Indagini preliminari sulle popolazioni del gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii

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1 Indagini preliminari sulle popolazioni del gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii ALBERTO F. INGHILESI, LAURA AQUILONI, ELENA CECCHINELLI, CLAUDIA DONATI, GIULIO FERRETTI, ELENA TRICARICO, FELICITA SCAPINI (DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE) Relazione tecnica Azione A.2 _

2 Sommario Sommario...2 Introduzione...3 La specie...4 Area di intervento...7 Materiali e metodi...9 Analisi dei dati...12 Risultati e discussione...13 Conclusioni...23 Bibliografia...25 _

3 Introduzione Il progetto LIFE11 NAT/IT/ SOS Tuscan Wetlands ha come obiettivo generale quello di rallentare la drammatica perdita di biodiversità e naturalità delle zone umide interne della Toscana settentrionale. Queste aree umide sono particolarmente minacciate da alcune specie aliene invasive, che hanno portato negli ultimi anni all estinzione o all elevata rarefazione di varie specie d interesse comunitario. Tra le minacce che gravano sugli ambienti umidi, le specie alloctone invasive rappresentano uno dei principali pericoli sia nei riguardi delle comunità vegetali più strettamente acquatiche che nei confronti di invertebrati acquatici (insetti, crostacei, molluschi, ecc.), anfibi e pesci (Acquistapace et al. 2006). La scomparsa o la riduzione di alcune di queste specie è da attribuirsi in primo luogo agli effetti diretti e indiretti della colonizzazione del gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii Girard, 1852, specie aliena invasiva nord-americana, conosciuta anche con il nome di gambero killer, ormai diffusa con popolazioni naturalizzate praticamente in ogni continente per le sue ben note caratteristiche invasive (Barbaresi, 2002). L obiettivo di questa indagine preliminare, che ricade nelle azioni preparatorie (Azione A.2) per il controllo del gambero rosso della Louisiana, è quello di fornire un quadro conoscitivo iniziale sulla distribuzione, sull abbondanza e sulla struttura di popolazione della specie nelle due zone umide oggetto di studio (Lago di Sibolla e Il Pratone), al fine di individuare le migliori strategie da attuare per ciascun sito per le successive attività di controllo della specie (Azione C.2). _

4 La specie Procambarus clarkii (figura 1) è un decapode di acqua dolce di origine nordamericana introdotto in tutti i continenti, ad eccezione di Australia e Antartide, principalmente per scopi di allevamento. La specie, originaria degli Stati Uniti centro-meridionali e del Messico nord-orientale, è stata introdotta in Europa per la prima volta in Spagna nel 1973 (Ackefors 1999) ed è segnalata ad oggi in 13 paesi. In Italia, è stata importata per acquacoltura dalla Spagna, a fine anni 90, e alcuni esemplari sfuggiti alla cattività hanno dato vita a popolazioni naturalizzate, in rapida crescita ed espansione. Figura 1. Un individuo adulto di Procambarus clarkii catturato a mano presso il lago di Sibolla Nel nostro paese, P. clarkii è stato segnalato per la prima volta nel 1989 in Piemonte, nel torrente Banna, e successivamente, nel 1993, in Toscana nel Lago di Massaciuccoli, dove è stato intenzionalmente introdotto per essere allevato. La sua successiva diffusione in natura, in questo ultimo caso, è stata causata dalla fuga di alcuni esemplari dalle vasche di allevamento. _

5 La specie è diffusa in gran parte del centro-nord, ma è stata segnalata anche in Sardegna, Sicilia e alcune aree del meridione (Aquiloni et al. 2010). In Toscana, è presente in tutte le province della regione con popolazioni particolarmente consistenti nella piana compresa tra Firenze, Prato e Pistoia, e nelle principali zone umide toscane, come il Padule di Fucecchio e il lago di Massaciuccoli. I gamberi rossi della Louisiana raggiungono dimensioni considerevoli: gli individui adulti hanno una lunghezza media di circa 15 cm, ma possono raggiungere anche i 20 cm. La caratteristica colorazione rosso scuro o marrone-rossastra li rende facilmente distinguibili dalle specie indigene. Tuttavia sono note anche varietà blu, gialle, bianche e nere, spesso vendute nei negozi di acquariofilia. Il cefalotorace (la parte anteriore del corpo risultante dall unione di testa e torace) è ruvido, e si prolunga in avanti in un rostro, acuminato e stretto, che si allarga progressivamente dall apice alla base. Le chele sono ben sviluppate e granulose, di dimensioni maggiori negli esemplari di sesso maschile e ricoperte di spine e tubercoli. Procambarus clarkii presenta tutta una serie di caratteristiche che lo rendono un ottimo invasore. Nonostante il ciclo biologico della specie non superi solitamente i mesi (Souty-Grosset et al. 2006), P. clarkii ha elevata fecondità ( uova; Scalici & Gherardi 2007), rapida crescita e maturità sessuale raggiunta a 3-5 mesi e ad una lunghezza totale di mm, oltre ad una possibile duplice riproduzione annuale (in primavera e a fine estate). Non ci sono fasi larvali e lo sviluppo è diretto. Le femmine mantengono le uova (e poi i piccoli che assomigliano agli adulti) nella parte ventrale dell addome. Lo sviluppo embrionale e anche l accrescimento sono temperatura-dipendenti e si arrestano al di sotto dei 10 C. Per quanto riguarda l alimentazione, è una specie generalista e opportunista (Gherardi & Barbaresi 2007), con adulti che mangiano prevalentemente piante e detrito vegetale, mentre i giovani hanno una dieta che prevede un maggiore apporto di proteine animali (soprattutto macroinvertebrati acquatici, ma anche avannotti di pesci e girini di anfibi). L accrescimento avviene per mute, in cui il gambero abbandona la vecchia corazza per aumentare di dimensioni e farsene una nuova. In questa fase il gambero è particolarmente vulnerabile ai predatori e ai conspecifici e si rifugia nella tana. L habitat elettivo del gambero rosso della Louisiana è rappresentato da ambienti lentici, come paludi e acquitrini anche soggetti a forti fluttuazioni stagionali del livello dell acqua, fino al disseccamento temporaneo; P. clarkii è comunque in grado di colonizzare ogni tipo di ambiente acquatico, incluse le acque _

6 salmastre, riuscendo a tollerare ampie variazioni di salinità (D. Spigoli, pers. comm.). In aree urbane e periurbane colonizza senza difficoltà canali e fossi. Uno degli impatti maggiormente rilevanti che esercita questa specie è legato alla sua attività di scavo di tane lungo gli argini di fiumi e canali. Infatti, il gambero scava attivamente tane che utilizza per passare l inverno o i momenti più delicati del ciclo vitale (fase post muta, riproduzione). Queste tane vanno dai 50 cm di profondità, nel caso di tane temporanee, fino a 5 m, nel caso di tane permanenti. Hanno acqua stagnante sul fondo e possono essere semplici gallerie o all imboccatura possono avere camini costituiti da un tappo di fango. L attività di scavo è particolarmente intensa in terreni limo-argillosi. Gli animali sono scarsamente fedeli alla tana e questo fa sì che gli argini siano scavati in maniera molto intensa e continua, causandone il crollo o l apertura di fontanazzi (Barbaresi et al. 2004). Il gambero rosso della Louisiana è considerato una delle cento peggiori specie invasive in Europa ( e presenta una serie di caratteristiche che lo rendono particolarmente invasivo. Riesce a tollerare condizioni ambientali estreme, incluso l inquinamento chimico, l elevata temperatura e le condizioni di disseccamento (Gherardi et al. 2000). È documentata poi la resistenza a parassiti e a malattie, in particolare al fungo Aphanomyces astaci, la peste del gambero, di cui P. clarkii è portatore sano (Alderman & Polglase 1988). Questa malattia è la principale responsabile della moria di gamberi indigeni degli ultimi anni in tutta Europa. Con la sua attività predatoria può causare l estinzione locale di numerose specie di macroinvertebrati, pesci e anfibi (Gherardi & Acquistapace 2007). Trasmette inoltre il fungo Batrachochytrium dendrobatidis, che rappresenta la più rilevante causa di minaccia a livello globale per gli Anfibi. Vista inoltre la sua capacità di tollerare e accumulare all interno dei propri tessuti metalli pesanti, tossine microalgali (Tricarico et al. 2008) e altri batteri patogeni per l uomo (Anda et al. 2001), la specie è potenzialmente dannosa per la salute degli eventuali consumatori delle sue carni, se provenienti da condizioni non controllate. L intensa attività di scavo di P. clarkii provoca danni strutturali agli argini artificiali (Barbaresi et al. 2004) e induce bioturbazione delle acque con conseguente riduzione della produttività primaria (Gherardi 2007). _

7 Area di intervento Le due aree umide selezionate per lo studio sono state il SIC IT Lago di Sibolla situato nel comune di Altopascio (LU) e la zona umida denominata Il Pratone in loc. S. Rocco di Larciano (PT), facente parte del SIC/ZPS IT Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone. Il lago di Sibolla (figura 2) è un bacino idrico che, nonostante le ridotte dimensioni, può essere considerato uno degli ambienti naturali di maggior pregio a livello nazionale per le sue caratteristiche ecologiche e biogeografiche. Il lago ha un immissario che drena i terreni ex palustri situati fra l autostrada ed il Fosso del Molino ed un emissario, il Fosso Sibolla, che va a confluire nel Padule di Fucecchio. L area è importante soprattutto per la conservazione della flora, in quanto in questo luogo è possibile annoverare la maggiore densità di specie vegetali considerate come meritevoli di protezione a livello nazionale e probabilmente europeo. In particolare, nel Lago di Sibolla si sono conservate specie appartenenti a popolamenti vegetazionali che si sono succeduti durante l intera Era Quaternaria (Bartolini & Magrini 2001). Ninfee (Nuphar lutea e Nymphaea alba), carici (Carex sp.), sfagni (Sphagnum sp.), cannucce di palude (Phragmites australis), tife (Typha latifolia) e iris di palude (Iris pseudacorus) contribuiscono a creare la grande ricchezza floristica della zona. Per un'ampia parte, poi, l'area palustre è circondata da prati incolti e campi coltivati, mentre nelle zone sudorientale e orientale del bacino vi sono boschi igrofili di ontani e salici e mesoxerofili a prevalenza di roverella e pino marittimo. L amorfa fruticosa (Amorpha fruticosa), la fitolacca (Phytolacca decandra) e la robinia (Robinia pseudacacia) sono alcune delle essenze alloctone particolarmente diffuse nell area e potenziali ulteriori minacce per la biodiversità locale. L area palustre denominata Il Pratone (figura 3) è situata nella parte sud occidentale del Bosco di Chiusi e riceve le acque di piena del Rio di Bagnolo, che qui è stato derivato in tempi storici per effettuare la bonifica per colmata di questo sito. Gli apporti idrici di acque superficiali sono strettamente dipendenti dall andamento stagionale delle precipitazioni e cessano di norma nel periodo estivo. L area umida principale, circondata da un esteso canneto di cannuccia di palude invaso dall amorfa fruticosa e interrotto sporadicamente da salici e pioppi (generi Salix e Populus), ospita significative comunità di uccelli acquatici svernanti (Bartolini et al. 2006) ed è collegata ad altri due piccoli specchi d acqua posti in direzione nord-est (figura 5). _

8 Figura 2. Il Lago di Sibolla (visto dalla stazione di rilevamento Na1) Figura 3. Il Pratone (visto dalla stazione Nb5) _

9 Materiali e metodi L indagine preliminare sulla struttura delle popolazioni di P. clarkii presenti nelle due aree di studio si è svolta effettuando la cattura degli individui con trappole (nasse da pesca) collocate lungo le sponde dei bacini oggetto di studio, rispettivamente 11 nella zona del Lago di Sibolla ed 8 nell area umida del Pratone. Le stazioni per il posizionamento delle nasse sono state opportunamente individuate durante un primo sopralluogo sul campo, tenendo conto della possibilità e facilità di accesso al sito, della sicurezza degli operatori durante il monitoraggio delle trappole e di eventuali segni di presenza di gamberi alloctoni (es. tane), oltre che della rappresentatività dell habitat. La posizione di ogni stazione è stata registrata tramite GPS (figure 4 e 5). Figura 4. Posizione delle 11 nasse per la cattura di Procambarus clarkii presso il Lago di Sibolla e canali e specchi d acqua collegati _

10 Figura 5. Posizione delle 8 nasse per la cattura di Procambarus clarkii presso la zona umida Il Pratone Data l abbondanza presenza di vegetazione e di acqua nel lago, la difficoltà di utilizzare gran parte delle infrastrutture presenti sul posto (passerelle e sentieristica) e le abbondanti piogge verificatesi immediatamente prima del monitoraggio, alcune zone del lago principale di Sibolla sono risultate completamente inaccessibili agli operatori. In particolare, mentre è stato agevole lavorare nel sistema di fossi a nord del lago, soltanto una breve porzione della sponda nord dello stesso lago è stata indagata nei pressi della passerella in legno, per una linea di costa di poche decine di metri. Le nasse (figura 6) impiegate per la cattura sono state di tipo a bertovello, a doppia entrata, innescate con esca alimentare (confezione da 100 g di cibo per gatti, opportunamente forata per permettere la diffusione dell odore ed essere così attrattiva nei confronti dei gamberi presenti). _

11 LIFE+11/NAT/IT/00094 SOS Tuscan Wetlands Figura 6. Nassa a bertovello con esca trofica nella stazione Na5, presso il Lago di Sibolla. In totale sono state eseguite sei giornate di rilevamento, dal 3 all 11 ottobre 2013 (con interruzione nei giorni 5, 6 e 7 ottobre per maltempo), durante le quali tutte le nasse, dopo essere state mantenute in acqua per 24 ore, sono state ispezionate alla stessa ora del mattino, svuotate, ricaricate dell esca e riposizionate. Le esche erano sostituite in modo da mantenere la stessa capacità attrattiva tra i diversi giorni di cattura. Tutti i gamberi, una volta catturati, sono stati prelevati, misurati sul campo e trattenuti per poi essere destinati allo smaltimento come rifiuti speciali. L eventuale altra fauna intrappolata, appartenente a specie diverse, è stata fotografata, annotata sulla scheda di rilevamento e immediatamente rilasciata in situ. Per ogni individuo di P. clarkii catturato, sono stati registrati il sesso, la lunghezza del cefalotorace (dalla punta del rostro all inserzione dell addome; misurata con un calibro di precisione), eventuali mutilazioni alle appendici e, per le femmine, l eventuale presenza di uova o piccoli. Inoltre, per ciascuna stazione, è stata misurata ogni giorno, con un termometro da campo, la temperatura dell acqua, fattore determinante per la motilità dei gamberi. Tutte le informazioni acquisite sono state registrate in una scheda di rilevamento e successivamente inserite in un database Excel per poter essere analizzate. _

12 Analisi dei dati Per stimare la densità di P. clarkii nelle aree oggetto di studio, i dati delle catture sono stati utilizzati per calcolare l indice CPUE (Catch Per Unit Effort). È un indice di abbondanza relativa che permette di comparare, tra loro e nel tempo, popolazioni diverse della stessa specie, ma non è in grado di fornire una stima assoluta della dimensione della popolazione nell area indagata. Nello specifico, l indice CPUE è stato calcolato come sforzo di cattura effettuato nei siti di campionamento (numero di gamberi per trappola al giorno). Inoltre, sono state considerate per entrambe le aree di studio: la frequenza di maschi e femmine in totale, la frequenza di individui grandi e piccoli per sesso (gli individui grandi avevano cefalotorace pari o superiore a 35 mm), la frequenza di classi di taglia ogni 2 mm per sesso, l incidenza di mutilazioni alle chele (n. di individui grandi e piccoli per ciascun sesso con una o entrambe le chele mutilate) e, per quanto riguarda le femmine, l eventuale riproduzione in atto (n. di femmine piccole e grandi con uova o piccoli). La sex ratio è stata calcolata come percentuale di maschi sul totale degli individui di entrambi i sessi. Le frequenze ottenute, riassunte in tabelle di contingenza, sono state poi confrontate attraverso il test G, mentre per le classi di taglia, il confronto statistico tra i due sessi è stato effettuato tramite il test t di Student, test parametrico per due campioni indipendenti (la normalità dei dati e l omoscedasticità della varianza sono state testate rispettivamente con i test di Kolmogorov-Smirnov e di Levene). L andamento del CPUE e la temperatura sono stati analizzati mediante coefficiente di correlazione di Pearson (r) e la regressione lineare (R 2 ). _

13 Risultati e discussione In generale, durante le sei giornate di monitoraggio, il numero di individui per trappola al giorno (indice CPUE) è andato progressivamente riducendosi in entrambi i siti per assestarsi su livelli stabili. Nel Lago di Sibolla (figura 7), da un massimo iniziale di 32.9 il CPUE si è assestato attorno individui per nassa (range: ). In particolare è interessante notare come il CPUE vari considerevolmente per le catture nel lago principale rispetto a quelle nei canali limitrofi dove è più evidente una diminuzione del tasso di cattura nel tempo (figura 8). La motivazione di tale differenza è da ricercare nel fatto che i canali sono ambienti in cui il trappolaggio è molto più efficace, perché sono aree ristrette dove l attrattività dell esca non si disperde in un ambiente più ampio come il lago, appunto, dove le elevate numerosità di animali presenti risentono di un effetto diluizione inevitabile. Presso la zona umida del Pratone, il CPUE risulta decisamente inferiore a quello di Sibolla (figura 9), variando da un massimo iniziale di 19.9 (range: ) fino ad assestarsi attorno a valori di 4-5. In entrambe le zone, i valori di CPUE sono simili a quelli rilevati con la stessa metodologia di campionamento in altre regioni d Italia dove la specie si è stabilizzata da tempo (ad esempio in Lazio CPUE>10, Gherardi et al. 2009; Emilia Romagna CPUE>20, Cecchinelli et al. 2012; ma non in Friuli-Venezia Giulia dove la specie è arrivata da poco CPUE>4; Giovannelli et al. 2013), indicando una popolazione ben consistente e abbondante, in particolare a Sibolla. La generale riduzione del CPUE nei due siti indagati potrebbe essere in parte legata alla temperatura che, in entrambi i siti, è andata progressivamente diminuendo, registrando un decremento di 1.9 C al Lago di Sibolla e 1.7 C al Pratone. Infatti, sia a Sibolla che al Pratone l andamento del CPUE nel tempo è correlato con la temperatura (coefficiente di correlazione di Pearson del valore, rispettivamente, di 0.68 e 0.72), anche se non è possibile prevedere l andamento delle catture sulla base della temperatura dell aria (rispettivamente: R 2 =0.33, df=1, F=3.45, p=0.14; R 2 =0.40, df=1, F=4.29, p=0.11). In ogni caso, seppur le temperature ottimali per la P. clarkii si collochino tra i 21 ed i 27 C, nell ambito dell indagine queste sono risultate sempre superiori di 15 C al Lago di Sibolla e maggiori di 18 C al Pratone e quindi non proibitive per la specie che è in grado di sopportare condizioni ambientali più estreme. _

14 Figura 7. Andamento dell indice CPUE e della temperatura media ( C) presso la zona del Lago di Sibolla Figura 8. Andamento dell indice CPUE per nel lago principale e nei canali limitrofi presso il Lago di Sibolla. _

15 Figura 9. Andamento dell indice CPUE e della temperatura media ( C) presso il Pratone In totale sono stati catturati 1344 individui (877 maschi e 467 femmine) presso il Lago di Sibolla e 371 (150 maschi e 221 femmine) presso la zona umida del Pratone. Il rapporto percentuale dei maschi sull intera popolazione è significativamente sbilanciato (tabella 1) verso i maschi presso il Lago di Sibolla (sex ratio = 65.3%) e verso le femmine al Pratone (sex ratio = 40.4%). In entrambi i siti, la maggior parte degli individui catturati è risultata essere di grande taglia (lunghezza del cefalotorace, CL 35 mm): il 70.4% delle femmine ed il 76.1% dei maschi al Lago di Sibolla ed il 95.5% delle femmine ed il 91.3% dei maschi al Pratone. Tuttavia, il confronto delle distribuzioni di frequenza tra classi di taglia dei due sessi (figure 10 e 11) mostra che nel Lago di Sibolla le femmine raggiungono taglie significativamente maggiori (tabella 2). I campionamenti con nasse, oltre ad essere densità dipendenti, tendono a non catturare gli esemplari di taglia più piccola che sfuggono alle maglie della rete. Inoltre, la catturabilità degli individui, distinti per sesso e classi di taglia, varia anche in relazione al periodo in cui viene effettuato il monitoraggio in quanto nel corso dell anno gli animali attraversano fasi diverse legate al loro ciclo riproduttivo che ne alterano l attività locomotoria e trofica (Gherardi et al. 2000). _

16 Figura 10. Distribuzione di frequenza per classi di taglia di maschi (m) e femmine (f) catturati al Lago di Sibolla Figura 11. Distribuzione di frequenza per classi di taglia di maschi (m) e femmine (f) catturati al Pratone _

17 Sul totale delle femmine catturate, quelle in stato riproduttivo, con uova o piccoli, rappresentavano il 5.8% al Lago di Sibolla e l 8.5% al Pratone. In entrambi i siti, le femmine ovigere o con piccoli (figure 12 e 13) erano tutte di taglia grande (CL 35 mm), con un solo paio di esemplari poco più piccole rinvenute a Sibolla (tabella 1). Figura 12. Femmina di P. clarkii con uova (a sinistra) catturata in data 11/10/2013 alla stazione Na10 presso il Lago di Sibolla; la misurazione del cefalotorace dello stesso individuo con calibro di precisione (a destra) Nonostante la maggiore attività trofica sia notturna, è noto che P. clarkii abbia una costante attività lungo tutto l arco della giornata, anche fuori dall acqua. A testimonianza di ciò, proprio durante la mattina, sono state rinvenute femmine riproduttive in attività fuori dall acqua: in particolare presso il Lago di Sibolla è stata raccolta una femmina con uova lungo il sentiero tra le stazioni Na9 e Na10, mentre al Pratone sono state ritrovate una femmina con uova nei pressi della stazione Nb8 ed una seconda con piccoli vicino alla Nb7. _

18 Figura 13. Particolare di una femmina di P. clarkii con piccoli (a sinistra) e una con uova (a destra) catturate al Lago di Sibolla Le mutilazioni alle chele (destra, sinistra o entrambe, sia completamente assenti, che parzialmente mutilate) sono risultate più numerose, anche se non statisticamente significative (tabella 1), nelle femmine al Lago di Sibolla (15.6% vs 14.7% dei maschi) e nei maschi al Pratone (18.7% vs 10.4% delle femmine). Inoltre, mentre nel Lago di Sibolla le mutilazioni alle chele erano presenti significativamente di più negli individui di taglia grande (18.1% vs 6.3% degli individui piccoli) in entrambi i sessi (maschi: G=15.27; p<0.01; femmine: G=21.7; p<0.001), al Pratone si è verificata la situazione opposta, con il 26.1% degli individui piccoli mutilati e solo il 12.9% di quelli grandi, anche se i valori ottenuti dal test G non sono risultati essere significativi (tabella 1). Al Lago di Sibolla la prevalenza di mutilazione negli individui di grande taglia potrebbe essere legata ad una forte competizione per le risorse, dovuta probabilmente all alta densità di popolazione; al Pratone, invece, la maggior percentuale di individui di taglia piccola mutilati potrebbe risultare dal comportamento difensivo nei confronti dei predatori presenti (i gamberi sono in grado di autotomizzare la chela per sfuggire dai predatori) o della pressione degli stessi individui adulti. Infine, al Pratone, in due occasioni una trappola è stata rinvenuta perfettamente vuota (la trappola nella stazione Nb1 il V giorno di rilevamento e quella in Nb2 il giorno VI), mentre quella situata nella stazione Nb6 non è stata ritrovata a partire dal V giorno di rilevamento, probabilmente spostata dall azione dagli ungulati che frequentano la zona umida. _

19 Frequenze G P Maschi vs Femmine Sibolla <0.001 Maschi vs Femmine Pratone <0.01 M e m vs F e f Sibolla 4.92 <0.05 M e m vs F e f Pratone 2.52 >0.1 MM e MI vs mm e mi Sibolla <0.01 MM e MI vs mm e mi Pratone 0.16 >0.1 FM e FI vs fm e fi Sibolla <0.001 FM e FI vs fm e fi Pratone 2.67 >0.1 M tot mutilati ed integri vs Femmine tot mutilate ed integre Sibolla 0.2 >0.1 M tot mutilati ed integri vs Femmine tot mutilate ed integre Pratone 4.99 >0.1 F riproduttive e non vs f riproduttive e non Sibolla 5.02 <0.05 F riproduttive e non vs f riproduttive e non Pratone 1.44 >0.1 Tabella 1. Risultati del test G ottenuti per le frequenze considerate e relativa significatività (P). In grassetto i confronti statisticamente significativi. M= maschi grandi, m= maschi piccoli; F= femmine grandi, f=femmine piccole; MM/FM= maschi/femmine grandi con mutilazioni; mm/fm= maschi/femmine piccoli con mutilazioni; MI/FI= maschi/femmine grandi senza mutilazioni; mi/fi= maschi/femmine piccoli senza mutilazioni M (CL) F (CL) t P M vs F Sibolla 40.14± ± M vs F Pratone 42.00± ± Tabella 2. Confronto delle taglie del cefalotorace (numerosità individui per classi di frequenza) tra maschi (M) e femmine (F) a Sibolla e Pratone attraverso il test t di Student (t) e relativa significatività (P); si riportano anche media (± errore standard) della lunghezza del cefalotorace (CL). Nel corso della presente indagine, al Lago di Sibolla sono stati catturate molti individui appartenenti a specie ittiche alloctone: 24 individui di pesce gatto, Ictalurus melas (figura 14) e 3 di persico sole, Lepomys gibbosus (figura 15). Tra le specie autoctone rinvenute, invece, merita segnalare il luccio (figura 16), il quale, insieme al pesce gatto, è da considerarsi un predatore del gambero rosso della Louisiana. Al Pratone, invece, sono stati rinvenuti nelle trappole soltanto pochi individui di specie ittiche appartenenti alla famiglia dei Ciprinidi, come carpa e carassio. La carpa potrebbe predare le forme giovanili del gambero (Britton et al. 2007). _

20 Figura 14. Esemplare dell alloctono pesce gatto, Ictalurus melas, pescato con le nasse per P. clarkii a Sibolla F Figura 15. Esemplare dell alloctono persico sole, Lepomys gibbosus, pescato con le nasse per P. clarkii a Sibolla _

21 Figura 16. Giovane esemplare dell indigeno luccio, Esox lucius, pescato con le nasse per P. clarkii a Sibolla Oltre ai pesci, sono sicuramente presenti nell area anche testuggini palustri, come l indigena Emys orbicularis e l alloctona Trachemys scripta. Proprio un individuo appartenente a quest ultima specie, di origine americana, è stato rinvenuto durante il monitoraggio per il gambero rosso della Louisiana nelle nasse (figura 17). Le testuggini (e in particolare l indigena E. orbicularis, dal comportamento trofico più strettamente carnivoro rispetto all opportunistica alloctona T. scripta) sono potenziali predatori di P. clarkii, soprattutto nei suoi stadi giovanili. _

22 Figura 17. Esemplare adulto dell alloctona Trachemys scripta pescato con le nasse per P. clarkii a Sibolla _

23 Conclusioni L indagine effettuata ha confermato l ampia diffusione della specie alloctona invasiva P. clarkii in entrambe le aree oggetto di studio. In particolare, la popolazione sembra essere molto abbondante (valori dell indice CPUE maggiori) e strutturata a Sibolla, con numerosi individui riproduttivi e frequenti segni di presenza del gambero in tutto il sistema di fossi limitrofi al lago principale. Tale specie possiede, infatti, caratteristiche biologiche ed ecologiche che la rendono una colonizzatrice di successo di svariati ambienti, dove è causa di impatti sia biologici che strutturali. E molto adattabile, con un ciclo biologico altamente plastico (Gherardi et al. 1999) e resistente a stress ambientali: riesce infatti a vivere anche in luoghi soggetti a forti fluttuazioni d acqua durante l anno, come paludi anche solo stagionalmente allagate, argini fangosi di corsi d acqua periodicamente in secca e canali di bonifica, tutti ambienti presenti nelle aree oggetto di studio. La rapida diffusione della specie in natura è garantita inoltre dalla sua elevata capacità di dispersione attiva, anche fuori dall acqua grazie alla sua capacità di respirazione subaerea (Barbaresi, 2002). Per tutte queste caratteristiche, i laghi di Sibolla e Pratone sono particolarmente esposti alla minaccia di P. clarkii. Le catture, dopo un iniziale picco nei primi due giorni, particolarmente evidente a Sibolla, hanno avuto un rapido calo per poi attestarsi attorno a valori più o meno costanti nei giorni successivi, confermando l abbondanza della specie sia a Sibolla (in particolar modo) che nella zona umida del Pratone. Tuttavia, tale indagine preliminare non è da considerarsi sufficientemente informativa dal momento che, per problemi nella tempistica progettuale, è stata condotta alla fine del periodo di attività del gambero, in condizioni climatiche meno favorevoli. Inoltre, vista l inaccessibilità di buona parte del Lago di Sibolla dovuta alla presenza di vegetazione abbondante e di infrastrutture fatiscenti, non è stato possibile valutare con la necessaria completezza l abbondanza della popolazione nel lago principale. Infatti, i campionamenti a Sibolla sono stati condotti principalmente nei canali limitrofi al lago principale e solo in un breve tratto del lago stesso (solo a riva e solo sul lato nord); le informazioni derivanti dall andamento del CPUE della specie sono sicuramente parziali, vista la ridotta porzione di specchio d acqua campionato. Anche per quanto riguarda il monitoraggio effettuato al Pratone, non è possibile considerarlo esaustivo. Non è stato infatti possibile, per esigenze legate alla tempistica di intervento, valutare sufficientemente il grado di connettività del lago con il sistema di canali vicini. Questo aspetto è cruciale al fine di mettere a _

24 punto le migliori azioni di controllo numerico e mitigazione dei danni che verranno intraprese all interno del progetto. Con la primavera 2014 si renderà necessario, dunque, condurre un ulteriore campagna di catture per poter delineare un quadro sufficientemente esaustivo dello stato delle popolazioni del gambero rosso della Louisiana nel Lago di Sibolla e a Pratone per approntare così un piano di azione per la specie. Sono, inoltre, da approfondire le conoscenze legate all ittiofauna presente al fine di considerare anche il contributo dei pesci autoctoni nel contrastare la diffusione del gambero rosso della Louisiana. Ringraziamenti Si ringrazia il Dott. Gianni Bettini per il supporto all attività di campo. _

25 Bibliografia Ackefors H The positive effects of established crayfish introductions in Europe. Crustacean Issues 11: Acquistapace P, Cacchiani A, Gherardi F The impact of the introduced crayfish Procambarus clarkii, on a lake community in Tuscany. Biologia ambientale 20 (1): Alderman DJ, Polglase JL Pathogens, parasites and commensal. Pp in Freshwater Crayfish: Biology, Management and Exploitation (eds D.M. Holdich., R.S. Lowery). Croom Helm, London, UK. Anda P, Segura del Pozo J, Díaz García JM, Escudero R, García Peña FJ, López Velasco MC, Sellek RE, Jiménez Chillarón MR, Sánchez Serrano LP, Martínez Navarro JF Waterborne outbreak of tularemia associated with crayfish fishing. Emerging Infectious Diseases 7: Aquiloni L, Tricarico E, Gherardi F Crayfish in Italy: distribution, threats and management. International Aquatic Research 2: Barbaresi S Proprietà invasive di Procambarus clarkii. In: Petrini R, Venturato E. (a cura di) Atti del Convegno Nazionale La gestione delle specie alloctone in Italia: il caso della nutria e del gambero rosso della Louisiana. Quaderni del Padule di Fucecchio n. 2. Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio. Barbaresi S, Salvi G, Gherardi F Quaderni del Padule di Fucecchio n. 1 (2001): Il gambero Procambarus clarkii Distribuzione, dinamica di popolazione e impatto. Barbaresi S, Tricarico E, Gherardi F Factors inducing the intense burrowing activity by the red swamp crayfish, Procambarus clarkii, an invasive species. Naturwissenschaften 91: Barbaresi S, Santini G, Tricarico E, Gherardi F Ranging behaviour of the invasive crayfish, Procambarus clarkii (Girard). Journal of Natural History 38: Bartolini A Il Bosco di Chiusi e la Paduletta di Ramone. Indagini naturalistiche e attività di ripristino degli habitat. Quaderni del Padule di Fucecchio n. 7. Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio. Bartolini A, Franzese M, Vezzani A, Il Bosco di Chiusi e la Paduletta di Ramone. Indagini sugli assetti floristico-vegetazionali e sulla comunità ornitica finalizzate alla gestione dell area. Castelmartini. Relazione tecnica. _

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