Gruppi di sostegno alla persona ed alla comunità: strategie di promozione del benessere esistenziale

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1 Gruppi di sostegno alla persona ed alla comunità: strategie di promozione del benessere esistenziale Psicologia di comunità La Psicologia di comunità nasce nel 1965 in America, ad opera di docenti universitari ed operatori sociosanitari politicizzati, ed è portatrice di una nuova visione del disagio mentale e di nuovi obiettivi terapeutici. Si tratta infatti di un movimento di denuncia politica delle condizioni sociali che contribuiscono a creare la malattia e di lotta sociale per la costituzione di esperienze alternative, deburocratizzate e non formali rispetto alla psichiatria classica. Nuova visione del disagio mentale Secondo la psicologia di comunità, la malattia nasce all interno di un contesto di relazioni sociali depauperanti. La società capitalistica, ponendo l accento sulla competizione esasperata, con le divisioni di classe e con la crescente tecnocratizzazione, intesa come esclusione dal sapere/potere di intere fette di società, è la causa principale dell alienazione che colpisce soprattutto i membri delle classi più svantaggiate. Le risposte e le strategie fino a quel momento praticate (manicomio, farmacologia e psicoanalisi), sono considerate quindi dalla psicologia di comunità se non distruttive, quantomeno insufficienti. Nuovi obiettivi terapeutici In sintesi, possiamo dire che i nuovi obiettivi terapeutici della psicologia di comunità sono: diffondere le conoscenze e le competenze psicosociali, in particolare ai settori più emarginati. aiutare i settori più marginali a prendere coscienza dei propri bisogni e delle proprie difficoltà. accrescere i livelli di empowerment (potere personale). Metodi utilizzati Di seguito sono descritti i metodi utilizzati dal movimento della psicologia di comunità: critica radicale e diffusione di nuovi valori lotta all istituzionalizzazione (chiusura manicomi e critica alla medicalizzazione). creazione di setting alternativi a quelli classici (nascita e diffusione dei gruppi). costituzione di gruppi di auto-aiuto (autogestione).

2 costituzione di comunità auto-organizzate (con vita comunitaria di tipo orizzontale). diffusione dei valori di solidarietà e comunione sociale e umana Nuovi soggetti sociali e nuovi principi di psicologia Anche dal punto di vista dei referenti dell azione terapeutica, la psicologia di comunità si rivolge ai cosiddetti nuovi soggetti sociali: anziani, giovani, volontari, operai soggetti a malattie professionali, professionisti non psicologi. Temi trattati Riguardano principalmente la condizione degli anziani, la formazione dei non psicologi, le problematiche adolescenziali, il rapporto con il volontariato, la costituzione di strutture orizzontali e slegate dal potere tecnocratico degli specialisti. Gruppi Sono il campo di intervento privilegiato in psicologia di comunità: vengono definiti in relazione agli obiettivi ed al livello di interdipendenza dei membri. Ci sono molti motivi per organizzare un gruppo di persone che lavorano al comune obiettivo del benessere psicofisico ed esistenziale: dare sostegno in momenti di crisi esistenziale (separazioni e divorzi, malattie, elaborazione del lutto) aiutare i membri ad esplorare dinamiche particolari aiutarli a sviluppare strategie di controllo dell angoscia aiutarli a sviluppare strategie di cooperazione. Questi obiettivi rientrano nel campo dell aumento di competenze personali e relazionali e le strategie di applicazione sortiscono l effetto di aumentare il potere personale (empowerment). Tipi di gruppi gruppi di terapia: ristrutturante della personalità gruppi di ascolto e sostegno psicologico: sostenere nel breve-medio periodo in situazioni di crisi esistenziale gruppi gestaltici: fortemente esperienziale, per pervenire ad un adattamento più funzionale T. group: accento cognitivo e sul meta-funzionamento del gruppo gruppi di maratona: esperienze totali gruppi di auto-aiuto: molto orizzontali, omogenei

3 Principali gruppi di auto-aiuto alcolisti tossicodipendenti disturbi del comportamento alimentare separati/divorziati per soli uomini per sole donne per malati specifici (cancro, diabete, ecc.) Fattori evolutivi del gruppo di lavoro Il gruppo favorisce: la capacità degli individui di riflettere su se stessi la capacità di cooperare per raggiungere un risultato lo sviluppo del pensiero simbolico Fattori regressivi del gruppo di lavoro Il gruppo favorisce anche la regressione dell individuo (gruppo massa). Come ben esposto da Freud in Psicologia delle Masse e analisi dell io, nei gruppi prevalgono: impulsività irragionevolezza automatismi mentali. Inoltre, come chiarito da Bion, il gruppo a livello di mente primitiva si muove su alcuni assunti irrazionali che egli definisce assunti di base: dipendenza: lui sa cosa dobbiamo fare accoppiamento: siamo qui per dare vita a qualcosa di speciale attacco/ fuga: siamo riuniti qui a causa di un nemico esterno per cui dobbiamo fuggire o dobbiamo attaccare.

4 Chiunque, riflettendo un poco sulla nostra vita politica, sui drammi delle tifoserie calcistiche e, più in generale, sulle società dominate da fattori potentemente regressivi, non avrà difficoltà a riconoscere la realtà e gli effetti di tali assunti. Concetto di matrice Secondo Foulkes, si può parlare di una psiche di gruppo allo stesso modo in cui si parla di una psiche individuale. Le reazioni e le risposte individuali sono sempre fenomeni globali che nascono e sono determinati all interno di una matrice dinamica. Questa matrice deve essere considerata qualcosa che è oltre l individuo ma che lo pervade completamente, creando un vero e proprio campo con caratteristiche specifiche da cui nessuno è escluso. Un clima da cui tutti i partecipanti al gruppo, compreso il leader, sono fortemente condizionati, sia dal punto di vista emotivo che mentale. I contenuti che ciascuno porta nel gruppo (rifiuto o abbandono, angoscia di morte o di punizione), vengono vissuti ed elaborati dalla mente di gruppo. Le eventuali soluzioni creative emergono dal gruppo, considerato non come la somma dei suoi componenti ma come un tutto che è più della somma dei singoli componenti, e soprattutto è qualitativamente diverso dai singoli componenti. Considerazioni sulla struttura del gruppo In linea generale, quanto più il gruppo funziona in modo primitivo (regressivo), sulla base degli assunti di cui sopra, tanto più lo spazio per l individuo risulta limitato. Nei gruppi con finalità di sviluppo del benessere, alcuni fattori come: assenza di regole di comportamento chiare mancanza di spazi certi vaghezza o indefinitezza del numero dei partecipanti partecipanti che saltano sedute senza avvertire o che scompaiono nel nulla contribuiscono ad aggredire e minare il sentimento di appartenenza al gruppo e ad alimentare angosce primitive di disgregazione. In questo caso, il gruppo viene considerato antiterapeutico. Considerazioni sulla conduzione del gruppo

5 Stili di conduzione diversi determinano dinamiche diverse. Il leader determina il contesto e il processo di svolgimento della vita di un gruppo, e deve saper organizzare e condurre un gruppo nell interesse generale di tutti i partecipanti. Ogni partecipante tende ad entrare in relazione con gli altri membri del gruppo in maniera selettiva e stereotipata, sulla base del proprio carattere e delle proprie convinzioni irrazionali e/o aspettative magiche (tu mi salverai, siamo qui per proteggerci dai nemici). Insomma, ogni cliente tende a manipolare il gruppo per il mantenimento dello status quo personale. Il leader deve perciò avere ben chiari questi fenomeni e agire per aiutare l evoluzione positiva del gruppo. Obiettivi del leader che organizza un gruppo Se il gruppo è eterogeneo e di counseling, il leader deve: prevenire il disagio promuovere il benessere psicosociale rafforzare le competenze individuali (aumentare l empowerment) favorire l integrazione fra uomo e ambiente (visione ecologica) favorire il sentimento di coesione del gruppo proteggere i membri più fragili favorire lo sviluppo del gruppo di lavoro. Conclusioni Il gruppo è una realtà dinamica agita da molte forze: alcune, più antiche, seguono la logica istintuale dell immediatezza funzionale. La tendenza ad attaccare o fuggire risale ad un epoca in cui il grado di coesione e d intesa istintiva, ad esempio nella caccia, doveva essere immediato. Le tendenze regressive all interno del gruppo tendono ad annullare l individuo in favore di una coesione totale, necessaria nel momento del pericolo. Tale tendenza, risulta essere patologica e pericolosa se persiste anche dopo i momenti di crisi e se non viene integrata e armonizzata da tendenze positive. Le tendenze positive (capacità di cooperare e di pensare insieme democraticamente), aiutano gli individui nel percorso di crescita personale. Il leader del gruppo si è sottoposto ad adeguata terapia personale partecipando, anche e a volte per anni, al lavoro di gruppo. Nell organizzazione di un gruppo, sarà, pertanto,

6 particolarmente attento agli aspetti strutturali (luogo, tempi, regole) che determinano contesti di lavoro positivi e sarà ugualmente attento agli aspetti dinamici dell interazione (temi trattati, conflitti, interruzioni e momenti di stasi nella vita del gruppo), affrontandoli per tempo, di modo che essi non diventino minacciosi, fino al punto da influire negativamente sulle dinamiche positive del gruppo di lavoro. Dott. Lucio Buonomo/ Psicologo-Psicoterapeuta

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