Gli Autori. Domagnano SCUOLA PIÙ. Serravalle La Primavera. Fiorentino Il nostro mondo

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1 Gli Autori Domagnano SCUOLA PIÙ Serravalle La Primavera Fiorentino Il nostro mondo QUINTA A Alunni: Alpini Davide Bacciocchi Marco Casadei Luca Ceccaroni Matteo Cenci Beatrice Di Lorenzo Gemma Fiorini Michele Gasperoni Elisa Gatti Gian Marco Macchia Matteo Matteini Thomas Santolini Nicole Terenzi Alessandro Tura Francesca Venturini Jacopo Venturini Tommaso QUINTA B Alunni: Biordi Enea Calesini Luca Ercolani Tommaso Foschi Samuele Guidi Alessandro Guidi Christian Guidi Matteo Magnani Luca Maltoni Martina Meloni Davide Morri Francesca Pelliccioni William Francesco Pio Toccaceli Daisy Tura Sara Verbena Jasmine Zonzini Jasmine QUINTA A Alunni: Alexa Marius Alexandru Angelini Mariadea Bernardi Robin Cecchetti Alice Colonna Andrea Fiorani Leonardo Francioni Giacomo Frisoni Alex Guidi Ilenia Mazza Maria Chiara Mina Asia Molaroni Alessandro Piccanti Valentina Saraga Alessia Sarti Alessia Selva Francesco QUINTA A Alunni: Castellani Pietro Dolcini Federico Fabbri Michele Galassi Marta Marchetti Davide Mularoni Anna Muscioni Sofia Paoletti Stella Penserini Arianna Podeschi Sara Rossi Rosanna Roberta Serra Luca Terenzi Melissa Tomassoni Francesco Viroli Margherita Insegnanti: Ceccoli Morena Montanari Alessandra Insegnanti: Marinelli Cinzia Giardi Mirella Casali Barbara Togni Lorenzo Zanchini Erika Insegnanti: Guidi Marco Insegnanti: Serra Mirella Paci Rosa Zattini Elena

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3 Ringraziamenti Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto: il professor Tiziano Pera per avere gettato in noi insegnanti il seme della curiosità che ci ha portato a sperimentare un nuovo modo di fare scienze; il professor Sandro Casali e gli esperti del Centro Naturalistico Sammarinese per essere da tempo preziosi punti di riferimento per insegnanti e alunni nella conoscenza e valorizzazione dell ambiente naturale; il dottor Rinaldo Renzi per aver creduto nelle potenzialità divulgative della scuola; il Direttore delle Scuole Elementari Francesco Berardi, per aver sostenuto il progetto. Siamo inoltre particolarmente riconoscenti alla Segreteria di Stato per l Istruzione e la Cultura, l Università e gli Affari Sociali, alla Segreteria di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale, la Previdenza, la Famiglia e gli Affari Sociali, le Pari Opportunità e alla Direzione della Scuola Elementare, per aver permesso la pubblicazione del libro. Auguriamo, infine, ai nostri alunni di continuare ad elaborare informazioni, contenuti e conoscenze con una mente critica, poiché una svolta epocale si ha quando non cambiano solo le cose, ma anche le teste per capirle. (V. Foa)

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5 Sommario Presentazioni...pag. 7 Capitolo 1 FACCIAMO SCIENZE...pag. 15 Capitolo 2 VITA DA ZANZARA...pag. 29 Capitolo 3 LA ZANZARA TIGRE A SAN MARINO...pag. 35 Capitolo 4 PROBLEMI E SOLUZIONI...pag. 37 Capitolo 5 LA ZANZARA TIGRE IN PILLOLE...pag. 41 Capitolo 6 ZANZA PUBBLICITA...pag. 43 Capitolo 7 ZANZA QUIZ...pag. 45 Capitolo 8 ZANZA STORIE...pag. 49 Capitolo 9 ZANZA PENSIERI...pag. 123

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7 Presentazione Una proposta da parte del Dipartimento di Prevenzione dell ISS sul problema della diffusione della zanzara tigre a San Marino, un innovativo corso di formazione di scienze per insegnanti, la voglia di sperimentare di un piccolo gruppo di colleghe, l entusiasmo e la fantasia dei bambini: questi sono gli ingredienti del libro Parlano di me. La zanzara tigre tra scienza e fantasia. L insegnamento delle scienze in questa originale esperienza ha visto gli alunni delle classi quinte di Domagnano, Fiorentino e Serravalle della Repubblica di San Marino protagonisti del loro personale processo di apprendimento e i loro insegnanti costanti punti di riferimento nel favorire l acquisizione di abilità e competenze. Nella prima parte del libro sono documentate le esperienze scientifiche, nelle quali avviene l incontro dei bambini con il problema e la formulazione di ipotesi da parte loro per la risoluzione. In questa fase è stato interessante osservare come i bambini utilizzino anche la fantasia per sviluppare le ipotesi e come curiosità e stupore siano sempre presenti nel loro viaggio di scoperta. L incontro con gli esperti è stato il momento per l approfondimento, il confronto e la riflessione sul lavoro svolto. I bambini hanno compreso gli errori che hanno causato il fallimento dei progetti e proprio il risultato fallimentare è divenuto punto di forza dell intera esperienza, consentendo l assimilazione di importanti conoscenze scientifiche sul mondo di un piccolo essere vivente come la zanzara tigre. In seguito è iniziato il lavoro di studio dettagliato inerente alla biologia della zanzara tigre, in tal modo gli alunni hanno preso consapevolezza dell importanza della prevenzione, creando anche simpatici messaggi pubblicitari. L ultima parte del libro raccoglie le storie dei bambini e testimonia, come dall incontro tra scienza e fantasia, possa emergere la competenza sull argomento trattato. La programmazione del progetto è avvenuta considerando l alunno come principale artefice del proprio processo di conoscenza: egli in prima persona ipotizza, sperimenta, osserva, confronta, sceglie, riflette, modifica, risolve. Per questo motivo il progetto è stato realizzato in più fasi di programmazione: inizialmente noi insegnanti abbiamo individuato i principali obiettivi (il ciclo della zanzara tigre e i metodi di prevenzione e di difesa), poi, in itinere, grazie ai contributi scaturiti dalla ricerca laboratoriale nei gruppi di lavoro, abbiamo organizzato le attività successive (incontro con gli esperti, confronto dei progetti, approfondimenti degli argomenti). Possiamo sostenere, dunque, di aver progettato insieme ai nostri alunni, di averli accompagnati nell affascinante universo del sapere e del saper fare, praticando la necessaria pedagogia della lumaca, cioè dedicando il tempo necessario nel rispetto della diversità dei bambini e concedendo a tutti loro la possibilità di sperimentare. 7

8 Durante lo svolgimento delle attività didattiche noi insegnanti abbiamo tenuto un diario di bordo, nel quale abbiamo annotato osservazioni, registrato dinamiche di gruppo, segnalato punti di forza e di debolezza del percorso affrontato. Tale procedura permette di avere, anche a distanza di tempo, una maggiore oggettività del percorso didattico affrontato e contemporaneamente avere una visione d insieme del progetto, indispensabile per raggiungere gli obiettivi preposti. Sono state somministrate agli alunni due prove di verifica: un questionario a scelta multipla per valutare gli apprendimenti e la scrittura di un racconto fantastico per verificare le competenze. Le storie presenti nel libro sono quindi le verifiche di competenza degli alunni, sono state svolte al termine del progetto e testimoniano come abbiano raggiunto una buona competenza dei contenuti affrontati, poiché hanno saputo rielaborare in modo creativo le conoscenze, trasferendole in una situazione differente rispetto a quella in cui hanno appreso. Questo lavoro d equipe ha entusiasmato i bambini che si sono sentiti coinvolti nella progettazione e narrazione delle proprie esperienze, nel confronto delle idee, nella discussione e nelle esercitazioni pratiche in laboratorio o sul campo. Ha entusiasmato anche noi insegnanti perché lavorare in gruppo è gratificante, rassicurante e ci ha arricchito notevolmente. È con viva soddisfazione che il progetto di scienze sulla zanzara tigre si è trasformato in un libro, che speriamo possa contribuire a diffondere un messaggio efficace sull importanza della prevenzione, per evitare la proliferazione delle zanzare nei nostri piccoli spazi domestici e in tutto il nostro territorio, ma ci auguriamo possa anche divertire come è accaduto ai suoi autori. Le insegnanti: Morena Ceccoli, Mirella Giardi, Rosa Paci, Elena Zattini

9 La zanzara della scuola nuova Prof. Tiziano Pera I pensieri spesso ronzano nella testa come zanzare nell aria, poi tutto si da una regola e ne nascono idee, racconti e poesia. Prego il lettore di cogliere la novità di questo piccolo prezioso libro per il quale vale la pena di fermarsi un attimo e di regalarsi un po di tempo, per gustarne la sostanza e il profumo di nuovo. Se infatti non è una novità che la scuola sappia a volte produrre informazione al servizio della comunità, è decisamente inconsueta una scuola che porti i bambini a costruirsi competenza. Leggendo La zanzara tigre tra scienza e fantasia è infatti possibile sentire come l aria della scuola sia tagliata da un ronzio costante, come se gli insetti di cui si parla avessero ricevuto l ordine di rompere la monotonia del tempo-scuola e l assordante vociare che si fa sul sistema formativo. In realtà il ronzio di una scuola diversa esiste nel sottofondo, anche se spesso è avvolto nel silenzio inquietante che non riesce a tagliare l aria. Il silenzio di cui parlo è ad esempio quello che ricopre una serie di parole, modi di dire o verbi che dovrebbero qualificare la nostra scuola, come centralità dell allievo, apprendere, assimilare, esperimento, esperienza, insegnare per competenze, diritto di cittadinanza. Molti accettano che l allievo sia posto al centro del processo di insegnamento apprendimento ma poi invece di educarlo ad assumersi questa responsabilità, finiscono per istruirlo assegnando la vera centralità al programma e all insegnante. Apprendere può essere anche operazione passiva mentre assimilare implica una trasformazione di sé e di ciò che si è appreso tanto da farlo diventare simile a noi, come accade per gli alimenti che si trasformano in sangue, carne ed energia a nostra disposizione. Un esperimento deve per sua natura essere riproducibile mentre una esperienza è di per sé irripetibile: occorre dunque distinguere questi due tipi di didattica laboratoriale ed è subito chiaro quale sia l importanza di accompagnare i bambini a frequentare entrambe le strutture per imparare facendo invece di eseguire passivamente istruzioni operative. Insegnare per competenze è, seppur in estrema sintesi, occuparsi di tutto questo perché il bambino impari ad affrontare le cose della vita come problemi da risolvere in autonomia, richiamando all occorrenza gli apprendimenti ma anche le esperienze e, con queste, anche tutte le altre risorse necessarie allo scopo (motivazione, assunzione di responsabilità, coscienza di sé, spirito di collaborazione, controllo della propria metacognizione, ecc.). Ebbene in questo libro vi è tutto questo! Ed è per allertare i nostri sensi verso qualcosa che ci sta ronzando intorno che occorre leggerlo: agli insegnanti di scuola viene esplicitamente chiesto di certificare le competenze ma come possono salvarsi dal vociare spesso inconcludente che accompagna questa richiesta? Come liberarsi dall impressione diffusissima che l introduzione del termine competenza alimenti semplicemente l ennesima moda ricorrente nella scuola che finisce per creare più confusione che reale innovazione? 9

10 Leggendolo ci si accorge subito che questo piccolo, importante libro non testimonia una moda: come il lettore può verificare, esso costituisce un convincente e concreto esempio di scuola per competenze, che non corrisponde affatto a quella che funziona per obiettivi di apprendimento, cioè a quella che abbiamo vissuto e sperimentato fino ad oggi. Il ronzio si fa allora messaggio e le parole abbandonano il silenzio per disegnare panorami e circostanze scolastiche ricche di senso. Il progetto La zanzara tigre tra scienza e fantasia mostra una scuola che persegue la centralità dell allievo che apprende frequentando esperienze di vita quotidiana, scoprendo l importanza di contenuti, concetti e abilità all interno di molteplici contesti di senso : quello della didattica d aula, quello delle aree disciplinari, quello dell esperienza di lavoro sul campo, quello che è dettato da un problema vero da affrontare e possibilmente da risolvere e quello che riguarda la comunicazione rivolta alla informazione a vantaggio della cittadinanza. Naturalmente aiutare un bambino di scuola elementare a costruire delle proprie competenze così che possa comunicare il proprio sapere ad altri significa accompagnarlo ad assimilare non solo per ripetere o per rispondere alle interrogazioni scolastiche, ma per progettare una possibilità di azione e decidere come sia possibile realizzarla effettivamente. Bambini che progettano sistemi per catturare insetti a scopo di studio e che, invece di limitarsi ad ascoltare passivamente la relazione di un esperto, la prevengono ricorrendo ad apprendimenti ed esperienze personali per formulare domande utili al proprio scopo mostrano di prendere le cose molto sul serio e di lavorare con il piacere di chi è davvero protagonista: bambini così mostrano di studiare per costruirsi competenza. D altra parte è pur vero che una Istituzione intenzionata ad informare i propri cittadini su una certa tematica affiderebbe il compito di preparare dei materiali divulgativi ad un professionista che sappia il fatto suo: la pubblicazione di questo libretto costituisce dunque il pieno riconoscimento della competenza di cui ho detto. Queste sono le ragioni per le quali credo importante fare i complimenti alle insegnanti che hanno accompagnato i bambini a costruire questo esito. Per la verità un gruppo di formatori dell associazione Il Baobab, l albero della ricerca che presiedo, ha lavorato con le autrici del libro nell ambito della serie di incontri denominata Facciamo Scienze per piacere e organizzata dalla Direzione Scuola Elementare della Repubblica di San Marino. E anche vero che nel corso degli incontri abbiamo condiviso il recupero di senso legato alle parole che ho citato in precedenza (competenza, assimilazione ecc.): si potrebbe dunque pensare che questo libro costituisca un esito del nostro comune lavoro e tuttavia io penso che non sia così. Conta poco mettere a dimora i semi ed accudirli: se il terreno non è fertile di suo, i semi non danno frutti. Ecco perché credo sia giusto che gran parte del merito di questa importante operazione di autentica riqualificazione del lavoro scolastico vada agli insegnanti che hanno saputo liberare i bambini dalla scuola del programma per accompagnarli alla scuola della cittadinanza consapevole a cui il programma deve essere asservito. Credo però anche che vi sia un altra parte di merito che, complementare a quella degli insegnanti, va assegnata alle Istituzioni ed ai responsabili che dirigono la Scuola Elementare sammarinese: è infatti chiaro che senza la loro convinta attenzione e senza la loro sensibilità rispetto ai bisogni di una scuola rinnovata questo libro non ci sarebbe e così i pensieri, le idee, i racconti e la poesia che lo attraversano sarebbero restati fili separati tra loro, privi di qualsiasi regola a dare tessuto come semplici ronzii che non fanno musica. 10

11 Premessa Segretari di Stato La pubblicazione di questo lavoro è frutto della collaborazione fra il mondo scolastico e sanitario. Riteniamo che sia un ottimo risultato che testimonia come un approccio multidisciplinare ed il coinvolgimento diretto dei bambini delle scuole elementari possa rivelarsi una strategia vincente per favorire, attraverso una corretta informazione, la prevenzione di malattie trasmesse dalla zanzara tigre. Tale iniziativa fa parte di un progetto più ampio di educazione alla salute, in quanto è ormai ampiamente dimostrato che un concetto chiave della promozione della salute è proprio lo sviluppo della capacità della comunità di gestire i determinanti della propria salute/benessere/qualità di vita. La scuola diviene, quindi, un contesto privilegiato in cui ragazzi e famiglie possono acquisire conoscenze sui fattori di rischio per la salute e sviluppare quelle abilità necessarie verso comportamenti nocivi, nonché attivare specifici interventi di prevenzione. Auspichiamo che questa bella esperienza vissuta da alcuni bambini e insegnanti in sinergia con gli esperti del settore sanitario possa essere approfondita e sviluppata, ognuno per le proprie competenze e sensibilità, da tutti gli studenti e insegnanti delle nostre scuole, per creare un vero e proprio laboratorio scientifico utile per fare vera prevenzione a partire dalle più giovani generazioni, perché prevenire è meglio che curare. IL SEGRETARIO ALLA SANITA Claudio Podeschi IL SEGRETARIO ALL ISTRUZIONE Romeo Morri 11

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15 Capitolo 1 Facciamo Scienze Che cosa sappiamo della zanzara tigre? Durante l estate noi bambini abbiamo letto il libro Zanzare, che fare? curato da Claudio Venturelli, per il Servizio Sanitario Regionale dell Emilia Romagna. Ora grazie all esperienza e alle conoscenze personali realizziamo un brainstorming. Vola di giorno È bianca e nera Riconosce l uomo grazie al calore, all umidità, agli odori e alle vibrazioni che emette Le serve l acqua per deporre le uova E un insetto ZANZARA TIGRE Preferisce spazi riparati dal vento, freschi ed ombreggiati Il maschio si nutre di nettare Quando pizzica inietta un liquido anticoagulante Rientra nella catena alimentare di molti animali Pizzica solo la femmina Può trasmettere malattie La femmina si nutre di sangue che le serve per far maturare le uova Grazie alla discussione e al confronto in classe è sorta in noi la curiosità di osservare dal vero il ciclo vitale della zanzara tigre; sono nati così diversi progetti di ricerca scientifica rivolti a soddisfare i nostri interrogativi. Riportiamo alcune esperienze in cui i protagonisti siamo stati noi bambini: abbiamo infatti costruito autonomamente le nostre conoscenze, mentre le insegnanti ci hanno accompagnato e sostenuto in questo speciale viaggio nel mondo della zanzara tigre! 15

16 Situazione Problema Come possiamo osservare il ciclo vitale della zanzara tigre? 1. Formiamo gruppi di lavoro 2. Formuliamo ipotesi per risolvere il problema 4. Realizziamo un progetto 3. Scegliamo l ipotesi più interessante 5. Diamo un nome al nostro progetto Situazione-problema Nome del progetto Progetto (disegno e spiegazione) Come possiamo osservare il ciclo vitale della zanzara tigre? MISSIONEZANZA MATERIALE: fondo di bottiglia con acqua, un piccolo ombrello, lente d ingrandimento, tulle. PROCEDIMENTO: Collochiamo il fondo di bottiglia con un po d acqua nei boschetti della scuola, riparato da un ombrello per proteggerlo dalle intemperie. Controlleremo ogni giorno e, se con la lente d ingrandimento, vedremo le uova o le larve di zanzara tigre, porteremo il fondo di bottiglia in aula, lo copriremo con il tulle e attenderemo che il ciclo vitale si completi. Ipotesi Le zanzare tigre deporranno le uova nel fondo di bottiglia collocato nei boschetti, in seguito potremo osservare in aula le fasi del ciclo vitale. Situazione-problema Nome del progetto Progetto (disegno e spiegazione) Come possiamo osservare il ciclo vitale della zanzara tigre? IL CATTURATORE 1) Mettiamo l acqua dentro la bacinella. 2) Collochiamo il nostro progetto fuori, sotto il portico. 3) Quando vedremo le uova di zanzara tigre a filo d acqua, copriremo la bacinella con la pellicola trasparente. 4) Successivamente in aula osserveremo il ciclo vitale della zanzara tigre. Ipotesi Le zanzare tigre deporranno le uova nell ambiente creato da noi bambini. 16

17 Situazione-problema Nome del progetto Progetto (disegno e spiegazione) Ipotesi Come possiamo osservare il ciclo vitale della zanzara tigre? COME CRESCONO LE LARVE MATERIALE: barattolo di vetro, lente d ingrandimento, acqua del fosso che scorre nel parco della scuola, zanzariera, elastico. FASI DI LAVORO: Riempiamo il barattolo di vetro con l acqua del fosso. Collochiamo il barattolo vicino al fosso. Aspettiamo e controlliamo ogni giorno. Se le zanzare tigre faranno le uova, le osserveremo con la lente d ingrandimento. Porteremo il barattolo con le uova in classe e lo chiuderemo con la zanzariera in attesa che si compia il ciclo vitale. Aspettiamo che la zanzara tigre entri nel barattolo e faccia le uova nell acqua. Situazione-problema Nome del Progetto Progetto (disegno e spiegazione) Come possiamo osservare il ciclo vitale della zanzara tigre? TRAPPOLA PER ZANZARE TIGRE Prendiamo un barattolo lo riempiamo con acqua del rubinetto, poi catturiamo qualche zanzara tigre che vola nel parco della scuola. Mettiamo le zanzare catturate dentro il barattolo. Chiudiamo il barattolo con un bicchiere di plastica bucherellato. Aspettiamo che le zanzare tigre depongano le uova e che il ciclo vitale abbia inizio. Ipotesi Mettiamo dell acqua in un barattolo, catturiamo qualche zanzara e vediamo se fanno le uova. Le zanzare tigre troveranno l ambiente adatto per il loro ciclo vitale. Ora siamo pronti a realizzare i progetti ideati e a verificare le ipotesi formulate. Quotidianamente completeremo la tabella di osservazione. 17

18 Le nostre osservazioni PROGETTO: MISSIONE ZANZA LUOGO: SIEPE DEL PARCO Data 5/10/2010 Data 6/10/2010 Data 7/10/2010 Data 8/10/2010 Abbiamo realizzato il progetto e l abbiamo collocato nella siepe del parco della scuola. L ombrello è volato nel prato. Nell acqua ci sono foglioline e alcune chiocciole attaccate alla parete del contenitore. Nell acqua ci sono bacche, foglioline e moscerini. La situazione è identica a quella di ieri. Data 11/10/2010 Data 12/10/2010 Data 13/10/2010 Data 14/10/2010 Data 15/10/2010 Non ci sono novità. La situazione è invariata. L acqua è diminuita, ma non ci sono novità. Niente di nuovo. Ci sono 12 C e c è nebbia. Nel fondo di bottiglia sono cadute alcune foglie, ma non ci sono uova di zanzara tigre. 18

19 PROGETTO: IL CATTURATORE LUOGO: FUORI DALL AULA, SULLA SCALINATA ESTERNA Data 5/10/2010 Data 6/10/2010 Data 7/10/2010 Data 8/10/2010 Abbiamo realizzato il progetto e collocato la bacinella di fuori, sulla scalinata esterna. Sull acqua non galleggia niente, sul fondo della bacinella c è un po di terra. Nell acqua galleggia un insetto morto. Galleggiano moscerini e polvere. Una cavalletta nuota sull acqua: l abbiamo liberata. Data 11/10/2010 Data 12/10/2010 Data 13/10/2010 Data 14/10/10 Data 15/10/2010 Ci sono dei puntini bianchi che galleggiano. Ci siamo chiesti di che colore sono le uova di zanzara tigre. Decidiamo di fare una ricerca su Internet. Abbiamo scoperto che le uova di zanzara tigre sono piccole e scure, per cui non ci sono uova nel Catturatore, c è però una zanzara tigre morta. È annegata un altra zanzara tigre. Non ci sono novità. Sono caduti in acqua polvere, moscerini e granelli di terra, ma non c è traccia di uova. 19

20 Le nostre osservazioni PROGETTO: COME CRESCONO LE LARVE LUOGO: FUORI VICINO AL FOSSO CHE SCORRE NEL PARCO DELLA SCUOLA Data 4/10/10 Data 5/10/10 Data 6/10/10 Data 7/10/10 Data 8/10/10 Abbiamo riempito il barattolo con l acqua del fosso che scorre nel nostro parco. Nell acqua ci sono diversi pallini marroni e una foglia. Nell acqua c è una scolopendra morta, due foglie e ancora moltissimi puntini marroni. Alcuni puntini stanno prendendo una forma allungata, in superficie nuota un sottile verme rosso. È rimasto tutto uguale tranne il vermicello che è diventato marroncino e più grande. Decidiamo di chiudere il barattolo e portarlo in classe. Forse i pallini neri sono uova di zanzara tigre. Il vermicello si è allungato, invece i pallini neri sono rimasti uguali. Data 11/10/10 Data 12/10/10 Data 13/10/10 Data 14/10/10 Vediamo un nuovo puntino nero più grosso. Non è nato nulla. La situazione non è cambiata. Nulla di nuovo nel nostro barattolo. Come il giorno precedente. 20

21 PROGETTO: TRAPPOLA PER ZANZARE TIGRE LUOGO: SU UNA MENSOLA IN AULA Data 4/10/10 Data 5/10/10 Data 6/10/10 Data 7/10/10 Data 8/10/10 Abbiamo catturato tre zanzare tigre e le abbiamo chiuse in un barattolo con poca acqua del rubinetto. Una zanzara è morta. Nell acqua ci sono numerosi puntini bianchi. Le due zanzare tigre rimaste sono ancora vive. Nell acqua ci sono numerosi puntini bianchi Non è cambiato nulla. Ci sono ancora due zanzare vive. Nell acqua galleggiano i pezzi della zanzara morta. Ci sono puntini bianchi e neri e dei filamenti bianchi. Data 11/10/10 Data 12/10/10 Data 13/10/10 Data 14/10/10 Sono morte tutte le zanzare; sono diminuiti i puntini bianchi e neri. Ci poniamo alcune domande: perché sono morte le zanzare? Di che colore sono le uova? Le uova galleggiano o stanno sul fondo? Nell acqua ci sono sempre puntini bianchi e neri. Idem. Nulla di nuovo. 21

22 Incontriamo gli Esperti Giovedì 14 Ottobre 2010, presso la sala del castello di Domagnano, i nostri insegnanti hanno organizzato, un incontro informativo sulla zanzara tigre con i seguenti esperti: Dott. Sandro Casali, biologo del Centro Naturalistico Sammarinese, Dott. Renaldo Renzi, biologo del Dipartimento Prevenzione dell ISS, Dott.Claudio Venturelli, entomologo del Dipartimento Sanità Pubblica Azienda Usl di Cesena. Durante l incontro noi bambini abbiamo avuto la possibilità di ampliare le nostre conoscenze, fare domande e chiarire i dubbi, osservare allo stereomicroscopio i vari stadi del ciclo vitale della zanzara tigre e confrontare i nostri progetti. Il prof Sandro Casali illustra le caratteristiche principali della zanzara tigre. Il dott. Renaldo Renzi e il dott. Claudio Venturelli spiegano l importanza della prevenzione. 22

23 Osserviamo uova, larve e pupe di zanzara tigre con la lente d ingrandimento e allo stereomicroscopio. 23

24 Confrontiamo i nostri progetti Durante l incontro con gli esperti abbiamo confrontato i nostri progetti e abbiamo colto alcune somiglianze, ma anche importanti differenze. Noi a Domagnano Abbiamo catturato le zanzare tigre nella pineta della scuola. Le abbiamo chiuse in un contenitore con terra, fiori e pigne, pensando di fornire loro il nutrimento. Le zanzare tigre catturate sono comunque morte senza deporre le uova. Noi a Fiorentino Non siamo riusciti a catturare le zanzare tigre, perché non si vedevano volare. Abbiamo sistemato la trappola nel parco della nostra scuola. Abbiamo usato un ombrello come protezione dalle intemperie. Noi a Serravalle Abbiamo utilizzato l acqua del fosso che scorre vicino alla nostra scuola. Abbiamo catturato le zanzare nel parco della scuola. Le zanzare tigre catturate sono morte senza deporre uova. Le trappole ideate non hanno funzionato: non abbiamo potuto osservare il ciclo vitale della zanzara tigre, ma abbiamo ricavato importanti informazioni sulla sua vita. Confrontiamo i nostri progetti. 24

25 Abbiamo scoperto che gli esperti per monitorare la presenza della zanzara tigre sul territorio, utilizzano le ovitrappole. Le ovitrappole sono dei contenitori in plastica neri di 500 ml circa (tipo vasi per piantine non forati) riempiti di acqua, al cui interno viene posizionata una listella di masonite (o legno) sulla quale, appena sopra il livello dell acqua le zanzare depongono le uova, che vengono poi riconosciute osservandole allo stereomicroscopio. Alcuni progetti da noi ideati potevano funzionare! In Primavera sperimenteremo anche noi le ovitrappole, ma facendo molta attenzione a non contribuire alla diffusione della tigre. La prevenzione prima di tutto. 25

26 Le Nostre Conclusioni Dopo aver incontrato gli esperti, al nostro ritorno in classe, abbiamo formulato le conclusioni, ma soprattutto abbiamo compreso perché i nostri progetti non hanno funzionato! MISSIONE ZANZA Il nostro esperimento non è riuscito perché: - è freddo, la temperatura non ha mai superato i 15 C ; - siamo in Autunno, le ore di luce sono poche ( ne servono almeno undici); - non abbiamo pensato al nutrimento. Gli aspetti positivi del nostro progetto sono stati: - sistemare la trappola nei boschetti; - mettere l acqua nel fondo di bottiglia. L ovitrappola sarebbe stata più efficace per osservare il ciclo vitale della zanzara tigre. IL CATTURATORE Il nostro esperimento non è riuscito perché: - è freddo, la temperatura non ha mai superato i 15 C; - sono poche le ore di luce (ne servono almeno undici). Gli aspetti positivi del nostro progetto sono stati: - scegliere un recipiente scuro; - mettere l acqua sul fondo della bacinella; - collocare la trappola vicino alle classi (bambini = sangue = nutrimento per la zanzara). Non è facile ricreare le condizioni ambientali adatte a riprodurre il ciclo vitale della zanzara tigre. 26

27 TRAPPOLA PER ZANZARE COME CRESCONO LE LARVE Il nostro esperimento non è riuscito: le zanzare tigre sono tutte morte in una settimana senza deporre uova. I pallini bianchi sul fondo del barattolo, che noi ritenevamo uova di zanzare tigre, in realtà erano sostanze presenti nell acqua. Abbiamo scoperto che le uova ad occhio nudo si vedono appena, sono nere e stanno sul pelo dell acqua. Inoltre alle zanzare catturate mancava il cibo per sopravvivere ed era necessario che pungessero qualcuno: il sangue permette di far maturare le uova e successivamente avrebbero potuto deporle, sempre che fossero state zanzare tigre femmine!! La nostra trappola non ha funzionato, le zanzare tigre non hanno deposto le uova forse perché fuori era già troppo freddo. La trappola è risultata perfetta per le larve dei moscerini (chironomidi), nell acqua infatti nuota un piccolissimo vermicello rosso. Il nostro barattolo inoltre era trasparente, abbiamo saputo dagli esperti che era meglio utilizzare un contenitore nero, più simili ad una cavità naturale, era inoltre necessario inserire un listello di compensato per poter poi osservare da vicino le uova. 27

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29 Capitolo 2 Vita da Zanzara ZANZARA TIGRE Il suo nome scientifico è Aedes albopictus E un insetto appartenente all ordine dei ditteri caratterizzato dall avere un solo paio d ali adatte al volo- 29

30 Ama vivere al riparo dal vento, in luoghi freschi e ombreggiati, nei prati e nelle siepi. Vive bene nei centri urbani poiché trova l ambiente adatto per riprodursi nei tombini stradali, nelle griglie di scolo e nei contenitori di ogni genere. 30

31 Catena Alimentare (Rete Trofica) La zanzara tigre rientra nella catena alimentare di molti animali: pesci, anfibi, uccelli e pipistrelli. Le larve di zanzara in acqua si nutrono di alghe, batteri e microrganismi. Le zanzare adulte si nutrono di sostanze zuccherine che succhiano dai fiori e dai frutti, ma le femmine anche di sangue che serve loro per far maturare le uova. 31

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