RELAZIONE TECNICA PREMESSA

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1 RELAZIONE TECNICA PREMESSA Il sottoscritto ing. Vincenzo Gigli, iscritto all Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce al n. 594, ha ricevuto incarico per la progettazione esecutiva dei lavori di Adeguamento dei recapiti finali e dei collettori esterni della rete di fognatura pluviale nell abitato. La progettazione della nuova rete pluviale è stata elaborata in modo tale da integrare e ottimizzare la rete esistente, in parte già realizzata con i precedenti stralci del progetto definitivo generale. A tal proposito è opportuno premettere che l abitato di Spongano è attualmente servito solo in parte da una rete di fognatura pluviale che copre parzialmente l abitato stesso. La città è dominata, per la sua posizione topografica, da un bacino imbrifero esterno di vaste proporzioni, per cui, in occasione di precipitazioni anche di non particolare intensità, le acque meteoriche provenienti dalla parte a monte e non regimentate investono l abitato e, in mancanza di una idonea rete di fognatura pluviale, scorrono superficialmente confluendo nei punti più depressi dell abitato stesso. Grazie all erogazione di un primo finanziamento di L , (il Comune di Spongano risulta incluso nel Piano Regionale di Risanamento delle Acque per un intervento complessivo per reti pluviali di L (tabella 13.18)) sono state progettate ed eseguite opere che hanno conferito un assetto più funzionale e completo alla rete cittadina, fino alla realizzazione del raddoppio del collettore terminale che conduce al recapito finale. E stata ampliata e razionalizzata, quindi, la rete primaria di fognatura pluviale rendendola abbastanza diffusa e capace, risolvendo così in buona parte il problema del ruscellamento superficiale, unitamente a numerosi problemi di ristagno locali grazie all aumento del numero delle opere di presa (caditoie). In sostanza con tale progetto sono stati realizzati 1

2 nuovi tronchi, variata o aumentata la sezione delle tubazioni in altri, modificate alcune pendenze, potenziato il collettore finale mediante raddoppio della condotta esistente. Erano pure previste delle opere da realizzare presso il suddetto recapito, eseguite solo in parte per mancanza di fondi. Con i finanziamenti successivi della Cassa DD.PP., di L e L , è stata poi data soluzione allo smaltimento delle acque piovane di una parte urbanisticamente meno recente del paese, convogliando le acque verso una vasca di sedimentazione con pozzo assorbente ubicati presso il piazzale dello stadio Comunale. Ciò premesso, al fine di ottimizzare la rete pluviale prevista nel progetto definitivo generale e sotto indicazioni dell Amministrazione del Comune di Spongano, si è predisposta la progettazione esecutiva di nuovi collettori o tronchi di fognatura bianca e l adeguamento dei recapiti finali attenendosi allo schema idraulico del progetto generale della fognatura pluviale integrando il percorso dei collettori sulla base di una puntuale verifica dell attuale stato dei luoghi e di uno studio approfondito degli eventi emergenziali che si sono avuti negli ultimi anni. DESCRIZIONE DELLA RETE DI PROGETTO La progettazione esecutiva riguarda i seguenti collettori o tronchi di fognatura bianca, progettati in amplamento alla rete pluviale esistente a servizio dell abitato di Spongano: - Collettore su Via Sant Angelo-via Passilli Ø 800: il collettore inizia all incrocio tra via Sant Angelo e e via Montegrappa, e percorrendo via Passilli confluisce mediante un pozzetto di sfocio sul collettore esistente in via Pellico; - Collettore su via San Leonardo Ø 630: il tronco di fogna bianca in progetto parte da un pozzetto di testata ubicato su 2

3 P.zza Vittoria e sfocia su collettore esistente all incrocio con via Basile; - Tronco su Via don Tonino Bello Ø 500: a partire da pozzetto di testata sito dopo circa 20 ml dall incrocio con via Garibaldi fino a sfociare nel Collettore di progetto su Via Estramurale (Circonvallazione); - Collettore su Via Estramurale (Circonvallazione) Ø 800: a partire dall incrocio con Via don Tonino Bello fino ad innestarsi nel collettore emissario esistente che sfocia al recapito finale in località Specchiaturi; I collettori sono previsti tutti in Polietilene ad alta densità e sono stati dimensionati e verificati nella Relazione Idraulica allegata al presente progetto. La lunghezza complessiva della rete di Fognatura pluviale prevista nel presente progetto è pari a ml ,74 così suddivisa per lunghezza e diametro di tubazione: Collettore Diametro esterno tubazione (mm.) Sviluppo rete (ml.) Collettore su Via Sant Angelo-via Passilli Ø Collettore su via San Leonardo Ø Tronco su Via don Tonino Bello Ø Collettore su Via Estramurale (Circonvallazione) Ø Totale 1.396,74 CARATTERISTICHE PRESTAZIONALI E MATERIALI PRESCELTI PER LA RETE FOGNANTE Le fogne andranno poste in opera, preferibilmente, in asse stradale per quelle strade prive dei servizi di acquedotto, fognatura nera e gas metano, mentre saranno posate nello spazio disponibile per quelle strade 3

4 provviste dei servizi anzidetti, provvedendo all'eventuale rimozione e opportuno ricollocamento dei sottoservizi esistenti lungo il tracciato di interesse. Completano le opere anzidette pozzetti di ispezione, di incrocio, di confluenza e caditoie del tipo a griglia. Di seguito si elencano i materiali da utilizzare, le tecniche di lavorazione e le modalità di posa in opera degli stessi. Tubazioni La scelta delle tubazioni, dei manufatti d'ispezione e delle caditoie pluviali è stata effettuata in conformità a quanto dettato: - dai "Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2 lettere B), D) ed E) della legge 10 maggio 1976 n. 319, recante norme sulla tutela delle acque dall'inquinamento"; - dal Decreto del Ministero dei LL.PP del recante "Norme tecniche relative alle tubazioni". Per i tronchi in progetto, che interessano le strade del centro abitato, a causa della presenza di numerosi sottoservizi, per facilitare le operazioni di posa e per ridurre la larghezza degli scavi sono state impiegate tubazioni in polietilene ad alta densità per fognature non in pressione, di caratteristiche corrispondenti alle norme UNI EN 12666, SDR 33 rigidità anulare SN 22, con marchio di conformità di prodotto rilasciato secondo UNI CEI EN da Istituto o Ente riconosciuto e accreditato Sincert, con giunzioni eseguite mediante saldatura di testa (polifusione) o manicotti elettrosaldabili sino al diametro 315 a mezzo di apposita attrezzatura. Tale scelta è stata dettata dalla necessità di garantire una adeguata resistenza sia all azione abrasiva dell acqua piovana che ai carichi stradali. Altri vantaggi dovuti all utilizzo di tale tipo di tubazione sono quelli relativi ai seguenti aspetti: - ridotta scabrezza delle superfici interne che preserva la formazione di flora batterica scagionando così pericoli di corrosione; 4

5 - facilità di deflusso delle acque senza dar luogo a ristagni nei periodi non piovosi; - impermeabilità a liquidi; - uniformità strutturale in tutto il suo spessore. Lungo i tronchi è stato previsto l utilizzo di tubi pozzetto di linea in calcestruzzo vibrocompresso, modificati in superficie per consentire l'innesto dei pozzetti. Pozzetti di ispezione e incrocio Lungo i tronchi di progetto, in corrispondenza delle sezioni particolari (cambi di direzione o livelletta, innesto, confluenza) saranno realizzati dei pozzetti di ispezione in modo tale da favorire le operazioni di pulizia, sorveglianza e manutenzione dei tronchi; analoga previsione anche lungo i tratti rettilinei ad intervalli variabili (max 36 m). Detti pozzetti saranno del tipo prefabbricalo in calcestruzzo armato di forma quadrata con dimensioni nette interne di cm. 120x120 per le confluenze delle fogne aventi diametro di 500 e 600 mm mentre per le confluenze delle fogne aventi diametro di mm. 1000, con dimensioni interne di cm. 150x150. La soletta di copertura sarà di tipo carrabile dello spessore non inferiore a 20 cm. con passo d uomo per ispezione e foro per alloggiamento chiusino di ispezione per carreggiata stradale in ghisa sferoidale, per acquedotto a fognatura, costruito secondo le norme UNI EN 124/1995, classe di resistenza D 400 (traffico normale) con alta resistenza alla rottura, con bloccaggio a mezzo di barra elastica, passo d'uomo mm 600. I pozzetti saranno corredati di scaletta alla marinara con gradini in acciaio al fine di consentirne l'ispezione. I gradini dovranno essere inseriti lungo le pareti del pozzetto ogni 25 cm. e per tutta l'altezza dello stesso. I chiusini dei pozzetti di ispezione e le caditoie a griglia saranno in ghisa sferoidale a grafite sferoidale secondo le norme UNI 4544 e 5

6 rispondente alle indicazioni delle norme UNI EN 124. I chiusini saranno classe D400 (carico di rottura >40 t.) con luce netta di 600 mm., telaio quadrato munito di guarnizione antirumore in polietilene e coperchio antisdrucciolo di chiusura con dispositivo di blocco. Le caditoie saranno classe D 250 (carico di rottura >25 t.) con telaio quadrato concavo, delle dimensioni esterne di 57 x 57, e griglia concava con superficie antisdrucciolo. Caditoie Nel presente progetto è prevista la realizzazione di opere di sbarramento e intercettazione della portata costituite da caditoie a griglia. Tali manufatti, da collocarsi nelle posizioni riportate nelle planimetrie di posa e comunque lungo le strade principali maggiormente soggette al flusso dell'acqua piovana allo scopo di convogliare la stessa all'interno dei collettori, saranno costituiti da elementi gettati in opera in calcestruzzo, muniti di soprastante griglia di raccolta in ghisa sferoidale e tubazioni in PEAD del diametro interno 315 mm e relativi pezzi speciali, da allacciarsi alla condotta fognante. Si evidenzia che tutti le batterie di caditoie progettate hanno lunghezza tale da coprire l intera larghezza della sede stradale, partendo e terminando a filo marciapiede, laddove esistente, in modo tale da sbarrare completamente il flusso dell acqua piovana. Modalità di posa in opera Le tubazioni saranno posate in una trincea su apposito strato inferiore di livellamento costituito da magrone o misto cava, dello spessore di cm. 10, come riportato nella tavola dei particolari costruttivi. Le tubazioni saranno poi rincalzate con misto di cava fino ad un altezza del loro estradosso di circa cm. 20. Il rinterro del cavo così disposto si prevede che 6

7 venga interamente eseguito con materiale arido di cava proveniente da cave di prestito dotato di idonea composizione granulometrica, esente da argilla, compattato fine a raggiungere una densità pari al 90% della densità Proctor modificata, mediante pistonatura per strati di spessore non superiore a cm. 30; ciò in virtù del fatto che il materiale scavato, spesso ha caratteristiche non idonee al successivo riutilizzo in quanto di tipo roccioso o argilloso, come si evince dalle risultante della relazione geotecnica allegata. Cave e discariche II materiale di risulta proveniente dagli scavi e dalle demolizioni non reimpiegabile nei lavori successivi dovrà essere trasportato a rifiuto in apposita pubblica discarica autorizzata. Ripristini delle pavimentazioni stradali La pavimentazione stradale interessata dall'intervento sarà ripristinata con le seguenti modalità: - fondazione stradale in misto granulare stabilizzato con legante naturale, di idonea granulometria, lavorata e costipata (a 95% della densità Proctor) con idonee macchine, dello spessore di cm 15; - strato di collegamento (binder) dello spessore compattato di cm.7 in conglomerato bituminoso costituito da graniglia e pietrischetti della IV categoria prevista dalle norme C.N.R., sabbia e additivo, bitume di prescritta penetrazione, confezionato a caldo con idonei impianti, steso con vibrofinitrice previa perfetta pulizia del piano di posa e cilindrato con rullo di peso non inferiore a 5t. - manto di usura dello spessore compattato di cm. 3. eseguito con conglomerato bituminoso confezionato a caldo in appositi impiantì centralizzali con graniglie e pietrischetti silicei della prima categoria delle norme del C.N.R. a bitume di idonea penetrazione nella misura 7

8 del 5-6% sul peso del conglomerato, steso con vibrofinitrice e rullato con rullo di peso adeguato. Il manto di usura dovrà essere rifatto per una larghezza non inferiore a quella precedentemente demolita e precisamente pari a quella demolita maggiorata di 1 mt. Per il il tronco di fogna bianca in progetto previsto su via San Leonardo, a partire dal pozzetto di testata ubicato su P.zza Vittoria e per una lunghezza pari a circa 35 ml, la rete di progetto interessa una sede stradale realizzata in basolato calcareo: per questo tratto è prevista la rimozione, l accantonamento provvisorio e il successivo ricollocamento in opera del basolato in pietra calcarea precedentemente rimosso e accatastato nell'ambito del cantiere, mediante posa su sottofondo battuto di conglomerato misto di sabbia di cava e cemento dosato a ql 3, rilavorazione alla martellina, sigillatura dei giunti con malta liquida di cemento e polvere di pietra, anche a più ripresa fino a completa saturazione dei vuoti. Oltre ai collettori sopra descritti il progetto prevede anche l adeguamento dei recapiti finali esistenti, come di seguito. I RECAPITI FINALI ESISTENTI Allo stato attuale i recapiti finali delle acque pluviali sono costituiti dal vecchio storico sito di vasche naturali in località Specchiaturi, verso il quale viene convogliata una portata teorica di circa l/s, e dalla più recente vasca di sedimentazione presso lo Stadio, verso la quale viene convogliata una portata teorica di circa 400 l/s. Il recapito finale principale, posto in località Specchiaturi a circa 900 mt. dall abitato, risulta costituito da due grandi invasi scavati nella roccia ed a pareti naturali, acquisiti alla proprietà comunale in epoche successive e residuati da vecchie cave di tufina. Il recapito finale del piazzale stadio risulta costituito da una vasca di sedimentazione in cemento armato, che alla fine del percorso di chiarificazione fa sfociare le acque in 8

9 pozzo assorbente con immissione delle acque nella falda di acqua salata posta a circa metri di profondità. L ADEGUAMENTO DEI RECAPITI FINALI La soluzione progettuale. Recapito presso piazzale dello Stadio L adeguamento degli scarichi alla normativa di settore D.Lgs 152/99 impone la soppressione del pozzo assorbente finora utilizzato per l immissione in falda delle acque piovane ed il trattamento delle acque di prima pioggia prima dell avvio alla dispersione superficiale o subsuperficiale. Gli interventi previsti, pertanto, in corrispondenza del piazzale Stadio sono innanzi tutto la chiusura del pozzo assorbente, mediante taglio, dismissione e rimozione del tubo esistente, e la chiusura ermetica con idoneo tappo realizzato in ferro zincato a caldo e sigillato mediante saldatura. È inoltre prevista la realizzazione, per garantire l assorbimento della medesima portata in arrivo attuale, la realizzazione di un pozzo anidro di profondità di 25 ml rispetto al piano di campagna. Il pozzo drenante, infatti, per garantire una buona capacità di filtrazione, dovrà interessare l ammasso roccioso calcarenitico e calcareo, o meglio incassarsi in essi per qualche metro al fine di aumentare la superficie di filtrazione. Si presterà, infine, particolare attenzione nell isolare perfettamente i primi 6,00 metri di perforo con tubazione cieca e cementazione dell intercapedine, mentre per migliorae la permeazione nelle calcareniti, si riempirà l intercapedine, a parrtire dalla profondità di 6, ml fino a fine pozzo con ghiaia di idonea granulometria. Al fine di aumentare la portata teorica smaltibile presso tale recapito si è previsto altresì, in ragione delle caratteristiche dei litotipi presenti, di 9

10 rendere permeabile il fondo della vasca di trattamento esistente, mediante la foratura del fondo vasca (realizzazione di n.ro 4 scassi 100 cm * 200 cm) e riempimento con pietrame di diversa pezzatura per favorire la permeazione del acqua nel terreno. Recapito in località Specchiaturi L adeguamento di tale recapito finale, in applicazione di quanto prescritto dal piano Direttore circa il trattamento delle acque di prima pioggia secondo, prevede la realizzazione di una vasca, subito a monte del recapito, la cui funzione sarà quella funzione di contenere le acque di prima pioggia e di consentire il processo di grigliatura e dissabbiatura. A proposito si riporta quanto prescritto in appendice al PIANO DIRETTORE - STRALCIO DEL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE, Criteri per la disciplina delle acque meteoriche di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, di cui all Art. 39 D. L.gs 152/99 come novellato dal D. Lgs 258/2000 : 4. Disciplina e trattamento degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate 1. le acque di prima pioggia derivanti dagli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate, di cui all'art.39, comma 1, lettera a) del Decreto Lgs n.152/99, come novellato dal D. Lgs 258/2000, devono essere sottoposti, prima del loro smaltimento, ad un trattamento di grigliatura e dissabbiatura. Nel caso di progetto si è previsto di intercettare le due condotte che convogliano le acque nel bacino naturale, di deviarle nella vasca di dissabbiatura di progetto disposta lateralmente al primo invaso ed in prossimità dell ingresso all area, e quindi di reimmetterle, dopo i necessari trattamenti, nel bacino attraverso un canale di sfocio a cielo aperto. In particolare lo schema funzionale della vasca di grigliatura e dissabbiatura, procedendo nel senso del flusso dell acqua, prevede: 1. una vasca di calma - di dimensioni 4,60 * 4,00 m dimensionato e progettato, con la funzione di mitigare la turbolenza del flusso di mandata dei collettori emissari, e consentire uno sfioro a gravità nel canale. Per tale 10

11 motivo è stato previsto un setto, come evidente dal seguente dettaglio di progetto, che interrompe la velocità dell acqua in arrivo e quindi in ragione del differente peso specifico si ha la precipitazione delle particelle solide più pesanti trasportate (1 trattamento di dissabbiatura); al fine di evitare il danneggiamento del fondo vasca in corrispondenza del punto di immissione dell'acqua dai collettori di fognatura pluviale esistenti, saranno allocati n.ro 6 cunei di rottura in acciaio zincato, allocati su piastra in acciaio ancorata sul fondo della vasca. Nel rispetto dei parametri dimensionali di progetto si è previsto quindi di inserire sul fondo della camera d'arrivo una lastra in acciaio zincato a caldo su cui sono posizionati i cunei, sempre in acciaio zincato a caldo, con funzione di ridurre l'impatto dell'acqua in entrata, salvaguardando la struttura in c.a. di fondo vasca. 2. la seconda sezione della vasca, dove l ingresso dell acqua dalla vasca di calma avviene per sfioro, tramite apposito setto in c.a. di altezza di 130 cm (corrispondente alla quota di scorrimento della condotta di ingresso) è stata progettata per sottoporre l acqua a trattamento di grigliatura passando attraverso una griglia di acciaio zincato a caldo orientata a maglia quadra con lato di 15 mm di lato; al fine di facilitare e migliorare le operazioni di rastrellamento e pulizia che avverrà dall'alto con l'operatore posto su apposita passerella in orsogrill di tipo pedonabile, si è previsto di dotare la griglia di cestello di raccolta in acciaio zincato; la griglia sarà ancorata sulle pareti della vasca e inclinata rispetto al fondo, tale posizione inclinata consentirà un più agevole intervento di pulizia mediante apposito rastrello azionato dall'alto dall'operatore; 3. la terza ed ultima sezione della vasca - canale di dissabbiatura (2 trattamento) prevede dimensioni e configurazione delle pendenze del fondo tale da consentire il transito ed il contestuale trattamento della portata di prima pioggia con una velocità inferiore a 0,3 m/s e quindi tale da consentire la precipitazione sul fondo della vasca delle sabbie, di granulometria maggiore di 200 micron; al termine del canale, l acqua sarà 11

12 convogliata nel bacino tramite un setto di sfioro posto alla quota di scorrimento della condotta di immissione in vasca. L intero perimetro della vasca sarà recintato con pannelli in orsogrill per garantire la messa in sicurezza dell opera, impedendo l accesso ai non addetti ai lavori ed eliminando il rischio di incidenti e/o cadute accidentali. Il tutto come meglio rappresentato e descritto negli elaborati di progetto. Lecce, novembre 2010 IL TECNIC0 Ing.Vincenzo Gigli 12

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