LEGGE FINANZIARIA 2003

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1 LEGGE FINANZIARIA 2003 Sul Supplemento Ordinario. n. 240 alla Gazzetta.Ufficiale del 31/12/2002, n. 305 è stata pubblicata la legge n. 289 del 27 dicembre 2002 avente ad oggetto Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2003). Si fornisce, di seguito, un sunto delle novità di maggior rilievo introdotte dalla legge in esame, con riferimento alle seguenti materie: fiscale, previdenziale e contributivo. NUOVO REGIME FISCALE (art. 2, commi 1-4 e 10) In merito alla materia fiscale, relativa al reddito da lavoro dipendente, si evidenziano, di seguito, le modifiche al TUIR introdotte dall'art. 2 della legge finanziaria 2003 ed applicabili dal 1 gennaio In particolare: è stato introdotto l'art. 10-bis (deduzione per assicurare la progressività dell'imposta) e di conseguenza è stato modificato il 1 comma dell'art. 3 (base imponibile) cui sono state aggiunte le parole "nonché della deduzione spettante ai sensi dell'articolo 10-bis". In pratica il reddito imponibile è al netto sia degli oneri deducibili di cui all'art. 10 sia, della deduzione prevista dal nuovo art. 10-bis; è stato sostituito il 1 comma dell'art. 11 (determinazione dell'imposta) innovando radicalmente il sistema di aliquote e scaglioni di reddito di riferimento; è stato integralmente sostituito l'art. 13 relativo alle detrazioni per redditi di lavoro dipendente; per il solo anno 2003 è stata introdotta una clausola di salvaguardia, consentendo al contribuente in sede di dichiarazione dei redditi di poter applicare, se più favorevoli, le disposizioni del TUIR in vigore sino al 31 dicembre Deduzione per assicurare la progressivita dell imposizione Il nuovo art. 10-bis, al fine di assicurare la progressività dell'imposizione, prevede una deduzione fissa di 3.000,00 dal reddito complessivo aumentato del credito d'imposta sui dividendi. Tale importo base è aumentato di 4.500,00 se alla produzione del reddito complessivo concorrono anche redditi di lavoro dipendente e taluni redditi assimilati (artt. 46 e 47, comma 1 lett. a), b), c) borse di studio, c-bis) co.co.co., d) remunerazioni sacerdoti, h-bis) prestazioni fondi pensione e l) lavori socialmente utili), escluse le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati (art. 46, secondo comma, lettera a); L ulteriore deduzione di 4.500,00 deve essere rapportata all'effettivo periodo di lavoro nell'anno. Le predette deduzioni spettano per la parte corrispondente al rapporto tra: l'importo base di ,00, aumentato della deduzione spettante e degli oneri deducibili e diminuito del reddito complessivo e dell'eventuale credito d'imposta sui dividendi e l'importo di ,00. Per maggior chiarezza si ipotizza un esempio esplicativo: posto un reddito complessivo annuo di ,00 ed un periodo di lavoro dipendente nell'anno di 365 giorni si avrà il seguente rapporto:

2 26.000, , , ,00 = 0, ,00 pertanto, la deduzione è determinata come segue: 3.000, ,00 = 7.500,00 x 0,7115 = 5.336,25 Qualora il rapporto sopra descritto sia uguale o superiore ad 1, la deduzione spetta per intero, mentre non spetta se è uguale o minore di zero. Ai fini del rapporto di cui sopra si prendono in considerazione solo le prime quattro cifre decimali. La deduzione di cui sopra non influisce sulla determinazione della base imponibile delle addizionali IRPEF. Aliquote e relativi scaglioni di reddito Detrazioni d imposta scaglione aliquota fino ad ,00 23% oltre ,00 e fino ad ,00 29% oltre ,00 e fino ad ,00 31% oltre ,00 e fino ad ,00 39% oltre ,00 45% reddito complessivo detrazione oltre ,00 fino a ,00 130,00 oltre ,00 fino a ,00 235,00; oltre ,00 fino a ,00 180,00 oltre ,00 fino a ,00 130,00 oltre ,00 fino a ,00 25,00 EMOLUMENTI ARRETRATI SOGGETTI A TASSAZIONE SEPARATA (art. 2 comma 10) Il comma 10 dell'art. 2, specifica che per gli emolumenti arretrati soggetti a tassazione separata di cui all'art. 16, comma 1, lett. b) di cui al T.U.I.R., la revisione delle aliquote e degli scaglioni di reddito sopra descritta ha effetto per i periodi di imposta che hanno inizio dopo il 31 dicembre A seguito delle modifiche introdotte dall articolo in esame, l Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare 2/E del 15/1/2003, che fornisce i primi chiarimenti per facilitare l applicazione delle nuove disposizioni in materia di IRPEF. ADDIZIONALI ALL'IRPEF (art. 3) L'art. 3 della legge finanziaria 2003, nelle more dell'applicazione della riforma di cui all'articolo 117 della Costituzione in ordine al federalismo fiscale, sospende l'efficacia degli aumenti delle addizionali IRPEF per i comuni e le regioni, deliberati dopo il

3 29 settembre 2002 a meno che non si tratti di provvedimenti confermativi delle aliquote in vigore per l'anno Pertanto, non si applicano gli aumenti di addizionali deliberate per il 2003 in misura superiore a quanto stabilito per il GESTIONI PREVIDENZIALI (art. 38) Il termine di prescrizione per l'anno 1998, relativamente ai periodi non coperti da contribuzione e risultanti dall'estratto conto trasmesso al lavoratore, è sospeso per un periodo di 18 mesi a decorrere dal 1 gennaio Per consentire un maggior lasso temporale agli Enti, per l'iscrizione a ruolo di contributi e premi, il termine di decadenza di cui all'articolo 25 del D.Lgs. n. 46/1999 si applica alle somme non versate ed agli accertamenti notificati dopo il 1 gennaio AMMORTIZZATORI SOCIALI (art. 41) Con il 2 comma dell articolo in esame è stata prorogata fino al 31/12/2003 la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità dei lavoratori licenziati da imprese che occupano anche meno di 15 dipendenti per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro. In materia di Piani di Inserimento Professionale, il 6 comma del suddetto art. 41 ha stabilito che l intervento di cui all art. 15 del Decreto Legge 16/05/1994 n. 299, convertito con modificazioni dalla Legge 19/07/1994 n. 451, può proseguire per l anno 2003 nei limiti delle risorse finanziarie preordinate per la medesima finalità entro il 31 dicembre 2001 e non utilizzate, nel limite di 91 milioni di euro. Il comma 9 del suddetto art. 41 ha introdotto la previsione secondo cui, fino al 31 dicembre 2003, alle imprese industriali che svolgono attività produttiva di fornitura o sub-fornitura di componenti, di supporto o di servizio, a favore di imprese operanti nel settore automobilistico, il trattamento ordinario di integrazione salariale di cui alla Legge 20/05/1975 n. 164 può essere concesso per un periodo non superiore a ventiquattro mesi consecutivi, ovvero per più periodi non continuativi la cui durata complessiva non superi i ventiquattro mesi in un triennio. Per le suddette imprese, il comma 10 del medesimo articolo ha stabilito che ai fini del computo dei periodi massimi di godimento del trattamento ordinario di integrazione salariale, la settimana si considera trascorsa quando la riduzione di orario è stata almeno pari al 10% dell'orario settimanale relativo ai lavoratori occupati nell'unità produttiva (vedere Esempio 1), mentre riduzioni di ammontare minore si cumulano ai fini del computo dei predetti periodi massimi (vedere Esempio 2). Esempio 1): si ipotizza un azienda con 10 dipendenti con orario settimanale di 40 ore (monte ore lavorativo aziendale pari a 400 ore) che effettua 1 settimana di CIGO con due lavoratori ad orario ridotto nella misura di 20 ore: n. Lav. ore Monte ore Riduzione Computabilità orario ridotto CIGO Azienda Perc. settimana % SI

4 Esempio 2): nel caso in cui la stessa azienda effettui 2 settimane di CIGO con due lavoratori ad orario ridotto nella misura di 10 ore, le settimane saranno così cumulate: 1 SETTIMANA n. Lav. ore Monte ore Riduzione orario ridotto CIGO Azienda Perc % + 2 SETTIMANA n. Lav. ore Monte ore Riduzione orario ridotto CIGO Azienda Perc % In tal caso le settimane si cumulano e verrà considerata ai fini del computo una sola settimana di CIGO. In ogni caso, fino al 10 agosto 2005, i periodi di integrazione salariale concessi ai sensi dei commi 9 e 10 non si computano nel limite di trentasei mesi in cinque anni, stabilito dal comma 9 dell'articolo 1 della legge n. 223/1991. INPDAI (art. 42) L articolo 42 ha previsto la confluenza delle strutture e delle funzioni dell Istituto Nazionale di Previdenza dei Dirigenti di Aziende Industriali (INPDAI) nell Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) con effetto dal 1/1/2003. Di conseguenza, a decorrere dal periodo di paga gennaio 2003, per il versamento dei contributi correnti di tutti i dirigenti in forza alle aziende industriali, le aziende sono tenute ai seguenti adempimenti: compilazione del modello DM10/2 di denuncia delle retribuzioni corrisposte; versamento dei contributi, unitamente a quelli degli altri dipendenti, entro il 16 del mese successivo attraverso il modello F24 sezione INPS. Per la compilazione dei citati modelli DM10/2 ed F24, si rinvia alla circolare INPDAI del 27/12/2002 prot. n , consultabile sul sito dell Associazione. Il relativo regime pensionistico dei dirigenti di industria è uniformato, nel rispetto del principio pro-rata, a quello degli iscritti al FPLD dell'inps, in particolare: per le anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2002, la retribuzione pensionabile è calcolata nel rispetto del massimale annuo di cui all art. 3, comma 7, del D.Lgs. n. 181/1997; per le anzianità contributive maturate dal 1 gennaio 2003, si applicano le norme vigenti nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti. CUMULO PENSIONE E REDDITI DI LAVORO (art. 44) A decorrere dal 1 gennaio 2003 si amplia ai soggetti con almeno 37 anni di contribuzione e 58 anni di età la possibilità di cumulare la pensione di anzianità con il reddito di lavoro dipendente o di lavoro autonomo.

5 Inoltre, per coloro che sono già pensionati alla data del 1 dicembre 2002 e non hanno i suddetti requisiti, è possibile evitare il divieto di cumulo con il versamento di un somma una tantum proporzionale alla pensione percepita a gennaio 2003 e al numero di anni mancanti per la maturazione del diritto al cumulo. In particolare, gli interessati dovranno versare un importo risultante dalle seguenti operazioni: pensione lorda relativa al mese di gennaio trattamento minimo mensile del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, x 30% x il numero risultante dalla differenza tra la cifra "95" (che deriva dalla somma di ) e la somma dell anzianità contributiva e anagrafica del pensionato (es = 92) L importo così determinato deve essere pari almeno al 20% della pensione di gennaio 2003, entro un massimo stabilito in misura pari a tre volte la medesima pensione. I pensionati che, negli anni precedenti, hanno prodotto redditi in violazione alle norme relative al divieto di cumulo, possono accedere ad una sanatoria delle predette irregolarità, versando una somma pari al 70% della pensione del mese di gennaio 2003, moltiplicata per il numero di anni di inadempienza, entro comunque un massimale pari a 4 volte la suddetta pensione. Dal 1 aprile 2003, nei confronti dei pensionati che non hanno aderito alla sanatoria, l'anagrafe tributaria e gli Enti previdenziali incroceranno i dati in loro possesso per far emergere eventuali trasgressioni al divieto di cumulo. Il versamento delle somme predette dovrà essere effettuato entro il 16 marzo 2003 secondo modalità che dovranno essere definite dall INPS. L interessato potrà comunque optare per il versamento in forma ratealmente, versando entro il 30% del dovuto entro il 16 marzo 2003 e il resto in 5 rate trimestrali maggiorate degli interessi legali. GESTIONE SEPARATA (art 44 comma 6) L aliquota di finanziamento e di computo del 10%, dovuta dagli iscritti alla Gestione Separata dell INPS che siano titolari di pensione diretta, aumenta di 2,5 punti dal 1 gennaio 2003 e di ulteriori 2,5 punti dal 1 gennaio NORME PER L'ARTIGIANATO (art. 45) Per l'anno 2003, a titolo sperimentale, gli iscritti all'albo degli artigiani e i coltivatori diretti, possono avvalersi, della collaborazione occasionale di parenti entro il secondo

6 grado, per un periodo non superiore a novanta giorni nel corso dell'anno, senza obbligo di iscrizione dei collaboratori nelle rispettive gestioni previdenziali. Tale possibilità sussiste se artigiani e coltivatori diretti sono impossibilitati, per cause di forza maggiore, all esercizio della propria attività lavorativa, sulla base di criteri che saranno determinati con decreto ministeriale. Rimane comunque l obbligo di iscrizione all INAIL. CREDITO D'IMPOSTA PER L'INCREMENTO DELL'OCCUPAZIONE (art. 63) Prorogato fino al 31 dicembre 2006 il credito d'imposta. Tale credito spetta ai datori di lavoro che incrementano il numero dei dipendenti mediante l assunzione, a tempo indeterminato, a condizione che: a) i nuovi assunti siano di età non inferiore a 25 anni; b) non abbiano svolto attività dipendente a tempo indeterminato da almeno 24 mesi o siano portatori di handicap individuati ai sensi della legge 104/92; c) siano osservati i contratti collettivi nazionali anche con riferimento ai soggetti che non hanno dato diritto al credito d imposta; d) siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dai D.Lgs n. 626/94, e n. 494/96, e loro successive modificazioni, nonché dai successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. Il credito in commento trova una duplice regolamentazione. NORME IN VIGORE DAL 1/1/2003 AL 31/12/2003 Datori di lavoro con incremento occupazionale al 7/7/2002 rispetto alla base media occupazionale relativa al periodo 1/10/ /9/2000 ai quali si applicano i principi contenuti nel D.L.209/2002 I datori di lavoro interessati dal tetto massimo di cui all'articolo 2 del decreto legge 24 settembre 2002, n. 209, continuano per l'anno 2003 ad usufruire del credito negli importi stabiliti dall'art. 7 della legge n. 388/2000 (413,16 euro ulteriore contributo pari a 206,58 euro se l assunzione è in aree svantaggiate ). Ai fini della determinazione del credito, gli incrementi occupazionali al 7/7/2002 rispetto alla base media occupazionale relativa al periodo 1/10/ /9/2000 costituiscono la misura massima di incremento che dà diritto all agevolazione di importo pari 413,16 euro, ovvero all ulteriore contributo pari a 206,58 euro se l assunzione è in aree svantaggiate. Tale contributo è utilizzabile senza la presentazione dell istanza preventiva al Centro Operativo di Pescara dell Agenzia delle Entrate e senza limiti finanziari. Per le nuove assunzioni che superano il sopra citato tetto (incrementi al 7/7/2002 rispetto alla base media occupazionale relativa al periodo 1/10/ /9/2000) i datori di lavoro possono beneficiare del credito nella nuova misura stabilita dall'articolo 63 in misura pari a 100 euro, ovvero 150 euro se l'assunto è di età superiore a 45 anni. Lo stanziamento finanziario previsto è pari a 125 milioni di euro. Se l assunzione è effettuata nelle aree svantaggiate è attribuito un ulteriore contributo pari a 300 euro concesso nel limite finanziario che dovrà essere fissato dal CIPE.

7 Il credito è condizionato alla presentazione di un istanza preventiva al Centro Operativo di Pescara contenente i dati occorrenti per stabilire: - la base occupazionale di riferimento, - il numero, la tipologia, la decorrenza e la durata dell assunzione, - l entità dell incremento occupazionale, - i dati identificativi del datore di lavoro e dell assunto. Può essere fruito solo dopo l'atto di assenso che l'agenzia delle Entrate è tenuta a rendere entro trenta giorni dal ricevimento dell'istanza, sulla base dei finanziamenti disponibili. Le modalità con cui dovranno essere fornite al Centro le informazioni necessarie ai fini dell ottenimento dell agevolazione verranno stabilite con provvedimento del direttore dell Agenzia medesima entro il 31 gennaio c.a. Datori di lavoro che non possono far valere un incremento occupazionale al 7/7/2002 rispetto alla base media occupazionale relativa al periodo 1/10/ /9/2000 Dal 1 gennaio 2003 ai datori di lavoro che non possono far valere un incremento occupazionale al 7/7/2002 spetta un credito d'imposta in misura pari a 100 euro, ovvero 150 euro se l'assunto è di età superiore a 45 anni, per ogni assunzione che incrementa la base occupazionale rispetto alla base media occupazionale riferita al periodo compreso fra il 1 agosto 2001 ed il 31 luglio Lo stanziamento finanziario previsto è pari a 125 milioni di euro. Se l assunzione è effettuata nelle aree svantaggiate è attribuito un ulteriore contributo pari a 300 euro concesso nel limite finanziario che dovrà essere fissato dal CIPE. Il credito è condizionato alla presentazione di un istanza preventiva al Centro Operativo di Pescara contenente i dati occorrenti per stabilire: - la base occupazionale di riferimento, - il numero, la tipologia, la decorrenza e la durata dell assunzione, - l entità dell incremento occupazionale, - i dati identificativi del datore di lavoro e dell assunto. Può essere fruito solo dopo l'atto di assenso che l'agenzia delle Entrate è tenuta a rendere entro trenta giorni dal ricevimento dell'istanza, sulla base dei finanziamenti disponibili. Le modalità con cui dovranno essere fornite al Centro le informazioni necessarie ai fini dell ottenimento dell agevolazione verranno stabilite con provvedimento del direttore dell Agenzia medesima entro il 31 gennaio c.a. NORME IN VIGORE DAL 1/1/2004 AL 31/12/2006 Generalità dei datori di lavoro Per tutti i datori di lavoro spetta un credito d'imposta in misura pari a 100 euro, ovvero 150 euro se l'assunto è di età superiore a 45 anni, per ogni assunzione che incrementa la base occupazionale rispetto alla base media occupazionale riferita al periodo compreso fra il 1 agosto 2001 ed il 31 luglio Lo stanziamento finanziario previsto è pari a 125 milioni di euro. Se l assunzione è effettuata nelle aree svantaggiate è attribuito un ulteriore contributo pari a 300 euro concesso nel limite finanziario che dovrà essere fissato dal CIPE.

8 Il credito è condizionato alla presentazione di un istanza preventiva al Centro Operativo di Pescara contenente i dati occorrenti per stabilire: - la base occupazionale di riferimento, - il numero, la tipologia, la decorrenza e la durata dell assunzione, - l entità dell incremento occupazionale, - i dati identificativi del datore di lavoro e dell assunto. Può essere fruito solo dopo l'atto di assenso che l'agenzia delle Entrate è tenuta a rendere entro trenta giorni dal ricevimento dell'istanza, sulla base dei finanziamenti disponibili. Le modalità con cui dovranno essere fornite al Centro le informazioni necessarie ai fini dell ottenimento dell agevolazione verranno stabilite con provvedimento del direttore dell Agenzia medesima entro il 31 gennaio c.a. ENTRATA IN VIGORE (art. 95) Le disposizioni della legge finanziaria entrano in vigore il 1 gennaio 2003.

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