LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1

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1 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA PROGRAMMAZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME La programmazione cofinanziata dal Fondo sociale europeo nel periodo , in linea con le priorità individuate a livello comunitario dalla strategia europea per l occupazione, assegna un ruolo centrale alle politiche volte all adattabilità dei lavoratori e delle imprese. Le Regioni e le Province autonome, sia quelle del centro-nord sia quelle del Mezzogiorno, titolari della programmazione e della gestione delle risorse comunitarie finalizzate all occupazione e alla formazione, hanno condiviso, e pongono oggi in attuazione, la scelta di dedicare linee autonome di intervento allo sviluppo delle attività di formazione per la Pubblica Amministrazione nel più ampio contesto degli interventi rivolti agli occupati, che coprono una parte importante degli investimenti sostenuti finanziariamente dal FSE. Tale scelta trova fondamento in due rilevanti ragioni. In primo luogo, naturalmente, il delinearsi e il progredire di un processo complesso di decentramento alle Regioni e agli Enti locali sia delle funzioni amministrative, sia della competenza a legiferare su diverse materie. Non va dimenticato, infatti, che il negoziato fra Regioni, Amministrazioni centrali e Commissione europea per definire i contenuti e le strategie dell attuale programmazione, si è tenuto a cavallo fra il 1999 e il 2000 e, quindi, in un momento in cui il decentramento amministrativo, avviato con le cosiddette leggi Bassanini e i relativi decreti, entrava nel vivo e poco prima del compimento della discussione e del confronto istituzionale attorno alla revisione del Titolo V della Costituzione. La seconda motivazione è connessa in modo più specifico ai fondi strutturali: essendo stata infatti condivisa e riconosciuta, nel negoziato stesso, la competenza regionale tanto a programmare quanto a gestire le risorse comunitarie, la previsione di programmi a completa titolarità delle Regioni e delle Province autonome ha accresciuto la consapevolezza di un aumento dell impegno gestionale e di coordinamento delle Regioni. I due elementi sopra ricordati hanno chiaramente concorso a determinare la scelta di costruire programmi di intervento articolati, con l obiettivo di migliorare le competenze del personale delle PA tanto a livello regionale quanto a livello delle Province delegate alla gestione. Nel contributo dello scorso anno per il 6 Rapporto, sono state ampiamente illustrate le principali linee di programmazione, tuttavia vale la pena ricordare alcuni elementi utili a definire il quadro nel quale le Regioni/Province autonome hanno articolato la propria programmazione. 1 Il presente contributo si pone in continuità con quello prodotto dal Coordinamento interregionale alla formazione professionale e al lavoro per il 6 Rapporto sulla Formazione nelle Pubbliche Amministrazioni. 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2 PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE In primo luogo, si rammenta che la programmazione comunitaria è costruita su obiettivi strategici. In particolare, quello che guida le amministrazioni titolari di programma rispetto alle Pubbliche Amministrazioni è, a livello generale, quello di promuovere una forza lavoro competente, qualificata e adattabile, insieme a quello di sostenere l innovazione e l adattabilità nell organizzazione del lavoro. Quest obiettivo generale è stato poi declinato, in dettaglio e in modo vario, in ciascun programma regionale (POR) e precisato, fino al livello di tipologia di azione prevista, nelle misure inserite nel Complemento di programmazione (CdP), indicando le categorie di utenza cui far riferimento, le Amministrazioni coinvolte nel processo, le risorse dedicate a questa linea di intervento. Nella programmazione delle Regioni e Province autonome del centro-nord (Obiettivo 3) e per la Regione Basilicata, la Misura dedicata esclusivamente alla formazione nella PA è la D2; per quanto riguarda il Mezzogiorno (Obiettivo1), si avverte che in tutte le Regioni la Misura dedicata è la 3.10, ad eccezione della Regione Sardegna che ha programmato tali interventi nella Misura 3.9. Si precisa infine che la Regione Molise, che in questa programmazione beneficia di un sostegno transitorio, non ha previsto una Misura specifica, ma ha messo in atto le azioni per la PA nella Misura D1 assieme ad altri interventi di formazione continua per occupati. Va sottolineato infatti che la programmazione comunitaria, sebbene basata su linee dedicate di intervento, si caratterizza per una forte integrazione fra le attività, pertanto è necessario tener presente che interventi di cui possa beneficiare, in modo diretto o indiretto, il personale delle Pubbliche Amministrazioni sono previsti e attuati anche in altre Misure dei POR. In particolare, si ritrovano interventi per dipendenti della PA sia nella Misura finalizzata alla formazione lungo l intero arco della vita (lifelong learning), sia in quella rivolta al miglioramento della partecipazione femminile al mercato del lavoro nonché, appunto, nel più ampio contesto delle politiche di formazione continua. Si avverte, infine, che nella Misura dei POR volta allo sviluppo e all implementazione dei Servizi per l impiego sono previste numerose azioni formative del personale dei centri che, ovviamente, dipende da Amministrazioni pubbliche (Regioni e Province). Il contributo al presente Rapporto dà conto delle principali linee strategiche attuate dalle Regioni e dalle Province autonome con il supporto finanziario del FSE nel corso del triennio A tal fine appare utile ripercorrere brevemente alcuni elementi, caratterizzanti la programmazione, comuni alle diverse Amministrazioni. In primo luogo, si ricorda l articolazione degli interventi secondo le tre macrotipologie di azione del FSE, vale a dire azioni rivolte alle persone, azioni di assistenza a strutture e sistemi e misure di accompagnamento. In questo contesto, in linea con l obiettivo di mettere in condizione gli occupati del settore pubblico di rispondere in modo sempre più adeguato ed efficace alla riorganizzazione funzionale e alla maggiore flessibilità gestionale che discendono dal processo di decentramento, il dettaglio delle azioni immaginato dalle Amministrazioni è ampio e originale RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

3 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 Gli elementi comuni possono comunque essere sintetizzati in alcune principali linee di intervento dirette ai funzionari pubblici che si ricordano a titolo esemplificativo: Formazione finalizzata a migliorare la qualità dei processi di programmazione, progettazione e gestione dei servizi pubblici e all acquisizione di competenze gestionali e di coordinamento connesse al decentramento; Adeguamento delle competenze trasversali e tecnico-specialistiche; Adeguamento delle abilità manageriali in materia di politiche del lavoro, programmi comunitari, promozione di progetti territoriali di sviluppo; Interventi per lo sviluppo dei processi di innovazione amministrativa organizzativa e tecnologica; Sostegno alla sperimentazione di nuove forme di accesso e di organizzazione del lavoro (job sharing, job rotation, telelavoro). Per quanto riguarda la programmazione finanziaria, la Tabella 1 fornisce un quadro analitico delle risorse messe a disposizione delle Regioni e delle Province autonome. Le Amministrazioni, nei POR, hanno complessivamente programmato risorse per le linee specificamente dedicate alla formazione e alla riqualificazione del personale delle Pubbliche Amministrazioni (come detto, le Misure D2 e 3.9/3.10) per oltre 285 milioni di Euro; in particolare, in Obiettivo 1 la programmazione ammonta a Euro, mentre in Obiettivo 3 essa sfiora i 175 milioni di Euro. Nel presente contributo, al fine di accompagnare la descrizione qualitativa dell attuazione con la dimensione finanziaria degli interventi si è scelto di dar conto solo dell attuazione di quelle Misure esplicitamente dedicate alla PA, pertanto, per quanto già accennato in relazione ai servizi per l impiego o ad attività inerenti percorsi di carriera femminili ecc., si rinvia ad analisi più approfondite che potranno essere eventualmente svolte nel prosieguo della programmazione. Le risorse per la PA, raffrontate con quanto previsto per il complesso della formazione degli occupati del settore pubblico e del settore privato, ammontano a circa il 17% della formazione continua. Rispetto al totale della programmazione comunitaria per il sono dedicati alla PA il 2,20% dei finanziamenti. Il Grafico 1 evidenzia il peso delle attività considerate rispetto al totale del FSE. Come noto, i finanziamenti strutturali intervengono a complemento di attività programmate dalle Regioni con proprie risorse, pertanto l investimento su questa linea non si configura come marginale bensì piuttosto significativo se considerato in relazione alla priorità per gli occupati nel settore privato, tenendo conto del fatto che le azioni previste sono particolarmente mirate e non generiche. L elemento della complementarietà, caratteristico degli interventi finanziati dall Unione europea all interno della politica di coesione, ha infatti l obiettivo di determinare un effetto moltiplicatore nei territori e quindi di far convergere risorse finanziarie di origine diversa sulla medesima priorità. L ATTUAZIONE FINANZIARIA E FISICA La Tabella che segue mostra l andamento finanziario delle Misure che le Regioni/Province autonome Obiettivo 3 e Obiettivo 1 hanno dedicato alla Pubblica Amministrazio- 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

4 PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE Tabella 1 - RISORSE MESSE A DISPOSIZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME REGIONI/PA PROGRAMMATO PROGRAMMATO PROGRAMMATO % % FSE FORMAZIONE CONTINUA MISURA PUBBLICA AMM.NE Abruzzo ,03% 4,41% Bolzano ,33% 3,51% Emilia-Romagna ,91% 1,52% Friuli-Venezia Giulia ,00% 2,97% Lazio ,13% 2,60% Liguria ,76% 1,35% Lombardia ,02% 1,61% Marche ,54% 2,71% Piemonte ,73% 0,90% Toscana ,67% 2,20% Trento ,22% 5,05% Umbria ,28% 1,82% Valle D Aosta ,31% 2,15% Veneto ,33% 2,37% Totale Ob ,18% 2,11% Basilicata ,38% 0,99% Calabria ,75% 1,98% Campania ,22% 1,34% Molise * Puglia ,66% 1,01% Sardegna ,00% 3,98% Sicilia ,57% 3,44% Totale Ob ,15% 2,35% Totale ,68% 2,20% Fonte: Complementi di programmazione dei POR, * Per la Regione Molise è stato considerato il totale della Misura D1 Risorse destinate alla formazione della PA Altre risorse destinate alla formazione continua Grafico 1 PESO DELLE ATTIVITÀ RISPETTO AL TOTALE FSE Risorse destinate ad azioni diverse della formazione continua RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

5 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 ne. Le quote già impegnate nel primo periodo di programmazione sono state poste a confronto con le risorse complessivamente stanziate per il periodo Analogamente, la Tabella riporta i dati e il confronto con il programmato anche per quanto concerne i livelli di spesa raggiunti. Tabella 2 - MISURE DEDICATE ALLA PA DALLE REGIONI/PROVINCE AUTONOME OBIETTIVO 3 E 1 ANNUALITÀ PROGRAMMATO IMPEGNI PAGAMENTI % % MISURA PA 31/12/ /12/2003 REGIONI/PROV. AUT. OB. 1 OB. 3 A B C B/A C/A ,98% 8,81% ,32% 21,95% Fonte: dati di monitoraggio finanziario delle Regioni/pa Anche al fine di raffrontare i dati delle attuali realizzazioni (31/12/2003) con quanto a base del contributo fornito lo scorso anno, si riportano in Tabella anche gli impegni assunti e le spese sostenute al 31/12/2002. Come si evince dalla Tabella, l attuazione finanziaria della Misura dedicata alla PA risulta, a metà programmazione, particolarmente soddisfacente. Le risorse impegnate corrispondono al 47,32% della Misura e la spesa realizzata è intorno al 22% del programmato. Più nel dettaglio si specifica che la media dell impegno in Obiettivo 3 supera il 63% del programmato. È un dato decisamente significativo e in linea con la media dell impegno delle Regioni dell Obiettivo 3 su tutte le Misure dei POR, che ha raggiunto la percentuale del 65%. Senz altro da segnalare il caso della Provincia autonoma di Bolzano che al risultava aver impegnato il 214,79% delle risorse e che necessariamente, in fase di riprogrammazione dedicherà alla Misura nuove dotazioni finanziarie. Va rilevato ad ogni modo che la metà delle Regioni e Province autonome Obiettivo 3 si trova al di sopra della media del 63%. In Obiettivo 1 si segnalano le Regioni Campania e Calabria che hanno impegnato sinora rispettivamente il 48,02% e il 30,42% e la Sardegna che ha un dato di impegno al 27,9% delle risorse della Misura concorrendo a determinare la media di impegni nell Obiettivo pari ad oltre il 21%. Per quanto concerne la spesa, la media delle Regioni si attesta intorno al 22%: spicca ancora il dato delle Provincia autonoma di Bolzano, che ha raggiunto un livello di pagamenti pari al 76,08% della programmazione sulla Misura, della Regione Piemonte che ha impegnato il 63,08% e, per l Obiettivo1, il dato della Regione Campania (35,5%). Anche la progressione rilevata per gli impegni e per i pagamenti fra il 2002 e il 2003 (si veda il Grafico 2) appare del tutto interessante. L avvio a regime della Misura in molte Amministrazioni ha determinato una decisa accelerazione dell impegno e della spesa. Nello specifico, gli impegni hanno avuto un incremento del 57% circa e i pagamenti un 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

6 PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE Grafico 2 ATTUAZIONE MISURA FORMAZIONE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Impegni Pagamenti aumento del 149%. In particolare, e in linea con l incremento generale, si segnalano la Regione Veneto, che ha raddoppiato il proprio livello di pagamenti e la Regione Umbria, che è passata dal 20,3% al 52,37% degli impegni. Naturalmente l attuazione finanziaria va letta alla luce di una serie di altri elementi che consentono di coniugare elementi di carattere qualitativo all avanzamento efficiente delle Amministrazioni. Tabella 3 - LIVELLI DI GOVERNO PUBBLICO COINVOLTI REGIONE, COMUNI E AZIENDE SANITARIE OPERATORI PARTI SOCIALI E TIPOLOGIA DI LIVELLO DI GOVERNO PROVINCIA AUTONOMA, PROVINCE COMPRENSORI COMUNITÀ MONTANE E OSPEDALIERE DI PUBBLICA SICUREZZA CAMERE ENTI STRUMENTALI DI COMUNI (PROT. CIVILE) DI COMMERCIO Numero di Amministrazioni che hanno attuato per ciascun livello di governo Fonte: indagine attivata presso le Regioni/Province autonome In primo luogo appare utile evidenziare (Tabella 3) quali siano stati i livelli di governo pubblico coinvolti. Si osserva che circa la metà delle Regioni e delle Province autonome ha finanziato interventi per l Amministrazione stessa o per propri Enti strumentali. Si tratta, in larga prevalenza, di interventi complementari ai Piani formativi regionali e che tuttavia si caratterizzano per l innovatività e per un marcato orientamento al miglioramento della qualità dei processi. Si pensi per esempio a progetti di sviluppo organizzativo o diretti all acquisizione di metodologie e strumenti finalizzati all acquisizione e al consolidamento di capacità direzionali e tesi al controllo strategico e di gestione. È il caso per esempio, della Regione Sicilia e anche della Puglia e della Basilicata. Vi sono poi Regioni che hanno finanziato attività variamente diretta al territorio regionale, individuando come beneficiari della formazione sia dipendenti della Regione stessa, sia quelli che appartengono alle Province, ai Comuni, anche associati in comprensori, e alle Comunità montane RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

7 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 In diversi di questi casi, ad esempio nella Regione Marche o in Emilia-Romagna, le attività di formazione sono spesso finalizzate al miglioramento delle funzioni di coordinamento regionale dell attività delegata alle Province e di ottimizzazione dei processi di decentramento. A loro volta le Province, in queste Amministrazioni, mettono a bando e finanziano attività per livelli di governo ulteriori. Sono state infatti sperimentate diverse modalità di coordinamento dei bisogni formativi dei territori, fra queste si segnala la conclusione di specifici accordi di programma con le Province da parte della Regione Campania. Le Amministrazioni che invece hanno dato attuazione ad interventi ad esclusivo beneficio di livelli di governo subregionali hanno intrapreso tale scelta strategica alla luce di una riflessione congiunta con gli Enti locali del territorio circa le priorità di programmazione. Pertanto, sebbene in alcuni casi fossero previsti nei documenti di programmazione, gli interventi a favore della Regione stessa sono stati rinviati al secondo triennio di attuazione e, attraverso gli avvisi per la selezione dei progetti, l offerta è stata diretta a segmenti di utenza prevalentemente appartenente al personale delle Province, dei Comuni e delle Comunità montane, nonché, come si evince dalla Tabella, in alcuni casi, alle parti sociali. Non è ancora possibile fornire informazioni di puntuale dettaglio sul numero di Province e Comuni coinvolti, tuttavia da una prima ricognizione risulta che la formazione è stata promossa a favore di Enti locali di tutte le dimensioni. La Regione Friuli-Venezia Giulia, per esempio, ha emesso un bando per attività di sistema a favore di comuni con meno di abitanti; in particolare, sono finanziati studi connessi alla riorganizzazione della struttura dell Amministrazione comunale interessata anche con l obiettivo di realizzare una progettazione formativa tesa a snellire il funzionamento dell Amministrazione interessata in vista del conseguimento di una maggiore efficacia ed efficienza dell azione amministrativa. Si osserva che se, da un lato gli Enti locali di maggiori dimensioni utilizzano di norma finanziamenti FSE in quota aggiuntiva alle risorse accantonate in applicazione delle norme contrattuali, per i Comuni medio piccoli le azioni finanziate, a fronte di accantonamenti poco significativi, hanno consentito l avvio e la realizzazione di attività il cui fabbisogno rischiava di non essere soddisfatto attraverso l utilizzo di sole risorse proprie. Anche la formazione legata al settore sanitario, sia rivolta agli assessorati regionali competenti sia a favore del personale delle Aziende Sanitarie è stata attuata con successo da diverse Regioni; in particolare si segnalano le esperienze della Provincia autonoma di Trento in campo di monitoraggio della qualità nei servizi di assistenza, nonché finalizzata alla riqualificazione degli operatori nel comparto sanitario e socio-assistenziale. La Regione Calabria, in Obiettivo 1, ha promosso formazione sull E-government sanitario a beneficio di dirigenti e quadri delle ASL, mentre la Regione Valle d Aosta ha dato forte impulso ad attività di formazione relative alla qualità dei processi nel settore, con una particolare attenzione ad aspetti peculiari quali, ad esempio un approccio globale delle terapie del dolore per medici e paramedici dipendenti delle Aziende Sanitarie. Andando più nel dettaglio delle scelte di contenuto riguardo la formazione, si osserva, come evidenziato già lo scorso anno, che numerosi sono gli interventi di formazione tesi a migliorare il rapporto del personale pubblico con l utenza, basti pensare all imple- 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

8 PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE mentazione degli Sportelli unici per le attività produttive; la Regione Abruzzo, ad esempio, nel corso del 2003 ha supportato finanziariamente la realizzazione di attività di formazione per gli Sportelli presso tutte le Province del territorio. L attenzione alla qualità nel processo amministrativo, sino all elemento della relazione con il pubblico, appare molto presente; si tratta di una formazione piuttosto orizzontale, che si accompagna spesso agli interventi di aggiornamento e di adeguamento delle competenze linguistiche e informatiche. Sono diverse le Amministrazioni che hanno scelto di favorire una formazione più specialistica o di livello più elevato: in particolare, le attività finanziate sono tese all incremento delle capacità gestionali, molto spesso connesse all utilizzo dei fondi strutturali che costituiscono un vero e proprio filone di interventi formativi per il rafforzamento delle competenze. In particolare, vale la pena segnalare il grande impulso dato dalle Regioni a interventi di formazione in tema di sviluppo locale e progettazione territoriale integrata sia per funzionari pubblici che per il partenariato sociale, fra queste la Regione Lazio che, attraverso le Province, ha reso disponibili risorse per progetti integrati finalizzate a creare figure professionali, negli Enti locali e nelle parti sociali, con capacità e competenze proprio nei campi appena ricordati. Anche alla formazione a domanda individuale è stata data attuazione da diverse Regioni, in particolare la Regione Toscana ha messo in formazione più di 15 mila soggetti (circa la metà degli avviati sulla D2) attraverso l utilizzo del voucher. Da segnalare due esperienze in tema di azioni di sistema. In Liguria è stata messa a bando un attività integrata che prevede l analisi del fabbisogno formativo dei funzionari regionali e degli operatori pubblici, l accompagnamento nella fase di definizione del percorso progettuale per le iniziative che saranno poi realizzate, assicurando la coerenza con altri interventi formativi regionali, il monitoraggio e la valutazione dei risultati. Altra significativa azione di sistema è quella della Regione Molise che ha dato impulso ad uno studio di fattibilità, realizzato dall Università di Campobasso attraverso l analisi dei fabbisogni formativi, per l avvio di una Scuola regionale di formazione continua per i dipendenti della Pubblica Amministrazione i cui risultati dovrebbero essere disponibili a breve. I dati fisici della Misura per la Pubblica Amministrazione, che si riportano in Tabella e che sono relativi a 17 Amministrazioni su 21, possono fornire una prima e, naturalmente, parziale e sottostimata, dimensione dei progetti messi in campo e dei destinatari coinvolti. Tabella 4 - I DATI FISICI DELLA MISURA PER LA PA PROGETTI APPROVATI PROGETTI AVVIATI PROGETTI CONCLUSI DESTINATARI APPROVATI DESTINATARI AVVIATI DESTINATARI CONCLUSI Fonte: indagine attivata presso le Regioni e Province autonome relativa ai dati di monitoraggio fisico RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

9 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 Considerando che i dati della Tabella sono inerenti ai progetti approvati e avviati, si avverte che in realtà il fabbisogno espresso dalle Amministrazioni e dagli Enti locali dei territori è effettivamente molto consistente e tale da determinare una necessaria selezione delle iniziative progettuali da finanziare in base alle risorse messe a disposizione. Da un punto di vista procedurale va infatti evidenziato come tutte le Amministrazioni procedano sempre attraverso avvisi pubblici di chiamata a progetti per la selezione delle iniziative da ammettere a finanziamento, in linea con quanto previsto per il complesso della programmazione del FSE. I progetti sono chiaramente riferiti sia ad azioni alle persone che a attività rivolte ai sistemi e all accompagnamento. Per quanto concerne i destinatari, invece, si evidenzia che la platea dei soggetti messi in formazione è varia, oltre che vasta, come evidenziato dai dati. In particolare partecipano alle attività formative sia dirigenti e quadri delle Regioni e degli Enti locali, sia personale impiegatizio. Il 2003 è stato per le Regioni l anno della revisione di metà periodo, in cui ciascuna Amministrazione ha proceduto a valutare l andamento dei propri interventi ed ha eventualmente ha stabilito di riorientare o reindirizzare le proprie strategie anche in rapporto alle attività rivolte alla PA. In linea generale, la strategia di intervento sinora messa in campo risulta sostanzialmente confermata. Nello scorso mese di marzo le Regioni dell Obiettivo 3 hanno proposto per l approvazione alla Commissione europea i propri programmi operativi modificati anche nelle dotazioni finanziarie degli assi prioritari. Dal momento che, come si diceva precedentemente, il dettaglio della programmazione, in particolare a livello di Misura, è declinato nei complementi di programmazione, si segnala che le modifiche di tali documenti saranno oggetto dei prossimi comitati di sorveglianza del mese di giugno per cui al momento le scelte non sono ancora note. Si rileva tuttavia che fra le Regioni dell Obiettivo 3 che hanno già approvato il complemento di programmazione, Lombardia e Piemonte hanno già decisamente incrementato la quota finanziaria in dotazione alla Misura D2. In particolare la Regione Lombardia, la cui quota impegnata ammontava al al 91,4%, ha deciso di incrementare la dotazione della Misura di oltre 13 milioni di Euro e la Regione Piemonte, la cui attuazione a livello di impegni risultava essere pari al 99.2% del totale programmato per la Misura, ha assegnato alla Misura risorse ulteriori per circa 9 milioni di Euro. Quelli appena citati sono solo esempi a conferma della rilevanza che anche nella seconda fase della programmazione le Regioni e Province autonome riconoscono alle attività rivolte alla Pubblica Amministrazione. Rispetto ai contenuti delle Misure riprogrammate, si evince una scelta che va nella direzione di affinare sempre più gli strumenti di analisi del fabbisogno anche alla luce delle primissime indicazioni valutative emerse e di individuare, con un livello sempre maggiore di dettaglio, i gruppi bersaglio delle iniziative da attivare. Numerose Amministrazioni intendono rivolgere le attività di formazione a livelli di governo diversi da quelli sinora interessati, attraverso i nuovi bandi, di conseguenza a conclusione degli interventi si prevede che saranno state coin- 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

10 PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE volte tutte le Amministrazioni potenziali beneficiarie degli interventi FSE. A partire dal prossimo anno saranno disponibili i primi risultati di indagini mirate a valutare l efficacia delle azioni formative e di sistema sinora realizzate. I relativi dati saranno preziosi per una prima valutazione dell impatto che gli interventi finanziati dal FSE hanno avuto sulle Amministrazioni pubbliche in questo primo triennio di attuazione, anche in vista di una riflessione più articolata sui contenuti della programmazione post A fronte infatti di primissime indicazioni comunitarie sulla possibilità di finanziare interventi per le Istituzioni e le Amministrazioni in quelle che saranno le Regioni più svantaggiate dell Europa a 25 Stati, in un ottica di acquisizione di capacità amministrative e gestionali, sarà possibile e necessario valutare l eventuale persistere di un fabbisogno formativo da supportare con il FSE anche per le Regioni e le Province autonome che in questi anni hanno accumulato maggiore esperienza e competenze RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

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