RAPPORTO STATISTiCO 2015 REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA

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1 RAPPORTO STATISTiCO 2015 REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA

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3 REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA Presidenza della Regione Direzione generale Area programmazione, controllo, sistemi informativi e sicurezza Servizio programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica Dirigente: Gianluca Dominutti Segreteria: Paola Cotterle e Elisa Steffè Elaborazione e analisi dati: Edoardo Chicco, Enrico Corubolo, Matteo Dimai, Gianluca Dominutti, Chiara Donati, Irene Plet, IIaria Silvestri Presidenza della Regione Direzione generale Servizio programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica Piazza Unità d Italia, Trieste Tel Fax Si ringraziano le Direzioni centrali, gli Enti e le Agenzie della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e gli Enti e gli Istituti che hanno fornito i dati utilizzati nella presente pubblicazione Ai sensi del D.Lgs. n. 322/1989 e della L.R. n. 14/2012 il Servizio programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica svolge le funzioni di Ufficio di statistica della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e fa parte del Sistema statistico nazionale (Sistan) La presente edizione è stata chiusa in redazione il giorno 24 aprile 2015 Riproduzioni e stampe, anche parziali, dovranno riportare in modo visibile la fonte e la proprietà dell informazione Progetto grafico: Ufficio stampa e comunicazione Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Stampa: La Tipografica s.r.l. RAPPORTO STATISTiCO 2015 REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA

4 PRESENTAZIONE L 11 luglio 2014 è stato approvato il Piano strategico della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Contestualmente, la Giunta regionale ha approvato il primo Piano della prestazione e il primo Rapporto statistico annuale. Secondo il ciclo della pianificazione strategica regionale, lo scorso 30 gennaio è stato approvato il Piano della prestazione per l anno 2015 e l aggiornamento del Piano strategico regionale, che risulta esclusivamente in un integrazione del Piano per alcune nuove azioni strategiche. La trasparenza richiede oggi apertura verso i cittadini, comunicazione delle attività e degli indirizzi, chiara assunzione di responsabilità da parte degli attori istituzionali. Il Piano strategico è uno strumento di comunicazione interna ed esterna, che definisce le responsabilità e gli obiettivi delle singole strutture dell Amministrazione per la durata della legislatura. Il Piano della prestazione articola gli obiettivi strategici in concrete azioni strategiche, aventi come orizzonte temporale i singoli esercizi, e rientra negli strumenti di natura programmatica di breve periodo delle attività dell Amministrazione. I singoli interventi in cui si concretizzano le azioni strategiche definiscono i modi, i tempi, le risorse e le responsabilità organizzative connesse al loro raggiungimento. Il primo Rapporto statistico annuale ha rappresentato la fonte conoscitiva per l analisi di sfondo e di dettaglio dei singoli settori di intervento della Regione, per definire le priorità e anticipare con azioni propositive gli scenari futuri per governare lo sviluppo del territorio. Lo studio sul posizionamento competitivo della regione, allegato al Piano strategico, ha completato l analisi sotto il profilo del benchmark internazionale: per un area di confine, tale rappresentazione porta un idoneo momento di studio per comprendere la struttura socioeconomica di base, in confronto con i soggetti limitrofi ed i valori medi di riferimento, nazionali e internazionali, secondo alcuni indicatori chiave. La Giunta regionale, approvando il Programma statistico regionale per l anno 2015, ha posto l obiettivo di garantire l utilizzo delle banche dati e le elaborazioni statistiche utili e necessarie alle finalità di pianificazione strategica, programmazione e controllo di gestione della Regione. L analisi statistica va raffinata ulteriormente per comprendere con lo studio dei dati come evolve il territorio, come l attività può impattare su singoli settori di intervento, contemperandola con l analisi delle risorse impiegate per il raggiungimento degli obiettivi. La statistica pertanto può raccontare lo stato della regione, integrarsi all attività di controllo strategico e di gestione, fornire una base conoscitiva per effettuare la valutazione. L analisi viene pubblicata sul sito internet regionale per rendicontare e rendere trasparenti i dati rilevati e gli indicatori elaborati. Il presente Rapporto statistico regionale del Friuli Venezia Giulia, alla sua seconda edizione, viene pubblicato in forma integrata alla prima Relazione sulla prestazione della Regione, strumento mediante il quale l Amministrazione illustra ai cittadini e a tutti gli stakeholder, interni ed esterni, i risultati ottenuti nel corso dell anno precedente, al fine di documentare le trasformazioni della realtà regionale nei differenti aspetti economici e sociali e di creare, anche con specifici focus di analisi, l integrazione tra la programmazione e il dato statistico di impatto. La Presidente Debora Serracchiani

5 INDICE PRESENTAZIONE 6 CONTESTO 9 1. CONTESTO MACROECONOMICO Contesto economico internazionale Contesto economico nazionale Contesto economico del Friuli Venezia Giulia FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA Sviluppo economico Inclusione sociale Occupazione Capitale umano Innovazione e servizi digitali 31 ECONOMIA E LAVORO IMPRESE La struttura produttiva del Friuli Venezia Giulia La dimensione delle imprese CREDITO La struttura del settore bancario regionale Il credito concesso Il risparmio finanziario TURISMO Capacità ricettiva Movimento turistico COMMERCIO INTERNO La struttura commerciale Le vendite al dettaglio COMMERCIO ESTERO L andamento del commercio internazionale e le previsioni di breve termine Beni e servizi esportati Mercati di interscambio AGRICOLTURA Valore aggiunto e valore della produzione agricola Aziende agricole e zootecniche Qualità ed eccellenze agroalimentari LAVORO L occupazione La disoccupazione e l inattività Gli ammortizzatori sociali La sicurezza sul lavoro RICERCA, INNOVAZIONE E E-GOVERNMENT La ricerca e sviluppo L innovazione nelle imprese Nuove tecnologie e e-government 106 INFRASTRUTTURE E AMBIENTE MOBILITÀ E TRASPORTI Trasporti aerei Trasporti via mare Trasporti su rotaia Trasporti su gomma Mercato auto e parco veicolare EDILIZIA E MERCATO IMMOBILIARE Valore economico del settore delle costruzioni Mercato immobiliare Abusivismo edilizio ENERGIA Energia elettrica Combustibili fossili MONTAGNA Il territorio montano del FVG Quadro socio-demografico Tessuto produttivo 140 SOCIETÀ POPOLAZIONE SALUTE E SANITÀ QUALITÀ DELLA VITA Le attività sociali La soddisfazione di cittadini e famiglie La situazione economica soggettiva e oggettiva CULTURA ISTRUZIONE La partecipazione al sistema dell istruzione Il rischio di abbandono scolastico L istruzione universitaria 185 PIANIFICAZIONE BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA 187 STATISTICA E PIANIFICAZIONE 188 BIBLIOGRAFIA 189 SITOGRAFIA

6 CONTESTO

7 CONTESTO MACROECONOMICO CONTESTO MACROECONOMICO CONTESTO MACROECONOMICO 1.1 Contesto economico internazionale La situazione economica a livello mondiale si presenta eterogenea: l anno 2014 ha visto un accelerazione delle economie avanzate e un rallentamento della crescita delle economie emergenti. I fattori chiave sono stati il calo del prezzo del petrolio e l apprezzamento del dollaro. Negli USA la crescita nel 2014 è stata superiore all anno precedente, anche se nell ultimo trimestre si è verificata una decelerazione riconducibile al tasso di cambio che ha penalizzato il commercio estero di beni e servizi e al rallentamento degli investimenti produttivi, nonostante l accelerazione dei consumi privati favorita dalla bassa inflazione e dal buon andamento del mercato del lavoro, fattori che hanno aumentato il potere d acquisto delle famiglie. Nell Area Euro la crescita è stata debole nel secondo e terzo trimestre 2014, per riprendere a fine anno beneficiando della riduzione del prezzo del petrolio e del deprezzamento dell euro sul dollaro che ha favorito le esportazioni. All accelerazione del Pil ha contribuito soprattutto la Germania, dove sono cresciuti consumi delle famiglie, investimenti in costruzioni ed esportazioni. Anche la Spagna ha chiuso positivamente il 2014 a seguito di un buon andamento della domanda interna e delle esportazioni nette. Per quanto riguarda i mercati emergenti, la Russia è stata fortemente penalizzata dalla caduta del prezzo del petrolio e dalle sanzioni legate alla situazione politica in Ucraina. La Cina ha visto un calo degli investimenti ed un rallentamento del PIL, in India, invece, una forte crescita è stata favorita da provvedimenti governativi per incentivare i consumi e gli investimenti. Il Brasile ha risentito dell inasprimento delle politiche economiche e della scarsa fiducia delle imprese. Aggregati Previsioni Prezzi materie prime petrolio (*) -0,9-7,5-39,6-12,9 non energetiche -1,2-4,0-14,1-1,0 Prezzi al consumo economie avanzate 1,4 1,4 0,4 1,4 economie emergenti 5,9 5,1 5,4 4,8 Tavola 1.2 Prezzi delle materie prime e al consumo (variazioni %). Anni Tavola 1.1 Prodotto interno lordo per il Mondo, le principali aree geoeconomiche e alcuni Paesi selezionati (variazioni % su anno precedente). Anni Regioni e Paesi Previsioni Mondo 3,4 3,4 3,5 3,8 Economie avanzate 1,4 1,8 2,4 2,4 USA 2,2 2,4 3,1 3,1 Area Euro -0,5 0,9 1,5 1,6 Germania 0,2 1,6 1,6 1,7 Francia 0,3 0,4 1,2 1,5 Italia -1,7-0,4 0,5 1,1 Spagna -1,2 1,4 2,5 2,0 Economie emergenti 5,0 4,6 4,3 4,7 Russia 1,3 0,6-3,8-1,1 Cina 7,8 7,4 6,8 6,3 India (*) 6,9 7,2 7,5 7,5 Brasile 2,7 0,1-1,0 1,0 Fonte: IMF, World Economic Outlook, aprile ,5 3,4 Nota: (*) Media aritmetica delle quotazioni delle principali tre qualità di greggio (Brent, Dubai, WTI). 3,7 4, (*) 2016 (*) Commercio mondiale Importazioni economie avanzate Importazioni economie emergenti Figura 1.1 Commercio mondiale di beni e servizi in volume ed importazioni (variazioni %). Anni Fonte: IMF, World Economic Outlook, aprile 2015 Nota: Le economie avanzate includono gli Stati Uniti, i Paesi UEM, Giappone e tutte le altre economie avanzate; le economie emergenti includono i Paesi dell Europa Centro-Orientale, Confederazione degli Stati Indipendenti, Paesi emergenti dell Asia, Paesi emergenti dell Africa, America Centro-Meridionale. (*) I dati sono forniti per anno fiscale. Fonte: IMF, World Economic Outlook, aprile 2015 Per il 2015 si prospetta una crescita globale moderata, pari al 3,5% (fonte: Fondo Monetario Internazionale), appena più elevata del Proseguirà il miglioramento per le economie avanzate e la decelerazione dei mercati emergenti a causa del Nota: (*) Previsioni. calo del prezzo del petrolio e delle altre materie prime, che favorirà i Paesi importatori. Il prezzo del petrolio si è ridotto del 45% da settembre 2014 ad aprile I prezzi dei metalli sono scesi principalmente per il rallentamento della domanda 10 11

8 CONTESTO MACROECONOMICO CONTESTO MACROECONOMICO in Cina, per le commodity energetiche ha pesato il crescente ruolo dell innovazione tecnologica e i prezzi del cibo sono diminuiti in seguito ai raccolti favorevoli. Il prodotto dei Paesi emergenti, comunque, continuerà a rappresentare i tre quarti del totale mondiale. Le aspettative per il commercio indicano un modesto incremento dei volumi nel 2015 ed uno più accentuato nel In Europa 1.2 Contesto economico nazionale Nel 2014 il Prodotto interno lordo [1] italiano è diminuito dello 0,4% rispetto all anno precedente. Nell ultimo trimestre dell anno i principali aggregati della domanda interna hanno registrato una lieve risalita rispetto al trimestre precedente, con una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali, sia degli investimenti fissi lordi. Anche importazioni ed esportazioni sono aumentate, con incrementi rispettivamente dello 0,3% e dell 1,6%. si consoliderà la ripresa, gli investimenti delle imprese torneranno lentamente a crescere sospinti dall export e dal miglioramento delle condizioni di accesso al credito favorito dalle politiche monetarie espansive. Le prospettive di crescita del Fondo Monetario Internazionale sono del 2,4% per il biennio La variazione del valore aggiunto complessivo è stata negativa per il terzo trimestre consecutivo (-0,1% su base congiunturale e -0,5% rispetto ad un anno prima), anche se in leggera attenuazione. Sia in termini congiunturali che tendenziali, è diminuito il valore aggiunto nei settori dell agricoltura (-6,9% tendenziale), dell industria in senso stretto (-1,4%) e delle costruzioni (-3,2%), mentre ha registrato un lieve incremento il valore aggiunto dei servizi (+0,2%). La crescita degli investimenti a fine anno è stata determinata da una risalita della spesa in macchine, attrezzature e prodotti vari (0,2%) e di quella in mezzi di trasporto (7,7%), anche se il confronto con l ultimo trimestre del 2013 rimane negativo: gli investimenti fissi lordi hanno segnato una diminuzione del 3,0%, in particolare la spesa in macchinari, attrezzature e prodotti vari dell 1,0%, gli investimenti in mezzi di trasporto del 6,8% e quelli in costruzioni del 4,1% La spesa per consumi delle famiglie e delle ISP è lievemente cresciuta e nel quarto trimestre 2014 risultava superiore dello 0,5% allo stesso periodo del In particolare gli acquisti di beni durevoli sono cresciuti del 4,9%, quelli di beni non durevoli sono diminuiti dello 0,5%, mentre gli acquisti di servizi sono cresciuti dello 0,6%. Figura 1.3 Spesa delle famiglie residenti (variazioni % tendenziali). Anni Figura 1.2 PIL (variazioni % tendenziali e congiunturali). Anni T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T Beni durevoli Beni semidurevoli Beni non durevoli , Conti economici trimestrali, 5 marzo 2015 Nota: Spesa a valori concatenati con anno di riferimento 2010 [1] Espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. -4 T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4, Conti economici trimestrali, 5 marzo Var. % congiunturali Var. % tendenziali Nota: Pil a valori concatenati con anno di riferimento 2010 La produzione industriale ha seguito un trend negativo nel 2014, anche se negli ultimi mesi ha registrato dei risultati moderatamente positivi. A gennaio 2015 l attività è tornata a contrarsi, dello 0,7% rispetto a dicembre, per la riduzione della produzione di beni di investimento (-1,7%), il raggruppamento che aveva mostrato gli incrementi più significativi nel trimestre precedente. Nel mese di febbraio la produzione è tornata al livello di dicembre e nella media del trimestre dicembre 2014-febbraio 2015 la produzione è aumentata dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Ciò nonostante, l indice della produzione industriale, corretto per gli effetti di calendario, a febbraio era inferiore dello 0,2% rispetto allo stesso mese del Si sono registrati aumenti nei comparti dell energia (+3,5%) e dei beni strumentali (+2,0%) e delle riduzioni per i beni intermedi (-2,8%) e per i beni di consumo (-1,4%). Nella media dei primi due mesi dell anno la produzione è diminuita dell 1,1% rispetto allo stesso periodo del

9 CONTESTO MACROECONOMICO CONTESTO MACROECONOMICO Figura 1.4 Indici della produzione nell industria e nelle costruzioni (indici base 2010=100). Anni Il mercato del lavoro mostra segnali contrastanti. Nell ultimo trimestre del 2014 si è verificato un incremento delle ore lavorate (+0,2%), più accentuato nell industria in senso stretto (+0,8%). Tale incremento si è accompagnato ad una diminuzione del ricorso alla Cassa integrazione guadagni da parte delle imprese, in particolare nell industria in senso stretto: 79,4 ore ogni mille ore lavorate, 10,9 ore in meno rispetto allo stesso trimestre del Il numero di occupati è aumentato dello 0,7% su base annua, pari a 156 mila unità; l incremento maggiore si è registrato nei servizi (+1,2%), mentre si è accentuata la contrazione nelle costruzioni (-7,0%). Si è osservata una crescita delle persone in cerca di occupazione, soprattutto donne ed occupati che hanno perso il lavoro, del 6,5% rispetto al quarto trimestre del 2013, cui è seguito un aumento delle forze di lavoro potenziali pari al 7,5% annuo. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 13,3%, in crescita di 0,6 punti percentuali su base annua Industria in senso stretto Costruzioni Periodo Tasso di attività Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione anni anni anni anni Totale anni 2013 T4 63,8 27,4 55,6 15,5 12,6 43,5 T1 63,9 26,8 55,1 14,4 13,5 46, T2 63,6 26,8 55,7 15,7 12,2 41,6 T3 63,6 27,6 56,0 16,7 11,7 39,6 T4 64,7 27,3 56,0 15,5 13,3 43,3 Tavola 1.3 Principali indicatori del mercato del lavoro (valori %). Anni Figura 1.5 Valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio a prezzi correnti per settore merceologico (indici base 2010=100). Anni La produzione nelle costruzioni rimane negativa: l indice ha registrato a dicembre 2014 e gennaio 2015 due variazioni positive, ma a febbraio è nuovamente sceso dell 1,3%. Nella media dei primi due mesi dell anno l indice corretto per gli effetti di calendario è diminuito dell 1,5% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. Il settore terziario ha sostenuto in misura significativa l evoluzione dell economia italiana nell ultimo Nota: Indici destagionalizzati. trimestre del 2014, in particolare con la crescita delle attività immobiliari e dei servizi professionali. Per il commercio non si può ancora parlare di ripresa: nel 2014 le vendite hanno registrato una variazione negativa dell 1,2% rispetto al 2013, sintesi di flessioni dell 1,1% per i prodotti alimentari e dell 1,2% per i prodotti non alimentari. Il mese di gennaio 2015 si è caratterizzato per una generale stabilità del mercato del lavoro: gli occupati sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a dicembre, ma hanno segnato un aumento dello 0,6% su base annua: +0,5% tra le donne e +0,8% tra gli uomini. Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, lievemente aumentato, era superiore dello 0,3% rispetto a gennaio Il tasso di disoccupazione si è attestato al 12,6%, tornando al livello di dodici mesi prima. A febbraio, invece, l occupazione è tornata a diminuire, dello 0,2% rispetto a gennaio, mantenendosi comunque superiore dello 0,4% rispetto ad un anno prima; il calo è ascrivibile alla componente femminile, ridottasi dello 0,4% in un mese. Il tasso di occupazione si è attestato al 55,7%: 64,7% per gli uomini e 46,8% per le donne. Il tasso di disoccupazione è tornato al 12,7%, come a dicembre; il numero di disoccupati è cresciuto del 2,1% (+67 mila) rispetto a febbraio Complessivamente, nel periodo dicembre 2014-febbraio 2015 il tasso di occupazione è rimasto stabile per i maschi ed è diminuito per le femminile, mentre il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,4 punti percentuali per entrambi i sessi, in larga misura per la risalita del tasso di inattività, dello 0,3% per gli uomini e dello 0,4% per le donne. Sempre con riferimento alla media del periodo dicembre-febbraio, si è registrato il calo dell occupazione (-4,8% rispetto al trimestre precedente) e della disoccupazione giovanile (-7,7%) e la crescita dell inattività (+2,1%). L incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,8%. Alimentari Non alimentari Totale Nota: Indici destagionalizzati

10 CONTESTO MACROECONOMICO CONTESTO MACROECONOMICO Tavola 1.4 Previsioni dei principali aggregati economici (variazioni % sui valori concatenati, anno di riferimento 2010). Anni Aggregati PIL -0,4 0,7 1,4 1,3 Export 1,9 4,6 4,9 4,4 Investimenti fissi lordi -2,5-0,7 2,8 2,5 Spesa per consumi delle famiglie 0,3 1,5 0,8 1,0 Spesa per consumi delle AP e ISP -0,3-0,5-0,2-0,1 Reddito disponibile delle famiglie 1,4 1,6 2,3 2,9 1.3 Contesto economico del FVG La contrazione dell attività economica negli ultimi anni non ha lasciato indenne il FVG. La recessione in regione è dovuta in particolare all andamento negativo del commercio estero, a differenza del dato italiano maggiormente influenzato dalla debole dinamica della domanda interna. Gli ultimi dati della contabilità economica regionale [2] indicano che nel 2013 il PIL regionale ammontava a milioni di euro a prezzi correnti, pari a euro per abitante, quasi 2 mila euro in più della media italiana. Tenendo conto dell effetto dell inflazione, si stima una variazione del PIL del Friuli Venezia Giulia pari al -2,4% rispetto al 2012 (fonte: Prometeia) e il 2014 si sarebbe chiuso con una perdita dello 0,4%, risultato in linea con la media italiana. Tavola 1.5 Previsioni sull occupazione (variazioni % e valori %). Anni Fonte: Prometeia, febbraio 2015 Le previsioni economiche per l anno in corso stimano una crescita dello 0,7% per il PIL italiano, crescita favorita dal crollo del prezzo del petrolio, dal tasso di cambio favorevole per l export e dalla politica monetaria espansiva, ma, dall altra parte, penalizzata dall incertezza dovuta ai risultati ancora negativi registrati nel A trainare la ripresa saranno le esportazioni, che cresceranno del 4,6% nel 2015 e incrementeranno il tasso di crescita al 4,9% nel Il buon andamento del commercio estero insieme alle misure per il rilancio economico Aggregati Unità di lavoro -0,1 0,2 0,7 0,8 Tasso di occupazione (*) 36,8 36,8 36,9 37,2 Tasso di disoccupazione 12,8 12,8 12,3 11,5 Fonte: Prometeia, febbraio 2015 Per quanto riguarda il mercato del lavoro, gli incentivi fiscali contenuti nella Legge di stabilità 2015 e il miglioramento del quadro economico favoriranno l occupazione, che dovrebbe aumentare dello 0,2%. La ripresa del mercato sarà comunque lenta e vedrà un incremento delle unità di lavoro attorno allo e il miglior accesso al credito favoriranno la ripresa degli investimenti in beni strumentali, mentre gli investimenti in costruzioni scenderanno ulteriormente. Complessivamente gli investimenti fissi lordi si ridurranno dello 0,7% rispetto al 2014 e torneranno a crescere solo a partire dal Il reddito delle famiglie continuerà ad aumentare, favorendo la ripresa dei consumi delle famiglie, che dovrebbero crescere dell 1,5% annuo nell anno in corso. Per la spesa pubblica, invece, proseguirà il trend negativo, anche nel prossimo biennio. Nota: (*) Calcolato sulla popolazione totale. 0,7%-0,8% nel prossimo biennio, quando tornerà a crescere anche l occupazione nell edilizia e crescerà ad un ritmo più sostenuto nel settore terziario. Il tasso di disoccupazione si manterrà quest anno al livello del 2014, pari al 12,8%, e inizierà a contrarsi solo a partire dal Aggregati PIL -0,4 0,8 1,4 1,4 Export 0,5 3,6 4,0 3,5 Investimenti fissi lordi -2,8-1,0 2,6 2,4 Spesa per consumi delle famiglie 0,5 1,7 1,1 1,2 Spesa per consumi delle AP e ISP -0,2-0,4-0,2 0,0 Reddito disponibile delle famiglie 1,7 1,9 2,4 3,0 Fonte: Prometeia, febbraio 2015 I risultati negativi dell anno scorso sono dovuti in particolare al calo degli investimenti e al rallentamento della domanda interna, mentre le esportazioni, che nel periodo avevano perso in media il 4,1% ogni anno, hanno ripreso a crescere Il valore aggiunto totale si è ridotto nel 2014 dello 0,4%. Le perdite sono state comuni a tutti i settori: l edilizia ha perso l 1,7%, l industria in senso stretto l 1,0% e i servizi lo 0,2%. Solo il valore aggiunto dell agricoltura ha registrato una variazione leggermente positiva, pari allo 0,2% Tavola 1.6 Previsioni dei principali aggregati economici per il FVG (variazioni % sui valori concatenati, anno di riferimento 2010). Anni Figura 1.6 Valore aggiunto per settore economico in FVG (variazioni % sui valori concatenati, anno di riferimento 2010). Anni Fonte: Prometeia, febbraio 2015 Agricoltura Costruzioni Industria Servizi [2] Secondo le nuove serie annuali ISTAT dei conti nazionali basate sul nuovo Sistema Europeo del Conti (SEC 2010)

11 CONTESTO MACROECONOMICO CONTESTO MACROECONOMICO Tavola 1.7 Produzione, nuovi ordinativi e vendite delle imprese industriali del FVG (variazioni %). Anni Figura 1.7 Esportazioni di beni (variazioni % sui valori concatenati, anno di riferimento 2010). Anni Produzione Nuovi ordini Vendite totali Vendite estero Trimestri % anno prec. % trim. prec. % anno prec. % trim. prec. % anno prec. % trim. prec. % anno prec. % trim. prec. T ,9-0,1-6,3 3,0-9,5 4,8-11,9-2,7 T ,3 0,8 1,9-0,7 0,4 1,8 0,6 0,0 T ,3 0,6 2,6 1,8 0,7 1,0 2,4 1,8 Fonte: Confindustria FVG I dati più recenti dell indagine trimestrale di Confindustria indicano una situazione del settore produttivo ancora positiva rispetto alla fine del 2013, ma dall evoluzione incerta. Nel quarto trimestre del 2014 la produzione industriale, rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, si è mantenuta positiva, crescendo però solo dello 0,3%; rispetto al trimestre precedente l incremento dell attività è stato dello 0,6%. Le vendite negli ultimi tre mesi dell anno sono cresciute dell 1,0%, grazie in particolare al mercato estero, dove hanno segnato un +1,8%, mentre sul mercato interno l evoluzione è stata leggermente negativa. Nel confronto tendenziale con il 2013 l aumento delle 6 5 vendite totali si è attestato sullo 0,7%, scontando il calo delle vendite Italia, pari a -2,0%, mentre le vendite estere sono cresciute del 2,4%. Un segnale positivo emerge dal buon andamento dei nuovi ordini, che sono incrementati dell 1,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto ad un anno prima. Le previsioni riguardanti la produzione sono confortanti: il 34% delle imprese ne prevede l aumento, contro il 13% che ne prevede la diminuzione. Le previsioni relative alle vendite, invece, sono più pessimistiche, sia per il mercato interno (10% di aumento; 29% di diminuzione) sia per le esportazioni (17% di aumento, 37% di diminuzione). Il valore delle merci complessivamente esportate dal FVG nel 2014 è stato pari a 12 miliardi di euro, circa 600 milioni in più rispetto all anno precedente, pari al +5,0%. Il saldo commerciale è risultato in attivo per circa 5,6 miliardi di euro a seguito di una sostanziale invariabilità delle importazioni. Il 98,4% dell export è costituito dal settore manifatturiero con una produzione esportata superiore a 11,8 miliardi di euro, che nel 2014 è cresciuta del 5,1% annuo; tale risultato è stato determinato essenzialmente dall aumento dell export della meccanica, pari al 6,2%, il cui valore è pari ad oltre un quarto delle esportazioni complessive. L export di metalli di base e prodotti in metallo, che rappresenta il 21% del totale, è incrementato del 3,5% rispetto al Il settore della cantieristica, peculiarità della regione con un peso pari al 7,6%, ha registrato un consistente aumento, pari al 33%. I dati della cantieristica possono risultare altalenanti nel tempo, dato l alto valore delle singole commesse. Gli investimenti fissi in regione si sono ridotti del 2,8% nel 2014, a causa della persistente crisi del comparto delle costruzioni e della stentata ripresa degli acquisti di beni strumentali da parte delle imprese. Le banche sono ancora caute nell erogazione di credito alle imprese, l andamento dei prestiti concessi al settore produttivo è ancora negativo, seppure il calo abbia iniziato a rallentare negli ultimi mesi del Anche i depositi bancari delle imprese nella seconda parte dell anno sono tornati a crescere, dopo la forte contrazione del Figura 1.8 Spesa per consumi delle famiglie (variazioni % medie annue sui valori concatenati, anno di riferimento 2010). Anni FVG Italia Fonte: Prometeia, febbraio FVG Italia Fonte: Prometeia, febbraio

12 CONTESTO MACROECONOMICO CONTESTO MACROECONOMICO Sul fronte della spesa, i consumi delle famiglie si sono contratti in misura sostenuta dal 2012, in particolare i consumi di beni durevoli. Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2013 la spesa media mensile delle famiglie del FVG era pari a euro, di poco superiore all anno precedente: dello 0,6% in valori correnti. La spesa alimentare era cresciuta del 2,9% annuo, mentre la spesa non alimentare era rimasta sostanzialmente stabile. A contrarsi erano state soprattutto le spese per mobili, elettrodomestici e servizi per la casa (-8,5%), abbigliamento e calzature (-8,0%), istruzione (-25,2%), tempo libero e cultura (-4,6%), mentre erano aumentate in maniera significativa le spese per i trasporti (11,8%). Le stime per l anno 2014 indicano un inversione di tendenza, con un leggero recupero dei consumi delle famiglie pari allo 0,5% Figura 1.9 Reddito disponibile pro capite a valori correnti (in migliaia di euro). Anni Tavola 1.8 Spesa media mensile delle famiglie per capitolo di spesa (euro). Anni FVG Italia Capitoli di spesa Alimentari e bevande Tabacchi Abbigliamento e calzature Abitazione (principale e sec.) Combustibili ed energia Mobili, elettrod. e servizi per la casa Sanità Trasporti Comunicazioni Istruzione Tempo libero e cultura Altri beni e servizi Totale La spesa è fortemente legata al reddito familiare, che negli ultimi anni è cresciuto nei valori correnti, ma è diminuito in termini reali, a causa del calo dell occupazione e del sempre più stringente prelievo fiscale. Nel 2013 la riduzione (per l ottavo anno consecutivo) del reddito disponibile si è attenuata, attestandosi al -1,2% annuo in Friuli Venezia Giulia così come a livello nazionale. Il reddito disponibile è tornato a crescere a partire dal 2014: per le famiglie della regione si stima un aumento dell 1,5% Fonte: Prometeia, febbraio FVG Secondo i dati della Rilevazione continua sulle forze lavoro dell ISTAT, nel corso del 2014 risultavano occupati in FVG persone, valore stabile rispetto al Il 66% degli occupati in FVG è impiegato nel settore dei servizi; di questi, circa 90 mila fanno parte del commercio. L edilizia, con 31,6 mila addetti, ha registrato la peggior crisi occupazionale nel lungo periodo (-17% dal 2008), ma anche una leggera ripresa nell ultimo anno (+12% sul 2013). L industria in senso stretto, che conta 123 mila occupati, risente invece di una costante diminuzione di occupati, pari al 9,5% dall inizio della recessione. Nel 2014 erano in cerca di occupazione 43 mila residenti in FVG, il 4% in più del Il tasso di disoccupazione si è attestato all 8,0%. Il tasso femminile è pari all 8,8%, 1,5 punti percentuali in più rispetto a quello maschile. I giovani sono i più penalizzati dalla crisi occupazionale: il tasso di disoccupazione in età è pari al 27% e per i Italia 25-34enni la disoccupazione ha superato il 12%. Risultavano inattivi in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni, 240 mila persone, in diminuzione rispetto al 2013, anche per effetto delle nuove politiche di accesso alla pensione. Se si considerano le età centrali, dai 25 ai 54 anni, gli inattivi erano in totale 81 mila. Le ore autorizzate di cassa integrazione sono aumentate nel 2014 dell 11,6% annuo. In termini assoluti, gli interventi di integrazione salariale ammontavano a 32,6 milioni di ore al 2014, che corrispondono a circa lavoratori FTE (equivalenti a tempo pieno). Di esse, oltre il 71% riguardava la gestione straordinaria, con oltre 23 milioni di ore, in crescita del 22,5% sull anno precedente. La quota di interventi ordinari era del 14,6%, pari a oltre 4,7 milioni di ore, in netta diminuzione (-28,5%) rispetto al 2013, mentre il restante 14,1% era attribuito alla gestione in deroga (4,6 milioni di ore) 20 21

13 CONTESTO MACROECONOMICO FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA Tavola 1.9 Previsioni sull occupazione in FVG (variazioni % e valori %). Anni Aggregati Unità di lavoro 1,1 0,5 0,8 0,9 Tasso di occupazione (*) 41,0 41,0 41,3 41,6 Tasso di disoccupazione 7,8 7,6 7,1 6,4 Benchmarking significa confrontarsi. Questo termine indica generalmente l attività di raffronto con i migliori, svolta in riferimento ad un processo ben definito. Nelle pagine che seguono, il benchmarking viene applicato alla dinamica dello sviluppo economico dei territori contermini (Paesi e, dove possibile, regioni) in termini di ricchezza prodotta, di condizioni economiche delle famiglie, di partecipazione al mondo del lavoro, di qualificazione del capitale umano e di innovazione, concetti chiave espressi nella strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva [1]. Fonte: Prometeia, febbraio 2015 Nota: (*) Calcolato sulla popolazione totale. 2.1 Sviluppo economico Le previsioni di Prometeia per l anno in corso indicano per il Friuli Venezia Giulia un leggero recupero dell attività economica, pari allo 0,8%. Le esportazioni saranno la componente che influenzerà maggiormente la ripresa, beneficiando del recupero della domanda mondiale e del deprezzamento dell euro; la crescita prevista è pari al 3,6%. La domanda interna risalirà dello 0,7%, per effetto della spesa per consumi delle famiglie che aumenterà dell 1,7%, mentre la spesa pubblica continuerà a contrarsi dello 0,4%. Gli investimenti fissi torneranno a crescere solo a partire dal 2016 e nell anno in corso caleranno dell 1%. Il valore aggiunto regionale recupererà nell anno lo 0,7%. Il maggior contributo arriverà dal settore secondario, che crescerà dello 0,9% rispetto al Anche il valore aggiunto dell agricoltura realizzerà dei risultati positivi, con una crescita dell 1,1%. L edilizia continuerà a perdere anche nell anno in corso e per un inversione di tendenza si dovrà attendere il 2016 e nel triennio sarà il comparto che crescerà di più. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l occupazione in FVG recupererà lo 0,5% rispetto al 2014, in particolare le unità di lavoro aumenteranno dell 1,1% nell industria in senso stretto e dello 0,7% nei servizi. L occupazione nelle costruzioni si manterrà stabile. A partire dal prossimo anno l incremento si stabilizzerà intorno allo 0,8%-0,9%. Il tasso di disoccupazione quest anno inizierà a scendere, attestandosi al 7,6%. Insieme al recupero dell occupazione proseguirà l incremento del reddito disponibile delle famiglie, che per l anno 2015 è previsto crescere dell 1,9% Italia FVG Bolzano Trento Veneto Austria Carinzia Stiria Slovenia Croazia Figura 2.1 Prodotto interno lordo pro capite (standard di potere d acquisto - SPA) in % della media UE-28. Anni Fonte: EUROSTAT per i dati nazionali, ISTAT per i dati di Regioni e Province Autonome italiani, Statistik Austria per i dati regionali austriaci Negli ultimi 5 anni disponibili la crescita del prodotto interno lordo italiano è stata costantemente inferiore alla media dell UE-28 e di conseguenza il PIL pro capite, misurato a parità di potere d acquisto e rapportato al PIL pro capite dell UE-28, è andato calando, scendendo sotto la media europea nel A livello regionale i dati ISTAT, elaborati in base al sistema di contabilità nazionale ESA2010 e disponibili dal 2011, mostrano un avvicinamento alla media europea anche per il FVG, il Veneto e, in misura minore, la provincia di Trento, mentre la provincia di Bolzano è cresciuta a livelli pari o superiori rispetto alla media europea. Le due regioni Nota: Valori a prezzi correnti, misurati a parità di potere d acquisto. e le due province autonome registrano, tuttavia, livelli di PIL pro capite a parità di potere d acquisto tutti superiori alla media europea. Un andamento declinante analogo a quello italiano si riscontra in Slovenia (con un leggero riavvicinamento alla media europea nel 2013), mentre la Croazia è stata severamente colpita dalla recessione nel 2010 e la ripresa del processo di convergenza non ha, al 2013, recuperato il terreno perduto. L Austria nel complesso e i Länder austriaci di Carinzia e Stiria hanno invece registrato una crescita superiore alla media europea nei 5 anni considerati, con un rallentamento nel [1] Commissione Europea, COM(2010) 2020, Europa 2020 Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, 3 marzo

14 FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA Tavola 2.1 Prodotto interno lordo pro capite (euro). Anni Regioni Var. % media UE ,23 Italia ,65 FVG Bolzano Trento Veneto Austria ,14 Carinzia Stiria Slovenia ,14 Croazia , Inclusione sociale Tra gli obiettivi previsti dalla Commissione per la promozione di una crescita inclusiva, il tema della povertà riveste un ruolo fondamentale: il target fissato a livello UE è quello di una riduzione delle persone a rischio povertà (20 milioni di persone Italia FVG Bolzano in meno). La Commissione è focalizzata non solo sul contrasto alla povertà in termini strettamente monetari, ma anche su altri aspetti legati a tale tema, in particolare la deprivazione materiale e la bassa intensità del lavoro nelle famiglie Figura 2.2 Popolazione a rischio povertà (valori %). Anni Trento Fonte: EUROSTAT per i dati nazionali, ISTAT per i dati di Regioni e Province Autonome italiani, Statistik Austria per i dati regionali austriaci Nota: Valori a prezzi correnti. Veneto Austria Il PIL pro capite dell UE-28 nel 2014 era pari a euro, in aumento in termini nominali dell 1,0% medio annuo rispetto al I dati regionali per il 2014 non sono disponibili da fonte EUROSTAT; i dati a livello nazionale mostrano, nel 2014, una prosecuzione della divergenza e un PIL pro capite in crescita in Austria ( euro) e nel complesso dell UE-28 ( euro), stagnante o in diminuzione in Italia ( euro), Slovenia ( euro, poco sopra i livelli del 2011) e Croazia ( euro). L andamento dei prezzi varia da Paese a Paese e ciò si traduce in un differente potere d acquisto fra Paesi diversi. Fatto 100 il livello dei prezzi medio europeo, l indice dei prezzi italiani nel 2013 era pari al 100,9% del livello medio europeo, in Slovenia era pari all 80,5%, in Croazia al 63,5% e in Austria al 111,8%. Carinzia Stiria Slovenia Croazia Fonte: EUROSTAT. Nota: Una famiglia si considera a rischio povertà se il suo reddito disponibile equivalente (cioè al netto di tasse e trasferimenti e diviso per il numero di adulti equivalenti secondo la scala di equivalenza OSCE) è inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Nel 2013, tale soglia di rischio per una famiglia di due adulti con due figli entro i 14 anni è pari a euro in Italia, euro in Austria, euro in Slovenia e di euro in Croazia. Nel 2012 si ha una discontinuità nelle serie storiche di Carinzia e Stiria. Relativamente al rischio di povertà, esso riguardava nel 2013 il 10,1% della popolazione residente in FVG. Il valore negli ultimi 5 anni è oscillato tra il 9,8% del 2011 e il 13,2% del 2012, senza evidenziare trend persistenti. Un aumento della popolazione a rischio di povertà nel 2012 con una successiva riduzione nel 2013 si è riscontrato anche in provincia di Bolzano. In generale nel 2012 si riscontra un aumento generalizzato (con l eccezione della Carinzia) della popolazione a rischio povertà, con 24 25

15 FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA Tavola 2.2 Persone in stato di severa deprivazione materiale (% della popolazione residente). Anni successive diminuzioni nel Trend di aumento, pur con miglioramenti nel 2013, si evidenziano in Austria, Slovenia, Veneto e provincia di Trento, mentre in Croazia l indicatore ai massimi nell area considerata - è in lento calo. Il maggior aumento Differenza % Regioni Italia 11,2 14,5 12,4 1,2 FVG 7,0 9,2 6,7-0,3 Bolzano 1,8 4,3 3,2 1,4 Trento 3,0 5,9 6,6 3,6 Veneto 4,0 3,9 4,1 0,1 Austria 3,9 4,0 4,2 0,3 Carinzia 6,6 3, Stiria 1,8 2, Slovenia 6,1 6,6 6,7 0,6 Croazia 14,8 15,4 14,7-0,1 Fonte: EUROSTAT Per quanto riguarda la percentuale di popolazione in stato di severa deprivazione materiale, indicatore legato alla disponibilità finanziaria necessaria ad una vita adeguata, in FVG tale indicatore ha avuto un andamento fortemente altalenante negli ultimi 5 anni, passando dal 4,1% del 2009 al 9,2% del 2012, per ridiscendere nel 2013 al 6,7%. Il minimo è stato toccato nel 2010 (2,3%). La stessa dinamica si riscontra a livello nazionale, con un balzo dal 7,0% si è riscontrato in provincia di Trento (da 7,2% nel 2009 a 11,3% nel 2013). Si tenga presente che l indicatore è, per costruzione, dipendente dalla distribuzione del 50% inferiore dei redditi ed è quindi poco influenzato dai redditi alti e molto alti. Nota: Si considerano in stato di severa deprivazione materiale le persone per le quali valgono almeno 4 delle seguenti 9 condizioni: 1) non essere in grado di fronteggiare spese impreviste; 2) non potersi permettere una settimana di ferie l anno lontano da casa; 3) essere in arretrato con i pagamenti (mutuo, affitto, bollette o altri debiti); 4) non potersi permettere un pasto con carne, pollo o pesce ogni secondo giorno; 5) non poter riscaldare adeguatamente la casa; 6) non possedere una lavatrice; 7) non possedere una TV a colori; 8) non possedere un telefono; 9) non possedere un automobile personale. Si noti come il verificarsi di queste condizioni sia legato alle insufficienti disponibilità finanziarie e non a scelte riguardo agli stili di vita (es. non possedere un automobile o una TV). del 2009 all 11,2% del 2011, massimo al 14,5% nel 2012 e flessione al 12,4% nel L indicatore è stabile in Veneto (4,1% nel 2013), in aumento in provincia di Trento (6,6% 2013, +5,5 punti percentuali rispetto al 2009) e in Slovenia (6,7% nel 2013, 6,1% nel 2009 e nel 2011), in diminuzione in Austria (-0,5 punti sul 2009), in leggera flessione in Croazia (14,7% nel 2013, in flessione dai 15,4% del 2012), dove si toccano i massimi nell area considerata. Soggetti particolarmente vulnerabili sono anche coloro che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro [2] : in questa condizione si trova il 6,2% della popolazione del FVG di età inferiore a 60 anni. Anche questo indicatore è in flessione dopo il progressivo aumento dal 2009 fino ai massimi del 2012 (8,5%). Le altre regioni italiane di confronto registrano per il 2013, con l eccezione della provincia di Trento (3,4%), valori in linea o superiori a quelli del FVG: 2.3 Occupazione La strategia Europa 2020 prevede l innalzamento al 75% del tasso di occupazione per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni, valore che, per il contesto nazionale, si traduce nel raggiungimento dell indicatore tra il 67%-69%. la provincia di Bolzano si attesta al 6,1% (in forte aumento dal 3,5% del 2012), il Veneto al 6,5%, l Austria al 7,7% (con il dato provvisorio 2014 al 9,0%), la Slovenia al 7,9%. Come termine di paragone, il valore medio italiano è pari all 11,0%. Più difficile la situazione in Croazia, dove la quota di persone che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro ha raggiunto il 14,7%, pur in flessione rispetto al 16,7% del Al 2014 il FVG, con un tasso di occupazione del 67,3%, risulta essere in linea con il target proposto, tuttavia il dato, pur con un leggero miglioramento rispetto al 67,0% del 2013, risente del deterioramento del mercato del lavoro dovuto alla sfavorevole congiuntura economica che ha determinato, nel quinquennio , un progressivo aumento del tasso di disoccupazione in tutti gli ambiti territoriali considerati, pur con magnitudini differenti. Il tasso di disoccupazione in Italia (12,7% nel 2014) e in Croazia (17,3%) è superiore al tasso medio dell UE-28 (10,2%). Seguono, sotto la media europea, Slovenia (9,7%), FVG (8,0%) e Veneto (7,5%). L aumento del tasso di occupazione in presenza di un aumento del tasso di disoccupazione implica un aumento del tasso di attività (somma di occupati e disoccupati sul totale della popolazione), che può essere legato sia a un allungamento della vita lavorativa (come effetto di riforme pensionistiche che ritardano il pensionamento) che a un maggior numero di scoraggiati che cercano lavoro. Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Regioni UE-28 68,3 68, ,5 10,8 10,2 Italia 61,0 59,8 59,9 10,7 12,1 12,7 FVG 67,7 67,0 67,3 6,8 7,7 8,0 Bolzano 76,9 76,6 76,1 4,1 4,4 4,4 Trento 70,3 70,5 71,1 6,1 6,6 6,9 Veneto 69,3 67,8 68,4 6,6 7,6 7,5 Austria 75,6 75,5... 4,9 5,4 5,6 Carinzia 73,0 72,9... 4,7 5,3... Stiria 74,8 75,2... 3,2 4,0... Slovenia 68,3 67,2... 8,9 10,1 9,7 Croazia 55,3 57, ,0 17,3 17,3 Fonte: EUROSTAT; ISTAT per i dati 2014 relativi alle regioni italiane e all occupazione in Italia nel 2014 Tavola 2.3 Tassi di occupazione (età anni) e disoccupazione. Anni [2] Persone che vivono in famiglie i cui componenti di età lavorano meno di un quinto del loro tempo

16 FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA L occupazione femminile nel 2014 in FVG è stata del 58,8% nella fascia d età anni, sostanzialmente stabile rispetto al 58,7% del Il valore è superiore alla media italiana (50,3%) e al valore del Veneto (58,4%), ma inferiore alle province di Trento (63,1%) e Bolzano (69,4%). Il confronto con Paesi e regioni contermini va effettuato sull ultimo dato disponibile, relativo al 2013, in cui il FVG registrava un tasso di occupazione femminile inferiore sia alla media UE-28 (62,6%) che a tutti gli altri territori non italiani considerati nel confronto salvo la Croazia (52,8%), quindi Slovenia (63,0%), Carinzia (68,1%), Stiria (68,8%) e Austria (70,0%). A livello europeo, nel 2013 i disoccupati di lunga durata (senza un occupazione da più di 12 mesi) erano il 47,4% del totale dei disoccupati. Tale percentuale sale al 49,8% per il Veneto, al 56,4% per l Italia, al 51,0% per la Slovenia e al 63,6% per la Croazia. Sotto la media europea il FVG (43,4% di disoccupati di lunga durata, in aumento rispetto al 40,4% del 2012), seguito dalle province di Trento (32,8%) e Bolzano (26,3%), dalla Stiria (25,0%), dalla Carinzia (24,8%) e dall Austria (24,6%). In tutti i territori considerati (salvo la Croazia) la quota di disoccupati di lunga durata è in aumento. La quota di occupati nei settori ad alta tecnologia, relativamente all occupazione nel complesso, si conferma contenuta, pari al 2,6% in FVG nel 2013, valore pari a quello 2011 e in diminuzione rispetto al 2,8% del Tale valore è leggermente inferiore alla media italiana del 3,4%. Nella metà dei territori considerati la quota di occupati in tali settori oscilla tra il 2,5% e il 3,0%, senza evidenziare trend evidenti (Trento 2,5%, Veneto 2,7%, Croazia 2,8%, Stiria 3,0%); un valore significativamente inferiore si registra in provincia di Bolzano (2,0%), superiore invece in Carinzia (3,7%), Austria (3,8%) e Slovenia (5,0%). Buone notizie arrivano dai giovani: la percentuale di ragazzi tra 18 e 24 anni che non studiano e non lavorano (NEET) nel 2013 ha segnato una notevole flessione, attestandosi al 17,0% dal 23,5% del 2012, livello pari alla media UE-28 e in controtendenza alle regioni contermini, che mostrano un aumento dell inattività (Italia 29,3%, Veneto 20,9%, Trento UE-28 Italia FVG 17,7%, Bolzano 11,7%). Il valore del FVG è comunque superiore, oltre al valore della provincia di Bolzano, anche a quello austriaco (8,7%), della Carinzia (7,8%), Stiria (8,5%) e Slovenia (11,5%). In forte aumento la percentuale di NEET in Croazia (22,2% nel 2012, 27,0% nel 2013) Figura 2.4 Giovani di anni non occupati e non inquadrati in programmi di studio o formazione (NEET) (valori %). Anni Figura 2.3 Occupati nei settori ad alta tecnologia (% sul totale degli occupati). Anni Italia Bolzano Trento Veneto Austria FVG Carinzia Bolzano Stiria Trento Slovenia Veneto Croazia Austria Carinzia Fonte: EUROSTAT Stiria Fonte: EUROSTAT Slovenia Croazia Fonte: EUROSTAT Nota: Per settori ad alta tecnologia si intendono settori manifatturieri ad alta tecnologia e servizi ad alta tecnologia ed alta intensità di conoscenza

17 FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA 2.4 Capitale umano 2.5 Innovazione e servizi digitali Tavola 2.4 Popolazione di età anni in possesso di laurea o titolo superiore (valori %). Anni La strategia Europa 2020 individua due principali sfide relativamente allo sviluppo del capitale umano: l aumento della popolazione con istruzione terziaria (laurea o più) e la riduzione dell abbandono scolastico, fenomeno peraltro collegato al più ampio tema dell inclusione sociale. Per il Fonte: EUROSTAT Estendendo l osservazione alla fascia d età anni risulta che in tutti i territori considerati, ma in misura minore in Slovenia, la quota di popolazione in possesso di un titolo di studio terziario (laurea o superiore) risulta essere inferiore alla media UE- 28. In particolare, in FVG tale quota risulta pari al 17,2%, un valore più elevato di quello registrato in media nazionale (16,3%) e nel Triveneto, ma più basso di quello registrato per i Paesi di confronto: la quota di laureati in Austria è, infatti, pari al 20,7%, in Carinzia al 17,3%, in Stiria al 17,5%, in Croazia al 19,8% e in Slovenia al 27,9%. La dinamica dell indicatore evidenzia un aumento in tutti gli ambiti territoriali considerati (tranne che in provincia di Trento, in Carinzia e in Stiria) ma l aumento della percentuale è stato generalmente minore dell aumento nell UE-28 nel complesso (1,8 punti percentuali di differenza), tranne che in FVG (+3,6 primo obiettivo, l indicatore di riferimento è atteso raggiungere la quota del 40% a livello comunitario nella fascia anni, ovvero il 26-27% per l Italia; per il secondo obiettivo il target è fissato al 10% a livello comunitario, ovvero al 15-16% per l Italia. Differenza % Regioni UE-28 26,7 27,6 28,5 1,8 Italia 14,9 15,7 16,3 1,4 FVG 13,6 17,0 17,2 3,6 Bolzano 12,8 13,6 14,8 2,0 Trento 16,5 16,7 16,6 0,1 Veneto 14,0 13,7 15,0 1,0 Austria 19,3 20,0 20,7 1,4 Carinzia 16,7 17,4 17,3 0,6 Stiria 17,0 17,9 17,5 0,5 Slovenia 25,1 26,4 27,9 2,8 Croazia 18,1 18,6 19,8 1,7 punti percentuali), Slovenia (+2,8%) e in provincia di Bolzano (+2,0%). Per quanto riguarda l abbandono scolastico, ovvero la quota di ragazzi in età anni che hanno abbandonato gli studi precocemente, completando al più la sola scuola secondaria di primo grado, in FVG nel 2013 tale indicatore è stato pari all 11,4% della popolazione nella stessa fascia d età, un valore vicino al target comunitario ed inferiore a quello fissato per l Italia. Nel corso dell ultimo quinquennio tale valore è risultato in calo (-3,1 punti percentuali), registrando peraltro una contrazione più decisa rispetto a quanto avvenuto in Italia (-2,2 punti percentuali). Il livello degli abbandoni in FVG rispetto alla popolazione di età risulta, tuttavia, ancora superiore rispetto a quello registrato in Austria (7,3% contro l 11,4% del FVG), in Croazia (4,5%) e in Slovenia (3,9%). L innovazione è il cardine della strategia dell UE per favorire la crescita e creare occupazione: gli Stati Membri devono investire al 2020 il 3% del PIL in R&S (1% di finanziamenti pubblici, 2% di investimenti privati) con l obiettivo di creare 3,7 milioni di posti di lavoro e realizzare un aumento annuo del PIL di circa 800 miliardi di euro. Tali obiettivi si declinano, per il nostro Paese, nel raggiungimento di una quota pari all 1,53% del PIL. La quota di spesa in R&S sul PIL era pari nel 2012, ultimo anno disponibile, all 1,43% del PIL contro l 1,31% a livello nazionale e una media UE-28 del 2,01%. Tra i Paesi contermini, sempre nel 2012, la stima per l Austria è pari al 2,81%, la spesa slovena in R&S era pari al 2,58% del PIL e quella croata allo 0,75%. Una misura dell innovazione non tecnologica, sia nei prodotti che nei servizi, è data dalle richieste di protezione della proprietà intellettuale attraverso Fonte: EUROSTAT l uso di marchi registrati e design certificati. Indicatori basati su marchi e design possono infatti dare una misura dei prodotti innovativi immessi sul mercato, che necessitano quindi di protezione dalla contraffazione. Marchi e disegni comunitari sono registrati presso l Ufficio per l Armonizzazione del Mercato Interno dell Unione Europea. Il marchio registrato è parte essenziale dell identità di un prodotto: sia esso una parola o un immagine (come ad esempio un logo), serve a rendere riconoscibile un prodotto ed è di grande importanza nella commercializzazione del prodotto stesso. Un marchio comunitario registrato (Community trade mark) è un diritto esclusivo che protegge simboli distintivi, valido nell intera Unione Europea, mentre un marchio registrato presso l autorità italiana competente (l Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) garantisce diritti d uso solo sul territorio nazionale UE-28 Italia FVG Austria Slovenia Figura 2.5 Domande di registrazione di un marchio comunitario presentate, numeri indici base 2010=100. Anni

18 FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA Figura 2.6 Domande di registrazione di disegno presentate, numeri indici base 2010=100. Anni Le domande di registrazione di un marchio comunitario presentate da soggetti del FVG sono state 170 nel 2013, ultimo anno disponibile a livello regionale. Come termine di paragone, nello stesso anno le domande presentate da soggetti del Veneto sono state su un totale di domande in Italia. L andamento temporale negli Fonte: EUROSTAT ultimi 5 anni evidenzia nel FVG una diminuzione delle domande, con un lieve aumento nel Tuttavia l analisi dei dati a livello di Stato indica una significativa contrazione delle domande sia in Italia che in tutti i Paesi contermini ed è quindi da attendersi un andamento simile anche a livello regionale UE-28 Italia FVG Austria Slovenia Il disegno (design) è l aspetto esterno di un prodotto o di parte di esso, inteso come insieme di linee, contorni, colori, forme, materiali, ornamenti ecc. Come nel caso del marchio, il disegno di un prodotto è strettamente legato alla riconoscibilità dello stesso e al marketing. Un disegno registrato è un diritto di esclusiva relativo all aspetto esterno di un prodotto o parte di esso, valido per 5 anni e rinnovabile periodicamente fino a un massimo di 25 anni. Nel 2013 sono state presentate 98 domande di registrazione di disegni da parte di soggetti del FVG, con un andamento altalenante dal 2010, con un minimo di 77 domande nel 2011 e un massimo di 109 nel Le domande presentate in Italia nel periodo sono state sostanzialmente costanti (1.933 nel 2013), mentre maggiori aumenti si sono riscontrati a livello europeo (da domande nel 2010 a nel 2013), in Veneto (da 301 nel 2010 a 342 nel 2013), Austria (407 nel 2010, 482 nel 2013) e Slovenia (61 nel 2010, 88 nel 2013). Come per i marchi comunitari, anche per i disegni si nota, a livello di Stati e nel complesso dell UE-28, una forte riduzione delle domande presentate nel 2014; è quindi prevedibile che tale riduzione si sia verificata anche a livello regionale. L Agenda Digitale è una delle sette iniziative principali individuate nella più ampia Strategia Europa La diffusione delle tecnologie dell informazione e della comunicazione permette la fruizione di servizi innovativi e a misura di utente, che può usufruirne nei luoghi e nei tempi che preferisce. Nel 2014 il 77% delle famiglie del FVG con almeno un componente di età compresa tra 16 e 74 anni era in possesso di un collegamento Internet a banda larga o superiore. Tale percentuale è in costante aumento a livello europeo, per quanto nel 2014 l aumento del tasso di penetrazione sia stato più contenuto rispetto agli anni precedenti, con un aumento di 2 punti percentuali, dal 76% al 78%. Il gap italiano in termini di connettività Fonte: EUROSTAT rispetto all Europa si sta chiudendo, con significativi aumenti, tra i 13 e i 20 punti percentuali, delle famiglie connesse in banda larga. Tra gli ambiti territoriali considerati, il FVG (77%) e le province di Trento e Bolzano (rispettivamente al 77% e al 79%) sono sostanzialmente in linea con la media europea, così come l Austria (79%) e la Stiria (78%). L Italia (71%) è sotto la media europea, così come la Slovenia (75%), in cui la crescita delle famiglie con accesso ADSL nell ultimo triennio è stata contenuta (+2 punti percentuali), il Veneto (73%), la Carinzia in cui il tasso di penetrazione è diminuito nel triennio, passando dal 76% delle famiglie al 73%, e la Croazia (68%). Differenza % Regioni UE Italia FVG Bolzano Trento Veneto Austria Carinzia Stiria Slovenia Croazia Per poter fruire dei servizi digitali è necessario, tuttavia, non solo disporre di una connessione a Internet, bensì anche saper usare gli strumenti informatici. Gli individui di età compresa tra 16 e 74 anni che nel 2014 non avevano mai utilizzato un computer in FVG erano il 26%, una percentuale inferiore alla media nazionale (33%), al Veneto (32%), alla Croazia (27%) e alla provincia di Trento (27%), ma superiore all Austria (14%), alla Stiria (17%), alla Carinzia (17%), alla Slovenia (22%) e alla provincia di Bolzano (23%). La media dell UE-28 era del 17%. Tavola 2.6 Famiglie in possesso di collegamento a Internet ADSL o superiore (% sul totale delle famiglie con almeno un membro di età 16-74). Anni

19 FRIULI VENEZIA GIULIA IN EUROPA Tavola 2.7 Persone che utilizzano Internet almeno una volta a settimana (% sul totale delle persone di età 16-74). Anni Differenza % Regioni UE Italia FVG Bolzano Trento Veneto Austria Carinzia Stiria Slovenia Croazia Fonte: EUROSTAT Nel triennio in FVG si è riscontrato, tra i territori considerati, il maggior aumento della quota di popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni che utilizza Internet regolarmente (almeno una volta a settimana), attestatasi nel 2014 al 67% con un aumento di 11 punti percentuali rispetto al 56% del Solo l Austria registra un valore superiore alla media europea (77%). L Italia e le regioni italiane analizzate si pongono ben al di sotto della media UE-28, con una media nazionale del 59% e valori che spaziano dal 61% del Veneto al 67% del FVG e della provincia di Bolzano. L aumento della quota di popolazione che utilizza Internet regolarmente è stato superiore all aumento medio europeo (+5 punti percentuali), oltre che in FVG, anche nell Italia nel complesso (+6 punti percentuali), in provincia di Bolzano (+7%) e di Trento (+8%), con un gap che si sta quindi riducendo. La percentuale di utenti abituali di Internet è del 65% in Croazia, del 68% in Slovenia e superiore al 70% nei Länder austriaci (71% Carinzia, 71% Stiria, 77% Austria nel complesso). Un gap importante rispetto all Europa permane relativamente al ricorso all e-commerce: nel 2014 il 50% delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni aveva effettuato un acquisto on-line nei 12 mesi precedenti. Tale percentuale scende al 30% nel FVG, valori non dissimili da quelli delle province di Bolzano (34%), Trento (33%) e del Veneto (26%), anche se superiori alla media italiana (22%). La Croazia si attesta al 28%, la Slovenia al 37%, mentre l Austria (53%), la Carinzia (51%) e la Stiria (51%) registrano valori superiori o in linea con la media europea. ECONOMIA E LAVORO 34

20 IMPRESE IMPRESE IMPRESE Tavola 3.1 Tasso di crescita delle imprese, totale e per imprese artigiane. Anni [1] Per imprese attive si intende l insieme delle imprese operative da un punto di vista economico (ad esempio hanno utilizzato forza lavoro o realizzato fatturato) durante il periodo di riferimento. [2] Le Camere di commercio possono procedere alla cancellazione d ufficio dal Registro delle imprese di aziende non più operative da almeno tre anni. [3] Il tasso di crescita è dato dal rapporto tra il saldo tra iscrizioni e cessazioni (al netto delle cancellazioni d ufficio) dai registri delle CCIAA nell anno ed il numero di imprese registrate all inizio dell anno. [4] Lavoratori indipendenti sono gli imprenditori, i lavoratori autonomi, i professionisti, i coadiuvanti familiari e i cooperatori, nel caso di società cooperative. Dal calcolo si escludono le forme contrattuali atipiche (ad esempio le collaborazioni a progetto) in quanto contemplano caratteristiche sia di lavoro autonomo, sia di lavoro subordinato. Attraverso i dati provenienti dal Registro delle imprese di Infocamere viene descritta la consistenza delle imprese regionali, totali e artigiane, distinte per settore di attività economica (secondo la codifica ATECO 2007), nell anno La dimensione delle imprese regionali, invece, viene descritta principalmente attraverso i dati dell Archivio statistico delle imprese attive (ASIA) dell ISTAT, aggiornato all anno La dimensione è misurata in termini di persone occupate o addetti lavoratori dipendenti e indipendenti che esercitano un attività a tempo pieno e a tempo parziale nell impresa; il numero delle persone occupate è calcolato in termini di media annua. 3.1 La struttura produttiva del Friuli Venezia Giulia Le imprese attive [1] in Friuli Venezia Giulia al 31 dicembre 2014 erano , imprese (pari al 2,3%) in meno rispetto ad un anno prima. Nel corso del 2014 si sono registrate nuove iscrizioni di imprese e cessazioni (6.848 al netto delle cancellazioni d ufficio [2] ). Il tasso di crescita [3] delle imprese, negativo per il quarto anno consecutivo, è risultato pari a -1,02%. A livello nazionale il tasso si è mantenuto positivo, attestandosi per il 2014 allo 0,51%. FVG ITALIA Totale imprese Imprese artigiane Totale imprese Imprese artigiane ,76-1,84 0,31-1, ,81-1,06 0,21-1, ,02-0,86 0,51-1,47 Fonte: Registro delle imprese, Infocamere Oltre il 60% delle imprese regionali è costituito da imprese individuali, il 19% da società di persone (di cui in nome collettivo e in accomandita semplice) e il 18% da società di capitale (di cui società a responsabilità limitata; la quota è in crescita negli ultimi anni). Per quanto riguarda le ditte individuali, le statistiche dicono che in FVG l imprenditorialità giovanile è inferiore alla media nazionale. Nel 2014 i titolari di imprese individuali con meno di trent anni costituivano il 5%, quota tra le più basse in Italia. A livello nazionale il tasso di imprenditorialità giovanile era pari al 6,6%, in leggera diminuzione rispetto agli anni precedenti. In regione risulta più elevata, invece, l imprenditorialità femminile: il 28,2% dei titolari di ditte individuali erano donne, contro il 26,0% medio nazionale. Dai dati dell Archivio statistico delle imprese attive dell ISTAT emerge che nel 2012 i lavoratori indipendenti [4] costituivano in regione il 28,6% del totale dei lavoratori, quota inferiore alla media nazionale, pari a 29,9%, e in diminuzione rispetto agli anni precedenti (era pari al 29,4% nel 2011 e al 31% nel biennio ). ATTIVITÀ ECONOMICHE Totale Var. % 2013/14 Fonte: Registro delle imprese, Infocamere Le imprese artigiane costituiscono il 31% del totale, al 31 dicembre 2014 ne erano attive in regione. Dalla lettura delle consistenze degli ultimi anni emerge il pesante effetto della crisi economica: dalla fine del 2008 il numero di imprese artigiane attive in Friuli Venezia Giulia è diminuito di quasi unità. Il tasso di crescita è negativo dal 2007 (in Italia dal 2009) e per il 2014 si è attestato a -0,86% Peso del settore (%) di cui artigiane Peso del settore (%) Agricoltura, silvicoltura pesca ,8 15, ,9 Estrazione di minerali da cave e miniere 62-4,6 0,1 20 0,1 Attività manifatturiere ,9 10, ,7 Fornitura di energia elettrica e gas 199 3,6 0,2 1 0,0 Fornitura di acqua, reti fognarie, gestione rifiuti 169 3,7 0,2 72 0,2 Costruzioni ,3 16, ,7 Commercio e riparazioni ,9 23, ,2 Trasporto e magazzinaggio ,1 2, ,2 Attività dei servizi alloggio e ristorazione ,8 8, ,8 Servizi di informazione e comunicazione ,0 2, ,7 Attività finanziarie e assicurative ,0 2,1-0,0 Attività immobiliari ,0 4,8 2 0,0 Attività professionali, scientifiche e tecniche ,2 3, ,1 Noleggi, ag.viaggi, servizi supporto alle imprese ,5 2, ,2 Amministrazione pubblica e difesa 2 0,0 0,0-0,0 Istruzione 364 2,5 0,4 81 0,3 Sanità e assistenza sociale 506 2,0 0,5 30 0,1 Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento ,6 1, ,5 Altre attività di servizi ,0 5, ,2 Imprese non classificate 37-49,3 0,0 34 0,1 Totale ,3 100, ,0 In regione si contavano nel imprese attive a partecipazione pubblica, per un totale di addetti (in media 84 addetti per impresa). Le imprese partecipate da almeno un amministrazione regionale o locale erano 163 e impiegavano addetti. Tavola 3.2 Imprese per settore di attività economica, totale e imprese artigiane. Situazione al

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