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1 Business Plan la guida Intraprendendo 2012 Noi di Intraprendendo crediamo che lo sviluppo dell economia non sia altro che la somma della crescita nostra e delle nostre aziende e che fare impresa e farla bene sia oggi più di ieri possibile grazie alla disponibilità a prezzi contenuti di informazioni, conoscenze, risorse tecnologiche e possibilità di comunicazione che un tempo erano impensabili o inaccessibili se non alle grande aziende. Allo scopo di stimolare lo sviluppo di impresa abbiamo redatto questo documento che vuole spiegare come pensare un impresa e realizzare un Business Plan anche grazie agli strumenti disponibili in rete sia nel sito Intraprendendo che altrove. Questo documento è un documento vivo ed in evoluzione che verrà aggiornato regolarmente, anche grazie al Vostro contributo, con l emergere di nuove idee e la identificazione di nuovi strumenti utili alla redazione del Vostro Business Plan. Intraprendendo

2 Indice Cos è un Business Plan... 3 Il progetto imprenditoriale... 4 Analisi del Mercato... 4 Caratteristiche del Prodotto/Servizio offerto... 4 Struttura del mercato... 5 Analisi della domanda... 5 Analisi dell offerta... 6 Ciclo di Vita... 6 Analisi dei Competitors... 6 Fornitori... 6 Canali distributivi... 6 Strategia di marketing... 7 Piano Operativo... 8 Struttura Organizzativa... 8 Le Risorse di finanziamento... 9 Capitale investito e le fonti di copertura... 9 Piano degli Investimenti... 9 Le previsioni economico-finanziarie La previsione delle vendite Il forecast dei costi L analisi del Break Even Point Gli schemi di Stato Patrimoniale e Conto Economico previsionali Il conto economico previsionale Lo Stato Patrimoniale previsionale Indicatori economico-finanziari

3 Cos è un Business Plan Il Business Plan, è il documento che serve a presentare lo sviluppo di un azienda nell arco di un determinato orizzonte temporale (in genere tra tre e cinque anni) consentendo di fornire una vera e propria fotografia di come si intende operare e far crescere l azienda in questo periodo e dei risultati economici e finanziari che ci attendiamo quali risultati della nostra impresa. Essendo la rappresentazione di cosa intendiamo fare la sua stesura deve essere particolarmente curata ed esaustiva, sia nel contenuto sia nella forma di presentazione: le notizie e le idee in esso contenute devono essere precise e dettagliate, ma al tempo stesso anche innovative ed accattivanti. Al Business Plan sono riconducibili almeno tre principali funzioni: i. pianificazione e gestione dell impresa; ii. verifica dei risultati di gestione; iii. analisi sulla fattibilità economico-finanziaria dell investimento. Nelle pagine che seguono abbiamo dato un indicazione delle parti che è importante inserire nel documento ma il modello dovrà poi essere adattato in funzione delle caratteristiche della specifica attività di business. Questa invece è una rappresentazione grafica di insieme delle diverse parti che devono essere coperte nel piano in quanto ciascuna integra o specifica una parte dell impresa. Business plan Idea di Business Organizzazione dell impresa Verifica della fattibilità economico-finanziaria dell investimento Analisi dei risultati Descrizione del progetto imprenditorial e che si vuole realizzare Analisi di mercato Struttura organizzativa Piano di Marketing Piano Operativo Piano degli investimenti Struttura delle fonti; CE e SP previsionale Piano degli indicatori Aggiornamento del BP con i dati a consuntivo Verifica degli scostamenti 3

4 Il progetto imprenditoriale Il Business Plan deve, innanzitutto, dare al lettore un idea chiara ma sintetica del progetto imprenditoriale e dell opportunità di business che questo rappresenta. In questo paragrafo è necessario riassumere i punti chiave del Business Plan che sarà sviluppato nelle pagine seguenti. Tale premessa deve indicare : i. in che cosa consiste il progetto imprenditoriale, la descrizione dei principali servizi/prodotti offerti ed i loro principali punti di forza rispetto ai prodotti concorrenti; ii. quali opportunità di mercato si intende cogliere; iii. quali sono i punti innovativi del progetto imprenditoriale; iv. obiettivi produttivi e di redditività perseguite (fatturato, redditività, capitale proprio). Come fare: La descrizione del progetto imprenditoriale deve far capire immediatamente che si hanno le idee chiare ma anche e soprattutto deve far emergere l entusiasmo dell imprenditore alla esecuzione dell impresa. Conoscere bene il settore in cui si intende operare è una tra le più importanti chiavi del successo e si è in grado di illustrare in modo chiaro e sintetico solo le cose che si conoscono bene. Suggeriamo quindi di scrivere un idea di massima del progetto imprenditoriale, fare la Vostra approfondita analisi del piano nelle sezioni seguenti e rivedere e riscrivere in modo chiaro e sintetico questa sezione quando il piano è quasi completo cercando di inserire nella descrizione del progetto imprenditoriale gli elementi distintivi delle singole sezioni. Analisi Mercato del Il Business Plan deve contenere un analisi del settore nel quale si vuole investire individuando i principali aspetti caratterizzanti dello stesso. Caratteristiche del Prodotto/Servizio offerto Il successo dell idea imprenditoriale è essenzialmente imputabile alle caratteristiche del prodotto/servizio offerto in rapporto allo specifico mercato di riferimento. A tal fine il Business Plan dovrà spiegare i seguenti elementi: i. il bisogno che si intende soddisfare in termini di utilità percepita dal consumatore; ii. le caratteristiche del prodotto/servizio offerto dall azienda (descrizione fisico tecnica, livello qualitativo, aspetti tecnologici, prezzo, condizioni di pagamento, gamma, servizi accessori e complementari, garanzia, ecc.); 4

5 iii. elementi innovativi del servizio/prodotto rispetto al mercato attuale; Struttura del mercato L analisi del settore dovrà fornire le informazioni concernenti le caratteristiche e le tendenze della domanda e dell offerta di prodotti e servizi, ed ancora le minacce (dovute ai cambiamenti generabili all interno del mercato) e le opportunità (ad esempio leggi di finanziamento agevolato, normativa favorevole, apertura di nuovi mercati, economie di scala, facile reperimento di materie prime ) presenti nel settore. Lo scopo è dare al potenziale investitore o finanziatore un idea della rete all interno della quale opererà l impresa, la sua posizione sul mercato e altri dati analoghi. Analisi della domanda Dal lato della domanda risulterà necessario descrivere il mercato di riferimento (Target market), attraverso: i. la definizione del mercato specifico cui ci si vuole rivolgere considerando gli aspetti geografici, demografici; ii. la definizione del target di clienti che si vuole raggiungere (comportamenti di consumo, propensione di spesa, influenze). Per definire questi aspetti è necessario svolgere preventivamente un analisi quantitativa e qualitativa (individuazione delle motivazioni e dei bisogni che attraversano le varie fasi di acquisto) della domanda. Aspetti quantitativi quanto acquista, per identificare i volumi di vendita dove acquista, per scegliere un buon sistema distributivo quando acquista, per un eventuale stagionalità nell acquisto chi e come effettua l acquisto chi interviene nell acquisto Aspetti qualitativi insorgere del bisogno raccolta delle informazioni, individuando le varie alternative di acquisto valutazione delle alternative, sulla base di giudizi soggettivi/oggettivi scelta tra le alternative, sulla base di gusti, esigenze, convenienze, ecc. valutazione post-acquisto, momento in cui il consumatore esprime giudizi di gradimento o meno Al termine dell analisi, i dati raccolti devono essere inseriti in uno schema logico di riferimento, in modo da ottenere una divisione in segmenti della 5

6 Analisi dell offerta Ciclo di Vita Analisi dei Competitors Fornitori Canali distributivi potenziale clientela. Possono quindi essere prese in considerazione, a questo fine, alcune variabili di segmentazione, come: - criteri demografici e geografici - criteri socio-economici - stili di vita e preferenze - comportamenti d acquisto e di consumo. Dopo aver esaminato il versante della domanda occorre spostare l analisi al settore di appartenenza, costituito dal gruppo di imprese che svolgono la medesima attività economica in un certo ambito geografico. Rispetto a tale ambito risulta utile fornire l informazione sul ciclo di vita del settore (nascita, sviluppo, maturità o declino) al fine di comprendere il grado di maturità del settore in cui il progetto si inserisce. Il Business Plan dovrà contenere le seguenti informazioni: - grado di concentrazione del settore; - profilo dei principali concorrenti (diretti e produttori di servizi/prodotti sostitutivi): quota di mercato posseduta, dove operano, a quali segmenti si rivolgono, con quale offerta, ecc.. Evidenziare, in particolare, i punti di forza e i punti di debolezza; - struttura economica del settore (barriere all entrata, economie di scala, importanza dell esperienza, economie di scopo/raggio d azione, ruolo della tecnologia, costi di passaggio da un fornitore all altro, livello di differenziazione del prodotto/servizio). Descrivere le principali fonti di approvvigionamento indicando: - quali sono i componenti principali del prodotto e dove vengono approvvigionati; - descrizione delle principali caratteristiche delle fonti di approvvigionamento (qualità costante dell offerta, affidabilità dei fornitori); - potere contrattuale dei fornitori: dimensione media dei fornitori, numero di fornitori, disponibilità di fonti di approvvigionamento alternative, livello di concorrenza tra i fornitori. Individuare la struttura dei canali distributivi: - scelta dei canali distributivi, organizzazione della forza vendita, distribuzione fisica dei prodotti; - accordi di commercializzazione/distribuzione; - costi di commercializzazione. 6

7 Strategia di marketing Dopo aver definito l obiettivo e analizzato gli aspetti del mercato, si potranno individuare le strategie ottimali per l acquisizione della quota di mercato desiderata e per un buon posizionamento rispetto alla concorrenza. Questo vuol dire descrivere quali sono i fattori sui quali puntare, in base al tipo di prodotto/servizio che si vuole offrire. In questo paragrafo occorrerà descrivere in dettaglio tutte le azioni di marketing mix scelte dall impresa per poter raggiungere gli obiettivi prefissati. Mercato Scelta della combinazione di offerta: Mercati attuali con prodotti attuali, cioè già esistenti, quindi è una soluzione consigliabile solo se vi sono ancora ampi spazi di crescita. Mercati nuovi con prodotti attuali, trovando cioè delle novità di presentazione dei prodotti attuali. Mercati attuali con prodotti nuovi, che permetterà di ottenere, almeno inizialmente, delle posizioni di monopolio. Mercati nuovi con prodotti nuovi, caratterizzato da un alto rischio, ma anche da grandi potenzialità. Prodotto Definire il modo attraverso il quale rispondere ai bisogni del mercato descrivendo tutti i molteplici aspetti che compongono l offerta: caratteristiche (qualità, affidabilità prestigio, eleganza, sicurezza, livello tecnologico) Modalità di applicazione del prezzo servizi collaterali (tempi di consegna, assistenza, altri servizi) condizioni di trasporto garanzie e assicurazioni Prezzo: Il Business Plan dovrà contenere la descrizione sulle modalità e logiche di determinazione del prezzo. A tal fine ci si può riferire alle seguenti strategie: prezzo orientato al mercato (in funzione del valore che i consumatori attribuiscono al prodotto); prezzo orientato ai costi (applicando al prezzo un ricarico - mark up - sufficiente per coprire tutti i costi generali e garantire un profitto sufficiente); prezzo orientato alla concorrenza (in genere utilizzato per i prodotti simili). Distribuzione: La strategia di marketing deve indicare la scelta dei canali distributivi prescelti adeguati alle caratteristiche proprie del prodotto/servizio offerto (ingrosso, grande distribuzione, dettaglio e vendita diretta). Promozione: In tale sezione sarà utile indicare la scelta dei canali di comunicazione e di promozione prescelti dall azienda. 7

8 Piano Operativo Il piano operativo riguarda le modalità con cui l impresa intende realizzare i propri prodotti e fornire i propri servizi. Dovranno pertanto essere approfonditi i problemi relativi all organizzazione del lavoro e del capitale, all approvvigionamento delle materie prime, alle tecniche di produzione, alle politiche da adottare con fornitori e venditori. Alla luce di quanto esposto, quindi, un piano operativo deve indicare: i. come si intende sviluppare o realizzare il prodotto/servizio offerto; ii. iii. iv. quali sono le tecnologie utilizzate ed i macchinari necessari; dove avviene la produzione. La scelta dell area di produzione sarà legata alle esigenze di approvvigionamento ed alla disponibilità di manodopera; la logistica riguardante la movimentazione in entrata ed in uscita delle merci, il loro stoccaggio e a distribuzione. Struttura Organizzativa Forma Giuridica In questa sezione sarà necessario indicare la forma giuridica scelta per Organizzazione lo svolgimento dell attività imprenditoriale. Nella definizione dell organizzazione occorre identificare delle funzioni aziendali coerenti con l attività che si vuole svolgere; alcune delle funzioni possono essere identificate: Funzione personale: selezionare e assumere le risorse umane, con criteri di coerenza; Funzione produzione: individuare la tecnologia più idonea a produrre, controllare le macchine e la struttura necessaria per garantire un buon processo di lavorazione; Funzione approvvigionamenti: assicurare gli acquisti delle materie prime e di tutto ciò che è necessario alla produzione, definire le scorte e i tempi di acquisto ottimali; Funzione marketing: definire le strategie di commercializzazione e promozione dei prodotti/servizi dell azienda; Funzione vendite: intesa non solo come distribuzione del prodotto ma anche come assistenza al cliente nella fase post-vendita; Funzione ricerca e sviluppo: assicurare un vantaggio competitivo continuo, individuando periodicamente nuovi processi e nuovi prodotti. Dopo aver individuato le varie funzioni, per ciascuna di esse occorre individuare le caratteristiche e le competenze che dovrebbero possedere le persone preposte. Composizione Management In questa sezione risulta utile inserire il curriculum vitae dei componenti principali del gruppo imprenditoriale, evidenziando: studi compiuti e qualifiche conseguite; esperienze di lavoro pregresse; ruolo da svolgere nell impresa. 8

9 Le Risorse di finanziamento Nella redazione di questo paragrafo l imprenditore deve illustrare le forme di finanziamento con cui prevede di sostenere la sua attività, sulla base del fabbisogno giudicato necessario. Capitale investito e le fonti di copertura Il capitale investito corrisponde al complessivo ammontare delle risorse necessarie per l avvio e la gestione corrente dell impresa. Determinati l ammontare e la natura del fabbisogno di capitale l imprenditore determina la struttura delle fonti di finanziamento, avendo cura di mantenere la giusta correlazione tra fonti a breve e attività correnti e fonti consolidate e attività fisse. A tal fine risulta utile redigere uno schema fonti/impieghi che consente di mettere in luce le predette correlazioni, nel quale dovranno essere riportati gli incrementi/decrementi previsti nel triennio di riferimento. Importi in /000 IMPIEGHI n n+1 n+2 TOTALE FONTI n n+1 n+2 TOTALE Attività Correnti Passività Correnti Cassa e banche - Banche c/c passivi - Crediti commerciali - Debiti verso fornitori - Inserire dettaglio crediti commerciali - Debiti verso agenti - (fondo svalutazione crediti) - Erario c/iva passivo - Titoli a breve - Altri debiti a breve - Scorte - Erario c.iva attivo - Altri crediti a breve - Attività Fisse Passivite Consolidate Immobilizzazioni materiali - Mutui bancari - - fabbricati: - Fondo TFR - - impianti e macchinari - Finanziamenti soci - -altre - Contributi in c/capitale - (fondo ammortamento Imm. Materiali) - Immobilizzazioni finanziarie - (f.do svalut. Imm. Finanziarie) - Immobilizzazioni immateriali - - marchi e brevetti, licenze, altri diritti di utilizzazione - - Ricerca e Sviluppo - Capitale Netto realizzazione sistemi di qualità e certificazione di qualità - Capitale Sociale - (f.do ammort.to Imm. Immateriali) - Riserve - fattibilità) - Utile d'esercizio - TOTALE IMPIEGHI TOTALE FONTI Capitale circolante netto Posizione finanziaria netta Piano degli Investimenti In questa sezione dovranno essere riportati in dettaglio gli investimenti che si intendono effettuare per l esercizio dell attività di impresa nell arco del triennio di riferimento. Di seguito si riporta un possibile schema da seguire: 9

10 IMPIEGHI n n+1 n+2 FONTI n n+1 n+2 Attività Correnti Passività Correnti Cassa e banche Crediti commerciali Inserire dettaglio crediti commerciali (fondo svalutazione crediti) Titoli a breve Scorte Erario c.iva attivo Altri crediti a breve Banche c/c passivi Debiti verso fornitori Debiti verso agenti Erario c/iva passivo Altri debiti a breve Attività Fisse Passivite Consolidate Immobilizzazioni materiali Mutui bancari - fabbricati: Fondo TFR - impianti e macchinari Finanziamenti soci -altre (fondo ammortamento Imm. Materiali) Immobilizzazioni finanziarie (f.do svalut. Imm. Finanziarie) Immobilizzazioni immateriali - marchi e brevetti, licenze, altri diritti di utilizzazione Contributi in c/capitale - Ricerca e Sviluppo Capitale Netto realizzazione sistemi di qualità e certificazione di qualità Capitale Sociale (f.do ammort.to Imm. Immateriali) Spese capitalizzate (ad es studi fattibilità) Riserve Utile d'esercizio TOTALE IMPIEGHI TOTALE FONTI Le previsioni economicofinanziarie La previsione delle vendite Il risultato delle considerazioni svolte sul mercato in termini di analisi della domanda e dell offerta, delle azioni di marketing e commerciali decise in funzione delle risorse finanziarie disponibili deve essere poi sviluppato in termini di flussi di ricavi, di costi e dei relativi effettivi patrimoniali e finanziari. Le vendite sono il Motore dell iniziativa, il nostro progetto viene creato per portare un prodotto od un servizio sul mercato e senza di esse ovviamente non c è impresa. In questa sezione dovranno essere riportati i dati sulle vendite previsionali in termini di fatturato e volumi per ciascuno dei prodotti e servizi che vogliamo produrre o erogare. Importi in /000 VENDITE FATTURATO n n+1 n+2 per tipo di prodotto/servizio

11 Valori unitari VENDITE VOLUMI Unità di misura n n+1 n+2 (es Kg, metri, unità, litri, ecc.) Totale Volumi di Vendita Come fare: La stima delle vendite visto il menzionato ruolo di motore dell iniziativa - è molto importante per la credibilità dell intero piano e deve quindi esserci una evidenza di fattibilità. Nel caso di un business plan di un azienda già operante sarà opportuno inserire nel piano i valori dell anno zero ovvero l ultimo anno del quale esiste un bilancio approvato. L aver già conseguito un volume di vendite pur se inferiore a quello atteso è ovviamente un elemento che corrobora la solidità del piano. Nel caso di una nuova impresa, ma anche per supportare l eventuale crescita di fatturato di un azienda esistente, dovremo invece supportare la nostra stima delle vendite con delle ricerche di mercato esterne. Se abbiamo disponibilità finanziarie per tale attività sarebbe opportuno chiedere una ricerca apposita ad una società di ricerche di mercato. In alternativa possiamo contattare le associazioni di categoria del settore specifico o reperire i dati stimati del mercato da altre fonti (Intraprendendo nella sezione riporta per alcuni settori un esempio di stima dei valori di mercato nei prossimi 3 o 5 anni) e adattare il proprio piano di sviluppo a queste evidenze di mercato. In alcuni recenti progetti Intraprendendo ha proiettato le stime di vendita nazionali di un certo settore all area geografica di attività della azienda in funzione della popolazione. Il forecast dei costi In questa sezione dovrà essere inserita la struttura dei costi suddividendoli in: - costi variabili: sono quelli che variano al variare della produzione come ad esempio materie prime, manodopera, utenze, provvigioni di vendita, trasporti; - costi fissi: sono quelli che l impresa deve sostenere per costituire e far funzionare l impresa. Essi non variano al variare della produzione, ad esempio affitti, ammortamenti, personale fisso, assicurazioni. Questo discorso vale ovviamente fin quando l aumento della produzione non è così marcato da richiedere dei nuovi investimenti; - costi totali: somma tra costi fissi e variabili. 11

12 I costi fissi possono essere riepilogati secondo lo schema seguente: Importi in /000 COSTI FISSI per classe e tipologia 1. Costi di struttura n - n+1 - n Salari e stipendi 1.2 Contributi e oneri 1.3 Accantonam. TFR 1.4 Compenso amministratori 1.5 Ammortamento Immob. Materiali 1.6 Ammortamento Immob. Immateriali 1.7 Manutenzioni 1.8 Canoni di locazione 1.9 Utenze 1.10 Consulenze amministrative e legali 1.11 Premi assicurativi 1.12 Altri 2. Costi di sviluppo Pubblicità e promozione 2.2 Ricerca e sviluppo 2.3 Altri costi di marketing 2.4 Formazione del personale 2.5 Sviluppo/manutenzione sito 2.06 Altri Totale Costi Fissi I costi variabili possono essere riepilogati secondo lo schema seguente: Importi in /000 COSTI VARIABILI per classe e tipologia 1. Acquisto di materie prime, semilavorati e prodotti finiti 2. Lavorazioni esterne 3. Provvigioni 4. Trasporti e dogane 5. Perdite su crediti 6. Spese per prestazioni di servizi variabili 7. Altri Totale Costi Variabili n - n+1 - n+2 - L analisi del Break Even Point L analisi di Break Even Point serve ad evidenziare in quale momento e per quale volume di vendita l azienda raggiunge il pareggio tra costi e ricavi. In tale paragrafo l azienda deve individuare il livello di vendita che la stessa deve raggiungere per riuscire coprire con i propri ricavi sia i costi fissi che i costi variabili connessi alla produzione. In formula vorrà dire: Q Break Even Point= CF PVU-CVU 12

13 Dove si intende: - CF totale dei costi fissi; - PVU prezzo di vendita unitario; - CVU costi variabili unitari. Gli schemi di Stato Patrimoniale e Conto Economico previsionali Al fine di rappresentare poi l andamento economico, patrimoniale e finanziario prospettico devono essere redatti il Conto Economico e lo Stato Patrimoniale previsionali un esempio dei quali è di seguito riportato 13

14 Il conto economico previsionale Importi in /000 Conto Economico Previsionale n n+1 n+2 a) Fatturato per prodotto/servizio b) Costi variabili b.1 Rimanenze iniziali b.2 Acquisto materie prime, sem., prodotti finiti b.3 (-) Rimanenze finali b.4 Consumi vari b.5 Lavorazioni esterne b.6 Spese per prestazione servizi b.7 Provvigioni b.8 Perdite su crediti c) Margine di contribuzione (a-b) d) Costi Fissi (di struttura e di sviluppo) d.1 Costo del Lavoro d.2 Manutenzioni d.3 Ammortam. Immob. Materiali d.4 Ammortam. Immob. Immateriali d.5 Spese per servizi amministrativi d.6 Utenze, canoni locazione, premi assicurativi d.7 Spese generali d.8 Pubblicità, Promozione, Marketing d.9 Ricerca e Sviluppo d.10 Formazione e) Reddito operativo di gestione caratteristica (c-d) f) Oneri e proventi patrimoniali f.1 Affitti f.2 Interessi attivi f.3 Dividendi f.4 Oneri patrimoniali g) Reddito Operativo (e+/- f) h) Oneri Finanziari i) Reddito di competenza (g-h) l Componenti straordinari l.1 Plusvalenze e sopravvenienze l.2 Contributi in c.to gestione l.3 Minusvalenze e insussistenze m) Reddito ante imposte (l+/-m) n) Imposte e tasse o) Reddito netto (m-n)

15 Lo Stato Patrimoniale previsionale STATO PATRIMONIALE PREVISIONALE Importi in /000 ATTIVO PASSIVO n n+1 n+2 n n+1 n+2 A. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti A. Patrimonio netto: B. Immobilizzazioni I. Capitale sociale. I. Immobilizzazioni immateriali : II. Riserva da sovrapprezzo delle azioni. 1. costi di impianto e di ampliamento; III. Riserve di rivalutazione. 2. costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità; IV. Riserva legale. 3. diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno; V. Riserve statutarie. 4. concessioni, licenze, marchi e diritti simili; VI. Riserva per azioni proprie in portafoglio. 5. avviamento; VII. Altre riserve, distintamente indicate. 6. immobilizzazioni in corso e acconti; VIII. Utili (perdite) portati a nuovo. 7. altre. IX. Utile (perdita) dell'esercizio. II. Immobilizzazioni materiali : B. Fondi per rischi e oneri terreni e fabbricati; 1. per trattamento di quiescenza e obblighi simili; 2. impianti e macchinari; 2. per imposte, anche differite; 3. attrezzature industriali e commerciali; 3. altri. C. Trattamento di fine rapporto di lavoro 4. altri beni; subordinato 5. immobilizzazioni in corso e acconti. D. Debiti: III. Immobilizzazioni finanziarie : obbligazioni emesse; 1. Partecipazioni in: 2. obbligazioni emesse convertibili; a. imprese controllate 3. debiti verso soci per finanziamenti; b. imprese collegate 4. debiti verso banche; c. imprese controllanti 5. debiti verso altri finanziatori; d. altre imprese 6. acconti; 2. Crediti: 7. debiti verso fornitori; a. verso imprese controllate 8. debiti rappresentati da titoli di credito; b. verso imprese collegate 9. debiti verso imprese controllate; c. verso imprese controllanti 10. debiti verso imprese collegate; d. verso altri 11. debiti verso controllanti; 3. Altri titoli; 12. debiti tributari; 4. Azioni proprie, con indicazione del valore nominale complessivo. C. Attivo circolante altri debiti. 13. debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale; I. Rimanenze E. Ratei e risconti II. Crediti Totale Passivo = A + B + C + D + E III. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni IV. Disponibilità liquide: D. Ratei e risconti Totale Attivo = A + B + C + D

16 Indicatori economicofinanziari Di seguito si riportano i principali indicatori della situazione economicopatrimoniale prospettica. Indicatori di Liquidità Liquidità primaria= Attività correnti - Magazzino Passività correnti n n+1 n+2 Liquidità secondaria= Attività correnti Passività correnti Indicatori di Indebitamento Rapporto di Indebitamento Rapporto debiti capitale netto= Indebitamento di lungo periodo= Debiti Capitale Investito Debiti Capitale Netto Passività Consolidate Totale Attivo Indicatori di Redditività ROI= ROE= ROS= Rotazione degli investimenti= Reddito Operativo Capitale Investito Reddito Netto Capitale Proprio Reddito Operativo Ricavi Netti Ricavi Netti Capitale investito medio 16

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