IL SERVIZIO DI CONSULENZA FINANZIARIA. Avv. Luca Zitiello, 22 settembre 2011

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1 IL SERVIZIO DI CONSULENZA FINANZIARIA Avv. Luca Zitiello, 22 settembre

2 Inquadramento normativo - la Mifid La Mifid ha introdotto nuove ed importanti modifiche alla disciplina del servizio di consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari. Le modifiche più significative riguardano: l inclusione della consulenza in materia di investimenti tra i servizi di investimento (art. 4, paragrafo 1, punto n. 4 e Allegato 1, Sezione A); obblighi più stringenti in materia di conflitti di interesse e per gli intermediari multifunzionali che prestino cioè, accanto al servizio di consulenza, altri servizi di investimento (art. 18, paragrafo 1); 2

3 Inquadramento normativo - la Mifid (seguito) regole di comportamento più severe per gli intermediari che prestino il servizio di consulenza, in materia di informazioni che l intermediario è tenuto ad acquisire dal cliente (art. 19, paragrafo 4); definizione di un regime particolare in materia di adeguatezza patrimoniale per le imprese di investimento che forniscono in via esclusiva il servizio di consulenza in materia di investimenti (art. 67, paragrafi 1 e 3). 3

4 Inquadramento normativo - la Mifid La Mifid definisce il servizio di consulenza in materia di investimenti come la prestazione di raccomandazioni personalizzate ad un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa dell impresa di investimento, riguardo ad una o più operazioni relative a strumenti finanziari (art. 4, paragrafo 1, punto n. 4). Il considerando n. 3 della Mifid, prevede che Per via della sempre maggior dipendenza degli investitori dalle raccomandazioni personalizzate è opportuno includere la consulenza in materia di investimenti tra i servizi di investimento che richiedono un autorizzazione. L Allegato I Elenco dei servizi, delle attività e degli strumenti finanziari della Mifid, ricomprende la consulenza in materia di investimenti tra i servizi e le attività di investimento (Allegato I, Sezione A, punto n. 5). 4

5 Inquadramento normativo - la Mifid La ratio alla base della scelta del Legislatore comunitario di definire la consulenza finanziaria come servizio di investimento deriva dalla considerazione che tale servizio costituisce un attività delicata (o, se si vuole, pericolosa ) dal momento che coinvolge, alla stregua degli altri servizi di investimento, direttamente il pubblico risparmio. Essa, quindi, necessita di essere riservata a soggetti in possesso di determinate caratteristiche e sottoposti a controlli pubblicistici. 5

6 Inquadramento normativo - la Direttiva 2006/73/CE Il considerando n. 79 della Direttiva 2006/73/CE prevede che: La consulenza in merito a strumenti finanziari fornita in un quotidiano, giornale, rivista o in qualsiasi altra pubblicazione destinata al pubblico in generale (incluso tramite Internet) o trasmissione televisiva o radiofonica non deve essere considerata come una raccomandazione personalizzata ai fini della definizione di «consulenza in materia di investimenti» di cui alla direttiva 2004/39/CE. 6

7 Inquadramento normativo - la Direttiva 2006/73/CE Il considerando n. 81 della Direttiva 2006/73/CE prevede che: Una consulenza generica in merito ad un tipo di strumento finanziario non è una consulenza in materia di investimenti ai fini della direttiva 2004/39/CE, in quanto la presente direttiva specifica che, ai fini della direttiva 2004/39/CE, la consulenza in materia di investimenti è limitata alla consulenza in merito a determinati strumenti finanziari. Tuttavia se l impresa di investimento fornisce una consulenza generica ad un cliente in merito ad un tipo di strumento finanziario che essa presenta come adatto per tale cliente, ( ), e tale consulenza non è in realtà adeguata per tale cliente o ( ), è probabile che tale impresa violi l articolo19, paragrafo 1 o 2, della direttiva 2004/39/CE. In particolare, è probabile che l impresa che fornisce ad un cliente tale consulenza violi l obbligo di cui all articolo19, paragrafo 1, di agire in modo onesto, equo e professionale per servire al meglio gli interessi dei suoi clienti. Analogamente o alternativamente, tale consulenza sarebbe probabilmente in contrasto con il requisito di cui all articolo 19, paragrafo 2, che le informazioni indirizzate dalle imprese di investimento ai clienti siano corrette,chiare e non fuorvianti. 7

8 Inquadramento normativo - la Direttiva 2006/73/CE Il Considerando 82 della Direttiva 2006/73/CE chiarisce che Gli atti compiuti dall impresa di investimento che siano preparatori alla prestazione di un servizio di investimento o allo svolgimento di un attività di investimento devono essere considerati come parte integrante di tale servizio o attività. Tra tali atti rientra ad esempio la prestazione di consulenza generica da parte dell impresa di investimento a clienti o potenziali clienti prima o nel corso della prestazione di consulenza in materia di investimenti o di qualsiasi altro servizio o attività investimento. 8

9 Inquadramento normativo - la Direttiva 2006/73/CE La definizione dell attività di consulenza in materia di investimenti ex art. 4, paragrafo 1, punto n. 4 della Direttiva va raccordata con il disposto della direttiva 2006/73/CE. All art. 52 si precisa che per raccomandazione personalizzata deve intendersi una raccomandazione che viene fatta ad una persona nella sua qualità di investitore e che deve essere presentata come adatta per tale persona o basata sulla considerazione delle caratteristiche della persona. Essa inoltre deve raccomandare la realizzazione di un operazione quale: a) comprare, vendere, sottoscrivere, scambiare, riscattare, detenere uno strumento finanziario o assumere garanzie nei confronti dell emittente rispetto a tale strumento; b) esercitare o non esercitare i diritti connessi allo strumento finanziario (comprare, vendere, sottoscrivere, scambiare o riscattare). 9

10 Inquadramento normativo - la Direttiva 2006/73/CE Elemento essenziale della consulenza e, quindi, della raccomandazione è la personalizzazione. Al riguardo si precisa che non si è nell ambito della consulenza e la raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa esclusivamente tramite canali di distribuzione o se è destinata al pubblico. 10

11 Inquadramento normativo il nuovo TUF In base al decreto legislativo in attuazione della legge delega per il recepimento della Direttiva, il legislatore italiano ha previsto all art. 1, comma 5 che: Per servizi e attività di investimento si intendono i seguenti, quando hanno per oggetto strumenti finanziari: f) consulenza in materia di investimenti 11

12 Inquadramento normativo il nuovo TUF Il decreto legislativo in attuazione della legge delega per il recepimento della Direttiva prevede all art. 1, comma 5-septies: Per consulenza in materia di investimenti si intende la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di distribuzione. 12

13 Le esenzioni ex art. 2 della Mifid In materia di esenzioni, l art. 2, paragrafo 1, della Mifid stabilisce che: La ( ) direttiva non si applica: ( ) j) alle persone che forniscono consulenza in materia di investimenti nell esercizio di un altra attività professionale non contemplata dalla ( ) direttiva, purché tale consulenza non sia specificamente remunerata. Si noti che nel testo della Mifid, il riferimento a persone, dovrebbe essere inteso nel senso che esso include sia le persone fisiche sia le persone giuridiche. (Considerando n. 9 della Mifid) 13

14 Le esenzioni ex art. 3 della Mifid In materia di esenzioni facoltative, l art. 3, paragrafo 1, della Mifid dispone che: Gli Stati membri hanno la facoltà di non applicare la presente direttiva alle persone rispetto alle quali essi sono lo Stato d origine che: non sono autorizzate a detenere fondi o titoli appartenenti ai clienti e che per questo motivo non possono mai trovarsi in situazioni di debito con i loro clienti non sono autorizzate a prestare servizi di investimento tranne la ricezione e la trasmissione di ordini in valori mobiliari e quote di OICR e l attività di consulenza in materia di investimenti relativa a tali strumenti, e nell ambito della prestazione di tali servizi sono autorizzate a trasmettere ordini solo a determinati soggetti previsti dalla norma. 14

15 Le esenzioni ex art. 3 della Mifid Tuttavia, gli Stati membri potranno usufruire di detta esenzione facoltativa, solo a condizione che le attività di tali persone siano regolamentate a livello nazionale. (Art. 3, paragrafo 1, della Mifid) In tal caso, inoltre, le persone escluse dall ambito di applicazione della ( ) direttiva a norma del paragrafo 1, non godono delle libertà di prestare servizi e/o effettuare attività di investimento o di stabilire succursali secondo quanto previsto in forza del principio del passaporto unico. (Art. 3, paragrafo 2, della Mifid) 15

16 Le esenzioni nella normativa di recepimento della Mifid Il legislatore italiano si è avvalso della facoltà prevista dall art. 3 della richiamata Mifid e ha previsto l albo dei consulenti finanziari i quali potranno, conseguentemente, prestare consulenza senza essere impresa di investimento (art. 18 bis del TUF) e quello delle società a responsabilità limitata (art. 18 ter del TUF). 16

17 IDENTIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI E CARATTTERIZZANTI Gli obblighi di condotta Numerosi sono gli obblighi di condotta introdotti dalla Mifid e specificati nella Direttiva 2006/73/CE con riferimento ai servizi di investimento. Rilevano in particolare: - obblighi di tipo informativo (cfr. art 19 MiFID e artt della Direttiva 2006/73/CE) - obblighi connessi alla ricostruzione del profilo del cliente ed alla valutazione dell adeguatezza (cfr. art. 19 MiFID e artt della Direttiva 2006/73/CE) 17

18 IDENTIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI E CARATTTERIZZANTI - Informazioni fornite al cliente o al potenziale cliente L art. 19, paragrafo 3, della Mifid prevede infatti che: Ai clienti o potenziali clienti vengono fornite in una forma comprensibile informazioni appropriate: sull'impresa di investimento e i relativi servizi, sugli strumenti finanziari e sulle strategie di investimento proposte, sulle sedi di esecuzione, e sui costi e gli oneri connesse, cosicché essi possano ragionevolmente comprendere la natura del servizio di investimento e del tipo specifico di strumenti finanziari che vengono loro proposti nonché i rischi ad essi connessi e, di conseguenza, possano prendere le decisioni in materia di investimenti con cognizione di causa. Tali informazioni possono essere fornite in formato standardizzato.. 18

19 IDENTIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI E CARATTTERIZZANTI - Informazioni fornite al cliente o al potenziale cliente Gli artt. da 27 a 34 della direttiva 2006/73/CE danno attuazione a quanto disposto dalla direttiva di primo livello, richiedendo che: le informazioni siano corrette, chiare e non fuorvianti; ai clienti sia notificata la loro classificazione (cliente al dettaglio, cliente professionale o controparte qualificata); in tempo utile, prima che il cliente o il potenziale cliente possa essere vincolato da qualunque accordo per la prestazione dei servizi d investimento, siano fornite, su supporto durevole, le informazioni riguardanti: 19

20 IDENTIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI E CARATTTERIZZANTI - Informazioni fornite al cliente o al potenziale cliente i termini del contratto; l impresa d investimento e i servizi prestati, per i clienti al dettaglio (nome dell impresa, indirizzo, lingua in cui avvengono le comunicazioni, autorizzazione, agente collegato, detenzione o meno di strumenti finanziari o fondi, politica relativa ai conflitti d interessi, ecc.); gli strumenti finanziari, tenendo conto della classificazione del cliente; i costi e gli oneri connessi. 20

21 IDENTIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI E CARATTTERIZZANTI - La valutazione di adeguatezza L art. 19, paragrafo 4, della Mifid prevede infatti che: Quando effettua consulenza in materia di investimenti o gestione di portafoglio, l impresa di investimento deve ottenere le informazioni necessarie in merito alle conoscenze ed esperienze del cliente, in materia di investimenti riguardo al tipo specifico di prodotto o servizio, alla situazione finanziaria ed agli obiettivi di investimento per essere in grado di raccomandare i servizi di investimento e gli strumenti finanziari adatti al cliente. 21

22 IDENTIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI E CARATTERIZZANTI - La valutazione di adeguatezza Gli artt. da 35 a 38 della Direttiva 2006/73/CE dettano la disciplina di attuazione. Numerose e dettagliate sono le informazioni necessarie per la valutazione dell adeguatezza nell ambito del servizio di consulenza. Esse riguardano: la conoscenza e l esperienza del cliente in materia di strumenti finanziari, la situazione patrimoniale, gli obiettivi di investimento (che comprendono anche orizzonte temporale, profilo di rischio e finalità dell investimento) In assenza di tali informazioni il servizio non può essere reso. 22

23 IDENTIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI E CARATTERIZZANTI - Le norme di comportamento Il nuovo Regolamento Intermediari prevede, all art. 39 che: 1. Al fine di raccomandare i servizi di investimento e gli strumenti finanziari adatti al cliente o potenziale cliente, nella prestazione dei servizi di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafoglio, gli intermediari ottengono dal cliente o potenziale cliente le informazioni necessarie in merito: a) alla conoscenza ed esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio; b) alla situazione finanziaria; c) agli obiettivi di investimento. 6. Quando gli intermediari che forniscono il servizio di consulenza in materia di investimenti o di gestione dei portafogli non ottengono le informazioni di cui al presente articolo si astengono dal prestare i menzionati servizi." 23

24 PROPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI REVISIONE DELLA MiFID A tre anni e mezzo dalla sua entrata in vigore, nonostante la peggiore crisi finanziaria degli ultimi decenni, la MiFID ha comportato significativi miglioramenti in termini di concorrenza, ampiezza dei servizi offerti agli investitori, costi di transazione ed armonizzazione. Ciò nonostante, gli sviluppi del mercato e l'esperienza della crisi finanziaria hanno sollevato la necessità di aggiornare i principi fondamentali di organizzazione della MiFID al fine di adeguare la normativa al servizio di una realtà di mercato più complessa e caratterizzata dalla crescente diversità in strumenti finanziari e metodi di trading. 24

25 PROPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI REVISIONE DELLA MiFID Il nuovo testo proposto dalla Commissione Europea fa seguito alla consultazione pubblica chiusasi il 2 febbraio 2011 e tiene conto dei relativi esiti. In tema di prestazione del servizio di consulenza, la Commissione ha proposto modifiche alla direttiva volte ad assicurare la massima disclosure nei confronti dei clienti. 25

26 PROPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI REVISIONE DELLA MiFID Il nuovo art. 19 amplia la gamma di informazioni che devono essere fornite ai clienti o ai potenziali clienti e pone alcuni presidi a volti ad evitare l insorgere di conflitti d interesse e di casi di inducement. In particolare, il paragrafo 3, come riformulato dalla proposta della Commissione prevede che l intermediario informi i clienti o i potenziali clienti che: la raccomandazione si basi su un ampia o ristretta analisi del mercato; 26

27 PROPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI REVISIONE DELLA MiFID la raccomandazione sia fornita in modo indipendente. In tal caso, ai sensi del nuovo paragrafo 3a, l intermediario: i. deve valutare un numero sufficientemente ampio di strumenti finanziari disponibili sul mercato, diversificati in relazione al tipo di strumento, all emittente o al fornitore del prodotto. La valutazione non si deve soffermare su strumenti finanziari emessi o forniti da entità strettamente correlate all intermediario; ii. non deve accettare compensi, commissioni, o ogni altra utilità, pagata o fornita da un terzo o da ogni persona che agisce per conto di un terzo in relazione alla prestazione del servizio al cliente. 27

28 PROPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI REVISIONE DELLA MiFID L intermediario che fornisce il servizio di consulenza deve indicare, altresì, ai clienti o ai potenziali clienti se è prevista una costante valutazione dell idoneità dello strumento finanziario raccomandato rispetto al profilo del cliente. Il nuovo art. 19, paragrafo 8, integra la reportistica da fornire ai clienti prevedendo, in particolare, che nel caso di prestazione di servizio di consulenza agli investimenti l intermediario specifichi come la raccomandazione fornita al cliente si conformi alle caratteristiche personali dl cliente. 28

29 Avv. Luca Zitiello Studio Legale Zitiello e Associati Corso di Porta Vittoria, n Milano Tel Fax

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