LEGGE REGIONALE N. 13 DEL REGIONE VALLE D'AOSTA. Approvazione del piano regionale per la salute ed il benessere sociale 2006/2008.

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1 LEGGE REGIONALE N. 13 DEL REGIONE VALLE D'AOSTA Approvazione del piano regionale per la salute ed il benessere sociale 2006/2008. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE VALLE D'AOSTA N. 27 del 4 luglio 2006 SUPPLEMENTO ORDINARIO N. 1 Indice: Articoli della Legge: 1 2 Allegato 1: Allegato Allegato 2: Allegato IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato; IL PRESIDENTE DELLA REGIONE promulga la seguente legge: 1 ALE PER LA SALUTE ED IL BENESSERE SOCIALE incipi generali di riferimento Pag. 8

2 Pag.8 ia sulla base dei nuovi bisogni e delle nuove condizioni di vita per una popolazione di montagna ella territorialità e l'orientamento per l'evoluzione del distretto ziali delle prestazioni sociali (LEP) tà del rapporto tra risorse ed attività o prestazioni ne ed il contesto di riferimento ura demografica e sociale essere sociale to di salute Pag.10 Pag.11 Pag.12 Pag.13 Pag.14 Pag.15 Pag.17 Pag.17 Pag.19 Pag.21 egie di sviluppo e qualificazione per la promozione della salute e sociale Pag. 24 ppare il ruolo di governo della Regione nella definizione degli ivi di salute e benessere sociale, nonché nella determinazione stema di offerta delle prestazioni. mentare i sistemi di conoscenza delle differenze di salute e di sere sociale nella popolazione. astare le disuguaglianze nella salute mediante azioni esplicite, di sciuta evidenza e sostenibili secondo i criteri di finanziamento stema. tire a tutti i cittadini equità ed universalità di accesso a cure e ad i appropriate ed efficaci rispetto ai bisogni, con particolare ione alla congruità dei tempi e alle modalità di risposta. ziare il ruolo strategico della prevenzione. ere decisioni di programmazione in relazione ai bisogni di e di benessere sociale della popolazione, documentati nalisi epidemiologica e sociale. ire i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) e delle Pag.24 Pag.24 Pag.24 Pag.25 Pag.25 Pag.25 Pag.26

3 zioni sociali (LEP) garantiti dalla Regione. ere il territorio come riferimento fondamentale per lo sviluppo ualificazione del servizio socio-sanitario regionale e per la ozione di un sistema di servizi che si fa carico, in modo unitario, necessità sanitarie e socio-educative-assistenziali della azione. urare autonomia della persona ed il suo diritto ad una vita eterminata. izzare e sostenere la famiglia, riconoscendo e sostenendone il nella formazione e cura della persona, nella promozione del sere e nel perseguimento della coesione sociale. urare la sostenibilità delle decisioni assunte in rapporto alla nibilità di risorse finanziarie, tecnologiche ed umane necessarie izzare gli obiettivi della pianificazione. ividere un Piano che è anche Progetto. Pag.26 Pag.27 Pag.27 Pag.28 Pag.29 il soddisfacimento dei bisogni di salute e di benessere sociale Pag. 30 tire lo sviluppo della conoscenza dei bisogni di salute e di sere sociale, con particolare riguardo all'analisi delle uaglianze di salute e dei loro determinanti lidamento dell'osservazione epidemiologica ppo dell'osservazione sociale Pag.31 Pag.31 Pag.33 dere l'osservazione epidemiologica ai determinanti di tipo ntale Pag.37 ionalizzazione dell'osservazione epidemiologica ambientale nalizzare l'organizzazione delle attività di prevenzione e di ozione della salute Pag.39 ppo della distrettualizzazione delle attività e revisione dei iti del Dipartimento di Prevenzione

4 uovere programmi di prevenzione primaria per la promozione salute e per la tutela dai rischi Pag.41 ozione di corretti stili di vita uovere la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro, nonché venzione degli incidenti domestici nzione dell'infortunistica sul lavoro nzione degli incidenti domestici Pag. 45 Pag.45 Pag.46 tire la sicurezza degli alimenti conformemente alle indicazioni normativa comunitaria e sostenere il miglioramento qualitativo produzioni tradizionali nsabilizzazione dei produttori alimentari ppo del sistema di analisi del rischio Pag 48 Pag.48 Pag.49 astare le principali cause di morte per malattia presenti nella azione, con particolare riguardo alle patologie cardiovascolari, rovascolari ed ai tumori Pag. 51 zzazione di programmi di prevenzione primaria e secondaria Pag. 51 ppo ed attivazione di programmi di screening Pag.53 ziare i rapporti tra ospedale e territorio e rendere effettivi la uità assistenziale e lo sviluppo dell'organizzazione unitaria dei i basata sul distretto ppo dell'integrazione tra ospedale e territorio ziamento delle attività dell'area materno infantile ione delle liste di attesa e potenziamento dei percorsi di cura Pag.55 Pag.55 Pag.56 Pag.58 ppare l'assistenza primaria, la medicina specialistica territoriale e e palliative e monitorare l'assistenza farmaceutica Pag.60

5 rnamento del modello di assistenza primaria e della medicina listica ambulatoriale toraggio dell'assistenza farmaceutica e della sua appropriatezza cuzione delle pratiche riconducibili alle medicine non nzionali ppo delle cure palliative,dlla terapia del dolore e degli interventi enziali nella fase finale della vita Pag.60 Pag.61 Pag.62 Pag.63 nere e monitorare la qualità e la specificità del sistema di enza e urgenza sanitaria Pag.65 toraggio dell'attività del sistema di emergenza e urgenza ria finalizzato al miglioramento dell'appropriatezza delle zioni ziare attività di assistenza domiciliare, semi-residenziale e nziale alternative al ricovero, mediante processi di integrazione rvizi sanitari e sociali ppo di servizi domiciliari, semi- residenziali e residenziali in un sto di rete tra servizi sanitari e sociali ppo e consolidamento dei servizi territoriali per la salute mentale ppo della rete dei servizi per le dipendenze patologiche oramento della rete dei servizi per la tutela della salute dei uti Pag. 67 Pag.67 Pag.71 Pag.72 Pag.74 ppare l'attività di lungoassistenza e l'attività di riabilitazione iva secondo la logica di rete integrata di servizi alla persona Pag.76 oramento dell'offerta assistenziale nei settori della riabilitazione a lungodegenza uovere una nuova organizzazione delle sedi ospedaliere secondo i di eccellenza Pag.78 ppo dell'organizzazione ospedaliera secondo logiche orientate ai ssi e ai differenti gradi di intensità di cura

6 nere la mobilità sanitaria passiva Pag.81 ollo della domanda di prestazioni sanitarie e implementazione fferta in rapporto alle cause di fuga e allo sviluppo di attività di enza lidare l'attenzione della programmazione sanitaria verso le à rivolte a garantire servizi ai turisti Pag.84 lidamento e sviluppo delle funzioni dell'assistenza sanitaria iormente interessate dai flussi turistici are la definizione delle politiche sociali dalla realizzazione delle à conseguenti e promuovere il coordinamento delle politiche i con le altre politiche di attenzione alla persona iduazione dei soggetti con compiti di realizzazione delle che sociali di livello regionale ozione e sviluppo, nell'ambito dell'offerta di servizi sociali, terdisciplinarietà e del coordinamento con le politiche per la, per l'istruzione, per la formazione, per il lavoro, per la casa, rasporti e per la tutela dei diritti. Pag.86 Pag.86 Pag 87 ire i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) regionali quale ento per assicurare l'uniformità dei servizi e delle prestazioni in o assistenziale e socio-educativo e destinare in maniera lata, anche per la parte della finanza locale, il fondo regionale politiche sociali izione delle prestazioni che costituiscono i livelli essenziali nazione vincolata, anche per la parte di finanza locale, del fondo ale per le politiche sociali Pag.89 Pag.89 Pag.90 ere il territorio del distretto come ambito di lettura, di analisi e disfacimento dei bisogni e come area privilegiata della ammazione della rete di servizi Pag.92 delle azioni finalizzate alla stesura dei Piani di zona

7 ppare un Piano regionale di comunicazione sociale per ridurre tacoli all'accesso ai servizi Pag.94 ppo di un Piano regionale di comunicazione sociale per ridurre tacoli all'accesso ai servizi, mediante l'attivazione di una gia di informazione in una logica di rete letare la definizione degli standard delle prestazioni sociali e lidare ed estendere l'utilizzo di strumenti atti a garantire l'equità esso alle prestazioni ed ai servizi letamento della definizione di standard delle prestazioni sociali lidamento ed estensione dell'utilizzo di strumenti atti a garantire tà di accesso alle prestazioni e ai servizi Pag.96 Pag.96 Pag 96 ppare la solidarietà e la responsabilità sociale secondo il pio della sussidiarietà verticale ed orizzontale ozione di un coordinamento regionale per le politiche giovanili gno alla famiglia come risorsa di coesione e solidarietà sociale gno, in ambito regionale, nazionale ed internazionale, del tariato sociale Pag.99 Pag.99 Pag.100 Pag.101 re politiche di prevenzione del disagio minorile e giovanile e di ento a favore di minori e giovani in situazione di disagio nzione del disagio minorile e giovanile zzazione di interventi in favore di giovani ultradiciottenni in ione di disagio zzazione di uno spazio suppletivo di emergenza alle comunità ali per minori, idoneo ad accogliere minori stranieri non pagnati Pag.103 Pag.103 Pag.103 Pag.104 ppare gli interventi tesi a contrastare le situazioni di bisogno e, con particolare attenzione alla disabilità e alla non ufficienza Pag.106

8 gno alle persone con disabilità e alle loro famiglie e ziamento del lavoro di rete gno all'integrazione sociale delle persone con disabilità e il loro mento in contesti occupazionali di una sperimentazione di un pronto intervento sociale Pag.106 Pag.108 Pag.109 urare lo sviluppo continuo delle professionalità sanitarie e i sulla base delle esigenze della domanda di prestazioni e del sfacimento dei bisogni della popolazione regionale Pag.111 toraggio dei fabbisogni di risorse umane e definizione di enti omogenei per la programmazione e l'attuazione dello po continuo delle professionalità in ambito sanitario e sociale dere il regime dell'autorizzazione a tutte le strutture e le attività rie e sociali, come garanzia del livello qualitativo delle zioni, applicare e sviluppare il regime dell'accreditamento delle re, delle attività e dei professionisti in ambito sanitario e sociale izzazione alla realizzazione ed all'esercizio di strutture e di à sanitarie, socio- sanitarie, socio- assistenziali e sociotive ditamento delle strutture, delle attività e dei professionisti in o sanitario al fine di orientare i processi di crescita della qualità rvizio Sanitario Regionale verso l'eccellenza Pag.114 Pag.114 Pag.116 dere la rete dei sistemi informativi sanitari e sociali regionali al i favorire l'accesso ai servizi da parte del cittadino e di sostenere essi di programmazione e di controllo delle risorse umane, miche e tecnologiche in ambito sanitario e sociale sione della rete dei sistemi informativi sanitari e sociali ali, al fine di favorire l'accesso ai servizi da parte del cittadino e ità di comunicazione ppo della rete dei sistemi informativi sanitari e sociali regionali, di sostenere i processi di programmazione e di controllo delle e umane, economiche e tecnologiche in ambito sanitario e e Pag.119 Pag.119 Pag.121

9 zzare l'unificazione delle sedi ospedaliere al fine di organizzare tenza per acuti in base al miglior rapporto tra tipologie di zioni e risorse impiegate Pag.126 odernamento delle strutture ospedaliere in un unico presidio nere il processo di rinnovamento strutturale e tecnologico delle re e delle attività sanitarie e socio-sanitarie regionali isurato al grado di innovazione tecnologica ed organizzativa lente in ambito sanitario Pag.128 lusione degli interventi di ristrutturazione e di manutenzione dinaria presso il presidio ospedaliero di Viale Ginevra ad Aosta uazione di progetti mirati per lo sviluppo della rete assistenziale ria territoriale e la rete dei servizi sociali di strutture logistiche adeguate a ere il processo di decentramento dell'assistenza sociale Pag.133 uamento della rete delle infrastrutture dei servizi sociali ai ogni emergenti della popolazione regionale, con particolare ione all'attuazione di progetti mirati nell'ambito dell'assistenza ersone anziane e disabili nere con adeguate risorse finanziarie le azioni del presente Piano Pag.136 iduazione dei criteri per il finanziamento delle azioni necessarie seguimento dei bisogni di salute e di benessere sociale a programmazione socio-sanitaria e la programmazione gionale e monitoraggio delle attività di Piano Pag.144 orti tra la programmazione socio sanitaria e la programmazione mico finanziaria regionale toraggio delle attività di Piano Pag.144 Pag.144 biettivo n. 18 Pag.147

10 guida per i Piani di zona tori ogrammazione partecipata enuti dei Piani di zona i predisposizione li essenziali delle prestazioni i di supporto Pag.147 Pag.150 Pag.152 Pag.153 Pag.156 Pag.158 Pag.159 biettivo n. 25 Pag. 161 bisogno espresso di residenzialità nelle cure alla persona Pag. 161 metri assistenziali rta di residenzialità erogata presso strutture ospedaliere e riali regionali rta di residenzialità erogata presso strutture ospedaliere e riali extra-regionali Pag. 164 ma degli obiettivi del Piano Pag.167 RINCIPI GENERALI DI ad un nuovo documento regionale di ne sanitaria e sociale si realizza attraverso un processo ed adegua le strategie fino ad allora realizzate, alle attori nel frattempo intervenuti e allo studio delle evoluzioni.

11 to processo i risultati già raggiunti icazione attuata, uniti alle nuove evidenze emerse dei bisogni di tipo epidemiologico e sociale. laborazione della nuova pianificazione regionale si colloca to nazionale di rilevante evoluzione istituzionale, culturale che può così essere sintetizzato: o di riforma del Titolo V della Costituzione attuato con la ituzionale n. 3/2001, che ha sancito la federalizzazione onenti sanitarie e sociali del welfare, ponendo le per il passaggio da un sistema di welfare statale ad un politica comunitaria (welfare community), rafforzando eralismo fiscale introdotto dalla legge n. 133/1999 e reso dal decreto legislativo n. 56/2000;. 328/2000, legge quadro lungamente attesa per la one del sistema integrato di interventi e servizi del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14 febbraio ernente l'atto di indirizzo e coordinamento in materia di i socio-sanitarie; del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 29 novembre ivo alla definizione dei livelli essenziali di ; oni di una ulteriore fase di devoluzione e ripartizione dei a Stato e Regioni in materia di salute e di assistenza di definizioni di livelli di fabbisogno anche nel campo dei ciali, in analogia ai livelli di assistenza individuati per nell'esigenza di assicurare parametri equi ed i prestazioni in risposta ai bisogni della popolazione. filo culturale emerge con sempre maggiore necessità di sviluppare soluzioni gestionali per ei servizi alle persone, nell'esigenza di affrontare e le componenti sanitarie, socio sanitarie e sociali incipi di una politica di comunità, o welfare iò comporta che: io sanitario può contribuire all aumento delle attese di vita zione, ma è insufficiente, anche al massimo della sua za, per affrontare problemi di organizzazione sociale, di sistema oduttivo, di assetto territoriale, di dinamica demografica che fondo impatto sulle condizioni di vita, sulla distribuzione dei a disponibilità delle risorse, in altre parole, sulla salute ed il generale; io sanitario va considerato all interno di un sistema

12 ù ampio e non in sovrapposizione ad esso, che necessita di e di coordinamenti tra tutte le componenti del servizio socio gionale a vario titolo impegnate nel promuovere, mantenere e uno stato di salute fisica e psichica; necessario procedere allo sviluppo ed alla qualificazione dei gli interventi sociali, che consentano al servizio socio-sanitario svilupparsi non tanto come organizzazione di elementi aggregati ungimento di predefiniti obiettivi, quanto come insieme di loro interagenti, che operano per perseguire i medesimi ndipendentemente dall organizzazione amministrativa di ; po in termini di sistema dei servizi per la salute ed il ciale, porta a: nell integrazione tra tutte le componenti sociali la metodologia eale per aprire l organizzazione del servizio sanitario a logiche sociosanitarie, ma di salute e di benessere in senso più ampio; ialogo interdisciplinare ed interistituzionale che sottolinei la operare una connessione fra le diverse tipologie di servizi popolazione (quelli sanitari, quelli sociali, quelli della casa,, dei trasporti e dell ambiente, che possono tutti influire sullo ute e di benessere sociale della popolazione) in modo il più mplementare gli uni agli altri, secondo una concezione unitaria alla persona ; nel territorio e nelle sue articolazioni - comunità montana o l ambito privilegiato nel quale ricomporre l unitarietà dei persona; la necessità di ruoli istituzionali che distinguano chi governa,, chi organizza, chi produce, indipendentemente dalle coincidenze dalla dimensione del territorio; tutte le potenzialità dell associazionismo e del volontariato i cittadini e le loro associazioni nelle scelte che riguardano la benessere sociale, secondo una logica di programmazione il ruolo della famiglia nell educazione alla salute, al benessere tenza ai suoi componenti, coinvolgendola e sostenendola come irrinunciabile valore umano e sociale per la comunità valdostana. to appena detto, si pone in evidenza che: ne della pianificazione sanitaria non può limitarsi al alute/malattia; he per la salute non possono essere affrontate con i soli del servizio sanitario, ma vanno inquadrate nell ambito più ampio a di benessere sociale (ovvero del sistema di garanzie che l massimo benessere sociale e sanitario alla popolazione nei le risorse disponibili); ematica relativa alla salute ed al benessere sociale deve olta ponendo al centro la persona e la sua qualità della vita, da con dinamiche di autosviluppo del singolo, della famiglia e delle ocali; nuovo, come quello richiesto dalla politica di comunità, sere governato con gli strumenti della precedente programmazione. ede una nuova configurazione e nuove modalità di raccordo fra la ione regionale, la pianificazione locale e la pianificazione le; necessità di una intersettorialità sia nella programmazione rventi per la salute e per il benessere sociale, sia nella ione dei servizi sanitari e sociali, considerando a tal fine le i:

13 ra la programmazione sanitaria e la programmazione le più ampia; e di strumenti di raccordo fra competenze proprie del ocio sanitario regionale e quelle degli enti locali; età orizzontale, con la presenza del privato sociale e del to; ione del sistema di servizi secondo un modello di reti ia. ale scenario, da un lato, si ritengono ancora validi i principi el precedente Piano socio-sanitario regionale per il triennio i, pertanto, si rinvia in termini di continuità, dall altro, vi bisogni che richiedono di procedere nell ottica di: entro dell attenzione la persona, come soggetto di diritti e e come protagonista dell organizzazione dei servizi, do però al contempo in essa la consapevolezza del limite. La di limiti, sia di conoscenza, sia di efficacia, ad oggi li persino per la scienza medica più avanzata, aiuta chi è in di malattia, e la famiglia che lo assiste, a superare meglio spesso molto difficili; l eticità del sistema, sia per quanto riguarda gli - ai quali va l invito ad aderire alle regole della buona pratica ale - sia per quanto riguarda i cittadini - che sono invitati ad in modo corretto ed esauriente per valorizzare al massimo la ezza e la libertà di scelta -, sia infine per quanto riguarda il ra operatori e cittadini, che deve essere imperniato sul reciproco nel rispetto della persona, dei bisogni e dei ruoli; il governo dell offerta, come definita dai livelli di assistenza sanitaria (LEA) e dai futuri livelli delle i sociali (LEP), definendo cosa deve essere messo a disposizione, quali caratteristiche, al fine di rispondere ai bisogni ed alla e domanda di prestazioni; e l offerta, della quale è responsabile il Governo della alla organizzazione produttiva, di cui rispondono l Azienda U.S.L. stazioni sanitarie e sempre più gli enti locali per le prestazioni la salute, intendendo con ciò non l assenza di malattia, ma o che consente alle persone di esercitare un maggior controllo ria condizione di benessere psico-fisico e di migliorarla; il processo di integrazione fra servizi sanitari e servizi stenziali orientando l organizzazione delle prestazioni verso una temica che garantisca il coordinamento di adeguati percorsi di assistenza alla persona; processo di modificazione e di decentramento agli enti l organizzazione e della gestione dei servizi socio-assistenziali; l efficacia delle prestazioni e l efficienza delle gestioni. metodologia si intende passare dalla pianificazione sociocomunemente detta, alla pianificazione per la salute ed il sociale o, meglio, da un Piano socio-sanitario regionale ad per la salute ed il benessere sociale della popolazione. ente il piano si sviluppa nel rapporto fra obiettivi, attività e dei processi e degli esiti, osservando in proposito che: gli indirizzi strategici sono le direttrici fondamentali uali scorre tutto il processo di pianificazione e dalle quali

14 biettivi e attività; ivi sono conseguenti e realizzativi dei valori strategici no individua come linee di indirizzo per la pianificazione; à sono le azioni, le iniziative, i processi con cui si ndere più efficace ed efficiente l offerta di servizi e di i alla persona per il perseguimento degli obiettivi; di validità della pianificazione, per alcune attività può n valore progettuale di lungo periodo alla cui base però è concordare un processo decisionale sui futuri assetti ivi e sulla loro evoluzione. nte a tutto ciò, l'attività one dei bisogni di salute e di benessere sociale, svolta tituzionale, assume la funzione di verifica e di o dell'azione di pianificazione così intrapresa. sulla base dei nuovi bisogni e delle ioni di vita. ale compito di un sistema per la salute ed sociale è quello di tutelare e promuovere la a, psichica e sociale di tutti i cittadini. Tale sulta però raggiungibile solo se il servizio quello sociale sono in grado di soddisfare, dopo averli alutati, i bisogni della popolazione di riferimento. ei bisogni non prescinde dalle che del contesto in cui il bisogno nasce e si manifesta, generalizzate a livello nazionale o proprie di un ambito osta, al pari di quanto accade a livello ta vivendo un'epoca caratterizzata da rilevanti del contesto sociale, scientifico e tecnologico che hanno ogni della popolazione, facendo emergere nuove esigenze assistenza legate soprattutto alla cronicità. to dell'età media della dovuto anche alla diminuzione della mortalità per ute, ha determinato un aumento delle patologie nerative collegate all'età e spesso associate ità. E' necessario predisporsi ad affrontare una ssistenza di natura diversa da quella tradizionale, ta da nuove modalità di erogazione, basate sui la continuità delle cure per periodi di lunga

15 prattutto, dall'integrazione tra prestazioni sanitarie l'evoluzione delle professioni ha l mercato del lavoro, rendendolo più consapevole e e, ma anche molto più dinamico, al punto che ualche anno saremo condizionati da carenze dovute ad una grammazione formativa. Strategico in questo senso risulta l'università della Valle d'aosta assumerà one delle figure professionali, soprattutto se svolto in aborazione con la realtà del mercato del lavoro. delle tecnologie sanitarie e genetiche ltre oggi di raggiungere risultati quali-quantitativi nel passato, ma pone il problema dell'assorbimento di omiche sempre maggiori a fronte della garanzia di iversalità delle prestazioni. assistito ad un mutamento pio che ha prodotto uno straordinario incremento della epita di salute da parte dei cittadini che si sentono l centro del sistema salute e chiedono prestazioni di garantiscano continuità assistenziale, multidimensionale e multiprofessionale. Un mutamento e non sempre però ha orientato le richieste nel ppropriatezza, poiché l'aumento di facilmente disponibili su accessi a cure e prestazioni, a favorito la finalità educativa arrecando un ale per la salute, ma piuttosto ha di frequente creato a libero mercato, in cui le regole etiche non sono ancora e e le persone non hanno ancora acquisito gli strumenti idonei a beneficiare della molteplicità di uperspecializzata, senza essere da questa sovrastata e. alute, e l'offerta pubblica in si trovano, rispetto al passato, costretti anche a a tutelare i cittadini da eccessi di prestazioni, a correggere una domanda a tratti impropria, con frequente one da parte degli utenti che ritengono non sia stata sposta al bisogno. per una popolazione di montagna.

16 e della salute nelle diverse realtà un impegno e una garanzia che trae origine dalla Costituzionale. Questa stessa Carta afferma che la a e la valorizzazione delle zone montane rivestono preminente interesse nazionale' (art. 44), da qui il dovere, da parte dello Stato di garantire su tutto o nazionale i livelli essenziali ed uniformi di anitaria e sociale. e gestire servizi sanitari e sociali in ani comporta senza dubbio difficoltà maggiori e e differenziate (parametri diversi, in termini, ad posti letto per abitante, tassi di ospedalizzazione etto a zone di pianura, sistema di emergenza più cc..). Svantaggi naturali, svantaggi climatici e squilibri nella struttura demografica e talvolta in le rendono più difficile, in montagna, ne dei modelli utilizzati in altre aree del Paese. d arrivare in ogni paesino con servizi di i più elevati di costruzione delle strutture sociali sono i problemi con cui confrontarsi stabilmente nelle zone inoltre la vita associativa è più la distanza dal centro ospedaliero è maggiore. va quindi sottolineato il nostro problema : la sanità in montagna comporta costi strutturali la media nazionale. La Commissione sui problemi della ntagna istituita nel luglio del 2000 con decreto o della Salute ha quantificato l'incidenza di tale ll'ordine del 20%. tuazione di partenza, non favorevole,, nella stesura del nuovo piano regionale per la benessere sociale, utilizzare al meglio tutte le ' del nostro territorio, tutte le risorse evedendo modelli organizzativi più efficaci. infatti sono anche territori di qualità. tamente riferibile a valori reali ed oggettivi di ubrità dell'aria e delle acque, alla bosco, al panorama, alla minore incidenza di rumori e di uinamento, a stili di vita che prevedono maggiore ica, a prodotti alimentari locali di sicura osì come risorsa importante della nostra na è il volontariato, frutto di quella alpina così importante nel passato e da anche oggi come grande possibilità di integrazione i pubblici.

17 ealtà, portatrice di difficoltà ca di elementi positivi, bisogna studiare e mettere in i organizzativi sanitari e sociali più rispondenti specificità. L'attivazione di questi modelli un laboratorio di qualità non solo per la nostra ostro territorio si presta infatti in modo alla prevenzione sanitaria primaria e secondaria delle Valle d'aosta, che già spende di più Regioni in questo settore, incentiverà anche la emiologica per una prevenzione ancora più sapevoli infine che fornire un itario e sociale efficace e capillare nelle nostre valli paesi sarà condizione determinante per il della popolazione nelle zone alpine e che ciò l controllo e la salvaguardia del territorio li per la sopravvivenza. della territorialità e l'orientamento per l'evoluzione del dei servizi in una prospettiva di sistema e te integrazione fra i servizi sanitari e i servizi la salute e il benessere sociale, attribuisce al ed agli enti locali in esso istituzionalmente i, un ruolo di centralità, sia sotto il profilo o, sia sotto il profilo degli strumenti di ne. ndi necessario un ulteriore sviluppo del e deve adeguare l'organizzazione dei servizi e delle bisogni espressi dalla popolazione e cioè le modalità indotte dall'organizzazione dei secondo le modalità comunemente previste dai cura', in base ai quali il contributo di ogni atore, sanitario o sociale è pensato anche al di nfini fisici e disciplinari del servizio a cui perché prevede un approccio multifunzionale al alute e di assistenza, e soprattutto una maggiore organizzativa. i tratta di un processo graduale e lento, esso culturale e formativo che lo deve accompagnare

18 nuova organizzazione dei servizi venga percepita ne ottimale - e non imposta - per rispondere in modo d integrato a bisogni di salute e di benessere sociale omplessi. un percorso necessario che ha già i funzionare efficacemente in alcuni segmenti sanitaria, come le strutture ospedaliere, e come da tempo nei settori delle politiche sociali, in in carico è ad opera di équipe ionali che abitualmente operano uscendo dai confini strutture di appartenenza per incontrare e risolvere il a persona, insieme ad altre figure professionali, protocolli di intervento condivisi e comuni. mporterà una graduale: one dei meccanismi organizzativi, consistente nella zione ed ottimizzazione delle attività svolte; zione dei processi, consistente nella ricomposizione delle ioni in percorsi o processi orientati alla persona, che avrà come a anche la riduzione di funzioni di coordinamento fra le gestionali, organizzative e produttive del servizio socio regionale, ne di sistemi di controllo delle attività esercitate e di e e retribuzione del personale in rapporto ai risultati, sia in termini di esito che di soddisfazione degli utenti. senziali delle prestazioni sociali (LEP). to alla salute, genericamente intesa, e la esigenza di integrazione fra servizi sanitari e servizi ermina la necessità di individuare, accanto ai nziali di assistenza sanitaria (LEA), anche i livelli elle prestazioni sociali (LEP). iguarda le politiche sociali, lo Stato è norma della lett. m) del secondo comma dell'art. 117 uzione, a stabilire quali siano i livelli essenziali zioni sulla scorta di quanto già stabilito dalla /2000, ovvero a garantire quell'insieme di prestazioni scono il fattore unificante della cittadinanza sociale e tto contro il rischio di diversificazioni del territorio nazionale. a livello nazionale, la riforma del

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