IL RUOLO DELL ASL DI VARESE NELLA COSTRUZIONE DELLA RETE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL RUOLO DELL ASL DI VARESE NELLA COSTRUZIONE DELLA RETE"

Transcript

1 In collaborazione con: CENTRO SPORTIVO ITALIANO TAVOLA ROTONDA: PROMOZIONE DI STILI DI VITA SANI E POSITIVI: L IMPORTANZA DI LAVORARE IN RETE IL RUOLO DELL ASL DI VARESE NELLA COSTRUZIONE DELLA RETE 28 GENNAIO 2011 AULA MAGNA UNIVERSITA DELL INSUBRIA VIA RAVASI, 2 VARESE Dr.ssa Franca Sambo Dipartimento di Prevenzione Medico Direzione Sanitaria ASL Varese

2

3 I DOCUMENTI DELLA SALUTE

4 CARTA DI OTTAWA: 1^ CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA PROMOZIONE DELLA SALUTE 1986 La promozione della salute è il processo che mette in grado le persone di aumentare il proprio controllo sulla propria salute e di migliorarla. Gli obiettivi della Promozione della salute sono: 1. rafforzare le capacità e le competenze degli individui 2. modificare le condizioni sociali, ambientali e economiche in modo tale da mitigare l impatto che esse hanno sulla salute del singolo e della collettività.

5 UN NUOVO CONCETTO DI SALUTE DALLA. dimensione della responsabilità individuale AL Diritto dovere dell intera comunità Necessità di interventi organici, coerenti e sinergici

6 LA SALUTE COME FATTO GLOBALE DA Uno stato di assenza di patologie A Uno stato di ben essere che investe tutti gli aspetti della persona PROMOZIONE DELLA SALUTE = PROMOZIONE DEL BENESSERE

7 Di quale promozione della salute parliamo Prevenzione Pre-venire Modello biomedico causa-effetto Fattori di rischio Soggetti a rischio Promozione Pro-muovere Modello ecologico Fattori di protezione Comunità Sviluppo Empowerment Investimenti

8 Modello dello European Health Promotion Indicators Development sullo sviluppo di salute Davies et al. (2006) PROMOZIONE DELLA SALUTE RISORSE AMBIENTE SOCIO ECOLOGICO Opportunità di salute FATTORI DI RISCHIO PROTEZIONE DELLA SALUTE SALUTE POSITIVA MENTALE INDIVIDUI INDIVIDUITIA CAPACITA DI SALUTE SALUTE FISICA SOCIALE MALATTIA PREVENZIONE CURA SALUTOGENESI PROSPETTIVE ANALITICHE SULLO SVILUPPO DI SALUTE PATOGENESI

9 EDUCARE ALLA SALUTE NON E programmare interventi episodici a carattere informativo che tendano a riprodurre la lezione frontale con delega ad esperti impostare una progettazione che nasca da emergenze educative Prevedere azioni che non coinvolgano lo studente come responsabile del proprio apprendimento

10 NUOVI ORIENTAMENTI 1. I percorsi dovrebbero essere condotti in classe dagli insegnanti e incorporati nel curricolo scolastico 2. I percorsi dovrebbero collocarsi in modo trasversale a più discipline 3. I percorsi dovrebbero prevedere uno sviluppo a spirale 4. I percorsi dovrebbero prevedere il coinvolgimento di diverse classi

11 NUOVE SINERGIE attivare sul territorio nuove partnership e potenziare il rapporto con le strutture socio-sanitarie a livello territoriale per un efficace patto

12 NUOVE STRATEGIE Creazione di dinamiche di gruppo Aggancio al contesto famigliare e dei pari Modelli didattici attivi e partecipativi Coinvolgimento attivo dei genitori Azioni organizzative destinate a coinvolgere la scuola nel suo complesso

13 SVILUPPARE LE CAPACITÀ PERSONALI La promozione della salute supporta lo sviluppo delle capacità personali aumentando le possibilità a disposizione delle persone di esercitare più controllo sulla propria salute, il proprio ambiente, e fare scelte che conducano alla salute. E essenziale rendere le persone capaci di apprendere lungo tutta la loro vita, di interagire positivamente con la cronicità ed i pericoli. Questo deve essere facilitato nella scuola, nel lavoro, nella comunità.

14 La Promozione di corretti stili di vita: Il Piano integrato locale degli interventi di promozione della salute della ASL di Varese - Annualità

15 COSA SONO I PIANI INTEGRATI LOCALI DEGLI INTERVENTI DI PROMOZIONE DELLA SALUTE? I piani integrati locali di promozione della salute (PIL) rappresentano lo strumento di programmazione degli interventi finalizzati alla promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute, che le Aziende Sanitarie Locali della Lombardia predispongono annualmente, in un ottica di integrazione istituzionale, gestionale ed operativo - funzionale interna, nell ambito della più generale attività di programmazione aziendale, al fine di consentire un effettivo e misurabile guadagno di salute nella popolazione. In coerenza con i dati di contesto del proprio territorio di riferimento, il PIL definisce ed esplicita in maniera trasparente: obiettivi di salute e benessere scala di priorità degli interventi metodi e strumenti utilizzati risultati attesi/raggiunti

16 Parole chiave del PIL Intersettorialità (corresponsabilità di settori non sanitari Multidisciplinarietà (coinvolgimento di operatori e professionisti di tutti i settori sanitari e socio sanitari, ricercatori, mondo scientifico Definizione degli obiettivi di salute Orientati a cambiamenti sostenibili

17 PIL dell ASL di Varese Sommario 1. Abstract 2. Introduzione 3. Analisi di contesto 4. Coordinamento e gestione integrata tra progetti 5. Modalità di coordinamento e gestione integrata dei progetti fra servizi, dipartimenti e soggetti esterni 6. Sintesi di priorità 7. La comunicazione della salute e il Marketing sociale 8. Progetti, Obiettivi, Metodologie utilizzate 9. Piano di valutazione

18 La descrizione delle caratteristiche del contesto locale e dei comportamenti di salute si sviluppa tenendo conto dei dati che descrivono i seguenti aspetti: Patrimonio socio-demografico, economico e sociale Percezione dei bisogni e delle risorse e disponibilità da parte della popolazione e della comunità locale rispetto a benessere, qualità della vita e salute Comportamenti correlati ai problemi di salute Scelte di salute e stili di vita: alimentazione, attività fisica, fumo, alcol, sessualità, resilienza e salute mentale Comportamenti a rischio: nuove dipendenze, alcol e guida, nuove droghe, fumo, alcol Politiche locali favorevoli alla salute: giovani, famiglia, malati, anziani, stranieri, traffico, verde, urbanistica Ambienti favorevoli alla salute dal punto di vista strutturale: es. piste ciclabili e percorsi pedonali, palestre, parchi, spazi per il tempo libero relazionale: es. associazioni, volontariato, gruppi solidali informali di accessibilità: es. servizi, progetti, iniziative

19 Lo stato della salute della popolazione dell ASL della Provincia di Varese Età Abitanti Percentuale < > Totale % di cui: Maschi Femmine La natalità supera la mortalità, con inversione dal 2004 della tendenza descritta negli ultimi anni. L invecchiamento aumenta ogni anno; i Distretti con l indice di invecchiamento più elevato sono quelli di Varese, Sesto Calende, Busto Arsizio e Cittiglio (Dati Osservatorio Epidemiologico). Sono i nuovi nati al 1 gennaio 2009, di cui 4364 maschi e 3863 femmine (dati ISTAT al ); i residenti minorenni (0-17 anni) sono protagonisti di una costante crescita numerica, in particolare risulta significativa la crescita delle classi di età più basse (0-2 anni e 3-5 anni). Quasi un minorenne su 10 (il 9,7%) è di nazionalità straniera.

20 ASL DELLA PROVINCIA DI VARESE: MORTALITÀ NEL DISTRIBUZIONE PROPORZIONALE PER PRINCIPALI GRUPPI DI CAUSE Dati forniti da:dipartimento P.A.C. Servizio Osservatorio Epidemiologico e Sistemi Informativi

21 DISTRIBUZIONE DEI DECESSI PER FASCIA D'ETÀ PER LE PRINCIPALI CAUSE NEI MASCHI. ANNO 2007 Dati forniti da:dipartimento P.A.C. Servizio Osservatorio Epidemiologico e Sistemi Informativi

22 DISTRIBUZIONE DEI DECESSI PER FASCIA D'ETÀ PER LE PRINCIPALI CAUSE NELLE FEMMINE. ANNO 2007 Dati forniti da:dipartimento P.A.C. Servizio Osservatorio Epidemiologico e Sistemi Informativi

23 MORTALITÀ PER INCIDENTI STRADALI (1) Dati forniti da:dipartimento P.A.C. Servizio Osservatorio Epidemiologico e Sistemi Informativi

24 MORTALITÀ PER INCIDENTI STRADALI (2) Dati forniti da:dipartimento P.A.C. Servizio Osservatorio Epidemiologico e Sistemi Informativi

25 Risultati Studio PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) Studio sui determinanti di salute Il campionamento si basa su un estrazione casuale stratificata per sesso e classi di età. La popolazione eleggibile è quindi suddivisa in sei strati: uomini e donne nelle fasce d età 18-34, e 50-69

26 Studio sui determinanti di salute: Percezione dello stato di salute Attività fisica L abitudine al fumo Situazione nutrizionale Abitudini alimentari: il consumo di frutta e verdura Consumo di alcool Sicurezza stradale Rischio cardiovascolare: Ipertensione arteriosa Rischio cardiovascolare: Colesterolemia Carta e punteggio individuale del rischio cardiovascolare Infortuni domestici Diagnosi precoce delle neoplasie della mammella Diagnosi precoce delle neoplasie del colon retto

27 Attività fisica Il 25.0% delle persone intervistate riferisce di effettuare un lavoro pesante o aderisce alle raccomandazioni sull attività fisica e può quindi essere definito attivo; il 50.0% non effettua un lavoro pesante e pratica attività fisica in quantità inferiore a quanto raccomandato (parzialmente attivo) e il 25.0% è completamente sedentario. I sedentari sono le persone della fascia d età 35 49, le donne e le persone con basso livello di istruzione. Solo il 34.4% delle persone intervistate riferisce che un medico o un altro operatore sanitario ha chiesto loro se svolgono attività fisica e ha consigliato di farla regolarmente nel 29.7% dei casi. E interessante notare come solo il 20% delle persone sedentarie percepisca il proprio livello di attività fisica come sufficiente. Attivo: lavoro pesante oppure adesione alle linee giuda (30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana oppure attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni) Parzialmente attivo: non fa lavoro pesante, ma fa qualche attività fisica nel tempo libero, senza però raggiungere i livelli raccomandati Sedentario: non fa un lavoro pesante e non fa nessuna attività fisica nel tempo libero)

28 Situazione nutrizionale Le caratteristiche ponderali degli individui sono definite in relazione al loro valore di indice di massa corporea (in inglese Body Mass Index - BMI), calcolato dividendo il peso in kg per la statura in metri elevata al quadrato, e rappresentate in quattro categorie: sottopeso (BMI < 18.5), normopeso (BMI ), sovrappeso (BMI ), obeso (BMI 30). Il 4.4% delle persone intervistate risulta sottopeso, il 58.7% normopeso, il 28.9% sovrappeso e l 8.0% obeso. L eccesso ponderale cresce in modo rilevante con l età ed è maggiore negli uomini rispetto alle donne (43.8% vs 30.1%) e nelle persone con basso livello di istruzione.

29 Prevenzione delle Dipendenze: Mappatura territoriale dell utenza in trattamento Tra tutti gli utenti sono stati inclusi nell analisi i soggetti utilizzatori di sostanze illegali di età compresa tra i 15 e i 64 anni, in linea con gli standard europei; i diversi utilizzatori sono stati inoltre raggruppati in tre diverse tipologie in base alla sostanza d abuso primaria: utilizzatori di oppiacei (eroina, morfina ed altri oppiacei), utilizzatori di stimolanti (cocaina, crack, amfetamine, ecstasy ed altri stimolanti) e utilizzatori di cannabinoidi. Per quanto riguarda gli alcoldipendenti sono stati considerati i soggetti con età compresa tra i 15 e i 74 anni.

30 Consumatori di oppiacei Nel grafico seguente sono riportate le mappature relative rispettivamente alle prevalenze osservate (a) e stimate (b) relative ai soggetti utilizzatori di oppiacei residenti e transitati nei servizi della provincia di Varese nell anno In 41 dei 141 comuni considerati, sparsi prevalentemente nella parte centrosettentrionale del territorio, si osserva una prevalenza stimata significativamente (17 comuni) o tendenzialmente (24 comuni) superiore al valore medio provinciale (a) (b)

31 Prevenzione Dipendenze Rispetto agli utilizzatori di cannabis, nonostante si osservino alcuni comuni con valore di prevalenza maggiore del valore di riferimento (in maniera significativa o tendenziale) sparsi nella parte centrosettentrionale della Provincia, la maggior parte di questi comuni si concentra invece nel territorio che fa riferimento al SerT di Arcisate. Per quanto riguarda l utenza alcoldipendente si osserva invece una concentrazione maggiore di questi soggetti in alcuni comuni sparsi lungo la fascia nord occidentale e nord orientale del territorio mentre in tutta la parte centrale e meridionale della Provincia il fenomeno risulta invece meno consistente rispetto all andamento medio. Le mappe sembrano evidenziare un fenomeno maggiormente sviluppato nelle zone di confine, con particolare riferimento al confine Svizzero e alle sponde del Lago Maggiore.

32 PRIORITA La sintesi di tutti questi dati indica come le patologie cronicodegenerative e le patologie di rilevanza sociale (abuso di sostanze, alcool, incidentalità stradale e domestica) rappresentino un rilevante problema di sanità pubblica e appaiono costituire una vera, grande priorità di intervento per la popolazione della nostra provincia. La causalità di queste patologie è complessa. Inoltre è ben riconosciuta in letteratura l associazione fra fattori di rischio definiti e la maggior probabilità di instaurarsi delle patologie stesse. Stili di vita inadeguati, quali tabagismo, sedentarietà, alimentazione scorretta, nonché aspetti ambientali e comportamentali legati all insorgenza di incidenti domestici e stradali sono responsabili di una ampia quota di queste patologie, ed essi appaiono molto diffusi nella popolazione della provincia,come del resto il fenomeno delle dipendenze

33 Gli interventi pianificati sono improntati a criteri di appropriatezza professionale quali: l esistenza di prove di efficacia o in loro assenza il riferimento a buone pratiche - Essendo la promozione della salute un ambito nel quale si può rispondere ai bisogni di salute con azioni a livello individuale, interpersonale, comunitario, ambientale e politico, essa trae informazioni da diversi tipi di prove che derivano da una serie di discipline (Tang et al., 2003). Esse comprendono studi epidemiologici sui determinanti di salute, valutazioni di programmi di promozione della salute, studi etnografici relativi all influenza sociale e culturale sui bisogni di salute, ricerche di tipo sociologico sui modelli e sulle cause delle disuguaglianze, scienze politiche e studi storici relativi al processo decisionale delle politiche pubbliche e ricerche economiche di costo - efficacia degli interventi. Tra le tante applicazioni delle prove alla progettazione in promozione della salute c è l identificazione dei risultati finali di salute e degli impatti intermedi, che potrebbero essere presi in considerazione per raggiungere gli obiettivi delle azioni di promozione della salute (Nutbeam 1998)

34 la sostenibilità: Il raggiungimento di cambiamenti nei fattori e nelle condizioni di rischio, che porterà ad un guadagno di salute per le popolazioni, richiede l implementazione di azioni di promozione della salute negli anni e nei decenni. Pertanto è necessario porre attenzione nella progettazione di azioni che abbiano le potenzialità per una diffusione ed un istituzionalizzazione continua, dopo essere state valutate e ritenute efficaci. Una politica di promozione della salute, che sia trasversale a una serie di settori della società, e la modificazione dell ambiente fisico nel quale si vive, hanno un valore particolare grazie alla loro potenziale sostenibilità l appropriatezza organizzativa, l integrazione e l intersettorialità: L'azione intersettoriale a favore della salute viene considerata fondamentale per poter assicurare maggior equità nella salute, soprattutto quando la possibilità di progredire dipende da decisioni e azioni prese in altri settori quali l'agricoltura, l'istruzione e la finanza, ad esempio. Uno degli obiettivi principali dell'azione intersettoriale consiste nel suscitare una maggiore consapevolezza delle conseguenze che le decisioni politiche e le prassi organizzative adottate in settori diversi hanno sulla salute e, da qui, intraprendere il cammino verso una sana politica pubblica e una operatività altrettanto sana

35 LA VALUTAZIONE La valutazione è parte integrante e costante della progettazione e si lega inseparabilmente agli obiettivi generati dalle precedenti fasi del processo: obiettivi di salute (sanitari) e di benessere sociale, obiettivi di cambiamento comportamentale e di creazione/ sostegno di ambienti favorevoli alla salute obiettivi di cambiamento dei determinanti predisponenti, abilitanti e rinforzanti (cioè dei determinanti prossimali e distali). La valutazione prevede un processo di monitoraggio della realizzazione del programma. La descrizione dei benefici e dell impatto sul benessere e sulla salute del programma integrato degli interventi secondo l area a matrice territoriale prevede: la valutazione di processo (progressi, eventuali criticità e azioni di riorientamento/miglioramento in corso d opera) la valutazione di impatto (cambiamenti individuali, organizzativi, sociali ) la valutazione di outcome (salute e benessere)

36 PROGETTI, OBIETTIVI E METODOLOGIE UTILIZZATE 1. Prevenzione obesità infantile nella prima infanzia (counceling motorio nutrizionale) in applicazione del Piano Obesità aziendale 2. Prevenzione obesità infantile durante il percorso nascita con i consultori familiari 3. Promozione sani stili di vita nella scuola 4. Progettare con qualità, valutare l efficacia: progettare la prevenzione in classe 5. Alcol e guida sulle strade della prevenzione 6. spazio adolescenti. 7. Informagiovani, in collaborazione con Provincia di Varese, settore politiche sociali informa giovani magazine 8. Bacheche informagiovani 9. Promozione sani stili di vita over 50 a. 10. Corso di formazione per medici di Continuità Assistenziale 11. Avviamento alla pratica motoria di soggetti portatori di disabilità 12. Attività motoria nei luoghi di lavoro (ASL) 13. Prevenzione infortuni domestici 14. Promozione salute per ultra 65enni frequentanti Centri per Anziani 15. Promozione della salute negli ambienti di vita aperti 16. PASSI 17. Studenti e Salute: la ricerca HBSC in Lombardia 18. Implementazione di una rete per la gestione integrata degli interventi di promozione della salute sul territorio

37 PROGETTO N. 3 PROMOZIONE SANI STILI DI VITA NELLA SCUOLA IN COLLABORAZIONE PROVINCIA-USP-ASL Modifica dello stile di vita attraverso: una sana alimentazione l incremento della pratica di attività fisica la lotta al tabagismo Al fine di: diminuire l incidenza di patologie cronico-degenerative aumentare il benessere psico-fisico migliorare l integrazione sociale dei soggetti coinvolti conoscere la realtà agroalimentare del proprio territori Supportare la capacità dei cittadini a scegliere stili di vita positivi per la salute a partire dalla scuola

38 Per realizzare questo impegno la Scuola che aderisce: A) inserisce nel POF il progetto B) favorisce la formazione dei propri docenti sui temi del progetto C) coinvolge i propri studenti in esperienze finalizzate all acquisizione di stili di vita salutari D) coinvolge i genitori nelle iniziative e nel monitoraggio dei risultati E) favorisce la realizzazione e l efficacia del progetto (collabora a monitoraggio e verifica,definisce un apposito gruppo di lavoro interno)

39 La Scuola che aderisce al progetto si impegna a diventare Scuola che promuove la Salute. Questo impegno si traduce nel proporre modelli, esperienze ed interventi finalizzati a promuovere stili di vita salutari, basati in particolare su una corretta alimentazione e sulla valorizzazione dell attività fisica come abitudine di vita in contrasto al tabagismo, con un approccio integrato, multidisciplinare e intersettoriale svolto all interno del curricolo scolastico esistente secondo uno sviluppo a spirale con coinvolgimento attivo dei genitori e dello staff scolastico.

40 ED. ALLA CITTADINANZA Osa: Concetto di salute. Il servizio sanitario nazionale. Attività svolta: Acquisire il concetto di salute Cogliere la relazione salute/povertà/ricchezza Conoscere il servizio sanitario nazionale SCIENZE Osa: La tipologia degli alimenti e relative funzioni nutrizionali. Gli errori alimentari e i problemi connessi con gli squilibri alimentari. Attività svolta: Descrivere la propria alimentazione. Individuare la dieta più adeguata al proprio corpo e alle proprie esigenze fisiche. ARTE E IMMAGINE Osa Il rapporto immagine comunicazione: Funzioni e caratteri dell immagine espressiva, emozionale, enfatica ed estetica. Attività svolta: Comunicazione verbale e non verbale: l arte della persuasione, i meccanismi della retorica, metafora e similitudine. La pubblicità. ITALIANO Osa: Cibo e salute. Cibo e dieta. Attività svolta: Riflettere sulle proprie abitudini. alimentari e sul proprio rapporto con il cibo. UNITA DI APPRENDIMENTO INTERDISCIPLINARE CLASSI SECONDE SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO GEOGRAFIA Osa: Alimentazione e qualità della vita nei paesi europei. Attività svolta: Confrontare le abitudini alimentari e la qualità della vita nei paesi europei. Riconoscere i diversi indicatori di sviluppo umano e sociale(isu, reddito ). Leggere e realizzare grafici. ALIMENTAZIONE E SALUTE OBIETTIVO FORMATIVO STORIA Osa: Scambi di civiltà: prodotti e abitudini alimentari. Attività svolta: Conoscere le diverse abitudini alimentari conseguenti alle scoperte geografiche. Al termine dell Unità interdisciplinare l alunno conosce e distingue le abitudini alimentari di alcuni paesi e riflette sul proprio rapporto con il cibo. E consapevole dell apporto calorico e dei principi nutritivi legati al consumo degli alimenti e delle conseguenze che l alimentazione determina sulla salute. INGLESE Osa: Saper ordinare cibi e bevande; saper leggere un menù; parlare dei propri gusti alimentari. Attività svolta: Traditional British Food; The right diet. SPAGNOLO Osa: Essere in grado di chiedere cibi e bevande in bar e ristoranti. Saper leggere un menù. Parlare dei propri gusti alimentari. Attività svolta: Alcuni piatti tipici spagnoli e latinoamericani. La dieta mediterranea; La piramide alimenticia ED. TECNICA Osa Distinguere gli alimenti in base ad origine e densità calorica. Paragonare abitudini alimentari personal con un regime equilibrato. Essere consapevole del problema alimentare nel mondo. Considerare le conseguenze di alimentazioni non corrette. Saper consultare le etichette dei cibi e le informazioni nutrizionali. Attività svolta: Analisi di funzione alimentari e principi alimentari. Valutazione del fabbisogno energetico. Valutazione di alimentazione equilibrata. Conoscere i LARN Realizzare una piramide degli alimenti ideale. Organizzare una corretta suddivisione de pasti. Confrontare vari tipi di dieta (mediterranea, vegetariana, ecc ). Paragonare l alimentazione degli adulti con quella degli adolescenti. Conoscere conseguenze di una scorretta alimentazione (obesità, anoressia, bulimia). Valutare l indice di massa corporea. Distribuire alimenti di origine vegetale da quelli di origine animale più bevande. Conoscere la corretta conservazione e cottura degli alimenti. Conoscere O.G.M. e alimenti biologici. Controllare imballaggi ed etichette. Valutare problema il inquinamento alimentare. Conoscere il problema della fame nel mondo

41 Progetto n. 18 Implementazione di una rete per la gestione integrata degli interventi di promozione della salute sul territorio E indispensabile e necessario implementare e consolidare la creazione di una rete, con un coordinamento strategico sanitario, che consenta di delineare le politiche di intervento ottimali su tutto il territorio aziendale. I primi passi per la sua creazione sono stati : Il protocollo d intesa della durata triennale ( ) tra ASL, Provincia e Ufficio Scolastico Provinciale. Il protocollo d intesa, di durata triennale ( ) tra ASL e Enti di Promozione Sportiva (CIS e UISP) L adesione del Comune di Varese, dal settembre 2009, al protocollo di intesa tra ASL, Provincia e Ufficio Scolastico Provinciale. Il protocollo di intesa tra ASL (Dipartimento di Prevenzione Medico) e Università dell Insubria, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Generale, per le attività di prevenzione, siglato nell ottobre L obiettivo sarà, anche per l anno 2011, l implementazione e l estensione del protocollo di intesa ad altri Enti, Istituzionali e non.

La promozione dell attività fisica in Liguria, in Italia e nel mondo. Roberto Carloni Claudio Culotta

La promozione dell attività fisica in Liguria, in Italia e nel mondo. Roberto Carloni Claudio Culotta La promozione dell attività fisica in Liguria, in Italia e nel mondo Roberto Carloni Claudio Culotta Le politiche internazionali: l OMS World Declaration and Plan of Action on Nutrition Health for all

Dettagli

Quali danni può provocare il consumo eccessivo di alcol?

Quali danni può provocare il consumo eccessivo di alcol? alcol Qual è la dimensione del problema? L alcol è una sostanza tossica per la quale non è possibile identificare livelli di consumo sicuri, anche a causa delle differenze individuali legate al metabolismo

Dettagli

Accesso e capacità d uso elementare del Computer. Accesso a Internet. Conoscenza di base della Lingua Inglese

Accesso e capacità d uso elementare del Computer. Accesso a Internet. Conoscenza di base della Lingua Inglese Accesso e capacità d uso elementare del Computer Accesso a Internet Conoscenza di base della Lingua Inglese Casa/ famiglia Scuola Comunità Fattori genetici Psicosociali Altri fattori personali Norme e

Dettagli

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N.

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N. FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2 ULSS n.1 Belluno Autori: PERSONALE AZIENDA ULSS N. 1 BELLUNO: Dr.ssa Mel Rosanna Dirigente medico SISP (Dipartimento

Dettagli

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity SALUTE: definizione Nel 1948, la World Health Assembly ha definito la salute come a state of complete physical, mental, and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity. Nel1986

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Patto europeo per la salute mentale e il benessere CONFERENZA DI ALTO LIVELLO DELL UE INSIEME PER LA SALUTE MENTALE E IL BENESSERE Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Slovensko predsedstvo EU 2008 Slovenian Presidency

Dettagli

PROGETTO REGIONALE IN-DIPENDENTI Per un effettivo reinserimento delle persone svantaggiate e la promozione della salute negli ambienti di lavoro

PROGETTO REGIONALE IN-DIPENDENTI Per un effettivo reinserimento delle persone svantaggiate e la promozione della salute negli ambienti di lavoro REGIONE VENETO Assessorato alle Politiche Sociali, Volontariato, e Non-Profit Direzione Regionale per i Servizi Sociali - Servizio Prevenzione delle devianze D.G.R. 4019 del 30/12/2002 FONDO REGIONALE

Dettagli

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE PROGRAMMA DI STUDIO SALUTE in AUTOGESTIONE 2013 1 This project has been funded with support from the European Commission. Indice dei contenuti 1. DESTINATARI. 3 2. CARICO DI LAVORO.3 3. ento/insegnamento

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it

Dettagli

PENSA CHE MENSA SCOLASTICA!

PENSA CHE MENSA SCOLASTICA! PENSA CHE MENSA SCOLASTICA! Buona, pulita e giusta Linee guida per una mensa scolastica di qualità 1 A cura di: Valeria Cometti, Annalisa D Onorio, Livia Ferrara, Paolo Gramigni In collaborazione con:

Dettagli

LA SALUTE VIEN MANGIANDO

LA SALUTE VIEN MANGIANDO Comune di Trino Assessorato Istruzione e Cultura Settore Extrascolastico-Culturale Istituto Comprensivo di Trino Scuola dell Infanzia e Scuola Primaria Asl 21 di Casale Dipartimento di Prevenzione Servizio

Dettagli

Progetto Educazione al Benessere. Per star bene con sé e con gli altri. Progetto di Circolo

Progetto Educazione al Benessere. Per star bene con sé e con gli altri. Progetto di Circolo DIREZIONE DIDATTICA 3 Circolo di Carpi Progetto Educazione al Benessere Per star bene con sé e con gli altri Progetto di Circolo Anno scolastico 2004/2005 Per star bene con sé e con gli altri Premessa

Dettagli

PROGETTO PER LA PREVENZIONE DEL MALTRATTAMENTO E ABUSO. UNA STRATEGIA BASATA SULLA TEORIA DELL ATTACCAMENTO. UONPIA Varese, Busto A.

PROGETTO PER LA PREVENZIONE DEL MALTRATTAMENTO E ABUSO. UNA STRATEGIA BASATA SULLA TEORIA DELL ATTACCAMENTO. UONPIA Varese, Busto A. PROGETTO PER LA PREVENZIONE DEL MALTRATTAMENTO E ABUSO. UNA STRATEGIA BASATA SULLA TEORIA DELL ATTACCAMENTO UONPIA Varese, Busto A., Gallarate Mancanza di un sistema di monitoraggio nazionale Nel 201110.985

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: LA PROSPETTIVA IN BASE AL MODELLO ICF LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Ins. Stefania Pisano CTS I.C. Aristide

Dettagli

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA 27 ottobre 2014 Anno L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA Nel, in Italia, il 53,1% delle persone di 18-74 anni (23 milioni 351mila individui) parla in prevalenza in famiglia.

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute Guadagnare salute Rendere facili le scelte salutari Ministero della Salute Premessa Il programma Guadagnare Salute nasce dallʼesigenza di rendere più facili le scelte salutari e

Dettagli

F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE

F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome SCALA UMBERTO Nazionalità Italiana Data di nascita 28/02/1956 ESPERIENZA LAVORATIVA ATTUALE Dal 01-05-2003 a tutt oggi Indirizzo sede

Dettagli

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: BILANCIO E PROPOSTE Edizioni Erickson Presentano il Rapporto: Attilio Oliva Vittorio Nozza Andrea Gavosto Intervengono: Valentina Aprea Maria Letizia

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia

Dettagli

Dipartimento di Sanità Pubblica: i dati di attività del 2014

Dipartimento di Sanità Pubblica: i dati di attività del 2014 Conferenza Stampa Dipartimento di Sanità Pubblica: i dati di attività del 2014 Lunedì 6/07/2015 ore 11.00 Sala Riunioni - Direzione Generale AUSL Strada del Quartiere 2/A - Parma Alla Conferenza Stampa

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE

A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE IL MODELLO PRECEDE-PROCEED E L INTERACTIVE DOMAIN MODEL A CONFRONTO A cura di Alessandra Suglia, Paola Ragazzoni, Claudio Tortone DoRS. Centro Regionale di

Dettagli

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione Rapporto di Autovalutazione GUIDA all autovalutazione Novembre 2014 INDICE Indicazioni per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione... 3 Format del Rapporto di Autovalutazione... 5 Dati della scuola...

Dettagli

Presentazione Progetto Sport di Classe

Presentazione Progetto Sport di Classe Presentazione Progetto Sport di Classe a sostegno dell attività motoria e sportiva nella scuola 1 GOVERNANCE dello sport a scuola MIUR - CONI - Promuove il riconoscimento in ambito scolastico del valore

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica

Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica Prof. CRONISTORIA DELLA DISCIPLINA DAL 1979

Dettagli

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del

Dettagli

ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI

ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI Via Pietro Maroncelli 33 59013 Montemurlo (Prato) tel. +39 0574 683312 fax +39 0574 689194 email pois00300c@istruzione.it pec pois00300c@pec.istruzione.it

Dettagli

SALUTE 2020. Un modello di politica europea a sostegno di un azione trasversale al governo e alla società a favore della salute e del benessere

SALUTE 2020. Un modello di politica europea a sostegno di un azione trasversale al governo e alla società a favore della salute e del benessere SALUTE 2020 Un modello di politica europea a sostegno di un azione trasversale al governo e alla società a favore della salute e del benessere Pubblicato in inglese dall WHO Regional Office for Europe

Dettagli

Studio del manuale. Applicazioni internazionali del case management integrato: principi e pratica Conoscenza di base ed evoluzione futura Bibliografia

Studio del manuale. Applicazioni internazionali del case management integrato: principi e pratica Conoscenza di base ed evoluzione futura Bibliografia Indice Presentazione dell edizione originale Presentazione dell edizione italiana Prefazione Ringraziamenti Panoramica sulla diffusione del Metodo INTERMED La griglia INTERMED pediatrica per la valutazione

Dettagli

Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale)

Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale) Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale) 1. Definisco l obiettivo e la relazione epidemiologica che voglio studiare 2. Definisco la base dello studio in modo che vi sia massimo contrasto

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Autorizzazione e vigilanza

Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Autorizzazione e vigilanza Dipartimento di Sanità Pubblica S a l u t e è S a p e r e Azioni di Prevenzione n. 2 28 Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Indice Presentazione Strutture Sanitarie Introduzione Contesto Risultati

Dettagli

La scuola in Lombardia

La scuola in Lombardia La scuola in Lombardia Documentazione Anno scolastico 2010/2011 La scuola in Lombardia 2010/2011 pag 1 La scuola in Lombardia 2010/2011 pag 2 INDICE Sezione 1 Le scuole... 5 IL SISTEMA SCOLASTICO LOMBARDO...

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI La formazione delle classi e l assegnazione delle risorse di organico deve essere coerente: - con gli interventi

Dettagli

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO

Dettagli

TUTELA DELLA SALUTE E ACCESSO ALLE CURE

TUTELA DELLA SALUTE E ACCESSO ALLE CURE luglio 14 TUTELA DELLA SALUTE E ACCESSO ALLE CURE Anno 13 Quella italiana è una popolazione che invecchia, in cui le patologie croniche sono sempre più diffuse. Rispetto al 5, diminuiscono malattie respiratorie

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ALCUNI DATI L Istituto Trento 5 comprende 3 scuole primarie e 2 scuole secondarie di I grado. Il numero totale di alunni

Dettagli

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione 10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione LA MAPPA Il RAV non è solo prove Invalsi, ci sono molte altre cose da guardare in una scuola: i processi organizzativi, la didattica, le relazioni, ecc.

Dettagli

GLI INFORTUNI NELLE SCUOLE. Maria GULLO e Marilù TOMACIELLO INAIL Piemonte

GLI INFORTUNI NELLE SCUOLE. Maria GULLO e Marilù TOMACIELLO INAIL Piemonte Maria GULLO e Marilù TOMACIELLO INAIL Piemonte Perché questa particolare attenzione sugli infortuni? L'analisi degli incidenti/infortuni costituisce un momento di Art. 29 comma 3 Dlgs 81/08 fondamentale

Dettagli

Valutazione Crediti e proposte Progetti. Area Turismo

Valutazione Crediti e proposte Progetti. Area Turismo Valutazione Crediti e proposte Progetti Area Turismo a cura di Bruno Turra Questo documento intende affrontare l analisi delle priorità di valutazione nell area turismo individuandone le principali componenti

Dettagli

Consumo medio giornaliero di sodio e potassio nella popolazione italiana adulta

Consumo medio giornaliero di sodio e potassio nella popolazione italiana adulta PROGRAMMA MINISAL Sottoprogetto ISS www.menosalepiusalute.it MINISAL-GIRCSI BUONE PRATICHE SULL'ALIMENTAZIONE: VALUTAZIONE DEL CONTENUTO DI SODIO, POTASSIO E IODIO NELLA DIETA DEGLI ITALIANI Consumo medio

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

peso peso Controlla il e mantieniti sempre attivo

peso peso Controlla il e mantieniti sempre attivo 1. peso peso Controlla il e mantieniti sempre attivo 1. Controlla il peso e mantieniti sempre attivo Il peso corporeo Il nostro peso corporeo rappresenta l'espressione tangibile del bilancio energetico

Dettagli

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno Metodo epidemiologici per la clinica _efficacia / 1 La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno La buona ricerca clinica Non è etico ciò che non è rilevante scientificamente Non è

Dettagli

Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1

Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1 Nutrire il pianeta: qual è il contributo delle tecnologie, e in particolare di quelle meccaniche, elettroniche, digitali realizzate in Emilia-Romagna? Idee per un progetto di ricerca economica sui sistemi

Dettagli

Scuola dell Infanzia Progettazione a.s. 2014/15

Scuola dell Infanzia Progettazione a.s. 2014/15 Istituto «San Giuseppe» Scuole Primaria e dell Infanzia Paritarie 71121 Foggia, via C. Marchesi, 48-tel. 0881/743467 fax 744842 pec: istitutosangiuseppefg@pec.it e-mail:g.vignozzi@virgilio.it sito web:

Dettagli

LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA

LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA . LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA Gruppo di esperti costituito presso l Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN)

Dettagli

L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani

L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani 2011 Censite 535,595 2021Stimate 909,000 Età 80+ 2.7% della popolazione nel 2011 14% dal 2006 2041-1397,000 7.3% della popolazione nel 2041 La maggior

Dettagli

Progetto MA.RI.SA. (MAngio e RIsparmio in SAlute)

Progetto MA.RI.SA. (MAngio e RIsparmio in SAlute) Progetto MA.RI.SA. (MAngio e RIsparmio in SAlute) La ristorazione collettiva ed in particolare quella scolastica è stata individuata come un ambito prioritario di intervento relativamente al Progetto MA.RI.SA.

Dettagli

Manifesto dei diritti dell infanzia

Manifesto dei diritti dell infanzia Manifesto dei diritti dell infanzia I bambini costituiscono la metà della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Circa 100 milioni di bambini vivono nell Unione europea. Le politiche, la legislazione

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959 INFORMAZIONI PERSONALI Nome Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio I Fascia AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA

Dettagli

La salute vien mangiando

La salute vien mangiando La salute vien mangiando Progetto di Arricchimento dell Offerta Formativa Curricolo Verticale di Scienze Classi II A II B Scuola Primaria L. Illuminati a. s. 2013/2014 Insegnanti Leopardi Anna F., Moffa

Dettagli

attività motorie per i senior euro 22,00

attività motorie per i senior euro 22,00 Le attività motorie Chi è il senior? Quali elementi di specificità deve contenere la programmazione delle attività motorie destinate a questa tipologia di utenti? Quali sono le capacità motorie che necessitano

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA Via Albergati 30 40069 Zola Predosa (BO) Tel. 051/755355 755455 - Fax 051/753754 E-mail: BOIC86400N@istruzione.it - C.F. 80072450374 Pec : boic86400n@pec.istruzione.it

Dettagli

GUIDA ALLA RIFORMA. Profili d uscita, competenze di base, risultati di apprendimento e quadri orari dei nuovi istituti tecnici e professionali

GUIDA ALLA RIFORMA. Profili d uscita, competenze di base, risultati di apprendimento e quadri orari dei nuovi istituti tecnici e professionali GUIDA ALLA RIFORMA degli istituti tecnici e professionali Profili d uscita, competenze di base, risultati di apprendimento e quadri orari dei nuovi istituti tecnici e professionali Il futuro è la nostra

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n.

Dettagli

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 TITOLO DEL PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 Settore e Area di Intervento: SETTORE: ASSISTENZA AREA: ESCLUSIONE GIOVANILE OBIETTIVI DEL

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Introduzione Gli indicatori calcolati sugli anni di vita persi per morte prematura (PYLLs) combinano insieme le informazioni relative alla numerosità

Dettagli

ENTERPRISE EBG EUROPEAN BUSINESS GAME

ENTERPRISE EBG EUROPEAN BUSINESS GAME Associazione Provinciale di Ravenna ENTERPRISE EBG EUROPEAN BUSINESS GAME COME PENSARE ALLA PROPRIA IDEA D IMPRESA IN 5 STEP 1 STEP UNO RIFLESSIONI PER INDIVIDUARE LE BUSINESS IDEA ALCUNI MODI PER INDIVIDUARE

Dettagli

PIANO A.S. 2015/2016

PIANO A.S. 2015/2016 Direzione Didattica Statale 1 Circolo De Amicis Acquaviva delle Fonti (BA) BAEE03600L@ISTRUZIONE.IT - BAEE03600L@PEC.ISTRUZIONE.IT www.deamicis.gov.it PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA A.S. 2015/2016 Prendete

Dettagli

Come verifico l acquisizione dei contenuti essenziali della mia disciplina

Come verifico l acquisizione dei contenuti essenziali della mia disciplina Riflessione didattica e valutazione Il questionario è stato somministrato a 187 docenti di italiano e matematica delle classi prime e seconde e docenti di alcuni Consigli di Classe delle 37 scuole che

Dettagli

Adriana Volpato. P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria

Adriana Volpato. P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria Adriana Volpato P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria 19 Dicembre 2011 STRUMENTO didattico educativo individua gli strumenti fa emergere il vero alunno solo con DIAGNOSI consegnata si redige

Dettagli

Il certificato nelle attività fisico-sportive in ambito non agonistico, linee guida della F.I.M.P. ad uso del pediatra convenzionato

Il certificato nelle attività fisico-sportive in ambito non agonistico, linee guida della F.I.M.P. ad uso del pediatra convenzionato F.I.M.P. Federazione Italiana Medici Pediatri Regione Veneto Il certificato nelle attività fisico-sportive in ambito non agonistico, linee guida della F.I.M.P. ad uso del pediatra convenzionato Il Codice

Dettagli

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita 1 di Vittoria Gallina - INVALSI A conclusione dell ultimo round della indagine IALS (International Adult

Dettagli

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE FAMIGLIA IN COMPAGNIA (allegato n. 2) PREMESSA Il Progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA mette al

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire 12 Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire Il modello teorico di riferimento Oltre ai modelli descritti da Fergus e Zimmerman (2005) esiste un quarto approccio che, partendo dall approccio

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO LA NOSTRA VISIONE COMUNE Noi, governi locali europei, sostenitori della Campagna delle Città Europee Sostenibili, riuniti alla conferenza di Aalborg+10, confermiamo la nostra

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr AUTOVALUTAZIONE D ISTITUTO Report Progetto ERGO VALUTO SUM PON Valutazione e miglioramento (Codice 1-3-FSE-2009-3) Anno Scolastico 2012-2013 Relatore

Dettagli

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita CAPITOLO 3 Lavoro e conciliazione dei tempi di vita L importanza di una buona occupazione Un attività adeguatamente remunerata, ragionevolmente sicura e corrispondente alle competenze acquisite nel percorso

Dettagli

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PIANO DISTRETTUALE DEGLI INTERVENTI del Distretto socio-sanitario di Corigliano Calabro Rif. Decreto Regione Calabria n. 15749 del 29/10/2008 ANALISI DELBISOGNO

Dettagli

TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT

TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT E quell insieme di organizzazioni che producono beni/servizi e gestiscono attività fuori dal mercato o, se operano nel mercato, agiscono con finalità non

Dettagli

Scheda Progetto: UN PIEDIBUS TARGATO RAVENNA

Scheda Progetto: UN PIEDIBUS TARGATO RAVENNA COMUNE DI RAVENNA Scheda Progetto: UN PIEDIBUS TARGATO RAVENNA Anno scolastico 2007/2008 PREMESSA Il Piedibus è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare e tornare da scuola. E un autobus

Dettagli

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM 1. Introduzione 2. Pianificazione dell attività formativa ECM 3. Criteri per l assegnazione dei crediti nelle diverse tipologie di formazione ECM

Dettagli

vien... Alcune indicazioni pratiche per un alimentazione equilibrata Dipartimento di Prevenzione a cura di Tiziana Longo e Roberta Fedele

vien... Alcune indicazioni pratiche per un alimentazione equilibrata Dipartimento di Prevenzione a cura di Tiziana Longo e Roberta Fedele ERVIZIO ANITARIO REGIONALE A Azienda ervizi anitari N 1 triestina la vien... alute angiando M Alcune indicazioni pratiche per un alimentazione equilibrata a cura di Tiziana Longo e Roberta Fedele Dipartimento

Dettagli

RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO 2014

RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO 2014 RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO 2014 Uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia Dati relativi all anno 2013 e primo semestre 2014 - elaborazioni 2014 INDICE 1. CONSUMO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

Carta dei servizi scolastici. Patto educativo di corresponsabilita. Premessa

Carta dei servizi scolastici. Patto educativo di corresponsabilita. Premessa Allegato 1. Carta dei servizi scolastici Patto educativo di corresponsabilita Premessa Il patto educativo di corresponsabilità ribadisce i contenuti presenti nella Carta dei Servizi dei P.O.F. precedenti.

Dettagli

Cosa sappiamo sui costi dell assistenza sanitaria agli immigrati?

Cosa sappiamo sui costi dell assistenza sanitaria agli immigrati? Cosa sappiamo sui costi dell assistenza sanitaria agli immigrati? Patrizia Carletti, Osservatorio sulle Diseguaglianze nella Salute / ARS Marche Giovanna Valentina De Giacomi, Ares 118 Lazio Norma Barbini,

Dettagli

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Che cos è il Bisogno Educativo Speciale? Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli