(Finanze) Mercoledì 16 settembre Commissione VI

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1 Mercoledì 16 settembre Commissione VI VI COMMISSIONE PERMANENTE (Finanze) IN SEDE LEGISLATIVA Mercoledì 16 settembre 1992, ore 16,15. Presidenza del Presidente Manfredo MAN FREDI. Intervengono i sottosegretari di Stato per il tesoro Piergiovanni Malvestio e per le finanze Stefano de Luca. Disegno di legge: Adeguamento alle direttive 83/181/CEE e 83/183/ CEE, del 28 marzo 1983, come modificate, rispettivamente, dalle direttive 88/331/CEE, del 13 giugno 1988, e 89/604/CEE, del 23 novembre 1989, concernenti franchigie fiscali applicabili a talune importazioni definitive di beni (956). (Parere della I, della III, della V, della X Commissione e della Commissione speciale per le politiche comunitarie). (Seguito della discussione e rinvio). La Commissione prosegue la discussione del disegno di legge. Nessuno chiedendo di parlare, il presidente Manfredo MANFREDI dichiara chiusa la discussione sulle linee generali. Il relatore Adriano BIASUTTI (gruppo della DC), intervenendo in replica, ricorda come tutti i gruppi si siano espressi in senso favorevole all'approvazione del testo, che pertanto sollecita. Avendo il rappresentante del Governo rinunciato ad intervenire, il presidente Manfredo MANFREDI avverte che, non essendo ancora pervenuti i pareri delle Commissioni competenti, nella seduta odierna la Commissione potrà procedere all'esame dell'articolo unico ma non alla votazione finale del disegno di legge. Comunica quindi che all'articolo unico sono stati presentati i seguenti emendamento e articoli aggiuntivi: Aliarticolo 1 aggiungere il seguente comma 5: È recepita la direttiva CEE 69/335. Asquini. Dopo Varticolo 1 aggiungere il seguente: ART. I-bis. 1. È recepita la direttiva CEE 69/335.

2 Mercoledì 16 settembre Commissione VI 2. Tutte le norme in palese contraddizione con tale direttiva si intendono abrogate Asquini. Dopo Varticolo 1 aggiungere il seguente: ART. I-bis. 1. È recepita la direttiva CEE 69/ In applicazione alla direttiva CEE è soppresso il comma 19 dell'articolo 3 della legge n. 17/ All'onere derivante dall'applicazione del presente articolo si fa fronte mediante le modifiche legislative di cui all'allegato A ALLEGATO A Asquini. Sono abrogati l'articolo 8 del regio decreto n del 26 agosto 1937 e l'articolo 5, comma 4, legge n. 388 del 24 luglio È abrogato l'articolo 7 della legge n. 121 del 25 marzo È abrogato l'articolo 5, comma 34, della legge n. 53 dell'8 marzo È abrogato l'articolo 5, comma 1 della legge n. 146 del 24 aprile È abrogato l'articolo 1, comma 6, della legge n. 440 dell'8 agosto È abrogato l'articolo 1 della legge n. 38 del 27 febbraio È abrogato l'articolo 74, comma 5, del n. 633, del 26 ottobre È abrogato l'articolo 65 del regio decreto n del 30 dicembre È abrogato l'articolo 111, comma 3, del n. 917, del 22 dicembre È abrogato l'articolo 103, comma 3, del È abrogato l'articolo 65, comma 1, del È abrogato l'articolo 33, comma 3, del È abrogato l'articolo 10, comma 1 T, del È abrogato l'articolo 10, comma 1 N, del È abrogato l'articolo 8, comma 2, della legge n. 752 dell'8 novembre È abrogato l'articolo 10-bis Ali. A del n. 642 del 26 ottobre È abrogato l'articolo 4, comma 4, del n. 633, del 26 ottobre È abrogato l'articolo 3, comma 4, L. A del n. 633, del 26 ottobre È abrogato l'articolo 34-Hs del decreto del Presidente della Repubblica n. 601, del 29 È abrogato l'articolo 21 del decreto del È abrogato l'articolo 70, comma 5 del T.U. n. 76, del 30 marzo È abrogato l'articolo 3 del decreto del È abrogato l'articolo 2 del decreto del È abrogato l'articolo 1 del decreto del È abrogato l'articolo 65, comma 2, L. A del m 917, del 22 dicembre È abrogato l'articolo 48 del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986 e l'articolo 3, comma 1 della legge n. 381 dell'i 1 dicembre È abrogato l'articolo 12, comma 1, 2 della legge n. 163, del 30 aprile 1985,

3 Mercoledì 16 settembre Commissione VI nonché l'articolo 65, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 22 dicembre 1986 e l'articolo 2, comma 4 del decreto-legge n. 69 del 2 dicembre È abrogato l'articolo 33, comma 1, del n. 601, del 29 È abrogato l'articolo 6, comma 1, del n. 601, del 29 È abrogato l'articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 120, del 22 maggio 1990, nonché l'articolo 6, comma 1 del decretolegge n. 192 del 21 luglio 1990 e l'articolo 6, comma 1 del decreto-legge n. 261 del 15 settembre È abrogato l'articolo 21 del decreto del È abrogato l'articolo 8, comma 4, del decreto-legge n. 474 del 20 novembre È abrogato l'articolo 4, comma 4, del decreto-legge n. 8 del 26 gennaio È abrogato l'articolo 14, còmma 5, della legge n. 64 del 1 marzo È abrogato l'articolo 101, comma 1, del n. 218 del 26 marzo È abrogato l'articolo 34-bis, comma 1, del decreto-legge n. 69 del 2 marzo 1989 (legge n. 154). È abrogato l'articolo 8, comma 34, della legge n. 67 dell'i 1 novembre Il deputato Roberto ASQUINI (gruppo della lega nord) fa presente che i suoi emendamenti tendono al recepimento formale della direttiva 69/335 soggetta nel passato a svariate interpretazioni, soprattutto in materia di tassa sulle società. Dopo aver ricordato alla Commissione che la direttiva citata è applicata in tutti gli altri Stati membri della CEE, illustra specificamente il contenuto degli emendamenti. Il presidente Manfredo MANFREDI, nel ricordare al deputato Asquini le procedure per il recepimento delle direttive, che garantiscono l'adeguamento dell 'ordinamento nazionale a quello comunitario, osserva che dovrebbe ritenere inammissibili gli emendamenti presentati, per l'estraneità della materia, e invita il presentatore al ritiro, avvertendo che, in caso contrario, non potrebbe che sospendere l'esame del disegno di legge ed investire della questione la Presidenza della Camera. Il deputato Gianna SERRA (gruppo PDS), pur concordando con l'inammissibilità degli emendamenti, ricorda come la questione della tassa sulle società sia stata parzialmente affrontata in sede di conversione in legge del decreto-legge n. 333 e ritiene che, inoltre, il recepimento della direttiva 69/335 andrebbe affrontato nel complesso delle disposizioni da essa recate. A tal proposito chiede al Governo quale sia il suo orientamento per arrivare al recepimento della direttiva. Il presidente Manfredo MANFREDI, nel ribadire la posizione da lui precedentemente espressa, invita i componenti della Commissione a non entrare nel merito della questione e ritiene piuttosto opportuno sollecitare il Governo ad adottare la necessaria iniziativa legislativa per il recepimento della direttiva 69/335. Il deputato Roberto ASQUINI (gruppo della lega nord) ritira i suoi emendamenti ed annuncia la presentazione di una sua proposta di legge, raccomandandone sin d'ora un rapido inserimento all'ordine del giorno della Commissione. Il presidente Manfredo MANFREDI assicura il collega Asquini che l'ufficio di presidenza si occuperà della calendarizzazione della sua preannunciata proposta di legge, non appena assegnata. Rinvia quindi ad altra seduta il seguito della discussione del disegno di legge. La seduta termina alle 16,35.

4 Mercoledì 16 settembre Commissione VI IN SEDE REFERENTE Mercoledì 16 settembre 1992, ore 16,35. Presidenza del Presidente Manfredo MAN FREDI. Intervengono i sottosegretari di Stato per il tesoro, Piergiovanni Malvestio e per le finanze, Stefano de Luca. Proposte di legge: PIRO ed altri: Istituzione e disciplina dei fondi di investimento mobiliare chiusi (261). ROSINI ed altri: Istituzione e disciplina dei fondi comuni di investimento mobiliare chiusi (856). (Parere della II e della V Commissione). PELLICANO ed altri: Istituzione e disciplina dei fondi comuni di investimento mobiliare chiusi (998). TURCI ed altri: Istituzione dei fondi di investimento mobiliari chiusi a rìschio e regime fiscale dell'attività di investimento istituzionale nel capitale a rìschio (1429). (Parere della I, della II e della V Commissione). (Seguito dell'esame e rinvio con di un Comitato ristretto). nomina La Commissione prosegue Tesarne delle proposte di legge. Il presidente Manfredo MANFREDI avverte che nel frattempo è stata assegnata anche la proposta di legge Turci ed altri n. 1429, che compare pertanto all'ordine del giorno. Un'altra proposta di legge è stata inoltre presentata da colleghi del gruppo PSI, ma non ancora assegnata. Il deputato Giancarlo SITRA (gruppo del PDS) osserva anzitutto che se il provvedimento sui fondi chiusi non si è tradotto in legge nelle ultime legislature ciò è dovuto in primo luogo alla scarsa volontà delle maggioranze che sostenevano i governi nel frattempo succedutisi di mettere realmente questo strumento finanziario a disposizione delle piccole e medie imprese. Il PDS esprime pertanto la sua disponibilità a recuperare il tempo perduto favorendo una rapida approvazione del provvedimento, più che mai necessario in questo periodo, in cui le imprese interessate soffrono in modo particolare della congiuntura e della stretta creditizia in atto. La proposta del relatore di assumere come testo base il progetto n. 856 rischia però di allungare i tempi, in quanto proprio il testo approvato dal Senato nella passata legislatura e qui riprodotto fu causa del mancato decollo del provvedimento, comportando problemi di stabilità, in danno dei sottoscrittori, e consentendo speculazioni ai gestori. Il testo presentato nel marzo 1991 dal relatore Fiori nell'ambito del Comitato ristretto teneva invece conto anche delle altre proposte di legge in esame all'epoca, e su quel testo è ora modellata, con le opportune modifiche, la proposta di legge 1429 presentata dal suo gruppo. Nella scorsa legislatura le difficoltà si incentrano in modo particolare sul regime fiscale, sul quale segnatamente si registrò un disaccordo tra il Tesoro e le Finanze. Occorre ora ricercare nell'ambito del Comitato ristretto un accordo che consenta la definizione di un testo da trasmettere poi alle Commissioni investite del provvedimento in sede consultiva, al fine di ottenere il trasferimento in sede legislativa. Con il decreto legislativo n. 83 del 1992 viene ammodernato in gran parte l'impianto della legge n. 77 del 1983, istitutiva di fondi comuni di investimento, sulla scorta delle novità normative nel frattempo intervenute, a partire dalla legge n. 1 del 1991 sulle SIM. IL PDS è convinto dell'incostituzionalità di quel decreto legislativo, che reca rilevanti modifiche normative al di fuori della delega, abbassando anzitutto il carico tributario sul patrimonio dei fondi, eliminando il vincolo della consistenza minima di azioni e obbligazioni convertibili sul totale, aumentando il credito d'imposta sui proventi derivanti dalla partecipazione al fondo: da tutto ciò deriva una riduzione di gettito non autorizzata dal Parlamento e comunque priva di copertura, e su questi aspetti il suo gruppo intende provocare un chiarimento da parte del Governo, mediante una interrogazione ai ministri del tesoro e delle finanze.

5 Mercoledì 16 settembre Commissione VI Quanto al merito della proposta di legge 1429, essa si discosta in alcuni punti importanti dal contenuto delle altre proposte di legge all'ordine del giorno. Il capitale minimo sarebbe fissato in 5 miliardi, e la gestione affidabile anche a merchant banks, ciò che stimolerebbe una forte professoinalità nei soggetti dell'intermediazione. Ciascuna società potrebbe poi gestire anche più fondi, aumentando percentualmente il capitale. L'autorizzazione e la vigilanza dovrebbero essere affidate alla CONSOB d'intesa con la Banca d'italia, piuttosto che al Ministero del tesoro. L'emissione di quote, trattabili al mercato ristretto, potrebbe essere unica, per una durata minima di dieci anni, e il loro valore unitario non dovrebbe essere inferiore a 100 milioni. Quanto alla composizione patrimoniale, la percentuale di titoli non quotati dovrebbe oscillare tra le soglie del 40 e del 70 per cento. In ordine infine alla concentrazione, non dovrebbe essere consentita la detenzione di azioni o quote della stessa società oltre il 30 per cento del capitale sociale. Il vero discrimine della proposta di legge 1429 rispetto alle altre risiede tuttavia nel trattamento tributario: anziché ricorrere al meccanismo del sostituto d'imposta si prevede infatti di ricondurre a progressività l'imposizione sui proventi al netto dell'indice dei prezzi al consumo, in tal modo incoraggiando il ricorso a fondi propri: si eviterebbero così disparità di trattamento e perdita di gettito. Il suo gruppo è contrario ad agevolazioni indiscriminate a tutte le piccole e medie imprese, e favorevole invece a concentrare le risorse su quelle ritenute meritevoli, al fine di evitare un uso clientelare dello strumento che si vuole istituire. Nel ribadire la volontà del gruppo del PDS di arricchire il quadro normativo con l'istituzione dei fondi chiusi, concorda con la proposta di nominare un Comitato ristretto, sollecitando in particolare che vengano ascoltati gli operatori del settore. Il deputato Beppe GARESIO (gruppo del PSI), nel ricordare che il suo gruppo ha presentato una nuova proposta di legge in materia, in attesa di assegnazione, ritiene che debba essere accelerato per quanto possibile l'iter, riservandosi di intervenire nel dettaglio nell'ambito del Comitato ristretto. Il deputato Franco PIRO (gruppo del PSI) osserva che le proposte di legge tengono conto delle norme entrate nell'ordinamento dopo l'approvazione da parte del Senato, nel 1988, del testo sui fondi chiusi. Spetterebbe però al Governo, a questo punto, precisare nella sua responsabilità quali sono i margini che si prefige di rispettare per quanto riguarda in particolare il trattamento tributario. Occorrerà quindi chiarire se si intende indirizzare i fondi chiusi alla generalità dei risparmiatori oppure solo agli investitori istituzionali mediante la fissazione di soglie: nella sostanza, infatti, con i fondi chiusi si realizza un finanziamento da parte dei privati alle piccole e medie imprese, in quanto il contributo dello Stato si pone solo come incentivo. Il presidente Manfredo MANFREDI, nel convenire sull'esistenza dei nodi preliminari indicati dal collega Piro, ricorda che il dibattito verte comunque sulle proposte di legge così come sono formulate. Il Governo è chiamato a dare il suo contributo nell'ambito del dibattito, e in particolare nel corso del lavoro del Comitato ristretto; in quella sede sarà poi possibile procedere alle audizioni cui si è fatto cenno. Il deputato Claudio PIOLI (gruppo della Lega nord) concorda con l'istituzione del Comitato ristretto. Preannuncia che in quella sede la Lega nord presenterà delle proposte a tutela del risparmiatore, che non appare adeguatamente garantito dalle proposte di legge in esame, volte a favorire le piccole e medie imprese. Il relatore Giacomo ROSINI (gruppo DC) dopo aver rilevato il consenso registratosi sulla sua proposta metodologica, per arrivare alla rapida approvazione del testo, sollecita il rappresentante del Governo a manifestare il suo orientamento,

6 Mercoledì 16 settembre Commissione VI anche in questa fase, soprattutto sul tema del trattamento tributario dei fondi chiusi. Il sottosegretario Piergiovanni MALVE- STIO, osservando che le proposte di legge all'esame della Commissione investono la competenza di più ministeri, al fine di consentirne una valutazione complessiva da parte dell'esecutivo si riserva di intervenire in sede di Comitato ristretto. La Commissione procede quindi alla nomina del Comitato ristretto, i cui componenti saranno indicati sulla base delle designazioni dei gruppi. La seduta termina alle 17,10.

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