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1 DAL GIUSNATURALISMO AL GIUSPERSONALISMO di G. Limone PARTE I VICO E GROZIO Nella sua autobiografia Vico esprime gratitudine a Grozio, il fatto per Fassò risulta curioso in quanto Vico oppositore del Giusnaturalismo prova ammirazione per colui che del giusnaturalismo fu il padre. Tale paradosso è giustificabile in quanto non di rado molti autori sviluppano le proprie teorie a partire dal confronto con altri autori, e nel caso di Vico e Grozio, seppur l orientamento filosofico generale è differente, si rilevano dei tratti comuni. Attraverso una profonda interpretazione delle opere del Vico è possibile cogliere quegli aspetti che si presentano incongruenti con il momento storico in cui sono stati elaborati (storicismo). Questo gioco dei palinsesti (manoscritti pergamenacei in cui il testo originario veniva sostituito con un altro), mostra in maniera evidente che per capire realmente il messaggio di un autore bisogna analizzare profondamente i suoi contenuti e leggere tra le righe quei significati meno appariscenti ma che spesso nascondono realtà incompatibili con il contesto storico vissuto dall autore. Pertanto una corretta analisi deve essere effettuata in base al principio dell opposizione reale con cui si colgono tutti i significati reconditi piuttosto che limitarsi al principio logico di non contraddizione che fornisce una visione limitata e superficiale. Il testo a cui si fa riferimento per analizzare questo insolito rapporto tra Vico e Grozio è il DE IURE AC PACIS del Grozio, in cui questo autore analizza i concetti di guerra e diritto. Infatti per Grozio la guerra si presenta come violazione dei diritti, ma il diritto naturale in quanto universale non può mai venire meno, neanche in caso di guerra, ed esso è l unica autorità a cui ci si può rimettere. Anche per De Santctis la guerra non è incompatibile con il diritto, in quanto seppure mediante i conflitti essa porta all emergere del diritto, inteso come principio universalmente valido. Vico per diritto naturale intende quell insieme di norme, che tenendo a bada gli impulsi bestiali, rendono possibile agli uomini di riunirsi in comunità e alla comunità di sopravvivere; il diritto naturale per Vico è agente in ogni momento della storia umana, egli ha una visione relativistica del diritto naturale, infatti in relazione al concetto di corsi e ricorsi storici con cui intende il ritorno della storia sui suoi passi, egli considera che il diritto o è dettato dalla divinità, o dalla forza disciplinata o dalla ragione, ma non è cosa che muta la sua sostanza fondamentale, per cui può cambiare la sua forma pur restando naturale. Pertanto Vico parla di conatus, quale tendenza delle cose a tornare al loro stato naturale, e fa l esempio della verga che per quanto incurvata oltre il suo stato tenderà sempre a riacquistarlo. In definitiva, Vico e Grozio esprimono un identico concetto di natura inteso come orizzonte comune in cui si svolgono tutte le vicende umane e da cui emerge il diritto naturale, che per Grozio emerge in seguito all evento guerra e per Vico si presenta nello sviluppo della storia umana. Inoltre Vico parla di teoria della PROVVIDENZA, la quale oltre che teoria del senso della storia, è anche teoria del limite dell'uomo e della sua coscienza. Dove per limite dell uomo egli considera la CATASTROFE, quale tendenza a superare e negare i confini della propria natura; ma la Natura quale Provvidenza, di provenienza divina, interviene a suscitare, a correggere e a direzionare le azioni

2 degli uomini. Al contrario la coscienza degli uomini è rappresentata dal PUDORE, quale consapevolezza e rispetto dei limiti della natura umana, dei confini oltre i quali avvengono le catastrofi. DAL CONTRATTO SOCIALE AI DIRITTI E DOVERI Per il Giusnaturalismo, il contratto sociale è un patto tra governanti e governati che implica precisi doveri per ambedue le parti. Su di esso si fonda la società civile, ossia quella forma di vita in comune e ordinata che va a sostituire l instabile e pericoloso stato di natura. Tuttavia, per Grozio e Purfendorf potevano essere oggetto del contratto sociale anche le libertà fondamentali dell uomo, in questo modo essi giustificavano l esistenza delle più svariate limitazioni della libertà, finanche la schiavitù e la servitù della gleba (tipiche dell assolutismo Illuminato della loro epoca). Successivamente, Rousseau precisò che le libertà fondamentali dell uomo erano inalienabili e pertanto, non potevano essere oggetto del contratto sociale. Sulla base di questo pensiero andò sempre più affermandosi l idea dell esistenza di diritti inalienabili dell individuo. Oggi all individuo vengono riconosciuti, quantomeno in tutti i sistemi democratici, diritti fondamentali e inalienabili. Ad essi sono ovviamente sempre connessi i doveri poiché ogni uomo deve rispettare i diritti degli altri così come pretende che vengano rispettati i suoi. In questo senso si parla di DIGNITA DELL UOMO. Essa si presenta in modo quasi paradossale, sia come diritto che come dovere: diritto al rispetto e dovere di rispetto che l uomo ha verso sé stesso e verso gli altri, intesi come singolo e come collettività. PARTE II DAL DIRITTO AI DIRITTI Il termine giusnaturalismo risulta equivoco, in quanto come diritto di natura può far riferimento a forza, istinti sentimento o ragione. Ma il GIUSNATURALISMO MODERNO è inteso come diritto naturale fondato sulla ragione e pertanto definibile anche giusrazionalismo. Allo stesso modo è equivoco il termine GIUSPOTISIVISMO poiché allude al diritto positivo, e pertanto può rappresentare l ordinamento giuridico di uno Stato o il potere di un autorità sovrana. Secondo Kelsen il giupositivismo rappresenta un giusnaturalismo della forza, poiché il diritto positivo serve a organizzare la forza e la violenza. Tuttavia tale diritto di forza oggi è messo in crisi dai fenomeni della globalizzazione e delle organizzazioni sovranazionali che riducono la forza degli stati, ma soprattutto dal RICONOSCIMENTO dei DIRITTI FONDAMENTALI DELL UOMO, che hanno rilevanza statale e sovrastatale, in quanto considerati al di sopra di ogni altro diritto.

3 DIRITTO ALLA SALUTE il diritto alla salute è un esempio di diritto fondamentale dell uomo. Esso riguarda la società nel suo insieme inteso come bene sociale a salvaguardia dell individuo, della comunità, delle generazioni future tutelando la salute come "uno stato di completo benessere fisico, mentale, sociale. Pertanto esso è riconosciuto dall O.N.U. nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), come diritto alla salute e al benessere proprio e della famiglia, con particolare riferimento alla maternità e all infanzia; è riconosciuto dalla Costituzione Italiana come tutela del singolo e della collettività che garantisce cure gratuite agli indigenti. MODELLI TEORICI E PROFILI DI CONTRADDIZIONE Attraverso alcuni modelli teorici è possibile spiegare e superare le contraddizioni che possono emergere dall analisi dei diritti fondamentali. Si pensi ad esempio alle due favole di Alice, scritte da logico e matematico proprio per indicare e superare, con l aiuto del fantastico, quelle contraddizioni del nostro tempo che non riusciamo più a vedere o che diamo per risolte. Si fa riferimento a 7 profili di contraddizione: 1. FRA ETICA ed ECONOMIA la contraddizione in questo caso è stata creata dalle scienze che si occupano di questi due concetti, in base alle quali: l economia tende all utile e l etica alla razionalità universale e al dovere. Tuttavia se si fa riferimento, invece di considerare acriticamente le definizioni scientifiche, si fa riferimento ai rapporti sociali regolati da queste scienze, si può ben notare che non vi è contraddizione poiché entrambe sono parti della vita. Il diritto pertanto ha il compito di regolare i rapporti tra di esse, stemperando le tensioni e completandole a vicenda, in tal modo esso può superare l apparente contrasto tra le due. Tuttavia nella nostra epoca si assiste a due paradossi. Il primo definito dalla globalizzazione che seppure ci spinge a maggiori contatti sociali, non fa altro che accrescere le diseguaglianze tra soggetti con la sua sfrenata competizione. Il secondo (conseguenza del primo) vede l indebolimento dell etica a favore dell economia, in una società in cui l individuo è spinto dal proprio utile perdendo di vista gli altri. WEBER considera il diritto pura razionalità e quindi in alcun modo soggetto all etica che rischierebbe di indebolirlo e deformalizzarlo. Per cui etica e diritto dovrebbero essere nettamente separati. HABERMAS considera il diritto fondato su argomentazioni razionali e pertanto soggetto all etica, (critica l impostazione di Weber). Egli ritiene che il diritto moderno abbia trasformato i valori etici in procedura giuridica, e che essi possano essere oggetto di dibattito pubblico quale controllo sulle istituzioni rappresentative, ormai incapaci di auto controllarsi. Tuttavia l etica ridotta a procedura perde la sua autorità e non è più in grado di imporre il rispetto dei diritti fondamentali.

4 2. FINE DI UN INCANTO LOGICO: IL MONDO DEL GIURISTA KELSEN ha teorizzato l idea di Stato come immagine dell unità dell ordinamento giuridico (definita incanto del giurista ), e pertanto egli ritiene che all interno dello stesso ordinamento non possano esistere due norme contraddittorie. Questa idea dell unità dello Stato è venuta meno col diffondersi di unità sovranazionali, provocando spesso contrasti con i singoli ordinamenti nazionali (conflitti fra Carte Costituzionali, fra diritti e/o loro interpretazioni e applicazioni). Questi contrasti non rappresentano una contraddizione logica, che riguarda enti logici e fa cadere uno dei due termini; ma si tratta di una OPPOSIZIONE REALE, che consente ad entrambe i termini di esistere contemporaneamente. Tale conflitto negli ordinamenti sovranazionali sarà risolto da un autorità reale che assumerà le necessarie decisioni. 3. FRA PRINCIPI E REGOLE per DWORKIN, a differenza di Hart, il giurista quando applica il diritto, non si limita all applicazione di regole ma anche di principi. Con la differenza che le mentre le regole hanno contenuto esclusivamente giuridico, i principi, oltre al contenuto giuridico, presentano dei valori morali che il giurista deve bilanciare con gli eventuali valori morali contrapposti. 4. FRA DIRITTI E INTERESSE GENERALE per DWORKIN un eventuale contrasto tra interesse generale e diritti fondamentali debba essere risolto a favore dei secondi. Infatti, un diritto fondamentale può essere limitato solo da un altro diritto fondamentale concorrente. Mentre l interesse generale, tutelando il bene comune, deve necessariamente tutelare i diritti fondamentali; petanto il diritto del singolo diventa bene comune. 5. FRA RAGIONE E DEMOCRAZIA per HABERMAS le democrazie moderne sono diventate irrazionali, in quanto i politici che promulgano le leggi sono sempre più interessati a tutelare il proprio bene che quello comune. Questo contrasto tra ragione e democrazia, Habermas lo risolve attraverso il dibattito pubblico quale strumento di controllo del potere politico. Tuttavia riducendo la democrazia a sola procedura, egli non coglie l importanza dei diritti fondamentali dell uomo quali principi razionali della democrazia, quali unici strumenti che limitano gli abusi dei politici. 6. FRA DIRITTI DICHIARATI E DIRITTI INTERPRETATI l Unione Europea riconosce validi i diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione di Roma del 1950 ed emergenti dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri. Tuttavia il richiamo alle tradizioni comuni è troppo generico e non basta a garantire una comune interpretazione dei diritti fondamentali. 7. FRA DIRITTI FONDATI E DIRITTI FONDANTI i diritti fondamentali sono anche fondanti, in quanto costituiscono la base del sistema. Per questo i diritti fondamentali sono al di sopra di ogni diritto, compreso quelli legati alla libertà di sviluppo economico e di mercato (libertà di mercato). Pertanto il sistema democratico liberale è legittimato dai diritti fondamentali, che pertanto sono considerati supremi, e in base ai quali ci si può tutelare dalle degenerazioni.

5 In questa prospettiva, l idea del diritto fondamentale mostra uno spessore filosofico forte, da esaminare sotto molti punti di vista: a. È la centralità del singolo rispetto all ordinamento democratico b. Rappresenta la garanzia contro ogni arbitrio dello Stato c. Tutela ogni individuo inteso come persona diversa da tutte le altre ma, allo stesso tempo, garantisce il fondamentale diritto di uguaglianza di tutti di fronte alla legge d. I sistemi giuridici basati sul rispetto dei diritti fondamentali non subiscono degenerazioni e falsificazioni e. I diritti fondamentali, in quanto riconosciuti a tutti gli individui, fanno anche parte del concetto di interesse generale, del bene comune. 2 contraddizioni: RIVOLUZIONE FRANCESE Se si considera la Dichiarazione dei diritti fondamentali dell uomo e del cittadino del 1789, stilata durante la rivoluzione francese, in cui tutti gli uomini sono dichiarati liberi e uguali; si può cogliere un evidente contraddizione in quanto alcuni uomini erano più liberi di altri. Infatti solo ai più ricchi veniva consentito di eleggere ed essere eletti direttamente dai propri rappresentanti, pagando salate imposte. È evidente che tra la teoria e la sua applicazione ci possono essere delle differenze. CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL UNIONE EUROPEA l articolo 51 consente quelle limitazioni ai diritti fondamentali che siano necessarie a tutelare meglio l interesse generale. Si tratta di un gravissimo errore giuridico, in quanto i diritti fondamentali tutelando i cittadini vegliano anche sull interesse generale e quindi non possono configgere con esso. Seppure si ammettesse tale conflitto essi prevalrebbero sempre poichè garantendo il rispetto della dignità umana essi sono alla base della democrazia. DAL GIUSNATURALISMO AL GIUSPERSONALISMO I diritti fondamentali si possono definire come quei diritti capaci di prevalere anche sulle leggi, in quanto fondati su di un importante substrato etico: il RISPETTO DELLA DIGNITA DI OGNI ESSERE UMANO. Per diffondere nel mondo la cultura dei diritti fondamentali, infatti, è necessario ripensare la società ed il diritto alla luce del valore della PERSONA e non solo sulla ragione. In altri termini, sono maturi itempi per par passare dal giusnaturalismo al GIUSPERSONALISMO. Per realizzare questo passaggio è necessario, prima di tutto, delineare un concetto di uomo inteso come individuo distinto e diverso da ogni altro, per poi passare alla sua idea universale. La persona infatti è sia il singolo individuo che la sua idea; contiene e sintetizza i concetti di individuale e universale; è sia l uomo concreto che l idea universale di uomo in esso contenuta. IL celebre giudizio riflettente che KANT utilizza nella formulazione dell imperativo categorico (agisci in modo da trattare l umanità che è in te e negli altri come un fine e mai come un semplice mezzo) può essere utile a delineare questa idea di persona. Esso consente di rintracciare nell umanità che è in ogni uomo e che

6 ogni uomo avverte concretamente, un idea universale di umanità che coincide con quella dignità dell uomo che è alla base etica dei diritti fondamentali ed è degna di rispetto universale. Passare dal giusnaturalismo al giuspersonalismo, quindi, significa porre la persona concreta, il singolo individuo con i suoi diritti fondamentali, la sua dignità, al centro dei moderni sistemi democratici. (liberazione delle risorse della persona). Tuttavia alla liberazione delle risorse della persona consegue la necessità di individuare dei limiti da imporre all azione di ogni potere e di ogni uomo a tutela della stessa persona e dei suoi diritti fondamentali. PARTE III IL PARADOSSO DEL SACRO Nell ambito della discussione sulla persona è necessario partire dalla filosofia personalistica di ROSMINI,con la quale spiega le caratteristiche della persona. Egli pone al centro del suo pensiero il concetto di essere ideale inteso come consapevolezza di esistere innata in ogni uomo, essa è idea universale e oggettiva e pertanto promana da Dio, è quindi qualcosa di divino presente nell uomo; quindi non può derivare dai sensi, in quanto essendo essi soggettivi sono limitati. In questo senso i diritti della persona sono da considerarsi inalienabili in quanto appartenenti quell essere ideale inteso come razionalità innata, trascendente e presente in ogni uomo. SENSO DEL SACRO Per capire il senso del sacro bisogna tenere conto della soglia che separa la libertà dell uomo dalla sacralità di Dio. Infatti l uomo può fare esperienza della sacralità divina ma non può modificarla. Questo confine segna il limite della libertà e del potere umano e impone il rispetto del sacro. Questo concetto nasce da quello che può sembrare un paradosso, ovvero che la libertà nasce dalla rivolta del sacro e il sacro nasce dalla rivoltà della libertà, paradosso spiegabile con due miti: M. PROMETEO Prometeo dopo aver rubato il fuoco agli dei e datolo agli uomini, viene imprigionato da Zeus. Egli ha rivelato agli uomini il segreto degli dei e pertanto li plasma a loro immagine. il mito spiega la volontà dell uomo di ribellarsi a Dio perché vuole essere come lui, appropriarsi della libertà di scelta tra bene e male, della conoscenza, della libertà. Tuttavia egli ribellandosi a dio cade nel peccato, perde i suoi privilegi, si allontana da Dio e conosce la sofferenza. M. GOLEM mito ebraico secondo cui due uomini attraverso i principi cabalistici creano un altro uomo sulla cui fronte scrivono Dio è verità. Il golem, appena creato, con un coltello corregge la scritta in Dio è morto il mito spiega la scienza moderna che vuole emulare Dio costringendoci

7 ad abbandonare l idea di sacralità divina. In questo modo non muore solo Dio ma l uomo stesso, privato del senso del sacro a favore di un malinteso concetto di libertà. Nell epoca storica attuale, dominata dalla scienza, il senso del sacro sembra essere scomparso. In realtà esso si nasconde nei limiti della tecno scienza umana. Infatti con il progredire della scienza si assiste ad un processo inaspettato ovvero diminuisce la prevedibilità dei suoi effetti, più aumenta la potenza dell uomo più diminuisce la sua sicurezza. (bomba atomica, nucleare, esperimenti genetici, ecc.). la scienza che credeva di rinnegare il sacro, induce invece a riscoprirlo nel comune senso dei propri limiti, della propria impotenza, che lega tutti gli uomini. Il sacro in questo senso ci conduce alla nostra fragilità, la fragilità della condizione umana, che nulla può di fronte ad una Natura, quella sacra, più grande di lui. Il sacro viene interpretato dagli uomini dagli uomini come comune stato emozionale (paura, meraviglia, pietà) di fronte alla consapevolezza della propria fragilità, tuttavia esso ci rende consapevoli della nostra libertà e dei suoi limiti. ASSI DEL SACRO: la PERSONA Il concetto di sacro si fonda su tre elementi costitutivi della persona, definiti luoghi : 1. UNICITA la persona è unica poiché radicalmente distinta da ogni altra. L uomo in quanto persona è originale e irripetibile. GIOBBE Giobbe uomo giusto ed innocente,viene inspiegabilmente colpito da indicibili sventure (provocazione di satana a Dio, che agisce col permesso di quest ultimo). Giobbe perde progressivamente richezza, famiglia, posizione sociale, salute. Egli pertanto ridotto alla disperazione si rivolge al suo Dio, chiedendo il perché di questa punizione. Si intravede in Giobbe l unicità della persona col suo bagaglio di esperienze e di dolore che lo rendono diverso da tutti. Di fronte alla disperazione di ciò che sa capire l uomo si rivolge a Dio, unica ancora della sua salvezza, di fronte al sacro egli comprende la sua fragilità. 2. LEGAME riscoperta dell altro come bisogno di solidarietà e condivisione. PICCOLO PRINCIPE una favola moderna che ci fa cogliere la necessità del legame fra le persone. Il piccolo principe, giunto sulla terra, viene colto da una profonda delusione nel vedere che le rose somigliano al fiore che aveva con sé e che considerava unico. Intanto compare una volpe e il piccolo principe le chiede di giocare. La risposta della volpe è che non essendo addomesticata ella non può giocare, e solo quando le cose sono addomesticate nel senso che le si considera importanti allora ci si prende cura di loro. Pertanto anche la rosa, seppure uguale a tante altre, diventa unica agli occhi del principe. L esperienza della vita che ci fa cogliere la nostra unicità ed i nostri limiti, ci

8 fa cogliere anche l importanza delle relazioni con gli altri uomini, a cui ci lega la medesima condizione. 3. PROFONDITA la profondità della persona è data dalle sue possibilità, dai sui talenti, indipendentemente dal fatto che abbia scelto o meno di svilupparli durante la vita. La profondità dell uomo quindi si può cogliere considerando l uomo nei suoi molteplici aspetti e nelle sue mille sfaccettature, non solo in base agli eventi cronologici della sua storia, ma come egli l ha vissuta, il significato che le ha dato. CONSIDERAZIONI FINALI Dai tre elementi costitutivi della persona (unicità, legame e profondità) nascono i diritti fondamentali, cioè essere rispettati, relazionarsi agli altri e non essere oggetto di pregiudizi. I diritti fondamentali sono sacri perché tutelano la persona e la sua dignità, rappresentano il vero senso del sacro e del bene comune. Il sacro quindi dev essere considerato come dignità della persona e, in quanto bene comune, rappresenta la base teorica del giuspersonalismo. La società moderna attraverso la ragione ha tentato di liberarsi di questa idea del sacro. Tuttavia in tal modo ha giustificato numerose manifestazioni o fedi, fondate appunto sulla razionalità, che sono state il fondamento del giusrazionalismo. Oggi si sente l esigenza di ripristinare la dignità della persona, che nella nostra epoca è stata persa di vista, e in tale ottica il sacro deve riassumere il suo ruolo di dignità.

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