AGENZIA DI PROMOZIONE ECONOMICA DELLA TOSCANA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA ANNO 2005

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "AGENZIA DI PROMOZIONE ECONOMICA DELLA TOSCANA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA ANNO 2005"

Transcript

1 AGENZIA DI PROMOZIONE ECONOMICA DELLA TOSCANA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA ANNO 2005 Firenze, 21 ottobre 2004

2 Indice Premessa 3 L innovazione come priorità 3 Dall innovazione all integrazione 4 Obiettivi e funzioni strategiche 5 Supporto alla programmazione delle azioni promozionali 6 Monitoraggio e valutazione 7 Approccio sistemico degli interventi 8 Il Progetto Paese 8 I Format di eventi 9 I Grandi eventi 10 La promozione 10 I servizi alle imprese 12 Sprintoscana 12 La cooperazione economica internazionale 13 Il marketing territoriale 15 Gli Uffici all estero per il sistema economico toscano 16 La comunicazione 17 Le attività promozionali cofinanziate 21 Bandi regionali e comunitari 21 Sviluppo Nuove Opportunità 23 Le attività amministrative e generali 24 Il bilancio di previsione annuale ALLEGATI 41 2

3 PREMESSA L innovazione come priorità Nella Relazione Previsionale e Programmatica 2004, Toscana Promozione a conclusione del suo primo triennio di attività volto allo sviluppo ed al consolidamento della struttura si era posta come obiettivo prioritario per l anno 2004 quello dell innovazione nella sua triplice accezione di innovazione strutturale, innovazione nelle strategie operative ed innovazione nel modus operandi a livello di singola iniziativa. Il 2005 rappresenta anch esso per ragioni differenti un anno cruciale. Nel corso del 2005 avrà termine la legislatura nella quale la Regione Toscana ha dato vita all Agenzia di Promozione Economica della Toscana. Ma la difficile congiuntura internazionale e il momento non positivo dell economia toscana impongono la prosecuzione ed il rafforzamento delle misure di sostegno all export regionale messe in atto dall Agenzia, così come la messa a punto di nuove strategie. Il tema dell innovazione risulta quindi a tutt oggi di grande attualità. Un primo passo in tal senso è rappresentato dalla anticipata approvazione da parte della Giunta regionale del Programma di Promozione economica L adozione del Programma di Promozione economica 2005 nel mese di agosto costituisce una grande novità rispetto agli ultimi anni, una novità che andrà a modificare anche l operato di Toscana Promozione. Il maggior tempo a disposizione permetterà poi a Toscana Promozione di pianificare con più attenzione ed accuratezza la messa in opera della azioni promozionali; soprattutto le tempistiche più dilatate rappresenteranno un ottima opportunità per coinvolgere in maniera maggiore nella fase di progettazione i soggetti economici toscani quali il mondo camerale, le associazioni di categoria, le singole imprese. Vi è infine da aggiungere che per la prima volta il Programma di promozione economica anticipa temporalmente anche la stesura L approvazione del Piano Promozionale

4 della Relazione Previsionale e Programmatica che di conseguenza è stata pensata come uno strumento molto più snello, trovandosi trattate nel Programma in maniera esaustiva e dettagliata le strategie e le politiche afferenti il supporto regionale all internazionalizzazione delle imprese declinate nei vari settori di attività dell Agenzia. Nel presente documento di conseguenza focalizzeremo la nostra attenzione su alcuni temi, ricompresi ovviamente nel Programma Promozionale 2005, che meritano un ulteriore approfondimento. Dall innovazione all integrazione Il Programma di promozione economica 2005 presenta alcune tematiche forti che ci sembra opportuno andare ad evidenziare. Innanzitutto il respiro pluriennale della strategia di promozione economica della Toscana, in coordinamento con l ICE, in attuazione degli indirizzi del Ministero delle Attività Produttive in materia di promozione ed internazionalizzazione ed in collaborazione costante con gli atri soggetti istituzionali impegnati nell ambito delle attività di promozione e internazionalizzazione del Sistema Italia, caratterizza fortemente il Programma Promozionale 2005 valorizzando sempre maggiormente la sinergia e la connessione tra le azioni promozionali realizzate, gli accordi di settore delle categorie economiche ed i programmi nazionali del sistema camerale che riguardano il territorio regionale. Inoltre, essendo il frutto di una concertazione condotta ad ampio raggio su tutto il territorio regionale, esso raccoglie virtualmente le istanze di tutti i soggetti economici toscani. Di più, grazie alla suddetta opera di confronto con il territorio il Programma si è arricchito di iniziative che prevedono una accurata opera di coprogettazione tra pubblico e privato e che verranno condotte in sinergia tra più soggetti. Più in dettaglio nel Programma è stato previsto un meccanismo fondato sui principi dell integrazione concertativa, organizzativa, istituzionale e finanziaria. La Promozione: una strategia coordinata e pluriennale 4

5 L attenzione riservata all integrazione delle sue molteplici forme deriva da un duplice ordine di considerazioni. In primo luogo si tratta di dar finalmente attuazione ad un principio, quello della necessità di far sistema, che nel corso degli anni è stato ribadito ma mai pienamente realizzato. Far sistema a livello regionale significa poter raggiungere un determinato peso specifico, una massa critica che permetta alla Toscana di poter lottare in un mondo sempre più competitivo a livello globale. Non è infatti pensabile che la singola azienda o il gruppo ristretto di aziende possa affermarsi in maniera efficace e duratura su mercati emergenti ma estremamente impegnativi quali la Cina o l India. Non a caso la Regione Toscana tramite Toscana Promozione ha messo in opera una strategia di apertura di sedi operative all estero che possano supportare fattivamente l operato delle imprese toscane. In secondo luogo l integrazione diviene oggi più che mai una necessità di ordine finanziario, alla luce dei recenti tagli ai trasferimenti di fondi dal governo centrale agli Enti locali, alla difficile congiuntura internazionale ed all ormai prossimo esaurimento dei finanziamenti comunitari per le aree obiettivo. Alla luce di quanto sopra l allocazione mirata di risorse scarse sarà una delle sfide che il sistema Toscana nella sua interezza si troverà a fronteggiare nei prossimi mesi ed anni. L integrazione, di conseguenza, si tradurrà necessariamente da opportunità in necessità. Sinergie per fare Sistema Sinergia di risorse Obiettivi e funzioni strategiche L azione di Toscana Promozione mira a promuovere e sostenere la competitività del sistema economico toscano sul mercato globale, con particolare attenzione alla realtà delle piccole e medie imprese, attraverso: Rafforzamento del sistema economico toscano sui mercati 5

6 1. la promozione e il rafforzamento delle funzioni internazionali delle singole imprese e dei sistemi d impresa; 2. la promozione del territorio toscano, con particolare attenzione alle realtà di eccellenza che lo caratterizzano, nei settori tradizionali, ma anche e soprattutto in quelli innovativi. Alla luce degli obiettivi generali sopra illustrati, saranno perseguite, dai diversi settori dell Agenzia, azioni dirette a: o elevare e rafforzare l immagine della Toscana, quale elemento motore della promozione delle imprese e dei sistemi di eccellenza; o supportare la penetrazione e il radicamento commerciale dei prodotti e delle imprese toscane sui mercati esteri; o sostenere l internazionalizzazione produttiva delle imprese; o favorire le iniziative di cooperazione economica internazionale tra sistemi; o accrescere l attrattività del sistema territoriale toscano; o accrescere le capacità progettuali e l utilizzo di risorse integrative per il perseguimento dei suddetti obiettivi; o programmare le azioni e monitorarne i risultati, in una logica di miglioramento continuo e di soddisfazione del Cliente. Valorizzazione delle eccellenze Supporto alla programmazione delle azioni promozionali A supporto del processo di formulazione delle strategie promozionali sarà sviluppato un sistema informativo che fornisca un quadro sistematicamente aggiornato e incentrato su più livelli complementari di monitoraggio su mercati esteri, settori emergenti e segmenti da valorizzare, funzionali all acquisizione di informazioni sul posizionamento delle produzioni toscane nei mercati internazionali, dei sistemi territoriali concorrenti, dei risultati progressivamente 6

7 raggiunti dagli interventi promozionali. Tale sistema informativo costituirà così una base oggettiva a supporto alla corretta individuazione dei settori/mercati in cui intervenire, alla chiara definizione degli obiettivi strategici da perseguire e delle modalità di intervento più appropriate. Tale unità dovrebbe valorizzare il più possibile, anche attraverso l attivazione di sinergie specifiche e convenzioni, le fonti prodotte da istituti di ricerca che operano nel territorio regionale. Opererà inoltre in costante raccordo con gli attori istituzionali più rilevanti rispetto alle azioni promozionali della Toscana, al fine di monitorare le iniziative da più parti programmate, per una più efficace integrazione concertativa, organizzativa, istituzionale e finanziaria, anche sulla base di piattaforme condivise per la gestione delle informazioni. Monitoraggio e valutazione: Il monitoraggio e la valutazione del Programma Promozionale sarà svolto a due livelli: 1. livello generale che corrisponde alla tradizionale valutazione degli interventi promozionali, sia in termini di efficienza che di efficacia rispetto al raggiungimento degli obiettivi, realizzata attraverso uno studio di monitoraggio delle attività 2. livello di singolo intervento e riguardante una nuova modalità di monitoraggio prevista nell ambito del programma e finalizzata a valutare gli esiti raggiunti con ogni azione e l eventuale riprogrammabilità futura della stessa. Il monitoraggio dei singoli interventi realizzati sarà svolto essenzialmente in due fasi: o fase concomitante o fase di riprogrammazione Nella fase concomitante, ovvero nel momento conclusivo di ogni intervento, saranno raccolti indicatori sul grado di soddisfazione presso le imprese partecipanti, sull andamento della partecipazione numerica delle imprese, sulla fase vitale raggiunta dall intervento ed 7

8 espressi dal responsabile dell intervento, sull opportunità di riprogrammare in futuro l intervento espressi dalle imprese partecipanti e da addetti istituzionali e/o dell organizzazione, sulla valenza finanziaria dell azione ecc. La fase successiva sarà funzionale alle attività di formulazione dei programmi per gli anni successivi e sarà effettuata attraverso di indicatori opportunamente strutturati per la valutazione della riprogrammabilità o meno dei singoli interventi. Approccio sistemico degli interventi Il Progetto Paese Il concetto di Progetto Paese è uno dei punti chiave del Programma di promozione economica 2005 e risponde alla necessità di delineare una strategia promozionale innovativa sui mercati più rilevanti per le aziende toscane. Allo stesso tempo, nella stesura del Programma Promozionale, il Progetto Paese è stato identificato come una sorta di progetto pilota su cui sperimentare fattivamente il tema dell integrazione, intendendo con essa la duplice accezione di integrazione interna (tra i vari settori di attività dell Agenzia) ed esterna (tra l Agenzia ed i vari soggetti economici toscani). L obiettivo del Progetto Paese è in particolare quello di fornire alle imprese un quadro completo di azioni e servizi di respiro pluriennale nelle aree geoeconomiche degli Stati Uniti, della Cina, della Russia, dei Paesi dell allargamento. Esso rappresenta un quadro di riferimento unitario che lega tra di loro varie parti del Programma Promozionale 2005 organizzandole in un vero e proprio progetto, in un ottica di lavoro che risponde ai criteri base del project management. Per la gestione del Progetto Paese verrà costituito un team che possa lavorare al progetto in termini chiari e ben definiti e pianifichi le varie fasi dello stesso definendo gli attori coinvolti, i tempi e le risorse. 8

9 Gli uffici interni a Toscana Promozione, le aziende e le loro rappresentanze sul territorio si delineano come gli attori del progetto; le attività saranno organizzate su base annuale ma con respiro pluriennale e le risorse impiegate proverranno sia dai fondi regionali che dai soggetti esterni coinvolti. La messa in opera del Progetto Paese si svilupperà in una duplice direzione. Sarà richiesta in primo luogo la sinergia fra gli uffici in modo da inserire nel progetto varie tipologie di azioni: dalle attività di analisi dei mercati, all attività di formazione e preparazione delle imprese, alle attività promozionali siano esse fiere, missioni, workshop ed eventi, alle azioni di follow up ovvero, assistenza, sviluppo dei contatti e consulenze specialistiche, il tutto legato trasversalmente da azioni comuni di comunicazione. In questo processo avranno un ruolo di spicco gli uffici esteri del sistema toscano nei Paesi di riferimento. In secondo luogo sarà essenziale la creazione di una forte sinergia con il territorio in un ottica di vera e propria integrazione operativa e finanziaria con i soggetti intermedi e di conseguente adesione e fidelizzazione delle aziende toscane. Il lavoro in team in un ottica di project management garantirà che il progetto sia orientato all obiettivo in ogni fase della sua realizzazione ed in linea con le risorse disponibili. I Format di eventi I format rappresentano un modello ben articolato di comunicazione di grande impatto, replicabile e pertanto spendibile in tutti i mercati esteri prioritariamente all interno di eventi ivi programmati. I format di eventi, insieme agli altri format di comunicazione predisposti, dovranno attrarre l attenzione degli operatori internazionali sulle produzioni di eccellenza toscane e sullo specifico modello economico regionale fatto di sostenibilità e qualità ed avranno valenza: 9

10 - territoriale presentando quindi luoghi caratteristici con la relativa offerta turistica e i corrispondenti valori ambientali, l enogastronomia, le produzioni artistiche e tradizionali; - settoriale con l esaltazione di specifiche produzioni di qualità; - interprovinciale per coinvolgere oltre ai molteplici attori istituzionali e privati (Camere di commercio, Province, consorzi), in particolare le aree minori della Toscana che presentano prodotti di grande livello qualitativo; - essere orientati ad affermare il contenuto culturale e storico del territorio, quale elemento fondamentale e forma di espressione e valorizzazione dell identità regionale. La creazione e la messa a punto di un Fomat si sostanzierà quindi nella strutturazione di un modello di rappresentazione del territorio toscano nel suo complesso, sia da un punto di vista paesaggistico, caratterizzato dall armonia dell intervento umano e dei suoi insediamenti urbani, che delle sue produzioni nei molteplici settori e dello stile di vita toscano. I Grandi eventi I Grandi Eventi, che hanno natura intersettoriale, rappresentano un modello di promozione che mette insieme momenti prettamente commerciali, attività di comunicazione, eventi culturali e iniziative di immagine da replicarsi nell arco di un triennio al fine di massimizzare la loro resa comunicativa. Ai Grandi Eventi potranno collegarsi attività settoriali e azioni di follow up di ampio respiro ed essi dovranno essere supportati dai format di comunicazione e di eventi predisposti ad hoc. Nel 2005 è obiettivo preminente rafforzare l aspetto commerciale di tali azioni e attivare un maggiore e meglio mirato coinvolgimento degli operatori economici; saranno quindi progettati attribuendo largo spazio a momenti di promozione commerciale di un ampia varietà di settori produttivi toscani e soprattutto centrati su 10

11 offerte integrate di prodotti complementari e quindi potenzialmente riconducibili a settori produttivi differenti. La promozione L attività promozionale di Toscana Promozione nel corso del 2005 dovrà ulteriormente qualificarsi adottando un approccio sistemico fondato su quelle che possono essere considerate tre leve fondamentali del Programma di Promozione economica Ci riferiamo in particolare allo strumento del Progetto Paese, all attività della costituenda rete degli uffici esteri della Toscana ed alla necessità sancita dal Programma di creare modelli innovativi di attività promozionali che si fondino sulla ripetibilità e sull integrazione finanziaria ed organizzativa tra pubblico e privato, con evidenti risparmi sia in termini di tempi di attuazione che di risorse impiegate. Con riferimento ai Progetti Paese, l attività promozionale dovrà essere organizzata secondo percorsi promozionali complessi che vadano ad armonizzare attività di natura diversa secondo un ben definito quadro logico. In particolare sulle attività quali fiere e workshop, a prescindere dalla loro appartenenza o meno ad un determinato Progetto Paese, occorrerà dar vita a strategie comunicative miranti ad identificare e trasmettere un immagine unitaria del sistema produttivo e curare in maniera più efficace la presentazione dell offerta toscana. Un attenzione particolare dovrà essere riservata ad azioni che già a partire da quest anno hanno incontrato il crescente favore delle aziende e che hanno mostrato alcuni primi concreti risultati. In particolare andranno proseguiti ed approfonditi i rapporti con la Grande Distribuzione Organizzata, partendo dalla positiva esperienza del rapporto con i grandi magazzini El Corte Inglés per poi allargare il campo ad altre interessanti realtà europee ed extraeuropee. Allo stesso modo occorrerà sicuramente analizzare e sperimentare forme di approccio verso nuovi canali di distribuzione 11

12 internazionale quali il circuito degli outlet e, relativamente al settore del turismo, i vettori a basso costo. E indubbio poi che la promozione dovrà utilizzare appieno la grande opportunità rappresentata dalla crescente presenza su mercati strategici degli uffici esteri della Toscana che dovranno essere coinvolti sia nella fase organizzativa che in quella gestionale delle iniziative sui mercati target, nonché e soprattutto nella fase di follow up delle iniziative, fase che necessita indubbiamente di una cura particolare visto il suo carattere di crescente strategicità. L ultima priorità che sembra opportuno evidenziare è quella dell introduzione nel circuito della promotion pubblica di un numero crescente di settori produttivi e singole imprese. Occorre in altre parole allargare il campo dei clienti di Toscana Promozione grazie a rinnovate azioni di comunicazioni sul territorio e soprattutto ad una sempre più accentuata ricerca della qualità del servizio. I servizi alle imprese Sprintoscana A partire dal 2005 si può considerare conclusa la fase di startup, acquisita la fase di consolidamento, ed appena iniziata invece la fase di specializzazione dell attività dello Sportello. L obiettivo di Sprint per il 2005 è quello di elevare la qualità delle prestazioni, immaginare nuovi percorsi partendo dall esperienza, definire il proprio ruolo specifico nel campo dei servizi all internazionalizzazione. Lo Sportello si muoverà quindi in costante raccordo con gli Uffici all estero- in un ottica di rafforzamento e specializzazione delle azioni già avviate ed in un ottica di sperimentazione. Specializzare quella che è l attiva di spicco dello sportello, il suo core business, ovvero la risposta alle richieste delle aziende, significa in primo luogo mettersi nelle condizioni di rispondere alle crescenti esigenze di orientamento mostrate dalle stesse. Questo è 12

13 possibile attraverso la sempre maggiore specializzazione per materia del personale negli ambiti di competenza: Occorre poi sistematizzare l attività di orientamento ai mercati, realizzando un business plan in versione leggera tagliato sulle esigenze della singola impresa (informazione sui settori, orientamento mercati più adatti, indicazione degli eventi, fiere, missioni a cui poter partecipare, contatti utili), utilizzando a tal fine competenze interne, competenze esterne, la rete territoriale e la rete internazionale. Specializzare significa in secondo luogo rafforzare il settore delle informazioni sui finanziamenti per le aziende che intendono seguire un progetto di investimento all estero, ampliando le competenze dello sportello sulla materia comunitaria, internazionale, senza tralasciare anche i finanziamenti locali. Significa infine continuare a rafforzare la rete sul territorio attraverso attività seminariali e di formazione, nonché attraverso la collaborazione su progetti finanziati su bandi o con fonti di finanziamento specifiche, derivanti, in via esemplificativa, dall attività dell ufficio sviluppo nuovo business. Sperimentare nuove azioni significa essenzialmente essere parte attiva dei Progetti Paesi collaborando nei momenti pre e post iniziative secondo uno schema che prevede un analisi mirata del mercato, la formazione degli operatori prima dell iniziativa attraverso il coinvolgimento di esperti in campo commerciale, doganale, legale, finanziario, ed infine azioni di follow-up da progettare con gli operatori. Infine occorre rafforzare il rapporto fra gli sprint nazionali in modo che le esperienze fatte dalla regione toscana, così come da tutte le altre regioni, non siano limitate al contesto regionale del singolo territorio. La cooperazione economica internazionale La cooperazione economica internazionale si occupa del sostegno al sistema economico toscano attraverso interventi sul lato dei costi del sistema. L ottica che guida le azioni di cooperazione 13

14 internazionale per la collaborazione tra sistemi produttivi è quindi quella diretta ad agevolare l internazionalizzazione delle imprese toscane tramite la creazione di strutture permanenti di assistenza alle imprese toscane e locali come premessa per uno sviluppo equilibrato, integrato e vicendevolmente sostenibile delle economie dei territori di origine e di destinazione. Per il 2005 è prevista l attivazione, oltre ai tradizionali metodi d intervento, di azioni di supporto al sistema produttivo per l internazionalizzazione a carattere marcatamente sperimentale, pluriennale e innovativo. Queste le linee d intervento: 1. promuovere la formazione imprenditoriale e le alleanze fra piccole imprese; 2. favorire l accesso, in forma singola o associata, da parte delle piccole imprese toscane, soprattutto dei settori produttivi tradizionali, a competenze funzionali di più elevato livello, tramite le quali poter svolgere un ruolo più attivo ed efficace nei processi di internazionalizzazione produttiva e commerciale; 3. attivare ricerche di mercato per l individuazione di potenziali partner strategici internazionali e sviluppare adeguate strategie aziendali e di marketing; 4. attivare momenti di incontro fra operatori locali ed internazionali (incoming e outgoing); 5. favorire la creazione di un ambiente che agevoli e supporti la presenza nei mercati internazionali di imprese e prodotti toscani, anche attraverso la creazione di strutture dedicate o l attivazione di presidi distributivi accessibili alle imprese toscane. Gli interventi per l internazionalizzazione in coordinamento e integrandosi con gli interventi degli altri soggetti istituzionali ed economici del territorio, con ICE, ENIT, Associazioni di categoria, Consorzi- dovrebbero in primo luogo contemplare i mercati europei 14

15 più vicini e quelli per i quali è prevista l attuazione della logica di intervento di Progetto-Paese (USA, Cina, Russia, Paesi dell Allargamento). Inoltre, le aree geografiche di riferimento per le altre azioni di cooperazione saranno l Area balcanica, gli altri Paesi asiatici con particolare riferimento all India, l America Latina, i Paesi del Mediterraneo. In tali Paesi, gli interventi di cooperazione di cui sopra devono essere inquadrati come mezzi per favorire i processi di internazionalizzazione, sia commerciale che produttiva, delle imprese toscane. L ottica deve essere quindi quella non solo del supporto delle economie emergenti, ma anche quello di concepire tali economie come possibili mercati di sbocco per il prodotto toscano. Il marketing territoriale Nel 2005 le attività di promozione degli investimenti diretti esteri (IDE) in Toscana, vedranno il consolidamento e lo sviluppo della strategia descritta nell ambito del Piano Operativo Regionale (POR) 2004, che rappresenta lo strumento operativo di definizione degli interventi rispetto ai tre livelli individuati dalla Regione Toscana: locale, regionale e di supporto finanziario alle iniziative locali. Gli interventi finalizzati all attrazione degli investimenti dall estero saranno diversi a seconda degli obiettivi perseguiti: o marketing territoriale interno (livello locale): Toscana Promozione promuoverà e realizzerà quindi azioni volte a implementare le sinergie e il coordinamento e sviluppo della rete Invest in Tuscany attraverso azioni di comunicazione, formazione e l adozione e implementazione di procedure di coordinamento nell attività di attrazione degli investimenti diretti con i soggetti locali aderenti alla rete. o supporto alle iniziative locali le amministrazioni provinciali avranno la possibilità di accedere ai fondi docup stanziati dall azione per 15

16 l annualità 2005, attraverso una procedura analoga a quella impiegata per i fondi , per la presentazione e ammissione al finanziamento dei Piani Operativi Locali (POL) o promozione sui mercati esteri: le tipologie di interventi previste sono le seguenti: image building, investment generating, e saranno commisurate alla risorse disponibili e alle offerte del territorio toscano o attività di assistenza: il sistema di assistenza, sia agli investitori esteri, sia ai soggetti aderenti alla rete, dovrà essere consolidato a seguito delle indicazioni della prima fase di sperimentazione che ha visto l adozione della procedura Find ed Enquiry e la prima fase di avvio del coordinamento tra l ufficio marketing e Sprintoscana, oltre che tra Toscana Promozione e la rete Invest in Tuscany. A livello informativo, sarà aggiornata e implementata la guida Doing buisiness in Tuscany. Gli Uffici all estero per il sistema economico toscano In considerazione della strategia di apertura di sedi estere già inserita nel Piano Promozionale 2004 a seguito della quale è stata inaugurata la sede di New York (operativa dal 29 Marzo 2004) e sarà inaugurata alla fine di Ottobre la sede di Shanghai, si prevede nel 2005 l apertura di altri due uffici, Francoforte e Mosca, specializzati nella promozione turistica e di tutti i settori principe dell economia Toscana; in particolare, in Cina, visto il forte interesse del mercato relativamente all offerta turistica della Toscana stiamo valutando l ipotesi di estendere i servizi offerti con un ulteriore punto di riferimento nella città di Pechino. La competenza geografica delle sedi estere si estende ai confini della nazione ospitante e non solo allo stato o regione in cui sono locate. La scelta delle città in cui sono poste è stata ritenuta strategica 16

17 in base al flusso di affari che queste concentrano e alla centralità logistica. Gli uffici svolgeranno una funzione prettamente operativa e in coordinamento e integrandosi con gli altri soggetti istituzionali ed economici del territorio, ICE, ENIT, Associazioni di categoria, Consorzi- saranno di supporto al sistema economico toscano per quanto concerne l offerta di servizi, assistenza e consulenza sui mercati di riferimento nonché punto di riferimento. Ogni ufficio conterà su una rete locale di consulenti esterni esperti nelle varie tematiche giuridico commerciali richieste dalle imprese per essere supportate nell affrontare quel particolare mercato. Nelle sedi estere sono inoltre previsti specifici spazi a disposizione degli operatori per organizzare riunioni, workshop, showroom nonché l assistenza di personale qualificato perfettamente bilingue. Ogni ufficio supporterà le iniziative promozionali organizzate da Toscana Promozione nella nazione in cui è locato e sarà punto di riferimento fondamentale per la realizzazione di analisi di mercato dirette a supportare la definizione di strategie mirate e necessarie a consentire un corretto posizionamento dell offerta toscana. Al fine della creazione di una rete completa di sedi estere, nel 2005 sono inoltre previste le prime indagini per verificare l interesse all apertura di ulteriori uffici nelle aree Est/Paesi dell allargamento, India e Paesi del mediterraneo. La comunicazione La comunicazione svolta nel corso del 2004 ha da un lato garantito allo svolgimento della attività promozionale dell Agenzia una strumentazione che ne favoriva la visibilità e quindi l efficacia, e dall altro lo sviluppo e il consolidamento del Settore Comunicazione che opera all interno di Toscana Promozione. Fanno oggi parte del sistema servizi : - Rassegna stampa quotidiana 17

18 - News map. Periodico con cadenza quadrimestrale che riferisce dei risultati raggiunti nel periodo immediatamente precedente la pubblicazione, che promuove e presenta le principali iniziative del quadrimestre successivo. - Notiziario Televisivo. TVNEWS. Periodicità quindicinale. Focus e testimonianze sulle missioni e sull attività. - Notiziario Radiofonico. - Notiziario Mensile pubblicato sul sito Toscana Promozione.it L importanza del ruolo delle attività di comunicazione si è confrontata con le domande e le metodologie perfezionando la relazione tra quelle che comunemente definiamo attività ordinarie e il progetto strategico. Da qui si può rilevare come il coordinamento e la coerenza del sistema derivi da modalità specifiche comunque iscritte in un disegno complessivo. A questa esperienza si è ispirato il Programma Promozionale 2005 e da questa esperienza prenderanno le mosse gli orientamenti indicati in questa Relazione Previsionale e Programmatica per il Interventi di comunicazione di valenza strategica: progettazione di linee guida per la comunicazione della Marca Toscana. L idea unitaria di Marca Toscana costituirà lo scenario generale dell azione comunicativa. Il valore e la peculiarità dell offerta andrà predisposto in una linea editoriale capace di riferire la ricchezza delle differenze in un contesto di segni che lo riconducano all unitarietà. C è un problema di rappresentazione generale e un altro di segni più particolari. La strumentazione dell iniziativa comunicativa a cui diamo vita coglierà le occasioni dettate dal Programma Promozionale non 18

19 abbassando la luce sui dettagli ma non consentirà loro l uscita dal quadro d insieme. 2. Interventi di comunicazione di valenza ordinaria: progettazione della comunicazione a supporto di tutti gli interventi previsti dal programma. L intensa attività fieristica, al di là delle specificità in cui si determina, presenta delle necessità di strumentazione come la promozione dell iniziativa stessa e la sua qualità logistica, alle quali provvederemo a dare corpo. I macrosettori: Agroalimentare, Turismo, Piccola e Media Impresa industriale, commerciale e artigiana - sono gli attori dell iniziative e sono i loro plus l oggetto più performante. Compito della comunicazione è di renderne percepita l importanza fino a provocare ricordo, se non, addirittura, desiderio. Il Programma Promozionale 2005 introduce concetti guida fortemente innovativo quali il progetto paese, il concetto di format nelle iniziative organizzato per settore e per paese. Si dà quindi vita ad una progettazione e messa in funzione di procedure e di attrezzature che rendano agevole la programmazione, la funzionalità e l uso dell evento comunicativo. 3. La relazione tra la comunicazione strategica e la comunicazione di servizio. Nel quadro delle diverse iniziative che il PP dispone dovranno sempre incrociarsi le coordinate di immagine della Marca Toscana con le necessità specifiche dell argomento da cui muove la trasmissione. Quello che attueremo nel corso dell anno in considerazione e in un continuo riallineamento dei due parametri ( strategico, e specifico) e che coinvolgerà l intera strumentazione, altro 19

20 non è se non un sistema coordinato e articolato di immagini, contenuti e iniziative comunicative. 20

COMITATO DI DISTRETTO DEL DISTRETTO AGROALIMENTARE DI QUALITA JONICO SALENTINO

COMITATO DI DISTRETTO DEL DISTRETTO AGROALIMENTARE DI QUALITA JONICO SALENTINO del LINEA D AZIONE 6 SCHEDA PROGETTO n. 6.3 PROGRAMMA DI SVILUPPO del TITOLO DEL PROGETTO PROGRAMMA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL DISTRETTO AGROALIMENTARE DI QUALITA JONICO SALENTINO. Pagina 1 di 7 del

Dettagli

I soggetti proponenti (capofila o partner) devono avere sede operativa nell ambito territoriale in cui è prevista l azione di progetto.

I soggetti proponenti (capofila o partner) devono avere sede operativa nell ambito territoriale in cui è prevista l azione di progetto. BANDO I PARCHI E LE AREE MARINE PROTETTE: UN PATRIMONIO UNICO DELL ITALIA Il contesto Il sistema delle Aree Naturali Protette in Italia (disciplinato dalla legge 394 del 6 dicembre 1991) rappresenta una

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

Gli obiettivi del progetto sono dunque molteplici: favorire la diffusione della cultura imprenditoriale dei ricercatori, in modo che la

Gli obiettivi del progetto sono dunque molteplici: favorire la diffusione della cultura imprenditoriale dei ricercatori, in modo che la REGIONE PIEMONTE BOLLETTINO UFFICALE N. 40 DEL 8/10/2009 Finpiemonte S.p.A. - Torino Avviso ad evidenza pubblica - Progetto Sovvenzione Globale "Percorsi integrati per la creazione di imprese innovative

Dettagli

PIANO DI COMUNICAZIONE

PIANO DI COMUNICAZIONE ALLEGATO 1 DIREZIONE POLITICHE AGRICOLE --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013 PIANO

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

Allegato 3 PIANO DEGLI INDICATORI E DEI RISULTATI ATTESI DI BILANCIO

Allegato 3 PIANO DEGLI INDICATORI E DEI RISULTATI ATTESI DI BILANCIO PIANO DEGLI INDICATORI E DEI RISULTATI ATTESI DI BILANCIO Premessa Il presente documento, redatto in conformità alle linee guida generali definite con il D.P.C.M. del 18 settembre 2012, illustra gli obiettivi

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale

Dettagli

REGIONE LOMBARDIA CAMERE DI COMMERCIO UNIONCAMERE LOMBARDIA ACCORDO DI PROGRAMMA PER LO SVILUPPO E LA COMPETITIVITA DEL SISTEMA LOMBARDO

REGIONE LOMBARDIA CAMERE DI COMMERCIO UNIONCAMERE LOMBARDIA ACCORDO DI PROGRAMMA PER LO SVILUPPO E LA COMPETITIVITA DEL SISTEMA LOMBARDO REGIONE LOMBARDIA CAMERE DI COMMERCIO UNIONCAMERE LOMBARDIA ACCORDO DI PROGRAMMA PER LO SVILUPPO E LA COMPETITIVITA DEL SISTEMA LOMBARDO PROGRAMMA D AZIONE 2006 - prime linee - Premessa La sottoscrizione

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 43/7 DEL 1.9.2015

DELIBERAZIONE N. 43/7 DEL 1.9.2015 Oggetto: Strategia per l internazionalizzazione del sistema produttivo regionale. Programma regionale triennale per l internazionalizzazione 2015-2018. L Assessore dell industria evidenzia alla Giunta

Dettagli

Patto politiche attive del 16 giugno 2009

Patto politiche attive del 16 giugno 2009 Patto politiche attive del 16 giugno 2009 1 Premessa: per il lavoro oltre la crisi L'Accordo sottoscritto in Lombardia il 4 maggio 2009 prevede uno stretto rapporto tra le politiche passive, attraverso

Dettagli

DISCIPLINARE IN MATERIA DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE DIPENDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

DISCIPLINARE IN MATERIA DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE DIPENDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE DISCIPLINARE IN MATERIA DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE DIPENDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE Sommario Art. 1 - Principi generali Art. 2 - Tipologie di formazione, soggetti destinatari e fonti

Dettagli

II tavolo di redazione del 23 aprile 2013 Programma Strategico Turismo 2014-2016 Destination Management Organisation

II tavolo di redazione del 23 aprile 2013 Programma Strategico Turismo 2014-2016 Destination Management Organisation II tavolo di redazione del 23 aprile 2013 Programma Strategico Turismo 2014-2016 Destination Management Organisation Cos è una Destination Management Organisation DMO? Il Destination Management è l insieme

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTA VAL TAGLIAMENTO (Comuni di: Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

Protocollo d intesa tra. Regione Toscana e. Water Right and Energy Foundation Onlus (W.E.R.F. Onlus)

Protocollo d intesa tra. Regione Toscana e. Water Right and Energy Foundation Onlus (W.E.R.F. Onlus) Protocollo d intesa tra Regione Toscana e Water Right and Energy Foundation Onlus (W.E.R.F. Onlus) Consolidamento e sviluppo della collaborazione per attività cooperazione internazionale nel settore dell'accesso

Dettagli

COSTRUIRE L HUB CAMERALE DEL CREDITO E DELLA FINANZA PIANO DI RIPOSIZIONAMENTO STRATEGICO PER IL TRIENNIO 2015-2017

COSTRUIRE L HUB CAMERALE DEL CREDITO E DELLA FINANZA PIANO DI RIPOSIZIONAMENTO STRATEGICO PER IL TRIENNIO 2015-2017 COSTRUIRE L HUB CAMERALE DEL CREDITO E DELLA FINANZA 1 PIANO DI RIPOSIZIONAMENTO STRATEGICO PER IL TRIENNIO 2015-2017 Premessa Le recenti iniziative varate dal Governo per il riordino del sistema camerale

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

La gestione dei rapporti con i fornitori è un tema cruciale per le grandi Aziende nello scenario attuale del mercato e delle sue logiche di sviluppo.

La gestione dei rapporti con i fornitori è un tema cruciale per le grandi Aziende nello scenario attuale del mercato e delle sue logiche di sviluppo. La gestione dei rapporti con i fornitori è un tema cruciale per le grandi Aziende nello scenario attuale del mercato e delle sue logiche di sviluppo. Il perfezionamento delle relazioni operative tra grandi

Dettagli

Promos. Servizi e strumenti per l internazionalizzazione delle imprese. 19 Giugno 2013. Internazionalizzazione e marketing territoriale

Promos. Servizi e strumenti per l internazionalizzazione delle imprese. 19 Giugno 2013. Internazionalizzazione e marketing territoriale Internazionalizzazione e marketing territoriale Promos CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA MILANO Dal 1786 l istituzione al servizio del sistema produttivo di Milano. Servizi e strumenti

Dettagli

COMUNE DI GIOVINAZZO. Regolamento di disciplina della misurazione e

COMUNE DI GIOVINAZZO. Regolamento di disciplina della misurazione e COMUNE DI GIOVINAZZO Regolamento di disciplina della misurazione e valutazione della performance Approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione n. del 1 Articolo 1 Oggetto e finalità 1. Le disposizioni

Dettagli

Bando per la erogazione di contributi

Bando per la erogazione di contributi Fondazione Wanda Di Ferdinando Bando per la erogazione di contributi Anno 2015 La Fondazione Wanda Di Ferdinando è un Ente Privato che si propone l attuazione di iniziative del più alto interesse sociale

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli Enti Locali

Dettagli

CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino

CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino In un contesto normativo e sociale caratterizzato da una costante evoluzione, al Comune,

Dettagli

Programmazione triennale 2010/2012

Programmazione triennale 2010/2012 Area Ricerca e Relazioni Internazionali Ufficio Relazioni Internazionali PIANO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DI ATENEO Programmazione triennale 2010/2012 L Università degli Studi di Firenze tradizionalmente

Dettagli

AVVISO AD EVIDENZA PUBBLICA PROGETTO SOVVENZIONE GLOBALE. sociale. Periodo 2014/2015

AVVISO AD EVIDENZA PUBBLICA PROGETTO SOVVENZIONE GLOBALE. sociale. Periodo 2014/2015 AVVISO AD EVIDENZA PUBBLICA PROGETTO SOVVENZIONE GLOBALE Percorsi integrati per la creazione d imprese innovative spin off della ricerca pubblica estesi anche alle imprese innovative che intendono avviare

Dettagli

Progetto: Sistema degli Itinerari Turistici Integrati PREMESSA

Progetto: Sistema degli Itinerari Turistici Integrati PREMESSA Progetto: Sistema degli Itinerari Turistici Integrati PREMESSA La consapevolezza dell importanza del turismo per lo sviluppo economico e la creazione di nuova occupazione richiede l elaborazione di nuove

Dettagli

A V V I S O. Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO

A V V I S O. Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO A V V I S O Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO Invito a contribuire alla formulazione del PISUS del Comune

Dettagli

PRSE 2012-2015 Progetto speciale di interesse regionale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva Fase 2

PRSE 2012-2015 Progetto speciale di interesse regionale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva Fase 2 PRSE 2012-2015 Progetto speciale di interesse regionale Toscana Turistica Sostenibile e Competitiva Fase 2 ALL. A Accordo per l adesione alla fase applicativa degli Osservatori Turistici di Destinazione

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

Centro Servizi del Distretto

Centro Servizi del Distretto Centro Servizi del Distretto Idea progettuale Progetto integrato per il rilancio e lo sviluppo del Distretto dell Abbigliamento Valle del Liri Il Centro Servizi del Distretto Idea progettuale 1 Premessa

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

PROGETTO CULTURALMENTE REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE

PROGETTO CULTURALMENTE REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE PROGETTO CULTURALMENTE REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE 1. PREMESSA La cultura non è tanto un emergenza dimenticata, quanto una scelta di fondo trascurata per lunghissimo tempo Negli ultimi anni in tutta

Dettagli

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà NEWSLETTER DICEMBRE 2009 IN QUESTO NUMERO... si parla di: EDITORIALE 01 La valutazione nel periodo di programmazione Fondi Strutturali 2007-2013 02 La valutazione del POR Competitività, 2007-2013 03 Il

Dettagli

CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI

CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI CONSIDERAZIONI SULLA RETE DI MONITORAGGIO DELLA SICUREZZA STRADALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI CENTRI DI MONITORAGGIO PROVINCIALI E COMUNALI La procedura che questo Dipartimento ha intrapreso per la

Dettagli

TURISMO. Decreto N. 185 del 22-07-2013. Pubblicità/Pubblicazione: ATTO NON RISERVATO,PUBBLICAZIONE SUL SITO DELL'AGENZIA

TURISMO. Decreto N. 185 del 22-07-2013. Pubblicità/Pubblicazione: ATTO NON RISERVATO,PUBBLICAZIONE SUL SITO DELL'AGENZIA TURISMO Dirigente: PERUZZINI ALBERTO Decreto N. 185 del 22-07-2013 Responsabile del procedimento: Pubblicità/Pubblicazione: ATTO NON RISERVATO,PUBBLICAZIONE SUL SITO DELL'AGENZIA Ordinario [X ] Immediatamente

Dettagli

SISTEMA BIBLIOSAN REGOLAMENTO ORGANIZZATIVO

SISTEMA BIBLIOSAN REGOLAMENTO ORGANIZZATIVO SISTEMA BIBLIOSAN REGOLAMENTO ORGANIZZATIVO Premessa Il Sistema Bibliosan promosso dal Ministero della Salute si avvale della rete delle biblioteche degli Enti di ricerca biomedici italiani. A Bibliosan

Dettagli

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA PROGRAMMAZIONE REGIONALE UNITARIA 2007 2013 PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E PROGETTAZIONE

Dettagli

Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE

Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE Ministero per la pubblica amministrazione e l innovazione Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE - 1 - PREMESSA Il documento di partecipazione ha come oggetto la progettazione esecutiva

Dettagli

DIREZIONE. Decreto N. 73 del 23-03-2015. Pubblicità/Pubblicazione: ATTO NON RISERVATO,PUBBLICAZIONE SUL SITO DELL'AGENZIA

DIREZIONE. Decreto N. 73 del 23-03-2015. Pubblicità/Pubblicazione: ATTO NON RISERVATO,PUBBLICAZIONE SUL SITO DELL'AGENZIA DIREZIONE Dirigente: GIOVANNELLI STEFANO Decreto N. 73 del 23-03-2015 Responsabile del procedimento: Pubblicità/Pubblicazione: ATTO NON RISERVATO,PUBBLICAZIONE SUL SITO DELL'AGENZIA Ordinario [X ] Immediatamente

Dettagli

P R O M O S. Il tuo partner per l internazionalizzazione. 4 Marzo 2015. Internazionalizzazione e marketing territoriale

P R O M O S. Il tuo partner per l internazionalizzazione. 4 Marzo 2015. Internazionalizzazione e marketing territoriale Internazionalizzazione e marketing territoriale P R O M O S CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA MILANO Il tuo partner per l internazionalizzazione Dal 1786 l istituzione al servizio

Dettagli

POLITICHE E INCENTIVI PER LE RETI D IMPRESA. Confartigianato Imprese Pisa Pisa, 16 maggio 2012

POLITICHE E INCENTIVI PER LE RETI D IMPRESA. Confartigianato Imprese Pisa Pisa, 16 maggio 2012 Le Reti d Impresa POLITICHE E INCENTIVI PER LE RETI D IMPRESA Confartigianato Imprese Pisa Pisa, 16 maggio 2012 1 Introduzione L esigenza di fare rete riguarda tutte le imprese ma è ancora più importante

Dettagli

Modello sperimentale di sistema di inclusione lavorativa dei minori inseriti nel circuito penale

Modello sperimentale di sistema di inclusione lavorativa dei minori inseriti nel circuito penale Modello sperimentale di sistema di inclusione lavorativa dei minori inseriti nel circuito penale 1 1 1. Premessa La seguente proposta di modello nasce dopo un attività di confronto tra i rappresentanti

Dettagli

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della sostenibilità nel settore delle attività portuali PREMESSO CHE Il Documento di

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA Deliberato dalla Giunta Comunale con atto n. 177 del 11.05.2001 Modificato ed integrato

Dettagli

RELAZIONE SULLA PERFORMANCE 2014

RELAZIONE SULLA PERFORMANCE 2014 COMUNE DI CIVIDATE AL PIANO (Provincia di Bergamo) RELAZIONE SULLA PERFORMANCE 2014 Il Segretario Comunale - Dott. Ivano Rinaldi Nell ambito del processo di riforma della Pubblica Amministrazione, con

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

ReFIMED. Ricerca e finanza d impresa nel Mediterraneo

ReFIMED. Ricerca e finanza d impresa nel Mediterraneo ReFIMED Ricerca e finanza d impresa nel Mediterraneo Finanza agevolata Finanza ordinaria e servizi finanziari alle PMI Comunicazione e Sviluppo Commerciale Formazione Sistemi per la Qualità ReFIMED è vicina

Dettagli

PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015

PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015 PROGRAMMA ANNUALE - Esercizio Finanziario 2015 La definizione del Programma Il Programma annuale è elaborato ai sensi del Regolamento concernente le istruzioni generali sulla gestione amministrativo -

Dettagli

DISCIPLINARE POLI DI INNOVAZIONE

DISCIPLINARE POLI DI INNOVAZIONE Programma Operativo Regionale Competitività regionale e occupazione Asse 1 Innovazione e transizione produttiva Misura I.1.3 Innovazione e PMI F.E.S.R. 2007/2013 DISCIPLINARE per l accesso ai finanziamenti

Dettagli

CITTA DI AVELLINO. (e loghi di tutti i comuni partecipanti) PROTOCOLLO D INTESA

CITTA DI AVELLINO. (e loghi di tutti i comuni partecipanti) PROTOCOLLO D INTESA PROTOCOLLO D INTESA PREMESSO CHE: - gli enti convenuti per la sottoscrizione del presente Protocollo, nel riconoscere il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio

Dettagli

POR Campania 2000-2006 Complemento di programmazione Capitolo 3 Misura 4.7. Sezione I Identificazione della misura

POR Campania 2000-2006 Complemento di programmazione Capitolo 3 Misura 4.7. Sezione I Identificazione della misura Sezione I Identificazione della misura 1. Misura 4.7- Promozione e marketing turistico 2. Fondo strutturale interessato FESR 3. Asse prioritario di riferimento Asse 4 - Sviluppo Locale 4. Descrizione della

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli

Dettagli

CST Area di Taranto. Assemblea dei Sindaci 19.09.2008. Relazione Attività Di Progetto

CST Area di Taranto. Assemblea dei Sindaci 19.09.2008. Relazione Attività Di Progetto CST Area di Taranto Assemblea dei Sindaci 19.09.2008 Relazione Attività Di Progetto Uno degli obiettivi del progetto CST Area di TARANTO è stato quello di garantire la diffusione dei servizi innovativi

Dettagli

Unioncamere Calabria - Lamezia Terme - 2 aprile 2015. L internazionalizzazione delle PMI nella programmazione 2014-2020

Unioncamere Calabria - Lamezia Terme - 2 aprile 2015. L internazionalizzazione delle PMI nella programmazione 2014-2020 L internazionalizzazione delle PMI nella programmazione 2014-2020 Programmazione 2014-2020 In un mondo oramai globalizzato le PMI devono essere in grado di affrontare la sempre più crescente concorrenza

Dettagli

P R O M O S. Ruolo, servizi ed attività di supporto all operatività internazionale delle imprese. Maria Pulsana Bisceglia

P R O M O S. Ruolo, servizi ed attività di supporto all operatività internazionale delle imprese. Maria Pulsana Bisceglia Internazionalizzazione e marketing territoriale P R O M O S CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA MILANO Dal 1786 l istituzione al servizio del sistema produttivo di Milano. Ruolo, servizi

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, recante Misure urgenti per la crescita del Paese, e,

Dettagli

1) Il CIV ha preso atto del documento contenente le Linee guida del Piano industriale ; ha colto lo spirito partecipativo con cui il documento è

1) Il CIV ha preso atto del documento contenente le Linee guida del Piano industriale ; ha colto lo spirito partecipativo con cui il documento è STARE PIU VICINI AI LAVORATORI ED ALLE IMPRESE MIGLIORARE L EFFICIENZA DEI SERVIZI RIDURRE I COSTI PROCESSO CRITICO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE E LINEE DI INDIRIZZO STRATEGICO DEL CIV 1)

Dettagli

LINEE GUIDA DI BUDGET

LINEE GUIDA DI BUDGET Settore Controllo di Gestione LINEE GUIDA DI BUDGET Indice GLI OBIETTIVI DELLE LINEE GUIDA DI BUDGET... 3 IL BUDGET: DEFINIZIONE... 3 IL PROCESSO DI BUDGETING... 4 ASSEGNAZIONE... 4 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE...

Dettagli

categoria) e successive modificazioni e del Reg. (CE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 (Regolamento de minimis ).

categoria) e successive modificazioni e del Reg. (CE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 (Regolamento de minimis ). Sostegno dei processi di internazionalizzazione delle Piccole e medie imprese del Lazio in forma aggregata Bando: L.R. n. 5 del 2008 Disciplina degli interventi regionali a sostegno Dell internazionalizzazione

Dettagli

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ASL TERAMO (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE (ai sensi della legge 150/2000, del DPR 422/2001, e della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei

Dettagli

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO di Massimo Lazzari e Davide Mondaini (*) L evoluzione rapida e irreversibile dei contesti di riferimento in cui le aziende si

Dettagli

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile Azioni a carattere innovativo finanziate nel quadro dell'art. 6 del regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo, Linea di Bilancio B2-1630,"Strategie locali per l'occupazione e innovazione" Strategie

Dettagli

COMITATO TECNICO SVILUPPO DEL TERRITORIO

COMITATO TECNICO SVILUPPO DEL TERRITORIO Domenico Merlani COMITATO TECNICO SVILUPPO DEL TERRITORIO Linee di indirizzo Febbraio 2013 «Sviluppo del Territorio» significa lavorare per rendere il Lazio una regione attraente localmente e globalmente

Dettagli

N. 512 FISCAL NEWS. Regione Campania: contributi per dottorati 21.11.2011. La circolare di aggiornamento professionale. A cura di Carlo De Luca

N. 512 FISCAL NEWS. Regione Campania: contributi per dottorati 21.11.2011. La circolare di aggiornamento professionale. A cura di Carlo De Luca a cura di Antonio Gigliotti www.fiscal-focus.it www.fiscal-focus.info N. 512 FISCAL NEWS La circolare di aggiornamento professionale 21.11.2011 Categoria Previdenza e lavoro Sottocategoria Agevolazioni

Dettagli

DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete

DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete FONDO SOCIALE EUROPEO IN SINERGIA CON IL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE POR 2014 2020 Ob. Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione

Dettagli

Obiettivo: EQUITY! Programma di assistenza per l accesso ai capitali di rischio da parte delle neo, piccole e medie imprese

Obiettivo: EQUITY! Programma di assistenza per l accesso ai capitali di rischio da parte delle neo, piccole e medie imprese Obiettivo: EQUITY! 0 Programma di assistenza per l accesso ai capitali di rischio da parte delle neo, piccole e medie imprese Settembre 2012 IL PROGRAMMA Il Consorzio Camerale per il credito e la finanza

Dettagli

PIANO DEGLI INTERVENTI

PIANO DEGLI INTERVENTI DEL. CIPE N. 7/2006 PROGRAMMI OPERATIVI DI SUPPORTO ALLO SVILUPPO 2007-2009 ADVISORING PER LO SVILUPPO DEGLI STUDI DI FATTIBILITA E SUPPORTO ALLA COMMITTENZA PUBBLICA PIANO DEGLI INTERVENTI ALLEGATO 1

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA

TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE

Dettagli

IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI

IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI LA RESPONSABILITÀ SOCIALE UN VOLANO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI Lucia Briamonte M. Assunta D Oronzio Villa

Dettagli

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio Allegato A) Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio A.1 Settore economico A.2 Settore tecnologico Il presente allegato è stato redatto con riferimento alle

Dettagli

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CUNEO BANDO RICERCA SCIENTIFICA 2015 SEZIONE RICERCA MEDICA

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CUNEO BANDO RICERCA SCIENTIFICA 2015 SEZIONE RICERCA MEDICA SEZIONE RICERCA MEDICA 2015 INDICE Obiettivo... 3 Oggetto... 3 Durata dei progetti... 3 Enti ammissibili... 3 Partnership e rete... 3 Modalità di presentazione delle domande... 4 Contributo e cofinanziamento...

Dettagli

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab.

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab. Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Gli elementi che caratterizzano il Sistema Qualità e promuovono ed influenzano le politiche di gestione delle risorse

Dettagli

PROGETTO CULTURALMENTE REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE

PROGETTO CULTURALMENTE REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE PROGETTO CULTURALMENTE REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE 1. PREMESSA La cultura non è tanto un emergenza dimenticata, quanto una scelta di fondo trascurata per lunghissimo tempo Negli ultimi anni in tutta

Dettagli

La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico

La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico CONTESTO L importanza crescente della programmazione comunitaria nelle politiche di sviluppo locale, sia in termini di

Dettagli

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7 Il progetto di quotazione in borsa Pagina 1 di 7 PREMESSA Il documento che segue è stato realizzato avendo quali destinatari privilegiati la Direzione Generale o il responsabile Amministrazione e Finanza.

Dettagli

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola Premessa VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola progetto sperimentale per individuare criteri, strumenti e metodologie per la valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici Le precedenti sperimentazioni

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi

Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi Bari, Fiera del Levante, 12 settembre 2002 Il programma di Sviluppo Italia

Dettagli

LAUREA SPECIALISTICA IN SCIENZE, TECNOLOGIE E GESTIONE DEL SISTEMA AGRO-ALIMENTARE

LAUREA SPECIALISTICA IN SCIENZE, TECNOLOGIE E GESTIONE DEL SISTEMA AGRO-ALIMENTARE LAUREA SPECIALISTICA IN SCIENZE, TECNOLOGIE E GESTIONE DEL SISTEMA AGRO-ALIMENTARE Classe 78/S - Scienze e Tecnologie agroalimentari Coordinatore: prof. Marco Gobbetti Tel. 0805442949; e-mail: gobbetti@ateneo.uniba.it

Dettagli

Bando regionale Servizi innovativi e strategici per la crescita delle imprese giovanili innovative e creative DGR 9/2013. Bologna, 25 febbraio 2013

Bando regionale Servizi innovativi e strategici per la crescita delle imprese giovanili innovative e creative DGR 9/2013. Bologna, 25 febbraio 2013 Bando regionale Servizi innovativi e strategici per la crescita delle imprese giovanili innovative e creative DGR 9/2013 Bologna, 25 febbraio 2013 caratteristiche dei progetti Obiettivi: sostegno a giovani

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO - COMUNICAZIONE

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO - COMUNICAZIONE REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO - COMUNICAZIONE Adottato con deliberazione Consiglio Comunale n 40 del 2004 (art. 8, c. 2 - legge 150/2000) CAPO I DISPOSIZIONI

Dettagli

CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE

CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ ANNI 2015 2016 2017 1 allegato a) deliberazione del Consiglio di Amministrazione. n. /2015 PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10 MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10 INDICE IL SISTEMA DI GESTIONE DELLA QUALITÀ Requisiti generali Responsabilità Struttura del sistema documentale e requisiti relativi alla documentazione Struttura dei

Dettagli

Il caso di SIPRO Agenzia per lo sviluppo Ferrara

Il caso di SIPRO Agenzia per lo sviluppo Ferrara Competitività, sistema produttivo e infrastrutture. Il caso di SIPRO Agenzia per lo sviluppo Ferrara Gabriele Ghetti, Presidente Piacenza, 27 ottobre 2005 Profilo Soci SIPRO è una Società per Azioni, con

Dettagli

Export Development Export Development

Export Development Export Development SERVICE PROFILE 2014 Chi siamo L attuale scenario economico nazionale impone alle imprese la necessità di valutare le opportunità di mercato offerte dai mercati internazionali. Sebbene una strategia commerciale

Dettagli

PROGETTO REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE

PROGETTO REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE PROGETTO per il finanziamento di progetti di sviluppo di imprese sociali, associazioni e cooperative culturali e sociali, destinati a creare nuova occupazione REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE L iniziativa

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA REDATTA DAL DIRIGENTE SCOLASTICO AL CONTRATTO INTEGRATIVO DI ISTITUTO A.S. 2011/2012. Il DIRIGENTE SCOLASTICO

RELAZIONE ILLUSTRATIVA REDATTA DAL DIRIGENTE SCOLASTICO AL CONTRATTO INTEGRATIVO DI ISTITUTO A.S. 2011/2012. Il DIRIGENTE SCOLASTICO Ai Revisori dei Conti Alle RSU dell Istituto Sede Spett.le A.R.A.N. Via del Corso, 476 00186 Roma integrativo@pec.aranagenzia.it Spett.le C.N.E.L. Viale Davide Lubin, 2 00196 Roma trasmissionecontratti@cnel.it

Dettagli

ARPAT. Politica per la Qualità

ARPAT. Politica per la Qualità ARPAT Politica per la Qualità POLITICA PER LA QUALITÀ La missione di ARPAT L Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT) concorre alla promozione dello sviluppo sostenibile e contribuisce

Dettagli

Ufficio di Servizio Sociale BANDO PUBBLICO PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO. Accompagnamento e integrazione sociale di persone con disabilità

Ufficio di Servizio Sociale BANDO PUBBLICO PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO. Accompagnamento e integrazione sociale di persone con disabilità Prot. nr. 1617 BANDO PUBBLICO PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO Accompagnamento e integrazione sociale di persone con disabilità In esecuzione della Determinazione del Responsabile dell Area Amministrativa

Dettagli

Assistenza tecnica - Azioni per l avanzamento e verifica delle operazioni collegate alla qualità e quantità dei dati presenti nei

Assistenza tecnica - Azioni per l avanzamento e verifica delle operazioni collegate alla qualità e quantità dei dati presenti nei Assistenza tecnica - Azioni per l avanzamento e verifica delle operazioni collegate alla qualità e quantità dei dati presenti nei sistemi informativi di monitoraggio della Regione Azioni di miglioramento:

Dettagli

REGOLAMENTO DEGLI INTERVENTI E DEI CONTRIBUTI

REGOLAMENTO DEGLI INTERVENTI E DEI CONTRIBUTI REGOLAMENTO DEGLI INTERVENTI E DEI CONTRIBUTI (Approvato dal Consiglio di indirizzo in data 16/2/2009) ART. 1 (oggetto) 1. Il presente Regolamento disciplina, ai sensi dell art.2, comma 4, e dell art.17,

Dettagli

Bando per progetti innovativi di ricerca-azione o formazione proposti da reti di istituzioni scolastiche e formative del Trentino

Bando per progetti innovativi di ricerca-azione o formazione proposti da reti di istituzioni scolastiche e formative del Trentino Bando per progetti innovativi di ricerca-azione o formazione proposti da reti di istituzioni scolastiche e formative del Trentino budget disponibile: 200.000 euro termine per la presentazione dei progetti

Dettagli

ForIndLog. Miglioramento della capacità di ricerca ed innovazione delle risorse umane nell ambito della Logistica e del Trasporto

ForIndLog. Miglioramento della capacità di ricerca ed innovazione delle risorse umane nell ambito della Logistica e del Trasporto ForIndLog Miglioramento della capacità di ricerca ed innovazione delle risorse umane nell ambito della Logistica e del Trasporto Fondo Sociale Europeo Misura D.4 Miglioramento delle risorse umane nel settore

Dettagli

FONDI COMUNITARI: OPPORTUNITÀ, STRATEGIE, GESTIONE E RENDICONTAZIONE PER I DIPENDENTI PUBBLICI

FONDI COMUNITARI: OPPORTUNITÀ, STRATEGIE, GESTIONE E RENDICONTAZIONE PER I DIPENDENTI PUBBLICI FONDI COMUNITARI: OPPORTUNITÀ, STRATEGIE, GESTIONE E RENDICONTAZIONE PER I DIPENDENTI PUBBLICI I fondi comunitari non sono solo una fonte finanziaria supplementare ma anche e soprattutto uno stimolo all

Dettagli

LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE. CAMPANIA L.R. n.5 del 28/03/2002 Regolamento P.A.A. Delibera G.R. 3960 del 9/9/2002

LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE. CAMPANIA L.R. n.5 del 28/03/2002 Regolamento P.A.A. Delibera G.R. 3960 del 9/9/2002 LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE CAMPANIA L.R. n.5 del 28/03/2002 Regolamento P.A.A. Delibera G.R. 3960 del 9/9/2002 Anno legislazione: 2002 Oggetto legislazione: promozione del progresso e delle

Dettagli

visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dipendente del comparto Scuola sottoscritto il 26 maggio 1999;

visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dipendente del comparto Scuola sottoscritto il 26 maggio 1999; Protocollo d intesa tra Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (di seguito denominato Ministero) e Istituto Nazionale per l Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (di seguito

Dettagli

PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE

PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE Allegato alla deliberazione di Giunta Comunale n. 289 del 28.12.2011 1 INDICE SEZIONE I - CONTESTO

Dettagli

Avviso pubblico provinciale Attività formative per apprendisti 2012-2014 Scheda progettuale

Avviso pubblico provinciale Attività formative per apprendisti 2012-2014 Scheda progettuale Descrizione degli strumenti e delle metodologie didattiche Lo sviluppo dell attività di formazione degli apprendisti in termini di competenze di base e trasversali sviluppa il suo percorso attraverso incontri

Dettagli

CONVENZIONE 2013-2015. Piano delle attività dell Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

CONVENZIONE 2013-2015. Piano delle attività dell Agenzia delle Dogane e dei Monopoli CONVENZIONE 2013-2015 Piano delle attività dell Agenzia delle Dogane e dei Monopoli 1 Il Piano dell Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il triennio 2013 2015 PREMESSA La novità più significativa che

Dettagli

Protocollo - Punto in Comune

Protocollo - Punto in Comune AVVISO PUBBLICO PER ESPLORAZIONE DI INTERESSE A REALIZZARE SUL TERRITORIO COMUNALE UN POLO FORMAZIONE PER DISABILI SPERIMENTALE. RICHIESTA MANIFESTAZIONE D INTERESSE E SUCCESSIVE OFFERTE TECNICO-GESTIONALI

Dettagli