I RISULTATI DELLE RICERCHE BOCCONI E XING PER ASSOLOMBARDA

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1 I RISULTATI DELLE RICERCHE BOCCONI E XING PER ASSOLOMBARDA Introduzione Milano capitale del lavoro, dell economia e della tecnologia innovativa è una metropoli che sa attrarre e integrare intelligenze, competenze professionali e talenti e che non a caso ha un'alta concentrazione di professioni creative (ricercatori, imprenditori, designer, accademici, scienziati e così via). Tutti professionisti che ritengono il capoluogo lombardo il miglior posto dove lavorare, fare ricerca, costruire un azienda e lanciare nuovi progetti e soprattutto realizzarli. Milano è, infatti, la città del possibile in un Paese in cui tutto spesso appare impossibile. Ma Milano può e deve fare di più per sviluppare queste sue caratteristiche investendo sui creativi e mettendo in rete e valorizzando i suoi distretti creativi, ciascuno efficiente e in grado di fornire prodotti di livello altissimo, ma che non sempre riescono a fare sistema. Partendo da questa considerazione e facendosi interprete delle esigenze espresse da più parti, Assolombarda ha deciso di varare Scena creativa: un progetto per lo sviluppo di Milano. Lo spunto scientifico è stato fornito dalle riflessioni di Richard Florida, economista americano, che con il suo recente libro L ascesa della nuova classe creativa ha posto il tema della valorizzazione dei talenti creativi come uno degli elementi chiave della crescita economica e sociale dei territori. Secondo Florida, che ha elaborato un modello statistico per misurarla, è la nuova classe creativa il vero protagonista dello sviluppo. Una classe che ha avuto una ascesa tumultuosa negli Stati Uniti e nelle altre società avanzate. Partendo da queste idee innovative Assolombarda ha dato incarico all Università Bocconi di fare uno studio ad hoc sulla situazione di Milano e dell Italia e ha chiesto alla società Xing di realizzare 60 interviste, per tracciare un primo identikit dei creativi. L obiettivo del progetto di Assolombarda prevede di far lavorare insieme creativi, imprenditori e istituzioni del territorio che si renderanno disponibili, nella convinzione che investire sull innovazione sia fondamentale per lo sviluppo economico. Dalla cultura imprenditoriale basata sulla ricerca della qualità e dell eccellenza, tipica della tradizione produttiva milanese, e da quella innovativa espressa dai creativi dipenderà, infatti, in gran parte il futuro del Paese e di Milano che ancora ne è l indiscussa capitale economica. Le tre T e il modello statistico di Richard Florida L economista americano Richard Florida nel 2003 ha analizzato la creatività con un approccio nuovo e un modello statistico con cui ha spiegato l ascesa negli Stati Uniti della nuova classe creativa. L approccio di Florida è rilevante per due aspetti principali. Il primo è che ha individuato e misurato una nuova classe, da affiancare alle altre. La classe creativa, secondo la definizione di Florida, è formata da un insieme di professioni che producono qualcosa di nuovo e utile nel normale svolgimento del proprio lavoro. Si tratta di persone che costruiscono valore aggiunto attraverso la creatività e le cui risorse sono dedicate a produrre forme nuove, trasferibili ampiamente utilizzabili. Il nucleo di questa classe (il livello superiore del lavoro creativo) è costituito da professionisti che regolarmente producono nuove soluzioni e sollevano nuove questioni: professionisti attivi in 1

2 campo scientifico, dell ingegneria, dell informatica e matematica, dell istruzione e delle arti (5 raggruppamenti professionali specifici). Ma della classe creativa fanno parte anche i professionisti creativi, ovvero dirigenti e tecnici caratterizzati da un alto impiego di conoscenze in vari campi: manageriale, finanziario, medico e commerciale (4 raggruppamenti professionali specifici). Il secondo aspetto importante del lavoro di Florida è la scoperta che la classe creativa si sta concentrando in contesti urbani caratterizzati da precisi elementi. Si sostiene che la classe creativa si sta allontanando dai centri urbani tradizionali che prosperano per fattori tradizionali, quali le risorse naturali o le infrastrutture materiali, per localizzarsi invece in distretti geografici con elementi di attrattività per persone con aspettative innovative di lavoro e di qualità della vita in genere. Riprendendo molti degli studi recenti sulla creatività, Florida afferma che la classe creativa si sta muovendo e via via concentrando in poche aree urbane caratterizzate da alcune condizioni di stimolo alla creatività, ovvero la tolleranza per la diversità e l intolleranza per la mediocrità. Al fine di misurare questo fenomeno di concentrazione, è stato messo a punto un modello statistico che si propone di testare l esistenza di un legame fra presenza di classe creativa e 3 fattori specifici: tecnologia, talento e tolleranza (le 3T). Ovvero, la presenza di creativi dovrebbe essere più alta in quei contesti urbani caratterizzati dalla presenza di imprese high-tech e da un elevato numero di brevetti prodotti (la tecnologia); da contesti caratterizzati dalla presenza di persone con un elevato livello di istruzione (il talento); e da contesti caratterizzati dalla presenza di un numero rilevante di stranieri e di omosessuali e in grado di offrire una buona offerta culturale grazie alla presenza di artisti, media, attori e così via (la tolleranza). La classe creativa a Milano secondo gli indici delle 3T La ricerca di Florida ha evidenziato che negli Stati Uniti la classe creativa risulta molto consistente (circa il 30% nel 1999) e che nelle città statunitensi esiste una correlazione positiva e statisticamente significativa fra presenza di classe creativa e indicatori di tecnologia, talento e tolleranza (le 3 T). La ricerca empirica della Bocconi, ricollegarsi al modello di Florida e integrandolo sul versante delle imprese ad alto valore simbolico e dell offerta culturale e di spettacoli delle città, ha fatto lo stesso lavoro. Anche per l Italia la concentrazione di classe creativa nei centri urbani è stata valutata attraverso le 3 T di Florida (tecnologia, talento e tolleranza), ed è stata così misurata attraverso i suoi sei indicatori: innovation index, high-tech index, talent index, bohemian index, gay index e melting-pot index. Innovation Index Per misurare il grado di innovazione, Florida ha utilizzato il numero di innovazioni brevettate in rapporto al numero dei residenti (dati dell U.S. Patent and Trademark Office dell anno 1999). Questa misura prende il nome di innovation index. Nell analisi della Bocconi i dati sui brevetti sono quelli ottenuti dall UIB (Ufficio Italiano Brevetti). In termini di incidenza, l indicatore di innovazione è il rapporto fra la percentuale di brevetti di una città rispetto al suo totale di popolazione residente e la percentuale di brevetti italiani rispetto al totale di popolazione italiana. La formula è: Brevetti città/pop. città / Brevetti Italia/Pop. Italia. Utilizzando le richieste effettuate a fine 1991, i dati di incidenza mostrano il primato milanese sul fronte dei brevetti. L indicatore di innovazione % è il rapporto fra il numero di brevetti presentati in città e il numero di brevetti presentati in Italia e, quindi, rappresenta il contributo di una città alla numerosità di brevetti italiani. La formula è: Brevetti città/brevetti Italia. I dati percentuali mostrano la leadership indiscussa di Milano, che contribuisce al 38,71% dei brevetti italiani nel 1991 e al 34,18% nel High-tech Index L High-tech Index misura sia il volume che la crescita dell economia regionale in settori come software, elettronica, prodotti biomedici e servizi di ingegneria. E l unità di misura base per l industria high-tech ed è un sistema di misurazione di largo utilizzo. In Italia le macro categorie in cui sono accorpate le attività appartenenti al settore High-tech secondo la 2

3 Data la mancata disponibilità di dati esaustivi sul fatturato, per l Italia è stato utilizzato il dato di numerosità delle industrie high-tech. La formula di incidenza è: HT città/industria città / HT Italia/Industria Italia. I dati di incidenza al 1991 mostrano il primato milanese sul fronte high-tech. È interessante osservare che l indicatore di concentrazione di imprese high-tech e quello di brevetto si muovono in modo molto simile evidenziando che molti di questi brevetti nascono nelle imprese. Ciò conferma, inoltre, che i due indicatori misurano una sola dimensione, quella di innovazione tecnologica. In termini percentuali, l indicatore high-tech % è il rapporto fra il numero di imprese high-tech presenti in città e il numero di imprese high-tech presenti in Italia e, quindi, rappresenta il contributo assoluto di una città all industria high-tech italiana. La formula è: HT città/ht Italia. Come per i brevetti, i dati percentuali del 1991 mostrano la netta dominanza di Milano: nel capoluogo lombardo è localizzato il 13% di tutta l industria high-tech italiana. Talent Index Il Talent Index è la misura del capitale umano di cui dispone una regione e nell analisi di Florida si basa sulla percentuale di residenti in possesso di diploma di laurea o di specializzazione. In termini di incidenza, il talent è espresso dalla seguente formula: Laureati città/pop. città / Laureati Italia/Pop. Italia. Il dato d incidenza di Milano è 1,38 contro l 1,83 di Roma. In termini percentuali, il talent % è il rapporto fra il numero di laureati in città e il numero di laureati in Italia e, quindi, rappresenta il contributo assoluto di una città alla numerosità di laureati italiani. La formula è: Laureati città/laureati Italia. Il dato percentuale mostra che Milano contribuisce al 19,5% dei laureati italiani. In Italia gli ultimi dati disponibili al livello di città sono quelli del Censimento Questo dato è notevolmente aumentato dal Dati più recenti (2001) riguardanti il numero totale di laureati a livello nazionale e a livello regionale permettono di evidenziare i tassi di crescita (si vedano le tabelle presentate di seguito con riferimento a Milano e alla Lombardia). Bohemian Index Numerosi sociologi urbani hanno esaminato il ruolo dei bohemian nella struttura sociale delle città. Florida per calcolare la numerosità dei bohemien si riferisce alla categoria Arts, design, entertainment, sport and media. Utilizzando i dati del censimento italiano, il processo di individuazione dei bohemien è più complesso, poiché non esiste secondo la classificazione Istat una categoria complessiva di professioni artistiche e dello spettacolo. Anche in questo caso si calcola il valore percentuale e il valore di incidenza. Le formule sono rispettivamente: Bohemian Incidenza: Bohemian Città/Forza Lavoro Città /Bohemian Italia/Forza Lavoro Italia Bohemian %: Bohemian Città/ /Bohemian Italia. I dati di incidenza mostrano la predominanza di Roma con 2,65 seguita da Milano (1,93). Roma contribuisce per il 18% del totale dei bohemian italiani e Milano per oltre il 15%. Gay Index Il Gay Index misura la tolleranza e censisce la presenza di gay in una città tramite l identificazione delle coppie non sposate, definite conviventi e dello stesso sesso. I dati per l Italia sono stati forniti da Arcigay. Sono relativi al 2001 (non ci sono dati per il decennio precedente) e riguardano i fruitori del circuito ricreativo/commerciale che fa capo ad Arcigay. Si tratta di un dato probabilmente sottostimato rispetto a quello reale. Anche in questo caso si calcola il valore percentuale e il valore di incidenza. Le formule sono rispettivamente: Gay Incidenza: Gay Città/Pop. Città /Gay Italia/Pop. Italia Gay %: Gay Città/ /Gay Italia. I dati di incidenza aggiornati al 2001 mostrano Roma (1,80) davanti a Milano con 1,70. Mentre i dati percentuali dicono che Roma contribuisce all 11,70% del totale, subito seguita da Milano (11%). 3

4 Melting-pot Index Il Melting-pot Index misura la percentuale relativa di persone nate all estero residenti nella regione. È calcolato il valore percentuale e il valore di incidenza. Le formule sono rispettivamente: Melting-pot Incidenza: Stranieri Città/Pop. Città /Stranieri Italia/Pop. Italia Melting-pot %: Stranieri Città/ /Stranieri Italia. I dati di incidenza aggiornati al 1991 mostrano Roma con il valore di 2,34 e Milano con 1,67. Ma nel 2001 la situazione è molto modificata: Roma rimane prima con 2,18, ma Milano arriva al 1,85. Il dato percentuale mostra che a Roma nel 1991 si contava il 15,47% degli stranieri residenti in Italia e a Milano l 11,55%. Dieci anni dopo i dati percentuali non si sono particolarmente modificati, ovvero gli stranieri sono aumentati notevolmente ma continuano a vivere nei centri urbani più grandi. L analisi della nazionalità degli stranieri residenti in Italia mostra alcune differenze fra Milano e Roma. Si evidenzia una maggiore concentrazione a Roma di persone provenienti dall Unione Europea, dall Europa Orientale e dal Nord America. A Milano sono maggiormente concentrate le persone provenienti da Sud America e Africa. Risultati in sintesi I risultati principali che emergono dalla ricerca empirica riguardano tre aree: la portata del fenomeno della classe creativa, l individuazione dei fattori di contesto urbano che condizionano la presenza di questa classe e, in particolare, l individuazione dei fattori che sostengono la presenza di nucleo supercreativo. Risultato n.1: anche in Italia è rintracciabile un legame positivo e significativo fra la presenza di classe creativa e le 3T. Infatti il numero di professionisti creativi è chiaramente più alto nelle città con più imprese high-tech, più brevetti, più laureati, più bohemian e più stranieri; Risultato n.2: La classe creativa in Italia, considerando i dati disponibili al Censimento del 1991, rappresenta il 16% della popolazione residente attiva in condizione professionale e a Milano il 19%. Nel 1991 in Italia la classe creativa è però circa la metà della classe creativa degli Stati Uniti nel 1999 (il 16% contro il 30%) In Italia la classe creativa è concentrata in misura meno evidente rispetto agli Stati Uniti nelle grandi città Risultato n.3: la presenza di classe creativa nelle città statunitensi e in alcune città europee è notevolmente maggiore di quella registrata a Milano Le principali città statunitensi si caratterizzano per valori di classe creativa superiori al 30%. A Boston la classe creativa rappresenta il 38% della forza lavoro A Barcellona la classe creativa nel 1991 rappresenta oltre il 27% della popolazione; nel 2001 il 31%. In complesso, la Spagna registra valori che superano il 19% Se la classe creativa a Milano crescesse allo stesso tasso a cui è cresciuta a Barcellona, nel 2001 mostrerebbe valori pari al 23% a Milano; se crescesse la metà di quanto è cresciuta a Barcellona, nel 2001 sarebbe il 21,5% a Milano. Milano pur avendo tantissime imprese innovative e high-tech, pur essendo una città tollerante e in grado di integrare persone provenienti da tutto il mondo, e pur essendo ai massimi livelli per l offerta culturale, non sembra essere stata ancora in grado di mettere efficacemente a sistema la creatività. Ci sono, quindi, ancora grandissimi spazi per la classe creativa cittadina che può e deve contribuire allo sviluppo e al rilancio di Milano. 4

5 Allegato 1: I valori degli indicatori percentuali per la città di Milano Percentuale Milano Innovation % Brevetti città/ Brevetti Italia 38,71% Innovation % Brevetti città/ Brevetti Italia 34,18% High-tech % HT città/ht Italia 12,99% High-tech % HT città/ht Italia 13,88% Bohemien % Bohemian città/ Bohemian Italia 15,68% Talent % Laureati città/laureati Italia 9,51% Melting-pot % Stranieri città/ Stranieri Italia 11,55% Melting-pot % Stranieri città/ Stranieri Italia 12,05% Gay % GAY città/gay Italia 11,06% Fonte: Università Bocconi Tecnologia Allegato 2: Le tre T negli Usa Talento Tolleranza (Gay Index) Indice di creatività 1 San Francisco Research Triangle San Francisco San Francisco 2 Boston Washington DC San Diego Austin 3 Seattle Boston Los Angeles Boston 4 Los Angeles Austin Austin San Diego 5 Washington DC San Francisco Seattle Seattle 6 Dallas Hartford Sacramento Research Triangle 7 Atlanta Atlanta Washington DC Houston 8 Phoenix Denver Atlanta Washington DC 9 Chicago Minneapolis Minneapolis New York 10 Portland Dallas Houston Minneapolis Fonte: R. Florida Talento (Human Capital + Classe Creativa) Allegato 3: Le tre T in Europa Tecnologia 1 Finlandia Svezia Svezia 2 Olanda Finlandia Danimarca 3 Belgio Germania Olanda 4 Inghilterra Danimarca Finlandia 5 Svezia Olanda Germania 6 Irlanda Belgio Austria 7 Germania Francia Inghilterra 8 Spagna Inghilterra Francia 9 Danimarca Austria Belgio 10 Francia Irlanda Italia 11 Grecia Italia Spagna 12 Austria Spagna Grecia 13 Italia Portogallo Irlanda 14 Portogallo Grecia Portogallo Fonte: R. Florida and I. Tinagli, Europe in the Creative Age, 2004 Tolleranza 5

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