COMUNE DI MONTEFORTE CILENTO

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2 COMUNE DI MONTEFORTE CILENTO Provincia di Salerno PROGETTO DEI LAVORI PER LA RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA SANITARIO A SERVIZIO DEL TERRITORIO COMUNALE. Premessa Le carenze del sistema fognario e di gestione delle acque cittadine costituiscono un problema annoso. Nel territorio del Comune di Monteforte Cilento esistono infatti zone in cui gli impianti fognari e di depurazione delle acque non sempre risultano adeguati a sostenere gli scarichi degli insediamenti abitativi. In alcune aree vi verificano problemi di smaltimento delle acque piovane perché i canali esistenti, in condizioni di ingenti precipitazioni, non sono sempre in grado di far fronte alle esigenze di raccolta e deflusso. Inoltre, là dove non esiste un allacciamento diretto alla rete fognaria la manutenzione dei filtri depuratori da parte dei residenti è talvolta inadeguata, con possibili rischi per la salute del territorio. Per far fronte a questa situazione, il Comune di Monteforte Cilento ha avviato una serie di interventi, sia di natura tecnico-operativa, sia di natura normativa, che prevedono da un lato l'estensione della rete fognaria e la riorganizzazione delle acque reflue, dall'altro la regolamentazione della gestione delle acque nei nuovi insediamenti. Una delle sfide che nei prossimi anni l'amministrazione comunale si appresta ad affrontare in materia ambientale riguarderà infatti proprio la riduzione degli impatti ecologici e il completamento e la riqualificazione generale delle reti fognarie. L obiettivo è quello di garantire il collegamento dei nuovi interventi edilizi alla rete fognaria, operando soprattutto sulle aree sottoposte a maggior pressione per carenza di manutenzione e controllo dei depuratori. La fognatura da realizzare sarà del tipo separato e sarà realizzata con tubi del diametro di 400 mm. Nel caso della fognatura in progetto per il calcolo della portata pluviale non si farà riferimento ai metodi classici dell invaso o della corrivazione visto l esigua estensione del bacino imbrifero. Infatti, per bacini inferiori ai 30 Ha è possibile usare una formula empirica che suddivide l area del bacino in due parti: quella coperta dai fabbricati 1

3 alla quale viene associata una portata di l/sha; e quella scoperta alla quale viene associata una portata di l/sha. Tale semplificazione è giustificata dal fatto che per superfici molto piccole i metodi teorici non hanno una buona attendibilità e quindi si può determinare la portata pluviale a prescindere dalla legge di pioggia. Il calcolo delle portate fecali presenta notevoli incertezze sia perché non è facile prevedere quale percentuale di acqua potabile non raggiunge le fogne sia per le difficoltà di stima delle eventuali perdite delle fogne stesse. Occorrerebbe quindi valutare l acqua che si perde per evaporazione, quella presa per innaffiamento e cosi via. Il calcolo delle portate fecali medie viene condotto sulla scorta dei dati forniti dal PRGA, adoperando la formula: d P = ε m Ab [l/s] dove : d è la dotazione idrica giornaliera pro-capite, pari a 200 l/ab.giorno; Ab è il numero di utenti serviti dalla fogna nell area considerata; ε è un coefficiente riduttivo che tiene conto dell acqua dispersa per evaporazione ed infiltrazione nel suolo, nella fattispecie si assume pari a Per la determinazione del coefficiente di punta C p, necessario alla determinazione delle portate fecali di punta P 1 = C p P m, si può far riferimento all espressione empirica C p = 20 Ab -0.20, che fornisce in genere valori inferiori a quelli relativi all acquedotto interno, come effettivamente deve essere dato lo sfalsamento che si stabilisce tra acqua fornita all utenza e liquami di fogna raccolti. Nella fognatura in progetto verranno convogliate le acque degli scarichi dei servizi igienici degli stabilimenti industriali di prossima realizzazione e quelli dei fabbricati rurali presenti nella zona interessata dall intervento, nonché le acque meteoriche raccolte dalle coperture dei fabbricati e dalle pavimentazioni ad essi adiacenti, sia industriali che rurali, mentre quelle raccolte nel bacino imbrifero al di fuori delle zone coperte da pavimentazione non potranno essere convogliate nella rete fognaria, ma fatte defluire lungo i canali di scolo naturali diffusamente presenti nella zona. Per quanto riguarda gli scarichi prodotti dai processi industriali, questi dovranno essere trattai da appositi depuratori all interno degli stabilimenti, e le acque depurate potranno essere convogliate in appositi canali di scolo che le convoglieranno nel recapito finale. È da precisare che le portate fecali di punta saranno ben poca cosa rispetto alle portate pluviali, tanto che potrebbero non considerarsi all atto del dimensionamento dello speco, è invece importante la determinazione delle loro velocità medie, perché occorre valutare la possibilità di inserire eventuali pozzetti di lavaggio che nei periodi asciutti effettuino la pulizia dei tronchi di fognatura. 2

4 Rapporto delle opere con il piano del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano Il comune di Monteforte Cilento ricade all interno del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e le opere da realizzare sono localizzate all interno del centro storico e lungo le strade comunali carrabili incluse nelle seguenti zone del Piano Parco: D.. Zone urbane e urbanizzabili (rete fognaria) C2 Zone di protezione (impianto di depurazione esistente) Stralcio piano parco Ortofoto con individuazione del depuratore esistente Impianto di depurazione esistente 3

5 IL PROGETTO Centro storico Lo schema idraulico realizzato, prevede il convogliamento delle acque in una sola tubazione (sistema misto). Questa circostanza se da un lato consente alla rete di autopulirsi in occasioni di pioggia, dall altro crea notevoli problemi mandando in pressione le tubazioni e facendo riversare nelle strade i liquami che la fognatura non è in grado di smaltire. Si rende quindi necessario intervenire creando una rete fognaria separata per garantire l igienicità e la salute pubblica e nel contempo preservare l impianto di depurazione da fenomeni di dilavamento dei fanghi. Il tutto sarà possibile mettendo in opera un nuovo tubo per il trasporto delle acque bianche e ripristinando le strade attraversate. Il ripristino sarà effettuato rimuovendo i materiali esistenti (cubetti) e mettendo in opera una pavimentazione di caratteristiche uguali a quella esistente. 4

6 Tratto impianto di sollevamento-collettore Allo stato attuale la parte dell abitato posizionato a sud-est, è servito da collettori fognari che hanno come recapito un pozzetto di raccolta dal quale per mezzo di un impianto di sollevamento, i liquami vengono trasportati nella rete a gravità. Tale sistema porta in ogni caso a grandi problemi legati sia alla manutenzione, che all economicità del sistema. È stato, quindi previsto l eliminazione dell impianto di pompaggio realizzando un tratto di rete fognaria che, utilizzando un percorso alternativo, consente di superare il dislivello in contropendenza. Vista punto di massima altezza In particolare a partire dall impianto di sollevamento esistente (che a questo punto avrà esclusivamente la funzione di accumulo), partirà una condotta fognaria del d=400 mm in pvc che a gravità raggiungerà il collettore principale esistente in prossimità del colatore lungo il quale passa la condotta principale che raggiunge l impianto di depurazione. Un primo tratto sarà localizzato lungo la strada carrabile per poi deviare su una strada secondaria (sterrato) al di sotto di quella principale. Collettore fognario acque nere Tratto in contropendenza da superare con tecnice spingitubo Per superare il dislivello altimetrico (contropendenza rispetto al deflusso naturale del liquido) è stato pensato di non realizzare scavi di altezze importanti che comprometterebbero sia la sede stradale che la sicurezza dei lavoratori. La posa della tubazione avverrà tramite macchina spingi tubo, che oltre a garantire l integrità della sede stradale consentirà una rapida installazione delle tubazioni, garantendo nel contempo la sicurezza delle lavorazioni e della circolazione stradale. 5

7 Punto di max dove la condotta devia su sterrato Sarà eseguita una trivellazione orizzontale per con pressotrivella, previa realizzazione di uno sbancamento nel terreno per alloggiamento della trivella. La trivellazione avverrà mediante inserimento nella macchina di tronchi di tubazione in acciaio della lunghezza di m 3 o m 6 e diametro 500 mm con all interno le cloche per la perforazione. Il tubo infisso sarà saldato per ogni troncone garantendo la monoliticità dell elemento nel suo complesso. La perforazione sarà eseguita senza arrecare danno o ingombro alcuno della superficie della strada. In prossimità del punto di cambio di pendenza, la tubazione lascerà la strada principale per proseguire lungo una strada sterrata e raggiungere quindi il collettore che convoglia le acque nere al depuratore. Lungo il percorso saranno realizzati pozzetti di ispezione con elementi prefabbricati. La strada interessata sarà interamente pavimentata (binder+tappetino) previa scarificazione superficiale dello strato di conglomerato bituminoso. 6

8 Smaltimento acque meteoriche zona centro storico Le utenze del nucleo antico, sono tutte servite dalla rete fognaria comunale, che raccoglie sia le acque nere che quelle di pioggia in un unico condotto. Tale circostanza, in occasione di eventi meteorologici importanti, crea gravi problemi al funzionamento della rete, mandandola in pressione e provocando quindi il sollevamento dei chiusini con conseguente fuoriuscita di liquido fognario. Problemi vengono creati anche all impianto di depurazione al quale arrivano liquami diluiti che comportano un dilavamento dei fanghi e quindi una sensibile diminuzione della capacità depurativa del sistema. Per ovviare a tale conseguenza, con il presente intervento è stata prevista la realizzazione di una rete parallela a quella esistente, alla quale sarà riservata la funzione di trasporto delle acque meteoriche. Innesto con la strada carrabile al di sotto del nucleo antico Punto di scarico acque bianche Questo concetto sarà esteso all intera rete del nucleo antico e le acque raccolte saranno indirizzate al colatore esistente, materializzato sulla sede stradale con un tombino nel quale già sono indirizzate parte delle acque meteoriche raccolte dalla strada bitumata. Scalinata di accesso al borgo antico Punto di scarico acque bianche 7

9 Questa canalizzazione interesserà, come area terminale del centro antico, una scalinata completamente dissestata. Successivamente alla posa della condotta fognaria, si provvederà al ripristino della stessa scala, rimontando le alzate in pietra e pavimentando la pedata con acciottolato. Regimentazione acque metoriche SP 13b Per la strada in oggetto, è stato previsto la raccolta delle acque di pioggia mettendo in opera una tubazione in pvc del d=400 mm e caditoie. Per l esecuzione delle lavorazioni è stata prevista la demolizione del muretto che fa da parapetto per consentire la realizzazione di un marciapiede protetto con una ringhiera metallica. Tale marciapiede sarà realizzato impiegando pietra locale e cordoli in pietra calcare. 8

10 Principali materiali previsti nel progetto Le tubazioni saranno in PVC rigido conformi norma UNI EN , con contenuto minimo di PVC pari all'80%, per condotte di scarico interrate di acque civili e industriali, giunto a bicchiere con guarnizione elastomerica secondo UNI EN 681-1, contrassegnati ogni metro con marchio del produttore, diametro, data di produzione e marchio di conformità di prodotto IIP UNI e/o equivalente marchio di rilasciato da organismo riconosciuto nell'ambito della comunità europea. Rigidità anulare SN 8 kn/m²dn 400. Per la realizzazione dei lavori saranno eseguiti scavi in zone disagiate relative al centro antico con notevoli problemi sia di spazi che di transito di persone. Lo strato di allettamento e rinfianco delle tubazioni, sarà realizzato con sabbia di cava, mentre il riempimento del cavo con misto cementato lungo le strade carrabili e in cemento nel centro storico in considerazione della poca profondità di posa della tubazione stessa. I pozzetti saranno realizzati con elementi prefabbricati in cemento vibrato con pareti non inferiori a cm 15 e fondo non inferiore a cm 10, con impronte laterali per l'immissione di tubi delle dimensioni 100x100x90 cm. La soletta superiore sarà del tipo pesante per traffico carrabile realizzato con elementi prefabbricati in cemento vibrato con asola preformata per l'alloggiamento di chiusini in ghisa sferoidale di misura da lato a cm 50 fino a lato cm 120.I chiusini di ispezione saranno in ghisa sferoidale GS 500, costruito secondo le norme UNI EN 124 classe D 400 (carico di rottura 40 tonnellate), con coperchio autocentrante sul telaio, telaio a struttura alveolare, giunto in Polietilene antirumore e antibasculamento, marchiato a rilievo con: norme di riferimento (UNI EN 124), classe di resistenza (D 400), 9

11 marchio fabbricante e sigla dell ente di certificazione. Lungo la strada carrabile, per la raccolta delle acque meteoriche, saranno installate griglie bocca di lupo in ghisa sferoidale: costruita secondo le norme UNI EN 124 classe C 250 (carico di rottura 25 tonnellate), ampia capacità di drenaggio, marchiata a rilievo con norme di riferimento (UNI EN 124), classe di resistenza C 250, marchio fabbricante e sigla dell ente di certificazione. Per la raccolta delle acque meteoriche lungo le scalinate saranno messe in opera delle griglie in ghisa sferoidale: costruita secondo le norme UNI EN 124 classe C250, asole ad ampio deflusso disposte su due file, marchiata a rilievo con norme di riferimento (UNI EN 124), classe di resistenza (C250), marchio fabbricante e sigla dell ente di certificazione; sistema di fissaggio degli elementi consecutivi su longheroni a sezione T o profili L 30x30x3 mm.dimensioni: larghezza 300 mm, lunghezza 750 mm. 10

12 Impianto di depurazione A servizio della rete fognaria esistente, è attivo un impianto di depurazione che, durante la stagione estiva non è in grado di sopportare il carico che gli viene inviato. Dettaglio vasca di depurazione Impianto di depurazione esistente (vista dall alto) Dettaglio sedimentazione Con il presente intervento si propone la realizzazione di un modulo monoblocco in grado di migliorare ed aumentare la capacità depurativa comunale. In particolare per quanto riguarda l impianto di depurazione, si è pensato di installare uno modulare del tipo monoblocco il quale oltre a garantire le caratteristiche di seguito riportate nella presente, possa in ogni modo essere reso completamente by passabile in periodi di minor carico incidente all impianto. Spazio destinato ad accogliere il nuovo modulo Spazio destinato ad accogliere il nuovo modulo 11

13 L impianto darà collocato in adiacenza delle vasche esistenti nello spazio compreso tra il confine di proprietà (individuato dalla recinzione in rete metallica) e la parete della vasca. Vantaggi del Complesso Impiantistico proposto : 1. Interramento per una buona valutazione di Impatto Ambientale; 2. Completa assenza di odori causati da effetti di aerosol; 3. Assenza di rumori; 4. Risparmio energetico; 5. Completa automazione del funzionamento del processo; 6. Conseguimento dei limiti imposti dalle norme vig. in materia; 7. Minimo ingombro dell area posta a servizio; Sulla scorta dei dati di progetto acquisiti, ed in relazione alla popolazione residente anche futura, si è ritenuto sufficiente prevedere un Impianto da 500 ab/eq. Posto in parallelo in modo da dare all impianto la massima costanza di funzionamento tale da sopportare eventuali variazioni di carichi incidenti di punta riferiti al carico organico in ingresso. SCELTA E DESCRIZIONE DEL PROCESSO PROPOSTO Per le considerazioni fatte in premessa, il processo che si adotta e del tipo Biologico a fanghi attivi ad aerazione estesa, da effettuarsi all interno di bacini monoblocco realizzati in acciaio al carbonio opportunamente trattati, che dopo l assemblaggio in cantiere dello stesso e delle relative macchine preposte a servizio possa essere in grado di effettuare gli interi cicli di trattamento mediante la gestione imposta mediante un quadro elettromeccanico. DESCRIZIONE DELLE PRINCIPALI FASI DEL PROCESSO : POZZETTO SCOLMATORE (ESISTENTE) CANALE DI GRIGLIATURA (ESISTENTE) POZZETTO DI RIPARTIZIONE LIQUAMI AI DUE SISTEMI (DA REALIZZARE) NUOVO IMPIANTO MONOBLOCCO DA 500 AB/EQ (DA INSTALLARE) N 1 MODULO DI OSSIDAZIONE BIOLOGICA ; N 1 MODULO DI SEDIMENTAZIONE/CHIARIFICAZIONE ; N 1 IDRAULICA DI RICIRCOLO E SUPERO FANGHI; N 1 IDRAULICA DI INSUFFLAZIONE ARIA; VASCA DI CLORAZIONE (ESISTENTE) SISTEMA DI ESSICCAMENTO FANGHI A SERVIZIO NUOVO IMPIANTO (DA INSTALLARE). 1. POZZETTO DI RIPARTIZIONE LIQUAMI : Si rende necessario la realizzazione di un pozzetto di ripartizione liquami da porre a valle del canale di grigliatura realizzato in c.l.s. e corredato di un ingresso principale e n 2 uscite regolabile realizzate mediante tubazioni di livello a cannocchiale regolabili. 12

14 Tale pozzetto avrà le dimensioni tali da contenere la totalità della portata di punta effluente all impianto nell arco della giornata. Dati di progetto : Ab/Eq. Max. : 500; Dotazione idrica pro capite : 160 lt/ab x gg.; Coefficiente di afflusso 0.8 Q. max. giorn. : 64 mc x g; Q.media : mc/h; Q. punta : mc/h ; DATI E PARAMETRI DI PROGETTO LINEA GRANDI IMPIANTI A DUE E A TRE VASCHE Numero di abitanti equivalenti u.m Dotazione idrica L/d*ab Portata idraulica m 3 /d Portata idraulica di punta m 3 /h 1,8 2,3 3,8 5,7 9,5 Carico organico g BOD/ab*g Carico organico giornal. kg BOD/d 5,4 7, Volume ossidante tot. m 3 10, Tempo detenzione ossid. ore Carico del fango kg.bod/kg. ss*d 0,1 0,1 0,09 0,1 0,13 Carico volumetrico kgbod/m 3 Ox*d 0,51 0,48 0,46 0,51 0,64 Concentrazione del fango kg. SS/m Carico idraulico sediment. m 3 /h/m 2 0,16 0,14 0,14 0,22 0,36 Superficie decantatore m 2 3,5 5,5 8,7 8,7 8,7 DESCRIZIONE DEL CICLO DI FUNZIONAMENTO Il sistema di seguito relazionato consente la depurazione vera e propria dei liquami civili opportunamente pretrattati dai vari sistemi di grigliatura. Nella fase di ossidazione totale a fanghi attivi, realizzata mediante n 1 vasca di ossidazione separata dalla sedimentazione, dove avviene l incontro tra la miscela fango attivo proliferata ed il liquame grezzo da depurare in arrivo costantemente tramite il partitore di portata idraulico. La fase di ossidazione viene dotata di un sistema di distribuzione dell aria a spirale stretta, mediante diffusori d aria posti sul fondo dei moduli. I diffusori pur essendo posti sul fondo della vasca, nelle operazioni di manutenzione (sostituzioni e/o pulizia), non obbligano di un arresto del sistema causa di fondamentale importanza per il ripristino in quanto vantano di un attacco a snodo completamente di facile rimozione. OSSIDAZIONE BIOLOGICA A FANGHI ATTIVI : Questa fase costituisce il nucleo principale del processo di depurazione del refluo : 13

15 La fase gassosa, costituita dalla quantità di aria da inviare all interno della massa liquida, al fine di garantire la giusta concentrazione di ossigeno disciolto necessario allo sviluppo delle reazioni biologiche di degradazione del carico inquinante; La fase liquida, che costituisce il mezzo veicolante delle sostanze inquinanti e che è necessario depurare prima di avviare al proprio recettore; La fase solida, costituita dalla massa di microrganismi aerobici dotati di capacità di trattenimento delle sostanze organiche (fango attivo). N 1 BACINO DI OSSIDAZIONE BIOLOGICA A FANGHI ATTIVI Q.TA : N 1 DIMENSIONI CADAUNO: Larghezza.: 250 cm; Lunghezza.: 800 cm; Altezza totale : 250 cm; Altezza battente.: 235 cm; Sistema di aerazione del tipo a spirale stretta N 9 diffusori in epdm inintasabili ; Q. max.: 15 Nmc/h di O2; Sistema di iniezione : N 1 Elettrosoffiante a canali laterali silenziata posta nel locale tecnico pot. : 2 Kw volt. 50 hz; SEDIMENTAZIONE FINALE / CHIARIFICAZIONE Dopo la fase di ossidazione biologica, la miscela fango attivo effluente depurato accede alla fase di sedimentazione/chiarificazione dove avviene la separazione tra il fango attivo ed il mezzo liquido, quest ultimo viene reccolto in apposite canalette ed indirizzato al trattamento successivo di disinfezione. Il fango attivo che si deposita alla base del bacino di sedimentazione, viene ricircolato e miscelato all interno della vasca di ossidazione e/o predenitrificazione, in modo da garantire alte concentrazioni microbiche. Quest azione di ricircolo rende possibile la facilità e la rapidità di innesco delle reazioni biologiche, dato che i microrganismi presenti nel fango sono già efficienti ed adatti alle particolari condizioni di esercizio. Lo scarico delle acque depurate ed ormai chiarificate avviene per semplice sfioro tramite l apposito profilo thompson posto prima della canala di raccolta. Pertanto le acque dopo il trattamento vengono fatte pervenire entro il bacino di disinfezione esistente, dove a mezzo di un reagente sterilizzante in questo caso si prevede il dosaggio di ipoclorito di sodio in soluzione commerciale al 15/16 % per l inibizione di eventuali microrganismi patogeni ancora presenti quali bacilli, salmonelle etc. etc. La realizzazione di quanto fino a questo momento descritto passa attraverso un accurato dimensionamento del volume utile della vasca di ossidazione e della vasca di sedimentazione, in modo da trovare il giusto equilibrio fra le esigenze della tecnica e quella dell utenza. N 1 BACINO DI SEDIMENTAZIONE/CHIARIFICAZIONE POSTI Q.TA N 1 14

16 Larghezza : 250 cm; Lunghezza : 400 cm; Altezza totale : 250 cm; Altezza battente : 235 cm; Questo particolare bacino è costruito tipologicamente come la precedente differenziandosene per l inserimento di un particolare fondo a tramoggia per facilitare la raccolta dei fanghi dall apposita elettropompa, ed evitare fenomeni di bulking. CORREDI INTERNO VASCA DIFFUSORE CALANDRATO IN ACCIAIO DI DIMENSIONI φ 400 x h mm E RELATIVA STRUTTURA DI ANCORAGGIO IN ACCIAIO; STRAMAZZI THOMPSON E CANALA DI RACCOLTA CHIARIFICATO SU TUTTI E QUATTRO I LATI; PARASCHIUME SU TUTTI E QUATTRO I LATI; ELETTROPOMPA SOMMERGIBILE A GIRANTE ARRETRATA PER RICIRCOLO E SUPERO MISCELA AREATA; TRATTAMENTO DEI FANGHI : Le modeste dimensioni dell impianto non rendono necessarie l applicazione di particolari macchinari costosi come ad esempio una filtropressa per l essiccazione dei fanghi. Pertanto si è ritenuto prevedere l installazione di un'altra stazione filtrante a sacchi sempre da alloggiare all interno del locale tecnico ed alimentata dalla stessa elettropompa di ricircolo posta a servizio dell impianto monoblocco. AUTOMAZIONE DEL SISTEMA : Il funzionamento viene gestito dal quadro comando posto nel locale tecnico costituito nel seguente modo : Armadio in poliestere rinforzato con oblò trasparente in vetro a completa protezione stagna IP 65 con interruttore generale bloccaporta, il tutto da porre a servizio della gestione di tutte le utenze installate al processo depurativo tutte eccetto nessuna. I componenti usati saranno delle migliori marche compreso i selettori e i dispositivi di segnalazione (amperometro e voltometro), timer, terne di fusibili per ogni utenza, termiche per ogni utenza, contattori per ogni utenza ecc.; Ogni morsetto di ammaraggio avrà la propria indicazione al fine di risalire al corretto schema di realizzazione oltre a presentarlo al momento del colludo; lo stesso sarà certificato in merito alle normative vig. D.L. 46/90 Ispsel e succ. agg; In particolare il circuito ausiliare sarà realizzato a 24 volt.; Viene inoltre predisposto un particolare sistema di allarme sonoro e ottico per eventuale avarie degli organi elettromeccanici. 15

17 RAPPORTO DELLE OPERE CON IL PIANO STRALCIO DELL AUTORITA DI BACINO Tratto 2 Zona P3 (Pericolosità da frana ELEVATA) Per garantire il servizio fognario a tutta l area a monte, è stato progettato un tratto di rete da realizzare in parte con macchina spingituto, in parte con scavo di modeste dimensioni. Tale tratto di rete raggiungerà il collettore esistente che è localizzato in prossimità del colatore naturale. Quindi ricadrà in zona P4 per una lunghezza di circa 25 ml. In questo ultimo tratto saranno predisposte le seguenti opere: Realizzazione pozzetto di monitoraggio all inizio e alla fine del tratto che ricade in zona P4; Messa in opera di tubazioni in pvc collegate ai pozzetti con giunti flessibili. Nella fase di gestione dell opera saranno effettuati monitoraggi con cadenza mensile confrontando la portata in ingresso con quella in uscita Per la realizzazione dei lavori si procederà secondo le indicazioni della relazione geologica vale a dire: fronti di scavo contenuti da realizzare durante la stagione estiva e impiegando opere di contenimento per la sicurezza degli operai. Tratto 4 Zona P4 (Pericolosità da frana MOLTO ELEVATA) La fogna in oggetto andrà a sostituire la tubazione esistente, quindi sarà realizzata nello stesso scavo. In ogni caso la tubazione sarà avvolta da misto cementato al fine di evitare cedimenti e quindi potenziali danneggiamenti ad opera di carichi stradali. In ogni caso si procederà secondo le indicazioni della relazione geologica vale a dire: fronti di scavo contenuti da realizzare durante la stagione estiva e impiegando opere di contenimento per la sicurezza degli operai. Le acque continueranno ad essere indirizzata nel colatore esistente (Verifica canale Scarico Tratto 4 El.n 9: Calcoli idraulici). 16

18 Tratto 5 Zona P4 (Pericolosità da frana MOLTO ELEVATA) Il tratto di rete fognaria ricade in zona che dal punto di vista della pericolosità della frana, è classificata P4 (molto elevata). Allo stato attuale le acque di pioggia che investono la sede stradale non sono regimentate e quindi ruscellando sulla pavimentazione stradale raggiungono il recapito finale (Verifica canale Scarico Tratto 5 El.n 9: Calcoli idraulici). Con l intervento in oggetto, le acque di pioggia saranno canalizzate con netto miglioramento delle condizioni di sicurezza per la circolazione stradale. Tale canalizzazione, avverrà mediante la posa in opera di una tubazione in pvc del diametro 400 mm. La posa del tubo avverrà immediatamente al di sotto della pavimentazione stradale, quindi sicuramente all interno dello spessore della fondazione stradale. Inoltre tale intervento sarà realizzato a tergo del muro esistente, quindi in un ammasso che sicuramente non sarà roccioso ma sicuramente di riempimento. Una volta posato il tubo, i vuoti saranno riempiti con cemento, garantendo in questo modo sia l integrità della tubazione che la tenuta idraulica. Durante le lavorazioni saranno impiegati piccoli mezzi meccanici, alfine di ridurre in modo significativo le vibrazioni indotte all ammasso roccioso. In ogni caso dalla relazione geologica si evince la compatibilità dell intervento con la pericolosità del sito. 17

19 Depuratore Zona P3 (Pericolosità da frana ELEVATA) Il depuratore esistente è localizzato in adiacenza al colatore naturale ed è composto da una vasca di sedimentazione, grigliatura e depurazione. Per garantire la depurazione delle acque si rende necessario inserire un impianto monoblocco con struttura in acciaio in adiacenza alla vasca esistente. Per consentire l installazione del monoblocco, si rende necessario realizzare uno scavo di sbancamento per una lunghezza di circa 15 metri e una larghezza di circa 4 metri. La posa del sistema depurativo, avverrà previa realizzazione di un muro di sostegno e una platea di base su pali al fine di scaricare i carichi in profondità. Da ciò si può concludere che i pali per l allestimento della platea sulla quale verrà poggiata la vasca da realizzarsi, dovranno avere una lunghezza non inferiore ai 12 metri lineari; in tal caso avranno la duplice funzione di: 1. Trasmettere completamente i carichi sulla formazione lapidea inalterata; 2. Evitare completamente fenomeni di risonanza (seppur contenuti) in seguito a sollecitazioni sismiche che possano indurre eventuali riattivazioni del corpo di frana nella parte superficiale. La vasca di ampliamento verrà appoggiata su di una platea a sua volta attestata su pali adeguatamente dimensionati, tale da superare in toto lo spessore superficiale di coltre mobilizzabile; ciò garantirà la distribuzione dei carichi direttamente sulle porzioni lapidee del substrato, evitando nel contempo qualsiasi sovraccarico statico sulla porzione di versante interessata e garantendo la salvaguardia della struttura anche in caso di eventuali riattivazioni del corpo di frana. Per mantenere il corpo di frana il più possibile asciutto nell area a monte del depuratore, allo stato attuale interessata da una copertura boschiva ad alto fusto, si prevede la realizzazione di canali di drenaggio ortogonali al versante, atti a convogliare le acque di ruscellamento superficiali e smaltirle correttamente nel prospiciente valloncello. In questo caso le frane infatti, pur con cinematismi differenti, sono correlabili alla presenza in affioramento e subaffioramento di depositi terrigeni in facies di flysch, caratterizzati da una forte eterogeneità granulometrica e in termini di comportamento geotecnico e gli stessi sono fortemente condizionati soprattutto da aliquote di acqua meteorica di infiltrazione che imbibisce e tende a plasticizzare i depositi. Le soluzioni progettuali adottate, pertanto, consentiranno una sostanziale mitigazione dello stato di disordine idraulico in cui versa questa porzione di versante. 18

20 QUADRO ECONOMICO RIEPILOGATIVO Le somme necessarie per la realizzazione delle opere in oggetto ammontano complessivamente a di cui per lavori, a disposizione dell'amministrazione come risulta dal seguente quadro economico: A) LAVORI IN APPALTO 1 Spese di esecuzione B) SOMME A DISPOSIZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE 1 Imprevisti e/o lavori da pagarsi a fattura Spese generali (12%di A1) I.V.A. sui lavori (10%) (A1+B1) I.V.A. su spese generali (21%) Totale B TOTALE INVESTIMENTO (A+B)

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