Produzione di energia elettrica e termica da biomasse solide. L impianto di Gassificazione GenGas da 200 kwe

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1 "#$%&'%(()*+( Produzione di energia elettrica e termica da biomasse solide L impianto di Gassificazione GenGas da 200 kwe aprile 2013 Tecn.Av. srl - Capitale Sociale ,00 i.v. C.F P. IVA SEDE LEGALE ed UFFICIO OPERATIVO: Roma Via Cosseria, 5 Tel Fax pag. 1

2 "#$%&'%(()*+( 1. LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI: LE BIOMASSE La produzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta il futuro dell Energia e dello sviluppo sostenibile. La promozione e l utilizzo delle fonti rinnovabili, il risparmio e l efficienza energetica, la graduale riduzione dell uso dei combustibili fossili sono scelte strategiche ormai acquisite: è fondamentale un intelligente sfruttamento delle risorse naturali quali il sole, il vento, l acqua, il geotermico e le biomasse. Tra tutte queste fonti energetiche pulite, negli anni scorsi vi è stata un ampia diffusione soprattutto delle prime tre (sole, vento ed acqua). L energia solare e quella eolica hanno però grandi limiti nella non programmabilità e non accumulabilità dell energia prodotta; l idroelettrico ha ormai espresso gran parte del suo potenziale e il geotermico per ora si limita come applicazione alla sola energia termica. Oggi le biomasse appaiono essere la risorsa energetica più promettente e sfruttabile nel passaggio tra la attuale economia basata sulle fonti fossili e il futuro; esse sono rinnovabili, disponibili ovunque ed inesauribili, spesso sono sottoprodotti o residui dell industria e dell agricoltura ed in più il loro utilizzo energetico può perfino evitare costosi smaltimenti. Gli impianti alimentati a biomasse ( i gassificatori, come vedremo) producono h24 come le centrali tradizionali e dunque rendono quattro volte più del fotovoltaico e del l eolico; emanano minime emissioni in atmosfera, il loro impatto ambientale è vicino allo zero; sono unità molto flessibili, hanno il vantaggio di potere essere piccoli, diffusi e decentralizzati evitando costosi trasporti dell energia; ed infine cogenerano ossia producono non solo elettricità ma anche calore. Tecn.Av. crede fortemente nello sviluppo delle biomasse, ha sposato questa filosofia e si impegna a fondo nella ricerca e nella diffusione delle migliori tecnologie per il settore. Per questo collabora strettamente con le aziende italiane più innovative e qualificate nella trasformazione della biomassa in energia. pag. 2

3 "#$%&'%(()*+( Le principali biomasse = fonti energetiche rinnovabili di origine organica - legname in tutte le sue forme: residui di potature di ogni tipo, residui della manutenzione del verde pubblico e privato, pulitura argini ecc. - scarti della lavorazione industriale del legno (mobilifici, segherie, ecc.) - sottoprodotti dell attività agricola, paglia, fieni, stocchi, ecc. - reflui, letame e liquami di allevamenti zootecnici bovini, suini ecc. - colture agricole dedicate come sorgo, triticale, canapa, tabacco,canna, miscanto ecc. - colture arboree dedicate come acacia,eucalipto, pioppo ecc, bosco ceduo, abbattimenti controllati, short rotation ecc. - residui dell industria agroalimentare, della molitura, dell olivicoltura, vinacce, sanse, gusci, scarti come il buccino di pomodoro, il pastazzo di agrumi, ecc - frazione organica dei rifiuti urbani (Forsu) I principali parametri da valutare ai fini della valorizzazione energetica sono: " Il potere combustibile o potere calorifico è la quantità massima di energia che si può ricavare convertendo completamente la massa (o volume) di un vettore energetico (ad es. una biomassa); si esprime in cal/kg oppure in cal/nm3. " La percentuale di umidità che nei processi di valorizzazione energetica si trasforma in acqua; essa non dà quindi un contributo energetico, anzi deve essere o utilizzata o smaltita. " La geometria o forma, che ne misura l utilizzo o limita l utilità: di norma sono utili geometrie standard. La determinazione dei parametri di cui sopra risulta fondamentale nella scelta della tecnologia ottimale e nelle ricadute economiche del progetto. pag. 3

4 "#$%&'%(()*+( 2. - IL DM 6 LUGLIO 2012 L Italia, per rispondere agli impegni del protocollo di Kyoto e dell accordo riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, raggiungimento del 20% di risparmio energetico ed aumento al 20% del consumo di energia da fonti rinnovabili -- ha da tempo attivato un regime incentivante che agevola l energia prodotta da fonti rinnovabili. Il DM 6 Luglio 2012 aggiorna il quadro normativo complessivo del periodo per accedere agli incentivi stabiliti e gestiti dal GSE, Gestore Servizi Energetici (si tratta di contributi poliennali molto rilevanti collegati alla produzione energetica). Come previsto il Decreto ha ridotto e calmierato gli aiuti al fotovoltaico ed all eolico, mentre viceversa ha premiato il settore delle biomasse con miglioramenti delle tariffe incentivanti ed un allungamento a 20 anni del periodo di contribuzione, confermandone la priorità e la volontà di creare un quadro molto attrattivo per la fattibilità e la redditività dell investimento. Il decreto ha poi dato alcune definizioni fondamentali delle biomasse, stabilendo che il verde pubblico, l umido della raccolta differenziata, la sansa, le vinacce, gli stocchi, la frutta e la verdura non più commercializzabili, le potature, non sono più considerati rifiuti ma biomasse, e come tali utilizzabili senza particolari autorizzazioni come matrici per produrre energia, generando un duplice vantaggio: Trasformare in ricavi energetici i costi di gestione e di smaltimento Produrre energia da fonti rinnovabili, con indubbi vantaggi ambientali Sinteticamente il DM 6 Luglio 2012 applicato agli impianti alimentati da Biomassa ed in specifico alla nostra tecnologia GenGas, che è stata realizzata in piena conformità alle norme, prevede la possibilità di scegliere tra due tipologie di contratto con il GSE: o Tariffa Omnicomprensiva (TO) che prevede la cessione totale al GSE dell energia netta prodotta che riconosce per 20 anni una tariffa complessiva. o Regime incentivato che prevede di ricevere sempre per 20 anni dal GSE un incentivo sull energia prodotta, ma di rimanere proprietario dell energia scegliendo se utilizzarla in proprio o cederla a terzi. Questo regime produce mediamente maggiori ricavi complessivi ed in molti casi costituisce la scelta più remunerativa. Nel primo caso si ha una garanzia per 20 anni di accedere alla tariffa omnicomprensiva per tutta la produzione elettrica meno il17% che il GSE sottrae forfettariamente come autoconsumo convenzionale dell impianto. Per tale quota del 17% non incentivata è previsto un rimborso alla tariffa minima stabilita dall Authority. Nel secondo caso invece, si riconosce un incentivo sui kwh netti prodotti ed immessi in rete (cioè l 83% di quelli realmente prodotti), ma l energia resta tutta di proprietà dell investitore e pag. 4

5 "#$%&'%(()*+( quindi consumabile in proprio o vendibile a terzi ad una tariffa che è maggiore rispetto a quella riconosciuta dall Authority (mediamente circa 0,10-0,12 /kwh contro 0,07/kWh ufficiale). Sono previste tariffe base a seconda delle matrici ( biomasse) utilizzate: Il Decreto prevede tariffe diverse a seconda delle tipologie di tecnologia impiegata differenziando tra Biodigestione e Biomasse, suddivide l ammontare della tariffa concessa per potenza installata (kwe) e differenzia le matrici utilizzate individuando prodotti di origine biologica, sottoprodotti di origine biologica e rifiuti: Impianti a Biomassa kwe kwe kwe >5000 kwe Prodotti di origine biologica 0,229 0,18 0,133 0,122 Sottoprodotti di origine biologica 0,257 0,209 0,161 0,145 Rifiuti 0,174 0,125 Tabella 1: tariffe base per impianti a biomassa (/kwh) Nel caso dei nostri impianti GenGas con potenza entro i 300 kwe la tariffa base applicata sarà 0,257/kwh (più premialità). Sono previste anche premialità aggiuntive: Impianti a Biomassa CAR Teleriscal. Emissioni filiera Risp. CO2 Prodotti di origine biologica 0,04 0,03 0,02 0,01 Sottoprodotti di origine biologica 0,01 0,04 0,03 0,02 0,01 Rifiuti 0,01 Tabella 2: premialità per impianti a biomassa (/kwh) Per beneficiare della premialità sulla CAR (= Cogenerazione ad Alto Rendimento) o sul teleriscaldamento occorre avere o costruire un progetto intelligente sull utilizzo dell energia termica. Tutti i nostri impianti GenGas soddisfano i requisiti richiesti per le Emissioni e la CO2 e quindi beneficiano delle relative premialità aggiuntive (0,03 + 0,01/kwh). pag. 5

6 "#$%&'%(()*+( 3. - LE TECNOLOGIE PER PRODURRE ENERGIA DA BIOMASSE Le famiglie di tecnologie di trattamento delle biomasse ai fini energetici sono sostanzialmente tre: Biodigestione Processo di fermentazione anaerobica nel quale la biomassa viene omogeneizzata e poi aggredita da una flora batterica di fermentazione che produce un biogas, con un pc medio di kcal/m", utilizzabile in un motore endotermico per produrre energia. Le biomasse devono essere processate con un elevato tenore di umidità, di norma superiore all 80%. La Biodigestione si basa su tecnologie stabili e diffuse ma, presenta alcuni gravi problemi e criticità: " notevole ingombro degli impianti " consumi elevati di acqua e/o liquidi " olezzo del processo Digestato " necessità di trattamento e smaltimento degli scarti È inoltre una scelta interessante solo in presenza di biomasse molto liquide, con oltre il 55-60% di umidità, a cui va aggiunta acqua per arrivare al quantitativo corretto per attivare il processo di biodigestione. Combustione: caldaia e turbina L impianto tipico è composto da una caldaia che brucia biomassa in grandi quantità e produce calore di varia tipologia e temperatura, il quale viene poi utilizzato per alimentare un motoreturbina con rese elettriche complessive variabili tra 8% e 18% netto, in funzione del tipo di turbina utilizzata. La combustione è scarsamente efficiente soprattutto nelle taglie piccole e medie, mentre diventa vincente in impianti di molti Megawatt, ma che hanno sempre dimensioni e costi spesso elevati. La combustione dal punto di vista ambientale comporta un impatto critico a causa delle emissioni generate, fumi inquinanti che sono direttamente correlati al materiale in ingresso che viene bruciato; ed anche un impatto sul territorio per la movimentazione della biomassa in entrata ed per l allontanamento delle ceneri se non si dispone di una discarica autorizzata a servizio dell impianto. Le criticità sono riconducibili a: " necessità di impianti di grande taglia (dai 10 Mwe in su) " necessità di ampi spazi " necessità di ingenti quantitativi di biomassa " problematiche ambientali connesse alle emissioni in atmosfera, alle movimentazioni di materie ed agli smaltimenti delle ceneri " complesso processo autorizzativo pag. 6

7 "#$%&'%(()*+( La Gassificazione La Gassificazione e la Pirogassificazione sono le tecnologie con maggiori potenzialità per la valorizzazione delle Biomasse organiche nella produzione di energia elettrica in impianti di taglia fino ad 1 MWe. La tecnologia è antica e risale alla fine dell 800. In oltre due secoli ha avuto fortune alterne, ma oggi si assiste ad una sua vera e propria rivincita. Infatti la tecnologia concorrente, la combustione con caldaia e turbina, negli impianti fino ad 1 MWe, ha una capacità di conversione del potere combustibile in energia elettrica variabile tra l 8% ed il 18%, contro una resa complessiva del 32-35% del moderno processo di gassificazione con uso di unità motore endotermico/generatore. Nel reattore di gassificazione la matrice organica (biomassa), viene sublimata, ovvero trasformata ad elevate temperature (comprese tra i 550 e gli oltre C) da solida a gassosa in assenza di ossigeno. In questo processo si genera una miscela di gas denominata Syngas, che sebbene abbia un basso potere combustibile (intorno ai p.c.), può essere trattata (cioè filtrata e depurata) e poi valorizzata in un motore endotermico. Il processo non prevede alcuna combustione: nulla viene bruciato e nessuna emissione viene liberata in atmosfera. Poiché la biomassa può essere processata con umidità fino al 45% ma a fine ciclo tutta l umidità in ingresso viene resa come acqua di processo, spesso può essere preferibile trattarla prima della fase di gassificazione, riducendo l umidità a monte tramite trattamento di essiccazione o pellettizzazione. Altre tipologie di processi A livello teorico esistono altre metodologie di produzione di energia da biomassa: dai Biodigestori a secco che utilizzano matrici a basso tenore di umidità, ai distillatori, dai pirolizzatori ai convertitori pirolitici fino ai dissociatori molecolari (ma ad oggi non ancora industrializzati). Al momento risultano industrializzati solo i Biodigestori a secco. pag. 7

8 "#$%&'%(()*+( 4. - LA TECNOLOGIA DI GASSIFICAZIONE PROPOSTA: L impianto di gassificazione GenGas Dalla collaborazione tra ROMANA MACERI (RM) ed Energy Life Group (ELG) e dal know-how di ciascuna delle due società è nato il Prodotto GenGas che contraddistingue una nuova linea di impianti che, su base tecnologica RM, si differenzia, per le soluzioni tecniche e per l industrializzazione e per il livello di automazione. La linea GenGas è progettata con know-how italiano e realizzata interamente in Italia. La tecnologia GenGas introduce delle fondamentali innovazioni nel processo di gassificazione di sottoprodotti di origine biologica che risolvono molti dei problemi classici degli impianti di categoria; inoltre introduce rilevanti modifiche anche nella componente motoristica e di cogenerazione. Tra queste innovazioni citiamo: o Il reattore di gassificazione accetta in ingresso quasi tutte le tipologie di matrici organiche purché con umidità inferiori al 45% e con geometrie un minimo consistenti (non solo polvere). Ciò assicura una grande flessibilità d uso in presenza di un processo di gassificazione comunque stabile e efficiente. o Assicura il miglior rapporto tra consumi e rendimenti, infatti, con meno di 0,8 kg di cippato produciamo 1 kwh elettrico e 2,2 kwh termici (Nella versione DRY accetta tutti i materiali, ma solo in forma pellettata). o Il sistema di generazione del gas è un prodotto innovativo, sviluppato dal partner e protetto da diritti di proprietà intellettuale, non subisce l effetto Klinker (impaccamento della griglia) e produce solo poche tracce di catrami che vengono peraltro smaltite parte nel reattore e parte nelle acque (dell ordine dello 0,15%, circa 3ton/anno). o Una produzione di ceneri molto ridotta: in media un 2% della matrice secca in ingresso al gassificatore, consentendo un facile smaltimento od utilizzo come ammendante. o L innovazione del Kit-Gas, anch essa protetta da proprietà intellettuale, consente di trasformare un motore endotermico diesel in un motore DUAL FUEL, alimentato cioè a Syngas con una minima adduzione di gasolio (circa 600 gr/h per il motore da 125 kwe). Consente di trasformare una vasta gamma di motori sia diesel che ad olio vegetale in motori a gas che abbiano un pc maggiore di 350 e, in specifico, a Syngas da biomassa povera. pag. 8

9 "#$%&'%(()*+( Le linee GenGas sono due distinte: " la prima, Normal, che si alimenta con biomasse organiche tal quali (ossia con elevati tassi di umidità, fino al 40-45%) ma con la necessità di integrazione al 30/40% con matrici solide aventi adeguata geometria in ingresso; " la seconda, denominata Dry, accetta tutti i materiali organici purché lavorati in formato Pellet. L alimentazione in pellets assicura un rendimento alto e stabile del processo di gassificazione e garantisce una riduzione nella logistica e nel trasporto delle materie pari a 5-6 volte gli ingombri rispetto al cippato o anche più rispetto ad altre biomasse come reflui zootecnici. Sono disponibili i seguenti dimensionamenti di potenza: GenGas 50 impianto della potenza di 50 kwe GenGas 100 impianto della potenza di 125 kwe depotenziato per allaccio in - bassa tensione GenGas 125 impianto della potenza di 125 kwe GenGas 200 impianto della potenza di 200 kwe,senza iscrizione al registro - - GSE GenGas 250 impianto della potenza di 250 kwe GenGas 500 impianto della potenza di 500 kwe con 2 moduli da 250 kwe. GenGas 1000 impianto della potenza di kwe con 4 moduli da 250 kwe o L impianto da 50 kwe si allaccia in bassa tensione ed ottiene l autorizzazione con semplice Comunicazione di Avvio Lavori al Comune. o L impianto da 125 kwe, depotenziato a 100 kwe, ha gli stessi vantaggi del 50 kwh, bassa tensione ed autorizzazione con semplice comunicazione. o L impianto da 250 kwe si allaccia in media tensione, ma volendo evitare l iscrizione al registro impianti si può depotenziare a 200 kwe con la sostituzione dell alternatore. In realtà, il 250 kwe ha poi una capacità produttiva di 300 kwe, viene garantito prudenzialmente a 250. o L impianto da 200/250 kwe è dotato di due motori e quindi non si spegne mai. La manutenzione sui motori viene effettuata in tempi differenziati (un motore per volta) in modo tale da garantire una produttività minima di kwe, che derivano dall aumento di potenza del motore in funzione. o L impianto da 250 kwe è soggetto alla PAS (Procedura Autorizzativa Semplificata), pag. 9

10 "#$%&'%(()*+( Caratteristiche e vantaggi specifici del GenGas o Possibilità di alimentare con qualsiasi biomassa organica in qualsiasi formato e con qualsiasi grado di umidità (in alcuni casi con trattamenti pre o post processo). o Alimentazione tal quale nella versione GenGas Normal e con biomassa qualsiasi ma pellettizzata nella versione GenGas DRY (dove si ottiene una riduzione dei volumi della biomassa fino a 6 volte). o La tecnologia GenGas garantisce robustezza ed affidabilità, in quanto è nata per gassificare rifiuti e pneumatici, con oltre 15 anni di esperienza e track record di funzionamento in condizioni critiche. Si ricorda che il GenGas è una versione adatta esclusivamente alle biomasse organiche e non può trattare rifiuti (però può processare con successo l umido della raccolta differenziata ossia la frazione organica soprattutto nelle configurazione DualTech, vedi qui di seguito). o Possibilità di essiccare le matrici in ingresso oppure recuperare l acqua in uscita. Si recupera tutta la quantità di umidità contenuta + il 3% dal processo (ad esempio se abbiamo ton di cippato al 40% di umido in ingresso, otterremo 430 m 3 di acqua di processo). L acqua depurata può essere così smaltita secondo tabella in fognatura oppure riutilizzata per irrigazione o in zootecnia; oppure anche potabilizzata con un idoneo up-grade del depuratore. o Il GenGas, al netto dello stoccaggio delle biomasse, ha ingombri molto contenuti, tra i 25 m 2 (nella versione del 50 kwe) ed i 60 m 2 (per quella del 250 kwe). o La tecnologia GenGas oltre alla flessibilità del lay-out per dimensioni e tipologie, è fornibile in contenitori in C.A.V. manufatto prefabbricato in cemento precompresso insonorizzato, in Container ISO metallici, con tettoia o inserito in un locale tecnico o capannone. o Impatto acustico ridotto ed a richiesta eliminabile totalmente: la soluzione base emette meno di 65 decibel a 7 m; la versione silenziata arriva sotto i 30 decibel a 3 m. Con la soluzione super silent il rumore può essere anche eliminato totalmente o Emissioni inquinanti insignificanti (vedi Parametri ambientali più avanti) e rumore abbattibile secondo necessità. Configurazione dell impianto GenGas L impianto nella sua configurazione base è composto da: Un contenitore/silos per la biomassa con linea automatica di carico Un Gassificatore standard dimensionato per produrre Syngas per alimentare 1-2 motori pag. 10

11 "#$%&'%(()*+( Un sistema di depurazione del Syngas con uno scrambler ad acqua ed almeno un filtro a secco (segatura riciclabile nell impianto) e torcia di sicurezza Uno o più Motori IVECO serie Cursor con alternatore sincrono Due o più scambiatori per recupero calore per ciascun motore Una stazione di controllo ed una cabina elettrica Vista di assieme dell impianto di gassificazione Nei diversi casi specifici, a seconda della tipologia e umidità della matrice, in funzione delle svariate esigenze di sfruttamento dell energia termica l impianto può avere delle dotazioni aggiuntive quali la linea per il trattamento delle biomasse, un sistema di stoccaggio automatizzato e più capiente, un impianto termico specifico con caldaia di back-up, chile ad assorbimento per il fresco, sistema di essiccazione o sistema di depurazione acque reflue ecc. A valle dell impianto, possono essere anche inseriti altri dispositivi di sfruttamento dell energia termica in cogenerazione, trigenerazione o per la ulteriore conversione dell energia termica in energia elettrica. pag. 11

12 "#$%&'%(()*+( Vista contenitore del motore/generatore Dimensioni approssimate degli impianti GenGas L impianto nel suo lay-out base è contenuto in meno di 45 m 2 al netto dello stoccaggio e carico del materiale. Inoltre, essendo composto di quattro sottosistemi, può essere sviluppato con un lay-out su misura a seconda dei casi e delle necessità. Potenza elettrica Lay-out minimo senza stoccaggio in m2 Lay-out stoccaggio 1 settimana in m2 Lay-out complessivo in m2 Lay-out containerizzato 1 settimana autonomia in m2 50 kwe kwe kwe kwe kwe kwe kwe pag. 12

13 "#$%&'%(()*+( Vista e lay-out esemplificativi per un impianto GenGas 200kwe : pag. 13

14 "#$%&'%(()*+( 5.- IL SERVIZIO E LE PRESTAZIONI di Tecn.Av. e di Energy Life Group: Tutti gli impianti GenGas sono offerti chiavi in mano ed il cliente, se non lo desidera, non è costretto ad occuparsi di alcuna incombenza e/o attività. Energy Life Group assume il ruolo di General Contractor e garantisce tutte le prestazioni necessarie per arrivare all allaccio alla rete elettrica ed al raggiungimento delle performance di progetto, nonché fornire tutti i servizi necessari per il mantenimento in funzione (conduzione e manutenzione full service ). Viene offerta anche la possibilità del Full Target, ossia una formula che offre una totale copertura dei rischi garantendo all investitore le ore contrattuali di funzionamento dell impianto (7500) ed il raggiungimento di tutti gli obiettivi del business plan stabilito (garanzia di business plan). L impianto può essere realizzato anche in partnership con Energy Life Group, che può decidere una sua partecipazione in associazione fino al 25% dell investimento. Iter autorizzativo: Le due società congiuntamente si occupano dell intero iter autorizzativo e di tutte le problematiche connesse. L attuale normativa nazionale prevede che gli impianti al di sotto dei 200 kwe siano autorizzabili anche tramite semplice notifica al Comune, mentre quelli sotto 1 MWe che però abbiano un uso del termico (anche parziale) è prevista la PAS (Procedura Autorizzativa Semplificata), ossia una conferenza di servizi convocata dal Comune, a cui intervengono tutti i soggetti preposti, che deve poi deliberare entro 60 gg. pag. 14

15 "#$%&'%(()*+( Prestazioni previste: Verifica di prefattibilità (autorizzabilità dell impianto in relazione al sito prescelto e finanziabilità del soggetto richiedente) Progettazione ed iter autorizzativo: o TICA o preventivo ENEL o altro gestore rete o PAS (Procedura Autorizzativa Semplificata) o A.U. o Pratica con l ufficio delle dogane (autorizzazione per officina elettrica) o Pratica GSE (codifica IAFR e contratto) o Allaccio ENEL o altro gestore Supporto al finanziamento Realizzazione impianto e fornitura Gestione cantiere ed installazione Allaccio e collaudo Avviamento e raggiungimento delle performance attese (superamento del 95%) Conduzione dell impianto Manutenzione full service con garanzia della produzione e del Business Plan (Full Target) Fornitura matrici lignee (facoltativa) 6. PARAMETRI AMBIENTALI DEL GenGas a titolo esemplificativo Un impianto di gassificazione da 200 kwe alimentato a biomassa produce oltre di kwh annui di energia elettrica, circa di kwh di energia termica, consumando tonnellate annue di biomasse varie. " Non produce scarichi, in quanto la biomassa viene essiccata con parte minima del calore di processo, ma solo 40 ton/anno di cenere (poco più di 100 kg/giorno), smaltibile in discarica o reimpiegata come ammendante per agricoltura; e poche tracce di TAR e catrami. " Non vi sono emissioni in atmosfera, tranne quelle dovute al funzionamento dei motori endotermici, che hanno emissioni confrontabili a quelle di uno scooter di ultima generazione che proceda in pianura a 40 km/h. Infatti un ciclomotore produce 90 gr di CO2 per ogni km percorso quindi se ipotizziamo 100 km/gg emetterà 9 kg/gg cioè 3,2 ton/anno. Un impianto di gassificazione da 125 kwe (20 volte la potenza di uno scooter) emetterà meno di 10 tonnellate circa di CO2. Motore montato sul GenGas : qui di seguito una tabella prestazioni ambientali del motore montato sul GenGas, differenziato per le varie taglie di impianto. pag. 15

16 "#$%&'%(()*+( Vantaggi Ambientali 50 kw 100 kw 125 kw 200 kw 250 kw 500 kw 1000 kw Risparmio tonn/anno CO2 Equivalente nuovi alberi piantati In 20 anni di esercizio un impianto GenGas da 200 kwe avrà generato un risparmio in TEP (Tonnellate di Petrolio Equivalenti) pari ad oltre ton., una diminuzione delle emissioni di CO2 di oltre tonnellate che equivalgono ad aver piantato circa nuovi alberi. Avrà fatto così risparmiare milioni di litri di carburante in inutili trasporti, avrà eliminato problemi ambientali ed onerosi costi di smaltimento. Tabella emissioni di legge per impianti di potenza termica inferiore ai 6 MW : Inquinanti DA DECRETO 6 Target Performance standard Luglio 2012 GenGas GenGas Mg/Nm 3 Mg/Nm 3 Mg/Nm 3 NO x (espressi come NO 2) NH 3* 5 2 4,9 CO SO COT Polveri Tabella emissioni di legge, potenziali e standard del gengas Segnaliamo che i valori del DECRETO non riguardano le emissioni consentite, ma quelle più basse che danno diritto ad usufruire delle premialità del GSE come impianto non inquinante. In realtà l impianto produce meno di 300 ppm di NOX e meno di 30 ppm di particolato (il particolato nella combustione del syngas è quasi 0). Per abbattere sotto i 200 ppm di NOX, utilizziamo un abbattitore, ma data la minima quantità di NOX, i costi di gestione sono minimi. Come mostra la colonna Target i risultati possono ancora migliorare adottando ulteriori sistemi di abbattimento a costi sostenibili. Si fa notare che un impianto tradizionale con caldaia a metano o GPL emette mediamente tra i ed i ppm di NOx, ovvero ha emissioni volte superiori ad un impianto di gassificazione GenGas ed analogamente per gli altri parametri inclusa la CO2. pag. 16

17 "#$%&'%(()*+( Dati oggettivi e verificabili su molteplici fonti web, ARPA, Province, Regioni. """""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" pag. 17

18 "#$%&'%(()*+( 7. - PROPOSTA ECONOMICA di massima per impianto GenGas 200 e Business Plan esemplificativo L ipotesi qui di seguito illustrata prevede uno sfruttamento dell impianto basato su: " la vendita integrale dell energia elettrica (regime incentivato GSE vedi pag. 4); " un utilizzo interno di circa il 20% dell energia termica ( riscaldamento e raffrescamento degli ambienti, alimentazione caldaie, ecc); " per il restante 80% di termica si ipotizza la cessione a terzi del per usi diversi; NB: E possibile in alternativa optare di trasformare l energia termica prodotta in eccedenza (fermo restando un certo utilizzo per usi interni da determinare) in ulteriore energia elettrica: ciò si ottiene mediante l istallazione di una turbina a ciclo ORC a bassa entalpia della Zuccato Energia che lavorando sul salto termico da 90 a 60 C, consente di recuperare energia elettrica dall energia termica non utilizzata (circa 8-9% di recupero). Descrizione Descrizione Progetto Unità Valore Costo impianto GenGas (escluso lavori civili, allaccio cabina Enel) IVA TOTALE Investimento Costo impianto Equity (percentuale) % 25,00 Equity Finanziamento Pagamenti Anticipo progettazione ed autorizzazioni anticipo alla accettazione TICA Anticipo Impianto (saldo Equity) SAL forniture in azienda 30% SAL merce pronta in stabilimento 30% SAL consegna impianto 15% SAL collaudo ed allaccio 15% SAL finale al superamento del 90% delle performance contrattualizzate 10% TOTALE pag. 18

19 "#$%&'%(()*+( Alcune note sulla redazione del Business plan o L impianto necessita di meno di 300 ore annue di manutenzione e quindi realisticamente può funzionare fino a ore/anno; nel contratto è prevista una garanzia per ore annue. Questo prevedibile surplus di produzione potrà incrementare sensibilmente i ricavi. o I valori economici espressi sono prudenziali per il numero di ore imputato, per il tasso di interesse bancario sul finanziamento e per la valorizzazione dell energia termica. La biomassa (cippato) è stata calcolata a 90 /ton, per un costo annuale stimato di Importante: nel caso di biomasse da smaltire e/o disponibili gratis (potature, sottoprodotti, forsu ) è evidente il rilevante vantaggio che può risultare nel conto economico. La manutenzione è a 0,034 per kwh prodotto: comprende non solo la manutenzione full service ma anche le garanzie sul mancato guadagno e la polizza Assicurativa. L energia elettrica si ipotizza venga venduta con tariffe rispettivamente di: o 0,12 /kwh per l energia venduta al mercato o 0,085* /kwh per quella venduta ad Energy Life Group *il valore medio zonale dell Authority dell Energia è di norma 0,07 /kwh. L energia termica si ipotizza venga utilizzata per un 20% in autoconsumo dal proprietario ed al 80% venduta con tariffe rispettivamente di: o 0,05 /kwh per l energia utilizzata in proprio o 0,03** /kwh per quella venduta a terzi ** il valore medio del kwh termico prodotto con la miglior efficienza (Metano) è oggi tra i 0,07 ed i 0,09 /kwh. Nei costi si è previsto un incremento dei costi (tasso di indicizzazione medio del 3%) o per la biomassa il prezzo è bloccato per i primi 5 anni come da contratto e poi indicizzato al 3% annuo. o per i costi generali indicizzazione al 3% annuo Analogamente nei ricavi si è previsto un incremento dei ricavi nel valore del termico e dell elettrico con un tasso di indicizzazione del 3% annuo. Previsione di finanziamento del 75% tramite leasing a 8 anni interesse dell 8% pag. 19

20 "#$%&'%(()*+( Business Plan Indicativo dell impianto GenGas 200kwe Il Business plan dell iniziativa è redatto sulla base delle attuali informazioni disponibili ed è composto di 6 distinte tabelle numeriche: La prima è riepilogativa e contiene i principali valori ed indici finanziari dell iniziativa. La seconda contiene i dati annuali dell impianto La terza contiene i parametri economici e di impiego La quarta il risultato economico del primo anno e medio dei 20 anni La quinta simula uno scenario probabile per i 20 anni. La sesta simula uno scenario probabile per ulteriori 10 anni dopo la fine del periodo incentivato. Riepilogo valori economici "#$"%&'&(")*"+"(#+&)&,"+"(*#%($-&'#..&( /#0+-"1"&)#( 2)".3( 45%&-#( 6&0.&(",$"5).&( 7( 899:;:::( <=>".?( 7( 7( EE;FGG;AE9( 7( A;I99;GBA( 7( A;EGI;EFI( <JKL(.&.5%#($#-("(E:(5))"(0>++#00"M"( 7( E;EE9;GB:( 7( <JKL(,#*"&(5))>&($#-("(E:(5))"(0>++#00"M"( 7( EEE;9GB( <JKL/N(*#"($-","(C(5))"(( O5?(J5+P( 5))"( FQB(( 5$$&-.&(RST(8(-5.5(*#U".&(( V( S<($#-("(E:(5))"(0>++#00"M"( V( pag. 20

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