LA GABBIANELLA E IL GATTO. (Dalla visione del film al testo teatrale)

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1 LA GABBIANELLA E IL GATTO (Dalla visione del film al testo teatrale) Gli studenti delle classi I,II e III A della Scuola media R.Maltini dell'isola del Giglio, a partire dal mese di marzo, hanno svolto l'esercizio di trascrizione dei dialoghi dei personaggi del film di animazione di D'Alò La gabbianella e il gatto, tratto dal romanzo di Sepulveda Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Durante l'anno scolastico essendosi avvicinati al mondo del teatro, insieme all'insegnante di lettere, hanno scelto di realizzare un classico copione. Durante le ore dedicate al progetto gli alunni si sono organizzati in piccoli gruppi, i quali hanno suddiviso i dialoghi in atti e scene varie accompagnando il tutto con didascalie dettagliate per spiegare al meglio tutti i momenti del film.

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3 Personaggi: Nina Babbo di Nina (Poeta) Zorba Colonnello Segretario Diderot Pallino Bobulina Kengah Igor Fortunata Gatto di mare Grande topo Topo segretario e altri topi e gatti minori.

4 ATTO I Scena I La scena si svolge all'interno della casa del Poeta e della figlia, Nina. Si vede una gatta, Bobulina, mentre dorme sul divano. All'improvviso si sveglia e miagola nel momento in cui suona il cucù dell'orologio. Sono le 20,00. Contemporaneamente si vede una mano che scrive una lettera. Poeta: Santo cielo, le otto! Preparo la cena! Nina: Si, ma intanto possiamo fare le rime? Poeta: Su cosa? Nina: Su un gatto! La bimba disegna un gatto sul foglio Poeta: Gatto che ha fame mangia di nuovo, apre il frigo e trova... Nina: Un uovo! Poeta: Uovo di gatto, gatto ci cova, gatto un po' matto, che cova le uova, corre vicino, vola lontano, l'uovo si rompe e appare un... Nina: Gabbiano! Poeta: Piccolo cuore d'equilibrista, per nulla al mondo è così contento,come per quella pioggia imprevista che porta il sole, che porta il vento Nina: Uhhhhh carina questa!!! Poeta: Infatti, questa la conserviamo. Che porta il sole, che porta il vento. Intanto il babbo prepara due uova in padella per cena. Poeta: E ora attenzione, finale pauroso! Nero petrolio con mille occhi rossi, occhi di topo nel nero e i fossi, nella città che dorme e che sogna, salgono, salgono i topi di fogna. Nina: Scappate bambini! Poeta: Salgono, salgono su dai tombini, forti selvaggi, sciami di ratti, topi feroci Nina: Che mangiano i gatti! La gatta si spaventa. Poeta: E' Pronto in tavola! Cenano. Attraverso la finestra, che si spalanca, si vede il porto. Scena II La scena si apre lungo il porto. Sbucano dei topi da un camion della spazzatura che si passano i rifiuti per portarli all'interno del tombino dove si trova il Grande topo.

5 Canzone Duro lavoro Grande topo: Avanti, svelti! Caricate e scaricate! La scena è vista da dei gatti nascosti dietro ad una pedana di legno. Zorba: Detesto doverlo dire ma quello schifoso del Grande topo ha ragione. Colonnello: Già, in effetti quei lerciosi diventano ogni giorno più grassi e sempre più numerosi. Segretario: Per tutti i topi, c'è un odore così nauseante! (sta per starnutire ma viene bloccato da Colonnello) Colonnello: Silenzio giovanotto! Zorba: Non possiamo restare qui a guardare, dobbiamo fare qualcosa, giusto Diderot? Diderot: allora massa per gravità per 3.14, considerato il braccio della leva e il sistema a martinetti idraulici...terribilmente geniale! Zorba: ehi cervellone, mi hai sentito? Dobbiamo fare qualcosa! Diderot: E' evidente, Zorba. Zorba: E allora? Diderot: Quello che faremo, cioè quello che farete è salire lassù sulla cabina comandi e...(indicando il punto sulla mappa) vedete? Premete il tasto rosso per girare il braccio, quello verde per sollevare il carico, quello giallo per spostarlo sul camion e quello viola per mollarlo e farlo cadere tutto d'un colpo. Pallino: Si e poi Supergatto fa un fracello, gli stacca la coda a morsichi e gli spacca il muso a quei topastri lì. Colonnello: E tu che cosa ci fai qui, Pallino? Pallino: Sono qui per aiutare Zorba, nonno Pallino ringhia verso il capo dei topi ma alla risposta di quest'ultimo si spaventa e scappa. Zorba: Allora Supergatto? Pronto all'azione? Pallino: (balbettando) Vvvvoi andate avanti...io, Supergatto, vi coprirò le spalle. Tutti ridono. Zorba: Andiamo Segretario? Segretario: Io? Perchè proprio io? Colonnello: Perchè lei è un gatto robusto e coraggioso. Segretario: Si, certo certo, però sono disperatamente allergico ai rifiuti. Colonnello: In gamba giovanotto!

6 Zorba: Andiamo, forza! I gatti si dirigono verso la gru. Segretario si affaccia e vede una moltitudine di topi uscire da una fogna Segretario: Per tutti i topi! Zorba: Diderot che aveva detto? Verde, rosso... Segretario starnutisce e i topi se ne accorgono. Segretario: Non era tanto forte, era uno starnuto piccolo piccolo. Zorba: Zitto! Zorba vede i topi messi uno sopra l'altro. Zorba: (rivolgendosi a Segretario) Spingi i tasti! Spingi i tasti! Segretario: Quali? Segretario spinge casualmente tutti i tasti. Si aziona la gru e il carico colpisce le vetrate di una chiesa. Segretario: Come vado? Come vado? Zorba: Non lo so! Topo: Quali sono gli ordini Grande Topo? Zorba: Basta così, filiamo! Tutti via! Tutti via! Involontariamente Segretario pigia il bottone viola con la zampa facendo cadere il carico in direzione dei topi. Grande Topo: Ritirataaaaa! Pallino: Ora viene Supergatto e vi fa a polpette!oh-oh (vede i topi avanzare) Colonnello: Si salvi chi può!!! I topi inseguono i gatti che fuggono. Zorba lotta contro di loro ma uno di essi lo morde. Il gatto riesce a mettersi in salvo. Scena III Di nuovo un interno. L'azione si svolge nello studio del Poeta che scrive ancora le rime. In scena lui, Nina e Bobulina. Il tavolo è illuminato da una lampada. Nina sta disegnando una nave e la gatta la osserva.

7 Poeta: Per nulla sospira tanto con per quella pioggia Nina: Quella pioggia che viene giù dal cielo e bagna il mare. Bobulina miagola. I gatti sono sul balcone di casa del Poeta. Zorba: (zoppicando per i tetti raggiunge gli altri, poi si lecca la ferita). Bobulina li vede ed esce fuori. Bobulina: Buonasera... Colonnello: Permetta che mi presenti,sognorina. Io mi chiamo Colonnello, dei gatti del porto. La prego, ci scusi l'intrusione ma incidentalmente eravamo inseguiti da quegli incivilissimi ratti...e abbiamo anche un ferito. Zorba: Chi? Io? No, il Colonnello esagera. (miagolando per il dolore) Bobulina: Piacere, Bobulina siamese. Zorba: Piacere mio...zorba gatto. Bobulina: Le fa tanto male? Zorba: Ehm...Male? No, non è niente. Giuro!Solo un graffio Bobulina: Certo dovevano essere priorio grandi. Pallino: Si, enormissimissimi!e Zorba li ha fracassati tutti! Ma... se ci sarei stato io... Colonnello: (interromplendolo) Se ci fossi stato io, Pallino! Pallino: Se lì ci fossi stato io, prenderesti quel fognone del Grande Topo e lo sbatteresti contro la nave e poi lo faresti...( cade all'indietro) Si sente la voce di Nina che chiama Bobulina. Nina: Bobulina che fai? Bobulina: Nascondetevi, presto! I gatti se ne vanno mentre Zorba per qualche secondo si scambia sguardi dolci con Bobulina. Colonnello: Alza i tacchi, giovanotto! Zorba: Dai Pallino Arriva Nina e afferra Pallino. Nina: E tu chi sei? Ehi Bobulina ma chi è il tuo fidanzato? (rivolgendosi a Pallino) Ma non sei un po' troppo giovane per lei? Eh scricciolino? Ehi ciao! Nina vede gli altri gatti e li saluta. Nel frattempo comincia a piovere. Si sente la voce del babbo che chiama la figlia. Poeta: Nina vieni dentro che sta per piovere! Nina: Vengo subito papà! (a Pallino) Su, corri dai tuoi amici che sta per piovere. Gli amici gatti si ricongiungono.

8 Poeta: Vuoi sentire come ho cambiato la poesia sui gabbiani? Ma il loro piccolo cuore, lo stesso degli equilibristi, per nulla sospira tanto, come per quella pioggia sciocca che quasi sempre porta il vento,che quasi sempre porta il sole Nina: Ma è senza rima! Poeta: E' diventata una poesia per grandi, è cresciuta e ha perso la rima Nina: è un peccato però! La scena si chiude con Nina che colora di nuovo il foglio. Scena I ATTO II Si vede un mare in tempesta e una nave petroliera. Un timoniere non riesce più a governare l'imbarcazione e all'improvviso sopraggiunge un'altra nave. Tra le due avviene uno scontro. Viene colpito il deposito di petrolio, suona l'allarme ma intanto dalla prima nave fuoriesce una sostanza nera che invade subito il mare. Scena II Si vede un cielo sereno e uno stormo di gabbiani in volo. Si sente la voce di uno di essi che fornisce indicazioni ai compagni. Capo-gabbiano: Gabbiani delle Isole Frisoni a destra! Prepararsi alla fusione! Kengah:(avvicinandosi a un gabbiano) Ciao, di dove sei? Igor : Del Mar Baltico, e tu? Kengah: Di qui vicino, dal Mare del Nord, isola di Faro. Sto ritornando a casa dalla mia prima migrazione e adesso dovrò deporre il mio uovo. Sai, il mio primo uovo! Igor: Congratulazioni molte!essere mamma è un'esperienza molto bellissima!io sono un papà felice. Oh io senza educazione, il mio nome è Igor. Kengah: Ciao Igor, io mi chiamo Kengah. Scena III I gatti passeggiano lungo il porto, tranne Diderot. Spunta un gatto che si avvicina a Colonnello. Gatto: Salve Colonnello, ho sentito dire che ieri notte gliene avete suonate di santa ragione! Colonnello: Modestamente, puoi dirlo forte.

9 Zorba: Non è andata proprio così, Colonnello. Colonnello: Silenzio, giovanotto. Muso alto e dignità! Gatto: Colonnello, gli avete dato una bella lezione, vero? Colonnello: Era dal tempo della Seconda guerra dai cani che non me la spassavo a quel modo. Gatto: Eh sissignore. Tempi duri quelli! I cani la facevano da padroni e per noi gatti non c'era scampo. Colonnello: A quei tempi non potevamo circolare liberamente per la strada. Ma un grande giorno, quando fu troppo, ci mobilitammo in massa e li facemmo ritornare al loro posto. Segretario: il problema è che i giovani di oggi hanno bel altro per la testa. Si sente un gatto miagolare mentre passeggia con Bobulina. Pallino: Ma perché quello fa così, nonno? Colonnello: Credo che sia solo un po' mal di pancia, figliuolo. Segretario: E' innamorato! Pallino: E fa così male? Segretario: No, ma se succede che un gatto incontra una gatta e... Colonnello: Bando alle ciance, segretario! Faccia qualcosa di utile e procuri un rancio abbondante dall'amico pescivendolo Segretario: Sissignore, agli ordini! Pallino: Allora è per quella cosa che poi si abbracciano e miagolano tutta la notte? Colonnello: ehmm...sai... Pallino: Ma poi come fanno a fare i gattini-figli? Colonnello sorride e nel frattempo ritorna Segretario cacciato dal pescivendolo. Pescivendolo: Hai anche la faccia tosta di ripresentarti? Lo sai che hanno fatto i topi stanotte? Si sono rosicchiati due casse di merluzzi. Buoni a nulla! Sparite! Scena IV Si vede di nuovo lo stormo di gabbiani. Kengah: Che strano, che cosa sono tutte quelle lenzuola colorate sulle navi? Igor: Bandiere! Gli umani le chiamano così. A ogni bandiera corrisponde una nazione e a ogni nazione una lingua diversa. Kengah: ah si? E come fanno gli uomini a capirsi tra di loro quando parlano? Capo-gabbiano: Aringhe a dritta!!! I gabbiani planano per prendere i pesci. Igor: Dai Kengah! Ottimo vero? Kengah: mai mangiato un pesce così buono in vita mia. Prendiamone ancora, Igor!

10 Igor: Avanti! Il Capo-gabbiano si accorge della macchia nera e grida: Pericolo! Pericolo! I gabbiani si mettono in fuga tranne Kengah e Igor, che sono ancora in acqua e non sentono. Igor riesce ad uscire in tempo, prima di essere invaso dalla macchia nera. Kengah quando riemerge è piena di petrolio. Kengah: Che succede? Vedo tutto nero, anche il mare è nero. Cerca di uscire ma non ci riesce. Gabbiano: Quello è il petrolio, la maledizione degli umani! Kengah: (agitando le ali) Non riesco a volare! Igor: Forza Kengah, lo stormo non può aspettare, si deve andare! Kengah: Non ce la faccio, non ce la faccio! Gabbiano: Andiamo, prima che lo stormo si stanchi. Kengah: Vi prego, non lasciatemi qui! Igor: Kengah c'è un modo per salvarti dalla maledizione degli umani: prendi dentro tutta l'aria che puoi e tienila dentro fino a scoppiare, poi rituffati sotto, lavati bene nell'acqua pulita e con tutta forza cerca di uscire dal lago nero.tu devi farlo, per il tuo uovo! Kengah! Kengah cerca di ripulirsi e riemerge ma ha ancora addosso un po' di petrolio. Si dirige verso l'acqua pulita. Scena V Si vede Zorba miagolare fuori alla porta della padrona. Padrona: Zorba! Bravo, ci presentiamo solo per mangiare eh? Ma dove sei stato tutta la notte? Che bisbetico che sei. Cosa ti è successo? Hai litigato con qualcuno? Buono gattino di mamma sua. Bello, bello, bello. Resta lì, ti porto la pappa. Scena VI Kengah vola scoordinata e cade addosso a Zorba. Kengah: Ti prego, non mi mangiare. Zorba: Mangiarti? Non mi passa neanche per la testa, bleah! Quanto puzzi! Come hai fatto a ridurti così? Kengah: Sono finita dentro un'onda nera che gli umani scaricano nel mare. Zorba: Petrolio! Kengah: Si e Sento che morirò. Zorba: Morire? Ma che morire! Tu sei solo stanca e sporca. Kengah:No, non ce la faccio, questo è stato il mio ultimo volo.

11 Zorba lecca la testa di Kengah per pulirla poi sputa. Zorba: Bleah! Ma è disgustoso! Kengah: Grazie comunque amico. Zorba: Ma che dici? Gatti e gabbiani non sono mai stati amici. Zorba la lecca di nuovo. Zorba: No, non ci riesco, così non verrà mai via. Devo proprio cercare aiuto. Kengah: Aspetta! Aspetta! Con le ultime forze che mi restano voglio cercare di deporre il mio uovo ma devo chiederti di farmi tre promesse. Zorba: Uovo, promesse, ma lascia perdere! Kengah: Io sto morendo, non posso più aspettare, ti prego! Zorba: Va bene, prometto. Ma che cosa? Kengah: La prima promessa che ti chiedo è di non mangiare l'uovo. Zorba: D'accordo. E che cos'altro? Kengah: Poi promettimi che ne avrai cura finché non nascerà il piccolo e in ultimo, ti prego, promettimi che gli insegnerai a volare. Zorba: Volare? Ma io sono un gatto! Kengah: Però hai il cuore grande come quello di un gabbiano. Farai tutto ciò che ti ho chiesto? Zorba: Va bene, va bene. Te lo prometto. Ora vado a cercare aiuto. Scena VII Zorba va alla ricerca dei suoi amici. Li trova mentre stanno mangiando del pesce. Pallino: Nonno nonno c'è Zorba, c'è Zorba! Colonnello: Benvenuto giovanotto, vuoi favorire? Zorba: Non c'è tempo, Colonnello ho bisogno di un aiuto e di un consiglio. I gatti si dirigono verso un vecchio museo. Zorba: Certo che sono veramente strani questi umani, costruiscono dei musei nuovi e ne abbandonano uno così bello qui nel centro della città. Colonnello: Sai, gli ultimi umani con un po' di senno, risalgono al tempo degli antichi Egizi che adoravano il dio gatto e avevano costruito le piramidi. Segretario: La Sfinge, Colonnello! Colonnello: E che cosa ho detto io? La Sfinge! E noi invece con che razza di umani abbiamo a che fare? Quelli di oggi ci trattano come se fossimo degli stupidi. Cani smidollati! Si dirigono verso Diderot

12 Pallino: Diderot! Diderot! Diderot: Terribilmente terribile! Quegli ignoranti di topi si sono mangiati una pagina dell'atlante. Abbiamo perso il Portogallo! Colonnello: Gli faremo pagare anche questo, figliuolo. Ma ora sta a sentire, abbiamo un altro problema! Diderot cerca tra i volumi della biblioteca Diderot: G, g, g...come gabbiano. Che invenzione irresistibile l'enciclopedia! Ogni volta che la sfoglio imparo qualcosa di nuovo! Pallino: Nonnino che cos'è l'encidioleria? Segretario: Enciclopedia! Si dice Enciclopedia Colonnello: Certo Pallino, enciclopedia si dice. E' un grande negozio dove si vendono cicli a pedali di tutti i tipi: cicli, bicicli, tirocicli...ciclamini Segretario: Veramente è un grande libro del sapere e dentro ci sono le notizie di tutte le cose del mondo. Colonnello: Certo, appunto, è quello che stavo dicendo! Intanto Diderot trova il volume dell'enciclopedia della lettera G Diderot: Gabbare...gabbia...gabbiano! Che cosa dice qui? Ah perfetto! La sua carne è un po' dura ma assolutamente commstibile. Terribile! Ma non c'è scritto niente di come pulirla. Segretario: Gabbiano sporco, gabbiano unto, gabbiano macchiato. Diderot: Geniale! Ho trovato! (prende un altro volume delle lettere R-S) Smacchiatore! Ecco, ci sono! Smacchiatore, panno bagnato, benzina...ci serve della benzina! Colonnello: Ottimamente giovanotto! Problema risolto! Ora ci procureremo della benzina. Segretario: Si, ma vorrei sapere come! Noi siamo gatti! Non possiamo andare al distributore di benzina e chiedere : di super, per favore Scena VIII Si vede un benzinaio che mette la benzina a una macchina. Un signore chiede: di super, grazie. Il benzinaio risponde: Subito, signore! I gatti si avvicinano al distributore, Pallino miagola. Benzinaio: Ehi, e tu chi sei? Povero piccolino! Dove sta la tua mamma? Pallino cerca di distrarlo, nel frattempo i gatti convincono Segretario ad intingere la coda nel serbatoio della macchina per prendere un po' di benzina.

13 Segretario: No, vi scongiuro, no! Colonnello: Poche storie e proceda! Segretario: Perchè proprio io? Zorba: Perchè tu hai la coda più lunga Segretario, un po' scocciato, esegue. Pallino sfugge al benzinaio e raggiunge gli altri. Pallino: Sono stato super, proprio come te, Zorba! Quel tonto del benzinaio ci è cascato come una sogliola. Non c'è nessuno che potesse... All'improvviso si sente lo stormo di gabbiani. I gatti si dirigonoverso la casa di Zorba. Zorba: presto! Facciamo presto! Per tutti i topi...troppo tardi...e'... Colonnello: Dovremmo chiuderle le ali. Pallino: Che cosa fa? Dorme? Zorba: No, è volata in cielo, Pallino Pallino: E com'è andata lassù senza usare le ali? Zorba: Ecco... Pallino: Un uovo, un uovo! Zorba: Per tutti i topi! Ora che ci faccio io con un uovo? Segretario: Una bella frittatina! Zorba: Frittatina?! Diderot: E' un'ottima idea! E l'enciclopediaci dirà come preparare una frittatina coi fiocchi! Zorba: No! Giù le zampe, non si tocca! Mi sentirei un assassino Segretario: Assassino? Zorba non dirmi che è il tuo primo uovo?! Colonnello: Esigo una spiegazione, giovanotto! Perchè te la prendi tanto per un uovo di gabbiano? Zorba: Perchè...l'avevo promesso Colonnello: Segretario che cosa dice? Di che promesse ciancia? Zorba: Ho promesso di non mangiare l'uovo, di prendermi cura del pulcino che nascerà e di insegnargli a volare. Stava talmente male che... Colonnello: Una storia triste, ma ti sei cacciato in un bel guaio, giovanotto! Segretario: E pensi di mantenere questo impegno? Pallino: Zorba mantiene sempre le promesse che fa! Zorba: Certo che le mantengo! Ma io non so come ci si prende cura di un uovo Pallino: Se è una cosa che possono fare degli stupidi uccelli, noi gatti la facciamo dieci-tremila volte meglio, sicuro! Diderot: Terribilmente semplice! Volume U, voce, uovo... Segretario: Non c'è bisogno dell'enciclopedia, qui si tratta di covare! Zorba: Come covare? Colonnello: Non se ne parla neanche! Non si è mai visto un gatto covare, ne va della nostra dignità! Diderot: Trattasi del riscaldamento dell'uovo, attraverso il calore della madre

14 Zorba: Madre? Quale madre? Segretario: Devi sdraiartici sopra, piano se no si rompe Zorba esegue i consigli degli amici Zorba: Sarà vero, ma mi sa che è scomodissimo. Per quanto tempo si deve stare fermi nel nido?, cioè quali, non so dove, per quanto...? Colonnello: Ci informeremo sull'enciclopedia di Diderot. Poi ti faremo sapere Zorba osserva l'uovo, prende un cuscino e lo mette sull'uovo I gatti celebrano il funerale di Kengah Colonnello: Miei cari compagni gatti, siamo qui riuniti, in questa notte di luna, per dare il nostro ultimo saluto a una giovane e sfortunata gabbiana. Ci rattrista che ci abbia lasciati, ma soprattutto ci piange il cuore per come ci ha lasciati: uccisa dalla pazzia degli uomini, che un giorno finirà per distruggere il mondo selvaggio e meraviglioso che madre natura ci aveva donato. E adesso, tutti insieme, miagoliamo alla luna la canzone di addio di noi gatti del porto. Canzone per il funerale I gatti miagolano. La scena è vista da due topi; uno piange e l'altro gli da una sberla dicendo: Stai zitto, imbecille! Vuoi farci scoprire? Devono essere impazziti Zorba: (a Segretario) Freddo cane, eh? Segretario: Non direi, la temperatura è superiore alla media stagionale, guardare Zorba: Questo è un freddo polare per me Segretario: Non mi sembra proprio Zorba: Compermesso Zorba va a controllare l'uovo Zorba: E' freddo! I topi ridono Topi 1: Un uovo di gatto, ce lo pappiamo che dici? Topo 2: Ma sei suonato?! Sarà velenoso! Topo 1: Velenoso? Topo 2: E come vuoi che sia un uovo di gatto?! ATTO III Scena I Zorba è nella cuccia e tiene al caldo l'uovo

15 Scena II La scena è ambientata nella fogna Grande-topo: Se i gatti cominciano a fare le uova non passerà molto tempo che diventeranno dei polli! Ride Topo 3: L'avevo detto, sire che i croccantini avrebbero avuto dei pesanti effetti collaterali. Grande-topo: I croccantini...è la depravazione dei gatti sulla via che ci porterà al potere e alla luce. Che cosa ci fate ancora qui? Topi: Noi aspettavamo i vostri ordini, vostra rattità Grande-topo: I vostri ordini sono: andate, spiate e riferite a me Scena III L'azione si svolge all'interno della casa della padrona di Zorba. Il gatto protegge l'uovo mentre la padrona passa l'aspirapolvere Padrona: Zorba, con che cosa stai giocando? Che cos'hai? Avanti, fa' vedere Zorba mette in bocca l'uovo e se ne va in cortile. Sente la voce di Diderot Diderot: Zorba che cosa succede? Che cosa vuoi dirmi? Zorba ha ingoiato l'uovo e non riesce a parlare bene Diderot: Che cosa? In gola? Vuoi mangiare? Diderot crede che Zorba voglia ballare Diderot: Che spasso che sei, Zorba. Non sapevo che fossi così spiritoso! Zorba sputa l'uovo Diderot: Buone notizie! Ho scoperto per quanto tempo bisogna covare l'uovo di gabbiano. Zorba: Quanto tempo? Diderot: Solo venti giorni Zorba: Per tutti i gatti! Cielo è un'eternità!

16 Scena IV Piove. Zorba continua a covare l'uovo, nel frattempo passano i giorni. Ad un certo punto vede Bobulina e lo lascia incustodito. Zorba: Ciao! Bobulina: Che cosa ci fai lì per terra? Zorba: Per terra? Ah mi è sembrato di vedere...ciao come va? Bobulina: Bene e tu? Non ti sei fatto più vedere Zorba: Eh, sai sono un gatto impegnato, ho un sacco di cose da fare. Scusami ma adesso devo proprio andare, mi dispiace. Ci vediamo uno di questi giorni. Bobulina: Zorba è vero quel che si miagola in giro? Stai veramente covando un uovo di gabbiano? Zorba: Uovo? Quale uovo? Ma pensa un po' cosa vanno a inventare i gatti. Sai sono sempre stato in casa perché ho avuto la febbre e un gran brutto raffreddore. Fa finta di starnutire e, sedendosi sull'uovo, questo si rompe. Zorba: Nooo! Bobulina: Che c'è? Zorba: Oh no, cosa ho fatto! Esce fuori la gabbianella Fortunata: Mamma! Bobulina: Che cosa hai detto? Zorba: Niente! Scusami Bobulina ma adesso ho proprio da fare. Non hai idea di quanto ho da fare, sono occupatissimo. Bobulina: Sei sicuro di stare bene? Hai bisogno di qualcosa? Zorba: No, sto benissimo. Bobulina: Ciao! Fortunata: Mamma mamma ho fame! Topo 1: Pare che sia nato il gatto-pollo. Dobbiamo portarlo al Grande-topo. Fortunata: Fame! Zorba: Si, si, va bene. Adesso ti prendo ehm...che cosa ti prendo? Cosa mangi tu? Fortunata: Pappa, pappa! Zorba prende la sua ciotola e la offre a Fortunata. Zorba: Ecco qui la tua pappa. Fortunata apre il becco e aspetta che Zorba gli dia da mangiare. La imbocca. Zorba: Buona eh? Fortunata: Pappa, pappa, voglio la pappa!

17 Zorba: Aspetta, vado a vedere che trovo. Topo 1: ora! Topo 2: E se poi torna il ciccione? Fortunata muove i primi passi ma cade; i topi cercano di attirare la sua attenzione, tendendole una trappola. Topo 2: Micio, micio Per fortuna arriva in tempo Zorba con una mela. Fortunata la vede e dice: Pappa, pappa, mamma, mamma ho fame, voglio la pappa. Nel frattempo una mosca si posa sul naso del gatto e Fortunata la mangia. Fortunata: Buona la pappa! Buona la pappa! Mamma, mamma, ho fame! Zorba cerca altri insetti. Topo 2: Guarda lì il ciccione, si è dato all'aerobica! Fortunata: Ho tanto sonno mammina. Zorba: Senti pulcino, mi dispiace tanto ma io non sono la tua mamma. Fortunata: Ma certo che lo sei! Sei la mamma più buonissima di tutto il mondo. Fortunatasi accoccola a Zorba. Padrona: Zorba dove sei? Zorba nasconde Fortunata sotto un vaso. Fortunata: Mamma dove sono? Padrona: Ah sei qui. Su, fammi compagnia. Voglio cambiare la terra ai vasi, mi serviva un vasetto piccolo per queste violette. Vediamo un po' dove lo avrò messo. Oh eccolo qui! Zorba la distrae, facendo cadere un vaso. Padrona: Zorba! Che dispettoso! Ma che cos'hai oggi? Che cosa fai? adesso mi vuoi rompere anche quelli? Zorba scambia il vaso dove ha nascosto Fortunata con altri due vuoti. Miagola per distrarre la padrona. Padrona: Che cosa c'è Zorba? Stai male? No, adesso ho capito perché. Furbacchione, è l'ora dei tuoi croccantini, vero? Va bene, adesso te li prendo. Zorba: (sussurrando) Stai buona qui, torno subito.

18 I topi assistono alla scena e ridono. La padrona da i croccantini a Zorba. All'improvviso si sente Fortunata gridare: Aiuto! Aiuto! I topi tentano di rapirla ma il gatto corre in suo soccorso. Fortunata: Lo sai che mi volevano mangiare, mammina? Topo 1: Noi mangiare il suo figlioletto? Ma che idee? Topo 2: No, davvero, pensi che siamo vegetariani, signora. Zorba: Signora a chi? Topo 1: Ma no, ho sbagliato. Comunque il suo figlioletto è una,meraviglia. Sa, sono sicura che diventerà un gran bel gatto. Topo 2: Si, un bel gattone. Zorba: Non è un gatto! E' un cucciolo di gabbiano. Topo 1: Esatto! E' quello che dico sempre io. I figli gabbiani sono sempre i migliori. Tutti vorrebbero averne uno. Topo 2: Si, solo figli gabbiani! Topo 1: Buona giornata, signore Topo 2: Anche a te, cocco di mamma. Ciao ciao Fortunata: Ho la mamma più fortissima del mondo Zorba: Andiamo a casa adesso. Devo trovarti un posto più sicuro. Scena V L'azione si svolge all'interno della fogna. Grande-topo: Un gatto che cova un pennuto? Topo 3: Pazzi, vostra meastà! Pura pazzia! Grande-topo: Pazzia scatenata, demenza, bene bene. Se i gatti hanno perso la ragione è una grande notizia per noi. Daremo loro una lezione memorabile! Che fate voi ancora qui? Tornate là e sorvegliate ogni loro mossa. Su, avanti, andate! Scena VI Zorba tiene in bocca un fagotto con all'interno Fortunata. Entra nella vecchia biblioteca e i topi lo osservano. Colonnello: Ma guarda che bel fagottino ha portato Zorba! Congratulazioni figliuolo! Segretario: E' davvero un bellissimo pulcino! Pallino: E' orribile! Fortunata becca il naso di Pallino che scappa dolorante. Tutti ridono. Colonnello: Non trovate una certa somiglianza con Zorba?

19 Diderot: E' vero! Ha gli stessi occhi. Quanto pesa il piccolo? Zorba: Cosa vuoi che ne sappia? Mica sono sua madre? Fortunata: Chi sono questi, mamma? Colonnello: Mamma, hai sentito? Ti ha chiamato mamma! Tutti in coro: Che tenero pulcino! Zorba: Loro sono i miei amici e ti annuncio che resteremo qui finché non sarai più grande Fortunata: Come vuoi tu, mamma Pallino se ne va. Colonnello: Come si chiama? Zorba: Già, non lo so, non ci ho pensato. Diderot: Un nome bisogna darglielo! Prima però dobbiamo scoprire se è un maschietto o una femminuccia. Diderot sfoglia l'enciclopedia. Diderot: Lettera S! Sfortunatamente l'enciclopedia non dice nulla su come si determina il sesso dei gabbiani. Segretario: Guarda sotto Uccelli marini Colonnello: Lo stavo dicendo, Uccelli marini. Ma ci vuole l'esperienza di un lupo di mare, meglio di un gatto di mare. Segretario: Magari anche esperto di cuccioli come Rosa dei venti Colonnello: Lo stavo dicendo, Segretario. Come la Rosa dei venti. Quando smetterai di togliermi i miagolii di bocca?! Scena VII I gatti si dirigono al porto e urlano verso una barca che sta per attraccare. Colonnello: A rapporto, marinaio! Si vede spuntare un altro gatto-pollo Gatto di mare: Corpo di mille acciughe marinate! Amici miei! Lasciatemi attraccare e sono subito da voi! Fortunata: Mamma mamma ho fame! Colonnello: Come si fa in questi casi? Zorba: Mosche! Acchiappate più mosche che potete. Gatto di mare: Per l'anima di tutte le spigole impazzite! La faccenda deve essere grave!

20 Scena VIII Gatto di mare: Allevare un cucciolo di gabbiano...vi siete cacciati in un bel guaio! Ma c'è una soluzione! Riportatelo a casa di Zorba. Lasciate che la sua umana lo trovi e ci penserà lei a crescerlo. Diderot: Mi sembra terribilmente ragionevole Colonnello: E' vero, però mi pare... Segretario: Non lo so, non mi convince. Gatto di mare: Tu che ne dici, Zorba? Zorba: Io penso che... Fortunata: E' bello essere un gatto (mentre sogna) Gatto di mare: Ho capito, va bene. Fatemi dare un'occhiata. Per le ali del pesce volante, è una pulcina! Colonnello: Una femmina? Congratulazioni, giovanotto! Pallino: E' brutto! Ha un cervello da gallina, è orribile, orribilezza efemmina! Gatto di mare: Sissignore, marmocchio! E un giorno la signorina qui presente deporrà tante uova quanti peli hai tu sulla coda birichina. Pallino: Che schifo! Diderot: Bene, allora possiamo metterle un nome Pallino: Orribilina! Segretario: Pallino! Che ne dite di Palla di neve? Colonnello: Che razza di nome è Palla di neve?! E' meglio Mizi, Perbacco siamo proprio dei distratti! Stiamo facendo un grosso errore. Tutti questi nomi da gatto, mentre invece... Fortunata: Ma io sono un gatto! Segretario: Ho trovato! Ho trovato! Ecco...pensavo...Visto che la gabbianella ha avuto la fortuna di cadere sotto la nostra protezione, forse la si potrebbe chiamare Fortunata. Colonnello: Lo stavo per miagolare io! Gatto di mare: Per il fegato dei merluzzi, è un bellissimo nome! Fortunata: Si, si, è un bel nome da gatto! ATTO IV Scena I Canzone Siamo gatti La scena si svolge all'interno della casa del poeta che sta guardando la tv con la figlia. Si sentono i gatti miagolare fuori ad un ristorante per avere un po' di cibo. Nina: Si, Bobulina, ora ti apro. Chef: Gattacci stonati, piantatela con questo fracasso! Nina: Vieni papà, dai, bisogna dare da mangiare ai gatti! Poeta: Mangiare ai gatti? Quali gatti?

21 Nina: Forza, muoviti! Scena II Grande-topo: (rivolgendosi ai suoi sudditi) Allora come reagisce il gatto-pollo? Topo 1: Impara,vostra rattità Grande-topo: Cresce, cresce Topo 1: Oh, si, vostra rattità, si è fatto rotondetto Grande-topo: Eccellente! Segretario-topo: Non sarà ora di dare il via al vostro piano? Grande-topo: Certo!Voglio topi di guardia in ogni angolo delle città!ci mangeremo un bel salsicciotto di pollo! ahahaha Scena III I gatti mangiano il pesce che Nina e il babbo gli hanno dato Nina: Buono eh? Dovevano proprio avere una famona! Colonnello: Eh, dice bene la giovanotta Pallino: Dai Fifì, vieni a mangiare Nina: Guarda, papà. Che uccello è? Un piccione? Poeta: Quando sono così pulcini non saprei, certo fa uno strano verso Nina: Ecco qui, piccolino. Ti piace? (da un pesciolino a Fortunata). Non è carino, papà? Poeta: Sì, e ora andiamo a casa! Nina: Ciao gattini! Scena IV L'azione si svolge all'interno del vecchio museo. Pallino gioca con un gomitolo ma esclude Fortunata. Fortunata: Dai, fai giocare anche me ogni tanto Pallino: No, è mio! Fortunata: No, non è tuo! E' mio, me l'ha regalato Zorba! I due litigano. Colonnello: Che succede qui? Ordine! Pallino: Ha cominciato lei! Fortunata: E' stato lui! Colonnello: Non mi interessa chi è stato a cominciare! E con il gomitolo ci gioca Fifì. Mi stupisce molto il tuo comportamento, figliuolo. Sei più grande di lei. Litigare per

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