Gestione delle imprese turistiche Contabilità - Bilanci - Previsioni

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1 Gestione delle imprese turistiche Contabilità - Bilanci - Previsioni Giorgio Castoldi HOEPLI

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3 GESTIONE DELLE IMPRESE TURISTICHE

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5 GIORGIO CASTOLDI GESTIONE DELLE IMPRESE TURISTICHE Contabilità Bilanci Previsioni EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO

6 UN TESTO PIÙ RICCO E SEMPRE AGGIORNATO Nel sito sono disponibili: materiali didattici integrativi; eventuali aggiornamenti dei contenuti del testo. Copyright Ulrico Hoepli Editore S.p.A Via Hoepli 5, Milano (Italy) tel fax Tutti i diritti sono riservati a norma di legge e a norma delle convenzioni internazionali

7 Indice Prefazione hoepliturismo.it Modulo 1 Le imprese e la loro organizzazione Unità didattica 1 Imprese, società, gruppi societari Test di ingresso Le aziende Le aziende di produzione Il valore aggiunto e la sua ripartizione Produzione e prodotti Le aziende di produzione non profit Le imprese Imprese individuali e collettive Imprese private e pubbliche Imprese grandi, piccole e medie Imprese divise e indivise Imprese dipendenti e indipendenti I gruppi societari La costituzione dei gruppi societari La struttura dei gruppi societari I vantaggi dei gruppi societari Il controllo Test di verifica Unità didattica 2 L organizzazione d impresa Test di ingresso Modi di produrre e teorie sull organizzazione Lo scientific management L organigramma piramidale La teoria del sistema generale di direzione L organigramma line & staff La teoria delle relazioni umane L organigramma per unità organizzative L impresa come sistema Il sistema di qualità L impresa postindustriale e il postfordismo La wikinomics Le politiche d impresa I condizionamenti politici I condizionamenti economici I condizionamenti tecnici I condizionamenti socio-culturali Il sistema bancario IX X 2.6 I condizionamenti del mercato I condizionamenti interni La struttura organizzativa La divisione delle attività La divisione del lavoro Le procedure Lo stile di direzione Test di verifica Unità didattica 3 Imposte e tasse Test di ingresso Le imposte non sono tasse Le tasse Le imposte Le imposte dirette L IRPEF L IRAP L IRES La principale imposta indiretta: l IVA Gli acquisti e l IVA a credito Il valore aggiunto Le vendite e l IVA a debito Il versamento di IVA allo Stato L IVA grava sul valore aggiunto Tre modi di calcolare il versamento IVA I presupposti di applicazione dell IVA Le operazioni imponibili Le operazioni non imponibili Le operazioni esenti Le aliquote I documenti di vendita I registri obbligatori L art. 74ter e la detrazione di base da base Perché il 74ter Come si applica l art. 74ter I nettisti Il 74ter si applica a tutte le produzioni di servizi turistici I viaggi misti Test di verifica Unità didattica 4 Il lavoro nelle imprese Test di ingresso Lavoro dipendente e autonomo Il lavoro dipendente L assunzione La classificazione dei lavoratori I diversi contratti di lavoro I contratti a tempo determinato L orario di lavoro Retribuzioni La busta paga Scioglimento del rapporto di lavoro e TFR V

8 Indice 3 I lavoratori autonomi I professionisti I lavoratori a progetto I lavoratori occasionali Lavoro e turismo Il turismo è un settore labour intensive Il turismo è un settore che deve crescere L occupazione diretta e nell indotto Flessibilità e meritocrazia La passione Il fabbisogno di personale La formazione La ricerca del personale La ricerca del lavoro Il curriculum vitae (CV) Il colloquio di lavoro Le professioni turistiche Le professioni regolate Le professioni non regolate Test di verifica Modulo 2 Le rilevazioni di impresa Unità didattica 1 Il conto di situazione patrimoniale Test di ingresso Che cos è il patrimonio Come si illustra il patrimonio Il conto Patrimonio lordo e patrimonio netto La data Investimenti e finanziamenti Patrimonio fisso e patrimonio circolante L equilibrio finanziario L aspetto quantitativo I valori finanziari I valori finanziari documentati I valori finanziari non documentati I valori economici I valori alle rimanenze I costi pluriennali Il patrimonio netto Esempi di redazione di situazione patrimoniale Test di verifica Unità didattica 2 Il conto di risultato economico Test di ingresso Perché il conto di risultato economico? Che cos è il conto di risultato economico Il contenuto del conto di risultato economico I costi e ricavi documentati Costi e ricavi non documentati Redazione di conto di risultato economico SP e CRE: due aspetti della stessa gestione Valori sempre uguali in situazione patrimoniale e in conto di risultato economico Valori corrispondenti in situazione patrimoniale e in conto di risultato economico Test di verifica Unità didattica 3 Le rilevazioni contabili Test di ingresso Il sistema contabile e il metodo di registrazione Il piano dei conti La contabilità e il giornale Il giornale e i mastri Introduciamo l IVA La creazione di un impresa Bilancio di verifica e situazione contabile Le principali rilevazioni contabili Acquisti, vendite e relative spese Resi, abbuoni, ribassi, sconti Pagamenti e riscossioni La dismissione di beni a uso pluriennale Test di verifica Unità didattica 4 Le scritture di assestamento e di rilevazione del reddito Test di ingresso La necessità dell assestamento Dall assestamento al bilancio Le scritture di completamento e di integrazione Gli interessi maturati sui conti correnti La rilevazione del TFR I ratei Le scritture di rettifica La svalutazione e la rilevazione dei rischi su crediti Le rimanenze I risconti sono rimanenze di servizi Le scritture di ammortamento La rilevazione del reddito La chiusura generale dei conti e la situazione patrimoniale Test di verifica Unità didattica 5 La riapertura dei conti Test di ingresso La competenza Le scritture di riapertura I ratei L uso dei fondi Test di verifica VI

9 Indice Unità didattica 6 Il bilancio d esercizio Test di ingresso Com è fatto il bilancio d esercizio Lo stato patrimoniale Osservazioni relative alla struttura dello stato patrimoniale La data Due anni consecutivi Obbligo di rispettare lo schema di legge Obbligo di precisare sempre le scadenze dei crediti e dei debiti Il significato delle voci Attivo Passivo Gli indici di bilancio Gli indici patrimoniali Gli indici finanziari Il conto economico secondo l art del codice civile Risultato operativo (EBIT, Earning Before Interests and Taxes) Risultato di gestione ordinaria Risultato prima delle imposte e il reddito d esercizio L analisi dei costi Test di verifica Unità didattica 7 Il business plan Test di ingresso Dal consuntivo al preventivo Il marketing plan Primo L idea di business Secondo Studiare i bisogni dei consumatori Terzo Lo studio del mercato Quarto La missione Il piano organizzativo Il budget Test di verifica Modulo 3 Le imprese turistiche Unità didattica 1 Le agenzie di viaggio Test di ingresso Sono tutte imprese turistiche Le agenzie di viaggio Che cosa sono Le leggi regionali Test di verifica Unità didattica 2 I tour operator Test di ingresso Gli organizzatori di viaggi I maggiori tour operator europei L integrazione I tour operator italiani Gruppi e nicchie Test di verifica Unità didattica 3 La contabilità dei tour operator Test di ingresso La contabilità delle agenzie organizzatrici e produttrici di servizi L impostazione contabile Il piano dei conti Le principali rilevazioni contabili Test di verifica Unità didattica 4 Il bilancio d esercizio dei tour operator Test di ingresso Caratteristiche I t.o. europei I t.o. italiani L aspetto patrimoniale L aspetto economico L esame della redditività di settore Il business plan di un tour operator Il marketing plan Il piano organizzativo Il budget Test di verifica Unità didattica 5 I prezzi Test di ingresso I prezzi come conseguenza dei costi Il prezzo come variabile indipendente I costi I prezzi Il sistema tradizionale: il full costing Il problema dell imputazione dei costi comuni I difetti del full costing I limiti del full costing Il direct costing Il break even point Il break even point sul prodotto forte Il calcolo sui prezzi medi Lo yield management Test di verifica VII

10 Indice Modulo 4 Le imprese turistiche rivenditrici di viaggi Unità didattica 1 La contabilità delle agenzie di viaggio Test di ingresso I venditori di servizi turistici L impostazione contabile Il piano dei conti L attività di intermediazione sui servizi singoli a provvigione L attività di intermediazione su servizi singoli con fee L attività di intermediazione per la vendita di un pacchetto tutto compreso L attività di nettista L attività di vendita in nome proprio di servizi isolati L attività di produzione e vendita di pacchetti propri Test di verifica Unità didattica 2 Bilanci e business plan delle agenzie di viaggio 351 Test di ingresso Il bilancio d esercizio delle agenzie di viaggio intermediarie Lo stato patrimoniale Il conto economico L analisi dei costi Il business plan Test di verifica Modulo 5 Le imprese ricettive Unità didattica 1 Gli alloggi per turisti Test di ingresso Le imprese dell ospitalità Gli alberghi La classificazione alberghiera L associazionismo La customer care Gli alberghi in Italia Gli esercizi extralberghieri Le case private Il ricettivo non convenzionale La normativa Le licenze d esercizio I periodi di apertura I prezzi I prezzi del telefono I registri delle presenze Il contratto d albergo Il deposito d albergo La privacy (legge 196/2003) Il codice di comportamento Ectaa-Hotrec Alberghi e agenzie di viaggio: i contratti Test di verifica Unità didattica 2 La contabilità alberghiera Test di ingresso La contabilità delle imprese ricettive Il piano dei conti L ospite e la main courante Il conto La vendita a mezzo intermediari Test di verifica Unità didattica 3 Redditività, bilanci e preventivi Test di ingresso Il patrimonio dell albergo Investimenti alberghieri Finanziamenti alberghieri La situazione patrimoniale La gestione Le diverse strutture alberghiere La rigidità dell offerta Elasticità e stagionalità della domanda La complessità della gestione I costi e i ricavi di competenza Gli indici di redditività alberghiera Il business plan Test di verifica Esercizi da svolgere VIII

11 Prefazione Gli americani la chiamano win, win, vinci tu che vinco anch io, una strategia di vita, prima ancora che imprenditoriale, legata a un impostazione basata sullo sviluppo. Alla base c è l idea che, se invece di litigarsi una torta, due affamati dedicassero il loro tempo a farne un altra, starebbero entrambi meglio. Purtroppo questa idea, apparentemente semplice, si contrappone a quella attualmente ben più diffusa che trova nel conflitto, nella separazione, nel più antico mors tua, vita mea di latina memoria la sua radice culturale e che è inevitabilmente alla base della stagnazione economica ora lamentata. Ad alimentare il conflitto, ma anche a creare le premesse per la sua soluzione, è la rivoluzione tecnologica, che ha trovato negli anni Novanta una straordinaria accelerazione. Si è trattato di un progresso che non tutti sono riusciti a seguire. E cosìil nuovo millennio ha visto la luce all insegna della divisione: il digital divide che separa chi cavalca l onda dell innovazione da chi resta indietro, con il conseguente spending divide fra chi ha capacità economiche e chi fatica a vivere. La divisione è andata accentuandosi con il progressivo venir meno di un minimo di tutela che i paesi ricchi garantivano a quelli poveri. Ne sono seguiti i conflitti che costituiscono cronaca quotidiana. Nei diversi paesi il clima di contrapposizione si è manifestato con la riduzione della presenza della cosiddetta classe media, che si è scissa in due tronconi: da una parte chi è riuscito a fare un salto di qualità e reddito verso l alto e dall altra chi ha visto ridursi le entrate fino a giungere alla soglia di povertà. Nelle società sempre meno solidali che, di conseguenza, sono venute a crearsi, con i relativi problemi di sicurezza e di volatilità dei mercati, anche sul fronte delle imprese la selezione è diventata feroce. E quelle che hanno sofferto di più sembrano proprio essere le vie di mezzo, sia dal punto di vista delle dimensioni sia nella capacità di utilizzare le innovazioni e stare al passo con i tempi. Il mercato turistico esprime pienamente queste caratteristiche selettive e quindi anche in esso non c è più spazio per chi non raggiunge in qualche modo una sua forma di eccellenza. Lo studio della gestione delle imprese turistiche non può che partire da questa premessa. Abituati fino agli anni Ottanta a una situazione in cui la domanda era da una parte imprecisa, bonaria e facilmente accontentabile, dall altra sempre superiore all offerta, gli operatori turistici hanno vissuto anni molto favorevoli. Il cambiamento è stato repentino e ha colto impreparata una generazione di imprenditori non più giovanissima che ancora non sembra pronta a trovare successori. E cosìil mercato turistico, il più facile vent anni fa, è oggi forse fra i più complicati. Scopo di questo libro è avvicinare gli studenti e i lettori a un metodo di analisi e di comportamento che parte dalla conoscenza di base dell impresa per arrivare all analisi dei suoi costi e a quella previsionale su cui si fondano i business plan, cercando di non perdere di vista la possibilità di seguire un percorso win win. Il testo è diviso in cinque moduli. Il primo, introduttivo, fornisce le nozioni fondamentali relative alle diverse forme di impresa. Il modulo 2 presenta il metodo di rilevazione, rendicontazione, analisi e previsione, mostrando quali sono gli strumenti che possono essere utilizzati dall imprenditore. I successivi moduli illustrano come le nozioni apprese possono essere utilizzate per comprendere il funzionamento dei diversi tipi di imprese turistiche. Tutta la trattazione, che si impone rigorosa nei contenuti, cerca comunque di essere sempre semplice nella forma, per mostrare che per mettere in atto i rudimenti di un buon management non è necessario essere specialisti di alta qualificazione. Il testo è corredato di numerosi esempi svolti e da svolgere, per i quali in appendice al volume sono fornite le soluzioni. In appendice sono anche proposti circa trecento esercizi da svolgere, suddivisi per argomento e graduati per difficoltà. Sarò grato a tutti i colleghi, gli studenti e i lettori che vorranno inviarmi critiche, osservazioni e richieste all indirizzo GIORGIO CASTOLDI IX

12 hoepliturismo.it Un nuovo sito Hoepli nato per aggiornare costantemente chi studia e chi insegna turismo. Un sito di riferimento non solo per i contenuti e i materiali didattici ma per tutto ciò che è connesso con le professioni del turismo. propone: dati e descrizioni dei libri Hoepli, con parti dei testi scaricabili e stampabili; approfondimenti di singoli argomenti; novitàrelative al mondo del turismo; aggiornamenti normativi; news ed eventi; FAQ sui testi e sul turismo in generale, con possibilità di fare domande e trovare risposte. L area docenti offre un servizio mirato agli insegnanti, che vi troveranno guide, materiali, suggerimenti didattici, ulteriori esercizi e verifiche, con la possibilità di confrontarsi con gli autori per proposte, suggerimenti, indicazioni. X

13 Modulo 1 Le imprese e la loro organizzazione Obiettivi del modulo 1 Unità Conoscere Capire Saper fare Perché studiare questi argomenti? didattica 1 Imprese, società, gruppi societari. Le imprese, le società e gli aggregati societari sia dal punto di vista giuridico sia nell aspetto operativo e gestionale. Saper scegliere la forma giuridica nelle diverse situazioni e distinguere i diversi livelli di responsabilità. In un mercato come quello turistico che non può più basarsi sull improvvisazione come avveniva fino a tempi recenti è indispensabile sapere come è fatta e come si gestisce un impresa. 2 L organizzazione d impresa. Come sono strutturate e come lavorano le imprese. Distinguere ruoli e mansioni all interno delle imprese. L aspetto organizzativo è centrale per la produttività e la redditività delle imprese. 3 Imposte e tasse. La struttura dell imposizione fiscale in Italia. Avere le basi per comprendere come si calcolano le principali imposte. Le imposte riguardano tutti i cittadini e un minimo di conoscenza dell argomento è indispensabile. 4 Il lavoro nelle imprese. I principali contratti di lavoro esistenti in Italia. Distinguere fra le diverse tipologie contrattuali e definire i livelli di retribuzione. La conoscenza della contrattualistica relativa al lavoro interessa tutti: lavoratori e imprenditori.

14 Modulo 1 Le imprese e la loro organizzazione Unità didattica 1 Imprese, società, gruppi societari Che cosa devo sapere? La terminologia economica di base: problema economico, bisogno, bene, prodotto, domanda, offerta, mercato, consumo, risparmio, settori produttivi ecc. La terminologia di uso comune del settore commerciale: clienti, fornitori, debiti, crediti, dilazioni, interessi, sconti, ribassi ecc. Test di ingresso 1. Il problema economico: a. Si ha quando si quantificano gli eventi in denaro b. È quello che ha chi è senza soldi c. È un problema di scelte da compiere con mezzi limitati d. È un invenzione degli economisti 2. Non è un bisogno economico: a. Quello di nutrirsi b. Quello di fare un viaggio c. Quello di collezionare pezzi di Plutone d. Quello di ricevere regali 3. Un bene è economico quando: a. Costa poco b. Presenta un rapporto qualità/prezzo favorevole c. È limitato e scambiabile d. Soddisfa un bisogno primario 4. Nelle odierne società avanzate il valore più elevato è connesso: a. Con i costi delle materie prime b. Con la trasformazione della materia prima in bene materiale c. Con i servizi forniti d. Con l utilità del bene richiesto 5. Nelle odierne società i bisogni considerati primari: a. Tendono a crescere b. Rimangono più o meno sempre gli stessi c. Tendono a diminuire d. Sono scomparsi 6. La domanda turistica è compiuta: a. Dai viaggiatori b. Dagli agenti di viaggio c. Dai tour operator d. Dagli albergatori 7. Si dice che l offerta turistica di una struttura alberghiera è rigida perché: a. Vende sempre gli stessi servizi b. È legata a una struttura che non può essere modificata c. I clienti chiedono sempre le stesse cose d. I costi di struttura sono alti 8. Un agenzia di viaggi che vende a un albergatore il suo servizio di intermediazione per il quale percepisce una commissione è, per l albergatore: a. Cliente b. Fornitore c. Mandatario d. Mandante 9. Il cliente è colui che acquista un bene o un servizio da un fornitore e quindi è, nei confronti del fornitore: a. Debitore b. Creditore c. Sia debitore sia creditore d. Né debitore né creditore 2

15 Imprese, società, gruppi societari Unità didattica Lo sconto va a: a. Aumentare il pagamento di chi paga in ritardo b. Aumentare il pagamento di chi paga in anticipo c. Ridurre il pagamento di chi paga in ritardo d. Ridurre il pagamento di chi paga in anticipo 11. Un dilazione di pagamento comporta di solito: a. L aggiunta di uno sconto b. La sottrazione di uno sconto c. L aggiunta di un interesse d. La sottrazione di un interesse 12. Il risparmio è: a. Quello che ha chi ottiene uno sconto b. Quello che ha chi paga prima c. Alternativo al consumo d. Consumo attento 13. Il mercato turistico è: a. Il luogo dove si acquistano i viaggi b. L insieme delle destinazioni turistiche c. L offerta turistica d. L insieme della domanda e dell offerta turistica 14. Se aumenta molto l offerta di un bene tendenzialmente il suo prezzo: a. Aumenta b. Si riduce c. Non si modifica d. Può subire un cambiamento qualsiasi 15. La produzione dei servizi turistici si inserisce nel settore: a. Primario b. Secondario c. Terziario d. Nessuno di questi 16. L interesse: a. È una motivazione d acquisto di un bene b. È ciò che paga in più chi paga prima c. È ciò che paga in meno chi paga in ritardo d. È il prezzo per l uso del denaro 17. La differenza fra sconto e ribasso: a. Non esiste b. È che il primo è una riduzione di prezzo e il secondo una riduzione di pagamento c. È che il primo è una riduzione di pagamento e il secondo una riduzione di prezzo d. È che il primo è una riduzione e il secondo un aumento di prezzo 18. Una dilazione di pagamento comporta: a. Un pagamento anticipato b. La concessione di uno sconto c. Un pagamento posticipato d. Un minor prezzo 19. Il debito: a. Si deve pagare b. Si riscuote c. Non si paga né si riscuote d. Si può pagare o riscuotere 20. Il fornitore, per il suo cliente, è: a. Debitore b. Creditore c. Sia debitore sia creditore d. Né debitore né creditore Soluzioni a fine volume 3

16 Modulo 1 Le imprese e la loro organizzazione 1 Le aziende Le aziende sono coordinazioni economiche in atto di persone e di beni, istituite e rette per il soddisfacimento dei bisogni umani. Questa definizione, che proviene dall economia aziendale, dice ben poco. Quasi tutti gli aggregati di persone e di oggetti rientrano in essa. Perché non si può avere una definizione migliore? Perché gli studiosi di economia aziendale fanno ricadere nel termine azienda due tipologie estremamente diverse di organizzazioni: le aziende di erogazione (o di consumo), nelle quali si attua esclusivamente un attività di consumo di beni e servizi (e sono le famiglie, lo Stato, i Comuni ecc.). Che cosa succede in una famiglia? Alcuni suoi componenti si recano al lavoro e portano a casa il denaro che viene usato per le spese da sostenere. L attività produttiva si svolge altrove. Nella famiglia si effettua solo il consumo; le aziende di produzione, in cui si attua un attività di creazione di beni e di servizi. Insomma, la difficoltà di avere una definizione chiara nasce dal fatto che è quasi impossibile trovare elementi in comune fra la famiglia Rossi (azienda di erogazione) e la Coca Cola (azienda di produzione), fra lo Stato italiano (azienda di erogazione) e una bancarella che vende frutta (azienda di produzione). In questa sede le aziende di erogazione non vengono trattate e in questo modo si ha una prima semplificazione. Le aziende di produzione, a loro volta, sempre seguendo la terminologia economico-aziendale, si possono dividere in: aziende profit, dette anche imprese, che nella loro attività produttiva perseguono l obiettivo di ottenere un utile, un profitto, un guadagno; aziende non profit, o associazioni senza scopo di lucro, il cui obiettivo è quello di fornire beni e/o servizi agli associati o alla società in genere senza perseguire obiettivi di lucro, di profitto, di guadagno. Secondo il codice civile La definizione giuridica di azienda è molto più precisa. L art la definisce il complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa ; e, all art. 2082, definisce l imprenditore chi esercita professionalmente un attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o di servizi. In sostanza, per i gli studiosi di economia aziendale l azienda è tutto l insieme dei beni e delle persone, per i giuristi l azienda è solo il complesso dei beni, mentre l impresa è l attività svolta. 4

17 Imprese, società, gruppi societari Unità didattica 1 ESEMPIO 1 Tipologie di aziende completare 1. Le aziende di erogazione sono quelle nelle quali si attua un attività di: 2. Una scuola è un azienda di: 3. Un cinema è un azienda di: 4. Un albergo è un azienda di: 5. Un azienda profit è detta anche: 6. Un associazione senza scopo di lucro è un azienda: 7. Secondo il codice civile il complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa è: 8. Secondo il codice civile l azienda, organizzata dall imprenditore, svolge attività di: 9. Un azienda che svolge attività di produzione e intende perseguire un utile è: 10. Secondo il codice civile chi esercita professionalmente un attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o di servizi è: Soluzioni a fine volume La ditta Il termine deriva dal latino dictum, ciò che è detto. La ditta è il nome dell azienda. Si può dire che l azienda della signora Gatti è la ditta Gatti, ma non si può dire lavoro in una ditta. Si lavora in un azienda che ha (ditta) un certo nome. 2 Le aziende di produzione Le aziende di produzione sono quelle in cui si attua un attività di creazione di beni e/o servizi. Il valore aggiunto è la differenza fra il prezzo di acquisto delle merci, dei servizi e delle materie prime e il loro prezzo di vendita. Sono gli organismi ai quali si pensa comunemente quando viene usato il termine azienda. Esse acquistano i beni e servizi necessari (le materie prime, le merci, il lavoro, le macchine per lavorare, il know how, i marchi ecc.), li trasformano con la loro attività produttiva e li cedono dietro riscossione di un prezzo. Il denaro che viene incassato è ripartito fra tutti coloro che hanno partecipato alla produzione, detti fattori produttivi. 2.1 Il valore aggiunto e la sua ripartizione Se un azienda acquista beni e/o servizi per 1000 euro e li rivende a 1500 euro crea un valore aggiunto di 500 euro. Questo valore aggiunto viene distribuito fra tutti coloro che hanno contribuito alla produzione, quelli che gli economisti chiamano i fattori produttivi. Una parte va a chi ha fornito i terreni (la rendita), una parte va a chi ha fornito il lavoro (salario), una parte all imprenditore che ha messo i beni strumentali e la sua attività organizzativa e imprenditoriale (profitto). 5

18 Modulo 1 Le imprese e la loro organizzazione La distribuzione del valore aggiunto si è molto modificata con l andar del tempo. Nelle antiche società rurali la maggior parte del valore aggiunto veniva acquisita dalla rendita, dai possessori dei terreni, che erano soprattutto i nobili. Dopo la rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione industriale che ebbe luogo in Gran Bretagna sempre in quegli anni, la borghesia produttrice prese il sopravvento, e quindi la quota di valore aggiunto acquisita dal profitto divenne più consistente. Le lotte sociali iniziate a partire dalla fine dell Ottocento, con la creazione dei sindacati dei lavoratori, hanno tutte cercato di spostare più a favore del salario e quindi delle retribuzioni ai lavoratori questa distribuzione. Tradizionalmente si è sempre considerato il valore aggiunto come una torta, che viene divisa a fette fra le categorie di produttori sopra indicate. Ovviamente più grossa è la fetta di una categoria, più piccola è quella delle altre. Oggi, tuttavia, si preferisce ragionare in termini diversi, secondo una visione che gli americani chiamano di tipo win, win (vinco io, vinci tu). Il pensare al valore aggiunto come a una torta di dimensioni predeterminate significa dare per scontato che essa non si modifichi, cioè che l attività produttiva non cresca. Invece le strategie win, win partono dal presupposto che l apporto di ognuno possa contribuire a produrre di più e quindi ad accrescere l attività, a far diventare la torta più grossa, con la conseguenza che tutti possono avere di più. 2.2 Produzione e prodotti La produzione è la creazione di beni e/o servizi. Il prodotto è il risultato, distribuito al pubblico, della trasformazione di una materia prima. Quando si parla di produzione l immagine che più facilmente ricorre è quella dell attività di trasformazione di una materia prima materiale in un bene. Il falegname che lavora il legno e ne fa un mobile, l artigiano che dalla pelle trae una borsa, la fabbrica nella quale si assemblano i pezzi per farne un automobile e via dicendo. Tuttavia nelle odierne società avanzate la produzione manifatturiera, di creazione di beni materiali, impegna solo un quarto delle risorse produttive. Quella agricola, di coltivazione del terreno o di allevamento del bestiame vale meno del 4%. Più del 70% delle attività che oggi si svolgono in un paese come l Italia sono sviluppate nel campo dei servizi. La produzione prevalente è quindi quella di beni immateriali. Il turismo è tipicamente un attività di produzione di servizi. In ogni caso, che si tratti di beni o di servizi, perché un prodotto esista sono sempre necessarie: l esistenza di una materia prima; la sua trasformazione; la sua distribuzione, cioè la sua proposta al mercato. L artigiano che produce borse usa la pelle come materia prima, il suo lavoro di taglio e di cucitura per la trasformazione e la sua bottega per la distribuzione e la ven- 6

19 Imprese, società, gruppi societari Unità didattica 1 dita. L industria che produce automobili utilizza numerose materie prime (metalli, plastiche, gomme ecc.) per eseguire nella fabbrica la trasformazione. La distribuzione e la vendita avvengono a mezzo dei concessionari. Anche un pomodoro costituisce una materia prima. La trasformazione è rappresentata dall insieme dei servizi necessari per portarlo all acquirente (raccolta, trasporto, conservazione, imballaggio ecc.). La distribuzione si ha quando viene messo in vendita su uno scaffale di un fruttivendolo o di un supermercato. Lo stesso schema può essere applicato a qualsiasi prodotto, anche immateriale. Un servizio di trasporto usa il mezzo come materia prima, tutti i servizi che permettono di accedervi come trasformazione e le biglietterie per la distribuzione. Un albergo ha edificio, stanze, ascensori come materia prima, il servizio fornito dal personale come trasformazione e i siti Internet, i tour operator o anche solo la reception per la distribuzione. E lo stesso vale per qualsiasi prodotto turistico. Una città d arte (pensiamo a Roma, Firenze, Venezia), con i suoi monumenti, in sé è una materia prima. Quindi non vendibile. Va trasformata. Come? Con i servizi che la rendano fruibile e accessibile (trasporti, alloggi, ristorazione ecc.) e comprensibile (guide, informazioni, indicazioni). Ma ancora non è un prodotto. Va distribuita. A mezzo tour operator, mediante portali in rete, tramite agenzie di viaggio e via dicendo. Solo cosìdiventa un prodotto. E si tenga presente che anche nel turismo, come in tutti i settori produttivi, la quota di valore aggiunto principale non è nella materia prima, ma oggi più che mai nella distribuzione. E quindi non deve stupire che Agrigento, dove sono presenti i più importanti templi greci esistenti fuori della Grecia, che sono materia prima, abbia circa visitatori all anno, mentre Las Vegas, dove i templi sono stati rifatti duemila anni più tardi (quindi con una materia prima priva di valore), abbia 40 milioni di visitatori all anno. Schematizzando, si potrebbero individuare tre fasi nel cambiamento del rapporto fra consumatore e prodotti acquistati. Fase 1: il prodotto Fino agli anni Settanta si può dire che quella prevalente fosse una cultura di tipo industriale. Chi acquistava un frigorifero si preoccupava che funzionasse bene, che garantisse una lunga durata, oltre ad avere le dimensioni giuste. Chi acquistava un automobile badava al prezzo, ai consumi e alle prestazioni. Chi comprava una borsa guardava il materiale di cui era fatta, la sua robustezza. Insomma, si compravano cose. Il valore dei servizi era ancora difficile da definire. Fase 2: il prodotto-servizio La rivoluzione postindustriale degli anni Ottanta ha introdotto un nuovo metro di valore, costituito dai servizi, dai marchi, dalle immagini. Una maglietta non vale più perché di puro cotone, robusta o durevole. Il suo prezzo è dato dal marchio, dalla griffe. Le pubblicità delle automobili non fanno minimamente cenno alle loro caratteristiche tecniche, ma all immagine, allo status a esse associato. Anche nell acquisto degli elettrodomestici il design ha assunto un peso prevalente nelle scelte. L aspetto materiale di ciò che si acquista è diventato solo uno degli elementi che inducono alla scelta e che contribuiscono alla formazione del prezzo. 7

20 Modulo 1 Le imprese e la loro organizzazione Fase 3: il prodotto-luogo d acquisto Oggi i concept store (i punti di vendita imperniati su un marchio forte) rappresentano il nuovo modo di proporsi al consumatore, che viene introdotto in un mondo, in un ambito che deve diventare un modo di essere. L acquirente non acquista più quel che gli serve non importa dove e non importa come. Il punto di vendita diventa il luogo in cui viene invitato a identificarsi e quindi tutto quel che in quel luogo viene proposto diventa oggetto del suo modo di essere, indipendentemente dalla reale utilità pratica. Sia la trasformazione della materia prima sia la distribuzione sono attività produttive. 3 Le aziende di produzione non profit Sono aziende che hanno come obiettivo l attuazione di una produzione e anche una erogazione di beni e servizi per gli associati o per la comunità senza conseguire profitti. Si possono dividere in due grandi gruppi: gli enti non commerciali, associazioni all interno delle quali si svolge liberamente un attività lecita da parte e a favore degli associati; può trattarsi di aggregazioni di persone che coltivano insieme un hobby (gioco delle carte, ballo, spettacolo, attività creative ecc.), uno sport o una passione (cucina, passeggiate, giardinaggio ecc.); le onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), che svolgono attività socialmente utili in ambito medico, di assistenza, di formazione, culturale ecc. La distinzione, prevista dal DLgs 4 dicembre 1997, n. 460, è rilevante ai fini tributari, perché le onlus fruiscono di agevolazioni particolari purché: a) svolgano almeno una delle seguenti attività: assistenza sociale e socio sanitaria assistenza sanitaria beneficenza istruzione formazione sport dilettantistico tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico tutela e valorizzazione dell ambiente promozione della cultura e dell arte tutela dei diritti civili ricerca scientifica di particolare interesse sociale b) abbiano come obiettivo esclusivo il perseguimento di finalità di solidarietà sociale; c) non svolgano attività diverse da quelle menzionate alla lettera a) a eccezione di quelle ad esse direttamente connesse; 8

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