligatorietà della media-conciliazione, considerando assolutamente inopportuna la scelta di legare al valore «alto» della controversia la previsione dell assistenza legale obbligatoria, rischiandosi in tal modo di mortificare, in dispregio della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea, i diritti dei cittadini e di favorire solo i grandi studi legali. CITTADINANZATTIVA I correttivi alla legge sono utili solo se realmente rispondono all'interesse dei cittadini e non a interessi di categoria''. Questo il commento di Cittadinanzattiva in merito all'accordo sulla mediazione raggiunto dal Ministro Alfano con l'avvocatura. ''L'Europa - sottolinea l'associazione di difesa dei cittadini - sta preparando una nuova direttiva in materia di ADR (alternative dispute resolution), attesa per l'autunno e destinata ad incidere ed incentivare ancora di piu' il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa. In questo contesto che senso ha tentare di arginare la portata di una legge sulla mediazione appena entrata in vigore? Ancora una volta facciamo i conti con la totale assenza di valutazione di impatto della legislazione rispetto al quale il punto di vista del cittadino dovrebbe prevalere, sia perche' la legge serva a chi deve utilizzare il servizio giustizia e si equilibrino le reali esigenze, evitando di favorire uno degli interessi di parte in gioco''. MILANO (MF-DJ) Avvocato necessario nei procedimenti di mediazione e obbligatorieta' dello strumento ridotta alle liti di minor valore.

4 Questi i punti principali dell'accordo siglato ieri a notte inoltrata tra il ministro della giustizia, Angelino Alfano, e alcune componenti dell'avvocatura. Un accordo che, come scrive Italia Oggi, se avallato in pieno da via Arenula, azzererebbe il dlgs n. 28/2010, entrato in vigore solo un mese e mezzo fa. I contenuti dell'intesa prevedono infatti, oltre all'introduzione dell'assistenza tecnica obbligatoria del legale durante i tentativi di mediazione, un limite pari a cinque mila euro (secondo la proposta della categoria forense) alle controversie per le quali si rende necessario l'esperimento del procedimento di conciliazione. Tutte modifiche che potrebbero essere inserite nel disegno di legge sullo smaltimento dell'arretrato civile in discussione al Senato. ASCA Roma, 11 mag - ''Esprimiamo apprezzamento per la iniziativa del ministro di riaprire il confronto con l'avvocatura, riprendendo un dialogo interrotto; iniziativa raccolta responsabilmente dalle istituzioni forensi''. Lo afferma Guido Alpa, presidente del Cnf, in riferimento alla riunione notturna con il ministro della giustizia Angelino Alfano e i presidenti degli Ordini e delle Unioni forensi. ''Obiettivo condiviso, infatti, - aggiunge Alpa - e' quello di dare risposte ragionate al problema dell'efficienza del servizio giustizia. La cabina di regia avviata stanotte e' il primo passo verso la individuazione delle soluzioni tecniconormative piu' adatte allo scopo''. Tra i principali contenuti emersi nel corso della riunione l'introduzione dell'assistenza necessaria dei legali nei procedimenti di mediazione obbligatoria e la riapertura di un confronto a tutto tondo ministroavvocatura, in una cabina di regia ad hoc, per valutare le altre istanze dell'avvocatura sulla riforma della legge sulla mediazione e sulla disciplina dello smaltimento dell'arretrato civile; riforme da mandare avanti di pari passo accedendo ad altre soluzioni normative come il coinvolgimento dell'avvocatura nella giurisdizione, la previsione di un istituto di matrice francese come la negoziazione assistita affidata ai difensori, la modifica dell'attuale sistema di mediazione, soprattutto in punto di obbligatorietà ma non solo. Quanto all'assistenza tecnica obbligatoria nella mediazione, il presidente del Cnf evidenzia: ''e' un primo importantissimo risultato che risponde alla insopprimibile esigenza di garantire al cittadino il diritto di difesa qualificata anche nelle procedure di mediazione, esigenza da sempre perorata dall'avvocatura nel rispetto del ruolo che la Costituzione le riconosce''. CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA. VITTORIA! Redazione on 12 Maggio, :56:00 Il Presidente Gentilissime Colleghe, Gentilissimi Colleghi, com è noto -essendo apparsa la notizia su vari organi di stampa nelle ultime 48 ore- l Ordine di Roma, unitamente a numerosi Presidenti di Ordini e di Unioni Regionali, nonché a rappresentanti del Consiglio Nazionale Forense, è riuscito ad ottenere un nuovo tavolo di confronto con il Ministro della Giustizia Angelino Alfano. Il primo round di questa riapertura di dialogo è avvenuto lo scorso venerdì 6 maggio u.s., a latere dell Assemblea delle Camere Penali, dove i Presidenti degli Ordini di Roma, Milano e Palermo hanno dato corso ad un incontro preparatorio di quanto poi avvenuto e dove sono state rappresentate al Ministro, ancora una volta, le evidenti lacune del noto D.L. 28 del 4 marzo 2010 sulla media-conciliazione: si è ribadito che questa legge, oltre a soffrire evidenti criticità logistiche per mancanza di risorse e strutture, continuava ad evidenziare un vulnus inaccettabile. Non prevedere, infatti, l obbligatoria assistenza legale del cittadino che ricorre alla mediazione, oltre ad evidenziare l inaccettabile espulsione del ruolo della Classe forense dal nuovo istituto, penalizza gravemente il diritto di difesa del cittadino/utente il quale, anche e soprattutto in una fase conciliativa, ha bisogno dell assistenza di un difensore. Sempre in questo primo incontro, i tre Presidenti sopraindicati hanno ribadito al Ministro tutte le loro vibranti perplessità sulla legittimità costituzionale dell obbligatorietà di tale istituto, così come rilevato anche dal TAR Lazio nella nota ordinanza del 12 aprile u.s. Alla luce di ciò il Ministro Alfano ha invitato ad un successivo incontro -tenutosi ieri martedì 10 maggio- numerosi Presidenti di Ordini e di Unioni Regionali, nonché i vertici del CNF, offrendo un nuovo tavolo di concertazione presso il Ministero

5 riconoscendo agli Ordini quel ruolo centrale, quale Enti titolari di interessi collettivi della Categoria sul territorio, così come pure affermato dal TAR nella medesima ordinanza soprarichiamata. Questa importante riunione, di ieri, terminata a notte fonda, ha sviluppato un confronto duro, ma franco e costruttivo, che ha portato l Avvocatura a raggiungere uno straordinario risultato, di caratura elevatissima e di profilo politico rilevantissimo: IL MINISTRO HA CONVENUTO DI INTRODURRE, CON EFFETTO IMMEDIATO E CON I TEMPI TECNICI CONSEGUENTI, L ASSISTENZA NECESSARIA DELL AVVOCATO NEI PROCEDIMENTI DI MEDIA-CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA, ripristinando così un equilibrio che si era vulnerato con l introduzione forzosa di un sistema nato e creato senza ascoltare gli avvocati, anzi estromettendoli da ogni ruolo! Ma vi è di più. Il Ministro -finalmente- ha compreso l importanza di costruire una cabina di regia/un tavolo di lavoro con l Avvocatura ribadendo il ruolo che gli Ordini possono ricoprire, in virtù del consenso degli Iscritti, affinché la forza dei numeri degli avvocati sia riconosciuta come effettiva porta d ascolto da parte della politica. Finalmente avremo la possibilità di costituire una sinergia di lavoro preventiva di concerto con l ufficio legislativo del Ministero per risolvere il problema urgente della riduzione dell arretrato civile con il coinvolgimento dell Avvocatura nella giurisdizione, l eventuale promozione della negoziazione assistita affidata ai difensori, l introduzione di limiti significativi per valore alla mediazione obbligatoria o, in alternativa, la fissazione di tariffe graduate. Questo straordinario successo, da un lato segna un punto decisivo nella battaglia per la tutela dei diritti del cittadino che avrà, finalmente, accanto a sé il proprio legittimo difensore e, da un altro lato, ridimensionerà fortemente quei soggetti -carenti delle indispensabili cognizioni tecnico/giuridiche che solo gli avvocati possono garantire- i quali, mossi dall interesse verso il business della mediazione, avrebbero gestito l istituto penalizzando la collettività. In ultimo, quanto avvenuto segna e determina, altresì, la forza politica degli Ordini, nonché il recupero di un profilo di rappresentatività istituzionale del CNF, scrivendo definitivamente la parola FINE su una rappresentanza politico-forense che vive, da anni, in completa autoreferenzialità, senza curarsi del consenso dei Colleghi, senza l effettiva presenza sul territorio e senza comprendere che lo strumento dell astensione dalle udienze non solo finisce per accreditare agli occhi dell opinione pubblica un immagine distorta dell Avvocatura, ma, è di tutta evidenza, non ha portato alcun risultato. I risultati si raggiungono con un profilo politico alto, con rigore, serietà ed impegno, rimanendo nell alveo delle iniziative tecniche proprie della nostra Categoria che solo così possono modificare errori del legislatore, sempre nell interesse della conservazione dello stato di diritto ed a salvaguardia dei diritti e degli interessi dei cittadini/utenti. L Avvocatura è viva, forte e presente ed ha vinto finalmente una battaglia! I Colleghi romani devono sapere, con orgoglio, che il loro Ordine era in prima fila in difesa della Toga che tutti noi portiamo sulle spalle e per garantire al cittadino l effettiva tutela dei propri diritti. Vi ringrazio per l attenzione. Il mio saluto più caro e cordiale Antonio Conte

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