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1 PROGETTO Premessa: Secondo una ricerca condotta da Skuola.net, in Italia un giovane su tre (nella fascia di età che va dagli undici ai venti anni) sarebbe sempre connesso ai social network. Ma la ricerca va ben oltre questo dato e ci riporta uno spaccato della gioventù nostrana che forse il mondo degli adulti non si aspetta. Sempre secondo Skuola.net, infatti, il 27% dei giovani ha incontrato almeno una volta nella vita una persona conosciuta tramite Internet e di questi il 23% lo ha fatto all insaputa dei suoi genitori mentre solo il 35% ha avvisato almeno un amico di questo incontro. Ma non è l unico aspetto per il quale i giovani si dimostrano imprudenti. Il 13% dei ragazzi intervistati ha, infatti, confessato di aver inviato a qualcuno di propria conoscenza foto sensuali ed hot mentre il 17% ammette di averlo fatto per avere in cambio ricariche telefoniche o denaro. La ricerca è stata realizzata su un campione di duemila soggetti dislocati su tutto il territorio nazionale ed è stata condotta in collaborazione con la Polizia Postale, in concomitanza della presentazione della campagna di informazione sociale Una vita da social. I risultati rivelano un profilo dei nostri giovani estremamente social ma anche, forse, troppo distaccato dalla realtà quotidiana. La percentuale dei ragazzi che sono sempre connessi ad Internet è davvero impressionante: circa il 31%. Di questi il 31% lo fa da pc mentre il 30% da uno smartphone o da un tablet, segno che tali prodotti stanno diventando sempre più comuni nelle fasce più giovani. Fra le motivazioni che spingono i ragazzi ad utilizzare i social network, c è in primis la necessità di avere costanti contatti non solo con gli amici (il 56%) ma anche con i parenti (53%). Si utilizzano per risparmiare sulle telefonate (45%) ma anche per farsi nuovi amici (42%). Quello che spaventa di più, però, è l uso improprio che i giovani fanno di un mezzo che se usato correttamente potrebbe davvero rivelarsi utilissimo.

2 è un progetto ideato dalla Soc.Coop.Soc. L Arcobaleno, destinato a minori di età compresa tra gli 11 ed i 18 anni di età ed a tutte le figure di riferimento che costituiscono il mondo affettivo e relazionale. Sono sempre di più gli adolescenti che usano le tecnologie in linea a casa e a scuola, da qui l esigenza di una corretta informazione e sensibilizzazione sia dei minori, che dei loro genitori e degli insegnanti sulle opportunità di internet e sui rischi correlati alla rete. Tramite questa iniziativa si intende portare avanti una campagna si sensibilizzazione e promozione sull uso protetto del web per creare un ambiente più sicuro. In virtù dell esperienza sin qui svolta nei 26 anni di lavoro della Cooperativa Sociale L Arcobaleno in collaborazione con Associazioni e gruppi giovanili formali ed informali incontrati sul Territorio Salentino, durante le attività svolte nei diversi progetti nelle strade, nei centri di aggregazione, nei concerti, negli eventi comunicativi e nelle campagne informative promosse, con i ragazzi con cui siamo entrati in contatto, abbiamo conosciuto ed appreso il mondo giovanile. Da queste interazioni, in cui abbiamo appreso le modalità operative, le aspirazioni, le difficoltà del mondo giovanile, mondo di cui ci sentiamo parte integrante e non osservatori a distanza, abbiamo maturato alcune convinzioni profonde che ci fanno sostenere il valore dei giovani come risorsa da promuovere e salvaguardare e non come destinatari di cure. Il nostro intento quindi, nei percorsi di prevenzione al fianco dei giovani, tende a realizzare azioni continue e organiche a favore di tutta la popolazione giovanile, promuovendo al contempo, tra i giovani stessi, la cultura dell auto-promozione, della partecipazione attiva, del coinvolgimento emotivo, in una prospettiva programmatica e progettuale di studio finalizzato allo sviluppo delle opportunità concrete. Questa sfida punta non solo sui soggetti coinvolti in un processo educativo, ma su tutte le risorse del territorio in maniera articolata e coordinata, facendo delle

3 Comunità Locali non solo delle reti territoriali ma dei veri e propri setting promozionali. Con l ideazione di è nostra intenzione aggiungere un altro significativo capitolo alla storia che stiamo scrivendo attraverso il nostro lavoro sul territorio, con i giovani al centro di ogni singolo momento, ogni singola iniziativa da realizzare per ma soprattutto con loro. E partendo dai pensieri di ascolto, dialogo e informazione che si è giunti alla formulazione della presente idea progettuale che intende costruire attraverso laboratori artistici e ricreativi percorsi innovativi di prevenzioni, basati su educazione relazionale emotiva e peer education. L educazione relazionale emotiva diventa all interno del progetto uno strumento per far sviluppare la consapevolezza di sé, dei propri vissuti emotivi e del modo di esprimere i propri pensieri all interno della relazione con l altro nel processo di continua definizione della propria identità individuale in un contesto significativo di gruppo legato alla realtà locale. La metodologia della peer-education è quel metodo educativo in base al quale un piccolo gruppo di "pari" (pari è chi condivide uno stesso gruppo sociale come riferimento identitario), numericamente inferiore, opera attivamente per informare ed influenzare il resto, invece maggioritario. La peer education, infatti, è una strategia educativa volta ad attivare un processo naturale di passaggio "di conoscenze, d emozioni e d esperienze" da parte di alcuni membri del gruppo ad altri membri di pari status; un intervento, secondo questa prospettiva, che mette in moto un processo di comunicazione globale, caratterizzato da un esperienza profonda ed intensa e da un forte atteggiamento di ricerca, di autenticità e di sintonia tra i soggetti coinvolti. Con l'approccio educativo della peer education, gli allievi diventano soggetti attivi della propria formazione, non più solo recettori di contenuti, valori, esperienze trasferite dall'educatore. Questo avviene attraverso il confronto, lo scambio di punti di

4 vista, il lavoro di ricostruzione dei problemi e di ricerca delle possibili soluzioni, con la certezza di poter contare sulla collaborazione degli "esperti". Punti di forza di questa metodologia sono: Partecipazione la riattivazione della socializzazione all interno del gruppo classe. Il peer da solo non trasforma nulla, ma è stimolo stesso della partecipazione: la classe, durante gli interventi, è coinvolta ed esortata nell elaborazione dei vissuti e delle esperienze. Mediazione il ruolo del peer è di mediazione, per questo, è percepito come parte del gruppo. Non è un esperto di contenuti, ma sa gestire la relazione. Partecipazione propositiva si propone come modello che vede negli adulti una forza propositiva e fondante per il successo degli interventi tra i giovani. Senza di questi, il potenziale della peer education è dimezzato. Protagonismo responsabile il senso dell educazione tra pari risiede proprio nel rendere i ragazzi protagonisti e responsabili, in prima persona, della propria educazione alla salute, in base alla capacità naturale dei ragazzi di comunicare tra loro in maniera efficace. Relazioni di rete la scuola, l associazionismo volontario, il servizio sanitario e le istituzioni locali svolgono un ruolo indispensabile per l attuazione del progetto. La pluralità di competenze necessarie diventa insostenibile se anche solo una di queste istituzioni venga meno. Ricerca

5 la peer education è un modello preventivo partecipato, che costituisce la possibilità per gli adolescenti di trovare uno spazio dove parlare di sé e confrontare le proprie esperienze alla pari. Coinvolgimento promuove un vero e proprio effetto contagio, i giovani sono coinvolti in processo che li vede, in primis, consumatori ed, in seguito, fruitori del progetto. La peer education permette ai giovani che la scelgono di essere presenti in maniera consapevole e soddisfacente all interno del gruppo. In questo modo La prevenzione è esperienza condivisa. La peer education è un modello d elaborazione pedagogica dell esperienza, in quanto si propone di diffondere nella cultura dei pari un atteggiamento che legittimi il pensiero e le esperienze di ognuno, riattivandone la partecipazione all interno del gruppo. La peer education fa entrare la vita nella scuola. I ragazzi hanno le percezione di vivere un momento di vita informale all interno del normale svolgimento della didattica scolastica. La vita entra lentamente attraverso i muri scolastici, sono i peer a trasmettere e condividere esperienze, dubbi ed incertezze con i pari. Il peer nel gruppo fa cultura. I peer educator sono ragazzi comuni, con una consapevolezza maggiore dei processi comunicativi che si verificano nel gruppo dei pari, partecipano alla costruzione della cultura, attraverso cui si esprime il gruppo. I Laboratori esperenziali La finalità dei laboratori sarà quella di ridurre il rischio per favorire un clima di benessere psicofisico nell'individuo e nel gruppo. Il lavoro all interno delle scuole sarà comune per tutti i partecipanti per gli incontri di conoscenza e di relazione emotiva, successivamente ogni istituto svilupperà il lavoro in differenti laboratori esperenziali. La metodologia propria del laboratorio consentirà di lavorare secondo due direzioni: da un lato gestendo le situazioni già esistenti caratterizzate da probabili fattori di rischio e/o dipendenza, dall'altro consentendo di lavorare sulla prevenzione

6 e la promozione del benessere centrando l'attenzione sul concetto di educazione alla salute. Porre l'attenzione sull'educazione della salute permetterà di poter cogliere la struttura di tutti i soggetti, di sviluppare in modo creativo i dati di realtà e di fornire strumenti per migliorare la vita emotiva, scolastica e sociale. I laboratori avranno inoltre lo scopo di formare, attraverso le attività di animazione, le diverse dimensioni dell'alunno e del gruppo genitoriale cognitive ed affettive ed informative. Finalità e obiettivi del progetto - Ascolto dei minori per rendere internet più sicuro: l obiettivo è di rafforzare il dialogo tra i giovani e gli adulti referenti per un uso sicuro di internet ed accrescere la consapevolezza sulle soluzioni più atte a garantire la TUTELA DEI MINORI SUL Web; - Prevenzione dell eventuale danno psicologico, morale o materiale che potrebbe scaturire dal difettoso utilizzo delle opportunità della rete (nello specifico, accesso ai siti pericolosi in quanto luoghi di reperimento di sostanze psicoattive) attraverso attività di informazione; Sensibilizzazione dei genitori verso il loro ruolo attivo nei confronti del figlio/utente, relativamente all uso sicuro di internet e dei nuovi media, attraverso attività formative specifiche tese all apprendimento di una maggiore sicurezza online grazie a strumenti semplici ed efficaci per la segnalazione degli abusi, impostazioni relative alla privacy adatte alle varie fasce d età e sistemi di classificazione dei contenuti e di controllo parentale

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