Allegato 1 prospetti di bilancio PURICELLI CONTO ECONOMICO 2006

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1 PURICELLI S.p.A. Al termine di una lunga discussione con i suoi principali collaboratori, il dr. Rossini -amministratore unico della PURICELLI S.p.A. - aveva deciso di acquistare nuovi macchinari e di ricorrere per il relativo finanziamento in misura massiccia al credito bancario a medio termine. La PURICELLI produceva profilati di alluminio. La società era stata fondata pochi anni prima dallo stesso dr. Rossini (che in parte personalmente e in parte attraverso una società anonima svizzera deteneva la quasi totalità dei pacchetto azionario) e aveva rapidamente raggiunto un fatturato di circa 12 milioni. Nonostante i fortissimi tassi di espansione, la domanda di profilati si presentava ancora orientata all'aumento, e, poiché l'azienda era giunta al tetto della sua capacità produttiva, si era prospettata la possibilità di procedere ad una serie di investimenti per aumentare ulteriormente le vendite. Il direttore della produzione aveva infatti calcolato che con un investimento di migliaia di euro per l'acquisto di nuovi stampi e per l'ampliamento dei capannoni (e relativo allungamento dei banchi di "tiratura") si sarebbe potuto aumentare il fatturato di circa il 6% all anno, almeno per il quadriennio successivo. Per contro, i nuovi impianti produttivi avrebbero avuto una vita economica elevata, che veniva stimata in 12 anni circa. Il relativo ammortamento avrebbe dovuto quindi essere di 500 migliaia di euro all'anno. Sulla base di questi elementi e della situazione patrimoniale al 30 novembre 2006 (all. 1), si era svolta la discussione sull'opportunità di effettuare l'investimento e sui modi per finanziarlo. Il primo punto in discussione era stato rapidamente superato, poiché un'analisi del costo del venduto aveva permesso di stabilire che, sempre nel quadriennio successivo, il margine lordo sarebbe aumentato progressivamente. Tuttavia il primo anno, per effetto dei più elevati ammortamenti, il reddito netto sarebbe sceso a zero, ma sarebbe poi velocemente aumentato. A documentazione di tale previsione, il dr. Rossigni aveva redatto i conti economici previsionali, nei quali si prospettava la possibilità di triplicare in pochi anni il margine lordo. Di fronte a tale aspettative, nessuno aveva avuto esitazioni: si era così convenuto con il dr. Rossini sull'opportunità di dare inizio immediatamente ai lavori. Per quanto riguarda poi il finanziamento, Rossini avrebbe voluto ricorrere integralmente ad un mutuo a medio termine, poiché non intendeva esporsi ulteriormente a titolo personale. Era peraltro evidente l'impossibilità di trovare un istituto di credito disposto a finanziare per intero l'operazione. Dopo un intervento dei consulente fiscale della società, si decise pertanto di procedere ad un versamento di fondi da parte di Rossini all'azienda, sotto forma di finanziamento soci, ma l'operazione era nella sostanza un aumento di capitale. Rossini era disposto a coprire in questo modo non più di mila euro del fabbisogno complessivo; l'importo del mutuo da richiedere era quindi di 5 milioni di euro. Sulla base di questi elementi e di queste decisioni, Rossini si era recato a parlare con un funzionario dell'istituto di Mediocredito, ente specializzato nella concessione di prestiti alle piccole e medie imprese. Il funzionario a cui espose la situazione ed i piani della società - il dr. Marini - era un giovane recentemente arrivato all'istituto dopo una proficua esperienza professionale in una banca americana, per la quale aveva lavorato sia presso la sede di New York, sia presso quella di Milano. Dopo un attento esame delle caratteristiche generali dell'azienda, Marini - secondo le abitudini acquisite -iniziò subito l'analisi finanziaria. Dall'esame dei quozienti egli trasse indicazioni che gli parvero estremamente confortanti: il capitale circolante netto era largamente positivo ed il rapporto fra attività correnti e passività correnti era superiore all'unità. Ciò - secondo i tradizionali canoni bancari americani - rappresentava un ottimo margine di protezione per i creditori. Sulla base poi delle informazioni date dall'azienda, Marini preparò un conto economico previsionale (all. 2), non senza aver prima vagliato personalmente l'attendibilità delle informazioni ricevute ed essersi assicurato che le stime di vendita e di margine lordo fornite fossero realisti che. Anche nelle previsioni di stato patrimoniale Marini ebbe indicazioni che gli parvero favorevoli. I dati forniti dall'azienda facevano infatti prevedere che il capitale circolante netto sarebbe rimasto invariato per tutto il periodo. In particolare, secondo le stime di Rossini, i crediti verso clienti avrebbero mantenuto con le vendite lo stesso rapporto registrato in passato, mentre le scorte sarebbero aumentate più rapidamente del fatturato. Per contro, le passività correnti sarebbero rimaste invariate. 1

2 Per quanto concerne l'equilibrio finanziario dell'azienda, Marini era propenso a considerare a tutti gli effetti l'indebitamento verso soci come una quota di capitale netto, purché l'operazione fosse realizzata in modo da garantire che i fondi non potessero essere distolti dall'azienda, almeno fino al totale rimborso del mutuo. Con tutto ciò, Marini riteneva che la società avrebbe aumentato in misura notevole il proprio grado di indebitamento. Pertanto decise di richiedere che tutti gli utili netti dei quinquennio fossero reinvestiti, come condizione indispensabile per prendere in esame la possibilità di concedere un finanziamento così elevato rispetto alle dimensioni dell'azienda. Rossini si dichiarò d'accordo su entrambi i punti e passò a discutere il piano di rimborso. Egli si disse propenso ad un piano a quote capitale crescenti, che tenesse conto della progressiva espansione del margine lordo e del fatto che, al primo anno, il reddito netto sarebbe sceso a zero. Marini, dal canto suo, desiderava fare in modo che le quote capitali seguissero da vicino l'andamento del cash flow, che, come ben sapeva, è di fondamentale importanza ai fini della capacità di rimborso. Dopo un attento esame, egli propose quindi un prestito cambializzato a cinque anni, con una suddivisione delle quote capitali in funzione dell'andamento del cash flow, come indicato dalla tabella seguente: Anno Quota capitale Cash flow previsto (migliaia di euro ) (migliaia di euro) Marini stimò che il margine di copertura era dell'83 per cento (senza calcolare il cash flow del 2005) e che, considerata l'affidabilità dell'azienda nel suo complesso, l'operazione poteva essere realizzata. Dopo la favorevole relazione che egli presentò alla sua direzione generale, il prestito venne in breve tempo stipulato. Alla fine del 2006, la situazione patrimoniale dell'azienda si presentava nel modo descritto nell'all. 3. Fin dall'inizio della vita del prestito, Rossini decise di tenere sotto controllo la situazione, e diede istruzioni ai suoi collaboratori perché gli preparassero dei rendiconti mensili sui movimenti finanziari dell'azienda. Egli notò con soddisfazione che l'andamento dei capitale circolante netto seguiva perfettamente le sue previsioni. Nonostante ciò, i rimborsi del mutuo avvenivano con qualche difficoltà. Al momento di pagare la prima annualità, alla fine dei 2007, l'azienda si trovò ad aver totalmente esaurito le sue disponibilità liquide (si veda l'all. 4). Nell'anno successivo, pur andando tutto secondo le previsioni, le difficoltà di pagamento divennero più gravi. Alla fine dei 2008, il contabile annunciò che esisteva un "buco" di cassa di 150 migliaia di euro: a fronte di una rata di mutuo di 900 mila euro, c erano fondi in cassa per Rossini decise di informare subito Marini, per vedere se fosse possibile chiedere una revisione dei piano di rimborso. Egli si chiedeva però per quale motivo - sebbene tutto andasse secondo le previsioni sorgessero le difficoltà di pagamento. 2

3 Allegato 1 prospetti di bilancio PURICELLI CONTO ECONOMICO 2006 Vendite ,0 Costo del venduto 9.650,0 Margine di contribuzione 2.350,0 Spese commerciali, generali e amministrative 1.450,0 Margine operativo lordo 900,0 Ammortamenti 300,0 Accantonamenti 50,0 Reddito operativo 550,0 Interessi attivi 0,0 Interessi passivi 200,0 Imposte 160,0 Reddito netto 190,0 SITUAZIONE PATRIMONIALE Liquidita' 350,0 350,0 Crediti 2.600, ,0 Scorte 760, ,0 (Debiti verso fornitori) (800,0) (900,0) Capitale circolante comm. netto 2.560, ,0 Immobilizzazioni lorde 3.000, ,0 (F.do Ammortamento) (1.200,0) (1.500,0) Capitale fisso 1.800, ,0 Altre attività 1.500, ,0 ( Fondi acc.to netto) (800,0) (850,0) Attivo netto 5.410, ,0 termine 1.250, ,0 Passività 1.250, ,0 Capitale sociale 3.000, ,0 Riserve 1.160, ,0 Utile a nuovo 0,0 Utile dell'esercizio 190,0 Capitale netto 4.160, ,0 Capitali investiti 5.410, ,0 3

4 All. 2 Conti economici previsionali CONTO ECONOMICO Vendite , , , , ,0 Costo del venduto , , , , ,0 Margine di contribuzione 2.850, , , , ,0 Spese commerciali, generali e amministrative 1.500, , , , ,0 Margine operativo lordo 1.350, , , , ,0 Ammortamenti 900,0 900,0 900,0 900,0 900,0 Accantonamenti 50,0 70,0 60,0 40,0 30,0 Reddito operativo 400,0 630,0 740,0 920,0 900,0 Interessi attivi 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Interessi passivi 300,0 290,0 280,0 240,0 200,0 Imposte 100,0 140,0 160,0 180,0 200,0 Reddito netto 0,0 200,0 300,0 500,0 500,0 All. 3 Stato patrimoniale Liquidita' 350,0 termine 1.250,0 Crediti 3.000,0 termine 5.000,0 Scorte 1.000,0 Finanziamento soci 1.000,0 (Debiti verso fornitori) (900,0) Capitale circolante comm. netto 3.100,0 Passività 7.250,0 (F.do Ammortamento) (1.500,0) Riserve 1.160,0 Capitale fisso 7.500,0 Utile a nuovo 0,0 Altre attività 1.500,0 Utile dell'esercizio 190,0 ( Fondi acc.to netto) (850,0) Capitale netto 4.350,0 Attivo netto ,0 Capitali investiti ,0 4

5 All. n. 4 Stato patrimoniale Liquidita' 0,0 termine 1.250,0 Crediti 3.600,0 termine 4.400,0 Scorte 1.150,0 Finanziamento soci 1.000,0 (Debiti verso fornitori) (950,0) Capitale circolante comm. netto 3.800,0 Passività 6.650,0 (F.do Ammortamento) (2.400,0) Riserve 1.160,0 Capitale fisso 6.600,0 Utile a nuovo 190,0 Altre attività 1.500,0 Utile dell'esercizio 0,0 ( Fondi acc.to netto) (900,0) Capitale netto 4.350,0 Attivo netto ,0 Capitali investiti ,0 Stato patrimoniale Liquidita' (150,0) termine 1.250,0 Crediti 3.900,0 termine 3.500,0 Scorte 1.270,0 Finanziamento soci 1.000,0 (Debiti verso fornitori) (950,0) Capitale circolante comm. netto 4.220,0 Passività 5.750,0 (F.do Ammortamento) (3.300,0) Riserve 1.160,0 Capitale fisso 5.700,0 Utile a nuovo 190,0 Altre attività 1.500,0 Utile dell'esercizio 200,0 ( Fondi acc.to netto) (970,0) Capitale netto 4.550,0 Attivo netto ,0 Capitali investiti ,0 5

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