La questione del miglioramento dell efficienza energetica negli. usi finali in Italia: le aziende scoprono le ESCo * * *

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1 La questione del miglioramento dell efficienza energetica negli usi finali in Italia: le aziende scoprono le ESCo * * * Il presente breve contributo intende dare conto di un interessante fenomeno economico/industriale, quello delle ESCo, società di servizi energetici il cui obiettivo e business consiste nell implementazione dell efficienza energetica delle imprese o delle pubbliche amministrazioni che ne richiedono l intervento. Le ESCo, sviluppatesi recentemente anche in Italia grazie all adozione di una normativa volta a perseguire obiettivi di risparmio energetico, rappresentano una concreta opportunità, sia per il settore privato che per quello pubblico, di combinare obiettivi di efficienza energetica e produttiva. 1 Il quadro normativo L adozione di politiche di promozione dell efficienza energetica negli usi finali è divenuto oggi uno strumento fondamentale per il rispetto degli impegni assunti in sede internazionale per la protezione dell ambiente oltre che una necessità dettata dai forti aumenti e dall instabilità del prezzo del petrolio che rendono indispensabile una politica di uso efficiente delle risorse energetiche a parità di servizi energetici usufruiti. In questo quadro vanno inseriti gli interventi introdotti dall art. 9, co. 1, del D.Lgs n. 79/99 e dall art. 16, co. 4, del D.Lgs n. 164/00, i quali prevedono, rispettivamente, che gli obblighi connessi al servizio di distribuzione dell energia elettrica includano quello di perseguire l incremento dell efficienza energetica negli usi 1

2 finali, e gli obblighi connessi al servizio di distribuzione del gas naturale includano quello di perseguire l efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, secondo obiettivi quantitativi e modalità da definirsi in successivi decreti ministeriali. A queste previsioni normative è stata data una prima attuazione nell anno 2001 con i D.M. 24 aprile 2001 del Ministro dell industria, del commercio e dell agricoltura e del Ministero dell ambiente, oggi abrogati e sostituiti dai nuovi D.M. del 20 luglio 2004 (c.d. decreti gemelli) recanti Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi per l incremento dell efficienza energetica negli usi finali di energia, ai sensi dell art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (c.d. decreto ministeriale per il settore elettrico) e Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali per il risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili, di cui all art. 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 (c.d. decreto ministeriale per il settore gas naturale). I nuovi decreti hanno riformato profondamente la politica di promozione del risparmio energetico negli usi finali, introducendo un sistema molto innovativo anche nel panorama internazionale. Tali decreti si propongono di conseguire nel quinquennio un risparmio di energia pari a 2,9 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all anno, valore equivalente all incremento annuo dei consumi nazionali di energia registrato nel periodo apportando benefici economici e sociali diretti per i singoli consumatori (riduzione della bolletta energetica, 2

3 miglioramento del servizio goduto, etc.) e per l intera collettività (diminuzione della dipendenza energetica dall estero, riduzione dell inquinamento, etc.). I soggetti obbligati al conseguimento degli obiettivi nazionali annuali di risparmio di energia primaria sono individuati nei distributori di energia elettrica e di gas naturale che servivano almeno clienti finali al 31 dicembre 2001, fino all emanazione di successivi decreti ministeriali che stabiliranno le modalità di applicazione degli obblighi ai distributori sotto tale soglia dimensionale. Ad oggi, tale obbligo riguarda esclusivamente 30 operatori che coprono circa l 80% del mercato italiano. Annualmente l Autorità per l Energia Elettrica e il Gas stabilisce l obiettivo di risparmio energetico che ogni distributore di energia elettrica e di gas naturale deve conseguire attraverso la realizzazione di interventi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici nell utenza finale. Per adempiere a questi obblighi ed ottenere il risparmio energetico prefissato, i distributori possono predisporre e realizzare progetti atti a implementare l efficienza energetica delle tecnologie in uso ai consumatori finali direttamente oppure tramite società controllate o, ancora, attraverso società operanti nel settore dei servizi energetici (le c.d. ESCo energy services companies). L Autorità per l'energia Elettrica e il Gas ha indicato, al riguardo, tutta una serie di interventi di risparmio energetico quali la sostituzione delle lampade a incandescenza con lampade a 3

4 risparmio, la posa in opera di doppi vetri, l isolamento di pareti e coperture, l acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza, etc.. In alternativa alla realizzazione di tali progetti, i soggetti obbligati dal Decreto Ministeriale possono acquistare da terzi titoli di efficienza energetica (TEE), c.d. certificati bianchi, attestanti il conseguimento di risparmi energetici. Si tratta di un sistema assolutamente innovativo per la promozione degli interventi di miglioramento dell efficienza energetica. I TEE sono emessi dal Gestore del mercato elettrico a favore dei soggetti che hanno conseguito i risparmi energetici prefissati. L emissione dei titoli viene effettuata sulla base di una comunicazione dell Autorità che certifica i risparmi conseguiti. L Autorità infatti verifica e controlla che i progetti siano stati effettivamente realizzati in conformità con le disposizioni dei decreti e delle regole attuative definite dall Autorità stessa. La compravendita dei certificati bianchi può avvenire tramite contratti bilaterali o in un mercato apposito istituito dal Gestore del mercato elettrico. La possibilità di scambiare titoli di efficienza energetica consente ai distributori che incorrerebbero in costi marginali relativamente elevati per il risparmio di energia attraverso la realizzazione diretta di progetti, di acquistare titoli di efficienza energetica da quei soggetti che invece presentano costi marginali di risparmio energetico relativamente inferiori e che pertanto hanno convenienza a vendere i propri titoli sul mercato. 4

5 Il meccanismo garantisce che il costo complessivo di raggiungimento degli obiettivi fissati risulti più contenuto rispetto ad uno scenario alternativo in cui ciascuno dei distributori fosse obbligato a soddisfare gli obblighi di risparmio energetico sviluppando in proprio progetti per l'uso razionale dell'energia. Entro il 31 maggio di ogni anno a partire dall anno 2006, i distributori obbligati devono dimostrare di aver conseguito il loro obiettivo specifico annuale riferito all anno precedente, consegnando all Autorità un numero di TEE equivalente (in termini di tonnellate equivalenti di petrolio) a tale obiettivo. In caso di inadempimento, i distributori sono soggetti a sanzioni, la cui definizione è affidata all Autorità. I costi sostenuti dai distributori per la realizzazione dei progetti di risparmio energetico possono trovare copertura, qualora comportino una riduzione dei consumi di energia elettrica e di gas naturale, rispettivamente sulle componenti delle tariffe per il trasporto e la distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale, secondo criteri stabiliti dall Autorità. 2 Il ruolo delle ESCo Il sistema di efficienza energetica introdotto dai decreti del 2004 con la creazione di un mercato dei certificati bianchi, rappresenta per le Esco un importante possibilità di business. In Italia non esiste ad oggi alcuna definizione legislativa di ESCo e l unico riferimento ufficiale a tale denominazione è contenuto nella delibera n. 103/2003 emanata dall Autorità per l Energia Elettrica e per il Gas che ha definito le società di servizi energetici abilitate 5

6 ad accedere al meccanismo previsto dai D.M. del 2004 come le società, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, che alla data di avvio del progetto hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l offerta di servizi integrati per la realizzazione e l eventuale successiva gestione di interventi di risparmio energetico. Le ESCo, acronimo di "Energy Service Company", ovvero Società di Servizi Energetici, sono nate negli Stati Uniti tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, per rispondere in modo concreto alla crescente richiesta di risparmio, in termini energetici e di risorse, sul fronte pubblico e privato. Inizialmente le E.S.Co. sono nate come divisioni specializzate appartenenti alle grandi società produttrici e fornitrici di energia che avevano scoperto la convenienza di implementare direttamente le soluzioni tecnologiche ed operative da loro stessi sviluppate. Con l aumentare delle prospettive di mercato, si sono poi costituite in vere e proprie società indipendenti. Dopo 30 anni di crescente attività negli Stati Uniti, il giovane mercato dei servizi energetici sta prendendo forma anche in Europa, soprattutto grazie al sostegno dell Unione Europea che, attraverso i vari programmi di supporto tecnologico e non tecnologico (Termie, SAVE, ALTENER, Energie, etc.) sta svolgendo un ruolo estremamente importante per la promozione di questo strumento di risparmio energetico. Le ESCo hanno come obiettivo primario quello di ottenere un risparmio attraverso il miglioramento dell efficienza energetica, per conto della propria clientela utente di energia. 6

7 La peculiarità dell intervento delle ESCo consiste nel fatto che gli interventi tecnici necessari ad ottenere i risparmi energetici sono realizzati mediante investimenti sostenuti dalle stesse e non dal cliente. L utente di energia è sollevato da ogni forma di investimento e non deve preoccuparsi di finanziare gli interventi migliorativi dell efficienza dei propri impianti. A loro volta, le ESCo coprono l investimento ed il costo dei servizi erogati con una quota del risparmio energetico effettivamente conseguito grazie all intervento. La ESCo, prima di accettare l incarico, compie una valutazione della bolletta pagata dal cliente e dei relativi impianti. In particolare effettua la misurazione del potenziale di risparmio energetico e del costo degli interventi necessari per ottenerlo. Se questo margine è sufficientemente ampio, l affare verrà concluso. Il profitto della ESCo è infatti legato al risparmio energetico conseguito con la realizzazione del progetto e consiste nella differenza tra la bolletta energetica pre e post intervento migliorativo fino alla fine del periodo di pay-back previsto. Allo scadere dei termini contrattuali, l utente potrà beneficiare totalmente della maggiore efficienza del proprio impianto, ne diventerà proprietario e potrà inoltre scegliere se affidare la gestione alla ESCo, che può a sua volta svolgerla tramite personale proprio o ricorrere in outsourcing a gestori qualificati, o se assumerla in proprio. L operazione di miglioramento dell efficienza energetica con il ricorso ad una ESCo si inserisce nello schema del Finanziamento 7

8 Tramite Terzi (FTT). Nella fattispecie, il terzo è rappresentato dalla ESCo, che peraltro rimane l unica responsabile nei confronti dell utente finale e si occupa di tutte le fasi della realizzazione del progetto: dalla diagnosi energetica alla fattibilità tecnico-economica e finanziaria, alla progettazione, all installazione e alla manutenzione dell impianto fino alla copertura finanziaria. Le istituzioni finanziarie rendono disponibili i capitali necessari nella fase di realizzazione dell impianto, principalmente sulla base della valutazione di uno studio dettagliato di fattibilità tecnicoeconomica del progetto, attraverso un sistema di assicurazioni sui principali fattori di rischio, tecnici e di mercato. Peraltro, gli Istituti di credito sono garantiti da una serie di obblighi contrattuali, che limitano il rischio relativo all andamento economico dell operazione e saranno rimborsati dalla ESCo secondo un piano di rientro stabilito contrattualmente. Il meccanismo sopra descritto, ponendo i rischi, sia finanziari sia tecnici dell operazione interamente a carico delle ESCo, rappresenta una garanzia fondamentale per l utente; infatti, laddove l intervento risulterà tecnicamente inidoneo e dunque non remunerativo, sarà la ESCo che sopporterà il conseguente pregiudizio finanziario andando a coprire la differenza di costi. La coincidenza degli interessi delle ESCo con quello dei loro clienti rappresenta di per sé la migliore garanzia di efficienza per l utente finale; infatti, le ESCo, in quanto società che scommettono i propri capitali sulla possibilità di ottenere risparmi, sceglieranno per i 8

9 propri progetti le tecnologie più appropriate in una logica di minor costo e maggior efficienza. Con la diffusione delle ESCo e del sistema del FTT, è possibile favorire interventi di razionalizzazione energetica tramite investimenti di capitale privato e non più esclusivamente a mezzo di contributi pubblici a fondo perduto. Tale meccanismo, dunque, può rivelarsi idoneo ad ovviare alla difficoltà per le imprese di finanziare di propria tasca interventi strutturali di una certa consistenza. I progetti di risparmio energetico che necessitano l intervento delle ESCo richiedono infatti un significativo investimento iniziale e offrono un periodo di pay-back relativamente lungo, fattori entrambi che disincentivano l iniziativa privata. Il sistema del FFT si è rivelato tanto più utile per gli interventi da effettuarsi nell ambito delle Pubbliche Amministrazioni. A tale proposito, quali esempi eclatanti, è opportuno menzionare le esperienze del Comune di Trezzano Rosa e della città di Cremona. Il piccolo comune in provincia di Milano, grazie all intervento di una ESCo lombarda, ha rinnovato tutti gli impianti di illuminazione stradale ottenendo un risparmio energetico complessivo pari al 35% e, nel contempo, l aumento del 5% della luminosità. Il contratto tra il detto Comune e la ESCo avrà la durata di 15 anni, durante i quali la società di servizi energetici finanzierà ogni aspetto (dalla realizzazione alla manutenzione) e 9

10 dividerà i profitti derivanti dal risparmio conseguito con la Pubblica Amministrazione. Prove di risparmio anche a Cremona in tema di riscaldamento. Nei prossimi mesi si concluderà infatti il contratto quinquennale con il quale la Provincia ha rinnovato gli impianticalore di 37 edifici, 27 dei quali sono scuole, attraverso il meccanismo del FFT. Tale intervento ha ridotto il consumo complessivo medio del 20%. Nel mercato di fornitura di servizi energetici per gli utilizzatori finali operano, accanto alle ESCo, ma alle stesse non interamente assimilabili, le ESPC (Energy Service Provider Companies). Anche i loro servizi riguardano la fornitura e l installazione di impianti ed apparecchiature energeticamente efficienti, il rinnovo ed il miglioramento degli edifici industriali, la gestione e la manutenzione degli impianti, la fornitura di energia. La differenza essenziale rispetto alle ESCo consiste nel fatto che le ESPC non si assumono alcun rischio in merito al risultato degli interventi realizzati e non garantiscono il raggiungimento delle prestazioni energetiche preventivate nel progetto. 10

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