NORMATIVA AMBIENTALE PER LE IMPRESE

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1 NORMATIVA AMBIENTALE PER LE IMPRESE IPPC ARIA TUTELA DELLE ACQUE E GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE SUOLO RIFIUTI OLI ESAUSTI AMIANTO RUMORE VIA e VAS DANNO AMBIENTALE E TUTELA PENALE DELL AMBIENTE PREVENZIONE INCENDI IMPIANTI A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE CONCESSIONE EDILIZIA/AGIBILITA RADIOATTIVITA e RADIAZIONI IONIZZANTI INQUINAMENTO LUMINOSO ELETTROMAGNETISMO IMPIANTI TERMICI FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI, RISPARMIO ENERGETICO ed EFFICIENZA ENERGETICA PROGETTAZIONE e PRODOTTI ECOCOMPATIBILI SOSTANZE E MERCI PERICOLOSE PRODOTTI FERTILIZZANTI, FITOSANITARI E BIOCIDI VEICOLI BIOCARBURANTI INDUSTRIE INSALUBRI ALIMENTI E BEVANDE NEW IMBALLAGGI E IMBALLAGGI RICICLATI GREEN PUBLIC PROCUREMENT SERBATOI GPL NEW NEW Per facilitare l utilizzo di questo strumento è stata inserita una legenda cromatica che assegna alle norme cogenti un differente colore: Legislazione nazionale (celeste), Normativa Comunitaria (verde), Leggi Regionali (arancio); per visualizzare le norme riguardanti una tematica specifica è possibile ciccare sui singoli argomenti del sommario. Al termine della tabella vengono inoltre riportati alcuni riferimenti in merito alle norme volontarie quali ISO 14001, EMAS, ECOLABEL, IPP, FSC e PEFC. Rev. n. 4 del 30 giugno 2012

2 NORMATIVA AMBIENTALE PER LE IMPRESE Normativa Naz/Reg/CE Titolo Riferimento art., comma,. Descrizione Buone pratiche ispirate dalla norma di riferimento Migliori tecniche disponibili e/o Linee Guida IPPC D.Lgs 16 gennaio 2008 n. 4 Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale. Modifiche alle parti prima e seconda del D. Lgs 3 aprile 2006, n Norme per il coordinamento e la semplificazione dei procedimenti. 2

3 D.Lgs 18 febbraio 2005 n. 59 Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento. Si veda anche D.M Dati, formato e modalità della comunicazione di cui all'art. 10, comma 1, del D.Lgs. 4 agosto 1999, n (IPPC) Con particolare riferimento agli artt. 5, 7 e Allegato I (Art. 5 c. 9 abrogato) Rilascio, rinnovo e riesame dell'autorizzazione integrata ambientale; modalità di esercizio degli impianti ai fini del rispetto dell'aia; prevede misure intese ad evitare/ridurre le emissioni delle attività nell'aria, nell'acqua e nel suolo, (misure relative ai rifiuti comprese) e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso. non si applica alle PMI; tuttavia si può adottare come buona pratica il riferimento ai D.M. riportati nella colonna seguente, dedicata alle Migliori Tecniche Disponibili/Linee Guida. È preferibile scegliere tra i vari processi produttivi quelli che consentono di ridurre gli impatti sull ambiente, tenendo conto anche dei costi di applicazione. D.M Approvazione del formulario per la comunicazione relativa all'applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, recante attuazione integrale della direttiva 96/61/CE in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento.. D.M Emanazione di linee guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili in materia di gestione dei rifiuti, per le attività elencate nell'allegato I del D.Lgs. 18 febbraio 2005, n [ ]in materia di fabbricazione di vetro, fritte vetrose e prodotti ceramici, per le attività - [ ]in materia di allevamenti, macelli e trattamento di carcasse, per le attività [ ] - [ ]in materia di raffinerie, per le attività [ ] D.M Emanazione di linee guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, per le attività elencate nell'allegato I del D.Lgs. 4 agosto 1999, n

4 Reg. (CE) n. 519/2012 (Inquinanti organici persistenti: POPs) Dir. 24 settembre 1996 n. 96/61/CE D.P.R n. 43 D.P.R n. 157 REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE che modifica il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti per quanto concerne l'allegato I (Testo rilevante ai fini del SEE). Direttiva del Consiglio sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento. Regolamento recante attuazione del regolamento (CE) n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra. Regolamento di esecuzione del Regolamento (CE) n. 166/2006 relativo all'istituzione di un Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti e che modifica le direttive 91/689/CEE e 96/61/CE. ARIA Modifiche al Reg. (CE) n. 850/2004 Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE. Persone e imprese che devono iscriversi al Registro entro 60 giorni dalla sua istituzione: Istituzione del registro nazionale delle emissioni e dei trasferimenti di inquinanti ( PRTR). Le informazioni del Registro PRTR sono raccolte attraverso una comunicazione (nel seguito denominata dichiarazione PRTR o semplicemente dichiarazione) che i complessi che svolgono una o più attività dell Allegato I del Regolamento (EC) n. 166/2006 presentano annualmente, entro il 30 di aprile, ove ne ricorrano le condizioni. Dec n. 2000/479/CE Decisione della Commissione in merito all'attuazione del Registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER) ai sensi dell'articolo 15 della direttiva 96/61/CE del Consiglio sulla prevenzione e a riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC). 4

5 D.M Recepimento della direttiva 2010/26/UE della Commissione che modifica la direttiva 97/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da adottare contro l'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all'installazione su macchine mobili non stradali. D.M. 3 marzo 2009 Attuazione del finanziamento straordinario per l'installazione di dispositivi per l'abbattimento delle emissioni di particolato dei gas di scarico. misure economiche, regionali o locali, per l'installazione di dispositivi per l'abbattimento delle emissioni di particolato dei gas di scarico. D.Lgs 4 aprile 2006 n. 216 e successive modifiche (D.Lgs 7 marzo 2008, n. 51) D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 Attuazione direttiva 2001/42/CE e Dir. 85/337/CEE (modificata e integrata con Dir.2003/35/CE) e direttiva 96/61/CE recepita con D.Lgs 18 febbraio 2005 n. 59 D.P.R. 15 febbraio 2006 n. 147 Attuazione delle direttive 2003/87 e 2004/101/CE in materia di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità, con riferimento ai meccanismi di progetto del Protocollo di Kyoto. Norme in materia ambientale Parte quinta TUTELA DELL ARIA E RIDUZIONI EMISSIONI IN ATMOSFERA Regolamento concernente modalità per il controllo ed il recupero delle fughe di sostanze lesive della fascia di ozono stratosferico da apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d'aria e pompe di calore, di cui al regolamento (CE) n. 2037/2000. Allegato A Art. 269 (autorizzazione) allegato I, 270, 271, 275 (emissioni di COV), allegato III, VI, 277 e allegato VIII, 281 TITOLO III Combustibili allegato X, art 294 Artt. 3 e 4 e norma ISO [riferimento normativo principale Protocollo di Montreal 1987] Prevenzione e limitazione dell inquinamento atmosferico. Prevenzione, riduzione e recupero delle emissioni delle sostanze controllate da taluni impianti e apparecchiature che le contengono;si applica a impianti e apparecchiature di condizionamento d'aria e pompe di calore. Autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra rilasciata dall'autorità nazionale competente. - Adottare limiti di emissione più restrittivi rispetto a quelli imposti per legge, ad esempio quelli proposti dal WHO. - Utilizzo di reagenti e/o sostanze meno tossiche o atossiche nei processi di produzione. - Implementare il sistema di monitoraggio delle emissioni in modo da controllare giornalmente il livello di emissioni. - Evitare di acquistare/utilizzare apparecchiature che contengano sostanze dannose per l ozonosfera. - Evitare di acquistare/realizzare prodotti che contengono sostanze lesive per l ozono stratosferico. WHO air quality guidelines global update 2005 Report on a Working Group meeting, Bonn, Germany, October alth_topics/outdoorair_aqg/ en/index.html 5

6 L. 30 dicembre 2004 n. 316 D.M. 2 aprile 2002 n. 60 DPCM 8 marzo 2002 abrogato dall'art. 297 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, salvo quanto disposto dall'articolo stesso. D.M. 3 ottobre 2001 (Ozono halon) D.M. 25 febbraio 2000 n. 124 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 novembre 2004, n. 273, recante disposizioni urgenti per l'applicazione della direttiva 2003/87/CE in materia di scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra nella Comunità europea. Recepimento della direttiva 1999/30/CE del 22 aprile 1999 del Consiglio concernente i valori limite di qualità dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità dell'aria ambiente per il benzene ed il monossido di carbonio. Disciplina delle caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico, nonché delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione. Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon. Regolamento recante i valori limite di emissione e le norme tecniche riguardanti le caratteristiche e le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti pericolosi, in attuazione della direttiva 94/67/CE del Consiglio del 16 dicembre 1994, e ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e dell'articolo 18, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. Art. 1 e allegati, in particolare da I a VI Allegato I: abrogato dal D.M Scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra nella Comunità europea. Stabilisce valori limite e soglie di allarme, margine di tolleranza, termine entro il quale il valore limite deve essere raggiunto per gli inquinanti biossido di zolfo, biossido di azoto ossidi di azoto, materiale particolato, piombo, benzene e monossido di carbonio. caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico nonché le caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione. Recupero, ricicli, rigenerazione e distribuzione degli halon. 6 - Adottare limiti di emissione più restrittivi rispetto a quelli imposti per legge. Per impianti termici o di combustione privilegiare le fonti energetiche rinnovabili nel caso non sia possibile, scegliere combustibili a basso tenore di zolfo ed evitare quelli contenenti composti aromatici. - Utilizzare mezzi di trasporto interni all azienda con impianti a metano o ibridi. - Mettere a disposizione dei dipendenti mezzi di trasporto collettivi. WHO air quality guidelines global update 2005 Report on a Working Group meeting, Bonn, Germany, October health_topics/outdoorair _aqg/en/index.html D.M Modalità per il recupero di alcune sostanze dannose per l'ozono stratosferico. Aggiunge il comma 3-bis all'art. 2, D.M. 3 ottobre 2001

7 D. Lgs 4 agosto 1999 n. 372 D.Lgs. 22 maggio 1999 n. 209 (PCB) D.M. 19 novembre 1997 n. 503 D.M. 16 maggio 1996 Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente. Si veda anche D.M Approvazione del formulario per la comunicazione relativa all'applicazione del D.Lgs n. 372 del Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili. Si veda anche D.M Condizioni per l'utilizzo dei trasformatori contenenti PCB in attesa della decontaminazione o dello smaltimento. Regolamento recante norme per l'attuazione delle direttive 89/369/CEE e 89/429/CEE concernenti la prevenzione dell'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e la disciplina delle emissioni e delle condizioni di combustione degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, di rifiuti speciali non pericolosi, nonché di taluni rifiuti sanitari. Requisiti tecnici di omologazione e di installazione e procedure di controllo dei sistemi di recupero dei vapori di benzina prodotti durante le operazioni di rifornimento degli autoveicoli presso gli impianti di distribuzione carburanti. stabilire gli obiettivi per la qualità dell'aria ambiente per prevenire o ridurre gli effetti dannosi per la salute umana e per l'ambiente; valutare la qualità dell'aria ambiente in base a criteri e metodi comuni;mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi. disciplina lo smaltimento di PCB usati e la decontaminazione e lo smaltimento dei PCB e degli apparecchi contenenti PCB, ai fini della loro completa eliminazione. disciplina, anche in attuazione delle direttive 89/369/CEE e 89/429/CEE, le emissioni e le condizioni di combustione degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, di rifiuti speciali non pericolosi, nonché di rifiuti sanitari contagiosi, purché non resi pericolosi dalla presenza di altri costituenti elencati nell'allegato II della direttiva 91/689/CEE. Stabilisce i requisiti tecnici di omologazione e di installazione e le procedure di controllo dei sistemi di recupero dei vapori di benzina prodotti durante le operazioni di rifornimento degli autoveicoli presso gli impianti di distribuzione carburanti. D.M Emanazione di linee-guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, per le attività elencate nell'allegato I del D.Lgs 4 agosto 1999, n

8 L. 28 dicembre 1993 n. 549 e successive modifiche e integrazioni D.P.R. 24 maggio 1988 n. 203 abrogato dall'art. 280 del D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, salvo quanto previsto nel comma 1 dello stesso articolo. D.P.R. 15 aprile 1971 n. 322 L. 13 luglio 1966 n. 615 Misure a tutela dell'ozono stratosferico e dell'ambiente. Si veda anche D.M Attuazione dell'art. 5 della legge 28 dicembre 1993, n. 549, recante misure a tutela dell'ozono stratosferico. Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n Regolamento per l'esecuzione della L. 13 luglio 1966, n. 615, recante provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico, limitatamente al settore dell'industria. Provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico. D.M Aggiornamento dei metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti, ai sensi del D.P.R. 24 maggio 1988, n Cessazione dell'impiego delle sostanze lesive dell'ozono stratosferico e dannose per l'ambiente, nonché di disciplinare le fasi di raccolta, riciclo e smaltimento di tali sostanze. Caratteristiche e norme tecniche degli impianti che effettuano il recupero delle sostanze lesive dalle apparecchiature fuori uso. metodi di campionamento, analisi e valutazione delle emissioni, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto 24 maggio 1988, n Impianti di abbattimento inquinanti per gli stabilimenti industriali di cui all'art. 20 della legge 13 luglio 1966, n. 615, ubicati nelle zone «A» e «B» del territorio nazionale abrogata dall'art. 289 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, salvo quanto disposto dall'articolo stesso. D.M. 6 febbraio 1935 (gas tossici) Approvazione del prospetto contenente l'elenco dei gas tossici riconosciuti ai sensi del regolamento 9 gennaio 1927 n. 147 R.D. 9 gennaio 1927 n. 147 Approvazione del regolamento speciale per l'impiego dei gas tossici. 8

9 Dir n. 2010/26/UE Reg. CE n. 1005/2009 Dir n. 2009/126/CE DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE che modifica la direttiva 97/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da adottare contro l'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all'installazione su macchine mobili non stradali (Testo rilevante ai fini del SEE) Regolamento (CE) n. 1005/2009del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla fase II del recupero di vapori di benzina durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio. in particolare gli articoli 14 e 14 bis In particolare Capo II, Capo III, art. 27 ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da adottare contro l'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all'installazione su macchine mobili non stradali stabilisce le norme in materia di produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato, uso, recupero, riciclo, rigenerazione e distruzione delle sostanze che riducono lo strato di ozono, in materia di comunicazione delle informazioni relative a tali sostanze e all importazione, esportazione, immissione sul mercato e uso di prodotti e apparecchiature che contengono o dipendono da tali sostanze La presente direttiva stabilisce misure intese a ridurre la quantità di vapori di benzina emessi nell'atmosfera durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio. Entro il 31 marzo di ogni anno, ciascuna impresa comunicaalla Commissione, inviandone copia all autorità competente dellostato membro interessato, per ciascuna sostanza controllata e ciascuna sostanza nuova di cui all allegato II, i dati elencati nei paragrafi da 2 a 6, relativi all anno civile precedente. Reg. CE n. 1005/2009 Reg. CE n. 842/2006 Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio su taluni gas fluorurati ad effetto serra. In particolare artt. 2 e 4 (recupero) Il presente regolamento si applica fatte salve le direttive 75/442/ CEE, 96/61/CE, 2000/53/CE e 2002/96/CE. Contenere, prevenire e ridurre le emissioni di gas fluorurati ad effetto serra contemplati dal protocollo di Kyoto. - Adottare limiti di emissione più restrittivi rispetto a quelli imposti per legge. 9

10 Reg. CE n. 2037/2000 (Ozono) Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulle sostanze che riducono lo strato di ozono. Art. 3 (si vedano anche le decisioni emanate a riguardo DEC 2007/211/CE DEC 2007/382/CE DEC 2007/386/CE) Produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato, uso, recupero, riciclo, rigenerazione e distruzione di CFC, altri CFC e delle sostanze di cui all'allegato II; uso di prodotti e apparecchiature che li contengono. - Evitare di acquistare/utilizzare apparecchiature che contengano sostanze dannose per l ozonosfera. - Evitare di acquistare/realizzare prodotti che contengono sostanze lesive per l ozono stratosferico. Reg. (CE) n. 1005/2009 REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (rifusione) (Testo rilevante ai fini del SEE) Decisione 21 aprile 1997 n. 97/283/CE Decisione della Commissione concernente i metodi di misurazione armonizzati per la determinazione della concentrazione di massa di diossine e furani nelle emissioni atmosferiche conformemente all'articolo 7, paragrafo 2 della direttiva 94/67/CE sull'incenerimento dei rifiuti pericolosi. 10

11 TUTELA DELLE ACQUE E GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 e successive modifiche Attuazione direttiva 2001/42/CE e direttiva 85/337/CEE (modificata e integrata con direttiva 2003/35/CE) e direttiva 96/61/CE recepita con D.Lgs 18 febbraio 2005 n. 59 Norme in materia ambientale Parte Terza TUTELA DELLE ACQUE DALL INQUINAMENTO E RISPARMIO IDRICO TITOLO III Capo II: Art 96 commi 2, 3, 4, 98, 99 Capo III: Art. 101 e allegato 5 tab 3/A Prevenire e ridurre l inquinamento e risanare i corpi idrici inquinati; perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, soprattutto quelle potabili; ridurre l inquinamento delle acque sotterranee. - Produrre acque reflue con concentrazioni delle sostanze monitorate inferiori rispetto a quelle imposte per legge. Preferire l utilizzo di acqua non potabile nei cicli produttivi (ad esempio raccolta delle acque meteoriche). - Dotare i servizi igienici di scarichi doppi per limitare la quantità di acqua utilizzata. - Evitare l utilizzo di composti organo clorurati (nei prodotti fitosanitari e biocidi), cromo. - Utilizzare fertilizzanti che non contengano composti azotati di sintesi. - Installazione di fitodepuratori per diminuire i carichi di inquinanti presenti nei reflui da immettere nei corpi idrici o da collettare in fognatura (a seconda delle D.M Individuazione delle informazioni territoriali e modalità per la raccolta, lo scambio e l'utilizzazione dei dati necessari alla predisposizione dei rapporti conoscitivi sullo stato di attuazione degli obblighi comunitari e nazionali in materia di acque. D.M n. 56 Regolamento recante «Criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l'identificazione delle condizioni di riferimento per la modifica delle norme tecniche del decreto 11

12 autorizzazioni previste) legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del decreto legislativo medesimo». Delibera Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento. D.M n. 185 Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione dell'articolo 26, comma 2, del D.Lgs 11 maggio 1999, n D.P.R. 18 febbraio 1999 n. 238 TUTELA QUALITATIVA DELLA RISORSA: DISCIPLINA DEGLI SCARICHI Regolamento recante norme per l'attuazione di talune disposizioni della legge 5 gennaio 1994, n. 36, in materia di risorse idriche. TITOLO III Capo III: Art. 101 e allegato 5 tab 3/A, art TITOLO IV Capo II Capo III Appartenenza al demanio pubblico di tutte le acque sotterranee e superficiali, anche raccolte in invasi e cisterne. D.M. 8 gennaio 1997 n. 99 Regolamento sui criteri e sul metodo in base ai quali valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature. si veda la Circolare 24 febbraio 1998, n. 105/UPP. definisce criteri ed il metodo in base ai quali sono valutate le perdite degli acquedotti e delle fognature; guida per la effettuazione delle rilevazioni e l'organizzazione del relativo sistema di monitoraggio e regole per la stesura dei rapporti che, entro il mese di febbraio di ciascun anno, il gestore trasmette al Ministero dei lavori pubblici - Osservatorio dei servizi idrici. 12

13 D.Lgs. 16 marzo 2009 n. 30 Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. D.P.R. 6 febbraio 2009 n. 21 Regolamento di esecuzione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 648/2004 relativo ai detergenti. il presente decreto armonizza le seguenti disposizioni per l'immissione sul mercato dei detergenti e dei tensioattivi per detergenti D.M. 12 febbraio 1996 Metodo per la determinazione del contenuto di fosforo nei preparati per lavare e nei coadiuvanti del lavaggio. Metodo per la determinazione del contenuto di fosforo nei preparati per lavare e nei coadiuvanti del lavaggio. L. 11 novembre 1996, n. 574 (Vedere anche D.Lgs 152/2006) Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari. Con particolare riferimento agli artt. 2 (limiti di accettabilità), 4 (modalità di spandimento) e 5 (esclusione di talune categorie di terreni) Utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide L. 5 gennaio 1994 n. 36 Disposizioni in materia di risorse idriche. Abrogata dall'art. 175 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, ad eccezione dell'art. 22, comma 6. Art. 22 comma 6 All'onere derivante dalla costituzione e dal funzionamento del Comitato e dell'osservatorio, pari a lire 700 milioni per il 1993 e a lire milioni annue a decorrere dal 1994, si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 1124 dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici per l'anno 1993 e corrispondenti capitoli per gli esercizi successivi. 13

14 D.Lgs. 12 luglio 1993 n. 275 Riordino in materia di concessione di acque pubbliche. Si veda anche R.D. 11 dicembre 1933 n Modifiche del R.D. 11 dicembre 1933, n D.M. 21 dicembre 1990 n. 443 Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili. Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili D.P.R. 24 maggio 1988 n. 236 Reg. (CE) n. 551/2009 Attuazione della direttiva CEE numero 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE che modifica il regolamento (CE) n. 648/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai detergenti ai fini di un adeguamento degli allegati V e VI (deroga per i tensioattivi) (Testo rilevante ai fini del SEE). Stabilisce i requisiti di qualità delle acque destinate al consumo umano, per la tutela della salute pubblica e per il miglioramento delle condizioni di vita ed introduce misure finalizzate a garantire la difesa delle risorse idriche. REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE che modifica il regolamento (CE) n. 648/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai detergenti ai fini di un adeguamento degli allegati V e VI (deroga per i tensioattivi) (Testo rilevante ai fini del SEE). Dir. 15 febbraio 2006 n. 2006/11/CE Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità. Art. 1, allegato I e Allegato II Eliminare/ridurre l'inquinamento delle acque provocato dalle sostanze pericolose comprese nelle famiglie e nei gruppi di sostanze contenuti nell'elenco dell'allegato. - Evitare/ridurre l utilizzo delle sostanze elencate negli allegati. 14

15 Dir. 23 ottobre 2000 n. 2000/60/CE Deliberaz. Giunta Regione Veneto n del 1 ottobre 2004 Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque. Attuazione del D.M. 06 novembre 2003 n. 267 relativo al controllo delle sostanze pericolose immesse nell ambiente idrico. Istituzione di un quadro per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee. La Regione Veneto approva il progetto presentato da A.R.P.A.V., denominato I.S.PER.I.A. per il monitoraggio delle sostanze pericolose. Dec n. 2455/2001/CE Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie in materia di acque e che modifica la Dir. 2000/60/CE. Deliberazione Giunta RegioneVeneto n del Piano di tutela delle acque. (D.Lgs. 152/99); misure per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici significativi SUOLO D.Lgs n. 22 Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell'articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99 La ricerca e la coltivazione a scopi energetici delle risorse geotermiche effettuate nel territorio dello Stato, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana, quale definita dalla legge 21 luglio 1967, n. 613, sono considerate di pubblico interesse e di pubblica utilità e sottoposte a regimi abilitativi ai sensi del presente decreto 15

16 D.Lgs 29 aprile 2006 n. 217 Abrogazione L 748/1984 e sue integrazioni e modifiche. (Reg.2003/2003;) Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti. Con particolare riferimento agli artt. 3 (limiti di tolleranza), 6 (norme per il controllo delle caratteristiche per la tracciabilità) e allegati Si applica ai prodotti immessi sul mercato come concimi CE, definiti dal REG (CE) n. 2003/2003 e a concimi nazionali, ammendanti, correttivi e prodotti correlati immessi sul mercato, descritti e classificati negli allegati 1, 2, 3, 4, 5, 6 e Preferire i fertilizzanti naturali o che contengano ridotte concentrazioni di prodotti di sintesi. - Ridurre l utilizzo di composti azotati. - D.M n Aggiornamento degli allegati del decreto legislativo 29 aprile 2006, n. 217, concernente la revisione della disciplina in materia di fertilizzanti. (Decreto n ). D.M n Aggiornamento del decreto ministeriale 22 gennaio 2009, n. 1601, recante: «Aggiornamento degli allegati del decreto legislativo 29 aprile 2006, n. 217, concernente la revisione della disciplina in materia di fertilizzanti». (Decreto n ). D.M. 7 aprile 2006 D.M. 25 ottobre 1999 n. 471 D.Lgs. 11 febbraio 1998 n. 32 D.Lgs. 27 gennaio 1992 n. 99 Attuazione della direttiva 86/278/CEE Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, di cui all'articolo 38 del D.Lgs. 11 maggio 1999, n Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni. Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c ), della legge 15 marzo 1997, n. 59. Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura. Con particolare riferimento agli artt. 4 e 5 (divieti ) Con particolare riferimento agli artt. 4 (divieti), 8 e 9 (autorizzazioni), 10 e 11 (analisi). disciplina delle attività di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue provenienti da aziende e da piccole aziende agroalimentari Criteri, le procedure e le modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati. Realizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti. Disciplina l'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura in modo da evitare effetti nocivi sul suolo, sulla vegetazione, sugli animali e sull'uomo, incoraggiandone nel contempo la corretta utilizzazione. - Assicurarsi che il contenuto di nitrati presenti nelle deiezioni sia inferiore a quello previsto dalle norme vigenti. - Realizzare un impianto di cogenerazione per produrre energia. 16

17 D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (SISTRI) D.M (Pneumatici Fuori Uso) D.P.C.M (MUD) D.M n. 82 (Pneumatici Fuori Uso) D. Lgs. 11 febbraio 2011 n. 21 (Pile ed Accumulatori) RIFIUTI Misure urgenti per la crescita del Paese. Art. 52 Proroga dell operatività di SISTRI al Sospensione del pagamento del contributo annuale dovuto dagli utenti Parametri tecnici relativi alla gestione degli pneumatici fuori uso. Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno Regolamento per la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU), ai sensi dell'articolo 228 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni e integrazioni, recante disposizioni in materia ambientale. Modifiche al decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188, recante l'attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE, nonché l'attuazione della direttiva 2008/103/CE. Con particolare riferimento all art. 2 Abrogazione dell art. 28 del D.Lgs. n.188/2008 iscritti per l'anno Istruzioni per la compilazione del MUD, modalità di presentazione e modulistica Entro il 31 maggio di ogni anno ogni produttore o importatore deve dichiarare all'autorità competente, la quantità e le tipologie degli pneumatici immessi sul mercato del ricambio nell'anno solare precedente, nonché le quantità, le tipologie e le destinazioni di recupero o smaltimento degli PFU provenienti dal mercato del ricambio e gestiti nell'anno solare precedente e di inviare alla stessa autorità un rendiconto economico completo della gestione. Circ (valida anche per la presentazione del MUD 2012) Reg. (CE) n. 493/2012 della Commissione che, a norma della direttiva 2006/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, stabilisce disposizioni dettagliate relative alle efficienze di riciclaggio dei processi di riciclaggio dei rifiuti di pile e accumulatori (dal 1 gennaio 2014). 17

18 D.Lgs. 3 dicembre 2010 n. 205 Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive. In particolare l art. 16 recepisce le modifiche in ambito di gestione dei rifiuti introdotte con DM 17 dicembre 2009 e successivi. Responsabilità estesa del produttore. Controllo della tracciabilità dei rifiuti Registro di carico scarico rifiuti D.M , n. 219 (SISTRI) D.P.C.M. 27 aprile 2010 Regolamento recante modifiche e integrazioni al decreto ministeriale del 18 febbraio 2011, n. 52, concernente il regolamento di istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI). Modifiche al Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD). Decreto che modifica il modello di dichiarazione allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre. D.M. 8 marzo 2010, n. 65 (RAEE) Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature. Ritiro uno contro uno di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche da parte dei negozianti e installatori. 18

19 D.M. 17 dicembre 2009 (SISTRI) L. 20 novembre 2009 n. 166 (D.L. 25 settembre 2009 n. 135) "Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee. (Disposizioni urgenti per l attuazione di obblighi comunitari e per l esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee) Art. 5 Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti La disposizione di cui al punto 1 è considerata un adempimento una tantum, che sostituisce, esclusivamente per il 2009, la Comunicazione AEE, prevista all inetrno del nuovo MUD. I produttori iscritti al Registro RAEE devono comunicare, entro il 31 dicembre 2009, utilizzando le modalità telematiche già stabilite, i dati sulle quantità di AEE immesse sul mercato negli anni 2007 e 2008; devono inoltre confermare o rettificare i dati sulle quantità di AEE per il 2006 comunicate al momento della prima iscrizione; D.M n Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009, recante l'istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009 I sistemi collettivi di finanziamento devono comunicare entro il 31 dicembre 2009 le quantità di RAEE complessivamente raccolte e avviate a recupero. 19

20 D.M. 1 luglio 2009 Recepimento della direttiva 2007/71/CE, recante modifica dell'allegato II, della direttiva 2000/59/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui di carico. Art. 1. D.Lgs. 20 novembre 2008 n. 188 (Pile ed Accumulatori) D.M. 22 ottobre 2008 D.Lgs 30 maggio 2008 n. 117 Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE. Semplificazione degli adempimenti amministrativi di cui all'articolo 195, comma 2, lettera s-bis) del decreto legislativo n. 152/2006, in materia di raccolta e trasporto di specifiche tipologie di rifiuti Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE. Con particolare riferimento agli artt. 5 (immissione sul mercato), 11 (nuove tecnologie di riciclaggio) e 14 (registro nazionale) Disciplina l immissione sul mercato di pile ed accumulatori, la raccolta, il trattamento, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti di pile ed accumulatori, al fine di promuoverne un elevato livello di raccolta e riciclaggio Indicazioni in merito a raccolta e trasporto dei rifiuti individuati dal codice CER e * e alla relativa iscrizione all'albo nazionale (per il trasporto di tali rifiuti) stabilisce misure, procedure ed azioni necessarie per prevenire o per ridurre il più possibile eventuali effetti negativi per l'ambiente, nonché eventuali rischi per la salute umana, conseguenti alla gestione dei rifiuti prodotti dalle industrie estrattive. Semplificazione degli adempimenti amministrativi per cartucce toner, stampanti laser, cartucce di stampanti inkjet e cartucce di nastri per stampanti ad aghi, destinate al recupero. Ai rifiuti disciplinati dal presente decreto non si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 13 gennaio 2003, n

21 D.M. 5 maggio 2006 Individuazione dei rifiuti e dei combustibili derivati dai rifiuti ammessi a beneficiare del regime giuridico riservato alle fonti rinnovabili. D.M. 5 aprile 2006 D. M. n. 186 del 05/04/2006 Regolamento recante modifiche al D.M. 5 febbraio 1998 "Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero, ai sensi degli articoli 31 e 33 del D.Lgs 5 febbraio D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 [come integrato dal correttivo D.Lgs 16 gennaio 2008 n. 4] Attuazione direttiva 2001/42/CE e direttiva 85/337/CEE (modificata e integrata con direttiva 2003/35/CE) e direttiva 96/61/CE recepita con D.Lgs 18 febbraio 2005 n , n. 22". Norme in materia ambientale Parte quarta GESTIONE RIFIUTI Con particolare riferimento all art. 4 (valori di emissione consentiti) Si veda anche il D.M Art. 180, art. 186 (terre e rocce da scavo) 189 (MUD), 190 (registro carico e scarico) 193 (trasporto formulario) 194 (spedizioni transfrontaliere) 206, 227 (RAEE, rif. sanitari, veicoli fuori uso e rif. contenenti amianto). Allegati A,B,C,D Individua i rifiuti e combustibili derivati dai rifiuti; stabilisce i valori di emissione consentiti alle diverse tipologie di impianto e le modalità con le quali viene assicurato il rispetto della gerarchia comunitaria di trattamento dei rifiuti. Assicurare elevata protezione all ambiente, recuperare e smaltire rifiuti senza pericolo per la salute dell uomo e pregiudizio all ambiente; favorire prevenzione e riduzione della nocività dei rifiuti e recupero. - Adottare limiti di emissione più restrittivi rispetto a quelli prescritti. - Utilizzare/vendere prodotti con limitato numero di imballaggi. - Utilizzare imballaggi riciclabili. - Sostituire imballaggi in plastica con imballaggi biodegradabili. - Utilizzare carta riciclata, utilizzare la carta da entrambi i lati - utilizzare toner che non contengano sostanze pericolose. -Provvedere o inviare i toner esausti alla rigenerazione. - Se è presente la mensa aziendale preferire stoviglie che si possano riutilizzare (piatti in ceramica, posate in acciaio, bicchieri in vetro) o in materiale biodegradabile. - Ottimizzare la raccolta differenziata. D.M Modalità di finanziamento della gestione dei rifiuti di apparecchiature di illuminazione da parte dei produttori delle stesse. D.M n. 65 Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature 21

22 D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 [come integrato dal correttivo D.Lgs 16 gennaio 2008 n. 4] Attuazione direttiva 2001/42/CE e direttiva 85/337/CEE (modificata e integrata con direttiva 2003/35/CE) e direttiva 96/61/CE recepita con D.Lgs 18 febbraio 2005 n. 59 Norme in materia ambientale Parte quarta GESTIONE RIFIUTI Art. 180, art. 186 (terre e rocce da scavo) 189 (MUD), 190 (registro carico e scarico) 193 (trasporto formulario) 194 (spedizioni transfrontaliere) 206, 227 (RAEE, rif. sanitari, veicoli fuori uso e rif. contenenti amianto). Allegati A,B,C,D Assicurare elevata protezione all ambiente, recuperare e smaltire rifiuti senza pericolo per la salute dell uomo e pregiudizio all ambiente; favorire prevenzione e riduzione della nocività dei rifiuti e recupero. - Utilizzare/vendere prodotti con limitato numero di imballaggi. - Utilizzare imballaggi riciclabili. - Sostituire imballaggi in plastica con imballaggi biodegradabili. - Utilizzare carta riciclata, utilizzare la carta da entrambi i lati - utilizzare toner che non contengano sostanze pericolose. -Provvedere o inviare i toner esausti alla rigenerazione. - Se è presente la mensa aziendale preferire stoviglie che si possano riutilizzare (piatti in ceramica, posate in acciaio, bicchieri in vetro) o in materiale biodegradabile. - Ottimizzare la raccolta differenziata. D.M Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009, recante: «Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009 D.M. 17 dicembre 2009 Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14- bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009 D.P.C.M Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l anno 2009 D.M Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato Art. 183, c. 1, lettera cc) del D.Lgs. 152/2006 D.M Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo

23 E BONIFICA SITI CONTAMINATI [si rimanda al D.M Modalità ed importi delle garanzie finanziarie che devono essere prestate a favore dello Stato dalle imprese che effettuano le attività di bonifica dei siti] TITOLO V Art. 239, in particolare art. 242, 245, allegati al TTIOLO V Interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati; procedure, criteri e modalità per le operazioni di eliminazione delle sorgenti di inquinamento e riduzione concentrazione di sostanze inquinanti. del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009 D.M Procedure per la gestione dei materiali e dei rifiuti e la bonifica dei siti e delle infrastrutture direttamente destinati alla difesa militare e alla sicurezza nazionale.. D.M Emanazione di linee guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili in materia di gestione dei rifiuti, per le attività elencate nell'allegato I del D.Lgs. 18 febbraio 2005, n

24 D.Lgs 25 luglio 2005 n. 151 Raee Attuazione direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/ CE Attuazione direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti. Deliberazione 29 luglio 2008 n. 02/CN/ALBO Criteri e requisiti per l`iscrizione all`albo nella categoria 1 per lo svolgimento dell`attività di gestione dei centri di raccolta di cui al decreto del Ministro dell`ambiente e della tutela del territorio e del mare 8 aprile 2008, di attuazione dell`articolo 183, comma 1, lettera cc), del D.Lgs. 152/06, e successive modificazioni e integrazioni. Con particolare riferimento per gli artt. 4 (progettazione) 5 (divieto utilizzo di determinate sostanze), 6 (raccolta separata), 7 (ritiro), 8 (trattamento), 9 (recupero) Prevenire la produzione RAEE, promuovere reimpiego, riciclaggio e le altre forme di recupero, in modo da ridurne la quantità da avviare a smaltimento; ridurre l'uso di sostanze pericolose nelle AEE Preferire apparecchiature e/o elettrodomestici provviste di marchio di qualità ecologica certificata o provenienti da aziende ecocertificate. Decr è stato costituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il Comitato di vigilanza e controllo sulla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sulla gestione delle pile e degli accumulatori e dei relativi rifiuti ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo n. 151/2005 e dell'art. 19 del D.Lgs. n. 188/2008. Con l'entrata in vigore del presente decreto è stato abrogato il precedente decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 25 settembre 2007, pubblicato per comunicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 ottobre 2007, n. 233 D.M D.M Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall'articolo 183, comma 1, lettera cc) del D.Lgs 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche. D.M n. 185 Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), costituzione e funzionamento di un centro di coordinamento per l'ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi e istituzione del comitato d'indirizzo sulla gestione dei RAEE

25 D.Lgs 11 maggio 2005 n. 133 incenerimento L. 15 dicembre 2004 n. 308 D.Lgs 13 gennaio 2003 n. 36. Attuazione della direttiva 2000/76/CE in materia di incenerimento dei rifiuti Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione. Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti Con particolare riferimento agli artt. 4 e 5 (realizzazione),6 (coincenerimento),9 (valori limite),10 (scarico di acque reflue), 11 (campionamento) Artt. 6 (rifiuti non ammessi), 7 (rifiuti ammessi) Stabilisce le misure e le procedure finalizzate a prevenire e ridurre per quanto possibile gli effetti negativi dell'incenerimento e del coincenerimento dei rifiuti sull'ambiente. gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati; tutela delle acque dall'inquinamento e gestione delle risorse idriche; difesa del suolo e lotta alla desertificazione; gestione delle aree protette, conservazione e utilizzo sostenibile degli esemplari di specie protette di flora e di fauna; tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente; procedure per la valutazione di impatto ambientale (VIA), per la valutazione ambientale strategica (VAS) e per l'autorizzazione ambientale integrata QPPQ; tutela dell'aria e riduzione delle emissioni in atmosfera. - Adottare valori limite inferiori a quelli previsti. - Abbinare all impianto di incenerimento uno o più fitodepuratori. D.M Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica. D.P.R. 15 luglio 2003 n. 254 Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n disciplina la gestione dei rifiuti sanitari e degli altri rifiuti di cui al comma 5, allo scopo di garantire elevati livelli di tutela dell'ambiente e della salute pubblica e controlli efficaci. 25

26 D.M. 11 ottobre 2001 (PCB) D.M. 25 febbraio 2000 n. 124 D.Lgs 22 maggio 1999 n. 209 (PCB) Condizioni per l'utilizzo dei trasformatori contenenti PCB in attesa della decontaminazione o dello smaltimento. Regolamento recante i valori limite di emissione e le norme tecniche riguardanti le caratteristiche e le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti pericolosi, in attuazione della Dir. 94/67/CE del Consiglio del 16 dicembre 1994, e ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del repubblica.p.r. 24 maggio 1988, n. 203, e dell'articolo 18, comma 2, lettera a), del D.Lgs 5 febbraio 1997, n. 22. Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e policlorotrifenili Con particolare riferimento agli artt. 5 (obbligo), 7 (modalità), 8 (divieti), 9 (controlli) e allegati Condizioni per l'utilizzo dei trasformatori contenenti PCB in attesa della decontaminazione o dello smaltimento. Stabilisce valori limite di emissione metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento dei rifiuti pericolosi; criteri e norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive e funzionali, condizioni di esercizio per ridurre i rischi connessi all'inquinamento derivante da rifiuti pericolosi, diminuire la quantità e volume dei rifiuti prodotti, di produrre rifiuti che possono essere recuperati o eliminati in maniera sicura e di assicurare una protezione integrata dell'ambiente contro le emissioni causate dall'incenerimento dei rifiuti pericolosi; criteri temporali di adeguamento degli impianti di incenerimento di rifiuti preesistenti alle disposizioni del presente decreto. Disciplina lo smaltimento di PCB usati, la decontaminazione e lo smaltimento dei PCB e degli apparecchi contenenti PCB, ai fini della loro completa eliminazione - Assicurarsi che l impianto che prende in carico rifiuti contenenti PCB li smaltisca correttamente. D.M Modalità di etichettatura degli apparecchi e impianti contenenti policlorobifenili (PCB) e policlorotrifenili (PCT). D.M Modalità per l'attuazione del censimento dei dati e per la presentazione delle denunce delle apparecchiature contenenti fluidi isolanti a base di PCB. D.M

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