Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica

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2 Centro Studi Il Report IL SENTIMENT DELLE IMPRESE ASSOCIATE RIFERITO ALLE DINAMICHE DEL CREDITO NEL TERRITORIO PROVINCIALE ANCE SALERNO: RISCHIO USURA SEMPRE ELEVATO Sebbene il trend risulti in diminuzione rispetto agli anni scorsi, un azienda su due del campione intervistato dal Centro Studi segnala difficoltà nelle relazioni con il circuito bancario. Lombardi: Situazione difficile, necessario un tavolo istituzionale di consultazione permanente per contrastare il dilagare dei prestiti illegali. Una su due delle 100 imprese iscritte ad Ance Salerno intervistate dal Centro Studi ritiene che le attuali dinamiche di erogazione del credito possono contribuire ad alimentare il rischio usura. Si tratta di un dato in calo rispetto ai precedenti rilevamenti ma che, comunque, segnala un permanente stato di difficoltà anche rispetto allo scenario meno critico dell evoluzione in senso positivo della crisi economica e produttiva. Se si scende nel dettaglio del campione individuato e testato dal Centro Studi Ance Salerno va segnalato che sono le aziende con un fatturato inferiore a 5 milioni di euro (indice 57,4) e quelle con un fatturato superiore a 20 milioni di euro (indice 60) a sottolineare il pericolo/usura. Mentre nella fascia di fatturato fra 5 e 20 milioni tale rischio sembra attenuarsi (indice 29,6). E evidente che la tipologia della risposta è influenzata dalla qualità delle relazioni con il circuito del credito, anche se nel caso delle imprese più grandi è molto probabile che la valutazione si riferisca più alla filiera dei piccoli partner e dei fornitori che alla propria azienda. Va, comunque, segnalato evidenziano da Ance Salerno che il trend dell indicatore riferito al rischio usura risulta in calo rispetto ai precedenti rilevamenti: 70 (II-2014); 66 (I-2014); 73 (II-2013); 85,7 (I-2013). Mettendo a fuoco i trend per range di fatturato si deducono andamenti altalenanti riferiti alle imprese con giro d affari oltre 20 milioni e tra 5 e 20 milioni, mentre risultano più omogenee le risposte delle imprese di minori dimensioni, che nella prima rilevazione (I-2013) si attestavano a quota 89,1 per poi scendere (II-2013) a 73,5 con una risalita a 76,5 (I-2014), per poi calare a 64,7 (II-2014) e a 57,4 nell ultimo test. Il rischio usura in Campania I rilevamenti del Centro Studi Ance Salerno si collocano in un contesto di sintonia con l indice del rischio usura (riferito al 2014) elaborato dal CGIA di Mestre e pubblicato il 26 settembre scorso. Anche in questo caso, pur risultando in calo tale indice posiziona la Campania al primo posto tra le regioni italiane. Nel 2013 la Campania guidava in ogni caso la graduatoria nazionale con il punteggio di 164,3 mentre nel 2014 si attestava a 155,1 con una variazione tendenziale del -5,9%. 1

3 Questo livello di rischio usura viene classificato dalla CGIA di Mestre come molto alto. Vale la pena di verificare le altre regioni che seguono la Campania con quale punteggio si caratterizzano: Calabria (146,6, rischio alto); Sicilia (145,3, alto); Puglia (136,3, alto); Basilicata (133,2, alto). Le statistiche indagate dalla CGIA di Mestre per realizzare l indice del rischio usura confermano la gravità del quadro campano. Ritornando alla metodologia di calcolo di questo indice scrive in una nota la CGIA - si evince come nelle aree dove c è più disoccupazione, alti tassi di interesse, maggiori sofferenze, pochi sportelli bancari e tanti protesti, la situazione sia decisamente a rischio. Non è un caso, quindi, che le aree di Napoli e Salerno rientrino tra le prime quattro in Italia per entità numerica dei protesti. I protesti Il clima di difficoltà nelle relazioni banche-imprese trova ulteriore conferma nei numeri riferiti ai protesti di assegni e cambiali che, soprattutto nelle province di Napoli e Salerno, assumono in termini numerici le dimensioni di un fenomeno dilagante. In ambito regionale nel primo semestre dell anno in corso i protesti censiti sono stati (di cui cambiali) per un ammontare complessivo di euro, di cui cambiali euro. Netto il calo rispetto al corrispondente periodo del 2014: -20,18% per i protesti totali (di cui cambiali - 19,72%). Sotto il profilo dei valori totali -21,57%, di cui cambiali -19,39%. In Campania per numero complessivo di titoli protestati la provincia di Salerno (14.211) è preceduta soltanto da quella di Napoli (26.894) che fa registrare un importo medio di euro (mentre per le cambiali non onorate lo stesso indicatore è pari a euro). Sempre in termini assoluti dopo il Salernitano si collocano la provincia di Caserta (9.752 protesti con un importo medio di euro, importo medio delle cambiali non pagate a scadenza: euro); l Irpinia (3.461 protesti con un importo medio di euro, per le cambiali: euro) ed il Sannio con protesti (importo medio pari a euro, per le cambiali: euro). Va detto che sotto il profilo dell importo medio è la provincia di Avellino ad evidenziare per i titoli in protesto la consistenza più elevata (2.400 euro) in Campania, al punto che si colloca nella classifica nazionale di riferimento al quattordicesimo posto. Se si prendono in riferimento gli importi medi delle cambiali non pagate a scadenza, è, invece, la provincia di Benevento (1.691 euro) a registrare l importo più alto a livello regionale. La provincia di Salerno per numero totale di protesti (14.211) è la quarta in Italia dopo quelle di Roma (42.267); Milano (32.910) e Napoli (26.894). Il territorio salernitano precede altre realtà demograficamente molto importanti come Bari (13.193) e Palermo (10.438). In termini assoluti, quindi, nell area salernitana continua a segnalarsi il fenomeno della mancata copertura dei titoli con una netta prevalenza delle cambiali sugli assegni (trend, peraltro, consolidato anche nel resto del Paese): (su effetti privi di copertura) con un importo medio di euro, mentre per gli assegni tale importo ammonta a euro. I dati sono stati censiti ed elaborati da Infocamere per Unioncamere e si riferiscono al primo semestre del Nel contesto nazionale l indagine Unioncamere/Infocamere rimarca che gli assegni a vuoto si sono dimezzati rispetto al Tra il I semestre 2012 e 2015, i titoli cabriolet - è scritto in una nota - si sono infatti ridotti del 57% in termini di numero e del 63% in termini di valore, accentuando una discesa che ha caratterizzato anche l andamento delle cambiali, in diminuzione, nello stesso periodo, del 37% in termini di numero e del 51% in termini di valore. Ancora più chiara la tendenza tra gennaio e giugno di quest anno: le occasioni in cui un cittadino o un impresa si sono visti costretti a ricorrere ad un pubblico ufficiale per notificare un mancato pagamento - ha spiegato sempre Unioncamere - hanno toccato 2

4 quota , per un valore complessivo di quasi 714 milioni di euro. L 81% dei pagherò è rappresentato da cambiali ( ), mentre gli assegni costituiscono il 18% (70.218). Rispetto al primo semestre 2014, si registrano quasi 90mila effetti levati in meno (-19%) e una riduzione del monte complessivo superiore ai 233milioni di euro (-25%). E più specificamente: nell ultimo anno, a ridursi un po di più è il numero degli assegni (-21%), mentre le cambiali calano del 18%. In termini economici, il valore delle cambiali protestate diminuisce di oltre 135 milioni di euro, quello degli assegni di oltre 95 milioni. 3

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7 Posizione Regione INDICE DEL RISCHIO DI USURA 2014* Indice del rischio usura 2014 livello Indice del rischio usura 2013 Variazione tendenziale 1 Campania 155,1 molto alto 164,3-5,9% 2 Calabria 146,6 alto 146,6 0,0% 3 Sicilia 145,3 alto 136,2 6,3% 4 Puglia 136,3 alto 139,4-2,3% 5 Basilicata 133,2 alto 117,6 11,7% 6 Molise 126,0 alto 130,9-3,9% 7 Abruzzo 118,7 alto 144,6-21,8% 8 Lazio 109,5 medio 113,3-3,5% 9 Valle d'aosta 105,8 medio 76,3 27,9% 10 Umbria 103,6 medio 109,4-5,6% 11 Marche 103,3 medio 97,4 5,7% 12 Sardegna 100,9 medio 101,8-0,9% 13 EmiliaRomagna 96,9 medio 80,5 16,9% 14 Toscana 89,7 medio 92,5-3,1% 15 Piemonte 86,4 basso 85,1 1,5% 16 Lombardia 82,2 basso 83,3-1,3% 17 Liguria 80,9 basso 81,3-0,5% 18 Veneto 73,2 basso 73,1 0,1% 19 Friuli Venezia Giulia 72,8 basso 72,2 0,8% 20 Trentino Alto Adige 47,6 molto basso 51,8-8,8% Totale Italia 100 ^Base Italia=100 Fonte:Centro Studi Ance Salerno su dati CGIA "Piccole imprese: con meno credito è in aumento la piaga dell'usura" - 26 settembre

8 Protesti totali di cui cambiali Protesti: I semestre 2015/I semestre 2014 Numero e valore degli effetti in euro I semestre 2015 Var % 2015/2014 Totale di cui cambiali Protesti totali di cui cambiali Totale di cui cambiali Calabria ,4% -23,1% -49,3% -40,5% Campania ,2% -19,7% -21,6% -19,4% Puglia ,1% -13,3% -26,6% -21,4% Sicilia ,3% -18,4% -21,4% -25,4% Italia ,7% -18% -25% -24% Fonte: Elaborazione Centro Studi Ance Salerno su dati Unioncamere-Infocamere - 25 settembre 2015 " 7

9 Protesti: I semestre 2015 Valori assoluti e importo medio in euro Totale protesti Importo medio di cui: cambiali Importo medio Rapporto importo medio provincia/campania Rapporto importo medio provincia/italia Avellino ,6% 130,5% Napoli ,1% 101,6% Benevento ,9% 100,6% Caserta ,7% 99,5% Salerno ,6% 98,9% CAMPANIA ,0% 531,0% ITALIA ,0% Fonte: Elaborazione Centro Studi Ance Salerno su dati Unioncamere-Infocamere - 25 settembre 2015 Incrociando le varie fonti più recenti riferite alla percezione del rischio usura ha dichiarato il Presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi si evince il perdurare della situazione di gravissima difficoltà delle imprese campane e salernitane. Da tempo la nostra associazione continua a sottolineare l esigenza di ritrovare un clima di piena collaborazione tra aziende e circuito creditizio non solo per l ineludibile necessità di fare ripartire gli investimenti privati (in attesa di un serio piano di interventi pubblici) ma anche per evitare che si assista al dilagare della liquidità proveniente da affari illeciti e prontamente offerta sul mercato finanziario parallelo a quello legale. E davvero incredibile dovere constatare ha continuato Lombardi come non si tenga conto della situazione attuale: mentre le aziende sane chiedono credito senza ottenerlo, si ritrovano a subire la concorrenza di quelle che invece attingono ai capitali illegali. E nello stesso tempo numerose imprese che provano ad uscire dalla crisi non ricevono alcuna risposta dalla banche, precipitando, loro malgrado, nella zona grigia dell usura. E paradossale ha aggiunto ancora Lombardi che il grido di allarme lanciato dagli imprenditori dell edilizia non sia stato minimamente recepito, né vi sia un tavolo istituzionale permanente dove affrontare le dinamiche in atto. Non possono quindi stupire - ha concluso Lombardi le statistiche riferite ai protesti, un ambito nel quale ha ripreso piede uno strumento vetusto, quello delle cambiali. Ance Salerno, in continuità con le iniziative già proposte negli anni scorsi, continuerà a portare avanti la propria battaglia per individuare una sede pubblica nella quale monitorare giorno per giorno l evoluzione delle relazioni tra istituti di credito e imprese. 8

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