CONFIDI, UN SISTEMA DA 21 MILIARDI DI GARANZIE PER LA PRIMA VOLTA IN CONTRAZIONE

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1 COMUNICATO STAMPA Il Sistema Confidi al centro dello studio curato da Fondazione Rosselli, Gruppo Impresa, Unicredit in collaborazione con l Università degli Studi di Torino CONFIDI, UN SISTEMA DA 21 MILIARDI DI GARANZIE PER LA PRIMA VOLTA IN CONTRAZIONE In 10 anni ai confidi 2,6 miliardi dalle Regioni ma dimezzati nell ultimo triennio Brescia, 17 giugno confidi di primo grado che hanno rilasciato nel 2011 garanzie per 21 miliardi di euro a beneficio di 1,28 milioni di imprese associate: la fotografia al 31 dicembre del dato nazionale riconosce l utilità dei confidi e ne rileva le difficoltà, per la prima volta è in calo lo stock di garanzie e risultano in perdita sia i confidi 106 che 107. Nonostante il sistema continui a servire un importante numero di imprese la finanza pubblica regionale ha ridotto il proprio impegno negli ultimi anni. Queste sono le prime evidenze dello studio Confidi: efficienza, sostenibilità e intervento pubblico curato e promosso da Fondazione Rosselli, in collaborazione con Gruppo Impresa, UniCredit, Università degli Studi di Torino, e con il patrocinio della Camera di Commercio di Milano. La ricerca coordinata dal prof. Marco Nicolai, direttore scientifico dell Istituto per la finanza innovativa pubblica di Fondazione Rosselli, è stata condotta analizzando l universo dei confidi sulla base delle risultanze contabili di oltre 350 confidi attivi (300 confidi non vigilati e 54 confidi vigilati), di rilevazioni di monitoraggio specifiche, in base alla ricostruzione del quadro normativo e di tutti gli atti amministrativi dei governi regionali oltre che delle informazioni tratte dalla banca dati UniCredit. La Fondazione Rosselli ha inteso offrire, con questa ricerca, un contributo al sistema pubblico per affrontare il problema della contrazione del credito alle imprese spiega Marco Nicolai. L utilità dei confidi L incidenza delle garanzie sui finanziamenti bancari alle PMI con meno di 20 addetti è fortemente aumentata nel quinquennio 2007/2011, passando da 9,78 al 12,29%. L analisi svolta dall Ufficio Italy Research di UniCredit su piccole imprese, di cui il 19% assistito da garanzia confidi, ha inoltre evidenziato che nella fase più acuta della crisi, la presenza di un confidi ha diminuito la probabilità dell impresa di incorrere in situazioni di tensione finanziaria. Durante la fase più acuta della crisi finanziaria, quando i modelli di scoring e i sistemi di rating diventavano meno informativi essendo basati su indicatori pro-ciclici, l azione dei confidi ha favorito il finanziamento delle piccole imprese grazie alla riduzione delle asimmetrie informative. Per le banche i confidi sono portatori di una garanzia implicita (valore segnaletico) oltre che esplicita (valore della garanzia).

2 Un sistema in evoluzione che sperimenta nuovi modelli organizzativi Il processo delle fusioni sembra rallentare, se il numero medio delle operazioni in tutto l arco di osservazione era di 16 all anno nell ultimo biennio ( ) è calato a 12 con un significativo decremento del numero medio dei confidi assorbiti da 45 a 17. Il sistema confidi sembra comunque alla ricerca di nuovi modelli organizzativi che permettano, come le fusioni, economie di scala, fra le novità dell anno 2012 si afferma il nuovo fenomeno dei contratti di rete, sono 5 le reti già sottoscritte e una in via di perfezionamento, 23 i confidi aderenti. La finanza pubblica regionale ha ridotto il proprio impegno negli ultimi anni Negli ultimi 10 anni, i fondi pubblici stanziati per interventi di garanzia promossi dalle amministrazioni regionali ammontano a 2,6 miliardi di euro, con un picco di 859 milioni di euro nel 2009 in risposta all acuirsi della crisi finanziaria. Il più importante partner finanziario è l Unione europea che, tramite i fondi strutturali, cofinanzia regimi censiti che valgono il 62% di tutte le iniziative monitorate. Tuttavia la finanza pubblica regionale ha ridotto nell ultimo triennio il proprio impegno a sostegno del sistema dei confidi, 100 milioni all anno la media , circa 600 milioni di euro per il periodo e 300 milioni di euro per il triennio Dall anticipazione dei primi 10 confidi nazionali segnali preoccupanti Per i primi 10 confidi si sono analizzati i bilanci dell esercizio 2012 appena depositati. Pur con una rappresentanza di quasi il 50% del mercato, hanno rilasciato 8,9 miliardi di garanzie in calo (- 6,85%) per il secondo anno dopo la flessione dello scorso anno (- 5,94). Il conto economico aggregato di questi grandi operatori per la prima volta registra una perdita, circa 25 milioni di euro, iscrivibile per lo più alle rettifiche di crediti e garanzie. Il tasso di sofferenze che considera le posizioni incagliate e le sofferenze sullo stock di garanzie è raddoppiato passato dal poco più del 10% (10,60%) del 2009 a quasi il 23% (22,86%) nel Le difficoltà: per la prima volta è in calo lo stock di garanzie e risultano in perdita sia i confidi 106 che 107, anche per l aumentare delle sofferenze Le maggiori difficoltà sono evidenziate dalla lettura dei bilanci, con l incremento delle sofferenze, i conti economici in perdita, i patrimoni al limite della solvibilità. Si registrano a fine 2012, i primi segnali negativi: una flessione dello stock di garanzie rilasciate, con una contrazione minima, dell 1,36% rispetto al 2010, ma significativa, perché si registra dopo anni di continua espansione (con un tasso annuo dell 8,17%), e il peggioramento dell equilibrio economico patrimoniale. I confidi 106 e 107 cumulano una perdita aggregata al netto dei contributi pubblici rispettivamente di circa 8 e poco più di 9 miliardi di euro. Ovviamente le asimmetrie del campione rilevano conti economici anche più penalizzati, ad evidenza di ciò i primi confidi 107 cumulano una perdita di 25 milioni di euro. Per i confidi 106 la quota delle partite deteriorate passa dal 1,64% del 2006 al 3,16% di fine 2011 con un tasso di sofferenza e incagli lordo (calcolato rapportando tali poste all utilizzato operativo delle Banche) che passa dal 5,21% al 15,83%. Per i confidi 107 la situazione non è migliore, il tasso di sofferenze e incagli lordo schizza

3 dal 2,36% del 2008 al 13,07% del 2011, impennata iscrivibile all ultimo triennio (le sofferenze e gli incagli raggiungono il valore di milioni di euro). Interessante notare che il tasso di sofferenze e incagli dei confidi 107 è peggiore o poco sopra quello bancario nel Nord Italia (12,97% verso 8,34% Nord Ovest, 10,17 verso 11,81% Nord Est) mentre nel Sud è significativamente più contenuto (10,44% verso 22,74%). Eterogeneità fra Sud e Nord Permane una forte differenza tra Nord e Sud tanto che i 132 confidi di primo grado del Nord (pari a poco più del 36% del totale in Italia) erogano quasi il 60% dello stock di garanzie, mentre i 156 confidi del Sud e Isole (43%) erogano solo il 16% delle garanzie. Tra le regioni d'italia, la Puglia presenta il record dei confidi regionali con 41 operatori al 31 dicembre 2011, più della Lombardia che ne conta 40 ma eroga più di sette volte tanto le garanzie dei confidi pugliesi (2,6 miliardi di stock lombardo contro i 345 milioni di euro di stock di garanzie pugliese). La pubblicazione della ricerca, unica in Italia per ampiezza del campione, è prevista per il mese di settembre. I principali risultati saranno presentati in occasione di un evento nazionale previsto in ottobre a Milano con l obiettivo di aprire un confronto fra istituzioni pubbliche, esperti del settore, intermediari finanziari, stakeholder e il sistema confidi. E possibile richiedere lo slide book che anticipa i risultati della ricerca contenente tavole e grafici per mail o al numero

4 Commenti integrativi Marco Nicolai, direttore scientifico dell Istituto per la finanza innovativa pubblica di Fondazione Rosselli Dall analisi si evidenzia il contributo determinante dato dai fondi europei agli strumenti di garanzia nonostante la quota degli strumenti di ingegneria finanziaria per la programmazione rappresenti solo il 3% delle risorse stanziate pari a circa 2 miliardi di euro. Sarà importante per la programmazione in atto valorizzare in modo più significativo le garanzie per favorire il credito alle imprese. Gabriele Piccini, Country Chairman per l italia di UniCredit Il risultato della ricerca evidenzia il ruolo fondamentale svolto dai Confidi in questa delicata fase dell economia. I Confidi hanno saputo svolgere un ruolo importante per un corretto e trasparente dialogo tra la banca e le imprese, contribuendo ad apportare un valore aggiunto in termini di informazioni qualitative che non sempre è ricavabile dai dati di bilancio delle imprese. Questo patrimonio informativo è per le banche prezioso e ci ha spesso aiutato a mitigare il rischio legato all attività creditizia. Il mutato scenario economico internazionale, infatti, rende per le banche determinante una più attenta valutazione della propria clientela per una corretta attività di erogazione del credito, e in questo è fondamentale potersi giovare del ruolo dei Confidi che si sono dimostrati degli interlocutori capaci di svolgere un vero e proprio ruolo di mediazione e di supporto. Per questo ha concluso Gabriele Piccini il ruolo dei Confidi va incentivato e vanno aiutati a riorganizzarsi. In quest ottica, il modello vincente è quello caratterizzato dal radicamento territoriale del Confidi stesso e dall essere emanazione di un Associazione di Categoria, oltre che da una struttura dimensionalmente equilibrata, in modo da consentire una conoscenza approfondita del business della clientela ed un elevata qualità dei servizi offerti, migliorandone governante, coperture riassicurative e patrimonializzazione. Marco Bortoli, consigliere di amministrazione di Gruppo Impresa, società che ha collaborato all analisi dei fondi pubblici La flessione delle risorse stanziate per le garanzie nell ultimo triennio va corretta per supportare il mondo dei confidi che oggi, in un momento difficile, garantisce l accesso al credito per le imprese. prof.ssa Paola De Vincentiis dell Università degli Studi di Torino L analisi dei bilanci per il biennio 2010/11 conferma la vitalità del sistema confidi che, pur con crescenti difficoltà legate al deterioramento del portafoglio di garanzie, ha continuato a svolgere efficacemente il proprio ruolo di volano per l accesso al credito delle piccole e medie imprese. Ne è prova l aumento delle imprese associate e l aumento dell incidenza delle garanzie erogate rispetto agli impieghi bancari.

5 GRUPPO DI RICERCA Marco Nicolai - curatore della ricerca Fondazione Rosselli Marco Bortoli - GRUPPO IMPRESA. Francesca Bartoli - UniCredit Ufficio Italy Research Zeno Rotondi - UniCredit Ufficio Italy Research Paola De Vincentiis - Scuola di Management e Economia dell Università di Torino Eleonora Isaia - Scuola di Management e Economia dell Università di Torino FONDAZIONE ROSSELLI è un istituto indipendente e no-profit nato a Torino nel 1988, il cui fine principale è l attività di ricerca fondamentale e applicata nell ambito delle scienze economiche, sociali, politiche e cognitive. La Fondazione Rosselli ha una lunga tradizione di ricerche e pubblicazioni sui temi relativi ai processi di riforma della Pubblica Amministrazione, ai sistemi di governance locali e al sistema finanziario, pubblico e privato, come promotore di sviluppo. Le attività di studio realizzate su tali tematiche sono inserite in diverse aree di intervento: finanza pubblica e sviluppo locale; valutazione e monitoraggio degli strumenti di finanza innovativa; sistema finanziario; definizione di policies per l efficacia e l efficienza della pubblica amministrazione. GRUPPO IMPRESA, attiva a Brescia dal 1989, si occupa del reperimento di risorse finanziarie e di fondi pubblici, con l attivazione e la gestione di strumenti regionali, nazionali e comunitari di finanza agevolata, a sostegno delle imprese e del territorio. Fornisce la propria assistenza dallo studio di fattibilità, alla presentazione e gestione delle pratiche di finanziamento e rappresenta una delle più importanti e qualificate realtà del settore. Con il supporto di GRUPPO IMPRESA sono stati realizzati investimenti in impianti produttivi e infrastrutture, risparmio energetico, ricerca e sviluppo, innovazione, trasferimento tecnologico, internazionalizzazione. UNICREDIT è una banca commerciale leader in Europa con una forte presenza in 22 paesi e una rete internazionale complessiva distribuita in circa 50 mercati, con circa sportelli e più di dipendenti al 31 marzo Il Gruppo opera attraverso la più estesa rete di banche nell area dell Europa centro-orientale con più di 3800 filiali e sportelli. UniCredit è attivo nei seguenti paesi: Austria, Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Italia, Kazakistan, Kirghistan, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Turchia, Ucraina e Ungheria. Ufficio stampa Tel. 030/ Elisa Rizzi

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