INDICE NOTIZIE STORICHE E DESCRIZIONE DELL EDIFICIO... 3 LE ULTIME VICENDE DELLA PROPRIETÀ DELLA VILLA... 6 BIBLIOGRAFIA CONSULTATA...

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2 INDICE NOTIZIE STORICHE E DESCRIZIONE DELL EDIFICIO... 3 LE ULTIME VICENDE DELLA PROPRIETÀ DELLA VILLA... 6 BIBLIOGRAFIA CONSULTATA... 7 DOCUMENTI REPERITI (IN FASE DI ANALISI)

3 NOTIZIE STORICHE E DESCRIZIONE DELL EDIFICIO 1 Villa Eremo a Germanedo, conosciuta anche come villa Serponti, nell aspetto attuale, si presenta come risultato di una lunga serie di interventi di riforma e ampliamento attuati tra il XVII e il XX secolo. La dimora faceva ragionevolmente parte della dote di Antonia Airoldi di Acquate che, nel 1629 è andata in sposa a Giorgio Serponti di Varenna All inizio del XVII secolo nella vasta proprietà era presente un solo edificio adibito a masseria, identificabile nel corpo orientale dell ala della villa prospiciente sull odierna via alla Chiesa (figura 01), costituito da una serie di locali a pianta irregolare che si discostano dal resto della struttura non solo per i diversi materiali costruttivi, ma anche perché dotati al piano sotterraneo di due grandi cantine voltate, in seguito collegate a quelle realizzate nel Settecento con nuovi accessi. Verso la metà del Seicento è stato aggiunto un fabbricato rurale (figura 02), poco distante dalla masseria su strada, con un piccolo portico a tre fornici a pianterreno, tuttora individuabile (seppur parzialmente tamponato) nella porzione dell ala meridionale della villa che prospetta sul cortile di servizio. Partendo da queste due masserie preesistenti, che sono all origine della pianta fortemente irregolare dell edificio, il marchese Giovanni Antonio ha deciso, negli ultimi anni del Seicento 2, di far costruire il nuovo complesso di Germanedo, probabilmente in concomitanza all acquisto del feudo di Mirasole. La nuova residenza padronale ha intergrato, così, gli spazi esistenti con quelli necessari alla comoda e pratica conduzione delle attività agricole svolte nella vasta tenuta, che in origine si estende ben oltre il vicino torrente Bione (abbracciando gran parte del monte Magnodeno), perlopiù destinata ad aratorio avitato con moroni, con pascoli, orti, selve, boschi, diverse case da massaro ed un mulino. L antica masseria su strada è stata, quindi, prolungata verso sud-est in direzione del lago 1 Le notizie storiche riportate sono state tratte da FRANCESCO D ALESSIO; «Serponti di Mirasole Vicende di un grande casato lecchese tra Varenna, Milano e Germanedo», in Archivi di Lecco e della Provincia, Cattaneo Editore, Lecco, periodico n. 2 / I lavori per la costruzione della dimora erano ancora in corso negli anni , come testimoniato da un breve passo contenuto nella Cronichetta di padre Bernardo d Acquate. 3

4 (figura 03), dando origine all ala settentrionale della villa contenente gli ambienti di residenza della famiglia affacciati sui cortili interni (su strada prospettavano invece dei piccoli locali di servizio retrostanti a quelli padronali), e cioè due grandi saloni al piano terreno e vaste stanze a quello superiore. Perpendicolarmente a quest ala è stata costruita una sorta di manica longa con l ingresso e un ampio scalone a rampa unica (oggi non più esistente), e superiormente una lunga galleria che raccorda l ala settentrionale a quella meridionale (figura 04). Quest ultima, ottenuta prolungando parallelamente al corpo su strada il fabbricato rurale interno, è stata destinata alle funzioni agricole del complesso, come dimostra il vasto portico ancora oggi presente nel cortile principale e i grandi locali probabilmente destinati a magazzino per le granaglie e a ricovero per macchinari e attrezzi agricoli A differenza della pianta attuale dell edificio, che è ad H (figura 05), quella originaria è a doppia O, questo, perché sia verso l antica strada del Roccolo che dietro alla villa vi sono due bassi e stretti corpi di fabbrica che chiudono i due cortili (quello principale e quello di servizio), come confermato dalla mappa catastale di Germanedo del 1732 (figura 06, pianta del catasto teresiano). Alla morte del marchese Giovanni Antonio Serponti le proprietà di Germanedo passano al figlio Paolo Antonio ( 1737) e, dopo di lui, al primogenito Gian Giorgio, che ne risulta già intestatario al tempo del catasto teresiano. Scomparso il marchese Gian Giorgio ( 1778), i beni di Germanedo furono divisi tra i figli marchese Paolo e conte Angelo: al primo fu destinata la villa di Germanedo unitamente all area agricola digradante fino al fiume Bione, mentre all altro spettarono tutti i restanti terreni ed il mulino

5 Nella mappa catastale del 1849 la villa figura priva del corpo di fabbrica posteriore, demolito probabilmente per dar maggior respiro al piccolo cortile di servizio, mentre ancora sussiste la stradetta del Roccolo, che a seguito di accordi intercorsi tra il marchese Gian Raimondo Serponti ed il comune di Germanedo è stata in seguito inglobata nella proprietà Serponti. Per volere di Gian Raimondo Serponti, la villa è stata sottoposta negli anni Settanta dell Ottocento alla radicale riforma eclettica che conferisce all edificio l aspetto e la struttura attuali: entro il 1874 è stata difatti demolita la stretta manica che chiude il cortile principale, cosicché la villa assume l odierna pianta ad H, aprendosi scenograficamente in direzione del lago. La parte di testa dell ala prospiciente via alla Chiesa è stata parzialmente sopraelevata e ristrutturata, ricavandovi un grande ambiente destinato probabilmente a sala di musica ; l esterno di questo corpo di fabbrica è ancora caratterizzato da lesene, cornici, marcapiani e inferriate di gusto eclettico (figura 07) Sempre nell ala verso strada è stato edificato il nuovo scalone a doppia rampa tuttora esistente illuminato da una bifora neorinascimentale; lateralmente a questo si aprono due gruppi di trifore con parapetti decorativi in ferro battuto (figura 08). Alla morte del marchese Gian Raimondo Serponti (1907), viene nominato erede universale Giovanni Favero, figlio di una sua cugina Giuseppina Pizzagalli, il quale cede nel 1922 i beni di Germanedo all ing. Alberto Dubini, che destina la villa a propria dimora estiva, trasformando nel contempo l intero possedimento ex Serponti nell Azienda agricola-avicola Eremo. Con delibera del 24 gennaio 1949 il Comune di Lecco approva l acquisto della proprietà Dubini con l intenzione di costruire nella vasta area agricola annessa alla villa il nuovo ospedale, progetto concretizzato negli anni Novanta dello scorso secolo. La villa, invece, è stata frazionata in appartamenti (il che ha comportato la demolizione del grande scalone della manica longa ) ed è stata abbandonata negli ultimi decenni. 5

6 LE ULTIME VICENDE DELLA PROPRIETÀ DELLA VILLA Il passaggio della proprietà di Villa Eremo dal Comune di Lecco all'azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco è stato lungo ed in parte non è ancora concluso. Con l'atto n. 245 del 7 luglio 1987 il Comune di Lecco, per consentire la costruzione del nuovo Ospedale, approva di permutare con l'associazione del Comuni del Lecchese USSL n. 16 di Lecco il complesso immobiliare di Villa Eremo, i rustici di Villa Filanda e i terreni circostanti. Tale permuta è stata formalizzata con atto in data 28/04/1988, repertorio n , a rogito del dott. Fabroni, notaio di Lecco. L'articolo 1 lettera B del predetto atto recita che il trasferimento delle proprietà e del possesso di Villa Eremo e della Filanda è condizionato dalla liberazione degli stabili dagli inquilini, dopo la quale il passaggio di proprietà e il possesso verrà accertato mediante apposito verbale di consegna con atto notarile. In cambio l'ussl 16 si deve impegnare a fornire al Comune l'uso delle ristrutturate sale riunioni al Piano rialzato di Villa Eremo per le quali sarà predisposto un regolamento in analogia a quelli esistenti per le sale comunali. L'articolo 3 prevede, invece, che l'ussl n. 16 di Lecco corrisponda lire a favore del Comune non potendosi realizzare gli impianti sportivi sostitutivi di esistenti sull'area ceduta di Villa Eremo. Con la delibera del Consiglio Comunale n. 59 del 17/09/2012 si stabilisce che, invece delle sale di villa Eremo, non ancora sistemate, l'azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco si impegna a fornire al Comune delle sale dell'ospedale per fini istituzionali per un massimo di otto volte l'anno, secondo modalità concordate. Il 18/10/2012 Comune e Azienda Ospedaliera si sono incontrati dal notaio per formalizzare il contratto di permuta, cui è seguito il verbale di delibera del Direttore Generale dell'azienda Ospedaliera n. 787, nel quale è riportata anche una sintesi dei vari passaggi del procedimento. A tale atto ha fatto seguito il permesso di autorizzazione di accesso a Villa Eremo conferita dal Comune all Azienda Ospedaliera in data , prot. n Attualmente si attende l'atto conclusivo in data 19/01/2013, che sancirà il definitivo passaggio di proprietà. A causa di questi fatti attualmente i tecnici e i progettisti incaricati dall'azienda Ospedaliera non possono avere liberamente accesso alla villa fino al 19 gennaio 2013, se non accompagnati da un tecnico comunale. Le fasi di progettazione e di realizzazione della messa in sicurezza non potranno, perciò, pienamente iniziare prima di tale data. 6

7 BIBLIOGRAFIA CONSULTATA MARCORA CARLO, La pieve di Lecco ai tempi di Federico Borromeo dagli atti della visita pastorale del 1608, Banca Popolare di Lecco, Lecco 1979, Biblioteca Civica Uberto Pozzoli - Lecco, MLB 370, pagg SCOTTI GIANFRANCO (FURLANI MARIAGRAZIA, GATTINONI PIETRO, TENTORI VIRGINIA), Ville a Lecco e nella sua provincia, Periplo edizioni, Lecco,1992, Biblioteca Civica Uberto Pozzoli Lecco, L.C.219, pag. 28 BENINI ARNOLDO (a cura di), Dizionario storico illustrato di Lecco e della sua provincia Periplo edizioni, Lecco 1996, Biblioteca Centrale di Architettura Politecnico di Milano, BCA DIZSID, pagg. 165; 311 BORGHI ANGELO, Il lago di Lecco e le valli Sacralizzazioni Strutture della Memoria, Cattaneo Editore Provincia di Lecco Assessorato alla Cultura, Oggiono (LC) 1999, Biblioteca Civica Uberto Pozzoli Lecco, L.B.148.3, pag. 148 GRANDI MAURIZIO, MORI IVAN (a cura di), Lecco: l ambiente fisico, la città, i borghi (vol. 2), Libreria Clup. Milano 2002, Biblioteca Centrale di Architettura Politecnico di Milano, BCA ANTDTR b/2, pagg. 166, 167; 169 D ALESSIO FRANCESCO, «Serponti di Mirasole: Vicende di un grande casato lecchese tra Varenna, Milano e Germanedo», in ARCHIVI di Lecco e della Provincia Rivista di Storia e Cultura del Territorio, Cattaneo Editore, Lecco, 2006/n. 2, Biblioteca Civica Uberto Pozzoli - Lecco, P12 ARC LEC 206/2, pagg. (89-114); ; note

8 DOCUMENTI REPERITI (IN FASE DI ANALISI) 1720, Catasto teresiano, ASCo Archivio Stato Como 1868, Catasto storico, ASCo Archivio Stato Como 1898, Catastostorico, ASCo Archivio Stato Como 21 settembre 1816, ASM Archivio di Stato di Milano, Stima e descrizione dei beni ereditati da Paolo Serponti figlio dei Marchesi Antonio e Giulia Serponti, amministrati da Giacomo Alborghetti 16 novembre 1816, ASC Archivio di Stato di Como, Passaggio di proprietà da Antonio al figlio paolo Serponti, tramite il sacerdote Giacomo Alborghetti in veste di Amministratore 1860, ASM Archivio di Stato di Milano, Annotario privato dello stimatore sig. Carlo Sangalli per la stima dei fabbricati posti nel comune di Germanedo - Elenco possessori Perizia di Stima dei fabbricati 13 agosto 1860, ASM Archivio di Stato di Milano, Indice alfabetico dei possessori dei territori e delle case del comune censuario di Germanedo, giusta le intestazioni vigenti all atto della visita eseguita di agosto dell anno agosto 1860, ASM Archivio di Stato di Milano, Tavola per la descrizione censuaria e stima dei fabbricati posti nel comune censuario di Germanedo Stima dei fabbricati 28 agosto 1860, ASM Archivio di Stato di Milano, Tabella dei numeri varianti colla nota dei numeri disponibili. 3 settembre 1860, ASM Archivio di Stato di Milano, Annotatorio privato dello stimato sig. Carlo Sangalli per la stima dei fabbricati posti nel Comune di Germanedo. Qualità e classe del fabbricato e suo contenuto Stima dei fabbricati 18 settembre 1867, ASM Archivio di Stato di Milano, Estratto catastale dei terreni e fabbricati intestati a Serponti marchese Cesare fu Antonio. 18 settembre 1902, ASC Archivio di Stato di Como, Atto di voltura - Frazionamento dei numeri di mappa relativi agli appezzamenti di terreno adiacenti alla villa - Planimetria 21 marzo 1940, AC-UT Archivio Comunale Ufficio Tecnico Comune di Lecco, Accertamento generale della proprietà immobiliare urbana Schede catastali 8

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