SOMMARIO. La riforma in sintesi. I trattamenti. Il calcolo dell assegno SOMMARIO

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2 SOMMARIO T SOMMARIO La riforma in sintesi 1 Riordino con quattro criteri 9 Vie di fuga, ma non per tutti 14 L anzianità finisce in soffitta 18 Un «pensionometro» su misura 19 I trattamenti 2 Età flessibile per la vecchiaia 27 Effetti a catena sui «supplementi» 29 Diritto al posto fino a 70 anni 30 I coefficienti «ancorati» all età 31 Per l anticipo non bastano 40 anni 32 Penalizzati i «precoci» 33 Salvaguardia solo per il privato 35 Tre metodi per calcolare l assegno 36 Requisiti a misura di speranza di vita 39 INSERTO A CURA DI: Andrea Carli Laura Cavestri Maria Carla De Cesari Mauro Meazza Francesca Padula Salvatore Padula Gianni Trovati Le risposte ai quesiti sono a cura di: Aldo Ciccarella Aldo Forte Giuseppe Rodà IMPAGINAZIONE E CONTENUTI MULTIMEDIALI: Area pre-press Il Sole 24 Ore Il calcolo dell assegno 3 Tanto si è versato, tanto si riceverà 45

3 SOMMARIO Le esclusioni 4 Un plafond per la salvaguardia 50 Timbro «doc» sui diritti acquisiti 53 Le quote restano per gli usuranti 54 Gli altri trattamenti 5 Assegno sociale più lontano 58 Reversibilità: debuttano i vincoli 60 Lavoro - pensione cumulabili 62 Si sommano anche i mini-spezzoni 63 L assegno «unico» alza il prezzo 65 Con il riscatto pensione più ricca 67 In aiuto anche i contributi virtuali 68 Il taglio degli assegni 6 Un taglio alle rivalutazioni Istat 71 Prelievo extra sulle pensioni d oro 73 Fondi speciali, appello-solidarietà 75 I contributi 7 BibliotecadelSole24ORE Mensile-N. 1/2012- Gennaio2012 Reg.Trib. dimilanon.451 del Direttoreresponsabile: Roberto Napoletano ProprietarioedEditore: Il Sole 24 ORE S.p.A. Sedelegale,redazione edirezione: Via Monte Rosa n. 91, Milano Stampatore: Il Sole 24 ORE S.p.A., Via Busto Arsizio n. 36, Milano Distribuzione: m-dis Distribuzione Media S.p.A. via Cazzaniga Milano Da vendersi solo ed esclusivamente in abbinamento al quotidiano "Il Sole 24 ORE". 6,90 + il prezzo del quotidiano "Il Sole 24 ORE". I prezzi relativi ad altre combinazioni di vendita sono riportati sul quotidiano "Il Sole 24 ORE" Il Sole 24 ORE S.p.A. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta con mezzi grafici e meccanici quali la fotoriproduzione e la registrazione. Per gli autonomi conto più salato 78 Un peso su datori e collaboratori 82 Le Casse privatizzate 8 Bilanci con «vista» a 50 anni 86 Chiusoinredazione il29dicembre2011

4 CAPITOLO 1 La riforma in sintesi 1 5 Gli obiettivi Riordino con quattro criteri di Giampiero Falasca Contributivo esteso a tutti, due tipi di trattamenti (vecchiaia e anticipata), soglie di età e speranza di vita IL VIDEO Iprincìpi dellariforma spiegati inunbrevevideo Lariformadellaprevidenzacontenutanella manovra di Natale può essere sintetizzata in quattro concetti-chiave: il contributivopertutti, lapensionedivecchiaia,lapensione anticipata e l aggancio dei requisiti anagraficiecontributivialla speranzadivita. Questi istituti compongono un sistema previdenziale che, dopo tanti anni di interventi-tampone, ha ora l ambizione di essere sostenibile nel lungo periodo. Al posto di un sistema in cui convivevano due percorsi di accesso alla pensione (vecchiaia e anzianità) si passa a un sistema dove esiste una sola regola (il trattamento di vecchiaia), e una sola eccezione (le pensione anticipata). Scompaiono istituti bizantini come le finestre mobili, che nascondevano il sostanziale innalzamento dei requisiti, e viene reso più rapido il sistema di adeguamento alle speranze di vita. Nel complesso, si tratta di una riforma strutturale che consentirà, nei prossimi anni, di accantonare il tema della previdenza dall agenda delle riforme. Il punto critico della manovra, oltre alla rapidità con cui crescono i requisiti, è il regime transitorio, che in alcuni casi si traduce in risultati molto diversi rispetto a situazioni di partenza analoghe. Contributivo per tutti Il sistema contributivo è imperniato sulla logica della corrispettività: l importo della pensione deve essere calcolato sull ammontare dei contributi versati, dedotte le spese di gestione dell istitutoprevidenziale. La riforma Dini, nel sancire l abbandono del sistemaretributivo,avevaprevistolasalvaguardia di tale metodo di calcolo per le persone che avevanoun anzianitàcontributivapariadalmeno 18 anni al 31 dicembre Questa "salvaguardia" viene abolita dal Dl 201/2011 che, nell ottica di dare maggiore equità al sistema pensionistico, ha previsto per le quote di pensionematuratedal1 gennaio2012 ilmetododi calcolocontributivopro-rata pertutti. Pensione di vecchiaia Il diritto alla pensione di vecchiaia si matura quando si raggiunge un requisito minimo di età. Prima della riforma, l età per accedere alla pensione di vecchiaia era fissata a 65 anni per gli uomini, quale che fosse il settore di attività, mentre per le donne si applicava un requisito differenziato in funzione del settore lavorativo. LariformacontenutanellamanovradiNatale

5 LA RIFORMA IN SINTESI LA NUOVA PENSIONE DI VECCHIAIA Cos è La pensione di vecchiaia è quella che si ottiene al raggiungimento di una determinata età anagrafica. E tuttavia necessario aver maturato almeno 20 anni di contributi e, per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1 gennaio 1996, ottenere un importo della pensione non inferiore a almeno 1,5 volte l assegno sociale Il pensionamento flessibile fino a 70 anni I nuovi limiti di età rappresentano l età minima di pensionamento. I lavoratori potranno scegliere di proseguire l attività lavorativa fino all età di 70 anni, con diritto al mantenimento del posto di lavoro. Il proseguimento dell attività lavorativa è incentivato con i coefficienti di trasformazione della pensione calcolati fino all età di settant anni, grazie ai quali l importo della pensione crescerà al crescere dell età 62 anni Prima età utile per la vecchiaia (solo donne nel 2012) I requisiti I requisiti di età dal 2012 Lavoratrici dipendenti a settore pubblico 62 c Lavoratrici dipendenti settore privato b 62 d 62 Lavoratori dipendenti e autonomi 63 Lavoratrici autonome e 6 mesi anni Prima età utile per la vecchiaia 70 anni Ultima età utile L età necessaria per le donne del settore privato è destinata a crescere nei prossimi anni per essere equiparata a quella di tutti gli altri lavoratori Dipendenti anni e 6 mesi 65 anni 66 anni Autonome anni e 6 mesi 65 anni e 6 mesi 66 anni

6 LA RIFORMA IN SINTESI LA PENSIONE ANTICIPATA Cos è La pensione anticipata è quella che si ottiene al raggiungimento di una determinata anzianità contributiva e rappresenta l unica modalità di uscita per chi non ha ancora raggiunto il requisito anagrafico Dal 2012, per ottenerla è necessaria un anzianità contributiva pari a: Donne 41 anni Uomini 42 anni Mesi in più Mesi in più La penalizzazione Lavoratore nato nel 1958 Età pensionabile 62 anni Nel caso in cui una parte della pensione sia calcolata con il metodo retributivo, sono previste penalizzazioni per chi accede al pensionamento prima dei 62 anni. In particolare, sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate prima del 1º gennaio 2012, è applicata una riduzione percentuale pari a 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell accesso al pensionamento rispetto all età di 62 anni; questa percentuale annua è elevata a 2 punti per ogni anno ulteriore di anticipo. La riduzione percentuale è applicata in misura proporzionale al numero di mesi mancanti al reqisito dei 62 anni Inizio attività lavorativa 16 anni Anzianità contributiva: 42 anni - età: 58 anni 6% la penalizzazione per i quattro anni di età mancanti 2% per i due anni di anticipo rispetto a 62 4% (2% all anno) per i due anni ulteriori mancanti ai 60 Pensione anticipata nel 2016 La pensione anticipata nel contributivo puro Per chi è interamente nel sistema contributivo (lavoratori attivi dal 1 gennaio 1996) la pensione anticipata può essere conseguita anche all età di 63 anni: devono però essere stati versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione effettiva e l ammontare mensile della prima rata di pensione deve essere non inferiore a 2,8 volte l importo mensile dell assegno sociale 63 anni Prima età utile per la pensione anticipata 66 anni Prima età utile per la vecchiaia 70 anni Ultima età utile per la vecchiaia Le eccezioni Solo per il 2012, i lavoratori dipendenti del settore privato che avrebbero maturato entro il 31 dicembre 2012 i requisiti per la vecchia pensione di anziantà (35 anni di contributi, almeno 60 di età e quota 96 possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento dei 64 anni. Le lavoratrici dipendenti del settore privato possono conseguire (se più favorevole) il trattamento di vecchiaia a 64 anni qualora maturino nel 2012 un anzianità contributiva di almeno 20 anni con un età anagrafica di almeno 60 anni

7 LA RIFORMA IN SINTESI IL DOCUMENTO Iltestodell articolo24 deldecretolegge201/11 conlenuoveregole perlepensioni dopolemodifiche introdottedallecamere stabilisceche, dal 1 gennaio 2012, l età di pensionamentoèfissatapertuttiilavoratoridipendentieautonomieperledipendentidelsettorepubblicoa66anni. Nel 2018 questo requisito varrà anche per le donne che lavorano nel privato. La scaletta per arrivare a 66 è differenziata per le dipendenti e per le autonome, ma il punto di arrivo sarà l armonizzazionepienadeiparametriperlapensione.ilrequisitoperilpensionamentosalea62anninel2012perledipendenti(63anni e 6mesi per leautonome),a63 annie6 mesidal2014(64anni e 6 mesi per le autonome), a 65 anni dal 2016 (65 annie 6 mesiperle lavoratriciautonome) e, infine,raggiundei66 anniapartiredal2018(66anni perlelavoratriciautonome). Questi limiti di età sono destinati a crescere ulteriormente in virtù del meccanismo di aggancio alle speranze di vita. La legge inoltre prevede una clausola di salvaguardia, secondo la quale per tutti, uomini e donne, del settore pubblico e del privato, l età della pensione di vecchiaia non potrà comunque essere inferiore a 67 anni dal 2021, anche qualora questo traguardononfosseraggiuntotramitegliadeguamenti alla speranza di vita. La crescita complessiva dei requisiti per la pensionedivecchiaiaèmoltorilevante;unaparzialeattenuazionesiottienesolograzieall abolizione del meccanismo delle finestre mobili, che ritardava il momento del pensionamento di un anno(18mesipergliautonomi). La legge, in ogni caso, subordina la maturazione del diritto al possesso di un anzianità contributivaminimadi20anni, per ilavoratori che hanno iniziato a versare dopo il 1 gennaio 1996;inoltre, èrichiestochel importodell assegnosia almenoparia 1,5 voltel importodell assegno sociale, con delle eccezioni per chi raggiunge i 70 anni di età. La pensione anticipata La riforma ha abolito la pensione di anzianità. Questotipo di pensione si poteva ottenere primadiavercompiutol etànecessariaperlapensione di vecchiaia, in quanto era subordinato soloal raggiungimento di un certo periodo minimo di anzianità contributiva. Permoltianniquestaformadipensionamento è stata identificata come una delle cause di squilibrio del sistema previdenziale: se si permettediandareinpensionemoltoprestosidetermina un costo eccessivo rispetto ai contributi versati. Proprio per attenuare questo problema,sonostatiintrodottideicorrettivi, insostanza si è subordinato l assegno di anzianità a un età anagrafica minima. Con la legge 247/2007 si è scelto di imporre un mix tra età e contributi:nel2012,lapensionedianzianitàpoteva essere conseguita, per i lavoratori dipendenti,conquota96, conalmeno60annidietàe 36 di contributi (in alternativa 61 e 35). Per gli autonomiilpresuppostoeraquota97(etàminima, 61). Con 40 anni di contributi la pensione di anzianità era svincolata dall età anagrafica. La riforma ha modificato il sistema, cancellando la possibilità di andare in pensione con lequote, ehaintrodottolapensione anticipata. In pratica si potrà andare in pensione prima della vecchiaia solo se si raggiungono i 41 anni e un mese (donne) e i 42 anni e un mese (uomini), con delle penalizzazioni per chi sceglie il pensionamento anticipato prima dei 62 anni. Anche l anzianitàcontributiva, peraltro, è soggetta acrescere manmano, in base alla speranza di vita. Il fattore-speranza di vita Dal 2010 il nostro ordinamento pensionistico prevede l aggancio automatico dei requisiti anagraficinecessariperandareinpensionealle speranze di vita, per garantire l equilibrio nellungo periodo delle gestioni previdenziali. La logica del sistema è che, quando la vita media migliora, la permanenza al lavoro deve esserepiùlunga, inmodochelamaggioredurata della vita media non si traduca in un maggior costo per il sistema previdenziale. L innalzamentodeirequisitidovrebbeverificarsiinmanieraautomatica, ogni volta chele speranze di vita, rilevate periodicamente dall Istat, aumentano. Ilsistemaèstatointrodottodallalegge122/2010, chenehasancitol applicazionegeneralizzata a tutti i tipi di pensione. Inizialmente questo sistema avrebbe dovuto cominciare ad applicarsi dal 2015, ma dopo le manovre di questa estate la data è stata anticipata al 1 gennaio del La riforma ha lasciato inalterata questa data, ma gli adeguamenti diventeranno biennali dal 2019 (in precedenzaera previstalacadenza triennale). Alla data della prima scadenza (1 gennaio 2013), la legge prevede una crescita forfetaria dei requisiti per la pensione di vecchiaia e anticipata di tre mesi. RIPRODUZIONE RISERVATA

8 LA RIFORMA IN SINTESI COME CAMBIA IL SISTEMA DI CALCOLO: CONTRIBUTIVO PER TUTTI Dal 1 gennaio 2012 la pensione è calcolata, per tutti, secondo le regole del sistema contributivo. Per chi attualmente ricade nel sistema interamente retributivo, il nuovo calcolo si applica pro quota alle anzianità contributive maturate a partire dal Nulla cambia per chi attualmente ricade nel sistema misto e nel sistema interamente contributivo Calcolo retributivo fino al 31 dicembre 1995 Calcolo contributivo dal 1 gennaio 1996 Calcolo retributivo fino al 31 dicembre 2011 Calcolo contributivo dal 1 gennaio 2012 Anni di contributi Lavoratore che al 31 dicembre 1995 aveva almeno 18 anni di contributi Somma 2 componenti 1 La prima quota di pensione è pari al 2%* della retribuzione pensionabile** per ogni anno di contribuzione 2 La seconda quota di pensione è pari al montante contributivo*** moltiplicato per il coefficiente di trasformazione**** Lavoratore che al 31 dicembre 1995 aveva meno di 18 anni di contributi Somma 2 componenti 1 La prima quota di pensione è pari al 2%* della retribuzione pensionabile** per ogni anno di contribuzione 2 La seconda quota di pensione è pari al montante contributivo*** moltiplicato per il coefficiente di trasformazione**** Lavoratore che al 31 dicembre 1995 non aveva ancora versato contributi Quota unica 1 La pensione è pari al montante contributivo*** moltiplicato per il coefficiente di trasformazione**** * La quota di pensione è pari al 2% annuo della retribuzione/reddito percepiti entro il limite di euro annui (nel 2010) e decrescere per le fasce di importo superiore. In pratica, se la retribuzione pensionabile non supera il limite di , con 35 anni di anzianità contributiva la pensione è pari al 70% della retribuzione, con 40 anni è pari all'80% ** Retribuzione pensionabile (Rp): Per i contributi versati prima del 1992, la Rp è l ultima retribuzione mensile per i dipendenti pubblici e la media degli ultimi 5 o 10 anni rispettivamente per i dipendenti privati e gli autonomi. Per i contributi successivi al 1992, Rp è la retribuzione media degli ultimi 10 anni per i dipendenti privati e per quelli pubblici, e degli ultimi 15 anni per gli autonomi *** Il montante contributivo, è la somma di tutti i contributi versati durante l intera vita lavorativa e capitalizzati ad un tasso pari alla media mobile su 5 anni del tasso di crescita nominale del Pil. L aliquota di contribuzione utilizzata per calcolare l ammontare di contributi versati annualmente è il 33% per i lavoratori dipendenti ed il 20% per gli autonomi (per i lavoratori co.co.pro al 26%). Tale contribuzione è calcolata sui redditi fino ad un massimale di ,00 euro nel 2011 **** I coefficienti di trasformazione variano in base all età. Dal 2010 oscillano da un minimo di 4,42% a 57 anni ad un massimo di 5,62% a 65 anni. La normativa prevede che vengano rivisti ogni 3 anni conformemente alle modifiche nella speranza di vita. La riforma prevede che vengano fissati fino all età di 70 anni

9 LA RIFORMA IN SINTESI 5 Tra scaloni ed eccezioni Vie di fuga, ma non per tutti di Salvatore Padula e Giuseppe Rodà Chi potrà andare in pensione nel 2012? Chi verrà, invece, bloccato? Esistono "vie di fuga" dalle nuove e più stringenti regole in vigore da gennaio? Per chi valgono? Se per molti lavoratori, soprattutto i più giovani, l impattodellariformadellepensionisiponein una prospettiva di medio-lungo periodo, per molti altri - specie quelli vicini al raggiungimento dei "vecchi" requisitiperl addioallavoro- larisposta a queste domande rappresenta un urgenza. In pensione nel 2012 La riforma delle pensioni produce effetti «a partire dal 1 gennaio 2012». Ciò significa che - come regola generale - chi ha maturato i requisiti in base alle vecchie regole, valide appunto fino al 31 dicembre 2011, non subisce alcuna restrizione, se si eccettua che la quota dei contributi accumulata dal 2012 sarà in ogni caso calcolata con il contributivo. Bisognaconsiderarecheconil"vecchio"sistemaesistevaunoscollamentotemporaletrailmo- mento di maturazione del requisito e quello dell effettivopensionamento: ladecorrenzadellapensioneera infattifissatail13 mesesuccessivo a quello di raggiungimento dei requisiti per i lavoratori dipendenti; il 19 mese successivo per gliautonomi. Ecco, allora, la risposta alla domanda: nel 2012 potranno accedere alla pensione tutti coloro i qualihanno raggiunto i requisitiper il pensionamento nel corso del 2011, sulla base delle regole invigorefinoaquelladata.ciòvalesiaperlapensionedivecchiaia,siaperl anzianità(conlariformairequisitidellavecchiaiasonoorastatimodificatie l anzianitàèstataabolita). Quindi, per esempio, illavoratoredipendente chenelmarzodel2011hacompiuto60annidietà e 36 di contributi (oppure 61 di età e 35 di contributi, visto che era richiesta «quota 96», la somma di età anagrafica e anni di contributi) potrà accedere alla pensione il 1 aprile L autonomo che ha maturato i requisiti a dicembre 2011 (per gli autonomi la pensione di anzianità era a «quota 97», con almeno 61 anni di età) otterrà la pensionecondecorrenza1 luglio2013 (il 19 mesedopodicembre2011). Stessoragionamento per chi hamaturato i re- CHI POTRÀ «USCIRE» NEL REQUISITI OK NEL 2011 La riforma produce effetti dal 1 gennaio La conseguenza è che nulla cambia per chi ha raggiunto i requisiti nel 2011 ed è ora in attesa che "si apra la finestra", vale a dire che trascorrano i 12 mesi (dipendenti) o i 18 mesi (autonomi) per la decorrenza della pensione. Quindi, nel corso del 2012, andranno in pensione i lavoratori che hanno maturato i requisiti - di vecchiaia, anzianità con le quote, anzianità con i 40 di contributi - in base alle regole in vigore nel REQUISITI OK PRIMA DEL 2011 Discorso analogo vale per chi i requisiti li aveva maturati in anni precedenti al 2011 ma aveva scelto di rimanere al lavoro. La riforma, in questo senso, nulla cambia. Questi lavoratori - i quali sono in genere in possesso della "certificazione del diritto alla pensione" e per i quali normalmente si sono già compiuti i termini delle "vecchie" finestre - possono accedere al pensionamento dal mese successivo a quello di presentazione della domanda 03 PRIMI EFFETTI DELLA RIFORMA Nel nei casi in cui permane un requisito congiunto anagrafico/contributivo (il pensionamento di vecchiaia con 20 anni di contribuzione) - alcuni soggetti potrebbero maturare il requisito contributivo minimo di 20 anni insieme all età anagrafica di 66 anni: come effetto della soppressione del regime delle decorrenze (finestre), questi lavoratori possono accedere immediatamente al pensionamento

10 LA RIFORMA IN SINTESI I SALVATI (*) Nota: (*) Per tutti i soggettichematurano i requisiti dal 1 gennaio 2012 trovano applicazione le disposizioni sull adeguamento dei requisitiagli incrementi dellasperanzadi vita; (**) questi lavoratori potrannoaccedere al pensionamento sulla base delle precedenti regole, con modalità che sarannostabilite daun decreto Lavoro-Economia, che fisseràanche ilnumero massimo di beneficiari Lavoratori ai quali non si applicano le nuove norme sui requisiti per la pensione 1 Chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2011 (anche chi li aveva maturati in precedenza senza accedere alla pensione) 1 Le donne, con anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un età di almeno 57 anni (dipendenti) o 58 anni (autonome), che optano per la liquidazione della pensione con il contributivo (possibilità ammessa fino al 2015 a condizione che entro il 31 dicembre 1995 si possieda meno di 18 anni di contributi) 1 I lavoratori in mobilità breve articoli 4 e 24 della legge 223/1991 sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 4 dicembre 2011, che maturino i requisiti entro il periodo di fruizione dell indennità di mobilità articolo 7, comma 2, della legge 223/1991 (**) 1 I lavoratori collocati in mobilità lunga (articolo 7, commi 6 e 7, della legge 223/1991), per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011 (**) 1 I lavoratori titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore articolo 2, comma 28, della legge 662/1996 e i lavoratori per i quali sia stato previsto entro il 4 dicembre 2011 il diritto di accesso ai fondi di solidarietà. Questi ultimi lavoratori restano comunque a carico dei fondi di solidarietà fino al compimento di almeno 59 anni di età (**) 1 I lavoratori che prima del 4 dicembre 2011 sono stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione (**) 1 I lavoratori che al 4 dicembre 2011 avevano/abbiano in corso l istituto dell esonero dal servizio articolo 72, comma 1, del Dl 112/2008 (**) 1 I lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti (lavori usuranti), per i quali tuttavia il decreto legge 201 attenua la portata dei benefici previdenziali prima previsti 1 Chi raggiunge il nuovo requisito per la vecchiaia (66 anni) dal 2012 in poi: in questi casi infatti con l abolizione delle finestre, la decorrenza della pensione diventa immediata. Il che rende il nuovo sistema praticamente identico a quello attuale (65 anni più finestra, ma con un beneficio di sei mesi per gli autonomi) quisiti per la vecchiaia nel corso del 2011 (65 anni per gli uomini; 61 anni per le donne del settore pubblico; 60 anni per la donne del settore privato). Gli altri casi Le portedelpensionamentoresteranno,naturalmente, spalancate per coloro i quali avevano già raggiunto i requisiti - anche in anni precedenti - ma avevano scelto di rinviare il pensionamento. Questisoggetti,chegeneralmentesonoinpossessodellacertificazionedeirequisitirilasciatasulla base della legge 243/2004, potranno esercitare il diritto al pensionamento in ogni momento, sulla base del vecchio requisito. Se, come probabile, avrannogiàraggiuntoladecorrenza,potrannoandare in pensione dal mese successivo a quello di presentazione (e accettazione) della domanda, sea taledatarisultanomaturati irequisitipensionistici. Un altra chance è poi legata a una delle novità della riforma, vale a dire la soppressione delle finestrediuscita edèlegata al possessodeldoppio requisitoanagrafico/contributivo.esistelapossibilità che alcuni lavoratori possano maturare nel corsodel2012i"nuovi"requisitiperlapensionedi vecchiaia e per quella anticipata. Si tratta, probabilmente, di casi-limite ma che non si possono escluderea priori (anzilarelazione tecnica aldecreto legge li ipotizza esplicitamente, seppure in «numero limitato»). Si pensi, per esempio, a un lavoratore che nel 2011 ha compiuto i 65 anni ma

11 LA RIFORMA IN SINTESI I «PARZIALMENTE SALVATI» Lavoratori per i quali sono previste speciali deroghe 1 I lavoratori dipendenti del settore privato che entro il 31 dicembre 2012 maturino i "vecchi" requisiti per la pensione di anzianità (minimo 35 anni di contributi e 60 di età, con "quota 96"): in questi casi è possibile il pensionamento anticipato al compimento dei 64 anni (con due anni di anticipo rispetto al nuovo requisito di 66 anni per la pensione di vecchiaia) 1 Le dipendenti del settore privato che maturino entro il 31 dicembre 2012 un anzianità contributiva di almeno 20 anni e un età anagrafica di almeno 60 anni: queste lavoratrici, se più favorevole, possono conseguire la pensione di vecchiaia con un età anagrafica di 64 anni 1 Le donne del settore privato: rispetto alle regole precedenti, l età per la pensione di vecchiaia aumenta più rapidamente verso il traguardo dei 66 anni, che sarà raggiunto nel 2018 (e non più nel 2021). Tuttavia, restano le differenze con le donne del settore pubblico, per le quali l età della vecchiaia sale a 66 anni già dal 2012 chenonaveva ilrequisito dei20 annidicontribuzione,cosachegliimpedivadiottenerelapensione. Ebbene, questo lavoratore arriverebbe nel 2012 a 66 anni di età (nuovo requisito per la vecchiaia) e anche a 20 di contributi, requisiti sufficientiperaccederealtrattamentodivecchiaia. Infine, ma lo vedremo più avanti in dettaglio, a pagina 50 e seguenti, resta il fatto che per alcune categorie e/o soggetti i vecchi requisiti sono validi anche se raggiunti dal 1 gennaio 2012: in questi casi, tra l altro, restano in vigore anche le "vecchieregole" sulle finestreperle decorrenze deitrattamenti. Cambia, invece - e questa regola vale per tutti, quindiancheperquellichevannoinpensionenel 2012 sulla base dei vecchi requisiti - il metodo di calcolochedal1 gennaio2012èsolocontributivo. Così, il lavoratore che era nel metodo «retributivopuro» eche accedealpensionamentoadaprile2012(versandocontributifinoamarzo)avràtre mensilitàutiliperlapensionecalcolateconilmetodocontributivo. Chi uscirà a dicembre, ne avrà undicicalcolateconilcontributivo. Quale armonizzazione È utile ricordare che l armonizzazione dell età di pensionamentoedeirequisiti-insiemeconquella delle aliquote e delle modalità di calcolo delle prestazioniprevidenziali-rappresentaunodelpilastridellariformavolutadalgoverno. Naturalmente, rendere omogeneo un sistema previdenzialestratificato,frammentatoearticolato come quello italiano non è cosa semplice. Soprattutto, non è cosa che si possa fare dalla sera alla mattina. In particolare, parlando di requisiti perl accessoallapensionesullabasedeidue"nuovi" canali principali, la prospettiva è di arrivare all armonizzazionenelgirodialcunianni.noncosìtanti,anzipochi-ineffetti-perlapensioneanticipata, che già dal 2012 vedrà debuttare il nuovo requisito dei 42 anni e un mese (un anno in meno perledonne),conilmeccanismodellapenalizzazioneperchinonhaancoracompiutoi62anni. Prospettiva di armonizzazione che sarà, invece, piùlungaperla pensionedivecchiaianeiconfrontidellelavoratricidipendentieautonomedel settoreprivato, dovenel2018siarriverà - pertutti - al requisitodei66annidi età (e poidialmeno 67 anni nel 2021). Occorre, poi, mettere in conto anchel adeguamentoallasperanzadivitacheallungheràtuttiirequisitidietàecontributivi. Certo, limitandosempreildiscorso al temadei requisitidiaccesso,iprossimiannisarannoquanto mai ricchi di deroghe, eccezioni, esclusioni. Le quali-comeèlogicoattendersi-produconoeffetti molto diversi a seconda dei lavoratori ai quali sonodivoltainvoltadestinate. È come se - riproponendo la ripartizione spesso citata dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a proposito dell esito e delle iniquità della riforma Dini del 1995 (quella che, tra l altro, introdusse il sistema contributivo escludendo però i lavoratori con almeno 18 anni di contributi entro il 31 dicembre 1995) -

12 LA RIFORMA IN SINTESI I PENALIZZATI Lavoratori ai quali la riforma si applica integralmente 1 I dipendenti pubblici che maturano i vecchi requisiti di anzianità nel corso del In questi casi, nelle ipotesi "base" (61 anni di età e 35 di contributi oppure 60 anni di età e 36 di contributi), un dipendente pubblico potrà accedere alla pensione due o tre anni dopo il collega del settore privato 1 I lavoratori autonomi che maturano i requisiti di anzianità nel corso del Nell ipotesi base (62 anni di età e 35 di contributi) resteranno al lavoro un anno in più rispetto ai dipendenti del settore privato 1 Chi raggiunge i 40 anni e un mese di contributi dal 2012 (un mese in più sia nel 2013 sia nel 2014) e ha meno di 62 anni se uomo e 61 se donna. La pensione sarà decurtata dell 1% per ogni anno mancante a 62 fino a due anni e del 2% per gli anni ulteriori. I lavoratori maschi, in aggiunta a ciò, rispetto ai precedente requisito dei 40 anni di contributi avranno ora un anno in più di lavoro per raggiungere il nuovo traguardo di anzianità contributiva (42 anni e un mese, ma con decorrenza immediata della pensione in seguito alla soppressione delle finestre di uscita) 1 Tutti i lavoratori che avrebbero raggiunto, dal 2013 e a seguire, i requisiti per la pensione di anzianità con il sistema delle quote: in questi casi rispetto al sistema attuale sarà richiesta una maggiore permanenza al lavoro di almeno tre anni si creassero tre categorie: 1 i"salvati", cioècoloroaiqualilariformaprevista dal decreto legge 201/2011 non si applica; 1 i "parzialmente salvati", cioè quelli che ottengono qualche forma di deroga e beneficio; 1 i "penalizzati", quelli cioè che subiscono interamentel applicazionedellenuoveepiùrestrittiveregole(ildettagliodelletresituazioniènella scheda di sintesi pubblicata in alto). Iltuttononsenzastranezzeedisparità,almeno in apparenza, poco comprensibili. Due casi su tutti. Primo: è difficile capire perché sia concesso soloailavoratoridipendentidelsettoreprivato che entro il 31 dicembre 2012 maturano i "vecchi" requisiti dell anzianità (minimo 35 anni di contributi e 60 di età ma la somma deve dare "96" e quindi si traduce in 36 anni di contributi più60annidietào35annidicontributie61anni di età), e non anche ai dipendenti pubblici, la possibilità di accedere a una forma limitata di pensionamento anticipato che scatta al compimento dei 64 anni (e non 66 come previsto dalla norma a regime). Secondo: non si capisce perché mentre per la pensione di vecchiaia l età di uscita di dipendenti e lavoratori autonomi viene uniformata subito (eliminando l attuale differenza di sei mesi dovuta alle finestre), altrettanto non si fa per la vecchiaia delle donne del settore privato, dove tra lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome rimangono fino al 2018 differenze di requisito, a sfavore delle lavoratrici autonome. A non fare sconti a nessuno sarà invece il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita che determina l allungamento sia dei requisiticontributivisiadell età anagrafica. Verràapplicatoper la prima voltanel 2013 (tre mesi in più su tutti i requisiti, come prevede il decretodelministerodell Economiadel6dicembre), poi ogni tre anni fino al 2019, dopo di che l adeguamento diventeràbiennale. Va aggiuntoche ilsistema dell adeguamentosi applicherà anche ai lavoratori esclusi dalle nuove norme (per esempio, chi è in mobilità oppure in prosecuzione volontaria). In base alla relazione tecnica al decreto, l adeguamento alla speranza di vita interesserà circa 135/140mila lavoratori nel 2013, numero destinato a crescere negli anni successivi per effetto dell intreccio con altri meccanismi di allungamento dei requisiti. RIPRODUZIONE RISERVATA

13 LA RIFORMA IN SINTESI 5 Addio a quote e finestre L anzianità finisce in soffitta La fine delle pensioni di anzianità e il superamento del meccanismo delle finestre di uscita per la decorrenza dei trattamenti rappresentanoduedellenovitàdimaggiorrilievo della riforma previdenziale. Stop alle quote Inviagenerale,vieneeliminatalapossibilitàdiaccedere al pensionamento anticipato con il sistema delle cosiddette «quote» - vale a dire la sommadietàanagraficaeanzianitàcontributiva-che prevedevano comunque requisiti minimi sia sull età(quota96nel2012,conalmeno60anniper idipendenti;61pergliautonomi)siasuicontributi(almeno35 annianni siaperi dipendentisia per gli autonomi), requisiti che, peraltro, sarebbero statiaumentatidiunannodal1 gennaio2013. Tutto ciò equivale, nei fatti, al superamento della pensione di anzianità che nella riforma vivesolocome"pensione anticipata", ottenibile: -perchiènelsistemadicalcolomisto(retributivo-contributivo, assunti entro il 31 dicembre 1995): a 42 anni e un mese di contributi per gli uomini,41eunmeseperledonne,maconpenalizzazioniperl anticiporispettoall etàdi62anni; -perchi ènelsistemacontributivo(assuntidal 1 gennaio 1996, senza possesso di contribuzione precedente): a 63anni dietà, a condizionediavere 20 anni di contributi e che la pensione sia pari almenoa2,8voltel assegnosociale. Attenzione,però: lequotenonsparisconoproprio per tutti. Il decreto legge stabilisce, infatti, cheleregolesuirequisitidiaccessoallapensione (quindi anche le quote) continueranno ad applicarsi - oltre a chi matura i requisiti entro il 31 dicembre2011-ancheailavoratoriesclusioesoneratidellariforma(lavoratoriinmobilitàlungaobreve;gliautorizzatiallaprosecuzionevolontaria;lavoratoriaddettiadattivitàusuranti)ancheseraggiungonoirequisitidopoil31dicembre2011. Niente più finestre Si tratta di una semplificazione importante, ancheinun otticaditrasparenzadelsistema. Ildecretoleggestabiliscecheperilavoratorichematurano i requisiti per l accesso al pensionamen- DOPPIA SVOLTA 01 ABOLITE LE QUOTE Viene soppressa la pensione di anzianità del canale delle quote (35/36 anni di contributi e una determinata età anagrafica). Secondo le stime della relazione tecnica al decreto legge 201, questa misura blocca - in media - 70mila lavoratori all anno e un importo medio della pensione di circa euro all anno. Il posticipo del pensionamento in virtù delle nuove norme, sarà - in media - di circa 2,5 anni rispetto alle regole in vigore fino al 2011 to dal 1 gennaio sia per il pensionamento divecchiaiaordinario siaperquello anticipatonon si applica più il sistema della decorrenza "differita" della pensione (le cosiddette finestre, in base alle quali il trattamento decorre, rispettivamente per dipendentie autonomi, dal il 13 odal 19 mese successivoaquelledi raggiungimento deirequisiti). Ciòsignifica che perchi maturai requisitidal 2012in poilapensionedecorredalmese successivo a quello di presentazione della domanda di pensione,acondizionechealladatadipresentazione risultino già maturati i relativi requisiti. Con la riforma, i nuovi requisiti per accedere ai diversitrattamenti, sonostati ridefinitiancheal finedi includere il periodo di precedente rinvio delladecorrenzadeltrattamento(lavecchiaia è ora a 66 anni contro i 65 previsti fino al 2011, ai qualiperòsiaggiungeval attesalegataalla"finestra"). Questo sistema, ha - almeno per la vecchiaia- premiatogliautonomi,periqualilasoppressione delle finestre produce - di fatto - una diminuzione di sei mesi del requisito dell età anagrafica. RIPRODUZIONE RISERVATA 02 DECORRENZA IMMEDIATA Per chi matura i requisiti di pensionamento dal 1 gennaio 2012 sia per vecchiaia ordinaria sia per il trattamento anticipato non si applica più il regime delle "finestre". In pratica, i nuovi requisiti per la pensione "inglobano" anche il posticipo che era legato al rinvio della decorrenza del trattamento. Ora le pensioni decorreranno dal mese successivo a quello di presentazione e accettazione della domanda

14 LA RIFORMA IN SINTESI 5 Età per età il calcolo rapido dell anno di uscita Un «pensionometro» su misura di Gianni Trovati Un sistema a due vie, che permette di andarein pensione «anticipata» ai lavoratorichehannoiniziatoaversareregolarmente i contributi entro il 23esimo anno di età e alle lavoratrici che hanno debuttato entro il 24esimo,ecostringeglialtriadattendereilpensionamento «ordinario» a 66 anni. La regola Senza «finestre mobili», scomparse le «quote» per misurare l effetto combinato di anzianità ed età, i calcoli sulle proprie prospettive previdenziali si fanno relativamente più facili, rispetto al complessomeccanismochefinoaoggihaguidatoleuscite. Pergli uominieledonne chelavoranonelpubblicoimpiego,ilsistemaèpraticamentearegimegiàdal1 gennaiodel2012,mentreper lelavoratricidel settore privato, autonomeodipendenti, l allineamento con le altre categorie sarà progressivo e porterà a 66 anni l età di vecchiaiaapartiredal 1 gennaio2018. Dipendenti e autonomi Lastradacheconduceall allineamentolelavoratrici dipendenti è però differente da quella destinata a produrre lo stesso effetto per le autonome: nelprimocaso, l etàperl uscita«ordinaria» sale a 62 anni dal 1 gennaio, mentre per le autonome il primo scalino è fissato (sempre pergennaio2012)a63annie6mesi.ledifferenze si attenuano con gli scalini successivi fino ai 66 anni per tutti dal Un altradifferenzaditrattamento,anch essa limitataallafaseinizialedellariforma,èprodottadaunamini-clausola«disalvaguardia» riservata ai lavoratori dipendenti nati nel : gli uomini che entro la fine del 2012 maturano la vecchia«quota96»(conalmeno60annidietà) e le donne che per la stessa data raggiungono almeno 20 anni di contribuzione, potranno andare in pensione a 64 anni, senza attendere oltre. Unaclausola, questa, chetutto sommatoha effetti limitati, soprattutto nel caso delle donne? TABELLE Calcolo immediato. Nellaversioneonline,è possibileinterrogarei pensionometridelle paginesuccessive utilizzandounaspeciale "maschera"dovesi inserisconoipropridati dipendenti che, se nate nella prima metà del 1952, possono comunque ottenere la pensione «ordinaria» nel 2015 a 63 anni e mezzo, quindi primadei64 anniprevisti dalla regola adhoc. I calcoli I«pensionometri» pubblicatinellepaginesuccessive tengono conto di tutti questi fattori e indicanoledatediuscitaprevistedallariforma per ogni categoria di lavoratori a seconda dell anno di nascita e dell età in cui si è iniziato alavorare;apattochelacontribuzionesiaregolare e non presenti dei «buchi» che allontanano la possibilità di un pensionamento «anticipato». Con il passare degli anni, occorre anche considerare l effetto degli incrementi automatici legati alla speranza di vita, che dal 2019 diventano biennali. I lavoratori «precoci» Dal momento che il discrimine fra pensionamento anticipato e ordinario, da individuare nell età di ingresso al lavoro, è a 23 anni per gli uomini e a 24 per le donne, il canale anticipato è quellocheinteressapiùdavicinotuttiilavoratori «precoci», che hanno iniziato a versare i contributi prima dei 18 anni. Nel loro caso il calcolo è semplice, e prevede sempre il pensionamento 42 anni e uno-tre mesi (41 anni e uno-tre mesi perledonne)dopol iniziodelversamentoregolaredeicontributi. Ilproblema, in questocaso, è datodallepenalizzazioniintrodottedallamanovra per chi decide di uscire dal mondo del lavoroprimadei 62anni. Ilmeccanismoscritto nella manovra,chetuttaviapotrebbeesseresoggetto, nelle prossime settimane, a revisioni e "sconti", prevedeuntagliosullaquotadell assegnocalcolataconilmeccanismo«retributivo», cioèquelloinvigorefinoal31dicembre2011perchihainiziatoalavorareprimadel1977equelloapplicato fra1977e1995perchihainiziatoalavoraredopo. La penalizzazione è pari all 1% per ciascuno degli ultimi due anni che mancano a 62 (chi esce a 60anni, quindiavrebbeuntagliodel2%), acuisi aggiungeil2% perognianno inferioreai60. RIPRODUZIONE RISERVATA

15 LA RIFORMA IN SINTESI UOMINI DEL SETTORE PRIVATO La data di uscita secondo le nuove regole e le previsioni degli adeguamenti correlati alla speranza di vita ETÀ DI INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO ANNO DI NASCITA *** * 2015*** ** 2015*** ** ETÀ DI INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO ANNO DI NASCITA Note. * Solo se autonomi; se dipendenti l'uscita è avvenuta nel ; sempre nel caso degli autonomi, se la maturazione dei requisiti è avvenuta nel secondo semestre 2011, l'uscita è nel primo semestre ** Solo dipendenti; se autonomi l'uscita è nel *** Solo dipendenti; se autonomi l'uscita è nel 2017.?

16 LA RIFORMA IN SINTESI DONNE DEL SETTORE PRIVATO La data di uscita secondo le nuove regole e le previsioni degli adeguamenti correlati alla speranza di vita ETÀ DI INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO ANNO DI NASCITA I sem. II sem * ** 2016 ** ** 2016 *** ** 2016 *** ** 2016 *** ** 2016 *** ** 2016 *** ** 2016 *** ** 2016 *** ** 2016*** ** 2016 *** ** 2016 *** ** 2016 *** ETÀ DI INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO ANNO DI NASCITA Note. * Solo se autonomi; se dipendenti l'uscita è avvenuta nel ; semprenel caso degli autonomi, se la maturazione dei requisiti è avvenuta nel II semestre 2011,l'uscita è nel I semestre ** Solo dipendenti; se autonomi l'uscita è nel *** Solo dipendenti; se autonomi l'uscita è nel 2017?

17 LA RIFORMA IN SINTESI UOMINI DEL SETTORE PUBBLICO La data di uscita secondo le nuove regole e le previsioni degli adeguamenti correlati alla speranza di vita ETÀ DI INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO ANNO DI NASCITA ETÀ DI INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO ANNO DI NASCITA ?

18 LA RIFORMA IN SINTESI DONNE DEL SETTORE PUBBLICO La data di uscita secondo le nuove regole e le previsioni degli adeguamenti correlati alla speranza di vita ETÀ DI INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO ANNO DI NASCITA ETÀ DI INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO ANNO DI NASCITA ?

19 LA RIFORMA IN SINTESI 5 Domande & risposte 001 Addio alle quote, la manovra supera la pensione di anzianità Con la manovra di Natale che fine fa la pensione di anzianità? ConlariformaFornero(decretolegge201/2011,convertitoinlegge214) dagennaiolapensionedianzianitàvienedifattosuperata(tranneperchi raggiungeirequisitinel2011).nonèinfattipiùpossibileaccedereal pensionamentoanticipatoconilsistemadellecosiddette«quote»(ossia lasommadietàanagraficaeanzianitàcontributiva).rimanesolola«pensioneanticipata».chiènelsistemadicalcolomisto (retributivo-contributivo,assuntoentroil31dicembredel 95)laottienea 42annie unmesedicontributi(seuomo),41 eunmesesedonna.chiè invecenelcontributivolaottienea63anni,conalmenoventidicontributi. 002 Viene meno il meccanismo delle «finestre mobili» Perquanto riguardalavecchiaia,si applicheràancora ilmeccanismo cosiddettodelle«finestremobili»? Inbasealdecretolegge201/2011ailavoratorichematurano irequisitiperlapensionedivecchiaia(ordinariaeanticipata) dal2012nonsiapplicapiùilmeccanismodelle«finestre mobili»,inbasealqualeilavoratoridipendentipotevano percepirelapensione12mesidopoavermaturatoirequisiti dipensionamento(18mesipergliautonomi).dal2012, quindi,lapensionedecorreràdalmesesuccessivoaquellodi presentazionedellarichiestadipensioneall entediprevidenza. Adecorreredal1 gennaio2012ilrequisitosaràdi62anni.ilrequisito diventeràdi63annieseimesiadecorreredal2014;65annidal 2016,chediventeranno66dal2018.Perlelavoratriciautonome, invece,dal2012ilrequisitosaràdi63annieseimesi(64anniesei mesidal2014;65annieseimesidal2016e66annidal Possibile rimanere al lavoro fino a 70 anni È vero che il nuovo sistema incentiva chi rimane al lavoro fino a 70 anni? Ildecreto Montiprevedechesipossaproseguirel attività lavorativaa70anni, fattisalvigliadeguamentiallasperanzadi vita.ciòavvienenelrispettodeilimitiodinamentalideirispettivi settoridiappartenenza. Vannoricalcolati,naturalmentei coefficientiditrasformazione. 005 Penalizzazione per chi decide di uscire prima dei 62 anni A quale penalità andrò incontro se deciderò di uscire prima dei 62 anni? Quandoillavoratoreolalavoratriceaccedonoalpensionamentoa un etàinferiorea62annilapensioneanticipatavieneridotta dell 1%peridueanniprecedentii62anni(60e61annidietà)e del2%perogniannoulterioredianticiporispettoaipredettidue anni.questariduzionesiapplicasullaquotadipensionerelativa alleanzianitàcalcolateconilsistemaretributivo. 003 Donne dipendenti del privato dal 2012 in pensione a 62 anni 006 Disoccupati esclusi dal gruppo dei «salvati» Sono una dipendente del privato. Come cambia il requisito anagrafico per ottenere la pensione di vecchiaia? Sono nato nell aprile del Da maggio del 2011 sono disoccupato.

20 LA RIFORMA IN SINTESI Ho 38 anni di contributi, compreso il periodo del militare. Quando potrò andare in pensione? Nella manovra Monti non risulta uno specifico benefici o per i lavoratori disoccupati che non si trovino in mobilità breve o lunga. L interessato quindi potrà andare in pensione di vecchiaia a 64 anni di età più gli incrementi legati alla speranza di vita che scatterà con tre mesi già dal Questa soluzione eccezionale è prevista dalla manovra Monti all'articolo 24, comma 15-bis,lettera a). 007 Requisiti raggiunti nel 2011, uscita con le vecchie regole Sono in mobilità dal 1 gennaio Ad agosto di quest anno ho maturato 40 anni di contributi. Posso andare in pensione con le vecchie regole? Se ha compiuto 40 anni di contributi entro il 31 dicembre di quest anno, il lettore andrà in pensione con le regole precedenti la manovra Monti. In particolare, se il requisto dei 40 anni è stato raggiunto ad agosto 2011 la pensione avrà decorrenza da settembre Riscatto della laurea comunque conveniente Ho 38 anni. Lavoro come dipendente da quando ne avevo 26. Da circa sei mesi sto pagando sulla base di rate mensili il riscatto della laurea (quadriennale). Considerato l importo elevato (circa 40mila euro) mi chiedo se sia conveniente, alla luce della recente manovra Monti, continuare a pagare il riscatto, ovvero se sia meglio rinunciarvi, interrompendo i pagamenti mensili. Tutto sommato, il riscatto della laurea potrebbe risultare ancora conveniente in quanto aumenta l anzianità contributiva e risulta essere valido, ad oggi, sia per il diritto sia per la misura della pensione. Stabilire i vantaggi in termini di importo della pensione è impossibile ora. In ogni caso, se il lettore decidesse di interrompere i versamenti, lo potrebbe fare in qualsiasi momento e non perderebbe quelli effettuati. 009 Lavoratori in mobilità esclusi: accordo entro il 4 dicembre Sono nata a gennaio del Maturerò i 40 anni di contributi nel febbraio del A fine mese vado in mobilità, a seguito dell accordo concluso con l azienda di Tlc in cui lavoro nell agosto del Quando maturo i requisiti per accedere alla pensione? Maturerà i requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data in vigore del decreto legge 201/2011. Infatti l articolo 24, comma 14 del decreto legge 201/2011, ha stabilito che le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data in vigore del decreto continuano ad applicarsi ai lavoratori che risultano beneficiari di provvedimenti di mobilità ed esonero, sulla base di accordi stipulati prima del 4 dicembre 2011, nei limiti delle risorse messe a disposizione: 240 milioni per il 2013 (manca lo stanziamento per l anno prossimo), 630 milioni per il 2014, milioni per il 2015, milioni per il 2016, milioni per il 2017, 610 milioni per il 2018 e 300 milioni per il Sono interessati i lavoratori che maturano i requisiti per l accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre Per i «precoci» classe 1952 pensione anticipata a 64 anni Si è parlato tanto in questi giorni dei lavoratori cosiddetti "precoci" del Che cosa è cambiato con la manovra Monti? Ilavoratoridipendentichematuranoun anzianitàcontributiva dialmeno35annientroil31dicembre2012(iqualiavrebbero maturato,primadelladatadientratainvigoredeldecreto 201/2011,irequisitiperiltrattamentopensionisticoentroil31 dicembre2012, quota96),possonoconseguireiltrattamento dellapensioneanticipataalcompimentodiun etàanagrafica noninferiorea64anni. Lelavoratricipossonoconseguireil trattamentodivecchiaiaancheconun etàanagraficanon inferiorea64anniqualoramaturinoentroil31dicembre2012 un anzianitàcontributivadialmeno20annieallamedesima dataconseguanoun etàanagraficadialmeno60anni. ONLINE Altredomandeerispostenellaversioneonline delvolume,cliccandosull iconaquiaccanto

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