5.3 Patrimonio, paesaggio, tradizione e creatività: il valore culturale del territorio

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1 5.3 Patrimonio, paesaggio, tradizione e creatività: il valore culturale del territorio 232 Paesaggio e cultura strategici per la competitività dei territori L Italia è spesso rappresentata, con uno stereotipo, come un museo a cielo aperto, il Bel Paese, ricco di attrazioni artistiche e naturali, che si distingue per la sua storia, la tradizione, l eleganza, lo stile e la qualità della vita. Un paese per il quale la creatività, il turismo e la cultura rappresentano il vero patrimonio nazionale. La caratterizzazione socio-economica dei sistemi locali permette di verificare in che misura fattori come il patrimonio artistico e naturale, la storia, la cultura e la tradizione locale, la qualità della vita rappresentino opportunità effettive per i territori, verificando se le risorse fisiche e le attività economiche rispecchino o meno la vocazione culturale e attrattiva dei luoghi. Quest ultima può essere definita in riferimento non solo al patrimonio storico e monumentale e a quello paesaggistico, ma anche alle risorse agro-alimentari e all artigianato artistico, nonché all industria culturale e a quella creativa, cioè a quell insieme di fattori che, come evocato dal concetto di soft-power, concorrono a costruire l immagine e il prestigio di un paese e la sua autorevolezza ed influenza anche a livello internazionale, al di là degli aspetti e dei rapporti di forza meramente finanziari e politici. 35 In quest ottica, è importante indagare il legame tra territorio e risorse culturali, vale a dire quello tra contesto locale e identità dei luoghi (le bellezze, le tradizioni, i saperi, i prodotti e le competenze che essi esprimono). La definizione dei sistemi locali prescinde dalla definizione territoriale di tipo amministrativo e identifica, mediante i flussi di mobilità giornaliera legata all attività lavorativa, aree omogenee all interno delle quali gravitano e si addensano le attività e le relazioni sociali ed economiche legate alla vita reale della popolazione. La vocazione culturale e attrattiva che si proietta su questa rappresentazione territoriale è definita dalla presenza sul territorio di risorse materiali o di attività che incorporano un elevato valore intangibile, cioè una forte componente simbolica di natura estetica, artistica, storica e identitaria. Inoltre, concorre a questa definizione l orientamento dei contesti locali verso attività economiche che risultano correlate a questa identità, attraverso le forme della tradizione o, all opposto, in chiave di innovazione creativa. Nello specifico, in base alla definizione inclusiva qui assunta, l insieme delle risorse culturali legate ai territori, che contribuiscono a definire l attrattività e la competitività effettiva o potenziale dei sistemi locali, si articolano secondo due dimensioni principali. La prima è quella del patrimonio culturale e paesaggistico, che si riferisce alla presenza fisica sul territorio di luoghi, beni materiali, strutture, istituzioni e altre risorse di specifico valore e interesse storico, artistico, architettonico e ambientale, che possono essere fruiti attraverso una partecipazione diretta e possono costituire fattori di attrattività del territorio e un elemento competitivo di successo per lo sviluppo dei sistemi locali. 36 La seconda dimensione è quella del tessuto produttivo/culturale. Questa seconda componente riguarda l insieme composito di attività di produzione, distribuzione e forma- 35 Il termine soft-power, ideato nel 1990 dal politologo statunitense Joseph Nye, è ormai ampiamente utilizzato nella teoria delle relazioni internazionali; secondo la rivista inglese Monocle l Italia avrebbe «lo spirito e la cultura per diventare una soft-superpotenza» e, in base al Soft Power Survey 2014/15, è stata classificata al dodicesimo posto del ranking internazionale per capacità di esportazione del proprio modello culturale e per l influenza indiretta che, in virtù di questa, può avere a livello politico, diplomatico ed economico. 36 Sono compresi qui i musei, i siti archeologici, i monumenti, i luoghi che ospitano le mostre ritenute più importanti a livello nazionale e i festival con il patrocinio e/o il contributo da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le biblioteche e gli archivi di rilevanza nazionale, i borghi antichi più belli d Italia e i comuni appartenenti a associazioni di identità enogastronomica, ambientale, culturale e turistica, gli edifici del tessuto urbano con un valore storico, le aree con un elevata qualità ambientale in quanto sottoposte a regime di protezione, con una bassa pressione edilizia e antropica, o con un elevato stato di conservazione del paesaggio naturale e urbano.

2 5. La varietà dei territori: condizioni di vita e aspetti sociali zione d interesse culturale e comprende al suo interno: 37 a) le imprese dell industria culturale in senso stretto, come definite sulla base della classificazione Ateco; 38 b) il meta-settore delle industrie creative e delle filiere d impresa ad esse collegate, che mette insieme le attività economiche e produttive ad elevato contenuto di conoscenza e di innovazione con una forte contaminazione fra creatività e know-how (nei settori dell architettura, design, moda, pubblicità ecc.); c) le imprese di produzione di prodotti di tradizione locale e di qualità, cioè le aziende agricole con coltivazioni e/o allevamenti Dop e Igp e le imprese dell artigianato artistico che riflettono ed esprimono la tradizione culturale locale e nazionale; d) le attività di formazione culturale, limitatamente agli istituti di istruzione superiore artistica e musicale, ai corsi delle facoltà universitarie a specifico interesse artistico e culturale e ai corsi privati svolte in forma d impresa (corsi di musica, di danza ecc.); e) le istituzioni non profit culturali e artistiche, che operano nella gestione di biblioteche, musei, monumenti, siti archeologici o paesaggistici, nella realizzazione di spettacoli di visite guidate, nella conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale ecc. Mediante un set di indicatori opportunamente selezionati 39 e sintetizzati per ciascuna delle dimensioni sopra descritte 40 è possibile descrivere la consistenza delle risorse che esprimono la vocazione culturale e attrattiva dei territori e classificare ciascun sistema locale rispetto a tale misura. Facendo riferimento ai terzili delle distribuzioni del valore dell indicatore di sintesi costruito per ciascuna delle due dimensioni (patrimonio e tessuto produttivo/culturale), si individuano tre classi corrispondenti all alta, media e bassa dotazione di risorse. In tal modo è possibile disegnare la geografia di aree omogenee rispetto alle dimensioni considerate e individuare cinque raggruppamenti di sistemi locali. Un primo gruppo, la grande bellezza, identifica i sistemi locali che, vantando un valore alto in entrambe le dimensioni individuate, riescono a coniugare in modo ottimale le differenti espressioni dell arte, della cultura, delle tradizioni artigianali e imprenditoriali. Un secondo gruppo, la potenzialità del patrimonio, i cui sistemi locali sono caratterizzati da valori elevati per la consistenza del patrimonio culturale e paesaggistico, ma in cui è carente la componente formativa e produttiva, e che potrebbero compiere un salto di qualità, se riuscissero a promuovere una crescita anche nella dimensione imprenditoriale. Un terzo gruppo, l imprenditorialità culturale, in cui all opposto del precedente i sistemi locali presentano valori alti con riferimento alle caratteristiche del tessuto produttivo/culturale, ma non risultano corredati da un valore equivalente nella dotazione di patrimonio culturale e paesaggistico (valore medio-basso). Un quarto gruppo, il volano del turismo, in cui ricadono i sistemi locali con valori sempre medio-bassi in termini sia di dotazione del patrimonio culturale e paesaggistico, sia di tessuto produttivo/culturale, ma che contengono al loro interno alcune aree in cui il turismo rappresenta un importante fattore di attrattività. Infine, un quinto gruppo, la perifericità culturale, in cui i sistemi locali presentano livelli di dotazione e produzione culturale sistematicamente inferiori agli standard. Vocazione culturale e imprenditorialità: cinque gruppi di sistemi locali In particolare, il perimetro delle attività economiche a carattere culturale e creativo è stato definito attraverso un approfondita analisi e selezione delle categorie Ateco 2007 a cinque digit, a partire da quelle individuate dal framework per le statistiche culturali, proposto da Eurostat (progetto ESSnet-Culture, 2012; European Statistical System Network on Culture, Final Report), nonché sulla base delle ulteriori analisi proposte dalla Fondazione Civita, 2012 e dalla Fondazione Symbola-Unioncamere, 2014, per tenere conto delle specificità del sistema produttivo nazionale. 38 Si veda il Glossario. 39 Ai fini dell analisi sono stati considerati indicatori, sia di offerta sia di domanda, che misurano da un lato la densità delle risorse culturali in rapporto alla dimensione fisica di ciascun sistema locale e dall altro la loro dimensione, cioè il volume di attività connesse a ciascuna risorsa considerata (quota di utenti dei servizi, addetti delle imprese ecc.) in proporzione alla dimensione locale. 40 La sintesi statistica è stata effettuata applicando la media aritmetica dei valori standardizzati degli indicatori chiave. Tale approccio implica la completa sostituibilità ed equiponderazione delle singole componenti considerate, per le quali si assume la compensazione delle diverse dotazioni di risorse culturali.

3 sistemi locali nel gruppo grande bellezza, soprattutto al Centro La mappa della vocazione culturale dei territori così descritta può essere confrontata con quella disegnata in funzione del livello di attrattività turistica, misurata sia in termini di capacità ricettiva dei sistemi locali, 41 sia in termini di domanda effettiva. 42 Le informazioni raccolte consentono di tracciare un profilo più articolato dei gruppi individuati in precedenza. Il gruppo dei sistemi locali che vantano la grande bellezza si distingue per valori alti per entrambe le dimensioni culturali prese in considerazione e si configura come il raggruppamento caratterizzato dalla compresenza di eccellenze sul piano della vocazione culturale dei territori. Si tratta di un area relativamente circoscritta: i 70 sistemi locali che ne fanno parte (l 11,5 per cento del totale) sono costituiti da comuni e rappresentano il 18,1 per cento della superficie nazionale. Il 41,4 per cento di questi sistemi locali si trova nell Italia centrale, in prevalenza in Toscana (22,9 per cento) e in Umbria (10,0 per cento); tali regioni, insieme alla Campania, rappresentano il 43 per cento dei sistemi locali che vantano questo mix vincente. Nel territorio che ricade nel primo raggruppamento sono presenti contestualmente alcune condizioni favorevoli di competitività: la dotazione nell ambito del territorio locale di un capitale culturale materiale e di un appropriato sistema di infrastrutture culturali, la presenza di un sistema formativo di livello elevato, un sistema economico-produttivo vario e robusto in ambito culturale. Naturalmente, è nei principali poli italiani di rilevanza internazionale che si concentra gran parte dei fenomeni culturali: ad esempio, le sole città di Firenze e Roma attraggono oltre 33 milioni di visitatori dei musei, che diventano 50 milioni considerando anche Torino, Milano, Venezia e Pompei. Roma e Milano si confermano le capitali dell iniziativa imprenditoriale (43 mila unità locali e i 113 mila addetti che operano nella cultura, pari a un quinto del totale nazionale). I sistemi locali appartenenti al gruppo la grande bellezza ospitano il 38,1 per cento della popolazione italiana e risultano densamente popolati (oltre 400 abitanti per chilometro quadrato, più del doppio della media nazionale). Ciò è riconducibile anche alla presenza, all interno del gruppo, di sistemi locali che gravitano intorno alle aree metropolitane, 43 caratterizzate da una forte densità demografica e dall accentramento della popolazione nel comune capoluogo. Gran parte dei sistemi locali (41 su 70) contengono al loro interno città capoluogo di provincia. Inoltre, circa la metà comprendono siti del patrimonio culturale o naturale mondiale certificato dall Unesco, tra cui 11 dei 16 siti italiani che si qualificano per il valore storico-artistico dell intera città o del centro storico. L eccellenza nella dotazione di risorse del patrimonio culturale risalta in modo particolare per una densità 44 di musei, biblioteche e archivi circa due volte superiore a quella media nazionale. I sistemi locali del gruppo ospitano, infatti, musei (un terzo del totale), che accolgono circa 72 milioni di visitatori all anno (il 69,2 per cento del totale). In questo territorio sono organizzati quasi due terzi degli eventi culturali di rilevanza nazionale, tra mostre, esposizioni temporanee e festival. La presenza di territorio ad alta urbanizzazione tende, in termini relativi, a far prevalere la componente del patrimonio culturale-artistico rispetto alla presenza delle risorse paesaggistiche. 41 Data dalla dotazione di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive complementari: campeggi, villaggi turistici, alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale, agriturismi, ostelli per la gioventù, case per ferie, rifugi di montagna ecc. 42 Data dalle presenze nelle strutture ricettive di cui è dotato il territorio, nonché di attività imprenditoriali direttamente e indirettamente legate al turismo. Sono considerati le unità locali e gli addetti di: agenzie di viaggio, operatori turistici, altre strutture di assistenza turistica, gestione di stabilimenti balneari e ristorazione, organizzazione di convegni e fiere, parchi di divertimento e parchi tematici, altre attività di intrattenimento e di divertimento, noleggio di attrezzature sportive e ricreative. Tra queste vanno considerate le aziende agricole che svolgono attività connesse all agriturismo, alle attività ricreative e sociali, alle fattorie didattiche e all artigianato. 43 Le aree metropolitane che risultano incluse sono quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari. Fanno eccezione Cagliari, Catania e Palermo. 44 Espressa in termini di numero per km 2.

4 5. La varietà dei territori: condizioni di vita e aspetti sociali La vitalità del tessuto produttivo si evince dalla presenza di attività imprenditoriali culturali profit e non profit e di artigianato artistico, pari a più del doppio del valore medio nazionale. 45 Nei 70 sistemi locali che esprimono la massima vocazione culturale operano 125 mila unità locali dell imprenditoria culturale e artigianale, che occupano circa 300 mila addetti, un segmento che vale circa la metà dell intero settore culturale (rispettivamente il 49,6 e il 53,7 per cento del totale). La vocazione culturale dei sistemi locali non sempre si riflette in un attrattività turistica altrettanto pronunciata, a eccezione di alcuni territori, tra cui alcuni sistemi locali che si distinguono proprio per la loro specializzazione turistica (per esempio, Rovereto, Sanremo, Montalcino, Montepulciano, Orvieto, Capri, Amalfi). Il secondo gruppo individua territori che si qualificano in modo preminente per la potenzialità del patrimonio, e che corrispondono ai sistemi locali in cui la consistenza di patrimonio artistico-culturale e paesaggistico non sembra corredata da un eguale presenza di attività né di alta formazione né di produzione culturale. Il gruppo ospita 138 sistemi locali (il 22,6 per cento), costituiti da comuni (16,9 per cento del totale), che rappresentano circa un decimo della popolazione e un quarto della superficie (24,1). I sistemi locali di tale aggregato hanno una densità abitativa inferiore rispetto agli altri gruppi (meno della metà del dato medio nazionale). Oltre la metà di essi è nelle regioni del Mezzogiorno: la Sicilia e la Puglia, ne contengono da sole un quarto (rispettivamente il 15,9 e il 10,1 per cento). Solo una quota minoritaria (il 16,7 per cento) ricade invece nell Italia settentrionale. Questo gruppo è caratterizzato soprattutto dalle dotazioni paesaggistiche, naturali e urbane: la quota di superficie sottoposta a regime di protezione e la presenza di edifici storici in buono od ottimo stato di conservazione supera del 50 per cento il valore nazionale. Quasi un terzo del territorio ricade in parchi e riserve naturali, siti di importanza comunitaria e di protezione speciale. Connotano questi sistemi locali anche la presenza di borghi caratteristici e la forte identità culturale legata alle tradizioni eno-gastronomiche: all interno di essi si annovera un quarto (512 su 1.921) dei comuni che ospitano i borghi qualificati tra i più belli d Italia o appartenenti ad associazioni eno-gastronomiche (città dell olio, città del vino, città della chianina e simili). 46 Nonostante la presenza di eccellenze, che in alcuni casi contribuiscono a determinare l immagine e il brand del territorio anche a livello internazionale, questi luoghi non sembrano riuscire a indurre una fertilizzazione del contesto produttivo o a fare sistema con aree contigue o altri settori produttivi connessi. Restano, infatti, eccezioni i territori che riescono ad assumere una dimensione e una forma distrettuale, come ad esempio i sistemi locali dell agro-alimentare di Langhirano, Todi, Corato e Gioia del Colle. In proporzione meno rilevante risulta per tale gruppo la ricchezza del patrimonio culturale derivante dalla presenza di musei (799, pari al 17,4 per cento del totale) in grado di attrarre circa 8,8 milioni di visitatori (l 8,5 per cento dell utenza complessiva). Alle opportunità offerte dal territorio corrisponde una buona capacità di valorizzazione sul versante turistico, documentata da valori degli indicatori superiori alla media nazionale (24 sistemi locali sono sistemi con specializzazione turistica). Il terzo gruppo, l imprenditorialità culturale, descrive realtà territoriali che, nonostante valori contenuti per quanto riguarda il patrimonio culturale e paesaggistico, riescono comunque a esprimere importanti capacità imprenditoriali nel settore culturale. Il raggruppamento è speculare al precedente. In esso sono presenti comuni (un quarto del totale), che occupano il 18,6 per cento della superficie nazionale e ospitano il 29,1 per cento della popolazione residente, caratterizzandosi per una densità superiore alla media nazionale. Quasi due terzi sono localizzati nell Italia settentrionale (il 42,0 per cento solo nel Nord-est). Metà degli addetti al settore cultura concentrati nella grande bellezza Potenzialità del patrimonio: scarsa imprenditorialità in 138 sistemi Imprenditorialità culturale: meno paesaggio e arte, più tessuto produttivo-culturale Espresso in termini di unità locali per km Fonti: Associazione Borghi più belli d Italia Anci, 2013; Touring club italiano, Bandiere arancioni, 2014; Anci - Associazioni nazionali delle città di identità Res tipica, 2015.

5 sistemi Volano del turismo, oltre la metà nel Mezzogiorno Perifericità culturale: scarsa impresa e poca ricchezza artistico-naturale Si concentrano per il 40,6 per cento in tre regioni: Veneto, Trentino-Alto Adige e Lombardia. La risorsa principale di questo aggregato territoriale è data dalla componente di imprenditoria, espressa da valori degli indicatori elevati sia nel settore più strettamente culturale profit e non profit che in quello di artigianato artistico e agricoltura di qualità (circa il doppio rispetto alla media nazionale). Le imprese culturali sono 118 per cento chilometri quadrati, contro le 78 della media nazionale; similmente, le aziende agricole con produzioni o allevamenti a marchio Dop o Igp sono 139 per cento chilometri quadrati, rispetto alle 61 a livello nazionale, e quelle dell artigianato artistico 10, contro 6. In termini occupazionali in questi sistemi locali operano 156 mila unità: oltre uno su quattro degli addetti del settore culturale che impiega complessivamente a livello nazionale circa 566 mila addetti. Gli ultimi due raggruppamenti contengono i sistemi locali che, a differenza dei precedenti, non mostrano spiccati tratti positivi né rispetto alla dotazione né alla produzione culturale. Il gruppo Il volano del turismo è tuttavia, in assoluto, quello più rilevante da un punto di vista quantitativo: rappresenta quasi un terzo della realtà nazionale, sia in termini di superficie, sia per numero di sistemi locali (194) e di comuni (2.651), nei quali risiede il 19,0 per cento della popolazione. Oltre la metà dei sistemi locali si colloca nel Mezzogiorno e in particolare un quarto si concentra nelle Isole. Si tratta di aree che generalmente esprimono vocazioni su versanti produttivi diversi da quello culturale e per le quali non si evidenziano particolari risorse o specifiche prospettive legate a tale dimensione. Tuttavia, in alcuni di essi si riscontra una significativa capacità attrattiva sul fronte turistico che potrebbe rappresentare un opportunità di crescita e un volano di sviluppo anche per il settore culturale. Nel raggruppamento ricadono, infatti, 23 degli 84 sistemi locali italiani a specializzazione turistica (nello specifico 18 del Nord Italia: Susa, Santa Maria Maggiore, Courmayeur, Valtournenche, Menaggio, Chiavenna, Livigno, Edolo, San Leonardo in Passiria, Canazei, Cavalese, Tione di Trento, Tonadico, Asiago, Jesolo, Latisana, Tarvisio, Albenga; e cinque del Meridione: Castel di Sangro, Fasano, Otranto, Arzachena, Tempio Pausania). Il gruppo della perifericità culturale accoglie i sistemi locali con dotazioni basse su entrambe le dimensioni e si caratterizza come residuale. Contiene 71 sistemi locali che comprendono 542 comuni (6,7 per cento del totale). Questi territori concentrano solo il 3,9 per cento della popolazione e l 8,1 per cento della superficie e corrispondono ad aree del Paese scarsamente popolate e in tendenziale abbandono. Quasi la totalità dei sistemi locali (83,1 per cento) è localizzata nel Mezzogiorno e due terzi appartengono a solo tre regioni: Calabria, Sicilia e Sardegna (rispettivamente il 26,8, il 21,1 e il 19,3 per cento). Circa la metà oltre a caratterizzarsi per il fatto che la cultura non ha una centralità nell economia locale non mette in mostra alcuna specializzazione economica, a conferma dell incapacità di questi territori di attivare processi di sviluppo. Del resto l 84,7 per cento dei comuni del gruppo è situato in aree interne 47 di cui oltre la metà periferiche e ultra periferiche individuate dal Ministero dello sviluppo economico come obiettivi specifici delle politiche di sviluppo locale, in quanto distanti da grandi centri di agglomerazione e di servizio e con traiettorie di sviluppo instabili. In conclusione, l analisi proposta sembra condurre a un risultato importante, che conferma quanto la geografia del nostro Paese, tracciata in base alla vocazione culturale e attrattività dei territori, faccia emergere un quadro che nel complesso, a parte le criticità evidenziate dall ultimo gruppo, appare fortemente caratterizzato da elementi positivi effettivi o quanto meno potenziali i quali rappresentano delle risorse e delle opportunità ampiamente diffuse sul territorio nazionale e che coinvolgono una pluralità di settori economici e produttivi: fattori preziosi su cui puntare per diminuire divari e disuguaglianze. 47 Unità di valutazione degli investimenti pubblici (2014).

6 5. La varietà dei territori: condizioni di vita e aspetti sociali Tavola 5.11 Segmentazione dei sistemi locali in base alla vocazione culturale. Principali indicatori - Anni vari (valori assoluti e percentuali) bellezza - - culturale Il volano del culturale turismo Numero di sistemi locali (a) % sistemi locali Numero di Comuni (a) % comuni ) (b) ) (d) (e) ambientale, culturale e turistica sul totale dei comuni del sistema locale (%) (f) dei centri e nuclei abitati (i) (n) (o) (n) (n) 3,3 3,3 5,5 Italia 237 Fonte: (b) Istat, Ba Corine Land Cover

7 Figura 5.20 Segmentazione dei sistemi locali in base alla vocazione culturale La g rand e be lle zz a Po ten zia lit à de l pa trim onio Imp rend itoriali tà c ultu rale Il v ola no del turis mo Pe rife ricità c ult ural e Re gio ni 238 Fonte: Elaborazioni da fonti Istat, Miur, MiBACT, Anci, Associazione Borghi più belli d Italia e Touring Club Italiano L'intero Rapporto è consultabile al seguente indirizzo:

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