TAVOLO DI LAVORO REGIONALE SULL EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI. E.S.CO E GRUPPI DI ACQUISTO Trieste, 12 APRILE 2013

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1 TAVOLO DI LAVORO REGIONALE SULL EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI E.S.CO E GRUPPI DI ACQUISTO Trieste, 12 APRILE 2013 SINTESI QUINTO INCONTRO

2 Partecipanti ARES Agenzia Regionale per l'edilizia Sostenibile: ANACI Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari ATER - Trieste Banca Popolare Friuladria Cassa di Risparmio del FVG CCIAA Trieste Collegio Geometri Gorizia Collegio Periti Industriali FVG: Confartigianato Imprese FVG Comune di Pordenone Comune di Udine ENERGOCLUB ONLUS FEDERCONSUMATORI FVG Comune di Pordenone Ordine Architetti Pordenone: Ordine Architetti Udine: Ordine Architetti Trieste: Ordine Ingegneri Pordenone Ordine Ingegneri Udine: Ordine Ingegneri Trieste: Settimo Costruzioni Generali Solaromega S.r.l. Università degli studi di Trieste: WWF FVG Regione Friuli Venezia Giulia: Angela Sanchini Gaetano Oliva Alessandra Cechet Cristina Davi Stefano Pressi Roberto Congregalli Umberto Merlin Giorgio Bertoli Claudio Tarvis Walter Modonutti Giorgio Boz Carlo Fioritto Gianfranco Padovan Lambrosciano Davide Edo Billa Fabiana Cabrini Mario Liut Gianluca Fantuzzi Michele Gortan Lorenzo Verbanaz Ettore Durante Giandomenico Merlo Stefano Longhi Alessandro Settimo Paolo Della Negra Marco Manzan Paola Barban Oscar Abbondanza Paola Alzetta Andrea Carnelli AREA SCIENCE PARK: Coadiuvatore tecnico Fabio Morea Manuela Masutti Daniele Collenz Tania Cortazzo Pag.2

3 Il quinto incontro del Tavolo di Lavoro Regionale sull'efficienza Energetica, rientrante nel progetto Europeo MARIE, si è concentrato sul tema degli investimento di soggetti organizzati o collettivi, quali: gruppi di acquisto condomini E.S.co (Energy Service Company) servizio energia per piccoli edifici/condomini. Tramite l'analisi di esperienze positive nel territorio nazionale, è stato proposto ai partecipanti dell'incontro di dare riposte alle seguenti domande: - Quale supporto normativo e finanziario (contributi/fondo di rotazione, ecc...) potrebbe essere introdotto dalle regione FVG a supporto dei gruppi di acquisto o del servizio energia? - Un condominio può essere il soggetto giuridico che riceve e gestisce il finanziamento di un intervento di riqualificazione? E quale supporto potrebbe essere introdotto dalla regione FVG per ridurre i rischi e rendere il finanziamento bancabile? - E' possibile replicare l'esperienza positiva dei gruppi di acquisto del fotovoltaico nell'ambito della riqualificazione degli edifici, in particolare di condomini? Con quali supporti normativi o finanziari la Regione FVG potrebbe intervenire? - Qual è il ruolo della formazione/informazione dei proprietari per favorire la diffusione degli interventi di riqualificazione energetica? Quali sono le figure che potrebbero agevolare il processo? Quali sono le esperienze positive che posso essere replicate? Meccanismo dell'epc Energy Performance Contract ed E.S.CO Come già anticipato nel corso del GIR precedente sul tema dei finanziamenti, l'epc Energy Performance Contract è un meccanismo che si sta diffondendo in Europa grazie a campagne comunitarie di promozione (es. EPCC Energy Performance Contracting Campaign) e che permette di superare l'ostacolo dell'investimento iniziale da parte degli utenti, in quanto un'azienda di servizi energetici investe in un programma di riqualificazione completo in grado di ripagarsi attraverso i risparmi generati. Con il contratto di rendimento energetico il soggetto fornitore (generalmente una E.S.CO) si obbliga, con finanziamenti propri o tramite terzi, al compimento di interventi e servizi volti alla riqualificazione energetica e alla gestione di edifici di proprietà di un altro soggetto (beneficiario), che si impegna a pagare a rate un corrispettivo correlato all'entità dei risparmi energetici conseguiti e precedentemente individuati in fase di analisi di fattibilità. Nel corso del dibattito sull'epc, è stata presentata l'esperienza dell'acer Emilia Romagna, l'ente pubblico che gestisce il patrimonio di edilizia sociale analogo all ATER nella Regione FVG, pur non detenendo direttamente la proprietà dell'intero parco Pag.3

4 immobiliare. Questo comporta la mancanza di un ritorno economico diretto all'ente (di cui l'ater potrebbe invece beneficiare) e la presenza del Comune proprietario assieme agli altri soggetti da accordare (l'acer, gli utenti in affitto e l'e.s.co ). All'interno del progetto europeo FRESH, l'acer ha sperimentato un modello di EPC applicato ad un edificio di proprietà comunale, con l'obiettivo di dimostrare che il contratto di performance energetica può essere utilizzato per la riqualificazione energetica su larga scala dell'edilizia residenziale sociale e potenzialmente al patrimonio pubblico in generale, avviando una programmazione per blocchi di intervento. Il progetto è stato sviluppato nelle seguenti fasi principali: 1. censimento e rilievi del patrimonio edilizio esistente; 2. calcolo del fabbisogno energetico del parco edilizio tramite lo studio parametrico di un campione significativo per tipologia costruttiva, anno di costruzione e tipologia di impianto; 3. audit energetico dettagliato: diagnosi energetica e simulazione di più scenari di intervento per la selezione progettuale con relativa analisi economica; 4. selezione e definizione progettuale (sostituzione del generatore termico e contabilizzazione dei consumi, per ottenere un risparmio energetico certificato del 35% e un risparmio economico per gli inquilini di almeno il 7%); 5. uscita del bando di gara con la procedura del dialogo competitivo ai sensi dell'art. 58 D.Lgs 63/06 e s.m.i.; 6. stipula del contratto di Servizio Energia Plus (D.lgs 115/2008) tra ACER ed la E.S.CO appaltatrice con il seguente oggetto: rinnovamento tecnologico, servizi di manutenzione, gestione e conduzione degli impianti, compreso l'onere del combustibile per il riscaldamento invernale e monitoraggio dei consumi; 7. realizzazione delle opere, fidejussione dell'e.s.co pari al 10% dell'importo e verifica dell'acer in fase di esecuzione; 8. coinvolgimento degli utenti attraverso una campagna informativa; 9. monitoraggio dei risultati: ottimizzazione dei sistemi e correzione degli errori comportamentali, l'acer agisce da controllore a tutela degli inquilini. Immagine 1: Analisi dei flussi di cassa legati ai consumi situazione pre e post intervento di riqualificazione. Pag.4

5 Sulla base dell'esperienza acquisita, l'acer ha redatto delle Raccomandazioni rivolte alle Pubbliche Autorità, evidenziando i vantaggi e le criticità di tipo normativo, finanziario e tecnico riscontrate che sono la causa principale per la mancata diffusione del meccanismo dell'epc in Italia. Ostacoli normativi: - difficoltà nel definire la tipologia giuridica che identifica il contratto di EPC nell'ambito della contrattualistica pubblica (appalti di lavoro/concessione di servizi/appalto di servizi, ecc..); - difficoltà nella stesura della documentazione tecnica e giuridica al fine della gara di appalto, importanza del contratto, determinante perché il sistema funzioni. Ostacoli finanziari: - rigidità del sistema degli affitti dell'alloggio sociale che non consente di recuperare l'investimento in efficienza energetica: la Regione FVG potrebbe introdurre delle modifiche al contratto di affitto degli alloggi ATER prevedendo una quota relativa al risparmio energetico pagata dall'utente. - necessità di un fondo di garanzia a tutela dell'e.s.co in caso di morosità dell'inquilino o in caso di appartamenti sfitti; - necessità di un fondo pubblico per concorrere all'integrazione delle spese di investimento previste dall'epc (es. Fondo BEI, fondo di rotazione regionale, ecc...) causa la difficoltà di coinvolgimento degli istituti finanziari, attualmente impreparati a fornire strumenti idonei. Ostacoli tecnici: - difficoltà di reperire i dati storici di consumo energetico dei singoli alloggi: a tal proposito, la Regione potrebbe obbligare i fornitori di energia a trasmettere i dati di consumo e gestire un database (superando il problema della privacy); - incongruenza tra consumi teorici determinati attraverso modelli di calcolo e quelli reali (comportamenti diversi degli utenti e presenza di alloggi vuoti): necessità di una diagnosi energetica corretta che produca risultati attendibili, la Regione dovrebbe promuovere un lavoro di approfondimento sui dati climatici per renderli più attendibili rispetto a quelli attuali (disponibilità dei dati orari dei capoluoghi di provincia e di normative europee per sintetizzarli); - complessità di effettuare interventi tecnici in edifici abitati; - necessità di un controllo esterno sui consumi e le fatture per assicurare il rispetto delle garanzie prestazionali. Come nel caso dell'acer dell'emilia Romagna, durante il GIR è emersa la necessità della Regione FVG di predisporre una mappatura completa e generale degli edifici residenziali, commerciali ed industriali per valutare soluzioni ad hoc, che comprendano interventi per innalzare il livello di efficienza energetica e/o l'applicazione di fonti energetiche rinnovabili. Pag.5

6 Si sottolinea che per la maggioranza dei partecipanti al Tavolo di Lavoro, la Regione dovrebbe promuovere e finanziare interventi sull'involucro edilizio: gli interventi di isolamento termico delle facciate di condomini comportano tempi di ritorno più lunghi rispetto alla sostituzione di generatori di calore obsoleti (la sostituzione dei generatori di calore, specialmente quelli a gasolio, è così conveniente che può essere finanziata direttamente dalle E.S.CO). La Regione potrebbe intervenire finanziando i progetti meno bancabili e meno convenienti per gli investitori privati, ma che portano a risultati di efficienza energetica elevati: stabiliti gli obiettivi prestazionali, la diagnosi energetica con risultato garantito da un tecnico deve diventare la ratio per l'erogazione degli incentivi e la normativa regionale potrebbe proporre alcune tipologie di interventi raccomandati come linee guida per progettisti e cittadini. Il successivo monitoraggio dei consumi post intervento è inoltre necessario come verifica di efficacia, mantenendo la possibilità di obbligo di restituzione degli incentivi in caso di esito negativo. Gruppi di acquisto e Cooperative Nel corso dell'esposizione, EnergoClub Onlus ha presentato esperienze passate di gruppi di acquisto, legate soprattutto all'installazione di impianti fotovoltaici (es. a Brescia). Il gruppo di acquisto è un organizzazione che crea le condizioni per cui le famiglie interagiscono con i fornitori nell'ottica del chiavi in mano : ciò comporta una riduzione dei prezzi di fornitura (si agisce ad una scala più grande) ed annulla lo stress decisionale dell'utente senza competenze tecniche, che rischia di rinunciare all'intervento a causa del disorientamento tra la moltitudine di offerte. EnergoClub ha agito come ente terzo a supporto dei gruppi di acquisto: - selezionando i fornitori; - definendo una convenzione tra i fornitori e le famiglie; - contribuendo ad innalzare il livello di conoscenza e di consapevolezza del gruppo di acquisto, attraverso check up energetici per evidenziare gli interventi utili ed orientare la singola famiglia all'autoconsumo e alla gestione energetica; - assicurandosi che l'opera sia realizzata a regola d'arte attraverso verifiche nelle fasi di intervento; - monitorando gli interventi eseguiti e diffondendo i risultati con gli utenti, con la possibilità di ricevere un feedback utile al miglioramento del sistema. Il gruppo di acquisto può essere esteso agli interventi sull'involucro edile, ma ciò comporta una maggior complessità legata alla selezione dei fornitori, che deve essere basata su esperienze tecniche passate e su fattori economici (richiesta di preventivi su un caso tipo) ed evitando eventuali conflitti di interesse (rischio di truffe, con alcuni casi già verificatesi in Regione). Inoltre vi è una difficoltà nello scorporare l'acquisto dei materiali dalla lavorazione. Nel caso del condominio, il gruppo di acquisto si realizza da sé e la figura dell'agevolatore di condominio affiancata a quella dell'amministrazione potrebbe contribuire a creare informazione e consapevolezza tra gli utenti e spingere il condominio ad accordarsi e investire sugli interventi che comportino ritorni economici Pag.6

7 ed ambientali. La possibilità di escludere dalla spesa e dai conseguenti risparmi l'utente non favorevole all'intervento potrebbe facilitarne la realizzazione. L'ipotesi di formare gruppi di acquisto unendo più condomini è stata scartata a causa della difficoltà riscontrata già nella gestione del singolo condominio. I gruppi di acquisto legati al fotovoltaico hanno rappresentato una percentuale dell'1-3% sul mercato nazionale, ma la quota sale al 20% all'interno dei Comuni che hanno patrocinato il sistema con finanziamenti a parziale copertura dell'investimento iniziale. Alla Regione è già stata richiesta da Federconsumatori una legge di sostegno, legata non solo all'acquisto di energia, ma ampliata in più ambiti (si ricorda che la normativa regionale del 2005 sull'acquisto di energia non è mai stata attuata e che a livello nazionale la normativa regola i gruppi di acquisto equo solidale). L'istituzione di uno sportello unico e di procedure burocratiche semplificate (con Lead Time minore di una settimana) potrebbero essere di supporto. Non è stata condivisa dal GIR la proposta di sanzionare gli utenti con consumi energetici superiori ad una determinata soglia, a causa delle problematiche sociali e dell'entità delle bollette di utenti energivori che rappresentano già un peso economico.. In generale è condivisa l'idea di creare una cultura energetica puntando alla formazione dei cittadini, piuttosto che alla sanzione. Un'alternativa ai gruppi di acquisto, è la cooperativa ad azionariato popolare, che comporta la partecipazione di soci nella gestione di spazi e finanziamenti per l'esecuzione di impianti di fonti energetiche rinnovabili o di progetti ecosostenibili. Un esempio è Retenergie, nata a Cuneo nel 2008 per la volontà di realizzare impianti FER di taglia piccola (fotovoltaico, microidroelettrico, eolico, microgenerazione e biomassa) e di favorire la socialità, attraverso principi di partecipazione, l'autogestione e la solidarietà. La soglia di 4000 soci consente alla cooperativa di trasformarsi in società di distribuzione di energia. In generale, durante l'incontro si è ricordata la condizione di crisi economica e di inefficienza del sistema paese (legato al costo del lavoro, dell'energia, alla burocrazia, ecc...), che comporta una difficoltà economica da parte degli utenti nella realizzazione di interventi. La proposta condivisa dal Gruppo per avviare un ciclo virtuoso di rilancio del settore dell efficienza energetica è l attivazione di un meccanismo articolato, a regia regionale, che coinvolge diversi soggetti: - la Regione FVG che definisce le regole (ad esempio criteri di priorità per l accesso agli incentivi), gestisce un fondo di garanzia ed effettua il controllo degli interventi eseguiti; - le banche che finanziano gli interventi dei privati e sostengono la maggior parte del rischio finanziario; - i proprietari di immobili che commissionano interventi di riqualificazione (in questo gruppo sono inclusi i piccoli proprietari privati, i condomini e le ATER Pag.7

8 regionali); - i professionisti tecnici che gestiscono progettazione e cantieri; - le imprese del settore edile ed impiantistico regionale che trovano nuove opportunità di lavoro. Ciò darebbe alla Regione la possibilità di raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'unione Europea e di sottrarsi alle possibili sanzioni per il mancato rispetto delle direttive europee in materia di efficienza energetica da parte dell Italia. Altre proposte condivise Anche nel corso di questo quinto incontro, i partecipanti hanno ribadito e sottolineato che i temi della comunicazione e dell'informazione dei cittadini sono elementi basilari per la diffusione degli interventi di efficienza energetica. Tutti i partecipanti hanno concordato sulla necessità di dare visibilità ad edifici modello, tra l altro già disponibili sul territorio regionale: superando gli ostacoli finanziari, ogni capoluogo di provincia della regione FVG potrebbe scegliere un edificio pilota già riqualificato, anziché scegliere di edificarne dei nuovi, diffondendo i tipi di intervento realizzati, le varie fasi di realizzazione, i costi, le tempistiche e i risultati del monitoraggio dei consumi (per le fonti rinnovabili uso di display con i dati di produzione), quantificando il risparmio ottenuto in termini monetari (più comprensibili dei kwh), di beneficio del confort interno e di eventuale aumento del fattore sicurezza (legato principalmente alla gestione degli impianti). Secondo un'altra proposta avanzata, la normativa regionale dovrebbe vietare alcuni interventi energivori, come lo stacco delle unità abitative dall'impianto centralizzato (su esempio della Regione Piemonte) e obbligare la diagnosi energetica della centrale condominiale come documento da allegare al libretto dell'impianto. Inoltre, gli incentivi sociali erogati dalla Regione (es. carta famiglia) dovrebbero essere riuniti favorendo utenti con fasce di ISEE basse e che dimostrano una virtuosità nella gestione dell'energia (presentazione dei consumi monitorati all'atto della richiesta degli incentivi). La realizzazione di un unico catasto degli impianti e delle certificazioni energetiche a livello regionale è inoltre risultata una priorità per il controllo e il monitoraggio del parco edilizio regionale. Attualmente più enti si stanno occupando indipendentemente della realizzazione di catasti, molti dei quali riportano le stesse informazioni: l'ares è impegnata con il catasto georeferenziato delle certificazioni degli edifici ed ambientali (che comprendono dati catastali, dati degli impianti tipologia, combustibile utilizzato, tipo di distribuzione, potenza, ecc. - presenza di impianti a fonti rinnovabili e caratteristiche, ecc...); INSIEL è stata incaricata di realizzare il catasto degli impianti; molti comuni (es. Udine e Pordenone) stanno registrando gli esiti delle verifiche degli impianti, nei quali si riportano i dati tecnici, la tipologia dei combustibili e l'ubicazione attraverso dati catastali. Tutti i catasti potrebbero quindi essere unificati attraverso il dato delle particelle catastali, verificando eventuali altri dati incongruenti. Pag.8

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