I nuovi Studi di Settore: la nuova arma del Fisco per scovare gli evasori

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1 I nuovi Studi di Settore: la nuova arma del Fisco per scovare gli evasori Sono trascorsi ormai quasi vent anni dalla loro prima apparizione e gli studi di settore rappresentano uno degli strumenti del Fisco che più ha subito (e subirà ancora) modifiche e restyling, sia dal punto di vista formale sia dal punto di vista sostanziale. Lo studio di settore è inoltre uno dei temi più dibattuti e noti in ambito fiscale; per la categoria degli odontoiatri, poi, è spesso una preoccupazione non sempre basata su considerazioni obiettive di tipo tecnico-fiscale. Solo negli ultimi mesi si registrano ben quattro Decreti Legge che hanno modificato portata e funzionamento dello strumento; due Circolari dell Amministrazione finanziaria hanno inoltre fornito importanti spunti interpretativi in merito. Scopo del presente contributo è quindi cercare di fare un po di chiarezza sui nuovi studi settore alla luce delle più recenti modifiche e informare il lettore sulla nuova funzione selettiva che questo strumento avrà nei prossimi anni, anche in abbinamento alla accresciuta mole di informazioni ormai note al Fisco. 1. I meccanismi premiali per chi è virtuoso Le modifiche apportate dalle varie disposizioni sono finalizzate a premiare (almeno a livello teorico) i contribuenti definiti dagli studi di settore come virtuosi. Infatti, per favorire coloro che risultano congrui e coerenti, sono poste in capo al Fisco delle limitazioni ai poteri di verifica. 1

2 Entrando nel merito, dall anno d imposta 2011 in poi, i contribuenti congrui e coerenti: - non potranno subire accertamenti o verifiche di tipo analitico presuntivo; - vedranno diminuire gli anni accertabili da cinque (nella normalità dei casi) a quattro; - potranno essere controllati con il Redditometro e con lo Spesometro solo nei casi in cui il reddito accertabile sia superiore di un almeno un terzo (anziché un quinto) rispetto a quanto dichiarato. Queste agevolazioni sono però concesse a condizione che, oltre ad essere congrui e coerenti, i contribuenti abbiano comunicato e compilato regolarmente gli studi di settore. Relativamente invece agli anni antecedenti al 2011, vige ancora una vecchia versione della norma agevolativa: per poter beneficiare dell agevolazione consistente nell impossibilità di essere verificati con strumenti analitico presuntivi, è necessario: - essere congrui e coerenti non solo nell anno oggetto di controllo ma anche in quello precedente; - che i ricavi non dichiarati e ricostruiti non siano superiori del 40% rispetto a quelli dichiarati (con il limite massimo di ). Giudizio: Potenzialmente positivo. La motivazione della riserva nella valutazione di questa novità in vigore dal 2011 sta nel fatto che, sebbene i benefici offerti dalla norma siano interessanti, gli stessi sono subordinati alla corretta compilazione degli studi di settore sia per i dati contabili che per quelli extracontabili. Non essendo stati forniti chiarimenti in ordine a quali siano e quanto incidano eventuali errori nella compilazione dei modelli, sarà necessario attendere 2

3 l applicazione della disposizione da parte dell Agenzia delle Entrate, il cui grado di tolleranza su queste infedeltà non è notoriamente elevato. Non si deve inoltre dimenticare che alcuni dati extracontabili dello studio di settore sono facilmente contestabili da parte dell Ufficio in quanto basati su stime e valutazioni non sempre supportabili da dati certi ed inconfutabili. 2. Le sanzioni e l accertamento induttivo Con le modifiche introdotte negli ultimi mesi, sono state inasprite le sanzioni in caso di irregolarità commesse nella compilazione degli studi di settore con, in aggiunta, la previsione di poter utilizzare lo strumento dell accertamento induttivo. Sono stati anche previsti dei piani specifici di controllo per i soggetti non congrui e non coerenti. Entrando nel merito, va innanzitutto segnalato che i soggetti non congrui e non coerenti saranno oggetto di particolari attenzioni da parte del Fisco: sulla base infatti di specifiche analisi di rischio di evasione, potranno essere controllati prioritariamente con l utilizzo dello strumento delle indagini finanziarie anche noto come accertamento bancario. È quindi chiara la nuova funzione degli studi di settore, come già accennato nel titolo: selezionare i contribuenti da controllare. Dopo anni di battaglie combattute nelle Commissioni Tributarie fino ad arrivare alla Corte di Cassazione (di cui spesso si è detto in passato su queste pagine), ecco finalmente che l Agenzia delle Entrate torna ad utilizzare lo studio di settore per ciò che dal punto di vista normativo è ed è sempre stato: uno strumento di selezione dei contribuenti, un indicatore di situazioni di rischio di evasione e non un meccanismo automatico di accertamento. 3

4 Tralasciando per semplicità l aumento delle sanzioni pecuniarie previste in caso di omessa o infedele (non corretta) compilazione degli studi di settore si ritiene più importante concentrarsi sulla possibilità degli Uffici di procedere con l accertamento induttivo nei casi di irregolarità riscontrate negli studi di settore. Per i controlli antecedenti allo scorso 2 marzo, l Amministrazione finanziaria poteva infatti utilizzare questa tipologia di accertamento nei casi in cui non si era presentato lo studio di settore (omessa presentazione) o lo si era compilato in modo errato (infedele compilazione) a condizione che il maggior reddito accertato fosse superiore al 10% di quello dichiarato. Si ricorda che l accertamento induttivo comporta la possibilità di rideterminare il reddito sulla base di dati e notizie comunque raccolti o conosciuti dall Ufficio, prescindendo dai dati contabili ed avvalendosi anche di presunzioni semplici. Per gli accertamenti successivi al 2 marzo scorso invece, è stato previsto che il meccanismo induttivo è applicabile nei casi di omessa presentazione dello studio (nulla cambia rispetto a prima) e in caso di irregolare compilazione quando vi è una differenza superiore al 15%, o comunque a , tra i ricavi stimati dallo studio di settore corretto (almeno secondo l Ufficio!) e quelli dichiarati. Giudizio: Ovviamente negativo. Il perchè risiede nel fatto che lo studio di settore, per quanto aggiornato ed evoluto, è comunque uno strumento basato su delle medie statische, difficilmente applicabili in un settore come quello odontoiatrico (non ci stancheremo mai di ripeterlo!) caratterizzato da una forte componente individuale e professionale di impossibile standardizzazione. Sottoporre anche ad accertamento bancario il contribuente, con tutto ciò che ne 4

5 deriva in tema di onere della prova e difficoltà nel giustificare i movimenti finanziari, risulta essere eccessivamente penalizzante. Non si dimentichi che, anche alla luce delle esperienze sul campo (in molte verifiche) e della prassi seguita dal Fisco (in alcuni casi poco ragionevole), gli accertamenti bancari comportano una notevolissima mole di lavoro per il contribuente e spesso l impossibilità dello stesso di ricostruire movimentazioni inerenti la propria vita privata. 5

6 3. Timing di approvazione Tralasciando per semplicità espositiva i vari riferimenti normativi, è opportuno segnalare che le modifiche introdotte sulle tempistiche di pubblicazione degli studi di settore non sono particolarmente positive. A pochi giorni dalla loro (oltremodo) tardiva pubblicazione per l anno di imposta 2011, non si può far altro che accogliere le scadenze fissate con un certo scetticismo. Infatti è stato stabilito che dall anno 2012 gli studi dovranno essere approvati entro la fine dell anno a cui fanno riferimento; ad esempio, gli studi di settore dell anno 2012 dovranno essere pubblicati nella loro versione definitiva entro il Questa novità, a onor del vero, non è poi così dirompente e non fa altro che confermare la prassi operativa dell Agenzia delle Entrate: a fronte infatti dell obbligo dell Amministrazione finanziaria di pubblicare annualmente gli studi di settore entro il 30 settembre, solitamente sul filo di lana veniva concessa la proroga differendo la pubblicazione alla fine dell anno o addirittura ai primi mesi di quello successivo. In aggiunta a ciò, è stato previsto che i cosiddetti correttivi congiunturali dovranno essere approvati a regime entro il 31 marzo dell anno successivo a quello a cui si riferisce lo studio; ad esempio, il termine per gli studi di settore dell anno 2012 sarà il (e non il mese di giugno inoltrato come capitato quest anno!). A beneficio del lettore, si ricorda che i correttivi congiunturali, rappresentano una tipologia di aggiustamenti (nata con la crisi del 2008 e ahimé non ancora terminata) che influisce in modo pesante sui calcoli di congruità e coerenza dello studio di settore. Giudizio: 6

7 Negativo. Le due novità introdotte hanno ormai reso definitiva l impossibilità di effettuare nel corso dell anno, o comunque entro la fine dello stesso, una previsione seria ed attendibile sull andamento della congruità e coerenza della propria posizione professionale. Diffidare pertanto da chi sostiene, in corso d anno, di avere doti predittive sull andamento e gli esiti degli studi di settore! Conclusioni Finalmente pare si sia tornati a dare allo strumento il giusto e originario peso: mero indizio di evasione, e nulla più. Tutto ciò è costato tempo e fatica nelle varie Commissioni Tributario (che, ricordiamolo, sono pagate con soldi pubblici). Questa sua nuova funzione però non deve far pensare che lo strumento sia superato: al contrario l Amministrazione finanziaria continuerà a sfruttare gli indizi di evasione che gli studi di settore forniscono, abbinando loro altri strumenti di verifica e controllo più evoluti come le indagini finanziarie, lo Spesometro ed il Redditometro. È pertanto sempre imprescindibile un rapporto molto stretto con il proprio Commercialista con cui valutare la propria posizione fiscale alla luce delle nuove strategie di controllo del Fisco. Il tutto per evitare di incappare in situazioni rischiose frutto di una caccia alle streghe e magari ben poco collegate a situazioni di reale evasione. Dott. Umberto Terzuolo Dott. Alessandro Terzuolo 7

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