Imprenditori si diventa!

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1 Imprenditori si diventa! Manuale pratico all avvio d impresa sviluppo del progetto d impresa: il business plan

2 Creatività, entusiasmo e fantasia sono doti fondamentali in qualunque iniziativa imprenditoriale. Ma, quando si avvia un impresa, il rischio è sempre in agguato. Lo strumento fondamentale per non andare allo sbaraglio è il business plan, un documento di programmazione indispensabile per determinare obiettivi, strategie ed evidenziare gli eventuali pericoli. Al termine di questo processo di analisi e ricerca, l imprenditore sarà in grado di partire con un ragionevole grado di certezza sulla potenzialità dell idea e sulla realizzabilità del progetto. La redazione del presente volume è stata realizzata da PerMicro in collaborazione con l Assessorato alle Politiche Giovanili e Associazionismo del Comune di Brescia, a sostegno e approfondimento degli incontri realizzati nell ambito del progetto Microcredito per Brescia: strumento di sviluppo locale. L iniziativa favorisce le opportunità professionali e l auto impiego dei giovani cittadini residenti sul territorio bresciano in possesso di capacità imprenditoriali attraverso servizi di formazione, consulenza e accesso al microcredito. Presentazione dell Assessore alle Politiche Giovanili e Associazionismo Con le pubblicazioni realizzate grazie alla collaborazione di PerMicro, che sintetizzano le modalità di accesso al credito e del fare impresa, l Assessorato colma un vuoto nell informazione a sostegno dell autonomia dei giovani, in particolare di coloro che intendono sperimentare percorsi di autoimprenditorialità. Ciò in un momento dove a livello globale stiamo conoscendo una crisi economica e finanziaria senza precedenti, che stupisce per persistenza e refrattarietà a tutte le misure di contrasto. Questa crisi, inoltre, nel nostro Paese ha purtroppo aggravato ulteriormente le difficoltà dei giovani, che già faticavano per trovare spazio nel mondo degli adulti. In particolare, ha aumentato com era prevedibile il numero di disoccupati ed ha portato ad emersione un fenomeno preoccupante ed in crescita, quello cioè dei giovani in stallo, sempre più sfiduciati ed in sospeso, né impegnati nello studio, né alla ricerca di lavoro. Invertire questa tendenza è un compito difficile, a cui le istituzioni però non possono derogare. Per meglio realizzare ciò è necessario, credo, dare prioritariamente fiducia ai nostri giovani, anche con segni tangibili. Quindi agire su vari fronti, ripensando innanzitutto i servizi di accoglienza e informazione, e con essi quindi i prodotti e gli strumenti, anche di natura finanziaria, che permettono ai giovani di vedere realizzate le proprie idee. Responsabile Progetto Luciano Calaresu Coordinamento Carlo Liscidini Redazione Giulia Porino Realizzazione grafica Francesca Pavese

3 L Assessorato su questo fronte è attivo: oltre ai prodotti informativi, come questi che presentiamo, proponiamo consulenze mirate presso l Informagiovani di via San Faustino; qui i giovani possono essere informati anche dei percorsi di formazione attivati e delle opportunità di finanziamento, così da scoprire che la strada del fare impresa può essere un opzione normale e non eccezionale di un percorso di vita e di lavoro, che ha ricadute positive anche per la comunità intera. L Assessore alle Politiche Giovanili e Associazionismo Dr. Diego Ambrosi 06 è il business plan? 08 Perché fare un business plan? 12 Come fare un business plan? 13 Gli elementi costitutivi del business plan 32 Modello di business plan INDICE Cosa 05

4 Cosa è il Business Plan? Il business plan 1 è un progetto dettagliato, che prende in esame tutte le aree di attività di un impresa. è una sorta di carta d identità dell azienda, attraverso la quale si mettono per iscritto tutte le componenti di un piano imprenditoriale: dall analisi di mercato al progetto finanziario, dal marketing alla gestione dei fornitori. Più è approfondito, più agevola i rapporti dei neo-imprenditori con gli istituti di credito, potenziali nuovi soci, altri finanziatori. Ciò detto, le sue funzioni vanno oltre a quella di semplice biglietto da visita da presentare per ottenere finanziamenti pubblici o privati. Infatti un business plan ben fatto serve per capire i problemi che si dovranno affrontare e gli strumenti a disposizione per farlo Preparare il business plan richiede tempo e dedizione. Non si tratta di una semplice descrizione dell attività che si intende avviare, né di un promemoria sulle principali spese da sostenere e sui fornitori da contattare, ma di un analisi che getta le fondamenta della nuova impresa e le garantisce maggiori probabilità di sopravvivenza. Il business plan coinvolge sia le nuove imprese che le imprese già esistenti, come sintetizzato dal seguente schema: nuove imprese start Up avvio nuova impresa sviluppo attività imprese già esistenti Diversificazione attività Ristrutturazione attività In altre parole, in tutti quei momenti di vita aziendale dove è necessario prendere decisioni non ordinarie, l uso del business plan consente di evidenziare e sistematizzare gli effetti complessivi delle alternative possibili Il termine business plan è stato introdotto in Italia nel 1992, a seguito della approvazione della Legge n. 488/92 sulle agevolazioni di carattere finanziario ; la disposizione richiede, per l appunto, la predisposizione del business plan affinché quest ultimo possa illustrare gli effetti che l impresa richiedente intende perseguire una volta ottenuto il finanziamento medesimo. 07

5 Perché fare un Business Plan? Gli scettici ritengono che la pianificazione scritta sia una perdita di tempo, ma gli esperti dimostrano che è meglio investire uno o più mesi nell analisi di un piano di fattibilità, piuttosto che chiudere l azienda poco dopo averla avviata. Elaborare un piano scritto della propria idea d impresa, oltre al tempo e a una piena dedizione, richiede uno sforzo intellettuale superiore alla semplice immaginazione L entusiasmo iniziale per la nuova idea spesso induce l aspirante imprenditore a minimizzare i dati non favorevoli al progetto o addirittura a non considerarli. Le ricerche pratiche per compilare il business plan possono evidenziare dati prima sconosciuti all imprenditore, con i quali dovrà confrontarsi se non vuole rischiare di fallire. In termini poi di comunicazione, il progetto di impresa è la carta di identità dell imprenditore. Parla di lui, della sua serietà e del suo impegno. è uno strumento importante per farsi conoscere prima ed eventualmente finanziare poi. Inoltre, il business plan non è utile soltanto in fase di avvio, ma ha un grande rilievo come strumento di gestione, perché consente di non perdere mai di vista gli obiettivi dell azienda e di controllarne l andamento. I destinatari finali del business plan sono: a l aspirante imprenditore, che vuole capire quante probabilità di successo ha la sua idea imprenditoriale. Prima di scrivere il business plan, l imprenditore è animato da entusiasmo ed ottimismo, ma non è sicuro che la sua idea sia realizzabile, cioè che diventi un impresa che sopravvive, si sviluppa e gli dà da vivere. Il business plan gli fornisce maggiori informazioni per risolvere questo dubbio; bgli investitori esterni, che devono decidere se finanziare la realizzazione dell idea imprenditoriale. Essi verificheranno che gli autori del business plan abbiano una solida padronanza della dinamica dell impresa e del settore industriale in cui intendono operare e soprattutto che abbiano la capacità di assicurare un buon profitto sui fondi da investire o da finanziare compatibilmente con il livello di rischio che l investitore ritiene accettabile; c l imprenditore stesso e i suoi collaboratori, dopo che l impresa è stata avviata, che ne possono trarre una guida utile per la gestione dell impresa. A questo scopo il business plan deve indicare una serie di milestones (pietre miliari), ossia di obiettivi parziali da raggiungere. Per assolvere a questa funzione di guida, è necessario che il business plan venga periodicamente rivisto e aggiornato

6 I II III IV V VI VII Gli obiettivi del business plan sono: fornire informazioni fondamentali per l avvio dell attività, (quali e quante risorse economiche, finanziarie ed umane sono necessarie, le caratteristiche del prodotto e del mercato, ecc.); consentire all imprenditore una visione d insieme dei fattori che caratterizzano l azienda, fornendo una base sulla quale pianificare strategie ed azioni; illustrare la formula imprenditoriale (sistema di prodotto, mercato, struttura organizzativa) e non solo la descrizione del prodotto/servizio offerto; sottolineare l originalità dell idea imprenditoriale; verificare l interesse della potenziale clientela; essere un utile indicatore degli obiettivi che si intendono raggiungere e delle modalità per perseguirli; verificare la coerenza tra le singole azioni indicate, in particolare tra descrizione dell attività e conseguenti costi di investimento e di gestione; VIII IX X definire la forma giuridica in rapporto alle caratteristiche dell impresa descritte; consentire previsioni attendibili, simulando le varie ipotesi di sviluppo dell attività dell impresa; servire come biglietto da visita per presentare l impresa all esterno (potenziali soci, finanziatori, banche, clienti e fornitori)

7 Come fare un Business Plan? Nella redazione del business plan, l aspirante imprenditore deve scrivere in modo sintetico, ma non troppo stringato. Deve utilizzare un linguaggio tecnico, ma non specialistico. Deve fornire dettagli, ma non dati superflui. Il buon senso è il metro che deve aiutare il neo-imprenditore a preparare il progetto, tenendo presente che lo stesso può avere diversi destinatari e necessitare perciò di modalità di presentazione differenziate. I fattori da enfatizzare, in ogni caso, sono: gli obiettivi (che hanno una funzione motivante per sé e per gli altri); la ricerca di mercato e il relativo piano di marketing (che dimostra l esistenza di spazi operativi e i sistemi per conquistarli); le risorse finanziarie (il rapporto fra risorse finanziarie e investimenti); il conto economico (che illustra costi e ricavi). Gli elementi costitutivi del business plan Nella copertina del progetto, l imprenditore deve scrivere nome, indirizzo e telefono della sede dell attività, oltre ai propri dati personali. Può essere utile allegare al business plan la seguente documentazione: curricula dei soci; documentazione fotografica; brevetti (se esistenti); articoli inerenti ricerche di mercato; eventuali lettere d intenti con eventuali clienti; eventuali accordi e/o reti tra imprese. La presentazione del business plan è certamente libera, non vincolata né da norme né da rigidi schemi della prassi, ma dovrebbe comunque contenere tutte le sezioni descritte nelle ine che seguono. Da questi, un lettore esperto può giungere a una prima valutazione dell idea imprenditoriale

8 IL PROGETTO D IMPRESA Descrizione del progetto La finalità di questa sezione è di portare l aspirante imprenditore a sintetizzare le informazioni alla base del proprio progetto, da cui sviluppare i seguenti aspetti: la missione definizione della missione aziendale (la funzione e il ruolo dell impresa nel mercato di riferimento); l idea imprenditoriale nascita dell idea imprenditoriale; stato di avanzamento del progetto; motivazioni all imprenditorialità; caratteri distintivi ed eventuali elementi di innovazione; la formula imprenditoriale sistema di prodotto/servizio offerto; target dei clienti di riferimento; struttura organizzativa (risorse, organizzazione dell attività, forma di gestione, ecc.); i promotori dell idea d impresa caratteristiche professionali dei promotori; precedenti esperienze imprenditoriali o competenze specifiche. LA STRUTTURA DELL IMPRESA La forma giuridica della società Una delle prime scelte che deve fare chi inizia un lavoro in proprio è quella della forma giuridica che dovrà assumere la gestione. Si tratta di stabilire, in pratica, se lavorare individualmente o associarsi con altre persone, costituendo una società Se si sceglie quest ultima soluzione, occorre inoltre decidere il tipo di società da costituire: società di capitale o società di persone (Snc, Sas, società semplice, ecc.)

9 È importante che l aspirante imprenditore abbia le idee chiare sulla forma giuridica che si intende assumere poiché le scelte effettuate all inizio possono rivelarsi, in un secondo momento, inadeguate se non addirittura antieconomiche. Solitamente infatti, le imprese start-up nascono nella forma giuridica di ditte individuali o società a responsabilità limitata, ma nel tempo potrebbe essere opportuno trasformarle in società per azioni. Nelle ine seguenti vengono schematizzate le diverse forme societarie attualmente previste dalla legge italiana (vedi tabella alle ine 16-17). La comine sociale e l organico La finalità di questa sezione del BP è di esporre le caratteristiche del singolo socio (pertanto è necessario produrre tante schede quanti sono i componenti della società), facendo emergere: conoscenze ed esperienze nel settore (come dipendente, come lavoratore autonomo, esperienza extra lavorativa, ecc.); competenze, professionalità e tratti caratteriali significativi (natura intraprendente, spirito imprenditoriale, capacità organizzative, di relazione, di vendita); motivazioni alla base della scelta imprenditoriale e aspettative che lo hanno orientato verso questa decisione (desiderio di lavoro indipendente, ricerca stabile di occupazione, ecc.); motivazioni della scelta del settore (esperienza, passione, hobby, studio, contatti, opportunità, ecc.). In presenza di collaboratori o lavoratori dipendenti, è necessario esplicitare il sistema di coordinamento e di gestione delle risorse umane

10 Forma impresa Numero di soci Responsabilità Soci Atto Costitutivo Capitale minimo Amministratori Collegio sindacale Adempimenti per la costituzione Ditta Individuale Solo l imprenditore titolare Illimitata (tutto il patrimonio personale) Non è necessario Non esiste L imprenditore titolare Non esiste 1. Apertura partita IVA 2. Predisposizione e tenuta libri contabili 3. Iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio 4. Iscrizione all INPS ed all INAIL (per artigiani ed altri casi) Impresa Familiare L imprenditore titolare ed i collaboratori familiari Illimitata (tutto il patrimonio personale) per l imprenditore Scrittura privata autenticata per l elencazione dei familiari collaboratori Non esiste L imprenditore titolare e, per alcune decisioni, i collaboratori familiari Non esiste 1. Registrazione dell atto all Agenzia delle Entrate 2. Apertura partita IVA 3. Predisposizione e tenuta libri contabili 4. Iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio 5. Iscrizione all INPS ed all INAIL (per artigiani ed altri casi) Società in nome collettivo (S.n.c.) 2 o più Illimitata (tutto il patrimonio personale) per i soci Atto pubblico o scrittura privata autenticata Non esiste I soci Non esiste 1. Registrazione dell atto all Agenzia delle Entrate 2. Apertura partita IVA con richiesta codice fiscale 3. Predisposizione e tenuta libri contabili 4. Iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio 5. Iscrizione all INPS ed all INAIL (per artigiani ed altri casi) Società in accomandita semplice (S.a.s.) 2 o più, di cui almeno uno accomandatario Illimitata (tutto il patrimonio personale) per i soci accomandatari, limitata alla quota conferita per i soci accomandanti Atto pubblico o scrittura privata autenticata Non esiste I soci accomandatari Non esiste 1. Registrazione dell atto all Agenzia delle Entrate 2. Apertura partita IVA con richiesta codice fiscale 3. Predisposizione e tenuta libri contabili 4. Iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio 5. Iscrizione all INPS ed all INAIL (per artigiani ed altri casi) Società a responsabilità limitata (S.r.l.) 18 1 o più Limitata al capitale versato Atto pubblico ,00 1 o più soci Obbligatorio con capitale di almeno ovvero se per 2 esercizi consecutivi siano stati superati due dei limiti indicati dal primo comma dell art bis c.c. 1. Registrazione dell atto all Agenzia delle Entrate 2. Apertura partita IVA con richiesta codice fiscale 3. Predisposizione e tenuta libri contabili 4. Iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio 5. Iscrizione all INPS ed all INAIL (per artigiani ed altri casi) 6. Redazione e deposito Bilancio d esercizio 19

11 Forma impresa Numero di soci Responsabilità Soci Atto Costitutivo Capitale minimo Amministratori Collegio sindacale Adempimenti per la costituzione Società a Responsabilità limitata (S.r.l.) - con socio unico Società Cooperativa (Soc. coop.) Un solo socio Almeno un certo numero di soci variabile a seconda del tipo di coop. Limitata al capitale versato In genere limitata al capitale versato Atto pubblico ,00 I soci o terzi Obbligatorio 1. Registrazione dell atto con capitale all Agenzia delle Entrate di almeno 2. Apertura partita IVA con richiesta codice fiscale 3. Predisposizione e tenuta ovvero se per libri contabili 2 esercizi 4. Iscrizione al Registro consecutivi Imprese presso la Camera siano stati di Commercio superati due 5. Iscrizione all INPS ed dei limiti indicati dal primo all INAIL (per artigiani ed altri casi) comma dell art. 6. Redazione e deposito 2435-bis c.c. Bilancio d esercizio Atto pubblico Non esiste I soci o terzi In genere obbligatorio 1. Registrazione dell atto all Agenzia delle Entrate 2. Apertura partita IVA con richiesta codice fiscale 3. Predisposizione e tenuta libri contabili 4. Iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio 5. Iscrizione all INPS ed all INAIL (per artigiani ed altri casi) 6. Iscrizione nel particolare Registro delle coop. 7. Redazione e deposito Bilancio d esercizio Il Prodotto/Servizio offerto Lo scopo di questa sezione è quello di presentare il prodotto o servizio offerto: presentazione dettagliata dei servizi / prodotti offerti (dettagliare il sistema prodotto, ovvero prodotto più gli eventuali servizi annessi), differenze rispetto ai prodotti/servizi esistenti, ecc.; caratteristiche tecniche del prodotto/servizio e modalità di funzionamento (ad esempio prodotto artistico artigianale, innovativo, ecc.); tipologia di bisogni che il prodotto soddisfa: vantaggi offerti al consumatore, differenze rispetto alla concorrenza (ad esempio: personalizzazioni su richiesta, assistenza tecnica post vendita, periodo di prova, consegna gratuita, ecc.). Se la nuova impresa offre più prodotti o più servizi è opportuno segnalarli tutti, specificando quali sono i principali. Indicare anche i prodotti/servizi che completano l offerta commerciale (ad esempio: garanzie, coperture assicurative, formazione di base sull utilizzo di particolari supporti, assistenza pre e post vendita, ecc.)

12 IL MERCATO E LE SUE VARIABILI Qual è il mercato di riferimento? Chi sono i concorrenti e clienti? Prima di avviare un attività qualsiasi, specie se in proprio, è bene compiere un accurata ricerca di mercato. La finalità di questa sezione è dunque la comprensione del contesto in cui si andrà ad operare, le sue regole di funzionamento e, nello specifico, la relazione esistente tra il prodotto/servizio da immettere nel mercato, il target dei clienti di riferimento, la presenza di concorrenza. Il settore di riferimento Condizioni generali e trend del settore di interesse (settore maturo o in crescita, numero delle imprese operanti e loro dimensione, prezzi applicati, fatturato del settore, ecc.). Ricostruzione dei tratti fondamentali della filiera produttiva (quando significativa per il tipo di impresa). Grado di innovatività nel settore (tradizionale, settore soggetto a moda, in continua e rapida evoluzione, ecc.). Fattori di rischio del settore (saturazione, poca possibilità d innovazione e diversificazione, ecc.). Clienti Identificare le principali tipologie di clienti: i clienti che acquistano (finali e intermedi) e i clienti utilizzatori. Nel caso di clienti consumatori finali specificare: il profilo (età, reddito, formazione, area geografica di appartenenza, abitudini di consumo, ecc.), la numerosità, le motivazioni all acquisto (bisogno, status, ecc.). Nel caso di clienti business specificare se sono imprese private o enti pubblici, loro numerosità, dimensione, area geografica in cui operano, frequenza di acquisto, consistenza media degli ordini, aspettative nei confronti del prodotto/servizio (qualità, affidabilità, prezzo, assistenza e servizi collaterali, consegna, ecc.). Stimare quantitativamente il valore del mercato (numero dei clienti potenziali, valore della spesa, ecc.). Specificare se si sono già stabiliti relazioni/accordi con possibili clienti o reti d imprese. Dichiarare l estensione geografica del mercato che si intende servire. Quantificare gli obiettivi di vendita da raggiungere anno dopo anno (almeno per i primi tre anni d attività). Eventuali barriere all entrata (forte concorrenza, necessità di licenze, alti costi di avviamento, ecc.). Potere contrattuale dei fornitori e dei clienti

13 Concorrenti Analizzare l eventuale concorrenza: tipologie di principali concorrenti e relative offerte di prodotti/servizi concorrenziali rispetto all offerta dell impresa. Individuare quali prodotti/servizi offrono (anche quelli sostitutivi/alternativi a quelli della nuova impresa). Valutare quali sono i punti di forza e di debolezza della concorrenza. Politica di prezzo Indicare su che fascia di prezzo si intende posizionare il prodotto/ servizio e relative motivazioni (allineamento con i prezzi dei concorrenti, opzione per una fascia di prezzo alta, politica aggressiva con prezzi molto bassi, ecc.). Evidenziare se si intende utilizzare la politica dei prezzi come leva di marketing: ad esempio formule di abbonamenti, carte sconto, sconti su quantitativi, saldi, ecc. Pubblicità e promozione Illustrare le azioni più idonee per farsi conoscere sul mercato di sbocco: creazione di un marchio e/o logo, pubblicità tradizionale (depliant, affissioni, radio, ecc.), sito internet, banner, stampa specialistica, partecipazioni a convegni/fiere di settore, direct mailing, sponsor di eventi, ecc. Indicare come si intende presentare i propri prodotti/ servizi: catalogo (cartaceo/on-line, ecc.), book presentazione lavori svolti, ecc. Quantificare l investimento pubblicitario (che dovrà essere coerente con quanto indicato nella parte economica). Canali commerciali e modalità di vendita Dettagliare: come si intende vendere i prodotti/servizi: con forza vendita interna, con rete di agenti, con concessionari e distributori autorizzati, ecc.; dove si intende venderli: direttamente presso la sede dell azienda, on-line (e-commerce), per corrispondenza o a domicilio (porta a porta), ecc

14 Inoltre, in questa sezione è bene indicare come si prevede di contattare i clienti: precedente rete di contatti; passaparola; visite dirette; mailing mirato; organizzazione di piccoli eventi; partecipazione ad eventi di settore; altro (specificare). ORGANIZZAZIONE E FABBISOGNI Strumenti e prassi per raggiungere l obiettivo imprenditoriale In questa sede, vanno descritti tutti gli strumenti necessari al raggiungimento dell obiettivo. L imprenditore dovrà fornire anche una descrizione della sede produttiva (dimensioni, ubicazione, tipo di immobile, contratto di affitto o acquisto, lavori di ristrutturazione, limiti, vantaggi), unitamente a un elenco dei fornitori di materie prime. Il disegno tecnico, il processo di produzione o di erogazione del servizio, il controllo qualità, i macchinari o le tecnologie utilizzate dovranno trovare, in questa sezione del business plan, una esaustiva descrizione in base a: a risorse tecniche materiali e immateriali: le competenze tecnologiche, know-how, brevetti e licenze, logistica, b organizzazione delle varie aree e relative criticità: c disponibilità finanziarie (capitale di rischio e indebitamento); il livello attuale di introduzione delle tecnologie sopra descritte e di ottenimento di finanziamenti e/o contributi; la produzione (descrizione del processo di produzione, make or buy, impianti e attrezzature, principali aspetti critici) e/o di erogazione del servizio (dall individuazione del bisogno alla realizzazione del servizio - capacità di personalizzazione del servizio); gli acquisti (principali acquisti dall esterno, principali fornitori e relative logiche di comportamento, aspetti finanziari collegati agli acquisti, criticità); le vendite (dirette o tramite intermediari, la forza vendita dell impresa - interna e/o esterna - eventuale sistema di provvigioni); la contabilità, aspetti fiscali, controllo economico-gestionale (esternalizzazione e/o internalizzazione, strumenti e modalità di controllo); il coordinamento imprenditoriale (le eventuali funzioni previste); ruoli e responsabilità l eventuale organigramma (chi fa cosa, specificando ruoli e responsabilità di ognuno)

15 28 Promozione e pubblicità In questa sezione è utile individuare gli strumenti più idonei alla promozione dell attività dell impresa, il messaggio che sarà oggetto della comunicazione, il tipo di investimento da sostenere nei primi anni: biglietto da visita; volantinaggio; inserzione all interno delle riviste di settore; inserzione all interno delle ine gialle; annunci nelle radio locali; sito web; altro (specificare). La motivazione Si tratta di una parte molto personale, dove l imprenditore esprime quali sono le ragioni che lo inducono a scegliere la strada del rischio imprenditoriale. A qualcuno può sembrare inutile dichiarare la propria motivazione: in realtà si tratta di un indicazione importante per chi sceglie di finanziare un idea. Alle volte, è la motivazione profonda dell imprenditore, la sua determinazione a non arrendersi alle difficoltà, che consente a un idea di diventare impresa e a un impresa di avere successo. DATI ECONOMICO FINANZIARI La fattibilità economica dell idea d impresa L idea d impresa è economicamente valida e quindi fattibile? A questo proposito è necessaria un analisi preventiva di costi/benefici, capire a che prezzi vendere i prodotti e/o i servizi per poter raggiungere un buon livello di reddito, da quando i futuri imprenditori possono incominciare a percepire un compenso per il lavoro svolto, quali sono le voci di entrata e uscita di cassa e gli importi da richiedere per eventuali finanziamenti. Questa sezione del business plan ha lo scopo di presentare una serie di proiezioni economico-finanziarie credibili ed organiche che rispecchino i risultati che l impresa programma di conseguire Mentre il resto del business plan serve a fornire il quadro generale dell iniziativa, la parte economico-finanziaria consente all investitore di capire che rendimento può aspettarsi e al finanziatore di valutare la capacità dell impresa di rimborsare i prestiti. Per molti aspetti la parte economico-finanziaria è la meno flessibile del business plan: anche se le cifre variano, gli schemi o i prospetti inseriti nel piano sono più o meno gli stessi e vengono presentati in modo abbastanza standardizzato. Dal momento che è impossibile eliminare tutte le incertezze, è consigliabile effettuare varie simulazioni, basate su presupposti diversi, al fine di individuare il grado di reattività dell impresa rispetto a determinati fattori critici. 29

16 La previsione più difficile è quella delle vendite, fondamentale perché da essa dipendono gran parte delle altre stime. Nell incertezza suggeriamo di ipotizzare tre scenari alternativi: pessimista, realista e ottimista Di seguito si descrivono brevemente i punti affrontati nel piano economicofinanziario. Stima dei ricavi Previsione dei ricavi totali sulla base delle dimensioni del mercato, delle esigenze della clientela, della classificazione dei clienti, dello stato di sviluppo del mercato e dei punti di forza e debolezza dei concorrenti. Bisogna essere molto specifici: quanti clienti compreranno quanti prodotti e a che prezzo. Stima dei costi Previsione dei costi totali da sostenere, suddivisi nelle varie categorie di spesa (generali e amministrativi, di produzione e di vendita). Analisi del punto di pareggio La conferma dell attuabilità del progetto è l individuazione del punto di breakeven, ossia del momento in cui i ricavi generati nel tempo eguagliano la somma dei costi fissi e variabili. Esso stabilisce la quantità minima che si deve produrre per raggiungere la quantità di pareggio, data una certa struttura produttiva ed un certo prezzo di vendita, ma è anche un utile strumento per determinare il prezzo da praticare per ottenere certi livelli di profitto obiettivo. Bisogna dimostrare che il punto di pareggio verrà raggiunto con un alto grado di probabilità! Bilancio previsionale Riporta le stime delle entrate e delle uscite relative ad un periodo di esercizio mediante la classificazione delle operazioni future dell impresa secondo la loro natura ed il loro oggetto. è formato da conto economico e stato patrimoniale. Le previsioni vengono normalmente fatte a tre anni, ma è ammesso anche un orizzonte temporale più lungo. Prospetto previsionale dei flussi di cassa Stima della situazione netta di cassa dell impresa. Si articola in due parti: impieghi di cassa (ossia il denaro che esce) e fonti di cassa (ossia il denaro che entra). Le previsioni sono fatte su base trimestrale o annuale, con un dettaglio mensile almeno per il primo anno. Investimenti d impresa e fabbisogno finanziario Stima degli investimenti Previsione degli investimenti, ossia delle spese da sostenere ora per acquisire attività materiali (ad es. impianti) ed immateriali (ad es. brevetti), che produrranno valore nell arco di più anni. Prospetto delle esigenze finanziarie e delle fonti di copertura Previsione del fabbisogno finanziario per la realizzabilità del business e delle modalità di finanziamento (capitale proprio, capitale di rischio). È una delle prime voci che leggono i finanziatori! 30 31

17 PARTE descrittiva B LA STRUTTURA DELL IMPRESA MODELLO DI BUSINESS PLAN Come detto, la presentazione del business plan è libera, ma è opportuno mantenere separate la sezione descrittiva da quella numerica. La parte descrittiva può essere redatta con l ausilio di grafici o tabelle, come di seguito proposto: Forma giuridica della società Comine sociale e organico (tante righe quanti sono i soci dell impresa) C ANALISI DI MERCATO Settore di riferimento Clienti Concorrenti Fornitori Politica di prezzo Pubblicità e promozione PARTE descrittiva A DESCRIZIONE DEL PROGETTO LA MISSIONE Funzione e ruolo dell impresa nel mercato di riferimento Elementi di successo Canali commerciali e modalità di vendita D ORGANIZZAZIONE E FABBISOGNI Risorse umane (personale necessario, consulenze esterne, spese per il personale) Competenze tecnologiche, know-how, brevetti e licenze E RISORSE FINANZIARIE/INVESTIMENTI Immobili/arredamenti L IDEA IMPRENDITORIALE Merce già acquistata Nascita dell idea imprenditoriale Capitale proprio investito nell impresa Stato di avanzamento del progetto Prestiti ricevuti da banche per l impresa Caratteri distintivi ed eventuali elementi di innovazione Prestiti da soggetti terzi di fiducia per l impresa PROMOTORI DELL IDEA D IMPRESA (tante righe quanti sono i promotori dell impresa) Nome Cognome Data di nascita Capitale a fondo perduto f RISCHI E PROFITTI Punti di debolezza degli imprenditori e dell idea imprenditoriale 32 Caratteristiche professionali dei promotori Precedenti esperienze imprenditoriali o competenze specifiche Punti di forza degli imprenditori e dell idea imprenditoriale g TEMPI Tempi necessari avvio attività Data ipotizzata inizio attività 33

18 34 a La sezione numerica deve contenere tutti i dati e le analisi economico finanziari utili a dimostrare al finanziatore (banca, socio, ente pubblico, ecc.) che i risultati numerici garantiscono il soddisfacimento delle obbligazioni assunte. Come accennato in precedenza, gli schemi inseriti nell analisi economico-finanziaria sono abbastanza standardizzati, ma il neo imprenditore potrà adattarli alle proprie esigenze ed alle caratteristiche della sua impresa: PARTE numerica DATI ECONOMICO FINANZIARI Costi generaliutenze Gas Energia elettrica Telefono fisso Telefono mobile Connessione internet Acqua Riscaldamento Costi ufficio/ negozio Affitto Noleggio strumenti e macchinari Spese di pulizia locali Spese di vigilanza locali Manutenzione e riparazioni locali Manutenzione e riparazioni macchinari Cancelleria Spese postali Assicurazioni ufficio / negozio Assicurazione furgone (o altro mezzo) PARTE numerica Costi di amministrazione e consulenza Spese legali e notarili Spese fiscali e contabili Spese consulente lavoro Personale Salari ed oneri titolare Salari ed oneri collaboratori Viaggi e trasporti Trasporti pubblici (bus, treno, aereo) Trasporto privato (es. benzina, ecc.) Vitto e alloggio per le trasferte Pubblicità e promozione Materiale pubblicitario, promozione, comunicazione Imposte, tasse e contributi INPS INAIL IRAP Imposta di registrazione all albo Tassa iscrizione Camera di Commercio Tassa per insegna pubblicitaria Tassa occupazione suolo pubblico Tassa rifiuti Contributi ad associazioni di categoria Altri costi TOTALE COSTI 35

19 B ricavi DIRETTI I anno Prodotti/Servizi Importo unitario Quantità Quantità Ricavi offerti giornaliera mensile mensili NOTE c Totale ricavi (Mese) Totale ricavi (anno) Costi DIRETTI I anno Prodotti/Servizi Importo unitario Quantità Quantità Costi offerti giornaliera mensile mensili D Totale ricavi (Mese) Totale ricavi (anno) piano del conto economico Descrizione i anno ii anno iii anno Ricavi diretti Altri Ricavi Totale ricavi Costi diretti Costi generali Totale costi Totale Ricavi (Totale Costi) UTILE ANTE IMPOSTE (Imposte) RISULTATO (O PERDITA) D ESERCIZIO 36 37

20 NOTE NOTE 38 39

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