Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ORDINANZA N 13/2013 DISCIPLINA DELLA SICUREZZA BALNEARE NEL CIRCONDARIO MARITTIMO DI RIPOSTO

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1 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO GUARDIA COSTIERA RIPOSTO ORDINANZA N 13/2013 DISCIPLINA DELLA SICUREZZA BALNEARE NEL CIRCONDARIO MARITTIMO DI RIPOSTO Il Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Riposto: VISTI: gli articoli 17, 28, 30, 68, 81, 223, 1161, 1164, 1173, 1174,1231 e 1255 del Codice della Navigazione e gli articoli 23, 27, 28, 59, 401 e 524 del relativo Regolamento di esecuzione; VISTA: la legge n 147 Adesione alla convenzione internazionale sulla ricerca e salvataggio marittimo adottata ad Amburgo il 27 Aprile 1979 e sua esecuzione ; VISTO: il DPR 28 settembre 1994 n 662 Regolamento di attuazione della Legge 3 Aprile 1989 n 147 concernente l adesione alla Convenzione sulla ricerca e salvataggio in mare (SAR 79) adottata ad Amburgo il 27 Aprile 1979 e relativo Allegato; VISTA: la Legge 5 Febbraio 1992, n 104 e successive integrazioni e variazioni relativa all assistenza, all integrazione sociale e ai diritti delle persone disabili; VISTO: la Legge 8 luglio 2003 n 172 Disposizioni per il riordino ed il rilancio della Nautica e del turismo nautico, ed in particolare l art. 8 che, in deroga all articolo 59 del regolamento per l esecuzione del codice della navigazione, stabilisce che le Ordinanze di Polizia Marittima concernenti la disciplina dei limiti di navigazione rispetto alla costa sono emanate dal Capo del Compartimento; VISTO: il Decreto Legislativo n 171 del 18 luglio 2005 Codice sulla Nautica da Diporto ed attuazione della Direttiva 2003/44/CEE, a norma dell art.6 della legge 8/7/2003 n 172 ; VISTO: il Decreto Ministeriale del n 146 recante Regolamento di attuazione dell art.65 del D.L n 171 recante il codice della nautica da diporto; VISTA: le Ordinanze n 9/2001 e n 19/2009 di questo Ufficio Circondariale Marittimo riguardante l attività di locazione e noleggio dei natanti da diporto; VISTO: il Decreto Ministeriale , modificato dal Decreto Ministeriale , relativo alla disciplina dello sci nautico e, per quanto applicabile ed assimilabile anche al paracadutismo ascensionale; VISTA: la Legge 1 Settembre 1998, n 17 della Regione Siciliana, istitutiva del servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere Siciliane; VISTA: la circolare 21 Gennaio 1999, n 1 dell Assessorato Regionale degli Enti Locali, relativa all istituzione del servizio di vigilanza per le spiagge libere Siciliane ai sensi della L.R. 1 Settembre 1998, n 17; VISTO: il Decreto Legislativo , n 507, recante Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell art. 1 della legge 25 Giugno 1999, n.205 ; VISTO: il decreto dell Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana inerente i divieti di balneazione vigenti in Sicilia; VISTO: il Decreto Legislativo n 4 del 09 gennaio 2012, recante Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell art. 28 della legge 04 giugno 2010, n 96; VISTO: il regolamento di esecuzione DPR n 1639 del 1968 e successive modifiche ed integrazioni; VISTO: l art.105 del D. Lgs n 112 e la legge n 88 del in tema di conferimento agli Enti locali di funzioni e compiti amministrativi dello Stato; VISTE: le Direttive emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in data ;

2 VISTO: il dispaccio n /34660 del 07/04/2006 del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, recante disposizioni in materia di riparto delle competenze tra le Autorità Marittime e gli Enti territoriali locali in materia di disciplina delle attività balneari e di prescrizioni concernenti la regolamentazione degli aspetti di sicurezza e del servizio di salvamento; VISTO: il dispaccio n in data 13/05/20013 del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, concernente linee di indirizzo per la stagione balneare CONSIDERATO: che la Regione Siciliana deve provvedere a regolamentare tutte le attività, connesse alla gestione delle aree del demanio marittimo utilizzato per scopi turisticoricreativi, che abbiano una diretta influenza sul rapporto contrattuale sorto tra ente concedente e concessionario, emanando disposizioni che hanno riflesso sui servizi, in senso lato, offerti sul territorio ricadenti lungo il litorale del Circondario Marittimo di Riposto; VISTO: il Decreto Dirigenziale n 476 del 01/06/2007 emanato dal Dirigente generale del Dipartimento Territorio ed Ambiente dell Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana; VISTA: la Legge Regionale n 15 del disposizioni sul rilascio delle concessioni demaniali marittime e sull esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo VISTA: la precedente Ordinanza di sicurezza balneare n 21/2010 del 01/06/2010 di questo Ufficio Circondariale Marittimo; VISTA: l Ordinanza n 34/12 emanata in data 11/05/2012 dal Capo di Compartimento Marittimo di Catania che stabilisce i limiti alla navigazione vigenti nelle acque territoriali del Compartimento Marittimo di Catania; CONSIDERATA: la necessità di aggiornare e sostituire la previgente Ordinanza di Sicurezza Balneare allo scopo di implementare le vigenti previsioni in materia di sicurezza delle attività balneari, al fine di qualificare ulteriormente i relativi standard qualitativi, nonché di integrarle in un unico contesto normativo; RITENUTO: opportuno disciplinare gli aspetti relativi alla Sicurezza della Navigazione, dei bagnanti nonché degli utenti in genere, necessari per l applicazione del richiamato D.D.G. n 476 Regionale, al fine di garantire lo svolgimento, in condizioni di sicurezza, delle molteplici attività che durante la stagione estiva si esplicano in prossimità delle coste, coordinando la disciplina del diporto nautico e le altre attività marittime nonché emanando direttive particolari per i servizi di salvamento; VISTI: gli atti d ufficio, O R D I N A ART. 1 CAMPO DI APPLICAZIONE La presente Ordinanza trova applicazione, nell ambito dei limiti temporali della stagione balneare, come individuata dalla Regione Sicilia, limitatamente al Circondario Marittimo di Riposto (costa compresa tra la foce del Fiume Alcantara e il Torrente Femmina Morta, ricomprendente i Comuni di Calatabiano, Fiumefreddo, Mascali e Riposto), con riferimento alla balneazione e alle attività connesse, ai fini della sicurezza marittima. Tutti gli altri aspetti legati all utilizzo e fruizione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, non espressamente previsti dalla presente Ordinanza, sono disciplinati con Decreto dalla Regione Siciliana. 2

3 ART. 2 DISPOSIZIONI GENERALI 1. Le disposizioni che seguono sono in vigore durante la stagione balneare le cui date di inizio e fine sono fissate con Decreto della Regione Siciliana. 2. Il servizio di salvamento, svolto a qualsiasi titolo e da chiunque, è prestato all utenza balneare per finalità di tutela della pubblica incolumità e di soccorso marittimo secondo caratteristiche di professionalità ed efficacia omogenee e le relative risorse sono censite ai fini della locale pianificazione SAR, quali articolazione specialistica del soccorso marittimo. 3. Nel corso della stagione balneare, presso tutte le strutture balneari e presso le spiagge adibite alla balneazione, individuate dai Comuni come spiagge libere, deve essere predisposto un adeguato servizio di salvataggio. Le condizioni minime cui deve soddisfare l organizzazione di assistenza e salvataggio predisposta dal Comune nell ambito delle Spiagge attrezzate per la libera balneazione, sono stabilite nell art. 4 della Legge regionale n 17/ Per struttura balneare si intende ogni esercizio dove il concessionario pubblico o privato svolge attività, anche a titolo gratuito, di balneazione con noleggio di ombrelloni, sedie e sdraio ed eventuali cabine e/o spogliatoi. 5. Qualora i Comuni provvedano ad assicurare il servizio di salvataggio sulle spiagge libere, le postazioni di salvataggio ed i bagnini dovranno avere le stesse dotazioni previste dalla presente Ordinanza per il servizio di salvataggio assicurato dalle strutture balneari. Qualora, invece, i Comuni non provvedano a garantire il servizio di salvamento nelle spiagge libere, dovranno darne comunicazione a questo Ufficio Circondariale Marittimo e, contemporaneamente, apporre in corrispondenza di esse adeguata segnaletica ben visibile dagli utenti (redatta in più lingue) con la seguente dicitura: ATTENZIONE BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DI APPOSITO SERVIZIO DI SALVATAGGIO. 6. Al fine di garantire un rapido intervento dei mezzi di soccorso è stato istituito, per l emergenza in mare, il NUMERO BLU L accesso a detto recapito è GRATUITO e deve essere utilizzato PER SEGNALARE LE ESIGENZE DEL SOCCORSO ALLA VITA UMANA IN MARE. L Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto può essere contattato ai seguenti numeri telefonici: solo per emergenze ART. 3 ZONE DI MARE RISERVATE AI BAGNANTI 1. La zona di mare per una distanza di 300 metri dalle spiagge e/o dalle scogliere basse e 100 metri dalle coste a picco, nella fascia di orario dalle ore 09:00 alle ore 19:00, è riservata alla balneazione, giusta Ordinanza n 34/12 dell 11/05/2012, del Capo del Compartimento Marittimo di Catania. L Ordinanza appena citata disciplina, inoltre, i limiti alla navigazione rispetto alla linea di costa, ai sensi dell art. 8 della Legge 8 Luglio 2003 n

4 2. Al fin di intraprendere una sicura balneazione, i bagnanti devono, in relazione al proprio stato e alle capacità natatorie, valutare le condizioni meteorologiche e del mare presenti nella zona, con particolare riferimento all andamento del moto ondoso, alla temperatura e profondità delle acque; 3. Le zone di costa destinate alla balneazione sono quelle con strutture balneari o individuate dal Comune come Spiagge Libere. In tutto il rimanente litorale la balneazione avviene ad esclusivo rischio e pericolo di chi la esercita. Qualora espletata, deve essere condotta con la massima prudenza, verificando costantemente lo stato dello specchio acqueo circostante. Se non è presente un unità navale di appoggio, è consigliabile dotarsi di un galleggiante sormontato da bandiera rossa con striscia diagonale bianca (quello utilizzato dai subacquei) o di una cuffia di colore ben visibile/retroriflettente; 4. Entro la zona di cui al punto 1) gli esercenti di stabilimenti e strutture destinate alla balneazione hanno l obbligo di segnalare il limite dello specchio acqueo interessato alla balneazione con il posizionamento di gavitelli di colore rosso saldamente ancorati al fondo e posti a distanza di metri 50 (cinquanta) l uno dall altro, parallelamente alla linea di costa, in corrispondenza delle estremità del fronte a mare della concessione, in sito ritenuto idoneo in base ai fondali prospicienti la struttura di che trattasi. 5. Analogo obbligo è posto a carico dei Comuni rivieraschi per gli specchi acquei antistanti le spiagge libere. Qualora i Comuni non provvedano a tale sistema di segnalazione, devono apporre sulle relative spiagge un adeguata segnaletica, ben visibile dagli utenti (eventualmente redatta in più lingue) con la seguente dicitura: ATTENZIONE - LIMITE ACQUE INTERDETTE ALLA NAVIGAZIONE NON SEGNALATO. 6. I Comuni rivieraschi, per le spiagge libere e gli esercenti delle strutture di cui sopra, per le aree in concessione, devono segnalare il limite entro il quale possono bagnarsi i non esperti del nuoto. Il limite di tali acque sicure (metri -1,60) deve essere segnalato mediante l apposizione di galleggianti di colore bianco, collegati da una cima ad intervalli non superiori a 5 metri, le cui estremità siano ancorate al fondo. Qualora i Comuni non provvedano a tale sistema di segnalazione, devono apporre sulle relative spiagge un adeguata segnaletica, ben visibile dagli utenti (redatta in più lingue) con la seguente dicitura: ATTENZIONE LIMITE ACQUE SICURE (profondità -1,60 metri) NON SEGNALATO. Art. 4 DISCIPLINA DELLA NAVIGAZIONE IN PROSSIMITÀ DELLA COSTA ZONE DI MARE INTERDETTE ALLA NAVIGAZIONE 4 1. Secondo quanto disposto dall Ordinanza n 34/12 dell 11/05/2012, del Capo del Compartimento Marittimo di Catania, NEGLI SPECCHI ACQUEI RISERVATI ALLA BALNEAZIONE È VIETATA: a) la navigazione di qualsiasi unità navale propulsa a vela o a motore, quali a titolo esemplificativo e non esaustivo wind-surf, kite-surf, scooter d acqua, propulsori acquatici e mezzi similari nonché dei surf, ad eccezione dei natanti da diporto tipo jole, canoe, pattini, mosconi, lance a remi, pedalò e simili. Qualora non vi sia nei pressi un corridoio di lancio e le zone siano frequentate da bagnanti, le predette unità potranno atterrare/ripartire solo se condotte a remi o a nuoto. Fermo restando l obbligo di procedere con attenta cautela, da tale divieto sono esentati i mezzi adibiti al servizio di soccorso e/o polizia marittima in dipendenza dell attività in corso di espletamento, nonché i mezzi nautici impegnati nei servizi di campionamento delle acque ai fini della

5 balneabilità, in aderenza al Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470 e successive modifiche ed integrazioni. b) lo stazionamento permanente e/o temporaneo, mediante ormeggio a gavitello o all ancora o con qualsiasi altro mezzo di ritenuta, la sosta o l ancoraggio di qualsiasi unità navale, ad eccezione delle unità di salvataggio e/o polizia e salvi i casi regolarmente autorizzati con apposita concessione demaniale marittima; c) in deroga a quanto previsto dai punti a) e b) del presente articolo, le zone di mare NON frequentate da bagnanti possono essere attraversate, ai soli fini dell atterraggio, dell ormeggio e/o dell ancoraggio, da unità in navigazione a motore o a vela, purché a lento moto (massimo 3 nodi e, comunque, in dislocamento) con rotta perpendicolare alla linea di costa, previa adozione di ogni precauzione atta ad evitare danni a persone e/o cose; d) gli acquascooter o moto d acqua e mezzi similari, possono navigare nella fascia costiera compresa tra i 500 metri ed 1 miglio dalla costa in presenza di spiagge e/o scogliere basse, ovvero nella fascia costiera compresa tra i 150 metri ed 1 miglio dalla costa in presenza di coste a picco. 2. Nelle zone frequentate dai bagnanti, le unità a vela ed a motore, comprese quelle propulse a getto idrodinamico, con la sola eccezione di quelle destinate al salvataggio, possono evoluire, transitare e sostare ad una distanza non inferiore a 50 metri dal limite dello specchio acqueo destinato alla balneazione (individuato al punto 1). È altresì vietato compiere evoluzioni o transitare a velocità sostenuta nelle vicinanze di altri natanti; 3. È consentita la navigazione sulle rotte di ingresso/uscita nei/dai porti/approdi ove è, però, vietato navigare ad una velocità superiore ai tre nodi ed è fatto obbligo di mantenere rotta diretta verso/dal l imboccatura; 4. Quando le unità a motore ed a vela navigano a distanza inferiore ai 500 metri dalle scogliere a picco e 1000 dalle spiagge, devono navigare con gli scafi in dislocamento e, comunque, a velocità non superiore ai dieci nodi; 5. In corrispondenza delle scogliere a picco, ove non si registrino attività di balneazione e ove non vigono Ordinanze di interdizione, è consentito l avvicinamento ed il temporaneo ancoraggio di unità da diporto purché vengano osservate tutte le precauzioni possibili, tra le quali il servizio di vedetta, la navigazione a lento moto (massimo 3 nodi e, comunque, in dislocamento) e con rotta perpendicolare alla linea di costa, l attento accertamento dell assenza in acqua di bagnanti o di subacquei ed ogni altra precauzione atta ad evitare danni a persone e/o cose; ART. 5 PRESCRIZIONI SULL USO DELLE SPIAGGE L uso delle spiagge e le norme di comportamento imposte ai frequentatori delle stesse sono disciplinate con apposita D.D.G. 476 dell Assessorato Territorio ed Ambiente richiamato in premessa. Fermo rimanendo l applicazione dei limiti e dei divieti disposti dall Assessorato T. e A. della Regione Siciliana sull uso delle spiagge, nell ambito del Circondario Marittimo è vietato: 5 a) Sorvolare le spiagge e gli adiacenti specchi acquei per qualsiasi scopo, a quota inferiore a 300 metri (1000 piedi), ad eccezione dei mezzi di soccorso e di polizia; b) Accendere fuochi di qualsiasi tipo e fornelli a campeggio, compresi quelli elettrici; è vietato altresì l uso di fuochi pirotecnici in mancanza di apposita autorizzazione;

6 c) Pescare con qualsiasi tipo di attrezzo munito di amo o arpione nelle ore e nelle zone destinate alla balneazione; d) Transitare e/o sostare sulle spiagge con qualsiasi tipo di veicolo ad eccezione di quelli destinati alla pulizia ed al soccorso; e) Condurre in spiaggia qualsiasi animale fuori dagli appositi spazi eventualmente designati dalle Autorità Competenti; f) Posizionare ombrelloni, sedie sdraio, lettini, teli da mare ed ogni altro oggetto che possa impedire o limitare il libero transito sulla fascia di battigia estesa per 5 (cinque) metri a partire dal bagnasciuga; È VIETATA LA BALNEAZIONE: 6 ART. 6 ZONE DI MARE VIETATE ALLA BALNEAZIONE 1) all interno del porto di Riposto e nel porticciolo di Torre Archirafi del Comune di Riposto; 2) nel raggio di metri 300 (trecento) dall imboccatura portuale e metri 100 (cento) dalle strutture portuali ed in tutte le zone destinate o interessate dal normale transito di unità navali; 3) nel raggio di 100 (cento) metri da approdi, darsene o passerelle per l attracco delle unità navali; 4) nel raggio di 100 (cento) metri in prossimità di zone di mare in cui vi siano lavori in corso; 5) nelle zone di transito e/o sosta del naviglio in genere. Oltre i limiti di cui ai punti 1) e 3) dell'articolo 3, per non interferire con il transito altre unità a vela o a motore, il bagnante è obbligato a mantenersi in prossimità dell'unità dalla quale si è tuffato. 6) nelle zone destinate alla mitilicoltura; 7) all interno degli appositi corridoi di lancio, opportunamente segnalati; 8) nei tratti di mare e di costa interdetti alla balneazione, con apposite Ordinanze emanate dell Ente competente relative ai Comuni di Calatabiano, Fiumefreddo, Mascali e Riposto, nonché nei tratti di specchio acqueo interdetti con Ordinanze dell Autorità Marittima. A tal fine, i Sindaci dei citati Comuni rivieraschi sono invitati ad apporre idonei cartelli monitori nei pressi delle zone interessate dall interdizione alla balneazione. Qualora i divieti di balneazione dovessero interessare tratti di mare antistanti strutture di carattere turistico-ricreativo, ai concessionari è fatto obbligo di far conoscere agli utenti il divieto di balneazione mediante apposizione di idonea cartellonistica facente riferimento all Ordinanza Sindacale. La struttura, pertanto, potrà essere utilizzata a soli fini elioterapici, con divieto di poter esercitare la balneazione negli specchi acquei interdetti. Parimenti, qualora gli specchi acquei interdetti fossero prospicienti a strutture date in concessione a privati per altri scopi (passerelle, piattaforme, ecc.), le stesse potranno essere utilizzate solo a fini elioterapici; 9) negli specchi acquei antistanti le foci dei fiumi e dei canali, fino ad una distanza di 50 (cinquanta) metri dalla costa; 10) entro 100 (cento) metri dalle bocche di presa e restituzione di acque degli impianti di piscicoltura; 11) inoltre, a causa del potenziale pericolo rappresentato dall instabilità dei costoni rocciosi sovrastanti alcuni tratti di arenile di questo Circondario Marittimo, è vietata la balneazione nello specchio acqueo antistante nonché il transito e la sosta di persone e/o cose nei predetti tratti di arenile. Tali zone sono disciplinate con Ordinanze emanate dall Ente competente.

7 ART. 7 DISCIPLINA PARTICOLARE DEI SERVIZI DI SALVAMENTO 1. Gli esercenti di strutture balneari durante l apertura al pubblico devono: 1.1 attivare un efficiente servizio di soccorso e salvataggio; 1.2 organizzare, per gli utenti della struttura, durante l orario previsto per la balneazione, un servizio di assistenza alla balneazione composto da personale abilitato al salvamento al nuoto, muniti di idoneo brevetto in corso di validità, rilasciato dalla F.I.S.A. o dalla Società Nazionale di Salvamento di Genova o dalla Federazione Italiana Nuoto (Sezione Salvamento) contraddistinto dalla sigla M.I.P. o comunque indicante l abilitazione ad operare in mare, ogni 80 (ottanta) metri di fronte mare o frazione di esso. Qualora particolari conformazioni dell arenile, della costa o della struttura balneare impediscano la visibilità di tutto lo specchio acqueo antistante, il numero degli assistenti abilitati la salvataggio deve essere incrementato in modo da vigilare costantemente su tutto lo specchio acqueo. Inoltre, i predetti esercenti hanno l obbligo di mantenere in perfetta efficienza nella misura di uno ogni 150 (centocinquanta) metri di fronte a mare o frazione, un unità navale idonea a disimpegnare il servizio di salvataggio (con un minimo di uno) di coloro rosso o arancione, recante la scritta SALVATAGGIO ed il nome dello stabilimento, dotata di un salvagente anulare munito di una sagola galleggiante lunga almeno 25 mt. e di un mezzo marinaio o gaffa. Tale imbarcazione non deve essere in alcun caso destinata ad altri usi. È data facoltà all esercente di impiegare, in aggiunta e non in alternativa all unità navale destinata al servizio di salvamento, un altro mezzo previa formale istanza di utilizzo da presentare a questo Ufficio Circondariale Marittimo. In tali casi la valutazione sulla scelta del mezzo da impiegare per la prestazione del servizio di salvamento sarà rimessa al prudente apprezzamento del responsabile dello stesso, in funzione della situazione contingente (condizioni meteomarine, distanza della persona in pericolo, presenza di bagnanti, ecc.). I bagnini di salvataggio non potranno essere impiegati in altre mansioni. Il bagnino dovrà indossare una maglietta di colore rosso con la scritta SALVATAGGIO in bianco ed avere a disposizione le seguenti dotazioni individuali: galleggiante ovoidale tipo bay-watch con sagola e cintura ; fischietto; maschera, snorkel e pinne corte; giubbotto di salvataggio, e dovrà stazionare, in base alle condimeteo, nella postazione di cui al successivo punto oppure in mare sull imbarcazione di servizio o a piedi lungo la battigia. 7

8 Ove non risulti assicurato tale servizio si procederà alla chiusura d autorità della struttura fino all accertamento del ripristino del servizio. Qualora in una struttura balneare sia presente una piscina e/o vasca, il gestore ha l obbligo, in materia di servizio di salvataggio, di attenersi alle disposizioni dell art. 14 del D. M. 18 marzo 1996, impiegando un assistente ai bagnanti a ciò dedicato in soprannumero a quelli già previsti dalle presenti disposizioni. L assistente bagnanti, a norma dell art. 359 C.P., nell esercizio delle sue funzioni, riveste la qualifica di esercente un servizio di pubblica necessità, rispondendo direttamente e personalmente del suo operato in conformità agli obblighi inerenti la funzione (sorveglianza e tentativo di salvataggio) e derivanti dalle presenti disposizioni (come disposto con Sentenza n datata 12/06/2006 della Suprema Corte di Cassazione). Egli è tenuto: a prestare il proprio servizio continuativamente durante l orario di balneazione, da quando è attiva la postazione e sino alla sua chiusura, senza essere assegnato ad altre attività o mansioni, ne assentarsi senza giustificato motivo e previa sostituzione con altro operatore abilitato, ovvero segnalazione con la prescritta bandiera, qualora la temporanea assenza determini interruzione del servizio di salvataggio, comunque non superiore ai 30 minuti nell arco della giornata; a presidiare la torretta di avvistamento; a stazionare in prossimità della corrispondente postazione di salvataggio, ovvero in mare sull imbarcazione di servizio, indossando sempre la prescritta maglietta, riportante la dicitura SALVATAGGIO e con le previste dotazioni individuali immediatamente disponibili presso la stessa postazione; a mantenere in servizio, in ogni circostanza, un contegno corretto ed educato, fornendo la propria collaborazione a richiesta dell Autorità Marittima o delle Forze di Polizia; a segnalare con immediatezza alle competenti Autorità qualsiasi situazione di pericolo verificatasi, ovvero sinistro occorso in mare; a prestare primo soccorso in caso di incidenti connessi alla balneazione (malori, lesioni, congestioni, annegamenti, ecc.) nei limiti dei propri compiti di prima assistenza alle persone in pericolo o infortunate; a chiedere l intervento della forza pubblica, secondo le esigenze ed in caso di gravi turbative; a portare a conoscenza dei bagnanti i divieti contenuti nella presente Ordinanza, nonché eventuali situazioni di rischio o pericolo per la balneazione. 1.3 Ubicare le postazioni di salvataggio, costituite da una piattaforma di osservazione sopraelevata dal piano spiaggia di almeno due metri, in una posizione che consenta la più ampia visuale possibile nonché rendere permanentemente disponibili presso ognuna di esse le seguenti dotazioni: Un binocolo; Un megafono; Un fischietto. 1.4 Posizionare, in prossimità degli estremi della concessione, presso la battigia, due salvagenti anulari con sagola galleggiante lunga almeno 25 (venticinque) metri. Inoltre ogni stabilimento deve tenere sulla battigia 200 (duecento) metri di fune di salvataggio tipo galleggiante con cinture o bretelle su rullo; 1.5 Issare, su apposito pennone ben visibile una bandiera rossa indicante il DIVIETO DI BALNEAZIONE qualora, a proprio giudizio, o a giudizio dell Autorità 8

9 Marittima, le condizioni meteomarine o qualsivoglia altro motivo sconsiglino la balneazione o richiedano particolare attenzione; 1.6 Posizionare un cartello, in posizione ben visibile, che riporti i numeri telefonici dei seguenti uffici: - Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto; - Ospedale (il più vicino); - Carabinieri; - Polizia di Stato; - Guardia di Finanza; - Vigili del Fuoco; - Polizia Municipale. 1.7 Dotarsi di un idoneo locale adibito esclusivamente a primo soccorso ove dovrà essere tenuto pronto per l uso del materiale di primo soccorso secondo quanto prescritto dalla competente Autorità Sanitaria e costituito almeno da: n 1 pallone AMBU o altro apparecchio per la respirazione artificiale di analoga efficacia; n 3 bombole individuali di ossigeno da un litro senza riduttore di pressione o in alternativa una bombola da litri otto con manometro e regolatore di pressione; n 3 cannule orofaringee per la respirazione artificiale di cui una per bambini; mascherine per respirazione bocca a bocca; pocket-mask per respirazione bocca naso bocca; n 1 apribocca a vite o sistema similare; n 1 pinza tiralingua; n 1 barrella; n 1 valigetta pronto soccorso nautica Tab. D, conforme al D.M. 279 del 25/05/58 anche di tipo portatile, contenente le dotazioni prescritte dalla normativa vigente E data facoltà all esercente di impiegare, in aggiunta e non in alternativa, all unità navale destinata al servizio di salvamento, un ulteriore mezzo nautico o una moto d acqua (acquascooter), che dovrà riportare le medesime scritte del primo, posizionandola a terra presso la postazione di salvataggio, alle seguenti condizioni: a) Dovrà essere preventivamente presentata all Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto formale istanza di utilizzo della moto d acqua da adibire al servizio di salvamento nella quale siano indicati: I nominativi ed i relativi titoli (patente nautica brevetto di assistente bagnante / bagnino di salvataggio) del personale da impiegare; Caratteristiche e dotazioni della moto d acqua; Polizza assicurativa (da allegare in copia) dell unità che oltre a prevedere la copertura R.C., assicuri tutte le persone trasportate; Dichiarazione da parte del concessionario/gestore di farsi pieno carico della responsabilità dell espletamento del servizio di salvamento con l ausilio di tale tipo di natante; b) Dovrà essere utilizzato un corridoio di lancio per la partenza e l atterraggio; c) Le moto d acqua dovranno essere destinate esclusivamente all attività di salvamento e dovranno recare la scritta ben visibile SALVATAGGIO su entrambi i lati; d) Le moto d acqua dovranno essere equipaggiate con un conduttore munito di patente nautica e con un assistente bagnante munito di brevetto; e) Le moto d acqua dovranno essere dotate di barella per il salvamento assicurata alla stessa moto d acqua tramite sganci; f) Durante l uscita in mare, il conduttore e la persona abilitata al salvamento dovranno indossare una cintura di salvataggio ed il casco rigido protettivo;

10 3. Il servizio di salvamento dovrà essere svolto con continuità durante tutta la fascia oraria di apertura all utenza ai fini della balneazione, garantendo la sostituzione del personale abilitato preposto con pari soggetti abilitati. 4. Ogni intervento significativo svolto da parte degli abilitati al salvamento al nuoto che, in ragione della gravità dello stesso comporti la redazione del c.d. rapporto d incidente in acqua FIN o similare SNS, comporta l onere a carico dello stesso ed alternativamente del titolare della concessione demaniale marittima della trasmissione o consegna di detto documento, entro le 24 ore successive all accadimento, all Autorità Marittima. 5. Gli stabilimenti ad uso privato la cui attività è connessa a colonie marine, case di vacanza e simili sono tenuti ad attivare la propria postazione di salvataggio per il periodo di apertura e limitatamente alle ore in cui gli ospiti hanno accesso alla spiaggia per la balneazione. 6. Presso ogni piscina o vasca, come definita dal D.M. 18/03/96 (art.14), il servizio di salvataggio deve essere disimpegnato da un assistente bagnante quando il numero di persone contemporaneamente presenti nello spazio di attività è superiore alle 20 unità o in vasche con specchi d'acqua di superficie superiore a 50 m 2. Detto servizio deve essere disimpegnato da almeno due assistenti bagnanti per vasche con specchi d'acqua di superficie superiore a 400 m 2. ART. 8 CORRIDOI DI LANCIO Le unità navali con propulsione a motore o vela per raggiungere le spiagge o le scogliere ovvero i limiti esterni della zona riservata alla balneazione, negli orari previsti all art. 3 punto 1, devono utilizzare i corridoi di atterraggio, ovvero procedere a remi. I concessionari, muniti di regolare concessione/autorizzazione rilasciata dall Amministrazione Regionale, dovranno limitare lo specchio acqueo antistante la concessione al fine di realizzare corridoi di lancio per l atterraggio e la partenza delle unità da diporto a motore, a vela, a vela con motore ausiliario, tavole a vela e moto d acqua. I corridoi dovranno essere posizionati in adiacenza ad uno dei limiti laterali della concessione stessa, in modo che tale attività non contrasti con l attività di balneazione I predetti corridoi dovranno avere le seguenti caratteristiche: larghezza metri 20 (venti). Tale misura, che in ogni caso non potrà essere inferiore a metri 10 (dieci), potrà essere ridotta qualora il fronte a mare della concessione sia pari o inferiore al limite di metri 20 (venti); profondità non inferiore al limite del tratto di mare riservato alla balneazione; delimitazione costituita da gavitelli di colore giallo o arancione collegati con sagola tarozzata e distanziati ad intervalli di 50 (cinquanta) metri; individuazione dell imboccatura a mare mediante posizionamento di bandierine bianche sui gavitelli esterni di delimitazione. Le unità a vela, ivi comprese le tavole a vela, devono attraversare i corridoi ad andatura 10

11 ridotta al minimo. Le unità a motore ivi comprese le moto d acqua, devono attraversare i corridoi a lento moto e, comunque, a velocità tale da evitare emissioni di scarico ed acustiche di disturbo ai bagnanti. All interno del corridoio di lancio è vietata la balneazione, l ancoraggio e la sosta di qualsiasi unità navale. È fatto obbligo di istituire apposito corridoio di lancio per tutti i concessionari che intendono far svolgere le attività balneari indicate dagli artt. 10 al 18 della presente Ordinanza. ART. 9 DISCIPLINA DELLA PESCA 1. Durante la stagione balneare è vietato l esercizio di qualsiasi tipo di pesca nel tratto di mare riservato alla balneazione di cui all art. 3 comma L'esercizio della pesca sportiva è vietato a distanza inferiore a 500 (cinquecento) metri da unità impegnate in attività di pesca professionale. È altresì vietata la pesca, sia sportiva che professionale, nei tratti di mare prospicienti l'imboccatura del porto di Riposto per un raggio di 1000 (mille) metri dalla congiungente i punti più foranei e comunque nel settore comprendente le rotte d'accesso delle navi. 3. La pesca subacquea è regolamentata dagli articoli 128, 129, 130 e 131 del Regolamento della pesca, approvato con D.P.R. 1639/68 e successive modificazioni ed integrazioni. Nelle acque antistanti le spiagge frequentate dai bagnanti la pesca subacquea è sempre vietata fino a 500 (cinquecento) metri dalla battigia. Chi esercita l attività subacquea deve segnalare la propria presenza mediante galleggiante di superficie, recante una bandiera rossa con striscia diagonale bianca visibile ad una distanza non inferiore a 300 (trecento) metri. Se il subacqueo è accompagnato da un natanteappoggio, la bandiera deve essere collocata sul natante. Il subacqueo deve operare entro un raggio di 50 (cinquanta) metri dalla verticale del natante-appoggio o del galleggiante portante la bandiera di segnalazione. 4. È vietato attraversare le zone frequentate dai bagnanti con l arma subacquea carica. ART. 10 PRESCRIZIONI GENERALI PER GLI SPORT ACQUATICI Tutte le attività ricreative disciplinate con la presente Ordinanza possono essere esercitate esclusivamente in orari diurni e nel rispetto di tutte le norme vigenti di settore, ivi comprese le locali vigenti Ordinanze di disciplina dei limiti di navigazione nonché di sicurezza balneare. Resta inteso che le suddette attività, se effettuate per conto di terzi, sono soggette alla generale disciplina delle vigenti Ordinanze in materia di attività svolte sul demanio marittimo, salvo il rispetto di ulteriori norme specifiche in funzione del tipo di attività e/o luogo di svolgimento delle stesse. ART. 11 DISCIPLINA DELLO SCI NAUTICO Si applicano, in linea generale, le disposizioni particolari di cui al Decreto del Ministro della Marina Mercantile in data 26 gennaio 1960, come modificato con D.M. l5 Luglio In 11

12 particolare, le scuole di sci nautico, comunque gestite, devono attenersi all'osservanza delle condizioni prescritte dall'art. 3 del D.M. 26/11/1960 e ad ogni altra norma in materia applicabile dettata dall'autorità Marittima. Chi intende esercitare l'attività di sci nautico deve rispettare le seguenti prescrizioni: a) l unità esercitante il traino per sci nautico deve essere condotta da persona abilitata alla conduzione di unità a motore (patente nautica); b) il conduttore deve essere assistito da persona esperta del nuoto incaricata di servire il varo e di sorvegliare lo sciatore nautico; c) non possono essere trainati più di due sciatori per volta; d) la distanza da unità navale a sciatore non può essere inferiore a 12 metri; e) ogni altra unità deve mantenere una distanza laterale da unità che traina uno sciatore in sicurezza non inferiore a 50 metri; f) deve essere presente a bordo dell unità trainante cassetta di pronto soccorso ed un salvagente per ciascuno degli sciatori. Ogni sciatore deve indossare il giubbetto di salvataggio; g) i mezzi nautici utilizzati devono essere muniti di sistemi di aggancio e rimorchio nonché di ampio specchio retrovisore convesso riconosciuti idonei dall Organismo Riconosciuto; h) nelle zone antistanti spiagge libere, ove non esistono corridoi di lancio, la partenza ed il rientro delle unità trainanti deve avvenire perpendicolarmente alla terra ferma e con il motore al minimo. La disciplina di tale sport può essere svolta esclusivamente a distanza superiore a 500 metri dalla costa, in orari diurni, con condizioni meteorologiche favorevoli e durante la stagione balneare. ART.12 DISCIPLINA DEL VOLO DA DIPORTO O SPORTIVO Fermo restando quanto stabilito dal D.P.R. 5 agosto 1988 n. 404, come modificato dal D.P.R. 28 aprile 1993 n. 207, è vietato nelle spiagge del Circondario Marittimo e nel tratto di mare riservato alla balneazione, in mancanza di apposita autorizzazione e di apprestamenti e attrezzature adeguate, il decollo e l'atterraggio degli apparecchi utilizzati per il volo da diporto o sportivo. È altresì vietato il sorvolo delle spiagge del Circondario Marittimo e del tratto di mare antistante riservato alla balneazione, a quota inferiore a trecento metri (1.000 piedi), ad eccezione dei mezzi di soccorso e di polizia, o salvo i casi espressamente autorizzati dalle competenti Autorità. È vietato per i conduttori di idrovolante e paracadute ascensionale ammarare in acque frequentate dai bagnanti o lungo i corridoi destinati alle unità da diporto. ART. 13 DISCIPLINA DEL PARACADUTISMO ASCENSIONALE PARAFLY Chi intende esercitare l'attività di paracadutismo ascensionale deve rispettare le seguenti prescrizioni; a. la distanza laterale di sicurezza tra un battello trainante e gli altri natanti non deve essere inferiore ai metri 50; b. la forza massima del vento non deve oltrepassare il limite del 3 grado della Scala Beaufort (7 - l0 nodi); 12

13 c. tale attività non è consentita all'interno dei porti, lungo le rotte di accesso ai porti ed all'imboccatura degli stessi, nei canali marittimi aventi scarso pescaggio e/o ampiezza, ovvero in altre zone di mare comunemente utilizzate per la pesca, e nelle acque esterne, adiacenti al porto, che si estendono per il raggio di un miglio dalle opere foranee; d. a bordo dell imbarcazione trainante deve essere sempre presente altra persona esperta nel nuoto; e. le imbarcazioni devono essere dotate di sistemi di aggancio e rimorchio nonché di dispositivi retrovisori riconosciuti idonei dall'autorità Marittima; f. la partenza ed il recupero della persona trainata debbono avvenire soltanto in acque libere tramite appositi corridoi di lancio; g. la distanza laterale di sicurezza tra l'imbarcazione trainante ed altre imbarcazioni eventualmente presenti in zona deve essere superiore al complesso (cavo-sportivoparacadute) trainato e comunque non inferiore a mt. 50; h. è vietato a qualsiasi unità seguire, lungo la scia ed a distanza non di sicurezza, le imbarcazioni impegnate nell'attività di paracadutismo ascensionale; i. è altresì vietato alle unità che navigano in prossimità di imbarcazioni impegnate nell'attività precitata attraversarne la scia a distanza tale da poter originare situazioni di pericolo; j. le imbarcazioni utilizzate devono essere dotate di invertitori; k. ciascuna imbarcazione può trainare soltanto una persona munita di paracadute; l. la persona trainata deve indossare cintura di salvataggio o altro dispositivo riconosciuto idoneo in ottemperanza alle norme in vigore; m. in considerazione della specialità dell'attività le polizze assicurative delle imbarcazioni dovranno contemplare espressamente l'attività in esame; n. l'installazione di impianti fissi (trampolini, piattaforme, ecc.) deve essere preventivamente autorizzata ai sensi di legge; o. i conduttori (skipper) di natanti adibiti al paracadutismo ascensionale devono essere in possesso di patente nautica rilasciata per la navigazione entro 12 miglia dalla costa; p. aver compiuto il diciottesimo anno di età; q. non possono svolgersi competizioni in assenza di specifica preventiva autorizzazione di questa Autorità Marittima; r. deve essere fornita esauriente informazione sul tipo di attività che si intende intraprendere; s. La disciplina di tale sport può essere svolta esclusivamente a distanza superiore a 500 metri dalla costa, in orari diurni, con condizioni meteorologiche favorevoli e durante la stagione balneare; t. le scuole di formazione, oltre a quanto sopra, dovranno premunirsi di idonee polizze assicurative, di istruttori abilitati alla conduzione delle unità impiegate e di personale ausiliario (esperta nel nuoto) in possesso del brevetto di "assistente bagnanti" in corso di validità. ART. 14 DISCIPLINA DEI BANANABOATS O SIMILARI Chi intende utilizzare bananaboats ovvero mezzi galleggianti da traino similari deve rispettare le seguenti prescrizioni: 1. non devono rimorchiarsi bagnanti in numero superiore a quello indicato dal fabbricante, o comunque minorenni; 2. deve essere fornita agli eventuali clienti esauriente informazione sul tipo di attività che si intende intraprendere con i suddetti mezzi; 13

14 3. in tutti i casi le persone trainate devono essere munite di cintura di salvataggio e, qualora necessari, degli ulteriori dispositivi di sicurezza individuali e collettivi a seconda della distanza dalla costa; 4. i dipendenti delle ditte di noleggio incaricati, quali esperti di nuoto, devono essere muniti di apposito brevetto; 5. non potranno essere effettuate evoluzioni, con tali mezzi trainati, al fine di far cadere violentemente in mare le persone trasportate; 6. per l'accesso in mare dei suddetti mezzi dovranno essere esclusivamente utilizzati corridoi di lancio nel rispetto delle prescrizioni della vigente Ordinanza di sicurezza balneare; 7. La disciplina di tale sport può essere svolta esclusivamente a distanza superiore a 500 metri dalla costa, in orari diurni, con condizioni meteorologiche favorevoli e durante la stagione balneare. ART. 15 PRESCRIZIONI SULL UTILIZZO DI PROPULSORI ACQUATICI ACQUASCOOTER SUBACQUEI L'utilizzo di propulsori acquatici predisposti per nuoto, snorkeling e per escursioni subacquee è consentito ai maggiori di anni 16, in ore diurne con condizioni meteomarine favorevoli, nonché, ad una distanza non inferiore ai 500 metri dalla costa nel periodo previsto della stagione balneare. L'impiego di tale dispositivo acquatico dovrà essere segnalato con la presenza di un galleggiante con bandiera rossa e striscia diagonale bianca, munito di cima di lunghezza massima di 50 mt. Nel caso in cui il citato dispositivo acquatico venga impiegato da soggetti minorenni deve essere presente una persona maggiorenne in assistenza. Oltre alle limitazioni sopra riportate, l'uso di acquascooter subacquei non è consentito nelle seguenti località del Circondario Marittimo di Riposto: 1) All'interno del porto ed entro un raggio di 500 metri dall'imboccatura del porto; 2) Ad una distanza inferiore ai 300 metri degli impianti fissi da pesca; 3) Nelle zone di mare destinate all'ancoraggio ed a una distanza inferiore ai 300 metri dalle navi mercantili, militari e da unità ed imbarcazioni alla fonda; 4) In luoghi dove sfociano fiumi, canali, e collettori di qualunque genere; 5) Nelle zone riservate alla balneazione durante la stagione balneare. 14 ART. 16 ACQUASCOOTERS Nel Circondario Marittimo di Riposto, agli acquascooters è VIETATO: 1. Navigare ad una distanza inferiore a 500 metri dalla battigia durante la stagione balneare; 2. Navigare oltre 1 miglio dalla costa; 3. Mantenere, durante la navigazione, una distanza inferiore a 100 metri I'uno dall'altro; 4. Il trasporto di bambini di età inferiore ai 10 anni; 5. Evoluire all'interno dei porti e degli approdi, nei pressi delle imboccature o lungo le rotte di accesso ai porti o approdi medesimi, nonché navigare in tutti gli specchi d'acqua dove vige divieto di navigazione ovvero eventualmente interdetti alla balneazione per motivi igienico sanitari. La condotta degli acquascooters è vietata a chi è sprovvisto di Patente Nautica e comunque ai minori di anni 18 (diciotto).

15 Gli acquascooters devono inoltre rispettare le seguenti prescrizioni: Durante la navigazione sia il conducente che l'eventuale passeggero devono obbligatoriamente indossare una cintura di salvataggio; Essere dotati di un estintore tipo 13/B; Essere dotati di una cima galleggiante idonea per il recupero ed il rimorchio degli acquascooters; Durante la navigazione il conducente deve portare il bracciale di arresto d'emergenza del motore fissato al polso. I conduttori di acquascooters devono sempre tenere a bordo (anche in copia conforme) la patente nautica, il certificato d'uso del motore ed il contrassegno d'assicurazione, nonché I'eventuale certificato di omologazione del mezzo. Ad esclusione dei porti, gli acquascooters, nelle zone di mare prospicienti stabilimenti e zone balneari, spiagge attrezzate, campi boe e piattaforme galleggianti, possono prendere il mare esclusivamente da appositi corridoi di lancio nel rispetto delle prescrizioni della vigente Ordinanza di sicurezza balneare. Essi devono attraversare il corridoio di lancio a lento moto, nelle fasi di partenza e di atterraggio, al fine di evitare che le emissioni di scarico, nonché quelle acustiche, abbiano ad arrecare danno o fastidio ai bagnanti ed agli altri fruitori delle spiagge. La velocità deve essere tale da non permettere che il tubo di scarico del mezzo, nella spinta propulsiva, emerga dall'acqua e comunque massima di 3 nodi. Con le stesse modalità dovranno essere effettuate le manovre di rientro per l'ormeggio. E' vietato l'alaggio, il deposito e varo degli acquascooters su spiagge o su aree demaniali marittime in genere ricadenti nel circondario marittimo di Riposto, a meno che non sia stato autorizzato da questa Autorità Marittima. Il varo, l'alaggio, la partenza e l'approdo dei natanti di cui trattasi è consentito, durante la stagione balneare, dai porti (porticcioli e pontili galleggianti destinati al traffico marittimo da diporto), da corridoi appositamente concessi per la partenza e l'arrivo degli scooter acquatici, nonché da campi boe o da piattaforme galleggianti. La disciplina di tale sport si applica anche ai mezzi omologati e riconosciuti similari e può essere svolta esclusivamente in orari diurni, con condizioni meteorologiche favorevoli e durante la stagione balneare. ART. 17 DISCIPLINA DEL KITESURF L'uso delle tavole con aquilone (di seguito denominate Kitesurf) è consentito ai maggiori di anni sedici, in ore diurne,con condizioni meteo marine favorevoli. Durante l'utilizzo dei Kitesurf è obbligatorio: 1. indossare permanentemente una cintura di salvataggio approvata ai sensi della normativa vigente ed un caschetto di protezione; 2. dotare il Kitesurf di un dispositivo di sicurezza che, in caso di emergenza, consenta il depotenziamento immediato dell'ala, ossia I'apertura dell'ala stessa, e il conseguente sventamento, mantenendola comunque vincolata alla persona; 3. munirsi di un attrezzo idoneo a recidere le cime in caso di emergenza; E vietato lasciare il Kitesurf incustodito senza avere scollegato almeno un lato dell'ala e riavvolto completamente i cavi sul boma. 15

16 Con il Kitesurf è comunque vietato: 1. navigare all'interno dei porti del Circondario Marittimo di Riposto, nelle zone di mare destinate all'ancoraggio e partenza delle navi e lungo le rotte di accesso alle medesime; 2. navigare a distanza inferiore a metri 500 dall'imboccatura dei porti del Circondario Marittimo di Riposto; 3. navigare a distanza inferiore ai 200 metri dagli impianti fissi da pesca, dalle reti da posta e dagli impianti di maricoltura; 4. navigare a distanza inferiore ai 200 metri da segnalamenti marittimi e da galleggianti o unità che segnalano la presenza di subacquei; 5. navigare in luoghi dove sfociano fiumi, canali e collettori di qualunque genere; 6. impiegare il Kitesurf in specchi acquei prospicienti strade, costoni rocciosi e/o ostacoli fissi presenti sottovento. Nella zona di mare prioritariamente destinata alla balneazione, l'atterraggio e la partenza dei Kitesurf devono avvenire obbligatoriamente all interno di appositi corridoi di lancio aventi le seguenti caratteristiche: a. larghezza minima fronte spiaggia di 40 metri ad allargarsi fino ad una ampiezza di 100 metri ad una distanza dalla costa di metri 100; b. devono essere delimitati lateralmente fino alla distanza di 300 metri dalla spiaggia da due linee di boe di colore arancione ad una distanza massima di metri 15 l'una dall altra; c. i corpi morti delle boe costituenti le predette linee devono essere collegati fra loro sul fondo mediante una cima non galleggiante; d. per agevolare l individuazione dei corridoi di rientro in spiaggia l'ultimo gavitello esterno (destro e sinistro) posto al limite della linea dei 300 metri deve essere di colore arancione ed avente un diametro di 80 cm., con indicato il nome del titolare e il numero dell'autorizzazione; e. i gavitelli terminali, sia lato mare che lato spiaggia, dovranno riportare la dicitura "CORRIDOIO USCITA NATANTI - VIETATA LA BALNEAZIONE"; tale divieto deve essere inoltre riportato su apposito cartello sistemato sulla battigia all'ingresso del corridoio, riportante la stessa dicitura; Norme di comportamento: i. la partenza ed il rientro devono avvenire con l'ala in posizione prossima allo ZENITH; in entrambi i casi e fino ad una distanza di 100 mt. dalla battigia, non è consentito l'utilizzo della tavola e, pertanto, gli spostamenti dovranno avvenire con il corpo immerso in acqua; ii. nei 100 mt. sopraccitati è consentito il transito di un Kitesurf per volta, con diritto di precedenza ai mezzi in rientro; iii. l'impiego del corridoio è limitato alle operazioni di atterraggio e partenza dalla spiaggia; iv. è severamente vietato effettuare prove di manovra e attività didattiche che includano l'utilizzo del Kitesurf in qualsiasi tratto di arenile; v. l'installazione dei corridoi di lancio è soggetta ad autorizzazione ai sensi di legge, nel rispetto delle caratteristiche sopracitate. Il titolare dell'autorizzazione è responsabile della sistemazione e del perfetto mantenimento della segnaletica del corridoio di lancio. 16

17 La disciplina di tale sport può essere svolta esclusivamente a distanza superiore a 500 metri dalla costa durante la stagione balneare. ART. 18 LOCAZIONE E NOLEGGIO DI UNITÀ DA DIPORTO L'esercizio delle attività di locazione e del noleggio delle unità da diporto è disciplinato dal D.M. 146/2008 nonché con Ordinanza n 19/2009 dell 11/06/2009 adottata da questo Ufficio Circondariale Marittimo. ART. 19 ATTIVITÀ SUBACQUEE A SCOPO RICREATIVO E SPORTIVO L esercizio di tale attività è disciplinato dall Ordinanza n 18/09 del 10/06/2009 di questo Comando. In generale durante le immersioni subacquee con uso di autorespiratori occorre: e.1) evitare che l attività subacquea svolta in forma privata sia effettuata in solitario ; e.2) evitare ogni forma di attività subacquea notturna in cavità sottomarine o nei relitti. ART. 20 RINVENIMENTO ORDIGNI BELLICI I comportamenti da tenere nei casi di rinvenimenti di ordigni esplosivi o presunti tali, lungo gli arenili e in mare sono fissati con Ordinanza n 59/09 del 26/11/2009 di questo Ufficio Circondariale Marittimo. In particolare, il ritrovatore deve informare immediatamente la più vicina Forza pubblica, mantenendosi distante dall oggetto che, comunque, non deve mai essere toccato. ART. 21 DISPOSIZIONI FINALI E SANZIONI 1. La presente Ordinanza entra in vigore immediatamente. 2. La precedente Ordinanza di sicurezza balneare n 21/2010 del 01/06/2010 è abrogata. 3. Con riguardo alla disciplina dell utilizzo delle spiagge e delle strutture balneari si rimanda al D.D.G. n 476 dell 01/06/2007 citato in premessa che si intende qui richiamato e recepito. 4. Gli Ufficiali e gli Agenti di Polizia Giudiziaria sono incaricati della esecuzione della presente Ordinanza. 5. Chiunque non osserva le norme stabilite nella presente ordinanza, salvo che il fatto costituisca reato, ovvero più grave reato e salvo le maggiori responsabilità derivanti dall illecito comportamento, è punito, a seconda delle infrazioni, ai sensi degli articoli 1161, 1164, 1174 e 1231 del codice della navigazione, ovvero dall art. 53 del decreto legislativo 171/2005 e dalle altre norme contenute nel Codice sulla Nautica da Diporto, nonché dall art. 10 comma b) del D. Lgs. 09 gennaio 2012, n La presente Ordinanza sarà pubblicata all Albo di questo Ufficio, negli Albi della Capitaneria di Porto di Catania, di Messina, della Regione Siciliana, dei Comuni 17

18 rivieraschi ricadenti nel Circondario Marittimo di Riposto e negli Albi dei Comuni limitrofi nonché verrà inclusa nella pagina Ordinanze On Line Riposto - del sito istituzionale: Riposto, 24 maggio 2013 F.to IL COMANDANTE T. V. (CP) Mario Orazio PENNISI 18

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