L antipapa scomunicato PAOLO VI MASSONE E SATANISTA

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2 L antipapa scomunicato PAOLO VI MASSONE E SATANISTA A cura del Centro Internazionale di Sedevacantismo Totale ~ 2 ~

3 L antipapa scomunicato Paolo VI, massone e satanista. SOMMARIO -Parte 1 - Biografia: pag : pag. 5. Origini ebraiche dell'apostata Giovanni Battista Montini: pag : pag. 12. Negoziati segreti con i comunisti: pag : Il comunista G.B.Montini, viene in parte scoperto: pag. 17. L'antipapa Montini e la sua iniziazione massonica: pag : Nuovi intrighi per prepararsi all'antipontificato: pag : Antipapa Paolo VI: pag. 42. L omosessualità dell infiltrato Giovanni Battista Montini: pag. 47. L antipapa massone: pag. 53. L invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del : pag : Le riforme per una nuova controchiesa anticristica: pag : La fine dell antipapa scomunicato: pag PARTE 2 - Le eresie e blasfemie dell antipapa Paolo VI: pag. 80 L intronizzazione di satana in Vaticano: la doppia messa nera del 29 giugno 1963: pag Appendice: pag Per riassumere: pag Fatti ed episodi: pag ~ 3 ~

4 PARTE 1 BIOGRAFIA Antipapa Paolo VI (Concesio, 26 settembre 1897 Castel Gandolfo, 6 agosto 1978). Fu il 46 antipapa nella storia della Chiesa; omosessuale, eretico modernista, apostata, massone di alto grado, co-fondatore della controchiesa anticristica, detta da alcuni chiesa conciliare, nata dall invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del (conosciuto da alcuni come concilio Vaticano II ). Fu eletto invalidamente al conclave del 1963 (il 21 giugno 1963). Appartenente ad una famiglia di ascendenza ebraica, Giovanni battista Montini operò anche come collaboratore sia dell OSS (servizio segreto statunitense) e della CIA, sia per il KGB comunista. ~ 4 ~

5 Nato il 26 settembre 1897 a Concesio (in provincia di Brescia), da Giorgio Montini, avvocato e deputato, e Giuditta Alghisi. Nel 1903 iniziò gli studi dai Gesuiti, come studente esterno, e nel 1916 iniziò a studiare al seminario di Brescia, come studente esterno. Praticamente non è mai vissuto in seminario, ma a casa propria, e si recava in seminario solo per dare gli esami, e al massimo seguire qualche lezione. Dunque, un anomalo privilegiato che aveva appoggi massonici tra alcuni membri del clero, che lo favorivano. Il 29 maggio 1920, venne ordinato sacerdote da mons. Giacinto Gaggia, e poco dopo si trasferì a Roma, studiando Diritto civile e Diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana, e Lettere all Università statale. Nel 1923, iniziò gli studi diplomatici presso la Pontificia accademia ecclesiastica, divenendo anche collaboratore della Segreteria di Stato vaticana. Sempre nel 1923, venne inviato come addetto alla nunziatura apostolica di Varsavia, ma vi rimase per soli cinque mesi (giugnno-ottobre 1923). Tornato a Roma, dopo pochi mesi, nel 1924, conseguì tre lauree: in filosofia, diritto canonico e diritto civile. Nel 1925 venne nominato assistente ecclesiastico nazionale della FUCI, mostrando ben presto la sua tendenza modernista e comunista. Alcuni ecclesiastici se ne accorsero, e nel 1933 fu costretto a dare le dimissioni dall incarico. ~ 5 ~

6 Nel 1933, però, un Padre gesuita, responsabile delle Congregazioni Mariane, ravvisò nell apostolato di mons. Montini nella FUCI uno sconfinamento disturbante nell ambito dei propri associati. Se ne lamentò col card. Francesco Selvaggiani, Vicario del Papa per la diocesi di Roma. Ne nacque una denuncia contro Montini. Scoppiò tutto un pettegolezzo curiale e una polemica, come se Montini fosse stato un ambizioso, un imprudente accentratore. Montini fu costretto a dare le dimissioni, che furono operative il 12 marzo (Cfr. Carlo Cremona, Piccola biografia di Paolo VI, Grafica 7, Bagnolo Mella (BS) 1977, pp ) Il 13 dicembre 1937, Montini fu nominato sostituto della Segreteria di Stato, cominciando a lavorare all ombra del Segretario di Stato, il cardinale Eugenio Pacelli, ignaro della reale identità di Giovanbattista Montini, apostata massone, e quindi scomunicato, secondo le leggi immutabili della Chiesa, che condannano alla scomunica ipso facto (automatica), chiunque entra nella massoneria, come nel caso di Giovanni Battista Montini, divenuto massone negli anni 20, come verrà spiegato nelle pagine seguenti. Per i 30 anni in cui egli lavorò alla Santa Sede, mons. Montini non fu mai apprezzato dai funzionari di Curia o dal loro personale. Il card. Nicola Canali, capo dell Amministrazione Vaticana, non nascondeva la sua profonda avversione per il giovane diplomatico. Anche mons. Ottaviani (più tardi cardinale), che tendeva essere apolitico, nutriva un antipatia per il giovane Montini. Alcuni membri della gerarchia italiana, deploravano i fanatici sentimenti anti-fascisti e filo-comunisti di don Montini, che il giovane ~ 6 ~

7 diplomatico non si curava neppure di nascondere. Alcuni Vescovi erano afflitti da ciò che essi percepivano come la sua totale mancanza di patriottismo per la sua patria nativa; in verità Montini non aveva mai mostrato alcuno scrupolo nel tradire la sua Patria e il suo popolo a favore degli Inglesi, dei Sovietici e degli Americani, durante la Seconda Guerra Mondiale. (Cfr. Howen Chadwick, Britain and The Vatican During the Second Word War, London: Cambridge Univeristy Press, 1986, p Secondo lo storico britannico Chadwick, non vi era alcun dubbio che Montini fu uno strumento nell assicurare un copia dei dettagli dell Armistizio Italiano a Londra. Vedi anche: Anthony Rhodes, The Vatican in the Age of Dictators ). Il Ministro della Giustizia italiano, Roberto Farinacci, sosteneva che era di dominio pubblico il fatto che Montini era l amico dei nemici dell Italia. Ed egli aveva ragioni valide per affermarlo. (ibid., pag. 82). Essere nello stesso letto con uno, era come essere nello stesso letto con tutti e tre; una verità che Montini cominciò ad apprezzare quando divenne Papa Paolo VI» (Cfr. Peter Ebblethwaite, John XXIII Pope of the Century New York Continuum, Ebblethwaite, un ex gesuita, lasciò il sacerdozio e si sposò. Egli fu un impiegato per gli Affari Vaticani per il National Catholic Reporter per più di 16 anni. Egli morì ad Oxford, in Inghilterra, il 18 dicembre 1994.). Dagli archivi del Ministero degli Interni italiano, risulta che l Assistente ecclesiastico nazionale della FUCI, mons. Montini, era stato sorpreso, con persona di pari sesso, in un pubblico vespasiano compiendo atti osceni contro il buon costume. Nel 1934, Montini si prese una vacanza per recarsi in Inghilterra e Scozia, in compagnia del siciliano mons. Mario Rampolla del Tindaro, pronipote del Card. Mariano Rampolla, Segretario di Stato di Leone XIII e la cui segreta identità fu scoperta alla sua morte, nel 1913, quando dei documenti personali lo esposero come il capo dell Ordo Templis ~ 7 ~

8 Orientis (O.T.O.), la potentissima organizzazione, dedicata alla corruzione di alte personalità, che portava tutte le società segrete sotto un solo centro direttivo, dominato dagli Illuminati di Baviera. Robin Bryans scrisse: «Si ricorda che Hugh Montgomery era il fratello del famoso artista Peter Montgomery, da lungo tempo partner omosessuale della spia di Cambridge Antony Blunt (passata poi in campo sovietico). ( ). Verso la metà degli anni 1930, Hugh Montgomery, in Vaticano, divenne l Incaricato d Affari sotto Sir Alec Randall, il rappresentante britannico presso la Santa Sede. Fu qui che Hugh incontrò un pari livello e giovane diplomatico italiano, che si stava facendo strada, mons. Battista Montini che, come si diceva, condivideva le stesse tendenze sessuali di Hugh; e i due uomini ebbero una relazione amorosa. ( ) Hugh Montgomery e il suo amico Battista Montini fraternizzarono con alcune persone di carattere particolarmente eccentrico, tra le quali vi era il visconte Evan Tredegar, un aristocratico convertito al Cattolicesimo, che era Ciambellano Privato di Papa Benedetto XV. Il visconte si divertiva a solleticare i suoi amici (Montgomery e Montini) con racconti sulle sue prodezze sessuali e occulte, incluse le sue esperienze dirette in Messe Nere con uso di sangue umano, urina e sperma. Con l elezione di Pio XI, Tredegar ( ) ritornò alla sua casa ancestrale nel Galles, e si sposò. Secondo la testimonianza di un amico intimo, Tredegar teneva una fotografia del giovane Montini guancia a guancia con un aitante marinaio, appesa al suo tavolo a fianco al letto, insieme ad altre fotografie di dignità reali» (Cfr. Robin Bryans, The Dust Has Never Settled, London. Honey Ford Press, 1992, p. 60). Il 16 dicembre 1937, mons. Montini fu nominato Sostituto alla Segreteria di Stato, sotto il Segretario di Stato cardinale Eugenio Pacelli. ~ 8 ~

9 Il 10 febbraio 1939, Pio XI morì, e il 2 marzo 1939, al successivo conclave, venne eletto il cardinale Eugenio Pacelli, uomo timorato di Dio, che assunse il nome di Pio XII. Montini conservò il suo incarico alla Segreteria di Stato insieme a mons. Domenico Tardini, entrambi alle dipendenze del cardinale Luigi Maglione. Nel 1939, mons. Montini si trovava in Polonia come Legato pontificio. Su questo periodo, Franco Bellegrandi (Cameriere di cappa e spada del Papa) scrisse: «Il credo ideologico di mons. Montini lo ha portato, tra l altro, a odiare i tedeschi e la Germania, tanto da assumersi anche lui la sua parte di responsabilità nello scoppio delle ostilità, consigliando la Polonia ad aprire il fuoco contro l esercito germanico. Lo storico Louis Marschalko, nel suo libro The World Conquerors (The real war criminals) (= I Conquistatori del mondo i veri criminali di guerra), così scrive: Il 21 aprile 1939, mons. Montini, il Legato pontificio in Polonia a quel tempo, disse al Conte Jean Szembeck che, se dovesse la Polonia decidere di entrare in guerra, questa sarebbe stata una guerra giusta e legittima (il Conte Jean Szembeck, uno dei principali funzionari del Ministero degli Esteri della Polonia, pubblicò il suo diario in Francia con il titolo: Journal )». (Franco Bellegrandi, Nichita Roncalli Controvita di un Papa, Edizioni Eiles, Roma 1994, p. 82). Durante la Seconda Guerra mondiale, mons. Montini organizzò il Servizio Ricerche e Informazioni per i prigionieri di ogni Paese, e la Commissione per i Soccorsi, che diventerà poi la Pontificia Commissione di Assistenza (POA). ~ 9 ~

10 Origini ebraiche dell apostata Giovanni Battista Montini Capostipite della sua famiglia era Bartolomeo o Bartolino De Benedictis, detto Montino. De Benedetti (Benedictis) è un nome tipicamente ebraico. Quando Montini divenne antipapa, per tutto il suo antipontificato, portò sull'abito pontificale l'"ephod" del sommo sacerdote ebraico. Così ne parlò l'abate Georges de Nantes, nel mese di ottobre 1970, sul suo mensile "Contre Reforme Catholique" n.37, con un articolo intitolato "L'Amuleto del Papa": "In 'Paris Match' del 29 agosto, l'articolo di Robert Serrou, "Il prossimo papa sarebbe francese?", è illustrato da una grande fotografia del papa e del cardinale Villot. Guardo quei due volti chiusi nei quali è dissimulato il destino della Chiesa... Ma, cosa c'è là, sul petto di Paolo VI, sotto la croce pettorale? Strano gioiello che non mi sembra aver mai veduto a nessun papa! L'oggetto deve essere d'oro, quadrato, ornato di dodici pietre preziose disposte su quattro ranghi, tre a tre. E' sospeso in modo molto particolare a un cordone che gira attorno assieme a quello cui è sospesa la Croce del Cristo. Per descrivere l'oggetto, spontaneamente, ho usato le stesse parole che, al capitolo ventotto dell''esodo', descrivono l'ephod del Sommo Sacerdote Ebreo! Ecco dunque, sul cuore del papa, attaccato al suo collo, il "Pettorale del Giudizio" che il Sommo Sacerdote Aronne e i suoi successori hanno dovuto portare come ornamento rituale e le dodici tribù di Israele, "per ricordarle senza sosta in presenza di Jahvè" (Es. 28, 29). Paolo VI porta l'insegna di Caifa... Chissà da quando e perchè, e da chi l'ha ricevuta? Il papa vuole significare che egli è l'erede diretto del Sacerdozio levitico, come pontefice di una chiesa cattolica divenuta la nuova ed unica ~ 10 ~

11 Israele di Dio? Oppure prepara una restaurazione del Giudaismo come la religione del monoteismo puro, del Libro più sacro, dell'alleanza universale? Chi ha dunque il diritto tra noi di sapere se il papa, rivestendo l'ephod di Caifa, intende assumere l'antico culto ebreo nella Chiesa senza temere il furore dell'israele secondo la carne, o se ha il disegno di riportare le Chiese cristiane al giudaismo universale e di restaurare a Gerusalemme il sacerdozio levitico?". La prima di quelle fotografie dell antipapa Montini con l'ephod sul petto, risale al 1964, pochi mesi dopo essere stato eletto invalidamente. Talvolta la croce pettorale non c è, mentre nelle visite ai luoghi santi, o santuari, l'ephod non manca mai. ~ 11 ~

12 Nel 1939, il satanista scomunicato Giovanni Battista Montini, nelle sue attività segrete di agente massonico al servizio della sinarchia mondialista luciferiana, esortò e spinse alti ufficiali e politici polacchi, ad attaccare l esercito tedesco e la Germania, per innescare la seconda guerra mondiale. Lo storico Louis Marschalko nel suo libro "The World Conquerors" (The real war criminals) così scrive, in proposito, a pag. 276: "On April 21st, 1939, Monsignor Montini, the papal legate to Poland at that time, told Count Szembeck that according to the official view-point of the Vatican, should Poland decide in war, it would be a just and rightful war. (Count Jean Szembeck one of the leading officials of the Polish Foreign Office, published his diary in France under the title "Journal ")". ~ 12 ~

13 Durante la seconda guerra mondiale, Montini fu un potente strumento nelle mani dell OSS (Office of Strategic Services), ma anche come informatore dell NKVD, l agenzia di servizi segreti sovietica. Questa attività doppiogiochista e intrinsecamente perversa, indegna di un ecclesiastico, ovviamente la svolse in piena segretezza, mentre Pio XII era ignaro dell ignobile tradimento dello scomunicato (ipso facto) massone e satanista Giovanni Battista Montini. Il 22 agosto 1944 morì il segretario di Stato Vaticano, cardinale Luigi Maglione, e Pio XII non nominò un suo successore, ma si limitò per prudenza a nominare due pro-segretari di Stato : mons. Domenico Tardini e l apostata G.B.Montini. Quest ultimo, avendo maggiore potere, si impegnò ancora di più a tradire Cristo, il Papa, la Chiesa. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Pio XII assegnò a Montini il compito di aiutare a preparare l Italia per una ordinata transizione politica, che includeva la ristrutturazione del nuovo Governo italiano, basato sul modello del Partito Democratico Cristiano. Montini fu incaricato di dirigere una rete sotterranea per facilitare la fuga di rifugiati politici, incluso gli ebrei, fuori dall Italia. Alla fine della guerra, queste reti sotterranee vaticane furono utilizzate per altri scopi, come la Operazione Paperclip, che trasferì scienziati di spicco tedeschi e austriaci negli Stati Uniti, in modo che non cadessero nelle mani dei Sovietici. Montini, inoltre, coordinava anche gli sforzi vaticani per assistere i prigionieri di guerra e le loro famiglie attraverso la Croce Rossa. Per tutta la durata della guerra, Giovanni Battista Montini, diplomatico di giorno e intrigante di notte, lavorò in rapporti stretti con il personale alleato dei servizi di intelligence militari dell Office of Strategic ~ 13 ~

14 Services (OSS) (il precursore della CIA), come pure col personale di Intelligence britannico, e sovietico (Cfr. Linda Hunt, Secret Agenda: The United States Government, Nazi Scientists and Project Paperclip, New York: St. Martin s Press, 1991), contro i fascisti, i giapponesi e i nazisti. Montini fu il responsabile del reperimento delle informazioni di intelligence, ottenute dai Gesuiti in Giappone, che servirono agli Alleati per individuare gli obiettivi strategici da bombardare (Cfr. Martìnez, op. cit., p. 82). L Office of Strategic Services (OSS), in cambio, si impegnava a riempire la tesoreria vaticana con dollari, come pure le casse della mafia siciliana e della massoneria (che Mussolini aveva dichiarato fuorilegge, condannandola alla clandestinità), per accelerare l invasione alleata in Sicilia. Un amico importante di Montini, nel periodo bellico, fu lo scapolo Sir Francis Godlopin D Arcy Osborne, Ambasciatore Britannico in Vaticano, che aveva ricevuto questo incarico nel Quando l Italia entrò in guerra, alleata della Germania, Osborne e il suo staff e personale maschile della segreteria, maggiordomi e domestici, cercarono rifugio in Vaticano (Cfr. Owen Chadwick, op. cit., pp ): Osborne e Montini divennero amici stretti. Osborne descrisse mons. Montini come un eccellente diplomatico, anche se non dello stesso calibro del suo collaboratore alla Segreteria, mons. Domenico Tardini. Egli disse che Montini era un maniaco del lavoro. Personalmente, egli trovò Montini persuasivo, ma indeciso (Cfr. Owen Chadwick, op. cit., pp ). Da sempre protestante, che occasionalmente si occupava di occultismo, Osborne morì al di fuori della Chiesa Cattolica. Negoziati segreti con i comunisti. Agli Alleati che consigliavano a Stalin una politica più accondiscendente verso il Vaticano, il dittatore rispose: «Di quante divisioni dispone il Papa?». ~ 14 ~

15 Ma in Vaticano vi era chi aveva tentato segretamente di instaurare rapporti con l Unione Sovietica, malgrado la posizione ufficiale anti-comunista dei Papi Pio XI e Pio XII. Mariano Rampolla del Tindaro, compagno di studi di Montini all Accademia dei Nobili Ecclesiastici, e suo amico assai amato e stimato, fu organizzatore e protagonista di un incontro riservatissimo con uomini di fede comunista, per le eventuali relazioni diplomatiche tra Vaticano e Unione Sovietica. L incontro avvenne nell agosto 1938, con gli esponenti del Partito Comunista Italiano, Donini e Sereni, nella Certosa svizzera della Valsainte tra i monti, lontano dai confini italiani. Mons. Rampolla chiese agli interlocutori se il Partito fosse disposto a sondare il terreno a Mosca, in vista di eventuali contatti tra Santa Sede e governo sovietico, per la normalizzazione dei rapporti diplomatici. La relazione stesa da Donini, e inviata ai dirigenti del Partito Comunista, non fu presa in considerazione e non raggiunse il responsabile Palmiro Togliatti; forse - ritenne Donini - perché considerata sospetta. (Carlo Cremona, Piccola biografia di Paolo VI, Grafica 7, Bagnolo Mella (BS) 1977, pp ) Nell estate del 1944, quando la guerra stava per finire, l apostata Montini entrò in negoziati di alto livello con i comunisti italiani, per individuare il ruolo che il Partito Comunista avrebbe avuto nel periodo post bellico. Il suo obiettivo era quello di formare un alleanza tra il Partito Democratico Cristiano, i Socialisti e i Comunisti (Cfr. Martìnez, op. cit., pp ). Come riportato da Martìnez, il 10 luglio 1944, vi fu un incontro tra mons. Montini, che agiva all insaputa di Pio XII, e Palmiro Togliatti, il capo indiscusso del Partito Comunista Italiano, che era da poco tornato a Roma, dopo 18 anni di esilio in Unione Sovietica (Cfr. Martìnez, op. cit., pp ). Questo fu il primo contatto tra il Vaticano e un leader del Comunismo. Fu abbozzato un piano per fornire da base per un accordo tra il Partito Democratico Cristiano, i Socialisti e i ~ 15 ~

16 Comunisti, che avrebbe conferito ai tre Partiti il controllo totale in un qualsiasi governo post bellico in Italia. Il piano, inoltre, definiva le condizioni per future collaborazioni tra la Chiesa Cattolica e l Unione Sovietica (Cfr. Martìnez, op. cit., pp Vedi Document JR 1022 rilasciato dall OSS, Washington, D.C. Office. Vedi Piers Compton, The Broken Cross, pp ). L altro tentativo di instaurare rapporti tra il Vaticano e il governo sovietico, avvenne nel 1945, alla vigilia della Conferenza di Yalta, ad iniziativa proprio di mons. Montini: un incontro tra Montini e il comunista Eugenio Reale, allora sottosegretario di Stato al Ministero degli Esteri. Lo stesso Reale riferisce l argomento del colloquio: se fosse possibile un colloquio tra sua Santità e il capo del Partito comunista (Togliatti). «Ci siamo lasciati conclude il resoconto di Reale - nell intesa che se Togliatti avesse accettato l idea di una visita al Papa, io sarei tornato da mons. Montini per fissarne la data e le modalità». Sembra che questo contatto non abbia avuto sviluppi (Cfr. Carlo Cremona, Piccola biografia di Paolo VI, Grafica 7, Bagnolo Mella (BS) 1977, p. 55). ~ 16 ~

17 Il comunista Giovanni Battista Montini, viene in parte scoperto. (da Chiesa viva n.441; pagg ): All insaputa dei contatti segreti tra mons. Montini e i capi del Comunismo italiano, Pio XII, per i loro anni di servizio alla Santa Sede, tentò di ricompensare mons. Montini e mons. Tardini con il cardinalato, in un Concistoro segreto del 1952, ma entrambi, rispettosamente, declinarono l onore (l ultimo Concistoro del Pontificato di Pio XII, ebbe luogo il 12 gennaio 1953). Questo significò che Montini non era un membro del Collegio dei Cardinali, e pertanto non poteva essere considerato candidato al Papato nel 1958, nel conclave che elesse invalidamente Roncalli. Ma la stima di Pio XII per mons. Montini crollò in un sol colpo, quando il Pontefice lesse le prove inconfutabili del suo tradimento nei confronti della sua politica anti-comunista. Ormai questo tradimento appartiene alla storia! Si era nel 1954, quando Pio XII era già provato dalla malattia e indebolito dalla vecchiaia. Il Colonnello Arnauld, Brigadiere Generale del Deuxième Bureau (il Servizio d Intelligence francese), dopo aver dato le dimissioni dal Deuxième Bureau, si recò a Roma, chiamato da Pio XII, che gli offrì di diventare il suo agente personale. Il Colonnello accettò, prestò giuramento al Pontefice, e iniziò la sua nuova missione. Nel corso di un suo giro all Est, entrò in relazione con il Vescovo luterano di Uppsala, Brilioth, Primate di Svezia, che, aveva molta stima di Pio XII. Nel corso di uno di questi suoi incontri (verso l estate 1954), l arcivescovo di Uppsala, improvvisamente, disse al Colonnello: ~ 17 ~

18 «Le autorità svedesi sanno benissimo che il Vaticano ha relazioni con i sovietici»! Rientrato dalla sua missione, il Colonnello interrogò Pio XII, il quale, assai stupito della cosa, chiese al Colonnello di riferire a Brilioth che il Vaticano non aveva alcuna relazione con i Sovietici. Ma al suo ritorno in Svezia, il Colonnello Arnauld si vide consegnare dall arcivescovo di Uppsala una busta sigillata, indirizzata a Pio XII, con la preghiera di rimetterla solo nelle sue mani, senza farla conoscere a nessun altro in Vaticano. Gli disse solo: «Questa busta contiene le PROVE delle relazioni che il Vaticano ha con i Sovietici. Giunto a Roma, il Colonnello consegnò la busta a Pio XII, che la lesse in sua presenza, tutto sbiancato in volto. In breve: l ultimo testo ufficiale, firmato dal pro-segretario di Stato mons. Montini è datato: 23 settembre 1954 (Cfr. CRC, 97, ottobre 1975, p.12). Il 1 novembre 1954, Pio XII allontanava dalla Segreteria di Stato, mons. Montini. Da altre informazioni si sa che, in quel tragico autunno del 1954, Pio XII aveva anche scoperto che il suo pro-segretario di Stato mons. Montini gli aveva nascosto tutti i dispacci relativi allo scisma dei Vescovi cinesi, il cui caso si andava aggravando. Il 1 novembre 1954, Montini venne nominato Arcivescovo di Milano. La consacrazione ebbe luogo a Roma, il 12 dicembre 1954, da parte del card. Eugéne Tisserant. Ma perché consegnare la diocesi più grande del mondo ad un traditore del Papa? La vera ragione la conobbi in un mio incontro personale con il Generale G. Leconte, dei Servizi Segreti francesi. Il Generale mi parlò, prima, di molte cose attinenti l infiltrazione massonica della Chiesa d oggi, poi, improvvisamente mi pose questa domanda: «Lei crede che ~ 18 ~

19 anche Paolo VI sia massone?» e senza attendere una mia risposta, mi passò un libro di Carlo Falconi, Vue et entendu au Concile, edito prima che Montini diventasse Papa; e mi mostrò un passo del libro, a pagina 69, in cui si dice che un pezzo grosso 33 della massoneria, assicurava che anche Montini serait inscrit dans un Loge maçonnique ( era stato iscritto alla massoneria )! Infine, mi narrò la vicenda dell allontanamento di mons. Montini dalla Segreteria di Stato da parte di Pio XII, perché realmente lavorava per la Russia, all insaputa del Papa e, quindi, tradendolo! Sta di fatto che Montini, vivente ancora Pio XII, non varcò mai più le soglie del Vaticano!. Il card. Eugéne Tisserant aveva un archivio, continuamente aggiornato, che conteneva le Lettere di mons. Montini che segnalavano al K.G.B. sovietico nomi di Sacerdoti e Vescovi, che Pio XII inviava clandestinamente in Unione Sovietica tra i cattolici oppressi e perseguitati. Tutte le persone inviate venivano inspiegabilmente e sistematicamente catturate, uccise o inviate nei lager sovietici. All ultima mia domanda: «Ma allora, perché Pio XII lo mandò a Milano, sede prestigiosa e cardinalizia, dopo averlo tradito»? Il Generale mi rispose, sorridendo: «No! non fu Pio XII a mandarlo a Milano! Noi abbiamo qui un altro dossier, che porta la scritta: Cardinal Pizzardo, in cui ci sono documenti che parlano diversamente! Del resto, anche Lei avrà notato che Pio XII non lo ha mai elevato al rango di Cardinale, benché Milano fosse tradizionalmente sede cardinalizia, per cui Montini si trovò come scartato dalla Curia Romana e allontanato, definitivamente, da quello stesso Papa su cui Egli aveva esercitato non poca influenza; e fu escluso dal futuro Conclave, perché Pio XII era risoluto a non farlo più entrare nel Sacro Collegio! Perfino la consacrazione ad arcivescovo, dopo la Sua nomina, fu quasi ignorata da Pio XII!». Al termine del colloquio, il Generale mi inviò dal Colonnello Arnauld, il quale mi confermò che Montini teneva oscuri rapporti, clandestini, ~ 19 ~

20 di propria iniziativa, con la Russia e certe altre Potenze dell Est, per cui Pio XII lo espulse dalla Segreteria di Stato. Poi, mi disse che Pio XII dovette cedere che Montini fosse mandato a Milano, ma che non Lo fece Cardinale, non Lo accettò più in udienza, (benché Pio XII campasse ancora quattro anni!), e che fece comprendere, più volte, ai Cardinali, che Egli non L avrebbe voluto Suo successore! Come si vede, qui non si tratta di rivelazioni di Stato, perché negli Archivi Francesi c è ancora tutto quello che io ho udito, di persona, sul caso Montini! (Cfr. Luigi Villa, Paolo VI beato?, Editrice Civiltà, Brescia 1998, pp ). Sui rapporti oscuri, clandestini e di propria iniziativa, di mons. Montini, però, esiste anche la fonte dell archivio del card. Tisserant. Questo era un archivio continuamente aggiornato, contenente documenti di valore storico e anche di delicatezza esplosiva, tra cui anche il credo marxista dell allora mons. Battista Montini, il quale, nel 1945, si era legato in amicizia con Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista italiano, appena rientrato dall Unione Sovietica. (...) Attraverso i circoli protestati dell Università di Uppsala e legami con l ortodossia russa, mons. Montini faceva sapere al Cremlino che «... non tutta la Chiesa e non tutto il Vaticano approvano, per il futuro, gli indirizzi di Papa Pacelli». Ebbene, nell archivio del card. Tisserant, c erano anche i rapporti segreti che furono consegnati a Pio XII dal Colonnello Arnaud. (...) Il dossier ad hoc è costituito, soprattutto, da Lettere di Montini che segnalavano al K.G.B. - la polizia segreta sovietica - anche nomi e movimenti sacerdotali - specie gesuiti - che esercitavano clandestinamente il ministero sacerdotale tra le genti oppresse e perseguitate dei paesi comunisti. ~ 20 ~

21 Pio XII non sapeva spiegarsi la causa del terribile dramma della sistematica scomparsa dei sacerdoti inviati clandestinamente in Russia, se non con l esistenza di una spia nascosta in Vaticano. Allora, incaricò dei poliziotti segreti, travestiti da monsignori, che scoprirono, in atto di fotografare documenti segreti, il gesuita Alighiero Tondi, uno della cerchia di Montini, anzi il suo consigliere speciale. Interrogato, fu identificato come un agente del K.G.B., istruito da Mosca, e che dal Vaticano trasmetteva al suo capo, in URSS, i documenti che fotografava negli archivi vaticani. Dall accurata inchiesta, risultò che era lui a passare ai suoi superiori sovietici anche la lista dei Vescovi e dei Sacerdoti clandestini colà inviati da Pio XII, i quali, per questa delazione, venivano arrestati, uccisi o fatti morire nei lager sovietici! È un fatto, questo, di gravità estrema, forse unica! Certo un agire da assassini! Pio XII, dopo queste rivelazioni ebbe un collasso e fu costretto a letto per molti giorni. Tuttavia dispose subito per una immediata espulsione di Montini dall ufficio che aveva equiparato a Segretario di Stato. (Cfr. Luigi Villa, Paolo VI - processo a un Papa?, Editrice Civiltà, Brescia 1999, pp ). Inoltre, Pio XII, «nell'ottobre del 54, venne a conoscenza del rapporto segreto di quell' arcivescovo di Riga, incarcerato dai sovietici, il quale affermava che c'erano stati in suo nome [di Pio XII], contatti coi persecutori da parte di un'alta personalità della Segreteria di Stato (Cf. Courrier de Rome, giugno 1975 n. 145). Per il tradimento di Montini, scrive mons. Roche (segretario del card. Tisserant), l'amarezza [di Pio XII] fu così viva, che la sua salute ne risentì, ed egli si rassegnò a governare da solo gli affari esteri vaticani.» Anche il bollettino della Contrereforme Catholique (n 97, p. 15), parla della questione: L inchiesta fece scoprire nella cerchia di mons. ~ 21 ~

22 Montini un traditore, il gesuita Alighiero Tondi, il quale, nel corso di un drammatico confronto col card. N., riconobbe di aver dato ai sovietici i nomi dei preti inviati clandestinamente in URSS, e che [a seguito della delazione] erano stati tutti arrestati ed uccisi. È noto che il Tondi, sposato [prima civilmente e poi] religiosamente [con l'attivista comunista Zandi, dopo varie vicissitudini e la morte della moglie] ritroverà "lavoro" a Roma nel 1965, col favore di Montini, ormai Paolo VI. Può l'accordo Roma-Mosca effettuato dall antipapa Roncalli ( Accordo di Metz, di cui abbiamo già trattato nel libro sull antipapa Giovanni XXIII), e confermato successivamente da Montini, definirsi solo errore diplomatico o politico? Certamente no. Basta riflettere sul prezzo religioso dell'accordo, e su ciò che Roma ha ottenuto - l'insignificante presenza di alcuni osservatori ortodossi, sorvegliati dal KGB, concedendo in cambio: il silenzio della Chiesa su quella nefanda dottrina del così detto comunismo, contraria sommamente allo stesso diritto naturale, la quale, una volta ammessa, porterebbe al radicale sovvertimento dei diritti, delle cose, delle proprietà di tutti, e della stessa società umana. Pio IX ( Qui pluribus ; Syllabus ); su la peste distruttrice, la quale intaccando il midollo della società umana, la condurrebbe alla rovina (Leone XIII, Quod Apostolici muneris ). Su quel pericolo che minaccia di precipitare popoli interi... in una barbarie peggiore di quella in cui ancora giaceva la maggior parte dei mondo all'apparire del Redentore ; su quel satanico flagello nel quale non vi è posto per l'idea di Dio, non esiste differenza fra spirito e materia, tra anima e corpo; non si dà sopravvivenza dell'anima dopo la morte e che spoglia l'uomo della sua libertà, principio spirituale della sua condotta morale, toglie ogni dignità alla persona umana e ogni ritegno morale contro l'assalto degli stimoli ciechi (Pio XI, Divini Redemptoris ); su l iniquità... che mira a strappare la fede a quegli stessi ~ 22 ~

23 ai quali promette il benessere materiale (Pio XII, Enc. Menti nostrae 1950). L'impegno preso e mantenuto da quei prelati apostati, fu la rinunzia alla missione della Chiesa, un tradimento all'umanità, a Dio, alla Chiesa stessa; questa pagina nera della storia della Chiesa resterà, come scrive Jean Madiran (Présent, Parigi), la vergogna della S. Sede nel secolo XX. «Quanto a Montini, le sue difficoltà sembrano accresciute da quando i suoi ben noti legami con De Gasperi, Fanfani, La Pira e con i dirigenti dell Azione cattolica giovanile, hanno contribuito a stendere sui suoi quotidiani rapporti col Papa un velo leggerissimo, quasi impalpabile e tuttavia inquietante di pena, quel minimo disagio che basta a insinuare tra loro il dubbio o la reticenza. E qualcosa di più che un sospetto se padre Rotondi ha sussurrato all orecchio di Lombardi, già dall estate, un segreto: Il Papa ha ora sempre più la sensazione di essere servito male da qualcuno molto vicino a lui (MD, p. 333). «Il modo come suor Pascalina, la governate di Pio XII, trattò Montini, fa capire che pesa su di lui un sospetto di tradimento. Lui era il «monsignore che aveva osato tradire il termine era molto forte - la battaglia antisocialista oltre che anticomunista di Pacelli». Suor Pascalina aveva visto piangere il Papa, deluso per l atteggiamento aperturista di Montini. Il monsignore aveva già attirato l attenzione del prosegretario del Sant Uffizio, cardinale Ottaviani, un capofila, insieme a Gedda, di quanti accusavano Montini di trescare con Fanfani e di aspirare a una Democrazia Cristiana autonoma dal Vaticano. Si andava oltre, volendo far credere che il ~ 23 ~

24 monsignore avesse perfino assistito a certe messe nere. Fu padre Lombardi a darne notizia al Papa, e lui, in una nuova crisi di pianto, esclamava: «Non è vero! Non è possibile! Assolutamente non è possibile crederci» (A. Spinosa, «Pio XII, l ultimo Papa», Mondadori,1992, p. 358; MD, p. 356). Ora, Lombardi era al corrente che il Sant Officio aveva aperto un dossier segreto su Montini: lui stesso l ha denunciato «come responsabile di una politica personale verso i regimi comunisti dell Europa orientale e verso alcuni Paesi latino-americani» (MD, p. 355). Ma lui sapeva pure che il «castigo» inflitto al «traditore» sarebbe la riprova che esso era più forte del cosiddetto «partito romano» che all interno della curia faceva capo allo stesso Ottaviani e a Pizzardo, con appoggi nella università Lateranense e nella Civiltà Cattolica che voleva l allontanamento di Montini dalla sua mansione nella Segreteria di Stato, da affidare al conservatore Tardini. Infatti, il Papa scelse monsignore Dell Acqua, e quanto a liberarsi di Montini, non ha saputo far di meglio che inviarlo come arcivescovo a Milano, di modo che sembrasse a tutti di aver promosso e non rimosso il sospetto personaggio. Si è solo guardato dal farlo cardinale! L eruditissimo porporato francese, il cardinale Eugène Tisserant, Decano del Sacro Collegio, Bibliotecario e Archivista di Santa Romana Chiesa, si distingueva fra i cardinali, per una personalità tutta d un pezzo. Era rispettato e temuto in Vaticano per due precise ragioni: il suo coraggio rude e senza mezzi termini, che gli faceva esporre chiaramente le sue opinioni davanti a chiunque, e il fatto di essere a conoscenza di una quantità di segreti scomodi, legati al passato di molte personalità vaticane. Possedeva infatti, l ex ufficiale cardinale francese, un suo archivio, vasto e ~ 24 ~

25 continuamente aggiornato e arricchito, contenente documenti di grande valore storico e spesso di delicatezza esplosiva, messo insieme, con competenza e metodo, in quasi mezzo secolo di attività al servizio della Santa Sede. Conosceva, quindi, uno per uno, i nemici di Pio XII e del pacellismo. In quell archivio era documentato, per esempio, il credo marxista dell allora monsignor Giovanbattista Montini, sostituto della Segreteria di Stato di Pio XII. Che nel 1945 si era legato in amicizia con il segretario del partito comunista italiano, Palmiro Togliatti, appena rientrato in Italia dall Unione Sovietica. ( ) Presto, quel segretissimo connubio fra il diavolo e l acqua santa aveva maturato i suoi frutti. Attraverso circoli protestanti dell Università di Uppsala e loro legami con l ortodossia russa, il Sostituto della Segreteria di Stato di Pio XII fece sapere al Cremlino che non tutta la Chiesa e non tutto il Vaticano approvavano per il futuro gli indirizzi politici di Papa Pacelli. Queste iniziative segretissime di Giovanbattista Montini non sfuggirono però all allora monsignor Tardini. Non a caso fra i due prelati contraddistinti da temperamenti opposti, non corsero mai buoni rapporti. E nell archivio del cardinale Tisserant, insieme ad altri importanti documenti del delicato affaire, finirono i rapporti segreti dell arcivescovo di Riga a Pio XII, nei quali sono descritti, con dovizia di documentazione, i contatti che Giovanni Battista Montini ebbe, all insaputa del Papa, con emissari dell Unione Sovietica e degli Stati satelliti, e gli esiti scottanti dell inchiesta segreta che Pio XII aveva subito affidata a un ufficiale dei Servizi segreti francesi. Costui era riuscito a impossessarsi di una raccolta di lettere attribuite a Montini che segnalavano alla K.G.B. la polizia politica sovietica- i nomi e i movimenti dei sacerdoti, in gran parte gesuiti, che, in quegli anni esercitavano clandestinamente il loro ministero fra le ~ 25 ~

26 popolazioni dei paesi comunisti oppresse dalla persecuzione religiosa. Quell ufficiale racconterà più tardi allo scrittore francese Pierre Virion che trasecolò quando gettò gli occhi su quelle lettere delatorie, vergate su carta intestata della Segreteria di Stato di Sua Santità. (Pierre Virion confiderà l episodio alla vaticanista Gabriella de Montemayor, incontrata a Roma nel giugno 1974, che ne riceverà conferma da un alto magistrato romano, il dottor Giulio Lenti, a sua volta informato da mons. Domenico Tardini, cui era legato da antica amicizia. Infatti mons. Tardini era stato subito convocato da papa Pacelli, sconvolto da quella rivelazione. Il segretario del cardinal Tisserant, monsignor Georges Roche, annota l episodio nel suo libro Pie XII devant l histoire, edito da Laffont di Parigi.) Peraltro, non appena Pio XII lesse quelle carte, ebbe un collasso. Costretto a letto per molti giorni, dispose l immediata partenza di Montini per Milano, la prima diocesi vacante che in quel momento di terribile angoscia si trovò sottomano. Il futuro Paolo VI lasciò così da un ora all altra il suo ufficio in Vaticano che lo equiparava, di fatto, a Segretario di Stato. Infatti Pio XII aveva lasciato vacante quella carica, dopo la morte, nel 1944, del cardinale Maglione. Si lasciò alle spalle Roma e il gran dolore inferto al cuore del Papa, e raggiunse Milano in ossequio all antica norma vaticana promoveatur ut removeatur. Era il tardo autunno del Per ottenere l ambito galero cardinalizio, l amletico monsignore di Concesio dovrà attendere, da quel giorno, l elezione al Soglio di Pietro del suo precursore Roncalli. (Trentotto anni dopo scriverà Antonio Spinosa in Pio XII, l ultimo Papa (le Scie Mondadori, ottobre 1992, pagg ): Allo spirare di quello ~ 26 ~

27 stesso anno 1954, il papa nominava Montini arcivescovo di Milano. Aveva voluto allontanarlo da sé? Nell agosto era morto nella capitale lombarda il benedettino cardinale Schuster, titolare dell arcidiocesi ambrosiana, e già all inizio del novembre successivo il pontefice lo aveva sostituito proprio con Montini. ( ) Felice non era Montini, anzi appariva come smarrito a un amico, il camaldolese padre Anselmo Giabbani, che lo incontrò in quei giorni. Il suo volto testimoniò il frate, era cambiato. Perfino il tono della voce era diverso, e i gesti meno espressivi. Suor Pasqualina aveva visto piangere il papa, deluso per l atteggiamento di Montini. Il monsignore aveva già attirato l attenzione del prosegretario del Sant Uffizio, cardinale Ottaviani, un capofila, insieme a Gedda, di quanti accusavano Montini di trescare con Fanfani, e di aspirare a una democrazia cristiana autonoma dal Vaticano. Si andava oltre volendo far credere che il monsignore avesse perfino assistito a certe messe nere. Fu padre Lombardi a darne notizia al papa. Il Vaticano del nuovo corso, tentò ogni mezzo, naturalmente, per entrare in possesso di quella raccolta di documenti. Messo alle strette, il cardinale Tisserant dovette consegnare il suo prezioso archivio, non prima però di averlo fatto fotocopiare dal suo segretario, l abate Georges Roche. Per anni, dopo la morte di Tisserant, il Vaticano tallonò invano il Roche e la nipote del defunto cardinale per poter acquistare, a peso d oro, quello scomodo doppione in giro per il mondo. Finalmente, il cementiere Carlo Pesenti, che era riuscito a comprare dal Roche per 450 milioni di lire il prezioso archivio, lo cedette al Vaticano, nella persona di mons. Benelli, in cambio di un prestito agevolato di 50 miliardi in franchi svizzeri. Infatti Pesenti aveva bisogno, all epoca, per il suo ~ 27 ~

28 gruppo di banche e per l acquisto di due istituti di credito, a Monaco di Baviera e a Montecarlo, di prestiti in valuta dall Istituto per le Opere di Religione (mons. Marcinkus, mons. De Bonis, dott. Strobel). L interesse del Pesenti era quello di poter disporre di quell Istituto vaticano sia come mallevadore o cofideiussore di questo credito, e di lucrare sulla differenza fra il cambio ufficiale e il cambio nero. ( Nichitaroncalli, Franco Bellegrandi, ed. Eiles, pagg ) ~ 28 ~

29 Così, l apostata scomunicato Giovanni Battista Montini, venne nominato arcivescovo di Milano il 1 novembre Fu consacrato vescovo (invalidamente, in quanto Montini era massone e apostata, quindi scomunicato ipso facto dalle leggi immutabili della Chiesa) dal cardinale Eugène Tisserant nella basilica di San Pietro, il 12 dicembre del Durante i suoi otto anni di Arcivescovo di Milano, la politica sempre più radicale di Montini lo portò in conflitto con altri membri della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), tra cui l Arcivescovo Vincenzo Gilla Gremigni della Diocesi di Novara. Una volta che si stabilì nella diocesi, G.B. Montini prese la decisione di chiudere e spostare altrove Il Popolo d Italia, un giornale ben consolidato, e pubblicato dalla Diocesi di Novara. Il vescovo Gremigni, Ordinario di Novara, protestò, e giustamente, perché questo atto non era di giurisdizione dell arcivescovo Montini. Ai primi di gennaio 1963, solo sei mesi prima della sua invalida elezione al Soglio Pontificio, Montini inviò all Arcivescovo di Novara una lettera di tale contenuto che, al leggerla, Gremigni ebbe un fatale attacco di cuore. La lettera fu trovata dal Vescovo Ausiliare di Gremigni, mons. Ugo Poletti, il quale la custodì per sé. Quando Montini partì da Milano per Roma, il fantasma dell Arcivescovo Gremigni lo seguì nella persona di mons. Poletti. Nel 1967, la stampa italiana ricevette l informazione che la morte dell Arcivescovo Gremigni aveva a che fare col nuovo papa. Subito dopo, Paolo VI elesse Poletti a capo della Diocesi di Spoleto. Fu la prima di una serie di apparenti miracolose e spontanee promozioni papali dell ambizioso prelato, che incluse anche il posto di Vicario di Roma, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana e la nomina cardinalizia, conferitagli da Paolo VI, il 5 marzo (Cfr. Millenari, The Shroud of Secrecy, pp. ~ 29 ~

30 l Autore sostiene che Poletti e Montini firmarono un patto segreto di non rivelare i contenuti della lettera di Montini all Arcivescovo Gremigni di Novara, del 3 gennaio 1963). L antipapa Montini e la sua iniziazione massonica. Secondo diversi studiosi delle relazioni tra Chiesa e massoneria, la posizione dell antipapa Paolo VI nei confronti dei massoni, è stata ancora più favorevole di quella del suo predecessore, l antipapa massone Giovanni XXIII. Una testimonianza significativa è stata quella di un sacerdote che era massone dichiarato, il paolino padre Rosario Esposito, morto nel 2009 a 88 anni, che per decenni ha sostenuto strenuamente e instancabilmente la tesi delle grandi concordanze tra Chiesa e massoneria. La decennale fedeltà di padre Esposito per i massoni, è stata premiata il 2 dicembre 2006 dal Gran maestro della Gran Loggia nazionale d Italia Luigi Danesin, che gli ha conferito il titolo di maestro libero muratore onorario. Tuttavia padre Esposito, classe 1921, originario di Pomigliano d Arco (Napoli), ex missionario in Congo e docente negli atenei pontifici di Roma e Napoli, con i suoi libri ha sottolineato i punti di convergenza tra Chiesa e massoneria, avviando i suoi studi massonologici nel lontano 1954, e pubblicando oltre 200 titoli sull argomento tra libri e articoli. Tra le sue opere principali si segnalano Le grandi concordanze tra Chiesa e massoneria e Chiesa e massoneria. Un dna comune. Il religioso paolino, in una intervista al periodico Corriere Partenopeo si professò massone fino al profondo dello spirito affermando: Sono totalmente solidale con loro, condivido tutto. Le costituzioni, i landmarks, gli antichi doveri: sono totalmente con loro. Secondo padre Esposito, l antipapa Montini seguiva e incoraggiava i ~ 30 ~

31 pubblici incontri che, in spirito di ecumenica fratellanza, ebbero luogo tra il 1969 e il 1977 fra esponenti della Chiesa e altissimi dignitari della massoneria. Anche Rosario Esposito partecipò a tali incontri e ne fu testimone diretto con altri colleghi prelati: il salesiano monsignor Vincenzo Miano, segretario del Segretariato vaticano per i non credenti; il vescovo Alberto Ablondi ( ), presidente della commissione episcopale per l ecumenismo, il cui nome apre la lista pubblicata da Mino Pecorelli nel 1978 e quella di Panorama del 1976; il gesuita padre Giovanni Caprile, firma di primo piano della rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica. Per la parte massonica, riferiva padre Esposito, era quasi sempre presente il Gran maestro Giordano Gamberini (morto nel 2003), affiancato di volta in volta da altri esponenti del Grande oriente d Italia e, in un caso, da un rappresentante della Gran Loggia nazionale di Francia. Fu sempre padre Esposito a scrivere su La rivista massonica del luglio 1978: Il domenicano padre Felix Morlion, molto noto come fondatore dell Università internazionale Pro Deo, mi confidava un giorno di avere parlato con l allora monsignor Giovan Battista Montini dei rapporti disastrosi esistenti fra la Chiesa e la massoneria. Monsignor Montini gli disse: Non passerà una generazione e tra le due società la pace sarà fatta. Quella che sembrava una affermazione profetica fu invece interpretata da padre Esposito come l intenzione, la volontà di Montini attuata da antipapa, e nei termini temporali preannunciati. Esistono altri elementi che provano l appartenenza alla massoneria dell antipapa Paolo VI. Come ad esempio i rapporti segreti compilati da agenti dei servizi segreti francesi, e italiani, dagli anni 30 fino ai primi anni 60, delle assidue frequentazioni di Giovanni Battista Montini, nelle logge massoniche d Italia, Svizzera e Francia. ~ 31 ~

32 Il grande elettore dell antipapa Montini fu il cardinale Leo Suenens, il cui nome figura nella lista dei prelati massoni, pubblicata dall Osservatorio politico di Pecorelli e di Panorama. La nomina dell antipapa Paolo VI fu inoltre preceduta, propiziata e forse decisa in un incontro riservato, una sorta di preconclave tra cardinali storicamente documentato tenutosi nella villa di Grottaferrata di Umberto Ortolani ( ), membro della P2, da alcuni addirittura indicato come il vero cervello della Loggia di Licio Gelli. L affiliazione alla massoneria spiega anche le ragioni di alcune simpatie dell antipapa Paolo VI per personaggi discussi e di dubbia reputazione. L antipapa di origine bresciana accordò piena fiducia al finanziere piduista Michele Sindona, suo amico fin dai tempi in cui lui, Montini, era arcivescovo di Milano. Tramite il cardinale Sergio Guerri, Montini affidò a Sindona l incarico di liquidare buona parte del patrimonio immobiliare della Santa Sede. Montini ebbe rapporti anche con Licio Gelli, al quale conferì un ambita onorificenza vaticana. Così ricordò Licio Gelli, in un intervista: Sì certo, papa Montini lo conobbi. Gli feci recapitare un letto con la struttura laccata in oro zecchino e un materasso speciale. Serbo di Paolo VI un ricordo ottimo, magnifico, ha raccontato il venerabile della P2. Avemmo una breve conversazione, poi il papa mi chiese eravamo seduti davanti a un tavolino Mi può segnare il suo recapito su un pezzo di carta? Non si sa mai. Lo fece battere a macchina. Quando morì l antipapa Paolo VI, la Rivista Massonica del luglio 1978, uscì con un articolo dell ex Gran maestro della massoneria italiana Giordano Gamberini. Il passo è quanto mai significativo: Per noi è la morte di chi ha fatto cadere la condanna di Clemente XII e dei suoi successori. Ossia è la prima volta che muore il capo della più grande religione occidentale non in stato di ostilità coi massoni. E per la prima volta nella storia i massoni possono rendere omaggio al tumulo di un papa, senza ambiguità né contraddizioni. ~ 32 ~

33 ( Corriere della Sera, autore: Ennio Caretto, pag. 27; 1 luglio 1996): RAPPORTI SEGRETI : PAOLO VI. Consigliere di Pio XII, amico di De Gasperi e Andreotti, dal ' 41 al ' 45 il futuro Papa fu pedina preziosa di Donovan, fondatore della Cia. MONTINI. Il nostro agente in Vaticano. Un rapporto dei servizi Usa indica il prelato come "fonte utile in funzione antifascista ma anche anticomunista". Le diocesi lo informavano sulle mosse dei partiti. Consigliere di Pio XII, amico di De Gasperi e Andreotti, dal ' 41 al ' 45 il futuro Papa fu pedina preziosa di Donovan, fondatore della Cia. WASHINGTON- Il Vaticano e in particolare Monsignor Montini, futuro Papa Paolo VI, ebbero un ruolo più importante nella liberazione dell'italia e nella nascita della Repubblica cinquant' anni fa, di quanto loro riconosciuto sino a ora. La Vatican connection fu fondamentale per l'america, che non soltanto se ne avvalse nel conflitto per sconfiggere i tedeschi, ma che individuò più tardi nella Chiesa, l'unica struttura alternativa di potere, e garanzia di stabilità contro il fascismo e il comunismo, o se si vuole lo stalinismo. Roosevelt aveva sognato un New deal per gli italiani, ma si rese conto di non poterlo edificare sul vuoto, e di dovere basare la democrazia su di un movimento di massa cattolico. I rapporti segreti tra la Santa Sede e l'america formano una chiave di lettura cruciale della nostra storia. Sono pieni di sorprese, prima tra tutte la funzione di Montini d' "informatore" o agente. Sarebbe troppo dire spia dell'oss, i servizi segreti americani, oltre che d' interlocutore privilegiato dell'amministrazione statunitense. Se il cattolicissimo William Donovan avesse seguito la sua prima vocazione, di diventare frate domenicano, la storia dell'oss e quella dell'italia avrebbero ~ 33 ~

34 probabilmente intrapreso un altro corso. Grande oratore, allievo prediletto di un noto teologo, William Egan, precoce autore di un opuscolo, La dottrina cristiana, che trovò immediata pubblicazione, Donovan sognò da ragazzo di farsi "soldato di Cristo". Il fratello Vincent, che si fece veramente frate, attribuì a Egan il merito, o demerito, di averlo dissuaso: "Monsignor Egan intui' che Bill era un uomo d' azione", disse, "e non soltanto di pensiero, irrequieto, dagli interessi sconfinati". Il teologo, da cui il giovane ereditò la passione dei libri per tutta la vita, ne lesse due o tre la settimana, lo indirizzò invece alla giurisprudenza. William Donovan s'iscrisse alla facoltà di legge della prestigiosa Columbia University a New York, dove incontrò l'uomo del destino: Franklyn Delano Roosevelt, che allo scoppio del conflitto gli affidò appunto l'oss. La politica non è mai stata tenera con le superspie, e Donovan non costituì un'eccezione. Il futuro padre della Cia avrebbe potuto ambire e per qualche tempo ambì alla presidenza degli Stati Uniti. La sua carriera fu un susseguirsi di trionfi, come ufficiale della cavalleria Usa contro il rivoluzionario Pancho Villa in Messico, eroe della prima guerra mondiale, procuratore di New York, ministro della giustizia ad interim, infine avvocato miliardario. Ma venne sconfitto alle elezioni a governatore, le sole che gli avrebbero potuto aprire le porte della Casa Bianca. A partire dal '34, il presidente Roosevelt, che non s' era mai riavuto completamente dalla poliomielite, prese a servirsi del generale della riserva Donovan, come delle sue "gambe segrete". Il presidente non si fidava della Germania e del Giappone, e non sapeva cosa pensare dell'italia. Gli affidò alcune missioni di spionaggio all' estero, tra cui una a Roma, dove il 26 dicembre del '35 Donovan venne ricevuto da Mussolini e da Guglielmo Marconi, e in Etiopia, dove pochi giorni dopo fu ospite del maresciallo Badoglio. Fu Donovan, col suo retroterra religioso e intellettuale, a volere una collaborazione segreta col Vaticano fin dal '41, contro i tedeschi. Quell' anno, il direttore dell'oss fece evacuare da Lisbona il frate domenicano Felix Morlion, che aveva fondato la Pro Deo, associazione antinazista e anticomunista. Lisbona era una centrale spionistica, vi ~ 34 ~

35 lavoravano come agenti segreti inglesi Ian Fleming, il futuro creatore di James Bond, il romanziere Graham Greene e il diplomatico Kim Philby, che poi tradì l'occidente per l'urss. Donovan portò in salvo il frate belga, lo finanziò per tutta la durata della guerra, e nel '44 ne ottenne il trasferimento in Vaticano. Donovan possedeva già due ottimi canali con la Santa Sede: il futuro cardinale conservatore di New York Francis Spellmann suo consigliere spirituale, e l'ordine dei Cavalieri di Malta. Ma la sua pedina più preziosa fu Giovanni Battista Montini, amico di Alcide De Gasperi e del giovane Giulio Andreotti, "padrino" della DC a venire. Consigliere ascoltato di Pio XII, segretario di Stato in pectore, dal '41 Montini è il referente dell'ambasciatore Usa al Vaticano, Myron Taylor e del suo vice Harold Tittman. In un telegramma del '42, Taylor e Tittman asseriscono che Montini mette a loro disposizione i rapporti dei nunzi apostolici a Tokyo e Berlino, e li aggiorna sugli eventi di Roma. Dotato di sottile fiuto politico, Montini è al corrente delle manovre del Duce, del re, dei partiti e addirittura dei comunisti, che incominciano a fare paura al Dipartimento di Stato. Che egli lo voglia o no, diventa uno 007 dell'oss, una pedina irrinunciabile per gli Usa. Nell' aprile del '43, Spellmann visita Pio XII, e l'asse Washington-Santa Sede viene formalizzato all'insaputa di Mussolini. Subito dopo l'armistizio dell' 8 settembre, gli americani invitano il Vaticano a stabilire un "servizio d informazione" tra le due Italie, quella liberata del sud, e quella ancora occupata dai tedeschi a nord. Servirà loro per il nuovo assetto del Paese. Il libro da me scritto con Bruno Marolo, Made in Usa, le origini americane della Repubblica Italiana (Editore Rizzoli), cita numerosi documenti sul Vaticano e su Monsignor Montini. Quelli del ' 44, sulla scia della liberazione di Roma, dimostrano che non è più la Germania, bensì l'urss, a destare le maggiori preoccupazioni della Chiesa. "Russi in uniforme", riferisce un dispaccio, "sono sbarcati a Bari per fornire aiuti alla popolazione e fare propaganda antiamericana". E un altro: "Roma è circondata da una cintura, profonda 30 km, in cui ~ 35 ~

36 divampa la attività anticattolica, come se qualcuno preparasse un'azione contro la Santa Sede. E' strano perché, al di fuori di questa fascia, il PCI sembra conciliante con il clero". I documenti del '45 segnalano un passo avanti: le pressioni della Chiesa sugli Usa, a favore della Dc e di De Gasperi. Dopo la visita del nuovo segretario di Stato Stettinius e di Harry Hopkins, il braccio destro di Roosevelt, Pio XII boccia non solo Nenni e Togliatti, ma anche la sinistra cattolica e Parri, il cui governo, dicono i suoi, "è estremista". Il primo rapporto che addita in Montini un collaboratore dell'oss è del gennaio '45. Lo chiama "la fonte più utile sulla politica interna italiana, in funzione non solo antifascista ma anche anticomunista". A Montini, precisa il dispaccio, i vescovi mandano le informazioni sugli schieramenti dei partiti nelle diocesi, mentre lo spionaggio contro i tedeschi, nonché gli infiltrati sovietici e titini, "viene svolto dai gesuiti". Montini ( ) è progressista, mira a una Italia democratica, i gesuiti no, vorrebbero un regime franchista come Morlion e l'ordine dei Cavalieri di Malta. Il futuro papa riequilibra le informazioni a senso unico che i suoi interlocutori americani non saprebbero interpretare. Nel ' 46 la rivista sovietica Tempi Nuovi fotografa così la situazione: "L intelligence vaticana è diretta dal gesuita Janssens, il suo vice è Montini, coadiuvato da un secondo gesuita, Schneider, e dal domenicano Morlion". Nel gennaio del '46, il comando militare americano a Roma, invia al Pentagono un messaggio "top secret", che verrà reso pubblico soltanto nel '95. Il titolo è "L'organizzazione del Vaticano per controllare la situazione interna italiana". L' autore premette: "L'organizzazione è stata formata dal Papa per influire sulla situazione a vantaggio della Santa Sede". Quindi precisa: "Il cardinale Enrico Gasparri e monsignor Morrano si occupano dei rapporti con la DC, il principe Umberto e la Costituente... Tramite i vescovi, monsignor Montini viene informato da tutte le parrocchie degli orientamenti politici della popolazione... Il generale dei gesuiti Norberto de Boynes e il suo assistente Alfonso Martin sono stati ~ 36 ~

37 incaricati di uno scrupoloso servizio d' informazioni segrete sulle attivita' clandestine e i rapporti tra il PCI e Mosca... A Genova, il cardinale Pietro Boetto, anch' egli gesuita, ha organizzato un analogo servizio segreto per l'italia del Nord, e ha canali diretti col Pontefice". ( ) (Caretto Ennio, pag. 27; 1 luglio 1996 Corriere della Sera ) Nuovi intrighi per prepararsi all antipontificato. Il 9 ottobre 1958 morì Pio XII. Nel conclave successivo, venne eletto il cardinale Giuseppe Siri, che assunse il nome di Gregorio XVII. Ma dopo minacce da parte dei cardinali massoni, fu costretto a rinunciare al papato, sperando di evitare uno scisma. Così, venne eletto invalidamente il candidato dei massoni, l apostata massone Angelo Giuseppe Roncalli, che divenne l antipapa Giovanni XXIII. Alla vigilia del conclave, l apostata Roncalli disse al suo segretario Loris Capovilla: Se ci fosse stato Montini, non avrei avuto una sola ~ 37 ~

38 esitazione, il mio voto sarebbe stato per lui. Come testimoniò mons. Arrigo Pintonello, appena venne eletto l'antipapa Roncalli, all'incontro con i vescovi della Conferenza Episcopale italiana, l'apostata, salutando i vari vescovi, si fermò davanti a Montini, gli prese le mani, ed esclamò ad alta voce: "Era lei che dovevano eleggere papa, non me. Io sono stato eletto per sbaglio!" Montini divenne immediatamente il più stretto collaboratore di Roncalli, scrivendo egli stesso molti dei discorsi e documenti dell'antipapa, in un rapporto dove Montini era la mente, e Roncalli il braccio, per attuare il piano massonico-satanista per l apostasia delle nazioni cristiane, e per la creazione con l inganno, di una controchiesa anticristica al servizio di Lucifero. L antipapa Giovanni XXIII fece anche preparare un appartamento del palazzo apostolico, riservato esclusivamente allo scomunicato Montini, in alcune stanze vicino a quelle di Roncalli, in modo da poter essere più vicini per progettare il più velocemente possibile l'apostasia nella Chiesa e la fondazione della controchiesa anticristica. "Puntualmente, il programma messo a punto "fuori del Vaticano" cominciò a realizzarsi, scattando subito in avanti, non appena il prete di Sotto il Monte, divenuto Giovanni XXIII, si affacciò dalla loggia di San Pietro, nell'abito bianco del papa. Quella sera stessa, alla stazione Termini, scende dal treno di Bergamo, Giovanni Battista Montini (...). La fine della quarantena per il monsignore bresciano è dunque scoccata. Infatti, subito, appena venti giorni da quel momento, Roncalli lo nomina cardinale. Cosa importa che sia caduto in disgrazia sotto Pio XII, per i suoi ~ 38 ~

39 intrighi politici, che, scoperti, gli erano costati l'immediato allontanamento da Roma e l'anelata porpora cardinalizia? E tutto, di colpo, il pesante bagaglio "scomodo" di Giovanni Battista Montini sarà rigorosamente 'tabù' nel nuovo Vaticano. Tutto dovrà essere dimenticato: le sue 'debolezze' private, le sue segrete iniziative politiche. ( Nichitaroncalli, Franco Bellegrandi, ed. Eiles, pag. 83) Il 15 dicembre 1958, l antipapa Giovanni XXIII nominò Montini come cardinale. Ma torniamo a quel Nella sua quarantena a Milano, Montini sa certamente la sua predestinazione. E attende la morte di Pio XII. Da quel momento rientrerà sulla scena da protagonista più o meno occulto, ma dal sicuro avvenire. Si può dire che partecipi direttamente al pontificato di Roncalli, collaborando col papa alla stesura dei più importanti documenti pontifici. Verso la seconda metà del quinquennio di governo roncalliano della Chiesa, l arcivescovo di Milano diventa il cervello conduttore della politica di Giovanni XXIII. Monsignor Capovilla fa la spola fra Roma e Milano. Il collegamento ininterrotto trapela in Vaticano. E a chi, con estrema cautela, ne domanda le ragioni al papa, questi fa capire che sarà Montini il prossimo papa, ed è bene, quindi, che sia preparato alla successione. L abilità di Montini, in questo periodo di preparazione al suo imminente pontificato, sarà tutta nel far predisporre a Giovanni XXIII la traccia su cui speditamente, poi, muoverà i suoi passi. Si deve guardare, in Vaticano, da ~ 39 ~

40 un suo grande, antico nemico; il cardinale Domenico Tardini che l astuto Roncalli si è ben guardato dal rimuovere dalla Segreteria di Stato. Quello stesso Tardini che anni addietro scoprì i contatti segreti di Montini col Cremlino. Quello stesso Tardini che provocò l intervento di Pio XII nella faccenda, e l allontanamento da Roma del pericoloso intrigante. Ma nel 1961 Tardini muore, e Giovanni XXIII nomina Segretario di Stato il blando cardinale Amleto Cicognani. Alcuni non escludono lo zampino dell arcivescovo di Milano, in quella scelta di Roncalli. Sta di fatto che presso a poco da quel momento, l influenza di Montini sulla politica di Giovanni XXIII si fa più spedita e si muove, talvolta, allo scoperto. La sua azione politica nell ambito ristretto della sua diocesi milanese, fa quasi da accompagnamento e controaltare alla grande politica progressista di Giovanni XXIII. Il modernismo a volte giudicato strambo dai fedeli, caratterizza la personalità introversa e imprevedibile di Montini. La sua natura di omosessuale si impone, nella ricerca a tutti i costi della novità e dell eccentrismo. ( ) Sarà, ancora, quella frenesia del nuovo, quella febbre iconoclasta montiniana che investirà il Vaticano di Paolo VI, trasformandolo in un monumentale Hilton di gusto dubbio. Sarà quell isterico furore che lo spingerà a cancellare ogni antica vestigia, all interno del Vaticano, abolendo la Corte e gli antichi Corpi armati, annullando d un colpo tradizioni e costumi secolari che nessun papa della Storia aveva mai osato manomettere, trasmettendo intatto al suo successore, come impone la regola, quanto dal suo predecessore aveva ricevuto integro e intatto. ( Nichitaroncalli, Franco Bellegrandi, ed. Eiles, pagg ) ~ 40 ~

41 L 11 ottobre 1962, venne aperto l eretico ed invalido conciliabolo Vaticano del , conosciuto erroneamente da alcuni come Concilio Vaticano II. Tanto bene ha saputo, l arcivescovo di Milano, segnare la sua rotta, alla massiccia ombra del prete di Sotto il Monte, che, una volta toccato a lui sedersi sul trono papale, tutti gli obbiettivi prefissi, fuori del Vaticano, sono stati felicemente raggiunti. Il superamento della scomunica alla massoneria, il riavvicinamento al mondo ebraico, l accettazione del marxismo, il coinvolgimento del cristianesimo nel protestantesimo, la despiritualizzazione del cristianesimo. Nessun papa eletto dallo Spirito Santo sarebbe riuscito in così pochi anni, come è accaduto a Roncalli e a Montini, a trasformare il volto bimillenario della Chiesa e a capovolgere gli equilibri del mondo, secondo il disegno di forze occulte, interessate a questa colossale e drammatica rivoluzione. Montini sapeva che i punti di quel programma erano stati con assoluta sicurezza stabiliti. Per questo, quando alla morte di Giovanni XXIII arriverà in Vaticano ed entrerà in Conclave, porterà nella sua valigia, ben stirata, un elegante veste papale confezionata dal più prestigioso sarto di Roma. ( Nichitaroncalli, Franco Bellegrandi, ed. Eiles, pagg. 89) ~ 41 ~

42 Antipapa Paolo VI Il 3 giugno 1963, morì l antipapa Giovanni XXIII, e nel conclave successivo, il 21 giugno 1963, venne eletto invalidamente Montini, che assunse il nome di Paolo VI. Venne eletto invalidamente in quanto scomunicato ipso facto (secondo le leggi immutabili della Chiesa) già da decenni, in quanto massone, eretico, e apostata. In uno dei suoi scritti, il principe Scotersco, cugino tedesco del principe Borghese, presidente del Conclave che elesse Montini, fornisce le seguenti informazioni relative al Conclave del giugno 1963: "Durante il Conclave, un cardinale [Tisserant, decano del collegio cardinalizio], uscito dalla Cappella Sistina, incontrò i rappresentanti del B'nai B'rith, annunciò loro l'elezione del cardinale Siri. Essi risposero dicendo che le persecuzioni contro la Chiesa sarebbero riprese immediatamente. Ritornato al Conclave, egli fece eleggere Montini. " Il 18 luglio 1985, Louis Hubert Remy, monsieur de la Franquerie e Francesco Dallais, incontrarono il cardinale Siri. Avviata la conversazione, gli chiesero se era stato eletto Papa nel 1963: "Ha iniziato rimanendo in silenzio per un lungo periodo di tempo, poi alzò gli occhi al cielo con un espressione di sofferenza e di dolore, unì le mani e disse, pesando ogni parola con gravità: 'Io sono vincolato dal segreto '. Poi, dopo un lungo ~ 42 ~

43 silenzio, pesante per tutti noi, disse: 'Io sono legato dal segreto. Questo segreto è orribile; avrei libri da scrivere sui diversi conclavi... cose molto gravi sono accadute, ma non posso dire niente". Il principe Scortesco, cattolico fervente, era stato ambasciatore di Romania e cugino di due membri della guardia nobile del Vaticano, tra cui il principe Borghese, che era presidente di questa guardia e responsabile della sorveglianza dei conclavi del 1958 e Il principe Borghese doveva assicurarsi che nessuna comunicazione fosse possibile con l'esterno. Nel 1976, il principe Scortesco pubblicò la seguente lettera: "Nel caso dei conclavi del 1958 e del 1963, ci sono state delle comunicazioni con l'esterno. Si è dunque saputo che ci sono stati diversi scrutini nel primo conclave del 1958, che è sfociato nell elezione del cardinale Tedeschini [N.d.r.: il cardinal Tedeschini era stato eletto nel 1958 dopo che il cardinale Siri, intimidito dalle minacce, aveva rinunciato alla tiara. cfr. Paul L. Williams], e nel secondo Conclave del 1963, in cui fu eletto il cardinale Siri. Quest'ultimo, che aveva solo un voto in più di Montini, ebbe l'imprudenza di chiedere che la sua elezione venisse ripetuta, in modo che potesse venire eletto con una maggioranza più decisiva. E fu allora [durante la pausa di mezzogiorno a seguito della seconda votazione] che il cardinale Tisserant uscì a telefonare, e quando tornò, i cardinali Liénart, Konig, Dòpfner e Tarancon, decisero di manovrare l'elezione a favore del cardinale Montini. E si sapeva che questi quattro avevano rapporti con la massoneria. Pertanto, si può affermare senza errore, che Paolo VI è stato eletto da quella setta (massonica). " Poco dopo la pubblicazione di questa lettera, venne ritrovato il principe Scortesco assassinato, bruciato vivo nel suo letto, il 4 settembre ~ 43 ~

44 1976. Egli pagò con la sua vita a questa dichiarazione, ciò che ne prova la veridicità. Altri scritti del principe Scortesco, menzionano che le persone all'esterno con le quali comunicavano certi cardinali, erano membri del B nai B rith (massoneria giudaica). Il sig. Scortesco era un eccellente cattolico, pieno di pietà e zelo. Inoltre, nel 1971, avevamo conosciuto a Roma, dalla voce di una persona bene informata delle correnti sotterranee della politica del Vaticano, della storia della violazione dei sigilli del Conclave, violazione che, a sua volta, sarebbe sufficiente ad annullare le elezioni. ( Introibo n 61, luglio agosto settembre 1988, associazione Noel Pinot, Francia, p.3) Nell'ottobre 1992, Agostino Chigi, figlio del defunto principe Sigismondo Chigi, responsabile della sicurezza nei conclavi del 1958 e il 1963, ammise: "Quando mio padre e io siamo tornati ad aprire le porte del conclave [in seguito alla invalida elezione di Montini] abbiamo scoperto che le porte erano state precedentemente forzate [e i sigilli rotti]... e c'era un gran parlare in quel momento tra la Guardia Nobile, che un cardinale aveva lasciato il conclave. " Come detto in precedenza, questo è stato il cardinale Tisserant, che andò a parlare al telefono con gli emissari della massoneria ebraica del B'nai B'rith. «Sui Conclavi del futuro, Siri diceva che bisognava pregare per ottenere la grazia che coloro che vi avrebbero partecipato, fossero veramente liberi da qualsiasi condizionamento e influsso di parte, non solo di ordine ~ 44 ~

45 etnico e politico, ma anche sociale. E che non vi arrivi in alcun modo la mano di qualche sètta, concludeva. Si riferiva alla massoneria, della quale diceva di aver conoscenza, per confidenze dirette, ricevute da affiliati, e di sapere con quali trame essa cercava di attanagliare uomini ed organi del Vaticano, (non esitava a fare alcuni nomi!), col pericolo che arrivasse anche al Conclave. Forse, anche per questo, proponeva l abolizione del segreto: che tutto avvenisse alla luce del sole»! (Testimonianza di P. Raimondo Spiazzi, domenicano) Alla sua incoronazione come antipapa Paolo VI, alcuni giornali americani lo accusarono di essere un membro della Loggia B'nai B'rith, allegando una fotografia come prova, che lo ritraeva assieme ad alcuni membri. Carlos Vazquez Rangel, Gran Commendatore del Consiglio Supremo dei massoni del Messico, ha pubblicamente sostenuto che da lunga data sia Roncalli che Montini non erano solo "compagni di viaggio" dei massoni, ma massoni loro stessi, e di alto grado. In un'intervista al settimanale politico Processo nel 1993, Vazquez ha dichiarato che "entro gli otto isolati che compongono lo Stato del Vaticano, funzionano non meno di quattro logge del Rito Scozzese Antico ed Accettato (massoneria ufficiale ). Molti dei più alti funzionari del Vaticano sono massoni, e in alcuni paesi dove alla Chiesa non è consentito di operare, sono le logge che portano avanti gli affari del Vaticano, clandestinamente. " Vazquez ha sostenuto che lo sforzo per mitigare le sanzioni della "chiesa" per l'adesione massonica, sostenuto dal defunto arcivescovo Mendez Arceo di Cuernavaca, anch egli un massone, alla fine è venuto a buon fine, a causa della precoce collaborazione di Giovanni XXIII e Paolo VI, che erano ~ 45 ~

46 diventati massoni anni prima: "Lo stesso giorno, a Parigi, il profano Angelo Roncalli e il profano Giovanni Battista Montini, sono stati iniziati ai misteri della Fratellanza. Fu così che tanto è stato raggiunto in sede di Concilio, ed è stato basato su princìpi massonici. " Lo spergiuro dell antipapa Paolo VI Il 30 giugno 1963, l antipapa Paolo VI fece il seguente giuramento, violato dalle sue successive blasfemie ed eresie: «Io prometto: di non diminuire o cambiare niente di quanto trovai conservato dai miei probatissimi antecessori, e di non ammettere qualsiasi novità, ma di conservare e di venerare con fervore, come vero loro discepolo e successore, con tutte le mie forze e con ogni impegno, ciò che fu tramandato; di emendare tutto quanto emerga in contraddizione alla disciplina canonica, e di custodire i sacri Canoni e le Costituzioni Apostoliche dei nostri Pontefici, quali comandamenti divini e celesti, (essendo Io) consapevole che dovrò rendere stretta ragione davanti al (Tuo) giudizio divino di tutto quello che professo; Io che occupo il Tuo posto per divina degnazione e fungo come il Tuo Vicario, assistito dalla tua intercessione. Se pretendessi di agire diversamente, o di permettere che altri lo faccia, Tu non mi sarai propizio in quel giorno tremendo del divino giudizio... (pp. 43 o 31). Perciò, ci sottoponiamo al rigoroso interdetto dell anatema, se mai qualcuno, o noi stessi, o un altro, abbia la presunzione di ~ 46 ~

47 introdurre qualsiasi novità in opposizione alla Tradizione evangelica, o alla integrità della Fede e della Religione, tentando di cambiare qualcosa all integrità della nostra Fede, o consentendo a chi pretendesse di farlo con ardire sacrilego». (dal: Liber Diurnus Romanorum Pontificum, pp. 54 o 44, P.L. 1 o 5). L omosessualità di Giovanni Battista Montini "Montini, in più, si mormora a Roma e in tutta Italia, -sarebbe un omosessuale. Quindi ricattabile. Quindi in pugno a chi intende manovrarlo per i propri fini. A Milano, da arcivescovo, sarebbe stato fermato di notte dalla polizia, in abiti borghesi e in dubbia compagnia. E' legato da anni da amicizia particolare con un attore che si tinge i capelli di rosso e che non fa mistero della sua relazione col futuro papa. Del resto la relazione andrà avanti negli anni, saldissima. Mi confiderà un ufficiale del servizio di sicurezza del Vaticano, che il prediletto di Montini aveva l'autorizzazione e entrare e uscire dall'appartamento del papa a suo piacimento. Tanto che, spesso, se lo vedevano arrivare all'ascensore nel pieno della notte. La 'buccia di banana' sulla quale porrà il piede Paolo VI, provocando la fine dell'ufficiosità di quella sua debolezza, sarà quell'omelia sull'etica sessuale del gennaio 1976, corredata da alcuni punti circa l'omosessualità, che provocherà la reazione dello scrittore Roger Peyrefitte. Infatti il settimanale "Il Tempo", nel suo n.13 del 4 aprile 1976, pubblicherà ~ 47 ~

48 integralmente una intervista con il documentatissimo letterato che si definisce, 'l'uomo più libero di tutta la Francia', in cui il celebre omosessuale dalla penna affilata, rinfaccia a Paolo VI la sua omosessualità, e gli nega il diritto di erigersi a censore. Paolo VI accuserà ufficialmente la stoccata. Sarà indetta una giornata di preghiera 'per riparare l'affronto al papa', ma tutta l'italia riderà a lungo sull'episodio. Il primo ricatto afferrerà Montini alla gola non appena salito sul Soglio di Pietro. Quando la massoneria otterrà subito la rimozione della scomunica con cui la Chiesa colpisce quanti si fanno cremare dopo morti, minacciando di rivelare gli incontri segreti fra Montini, arcivescovo di Milano, e il 'suo' attore, in un albergo di Sion, nel Cantone Vallese della Svizzera. Si saprà più tardi, a Parigi, il retroscena di quel primo clamoroso atto papale di Paolo VI e della complicità di un gendarme, paziente raccoglitore delle inconfutabili prove." ( Nichitaroncalli, Franco Bellegrandi, ed. Eiles, pagg ) Approvando il nuovo Rito delle esequie, Paolo VI concesse le esequie anche a chi sceglieva la cremazione del loro cadavere, benché fosse contro la Tradizione Apostolica e regolato nel vecchio Codice dal canone e 21, ma ora imposto dalla massoneria. Testimoni dell omosessualità di Paolo VI sono: -Lo scrittore omosessuale Robin Bryans, che raccontò la relazione omosessuale tra mons. Montini e Hugh Montgomery. ~ 48 ~

49 - Lo scrittore francese ed ex Ambasciatore, Roger Peyrefitte, omosessuale confesso e difensore dei diritti gay, che nel 1976, in una intervista a D.W. Gunn e J. Murat, rappresentanti della Gay Sunshine Press, parlò della omosessualità di Paolo VI, il quale, quando era Arcivescovo a Milano, andava in una casa appartata per incontrare ragazzi ad hoc. Questa intervista fu ripresa e riprodotta dalla rivista italiana Tempo, di Roma. Anche la televisione inglese intervistò Peyrefitte, dichiarandosi stupito di aver ottenuto insperatamente tanta pubblicità a buon mercato. - In O Vatican, A Silghtly Wicked View of the Holy See, l ex corrispondente dell Ufficio Romano del New York Times, fece anche il nome di un famoso attore italiano, Paolo Carlini, che era divenuto un visitatore frequente di Paolo VI, nei suoi appartamenti privati, in Vaticano. - L Abbé Georges de Nantes, fondatore della Lega per la Controriforma Cattolica a Troyes (Francia), nel 1969, nel numero di Giugno-Luglio della pubblicazione The Catholic Reformation in the XXth Century, espose le accuse di omosessualità contro Paolo VI, contenute nel citato numero, iniziando a ricordare le accuse di Paul Hoffman in relazione alla mafia milanese ; poi, facendo riferimento ad una citazione tratta da un libro in brossura, che tratta di un cardinale non italiano, un omone affabile e dagli occhi penetranti, che Paolo VI aveva messo in una posizione chiave, che aveva una reputazione di pederastia nei confronti dei ragazzi e giovani che vivevano nel quartiere dietro il Vaticano. Inoltre, l Abbé riporta un episodio che capitò alla vigilia del Conclave del 1963, che elesse invalidamente l antipapa Montini. La sera prima dell apertura del ~ 49 ~

50 Conclave, un Padre di Sant-Avit della Basilica di San Paolo fuori le Mura, lo aveva informato che la Sezione Morale della Polizia di Milano aveva uno schedario su Montini. Allora, anni dopo, l Abbé de Nantes si rivolse all antipapa Giovanni Paolo II con queste parole: «Così, dopo lo scandalo dell elezione di un omosessuale confesso al trono di Pietro, che ha avvelenato la Chiesa, lei lo vorrebbe far rivivere e guadagnare forza col far salire questo sventurato Paolo VI alla gloria degli altari, e offrire le sue ossa come reliquie ai fedeli per i loro baci, e presentare il suo volto ai fedeli per il loro fervente sguardo stupito nella gloria del Bernini? Ah, no! Questo è impossibile!». -Lo scrittore Franco Bellegrandi, che scrisse sui seguenti fatti: In una corrispondenza con uno scrittore britannico, familiare con le operazioni del Servizio Segreto Inglese, MI5, Bellegrandi chiese se l omosessualità di Montini lo rendesse apertamente vulnerabile al ricatto da parte dei Servizi Segreti Britannici, o Sovietici, durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo scrittore gli scrisse che i Britannici (MI5) e gli Americani (OSS) sapevano dell omosessualità di Montini, e la usavano contro di lui per ottenere la sua cooperazione nel far funzionare le reti Vaticano-Alleati dopo la guerra. Le informazioni sui ricatti di Montini, da parte del KGB e GRU sovietici, dopo la guerra, vennero invece da un altra fonte. Un anziano gentiluomo di Parigi, che lavorò come ufficiale interprete per il Clero di alto livello del Vaticano, gli disse che i sovietici ricattavano Montini per sapere i nomi dei preti che il Vaticano mandava, clandestinamente, oltre la Cortina di Ferro, per provvedere ai fedeli cattolici, nell Unione Sovietica, durante la Guerra Fredda. La Polizia Segreta sovietica, pertanto, era sempre pronta e, appena i preti clandestini attraversavano il confine russo, questi venivano presi e fucilati o mandati nei Gulag. ~ 50 ~

51 -Il card. Pietro Palazzini aveva due ampi raccoglitori pieni di documenti che attestavano, in modo inconfutabile, il vizio impuro e contro natura di Paolo VI. L omosessualità di Paolo VI fu strumentale nella svolta paradigmatica che vide l ascesa del Collettivo Omosessuale nella Chiesa Cattolica degli Stati Uniti. Tra questi, vi erano: il card. Joseph Bernardin, il card. Terence James Cooke, il card. John Wright, mons. Rembert George Weakland, mons. James S. Rausch, mons. George Henry Gutfoyle, mons. Francis Mugavero, mons. Joseph Hubert Hart, mons. Howard James Hubbard. Un altro cambiamento che non sfuggì alla cerchia ristretta di quanti vivevano, per il loro grado e per il loro servizio, gran parte delle loro giornate nel Palazzo Apostolico, fu l improvvisa comparsa, in posti di prestigio e di responsabilità vicini al papa, di personaggi omosessuali. La piaga che al tempo di Paolo VI sommergerà e trasformerà, devastandolo, il Vaticano, già da allora cominciò a dare i primi segni di vita. Ben nascosta fra le pieghe barocche dell antica Corte ma, disgraziatamente, viva e reale. La lunga mano dell arcivescovo di Milano, afflitto da quelle sue debolezze, poneva già da allora, con discrezione, uno dopo l altro, i personaggi del suo giuoco e del suo cuore, sulla scacchiera dello Stato Vaticano. Naturalmente i nuovi personaggi di primo piano affetti dalla malattia, si portavano dietro a loro volta personaggi minori, a loro legati dallo stesso solitario destino. Così, lentamente ma sempre con maggior insistenza, cominciarono a circolare in Vaticano voci e indiscrezioni e, purtroppo, ad accadere fatti talvolta gravissimi. Questi personaggi, appunto per la loro ~ 51 ~

52 carica, erano spesso fra noi, soprattutto nel corso delle visite al papa di sovrani e capi di stato. E avevano i loro prediletti. Giovanotti effeminati nelle attillate uniformi che si incipriavano le gote per nascondere il nero della barba. ( ) Naturalmente anche nel sottobosco dei funzionari cominciarono a comparire i raccomandati dell arcivescovo di Milano e, a volte, qua e là scoppiarono in silenzio scandaletti e scandaloni tanto che la Gendarmeria Pontificia ebbe il suo da fare a navigare, come si dice, fra tutte queste mine vaganti, a dover chiudere per forza un occhio e a volte tutti e due, a insabbiare rapporti, a scoraggiare qualche troppo solerte giornalista. ( Nichitaroncalli, Franco Bellegrandi, ed. Eiles, pag. 91) un mio caro amico, don Enrico Pompilio, cappellano della IV Brigata dei Carabinieri di stanza a Roma; aveva fatto la guerra in Africa settentrionale e in Russia, e anche lui era un resistente al nuovo corso (dell antipapa Montini, n.d.r.). Aveva conosciuto bene il comunismo in presa diretta, e non voleva sentirne di calarsi le brache davanti all ecumenismo, all apertura e al dialogo con i marxisti. Mi raccontava sempre che una volta, l allora vicario di Roma, cardinale Traglia, gli aveva detto chiaro chiaro: Don Enrico, oggi in Vaticano si è installato il Diavolo!. ( Nichitaroncalli, Franco Bellegrandi, ed. Eiles, pagg ) ~ 52 ~

53 L antipapa massone Giovanni Battista Montini disse a P. Felix A. Morlion, OP: «Non passerà una generazione e, tra le due società, (Chiesa e Massoneria) la pace sarà fatta». Il 20 marzo 1965, Paolo VI ricevette in udienza dei dirigenti del Rotary Club, un organizzazione massonica, e disse: «la forma associativa di quel gruppo para-massonico» era buona, e che buono era il metodo, e quindi erano buoni anche gli scopi. Nel 1965, Paolo VI ricevette in Vaticano il capo della Loggia P2, Licio Gelli, e in seguito, gli conferì la nomina a Commendatore: Equitem Ordinis Sancti Silvestri Papae. Paolo VI ebbe l elogio funebre del Gran Maestro massone di Palazzo Giustiniani, Giordano Gamberini, scritto su La Rivista Massonica. Nel Comitato direttivo per una Bibbia concordata, Paolo VI volle anche il Gran Maestro del Grande Oriente d Italia, il prof. Giordano Gamberini, uno dei fondatori e vescovo della Chiesa Gnostica italiana, che è la chiesa satanista, fondata in Francia, nel Il conte Léon Poncins riferì che la massoneria, con Paolo VI aveva vinto! L alto iniziato massone, il barone Yves Marsaudon, parlando di Montini, scrisse: «Si può parlare veramente di Rivoluzione, la quale, partita dalle nostre Logge massoniche, s è estesa magnificamente fin al di sopra della Basilica di S. Pietro». Paolo VI tolse le censure sulla massoneria, per cui il Gran Maestro Lino Salvini poté dire: «I nostri rapporti con il Vaticano sono ottimi!». Durante l antipontificato di Paolo VI, in Italia vennero promulgate leggi massoniche, come l aborto, il divorzio, la separazione tra Chiesa e Stato, la degradazione dei Seminari e delle congregazioni religiose. ~ 53 ~

54 Paolo VI, all ONU, entrò nella Meditation Room, il santuario massonico, al centro del quale vi è un altare per un Dio senza volto. Durante il suo viaggio in Terra Santa, nel 1964, sul monte degli ulivi, Paolo VI abbracciò il Patriarca ortodosso Athenagoras I, massone del 33 grado! Paolo VI darà il Suo Pastorale e il Suo Anello, al buddista birmano e massone U Thant, Segretario Generale dell ONU. Il 23 marzo 1966, Paolo VI mise al dito del dott. Ramsey, laico e massone, il Suo nuovo anello conciliare, e poi, assieme a Lui, impartì la benedizione ai presenti. Nel 1971, Paolo VI ricevette in udienza pubblica, in Vaticano, membri della Loggia massonica dei B nai B rith, che Paolo VI chiamò: «Miei cari amici!». L alto iniziato messicano Carlos Vasquez Rangel ha rivelato che «Angelo Roncalli e Giovanni Montini furono iniziati, lo stesso giorno, agli augusti misteri della Fratellanza». Paolo VI - secondo esperti di araldica e nobiltà - sarebbe un discendente da ebrei convertiti. Inoltre, egli sarebbe stato iniziato alla Loggia dei B nai B rith. Il Principe Scotersco scrisse che l elezione al papato del card. Montini fu dovuta all intervento di alcuni rappresentanti dell Alta massoneria ebraica del B nai B rith. I principali e potenti collaboratori di Paolo VI erano massoni. ~ 54 ~

55 L antipapa Montini, dal 4 al 6 gennaio 1964, si reca in Palestina, e a Gerusalemme si incontra con lo scismatico patriarca di Costantinopoli, Atenagora. Da questo pellegrinaggio, Paolo VI inizia a indossare l Ephod, il monile del Sommo Sacerdote del Sinedrio, Caifa. Nella foto, l antipapa Montini e il massone Athenagoras, si stringono la mano con il segno del saluto massonico. ~ 55 ~

56 Il 19 maggio 1964, l antipapa Montini istituisce il Segretariato per i non cristiani. Il 6 agosto 1964, pubblica la sua prima enciclica, Ecclesiam suam. Il 13 novembre 1964, depone la tiara, simbolo papale. Con tale evento, mostrava tutto il suo disprezzo e odio non solo verso la sacra Tradizione Cattolica, ma soprattutto verso l istituzione stessa del vero Papato cattolico. L antipapa Paolo VI depone la tiara, che poi venderà. Notare l espressione sgomenta del cardinale Ottaviani, alla sua destra. ~ 56 ~

57 Il 29 gennaio 1965, l antipapa Paolo VI consegnò alla Turchia lo stendardo di Lepanto, dove ci fu la celebre battaglia navale del 7 ottobre 1571, che salvò l Occidente cristiano dalla minaccia dell occupazione musulmana. San Pio V istituì la Festa di Nostra Signora del Rosario, proprio per perpetuare il ricordo di quella vittoria, dovuta solo all intercessione della Santissima Madre di Dio. Nel 1965, l antipapa Paolo VI abolì il Sant Uffizio, creando la Congregazione per la dottrina della fede. Il 4 ottobre 1965, l antipapa Montini parlò all Assemblea generale dell ONU, a New York. ~ 57 ~

58 L invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del L 8 dicembre 1965, l antipapa Paolo VI chiuse l eretico e invalido conciliabolo Vaticano, iniziato nel Nacqe ufficialmente la controchiesa anticristica, si avviò la grande apostasia, e il grande inganno in cui la quasi totalità dei fedeli cattolici iniziarono a venire traghettati inconsapevolmente nella nuova falsa controchiesa, chiamata da alcuni conciliare. Nel dicembre 1958, il card. Pizzardo, nella sua qualità di Prefetto della Congregazione per le Università, proibì all Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, di conferire la laurea honoris causa a Jacques Maritain, teorizzatore della libertà religiosa e dell umanesimo integrale. Nel 1965, Paolo VI lo chiamò alla cerimonia conclusiva dell invalido ed eretico conciliabolo, come rappresentante di tutti gli intellettuali cattolici. Un altro esempio: la sottrazione fraudolenta che l antipapa Paolo VI fece di una "Petizione" di ben 450 Padri conciliari che chiedevano (settembre 1965) la condanna aperta del comunismo. Paolo VI, infatti, non voleva che il conciliabolo condannasse il comunismo, lui che aveva tradito Pio XII, proprio trattando segretamente col Cremlino già da quando era "Sostituto" della Segretaria di Stato! Ed ecco, qui, la "prova" di quel "tradimento": l'accordo Montini-Stalin. Nel 1962, il cardinale Tisserant s'era incontrato a Metz, in Francia, con lo scismatico ortodosso Nikodim, incaricato degli Affari Esteri della Chiesa ~ 58 ~

59 Russa. Il motivo era di permettere la presenza di "Osservatori ortodossi" al conciliabolo Vaticano. A quell'incontro, c'era presente anche il Vescovo di Metz, mons. Schmitt. L'accordo fu divulgato sulla stampa, sia cattolica che comunista. "France Nouvelle", per esempio, settimanale del Partito comunista francese, il 1962, a pagina 15, scriveva: «La Chiesa cattolica (...) si è impegnata, nel dialogo con la Chiesa ortodossa russa, a che nel Concilio non ci siano attacchi diretti contro il regime comunista». Anche "La Lorrain" del 9 febbraio 1963 pubblicava il resoconto della Conferenza-stampa del vescovo mons. Schmitt; resoconto ripreso anche da "La Croix" del 15 febbraio 1963, a pagina 5: «E a Metz che il cardinal Tisserant ha incontrato mons. Nikodim (...) e là è stato concordato il messaggio che mons. Willebrands ha accettato (...) a patto che siano date delle garanzie per ciò che concerne l'atteggiamento politico del Concilio». Chiaro che, dietro la copertura del lealismo patriottico, c'era la volontà di imporre un divieto formale di non condannare il comunismo bolscevico. Ora, il Vaticano di Paolo VI sapeva che il Patriarcato di Mosca era asservito al regime comunista, e che mons. Nikodim era un uomo del KGB, benché nella gerarchia scismatica ortodossa russa. Ciononostante, Paolo VI fece concludere l'accordo Vaticano-Mosca, garantendo a Mosca (Patriarcato e Governo!) che, nel conciliabolo, "non si creeranno occasioni di polemiche circa il comunismo". E Paolo VI, infatti, rispettò l'impegno per tutta la durata dell invalido conciliabolo Vaticano. Logicamente, non condannando il comunismo durante il conciliabolo, era conseguente che, anche dopo il conciliabolo, non lo si condannasse più! Cosa inaudita, però, nella storia della Chiesa! Un conciliabolo che si volle ~ 59 ~

60 "pastorale", ma che non volle condannare il comunismo, che pure fu ed è uno dei mali più grandi di questo tempo! Ma questa "non condanna" fu l effetto di quel vergognoso negoziato: "L'accordo Roma-Mosca"! Il direttore di "Itinéraires", Jean Madiran, per quella occasione -scrisse un articolo sul card. Tisserant, in cui scrisse: «(...) ho sempre avuto l'impressione che Tisserant fosse un "fourbe"»... e si ebbe una risposta da mons. Roche, in difesa del card. Tisserant, di cui fu segretario e stretto collaboratore. Scrisse: «(...) Voi commentate non senza ragione questo accordo (Roma-Mosca) che data, voi dite, dal In questo modo, mostrate di ignorare un accordo precedente che si colloca durante l'ultima guerra mondiale, nel 1942, per essere più precisi, e del quale furono protagonisti mons. Montini e lo stesso Stalin. Quest'accordo del 1942 mi sembra di considerevole importanza. Ma voglio, per ora, seguirvi unicamente nel vostro commento all'accordo del Tutti sanno che questo accordo fu negoziato tra il Cremlino e il Vaticano al più alto vertice. mons. Nikodim e il card. Tisserant non furono che i portavoce: l'uno, del capo del Cremlino, l'altro, del Sommo Pontefice allora gloriosamente regnante (...). lo vi posso assicurare, Signor Direttore, che la decisione d'invitare gli "Osservatori" russi ortodossi al Concilio Vaticano II è stata presa, personalmente, da S. S. Giovanni XXIII, con l aperto incoraggiamento del card. Montini, che fu il consigliere del Patriarca di Venezia al tempo in cui egli era arcivescovo di Milano. Di più: era il card. Montini che dirigeva segretamente la politica della Segreteria di Stato durante la prima sessione del Concilio, dal posto clandestino che il Papa gli aveva procurato nella famosa Torre San Giovanni, nella cinta stessa della Città del Vaticano. Il card. Tisserant ha ricevuto ordini formali, tanto per negoziare l'accordo, ~ 60 ~

61 quanto per sorvegliarne (=imporre), durante il Concilio, l'esatta esecuzione. Perciò, ogni volta che un Vescovo voleva affrontare la questione del comunismo, il cardinale, dal tavolo del Consiglio di Presidenza, interveniva per ricordare (= imporre) la consegna del silenzio, voluto da Giovanni XXIII»! Inutile dire che mons. Roche era un buon conoscitore dei fatti. Basti leggere il suo libro: "Pie XII devant l'histoire" (ed. du Jour). Egli sapeva bene che mons. Montini, da Sostituto alla Segreteria di Stato di Pio XII, manovrava già a sinistra, ma all'insaputa e in netta antitesi con il pensiero e le direttive di Pio XII. Lo "tradiva", cioè, tenendo segreti contatti con i sovietici, fin che venne scoperto dai "Servizi segreti" di Svezia e di Francia, e per questo allontanato definitivamente dalla Segreteria di Stato! È utile anche conoscere che Pio XII venne a sapere che il suo Sostituto (Montini) gli aveva nascosto anche tutti i dispacci relativi allo scisma dei Vescovi cinesi! Allontanato dal Vaticano, inviato a Milano, alla morte di Pio XII, con la sua "cerchia", manovrò con abilità per l elezione del massone Roncalli, che poi lui continuò a "illuminare" per determinare il corso del nuovo antipontificato, che doveva rompere con la Tradizione e particolarmente con gli ultimi Pontificati di: Pio IX, Pio X, Pio XI, Pio XII. Divenuto antipapa, infatti, Paolo VI impose a tutta la Chiesa una rottura con i secoli precedenti, una rottura da lui vagheggiata e poi perseguita con caparbia decisione! Anche i nemici della Chiesa avevano riconosciuto questa virata a sinistra della Chiesa. Lo stesso Togliatti, nel suo "Memoriale" ha scritto: «... nel mondo cattolico organizzato e nelle masse cattoliche, vi è stato uno spostamento a sinistra, al tempo di Giovanni XXIII». ~ 61 ~

62 Con l accordo Montini-Stalin del 1942, voleva Montini onorare e benedire gli sforzi di quel sanguinario tiranno per cancellare la libertà delle coscienze, a favore della promozione dell unità religiosa secondo la «libertà» di coscienze contaminanti, come la loro? Furono contatti politici tra un altolocato in Vaticano (Montini) e i capi sovietici, arrivando fino a Stalin. Tutto all insaputa del Papa Pio XII, come rivelerà l arcivescovo luterano di Stoccolma anni dopo. La questione misteriosa rimane però: su cosa dovevano trattare? Dagli indizi sorti dai fatti successivi, due questioni devono essere state prospettate allora: la chiamata di un concilio per operare l unione delle chiese cristiane; la collaborazione di queste all edificazione di un nuovo ordine popolare-democratico su scala universale. Insomma, l accordo tra due utopie di tenore gnostico sul bene dei popoli! Ora, si è visto sempre più in seguito che la realtà di un tale piano di compromesso storico di ambìto mondiale andava ben oltre gli indizi. L idea piacque a Stalin, e così tale unione fu in seguito applicata in Ucraina nel pseudo Concilio di Leopoli del Per bocca di sacerdoti, convocati dal potere politico, fu dichiarato il ritorno dei cattolici ucraini in seno alla chiesa scismatica ortodossa russa, e quindi la loro cessata unione con Roma. I vescovi cattolici non allineati a quel diktat, come Slipyj, furono arrestati,e s instaurò una persecuzione religiosa da parte del Patriarcato di Mosca. La questione si è notevolmente complicata, quando i perseguitati religiosi ortodossi divennero a loro volta persecutori, comportandosi, anche davanti ai fedeli ortodossi, come se ogni obiezione a ciò fosse un'invenzione dei nemici dell'unione Sovietica, politica seguita da patriarchi e metropoliti indicati dai sovietici. E la gerarchia ortodossa asservita al regime aveva, per primo dovere, esaltare le conquiste sovietiche e negare ogni persecuzione religiosa. Dopo questi fatti, ormai pubblici e denunziati pure dal clero ortodosso (vedi i samizdat religiosi, le dichiarazioni di Padre Jakunin, di Padre Dudko, di Lev ~ 62 ~

63 Regelson, nel libro "La tragedia della Chiesa russa"), è incredibile che a dare credito e onore a quella gerarchia sovietizzata, sia stata proprio una «gerarchia romana», che dovrebbe rappresentare le sue principali vittime: gli ucraini e i suoi capi religiosi come il vescovo Slipyj. Ma, al contrario, con l'accordo tra il Vaticano e Mosca, per consentire la presenza d osservatori ortodossi russi nell invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del , assicurando al Cremlino che il comunismo non sarebbe stato oggetto né di discussioni né di condanne, si capisce un piano venuto da lontano, e che continuò nella politica di apertura al socialismo. Tale compromesso si è confermato nella "ostpolitik" vaticana! Inoltre, l azione ecumenista conciliare impone ora, dopo la caduta dei muri sovietici, al clero rimasto fedele a Roma di non riprendere le chiese a loro sottratte da quel diktat staliniano! E le chiese riprese andrebbero restituite agli ortodossi o, meglio ancora, usate per entrambi i culti! Alla visita di Montini seguì l iniziativa staliniana di unire con un decreto ecumenista la Chiesa degli Uniati, fedeli a Roma, con quella degli Ortodossi fedeli ai Soviet. Così iniziò la persecuzione dei preti fedeli, come il futuro cardinale Slipyj, mandato nel gulag in Siberia. "Voglio a questo punto riportare un'intervista che ebbi modo di fare, qualche anno fa, Paolo VI regnante, nell'english Garten a Monaco di Baviera, a un "prete della pace" ungherese, docente di filosofia teologica in una università comunista che ha chiesto di non indicare il suo nome, conferenziere ed articolista, da cui traspare il punto di vista d'oltrecortina sulla "distensione" roncalliana, e una precisa configurazione di Montini come "predestinato" continuatore della rivoluzione giovannea. (...) Domanda: "Qual è, padre, il suo giudizio su Paolo VI?" ~ 63 ~

64 Risposta: "Mi scusi, ma può chiamarmi professore. Montini era l'uomo più adatto a fare il papa oggi. Del resto, fin dal lontano 1945, l'unione Sovietica aveva saputo dai rapporti sulle cose italiane coordinati dal segretario del partito comunista italiano, Palmiro Togliatti, che l'allora monsignor Montini della Segreteria di Stato, era persona certamente simpatizzante per il socialismo, e aveva avuto più di un incontro col capo dei comunisti italiani. E a Mosca si seppe ancora della parte avuta da Montini nella liquidazione della monarchia in Italia nel 1946, e si cominciò a sperare e a lavorare per spianargli la strada. Oggi possiamo dire che Togliatti ebbe buon fiuto trent'anni fa". Domanda: "Lei crede che con la tradizionale ingerenza del Vaticano nelle cose italiane, il comunismo avrebbe fatto un così gran balzo in avanti in Italia, se sulla cattedra di Pietro si fosse seduto un altro papa al posto di Montini? Si ricordi che la scomunica di Pio XII ai comunisti segnò per il comunismo, checché se ne sia voluto dire e specialmente per quello italiano, un momento di indiscutibile crisi. E fu una pericolosa battuta d'arresto per il PCI lungo la strada per l'ascesa al potere". Risposta: "Sì, è vero. Paolo VI ha una sua personalità ambigua, machiavellica, introversa. Ma gli accordi che sottoscrive sono scritti ben chiari dai nostri governi, e del resto, basta guardarsi intorno, nell'est, per valutarne validità e risultati". ( NichitaRoncalli, ed. Eiles, Franco Bellegrandi, pag. 107). ~ 64 ~

65 Questo suo spirito di conciliazione col mondo comunista, Paolo VI lo dimostrò, per esempio, in occasione del Sinodo Episcopale di Roma, nell autunno del Il tema era: Giustizia e pace. Il Vaticano con una forte tendenza anti-capitalista, trattava tutte le ingiustizie causate alle nazioni in via di sviluppo, ma l arcivescovo Maxim Hermanioux, metropolita degli ucraini, presente ai lavori, ebbe il coraggio di reagire, dicendo: «Mi sembra molto sorprendente che, nel progetto e nell esposto di base, si tratti di tutte le forme possibili di ingiustizia: politica, culturale, economica e internazionale, ma non dell ingiustizia più incresciosa per un cristiano: la persecuzione della Chiesa di Cristo»! L arcivescovo Hermanioux parlava per i fedeli della Chiesa cattolica ucraina, rimasti in Russia, perseguitati dai comunisti, e faceva allusione al patriarca di Mosca, Pimen, che, durante il suo insediamento, aveva annunciato che la Chiesa cattolica ucraina non esisteva più! Basta ricordare ancora il grido del cardinale Slipyi, vero Confessore della Fede, condannato per decenni ai lavori forzati nei disumani gulag siberiani, e, davanti al Sinodo, espresse la sua indignazione ai traditori che fanno la pace con i persecutori, senza occuparsi dei loro fedeli che il comunismo sovietico perseguitava e martirizzava: «Su 54 milioni di Ucraini cattolici disse dieci milioni sono morti in seguito a persecuzioni! Il regime sovietico ha soppresso tutte le diocesi! C è una montagna di cadaveri e non c è più nessuno, nemmeno nella Chiesa, che difenda la loro memoria! Migliaia di fedeli sono ancora incarcerati o deportati! Ma la diplomazia vaticana (l antipapa Paolo VI, n.d.r.) preferisce che non se ne parli, perché ciò disturba la sue trattative! Siamo tornati ai tempi delle catacombe! Migliaia e migliaia di fedeli della Chiesa Ucraina sono deportati in Siberia, e fino al Circolo Polare Artico, ma il Vaticano ignora questa tragedia! Forse, i martiri sarebbero ~ 65 ~

66 diventati testimoni molesti? Saremmo noi una palla al piede per la Chiesa?». Montini proseguì l invalido conciliabolo Vaticano, portandolo a termine nel 1965, con la proclamazione satanica della nuova chiesa per il culto dell uomo : La religione del Dio che si è fatto uomo si è incontrata con la religione -perché tale è- dell uomo che si è fatto Dio. Che cosa è avvenuto? Uno scontro, una lotta, un anatema? Poteva essere; ma non è avvenuto. ( ) Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. ( ) Dategli merito di questo almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari alla trascendenza delle cose supreme, e riconoscerete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti, siamo i cultori dell uomo. ( ) Una corrente di affetto e ammirazione si è riversata dal Concilio sul mondo moderno ( ): i suoi valori sono stati non solo rispettati, ma onorati, i suoi sforzi sostenuti ( ). Non si dica dunque mai inutile una religione come la cattolica, la quale, nella sua forma più cosciente e più efficace, qual è quella conciliare, tutta si dichiara in favore ed in servizio dell uomo. ( ) Il nostro umanesimo si fa cristianesimo, e il nostro cristianesimo si fa teocentrico; tanto che possiamo altresì enunciare: per conoscere Dio bisogna conoscere l uomo. ( ) questo Concilio, che all uomo principalmente ha dedicato la sua studiosa attenzione. (7 dicembre 1965, discorso di chiusura dell invalido conciliabolo Vaticano). Questo discorso sacrilego pieno di blasfemie, pronunciato dall antipapa Paolo VI, inaugurò la nascita della falsa controchiesa conciliare, precorritrice della futura religione mondiale luciferiana, nel nuovo ordine mondiale satanico. In questo discorso, l intera dottrina Cattolica viene invertita, e viene inaugurato il culto dell uomo al posto del culto a Dio. Gesù disse: «Va' via, Satana; poiché sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo"». (Vangelo di san Matteo, capitolo 4) ~ 66 ~

67 Per capire l enormità delle bestemmie dell antipapa Paolo VI, basta leggersi le encicliche dei papi Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII, san Pio X; in particolare, il Sillabo, e l enciclica di san Pio X Pascendi Dominici Gregis. In un documento profetico di san Pio X, leggiamo: «Tanta è l audacia e l ira con cui si perseguita dappertutto la religione, si combattono i dogmi della Fede e si adopera sfrontatamente a estirpare, ad annientare ogni rapporto dell uomo con la divinità! In quella vece, ciò che appunto, secondo il dire del medesimo Apostolo (San Paolo), è il carattere proprio dell Anticristo, l uomo stesso, con infinita temerità, si è posto in luogo di Dio, sollevandosi, soprattutto, contro ciò che chiamasi Iddio, per modo che, quantunque non possa spegnere in se stesso ogni notizia di Dio, pure, manomessa la maestà di Lui, ha fatto dell universo quasi un tempio a sé medesimo per esservi adorato. Dal che consegue che, instaurare tutte le cose in Cristo e ricondurre gli uomini alla soggezione a Dio, è uno stesso e identico scopo. Perché, però, tutto questo si ottenga conforme al desiderio, fa d uopo che, con ogni mezzo e fatica, facciamo sparire radicalmente l enorme detestabile scelleratezza, tutta proprietà del nostro tempo: la sostituzione, cioè, dell uomo a Dio» (san Pio X, E Supremi Apostolatus ). ~ 67 ~

68 Sempre nel 1965, il 4 ottobre, l antipapa Paolo VI tenne all ONU (la spelonca della massoneria mondialista, e organizzazione mondialista precorritrice e promotrice del nuovo ordine mondiale luciferiano) un discorso da massone a massoni, non nominando neanche una volta il nome di Gesù. Tra le varie blasfemie, l antipapa Montini disse: Non abbiamo infatti alcuna cosa da chiedere, nessuna questione da sollevare; se mai un desiderio da esprimere e un permesso da chiedere, quello di potervi servire in ciò che a Noi è dato di fare, con disinteresse, con umiltà e amore. ( ) Ma questa è l impresa; questa la vostra nobilissima impresa. Chi non vede il bisogno di giungere così, progressivamente, a instaurare un autorità mondiale, capace di agire con efficacia sul piano giuridico e politico? Anche a questo riguardo ripetiamo il Nostro voto: perseverate. ( ) Grazie a voi, gloria a voi, che da vent anni per la pace lavorate, e che avete perfino dato illustri vittime a questa santa causa. Grazie a voi, gloria a voi ( ) Noi, osando farci interpreti del mondo intero, vi esprimiamo plauso e gratitudine. ( ) Quando voi uscite da questa aula il mondo guarda a voi ~ 68 ~

69 come agli architetti, ai costruttori della pace. (Discorso dell antipapa Paolo VI all ONU, il 4 ottobre 1965). Il discorso all ONU è emblematico, e solo un anima ottenebrata o ignorante nella fede, non può capire l inganno satanico della falsa controchiesa conciliare. L antipapa Montini esaltò l ONU, organizzazione massonica che promuove l aborto, e ogni attività contraria ai sacri dogmi del Cattolicesimo. Gesù come si è comportato con i potenti? Con Pilato, Erode, Caifa, i sommi sacerdoti, e tutti gli altri potenti del suo tempo? E invece come si sono comportati gli antipapi Paolo VI e Roncalli, e i loro successori nella controchiesa nata dall invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del ? La grande apostasia iniziò. Il satanista Montini abolì la liturgia bimillenaria della Messa e dei Sacramenti (di istituzione divina, risalente a Gesù Cristo stesso), e inaugurò un falso rito protestante, e quasi tutti i cattolici lo seguirono, ignari dell inganno satanico, con il pretesto dell obbedienza. L antipapa Paolo VI abolì anche gli Ordini minori (cosa che nessun Papa può fare, perché sarebbe invalida), risalenti ai Dodici Apostoli. "Il culto divino in un Concilio ecumenico subirà una trasformazione, che lo metterà in armonia con lo stato della civiltà moderna" (1883, ex canonico Roca). «Ho notato quanto il suo pensiero fosse di tipo laico. Con lui non si era in presenza di un chierico, ma di un laico promosso, inaspettatamente, al papato». (Jean Guitton, Paolo VI segreto, Ed. Paoline, pag. 21) ~ 69 ~

70 Quel che non sapevano i fedeli, era che Montini fu un antipapa, in quanto massone ed eretico, e quindi tutti i suoi atti ecclesiali sono stati nulli e invalidi. Con il falso e invalido conciliabolo Vaticano del , vennero professate quattro eresie, per abbattere quattro colonne centrali della vera Chiesa: -venne propagata la collegialità, per distruggere il concetto sacrale del Papato; -venne esaltato un falso concetto di ecumenismo, e la sacrilega libertà religiosa (il contrario di ciò che Gesù comandò ai cristiani: di predicare il Vangelo a tutti, e di battezzarli, aggiungendo che chi crederà sarà salvo, ma chi non crederà, sarà condannato), sostenendo che anche con le altre sette pagane o acattoliche ci si salva; un eresia apertamente contro la vera Chiesa di Cristo; - aggiornamento : abolizione della Liturgia Cattolica e instaurazione di nuovi riti protestanti. Con la fine dell invalido ed eretico conciliabolo Vaticano, l antipapa Montini inaugurò la controchiesa anticristica conciliare, ma pochi se ne accorsero. Perché fu ideata in modo tale da ingannare le moltitudini, cercando in ogni modo di dannare il maggior numero di anime, sviandole dalla Verità, cosicché mentre molti pensavano di essere nella Chiesa cattolica, seguendo l antipapa Montini, in realtà seguivano un falso pastore che guidava una controchiesa anticristica. La vera Chiesa, come spiegato, sussiste nelle anime che sono rimaste fedeli ai dogmi e alla dottrina completa della Chiesa, che condanna tutte le eresie proclamate dall antipapa Montini e dai suoi successori. La nuova falsa chiesa al servizio del potere luciferiano era appena nata, ma le masse dei fedeli la seguirono, non capendo l inganno satanico. La controchiesa anticristica conciliare, quindi, si diede una nuova dottrina opposta al cattolicesimo, e facendo proprie tante eresie già ~ 70 ~

71 condannate in passato dai Papi: il falso ecumenismo interreligioso, il modernismo, la collegialità episcopale, il liberalismo, le teorie massoniche. Datasi una nuova dottrina opposta al cattolicesimo, la controchiesa anticristica conciliare si diede una nuova liturgia e culto protestante (l antipapa Montini fece elaborare i nuovi rituali da ecclesiastici massoni (diretti dal massone mons. Annibale Bugnini, e su suo espresso desiderio, anche da sei pastori protestanti), e abolì satanicamente il culto bimillenario cattolico (cercò di abolirlo, ma grazie a Dio alcuni Cattolici riconobbero l inganno della controchiesa anticristica, e mantennero alta la fiaccola della fede Cattolica, come alcuni sedevacantisti, che hanno rifiutato gli antipapi massoni succedutisi dall ottobre 1958, e hanno mantenuto la Santa Messa Cattolica, e tutti i sacramenti validi), obbligando tutto il clero a celebrare esclusivamente e unicamente il rito protestante della controchiesa anticristica. Inoltre, gli antipapi diedero alla falsa chiesa un nuovo sacerdozio, che non è il sacerdozio cattolico, ma una falsa copia di quello protestante. Le stesse ordinazioni della controchiesa anticristica conciliare sono invalide, perché il rito stesso è invalido, perché promulgato da un antipapa. Inoltre, vennero aboliti i vari riti legati all amministrazione dei vari sacramenti, e ne vennero creati di nuovi. Quindi, una controchiesa d apostasia (fondata da un antipapa satanista, proseguita da antipapi, i quali hanno sostenuto tale ignobile inganno, a danno delle anime), con nuova dottrina (eretica), nuovi riti (invalidi e nulli), nuova gerarchia (invalida); i risultati della controchiesa anticristica conciliare sono sotto gli occhi di tutti: apostasia, pedofilia, degenerazione e perversioni morali, satanismo, esaltazione di ogni eresia, persecuzione contro i fedeli della vera Chiesa Cattolica. Gesù ci ricorda: Voi li riconoscerete dai ~ 71 ~

72 loro frutti. Si coglie forse uva dalle spine o fichi dai triboli? Così ogni albero buono produce frutti buoni, mentre l'albero cattivo dà frutti cattivi. Non può un albero buono produrre frutti cattivi, né un albero cattivo dar frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto, vien tagliato e gettato nel fuoco. Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti. (Vangelo di san Matteo, capitolo 7). ~ 72 ~

73 Le riforme per una nuova controchiesa anticristica Il marzo 1966, lo scismatico anglicano arcivescovo di Canterbury, Michael Ramsey, un alto grado della massoneria, si reca in Vaticano, ricevuto dall apostata scomunicato Montini. Il 6 agosto 1966, l antipapa Giovanni Battista Montini stabilì che i vescovi devono rinunciare al governo delle diocesi, al compimento del 75 anno d età. ~ 73 ~

74 Sempre nel 1966 (l 11 giugno), l antipapa Montini abolì l Indice dei libri proibiti Il 26 marzo 1967, pubblicò l enciclica filo-comunista Populorum progressio. Il 13 maggio 1967, l antipapa si recò a Fatima, maltrattando la veggente suor Lucia dos Santos, rifiutandosi di parlarle, e facendola piangere, davanti alle telecamere, in diretta televisiva. Il 25 e 26 luglio 1967, l antipapa Montini si recò in Turchia, dove incontrò nuovamente lo scismatico patriarca Athenagoras. Il 15 agosto 1967, con la promulgazione della Regimini Ecclesiae universae, attua una riforma iniqua della Curia romana. Settembre-ottobre 1967: primo sinodo dei vescovi. Il 28 ottobre 1967, nella basilica di San Pietro, l antipapa Montini si incontra nuovamente con lo scismatico patriarca Athenagoras. Il 4 novembre 1967, l antipapa Montini viene operato alla prostata, in Vaticano Il 28 marzo 1968, l antipapa Montini abolisce la millenaria corte pontificia. Il 30 giugno 1968, preoccupato che venisse smascherato e scoperto il ~ 74 ~

75 suo inganno, poiché molti cattolici erano scandalizzati dalle sue riforme distruttrici, l antipapa Montini pronunciò la professione di fede, gettando fumo negli occhi dei cattolici, facendogli sembrare che lui fosse cattolico. Il 25 luglio 1968, l antipapa Paolo VI pubblica l enciclica Humanae vitae, sulla propagazione della vita umana secondo l ordine naturale cristiano, che incontra critiche e resistenze all interno e all esterno della Chiesa. Il 10 giugno 1969, visita a Ginevra la sede del Consiglio ecumenico delle Chiese, organizzazione già anatemizzata dai Papi cattolici. Il 30 novembre 1969, l antipapa Paolo VI impone satanicamente la nuova liturgia della controchiesa anticristica, il novus ordo missae, rito protestante e invalido, opposto alla vera liturgia cattolica. ~ 75 ~

76 La fine dell antipapa scomunicato Ho nella memoria e nel cuore le parole che il cardinale Mindszenty mi disse a Vienna il 18 ottobre Avevo chiesto al Primate d Ungheria, per due volte inchiodato sulla croce del suo martirio, dal feroce furore, prima, degli sbirri marxisti e dalla fredda spietatezza, poi, di Montini, qual era la vera Chiesa. Quella ufficiale che adesso, nel mondo, fraternizza con l ateismo marxista, o quella abbandonata da Roma, perché rimasta fedele alla Tradizione. Il vecchio presule magiaro mi aveva senza indugio risposto: Quella abbandonata da Roma. (Franco Bellegrandi, NichitaRoncalli, pag. 15, ed. Eiles) Il 15 settembre 1970, l antipapa Montini abolì i corpi armati pontifici. Il 21 novembre 1970, lo scomunicato G.B.Montini stabilì che i cardinali che hanno più di ottanta anni, non possono più partecipare ai conclavi. Nel 1971, l antipapa massone Paolo VI, ricevette in Vaticano, con tutti gli onori, il genocida massacratore di cristiani Tito, presidente della Jugoslavia comunista. Il 16 settembre 1972, l antipapa Montini si recò a Venezia, incontrando ~ 76 ~

77 anche il patriarca Albino Luciani; al termine del rito comunitario, l antipapa Montini si tolse la stola papale, la mostrò alla folla, e poi la mise sulle spalle del patriarca Luciani. L antipapa massone intese dare un segnale per la sua predilezione a Luciani, che seguiva l impostazione modernista dottrinale, che caratterizzava l antipontificato dello scomunicato apostata Giovanni Battista Montini. Il 24 dicembre 1974, l antipapa Paolo VI inaugurò l anno santo 1975, e nella cerimonia d apertura della porta santa, parecchi calcinacci si staccarono e caddero davanti all antipapa. Nel marzo del 1976, l antipapa partecipa in Vaticano agli esercizi spirituali, predicati dal card. Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia. Nel 1977, l antipapa Montini ricevette in Vaticano Janos Kadar (capo di stato dell Ungheria comunista), massacratore di cristiani, e aguzzino del santo martire cardinale Jozef Mindszenty. Nel marzo del 1978, l antipapa Montini sospese le udienze, per malattia. Nello stesso mese, il suo amico Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, viene rapito e in seguito ucciso dalle Brigate Rosse. Il 13 maggio 1978, Montini intervenne alla Messa funebre per l uomo politico italiano. Il 6 agosto 1978, a Castel Gandolfo, l antipapa Montini morì alle 21:40, e, dopo essere passato dinnanzi al tribunale di Dio, in cui, davanti alla corte celeste e alla comunione dei santi, e presenti anche i demoni accusatori, Dio svelò tutti gli atroci inganni, complotti, intrighi, ~ 77 ~

78 blasfemie, sacrilegi, spergiuri, e lo spergiuro al giuramento dell antipontificato, operati da Giovanni Battista Montini. L antipapa Paolo VI scelse nella sua vita satana, e rifiutò Dio. Anzi, lo combattè e lo tradì, tentando di distruggere la santa Chiesa, ma non riuscendovi completamente. Il verdetto lo scelse Montini stesso, in quanto di sua spontanea volontà, scelse satana. Quindi, avendo tradito e combattuto Gesù Cristo, Giovanni Battista Montini, secondo solo a Giuda Iscariota, nel male e nel tradimento supremo, venne afferrato da ogni parte da innumerevoli demoni, e trascinato per sempre nell abisso infernale di torture senza fine, straziato dai demoni per l eternità, con inenarrabili e inimmaginabili tormenti. Che giova guadagnare il mondo intero, se poi si perde e danneggia sé stesso? (Vangelo di san Luca, capitolo 9). ~ 78 ~

79 È necessario anche sapere che sulla bara di Paolo VI non ci fu nessun simbolo cristiano, neppure la Croce. Precisiamo ulteriormente che tutte le riforme e atti ecclesiali compiuti dall antipapa Paolo VI, non sono mai stati validi, in quanto era scomunicato ipso facto da decenni, fin dalla sua entrata in massoneria nei primi anni del 900, e anche a causa delle sue eresie e della sua apostasia dalla fede. ~ 79 ~

80 PARTE 2 Le eresie e blasfemie dell antipapa Paolo VI ( ), il massone che fondò la controchiesa anticristica, dandole una nuova dottrina, nuovi riti, nuovo sacerdozio, contrari alla vera Chiesa di Cristo. (Fr. Michael Diamond e Fr. Peter Diamond; vaticanocattolico.com) Come avrebbe potuto un successore di Pietro causare in così breve tempo più danno alla Chiesa della rivoluzione del 1789? il più profondo ed eccessivo nella sua storia ciò che nessun eresiarca sia mai riuscito a fare? Abbiamo noi veramente un Papa o un intruso sedente sulla Sede Petrina? (Arcivescovo Marcel Lefebvre, commentando il regno dell antipapa Paolo VI). L antipapa Paolo VI si spacciò come capo della Chiesa Cattolica dal 21/06/1963 sino al 06/08/1978. Egli fu l uomo che portò avanti l invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del , e che fondò la controchiesa anticristica conciliare. L antipapa Paolo VI ratificò solennemente tutti i 16 documenti dell invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del Non è possibile che un vero Papa della Chiesa Cattolica ratifichi solennemente degli insegnamenti eretici. Come si dimostra in ampio dettaglio nel ~ 80 ~

81 presente libro, il fatto che l antipapa Paolo VI ratificò solennemente gli insegnamenti eretici del conciliabolo Vaticano, prova la verità per la quale l antipapa Paolo VI non fu un vero Papa, bensì un antipapa. È importante tenere a mente che l antipapa Paolo VI fu colui che diede al mondo la nuova falsa messa protestante, gli altri nuovi sacramenti invalidi, e gli insegnamenti eretici dell invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del Ove si frequentasse la nuova messa o si approvassero gli insegnamenti dell invalido conciliabolo Vaticano, la convinzione per cui tali azioni siano legittime, sarebbe direttamente connessa alla convinzione per la quale l antipapa Paolo VI sia stato un vero Papa Cattolico. Ora esponiamo le stupefacenti eresie dell antipapa Paolo VI. Si dimostra, dai suoi discorsi e scritti ufficiali, come l antipapa Paolo VI fu un completo apostata nemmeno lontanamente cattolico. Tutti i discorsi e gli scritti ufficiali degli uomini dicentisi Papi sono contenuti nella rivista settimanale L osservatore Romano. Il Vaticano ha ristampato le edizioni di tale rivista dal 04/04/1968 ad oggi. Da tali discorsi si dimostra come l antipapa Paolo VI non fu un vero Papa, in virtù dell inconfutabile ed innegabile evidenza che egli fu un completo eretico ed apostata. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 06/12/1972: Esiste Iddio? Chi è Iddio? Quale conoscenza può avere l uomo di Lui? Quale relazione deve ciascuno di noi avere con Lui? La risposta a ciascuna di queste domande ci recherebbe a delle discussioni complesse e senza fine Tali domande non recano a discussioni complesse e senza fine. Esiste Iddio? Sì. Chi è Iddio? La Santissima Trinità. Quale conoscenza può avere l uomo di Lui? La Fede Cattolica. Quale relazione deve ciascun ~ 81 ~

82 uomo avere con Lui? Appartenere alla Chiesa Cattolica, da Lui stabilita. L antipapa Paolo VI dichiarò che tali sono questioni complesse e prive di fine. Nessun Cattolico asserirebbe tali scelleratezze, rendenti insignificante la Fede Cattolica e il vero Dio. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 27/06/1973: tutto deve cambiare, tutto deve progredire. L evoluzione appare essere la legge recante la liberazione. Vi deve essere davvero un sacco di verità e di bontà in questa mentalità L antipapa Paolo VI proclamò ed approvò la blasfemia modernista per cui tutto è in uno stato di evoluzione. La sua eresia fu esplicitamente condannata da Papa San Pio X. Papa San Pio X, Pascendi Dominici gregis (26), spiegante la dottrina dei modernisti, 08/09/1907: Alle leggi dell evoluzione tutto è soggetto dogma, Chiesa, adorazione, i Libri che Noi riveriamo come sacri, anche la Fede stessa. ~ 82 ~

83 Antipapa Paolo VI sulle false religioni non-cristiane La Chiesa Cattolica insegna che tutte le religioni non-cristiane, ovvero, le fedi non-cattoliche, sono false. Vi è solamente una vera Chiesa, al di fuori della quale nessuno è salvato. Tale è il dogma Cattolico. Papa San Gregorio Magno, : La Santa Universale Chiesa insegna che non è possibile adorare Dio veramente, eccetto che in essa, ed asserisce che tutti coloro al di fuori di essa non saranno salvati. Tutte le altre religioni appartengono al diavolo. Tale è l insegnamento di Gesù Cristo, della Chiesa Cattolica e della Sacra Scrittura. Si veda 1 Corinzi 10;20 e Salmi 95;5. Chiunque mostrasse stima per le religioni non-cristiane o le considerasse buone o degne di rispetto, rinnegherebbe Gesù Cristo e sarebbe un apostata. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 08/11/1972: L ecumenismo incominciò in questo modo, come rispetto per le religioni non-cristiane. Papa Pio XI, Mortalium animos (2), 06/01/1928: quella falsa opinione considerante tutte le religioni più o meno buone e lodevoli Non solamente sono coloro che hanno questa opinione in errore e sedotti, bensì anche nel distorcere l idea della vera religione essi la rigettano. Ecco ciò che l antipapa Paolo VI pensava delle religioni non-cristiane, del diavolo: Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 22/09/1973: nobili religioni non-cristiane. Ciò è apostasia, un totale rigetto di Gesù Cristo. ~ 83 ~

84 Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 12/01/1972: un immagine sconcertante si apre dinnanzi ai nostri occhi: quella delle religioni, le religioni inventate dall uomo; tentativi talora estremamente azzardati e nobili. L antipapa Paolo VI affermò che le religioni inventate dall uomo sono talora estremamente nobili. Ciò è apostasia, un rigetto di Gesù Cristo e della Fede Cattolica. Antipapa Paolo VI, Messaggio, 06/12/1977: le religioni non-cristiane, le quali la Chiesa rispetta e stima. Egli dichiarò di stimare le false religioni. Antipapa Paolo VI, Messaggio, 24/11/1969: sormontate le divisioni, sviluppando un mutuale rispetto tra le differenti confessioni religiose. Antipapa Paolo VI, Messaggio, 03/12/1970: Noi accogliamo con rispetto i rappresentati di tutte le altre religioni che ci hanno onorato mediante la loro presenza. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 06/07/1977: Noi accogliamo con sincero rispetto la delegazione Giapponese della religione Conco-chiò. Nel suo indirizzo del 22/08/1969, l antipapa Paolo VI loda l Induista Gandhi affermando che egli è sempre cosciente della presenza di Dio'. Gli Induisti sono pagani ed idolatri, adoranti diversi falsi dei. Il suo avere lodato il notoriamente induista Gandhi come un individuo sempre cosciente della presenza di Dio dimostra ancora la verità che l antipapa Paolo VI fu un completo indifferentista religioso. L antipapa Paolo VI lodò anche ufficialmente la falsa religione dell induismo, nel documento ufficiale dell invalido conciliabolo Vaticano, Nostra aetate ~ 84 ~

85 (2), trattante le religioni non-cristiane, come citato nella sezione discutente il conciliabolo Vaticano. Antipapa Paolo VI, Esortazione Apostolica, 08/12/1975: La Chiesa rispetta e stima queste religioni non-cristiane. Si noti ancora che l antipapa Paolo VI stimò le false religioni. Ciò è satanico. Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 24/08/1974: Le differenze culturali e religiose in India, come avete menzionato voi, sono onorate e rispettate Noi siamo contenti di vedere praticati questo onore e questa stima reciproca. L antipapa Paolo VI proclamò che le differenze religiose sono onorate in India, e che egli era contento di vedere ciò. Ciò significa che egli onora l adorazione dei falsi dei. Antipapa Paolo VI, Indirizzo al sinodo dei vescovi, 02/09/1974: Parimenti noi non possiamo omettere una referenza alle religioni non-cristiane. Queste, infatti, non devono più essere considerate come rivali od ostacoli all evangelizzazione. L antipapa Paolo VI predicò apertamente la sua idea di un nuovo vangelo. Le religioni non-cristiane, egli insegnò, non sarebbero più dovute essere un ostacolo all evangelizzazione. Tale è una religione anticristiana di apostasia. Papa Gregorio XVI, Mirari vos (13), 15/08/1832: Essi dovrebbero considerare la testimonianza di Cristo stesso, per la quale coloro che non sono con Cristo, sono contro di Lui, Luca 11:23, e che essi disperdono infelicemente, ove non raccolti con Lui. Quindi, senza dubbio, essi periranno per sempre, a meno che essi conservino la Fede Cattolica integra ed inviolata; Credo Atanasiano. Antipapa Paolo VI, Indirizzo al Dalai Lama, 30/09/1973: Siamo felici di accogliere vostra santità quest oggi Voi venite a noi dall Asia, la culla ~ 85 ~

86 delle religioni antiche e delle tradizioni umane, giustamente venerate profondamente. L antipapa Paolo VI annunciò che è giusto venerare le false religioni adoranti i falsi dei. Tale è forse la peggiore eresia pronunciata da Antipapa Paolo VI. Antipapa Paolo VI, Messaggio, Agosto 1969: L Uganda include fedi differenti rispettantisi e stimantisi l una l altra. La vera religione stima le false religioni? No; ciò è nuovamente palesemente eretico. Antipapa Paolo VI, Messaggio ai preti Shintoisti pagani, 03/03/1976: Noi conosciamo la fama del vostro tempio e la sapienza rappresentata così vividamente dalle immagini ivi contenute. Tale è una delle più malvagie, rivelanti ed eretiche affermazioni pronunciate dall antipapa Paolo VI. Egli lodò la sapienza contenuta nelle immagini presenti nel tempio Shintoista pagano; in altre parole, egli lodò gli idoli degli Shintoisti. Antipapa Paolo VI sul Buddismo Il Buddismo è una falsa e pagana religione dell Oriente, insegnante la credenza nella reincarnazione e nel karma. I Buddisti adorano diversi falsi dei, cioè demoni. Il Buddismo è una religione falsa ed idolatra del diavolo. Ecco ciò che insegnò Antipapa Paolo VI circa il Buddismo: Antipapa Paolo VI, Udienza generale ai Buddisti Giapponesi, 05/09/1973: È un grande piacere per noi accogliere i membri del giro Europeo dei Buddisti Giapponesi, adepti onorati della setta Soto-sciù del Buddismo Durante il Concilio Vaticano II la Chiesa ~ 86 ~

87 Cattolica esortò i suoi figlioli e le sue figliole a studiare ed a valutare le tradizioni religiose del genere umano e ad apprendere mediante un dialogo sincero e paziente quali tesori il buon Dio abbia distribuito alle tante nazioni della Terra, Ad gentes, numero 11, Il Buddismo è una delle ricchezza dell Asia. Secondo l antipapa Paolo VI, la falsa, pagana e idolatra religione del Buddismo è una delle ricchezze dell Asia. Antipapa Paolo VI, Udienza generale al giro di missione Buddista Giapponese, 24/10/1973: È ancora una volta nostro piacere accogliere un distinto gruppo appartenente al giro di missione Buddista del Giappone. Noi siamo contenti di reiterare la stima che noi abbiamo per il vostro paese, per le vostre nobili tradizioni. Antipapa Paolo VI, Discorso alla guida spirituale Tibetana, 17/11/1975: Il Concilio Vaticano II ha espresso sincera ammirazione per il Buddismo nelle sue varie forme Noi auguriamo a vostra santità ed a tutti i vostri fedeli un abbondanza di prosperità e di pace. Si noti la sua idolatria e la sua apostasia nell ammirare non solamente i Buddisti, bensì la falsa religione del Buddismo. Antipapa Paolo VI, Indirizzo ai Buddisti, 05/06/1972: È con grande cordialità e stima che noi accogliamo un gruppo così distinto di guide Buddiste dalla Thailandia Noi abbiamo profondo riguardo per le vostre preziose tradizioni. Antipapa Paolo VI ad un gruppo di guide Buddiste, 15/06/1977: Al distinto gruppo di guide Buddiste dal Giappone, noi offriamo un caldo benvenuto. Il Concilio Vaticano II dichiarò che la Chiesa Cattolica guarda con sincero rispetto il vostro stile di vita In questa occasione noi siamo contenti di richiamare le parole di San Giovanni: Il mondo, con tutto ciò che esso brama, sta giungendo ad una fine; tuttavia, chiunque facesse la volontà di Dio, rimarrebbe per sempre.' ~ 87 ~

88 Egli proclamò, prima, che la Chiesa Cattolica guarda con sincero rispetto allo stile di vita buddista. Ciò è eresia. Egli affermò poi, in quell occasione, che le parole di San Giovanni si sarebbero dovute richiamare, per cui chiunque facesse la volontà di Dio rimarrebbe per sempre. Il suo significato è chiaramente quello per il quale i Buddisti vivranno per sempre, vale a dire, essi saranno salvati. Ciò è totalmente eretico. Antipapa Paolo VI, Indirizzo al patriarca Buddista del Laos, 08/06/1973: il Buddismo la Chiesa Cattolica considera le sue ricchezze spirituali con stima e rispetto, e desidera collaborare con voi, come uomini religiosi, di modo da recare la reale pace e la salvezza dell uomo. L antipapa Paolo VI affermò che la Chiesa Cattolica considera con stima le ricchezze spirituali della falsa religione del Buddismo. Egli, dopo, proclamò il suo desiderio di collaborazione con il patriarca Buddista per recare la salvezza dell uomo. Ciò è eresia ed apostasia. ~ 88 ~

89 Antipapa Paolo VI sull islam. L islamismo è una falsa religione negante la Divinità di Gesù Cristo, e rigettante la Santissima Trinità. Oltre a rigettare il vero Dio, il Maomettanesimo permette la poligamia sino a 4 mogli ed i suoi adepti, appellati musulmani, spargono tale falsa religione con uno zelo senza uguali fra gli altri falsi credi. La conversione alla Cristianità in molti paesi musulmani, è punita con la pena di morte. La propagazione della vera Fede è strettamente proibita dai musulmani. Ecco ciò che pensava l antipapa Paolo VI di tale falsa religione rigettante Cristo e la Santissima Trinità. Antipapa Paolo VI, Discorso, 09/09/1972: Noi vorremmo anche che voi sapeste che la Chiesa riconosce le ricchezze della fede Islamica una fede vincolanteci all unico Iddio. Antipapa Paolo VI discusse di ricchezze della fede Maomettana, una fede rigettante Gesù Cristo e la Santissima Trinità. Egli affermò che tale fede vincola all unico Iddio. Ciò è apostasia. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 18/09/1969: i Musulmani insieme a noi adorano l uno e misericordioso Iddio, il quale giudicherà l umanità durante l ultimo giorno. I maomettani non adorano l uno vero Iddio, la Santissima Trinità, assieme ai Cattolici. Asserire che i maomettani adorano lo stesso Iddio dei Cattolici, è eresia. Inoltre, i maomettani non adorano assolutamente l Iddio giudicante l umanità durante l ultimo giorno, Gesù Cristo. Antipapa Paolo VI, Indirizzo all ambasciatore musulmano, 04/06/1976: Musulmani, marocchini nostri fratelli nella Fede nell un Iddio. Voi sarete sempre benvenuti e troverete sempre stima e comprensione qui. ~ 89 ~

90 Egli dichiarò che i maomettani sono fratelli nella Fede. Ciò è apostasia. Egli, poi, asserì che i maomettani avrebbero sempre trovato stima nel Vaticano. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 02/12/1977: i musulmani professanti di detenere la fede in Abramo, adoranti assieme a noi l uno e misericordioso Iddio, il giudice del genere umano durante l ultimo giorno, come dichiarò solennemente il Concilio Vaticano II. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, Agosto 1969: Il nostro vivo desiderio di accogliere, nelle vostre persone, le grandi comunità musulmane sparse nell Africa? Voi, dunque, abilitate noi a manifestare qui il nostro rispetto per la fede che professate Nel richiamare i martiri Cattolici ed Anglicani noi richiamiamo gioiosamente anche quei confessori della fede musulmana, i quali furono i primi a soffrire la morte Egli menzionò il suo rispetto per la falsa fede del maomettanesimo, commemorando i musulmani aventi testificato tale falsa religione tramite la morte. Ciò è apostasia totale. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 03/08/1969: 22 martiri furono riconosciuti, tuttavia ve ne furono molti altri e non solamente Cattolici. Ve ne furono anche anglicani e maomettani. Tale è probabilmente l affermazione più scandalosa mai vista circa l eresia che esistono martiri acattolici. L antipapa Paolo VI affermò che i musulmani, credenti nemmeno in Cristo e nella Santissima Trinità, sono martiri, oltre agli anglicani. Ciò è veramente pazzesco per un cattolico, e totalmente eretico. Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, 1441, ex-cathedra: nessuno può esser salvato, non importa quanto egli abbia elemosinato, ed anche se egli avesse asperso sangue nel nome del Cristo, a meno che egli abbia preservato nel grembo e nell unità della Chiesa Cattolica.. ~ 90 ~

91 Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, Credo Atanasiano dogmatico, 1439: Chiunque desiderasse essere salvato, dovrebbe soprattutto detenere la Fede Cattolica; a meno che ciascuno la preservi integra ed inviolata, egli perirà senza dubbio nell eternità. Antipapa Paolo VI sull indifferenza religiosa Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 09/07/1969: Essa, la Chiesa, ha anche affermato, durante la sua lunga storia, al costo di oppressione e di persecuzione, la libertà per tutti di professare la propria religione. Nessuno -essa afferma-, può essere inibito dall agire, nessuno può essere forzato ad agire in maniera contraria alle proprie credenze Come da noi proclamato, il Concilio domandò una vera e pubblica libertà religiosa. Ciò è completamente falso ed eretico. La Chiesa Cattolica ha affermato durante la sua lunga storia, al costo di oppressione di persecuzione, che la religione di Gesù Cristo è l unica, che essa è vera, e che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. Ciò malgrado, l antipapa Paolo VI avrebbe voluto fare credere che i martiri furono torturati orribilmente non per la loro professione di Fede nel Cristo, bensì in modo che tutti professassero le varie false religioni. Ciò è una terribilmente eretica distorsione della verità. Antipapa Paolo VI, Messaggio, 10/12/1973: le violazioni ripetute del sacro diritto alla libertà religiosa nei suoi vari aspetti, e l assenza di un accordo internazionale appoggiante questo diritto Antipapa Paolo VI, Lettera, 25/07/1975: la Santa Sede gioisce nel vedere enfatizzato specificatamente il diritto alla libertà religiosa. ~ 91 ~

92 La dottrina sulla libertà religiosa, sostenuta dall antipapa Paolo VI, fu in realtà condannata dai Papi Cattolici. Antipapa Paolo VI sugli Scismatici Orientali L antipapa Paolo VI e lo scismatico patriarca Orientale di Costantinopoli, Athenagoras, rimossero reciprocamente le scomuniche del Ciò significa che l antipapa Paolo VI considerava i cosiddetti Ortodossi Orientali, non più scomunicati, sebbene rinneganti il Papato. Quindi, secondo lui, il Papato non è un dogma vincolante sotto pena di scomunica. I cosiddetti Ortodossi Orientali sono degli scismatici rigettanti l Infallibilità Papale, assieme agli ultimi 13 concili generali della Chiesa Cattolica. Essi rigettano la verità sacrosanta che lo Spirito Santo procede dalla Seconda Persona della Santissima Trinità, essi permettono il divorzio ed il nuovo sposalizio, e molti di loro rigettano l Immacolata Concezione. Ecco ciò che l antipapa Paolo VI pensava di tali scismatici: Antipapa Paolo VI, Discorso, discutendo del deceduto patriarca Scismatico di Mosca, 19/04/1970: Sino all esatta fine, egli è stato cosciente e sollecito del suo grande ministero. Egli affermò che l egemonia al di dentro di una chiesa scismatica è un grande ministero. Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 24/01/1972: accogliamo fra di noi un eminente rappresentate della venerabile chiesa Ortodossa un uomo di grane pietà. ~ 92 ~

93 Antipapa Paolo VI, Discorso, 23/01/1972: il grande, venerabile ed eccellente patriarca Ortodosso. Antipapa Paolo VI, Indirizzo alla delegazione Scismatica, 27/01/2977: Poi, 10 anni dopo, noi recammo visita alla vostra santa chiesa. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 20/01/1971: le venerabili chiese Ortodosse Orientali. Egli proclamò che le chiese scismatiche sono venerabili. Antipapa Paolo VI, discutendo della morte del patriarca Scismatico Atenagoras, 09/07/1972: noi raccomandiamo quest uomo a voi, un uomo di una chiesa venerabile. Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 25/05/1968: la venerabile chiesa Ortodossa di Bulgaria.. Antipapa Paolo VI, Dichiarazione comune con il patriarca siriano delle setta scismatica, 27/10/1971: Ciò dovrebbe essere fatto con amore, con apertura agli stimoli dello Spirito Santo, e con rispetto reciproco per ognuno e per la chiesa di ognuno. Pertanto, l antipapa Paolo VI rispettava il rigetto del Papato e dell Infallibilità Papale. Antipapa Paolo VI, Telegramma appresso l elezione del nuovo patriarca Scismatico di Costantinopoli, Luglio 1972: Nel momento in cui voi assumete una pesante carica nel servizio della Chiesa del Cristo. Ciò significa che la chiesa scismatica è la Chiesa del Cristo. Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 14/12/1976: carissimi fratelli, inviati dalla venerabile chiesa di Costantinopoli noi svolgemmo il solenne e sacro atto ecclesiastico di rimuovere gli antichi anatemi, un atto con cui noi desideravamo rimuovere la memoria di questi eventi per sempre dalla memoria e dal cuore della Chiesa ~ 93 ~

94 I cosiddetti Ortodossi Scismatici sono anatemizzati dalla Chiesa Cattolica per la negazione del Papato e per la non accettazione dei dogmi della Fede Cattolica. Ciò malgrado, l antipapa Paolo VI tentò di rimuovere solennemente gli anatemi contro di loro, come sopra menzionato. Tale indirizzo dell antipapa Paolo VI, significò il suo tentativo di capovolgere il Papato come dogma da essere creduto sotto pena di anatema e condanna. Antipapa Paolo VI, Lettera, circa la morte di due patriarchi scismatici, 07/03/1971: mossi dalla morte di sua santità il patriarca Cirillo VI, noi esprimiamo la nostra sincera simpatia assieme alla certezza delle nostre preghiere per l eterno riposo del vostro diletto pastore, e per la consolatoria benedizione di Dio sull intera chiesa Ortodossa Copta. Si notino cose. Primo: l antipapa Paolo VI asserì che egli avrebbe pregato per l anima di uno scismatico deceduto, indicando come i patriarchi acattolici deceduti siano salvati, e questa è una eresia. Secondo: egli invocò la consolatoria benedizione di Dio sull intera chiesa Ortodossa Copta. Che ne avrebbe detto dell una vera Chiesa e di come la chiesa scismatica Copta non ne fa parte? Che avrebbe detto della grazia Divina per la conversione della chiesa Ortodossa Copta alla vera Chiesa? L affermazione dell antipapa Paolo VI, mostra nuovamente come egli sosteneva la blasfemia per la quale le sette eretiche sono vere chiese, e per cui la Fede Cattolica è insignificante. Papa Gregorio XVI, 27/05/1832: Non sia tu sedotto, fratello mio; se alcuno seguisse uno scismatico, egli non otterrebbe l eredità del Regno di Dio. Antipapa Paolo VI, Lettera allo Scismatico, Novembre 1976: la prima conferenza pan- Ortodossa nella preparazione del grande santo concilio delle chiese Ortodosse sta incominciando il suo lavoro per il migliore servizio per la venerabile chiesa Ortodossa. ~ 94 ~

95 Egli appellò il concilio scismatico, santo, e la chiesa scismatica, venerabile. L antipapa Paolo VI fu uno scismatico. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 24/01/1973: il nostro fratello di venerabile memoria, il patriarca ecumenico di Costantinopoli. Antipapa Paolo VI, Messaggio concernente il deceduto Scismatico Russo, 07/04/1972: noi esprimiamo a sua eminenza ed al santo sinodo della chiesa Ortodossa Gregoriana, le nostre sincere condoglianze assieme alla certezza delle nostre preghiere per l eterno riposo del vostro pastore Antipapa Paolo VI, Messaggio, al patriarca Scismatico di Mosca, 23/05/1968: Santità, per l occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del giorno in cui il sinodo dell intera chiesa Ortodossa di Russia ristabilì la sede patriarcale a Mosca noi abbiamo delegato a partecipare nelle solenni celebrazioni che prenderanno luogo nella vostra città patriarcale, i nostri carissimi fratelli nell episcopato. Egli appellò il patriarca scismatico santità, celebrando il cinquantesimo anniversario della chiesa Scismatica. Antipapa Paolo VI, Discorso allo Scismatico, 01/07/1978: Noi vi riceviamo con affetto e stima. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 30/11/1977: Noi vi accogliamo gioiosamente, diletti fratelli, qui rappresentati da sua santità il patriarca Pimen, e la chiesa Ortodossa Russa tutta la nostra stima ed il nostro amore fraterno a sua santità il patriarca Pimen, al suo clero ed all intero popolo dei fedeli. Antipapa Paolo VI, in una lettera circa lo scismatico Atenagoras, del Luglio 1972, scrisse: noi preghiamo il Signore affinché lo riceva nel Suo Regno Celeste ~ 95 ~

96 Antipapa Paolo VI, Dichiarazione congiunta con il Papa Scismatico Scenuda III, 10/05/1973: Paolo VI, Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica, e Scenuda III, Papa di Alessandria e patriarca delle sede di San Marco Nel nome di questa carità, noi rigettiamo tutte le forme di proselitismo Che esso cessi ovunque esso esista. L antipapa Paolo VI espresse una dichiarazione congiunta assieme ad un Papa scismatico. Egli accreditò tale scismatico come il detentore della sede di San Marco. Tale è una blasfemia contro il Papato, giacché tale scismatico non aveva nessuna autorità ecclesiale. Egli rigettò tutte le forme di proselitismo, ossia, il tentativo di conversione degli scismatici, dichiarando: che esso cessi ovunque esso esista. L antipapa Paolo VI fu un eretico formale ed uno scismatico. ~ 96 ~

97 Antipapa Paolo VI sulle sette Protestanti Il Protestantesimo cominciò con il prete tedesco Martin Lutero, il quale lasciò la Chiesa Cattolica iniziando la rivoluzione Protestante nel Lutero negava il libero arbitrio, il Papato, l orazione ai santi, il Purgatorio, la Tradizione, la Transustanziazione ed il Santo Sacrificio della Messa. Lutero rimpiazzò la Messa con un servizio-memoriale commemorante l Ultima Cena. Tutti i Sacramenti eccetto il Battesimo e la Santa Eucaristia furono rigettati. Lutero sosteneva che dopo la caduta di Adamo, l uomo non poté più operare il bene. La maggior parte dei protestanti sostengono le medesime credenze di Lutero, tuttavia, tutti i protestanti rigettano numerosi insegnamenti Cattolici. Ecco ciò che l antipapa Paolo VI pensava di tali eretici e scismatici. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 17/01/1971: Da un opposizione polemica fra le varie denominazioni Cristiane noi siamo passati ad un mutuo rispetto. L antipapa Paolo VI rivelò che l agenda dell invalido conciliabolo Vaticano del circa le sette protestanti, era passata dall opposizione polemica, in altre parole, un opposizione alle loro false dottrine, ad un attitudine di accettazione di mutuale rispetto per la loro falsa religione. Antipapa Paolo VI, Discorso ai rappresentati delle chiese non-cattoliche a Ginevra, Giugno 1969: Lo spirito che ci anima Questo spirito scandisce, come prima base di ogni contatto fruttuoso tra confessioni differenti, che ciascuno professi la propria fede lealmente. Antipapa Paolo VI affermò che i protestanti non dovrebbero divenire Cattolici, bensì che essi dovrebbero rimanere leali alle loro sette. ~ 97 ~

98 Antipapa Paolo VI, Omelia, 25/01/1973: esprimete un pensiero rispettoso ed affettuoso in Cristo ai Cristiani di altre denominazioni residenti in questa città ed assicurategli la nostra stima Tale è un omelia incredibile. In essa egli assicurò gli eretici della sua stima. Si consideri che l antipapa Paolo VI conosceva nemmeno personalmente tutta le gente che egli diceva di stimare. Egli sapeva nulla circa loro, eccetto il fatto che essi appartenevano ad una di tali sette, assicurandoli, dunque, della sua stima su tale base. Antipapa Paolo VI, Lettera Apostolica, il consiglio mondiale delle chiese, 06/08/1973: Il consiglio mondiale delle chiese è stato creato in modo da, mediante la grazia di Dio, servire le chiese e le comunità ecclesiastiche nei loro impegni di ristorazione e di manifestazione a tutti, di quella perfetta comunione in fede ed in amore, essente il dono di Cristo alla Sua Chiesa. Antipapa Paolo VI proclamò che il concilio mondiale delle chiese fu creato per ristorare e manifestare a tutti quella perfetta comunione in Fede ed in amore essente il dono di Cristo alla Sua Chiesa. Si noti la diabolica implicazione di tale affermazione. La perfetta comunione in Fede ed in carità essente il dono di Cristo alla Sua Chiesa, è l organizzazione della Chiesa Cattolica, la Chiesa Universale fondata da Cristo. Nonostante ciò, l antipapa Paolo VI proclamò che ciò è manifestato dal consiglio mondiale delle chiese. Egli tentò di rimpiazzare la Chiesa Cattolica con il consiglio mondiale delle chiese. Il consiglio mondiale delle chiese, è un organizzazione composta da diverse sette e dominazioni. Un commentatore tradizionale lo etichetterebbe correttamente come un gruppo in prima linea comunista, mirato ad appassire ed a liberalizzare le chiese Cristiane del mondo. Esso è, comunque sia, un organizzazione ecumenica eretica composta da varie religioni generate dall uomo. ~ 98 ~

99 Antipapa Paolo VI, Discorso, 12/11/1968: i nostri figlioli sono in rapporti amichevoli con i loro fratelli Cristiani, gli Evangelici Luterani. Papa Pio VI, Professione di Fede, Concilio di Trento, ex-cathedra: Questa vera Fede Cattolica, fuori dalla quale nessuno può essere salvato io ora professo e detengo veramente. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 28/04/1977: le relazioni tra la Chiesa Cattolica e la comunione Anglicana queste parole di speranza: La comunione Anglicana unita e non assorbita, non sono più un sogno. Ciò significa che l antipapa Paolo VI voleva unirsi con la setta anglicana senza assorbirli, vale a dire, senza convertirla. Antipapa Paolo VI, Discorso, 02/08/1969: Noi desideravamo incontrare la chiesa anglicana sbocciante in questo paese. Noi desideravamo recare omaggio a quei figlioli dei quali essa è orgogliosissima, quelli cui, assieme ai nostri stessi martiri Cattolici, resero la generosa testimonianza delle loro vite al Vangelo Antipapa Paolo VI, Discutendo della morte del Protestante Martin Lutero, 07/04/1968: noi condivideremo tutti le speranze che il suo martirio ci ispira. Papa Gregorio XVI, 27/05/1832: Finalmente alcune di queste fuorviate persone tentano di persuadere loro stesse ed altre che gli uomini non sono salvati solamente nella religione Cattolica, ma che anche gli eretici possano ottenere la vita eterna. ~ 99 ~

100 Antipapa Paolo VI sulle Nazioni Unite (O.N.U.) L O.N.U. è una malvagia organizzazione promuovente la contraccezione e l aborto, aspirante a volere guadagnare il controllo decisionale di ogni nazione del pianeta. Un precedente segretario delle Nazioni Unite, il generale Thant, lodò il Comunista Lenin come un uomo i cui ideali erano riflessi nello statuto delle Nazioni Unite. Ecco cosa pensava l antipapa Paolo VI delle Nazioni Unite: Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 05/02/1972: noi abbiamo fede nelle Nazioni Unite. Antipapa Paolo VI, Messaggio, 26/04/1968: che tutti gli uomini di cuore si congiungano pacificamente, dimodoché i principii delle Nazioni Unite siano non solamente proclamati, bensì messi in effetto, ed affinché non solamente la costituzione degli stati li promulghi, bensì affinché le autorità pubbliche li applichino Antipapa Paolo VI, Indirizzo al segretario generale delle Nazioni Unite, 09/07/1977: Noi desideriamo ascoltare la voce del rappresentate autorizzato dell ONU tutto questo enfatizza maggiormente di più il benefico ed insostituibile ruolo dell ONU. Antipapa Paolo VI, Messaggio alle Nazioni Unite, 04/10/1970: Oggi noi desideriamo ancora una volta ripetere le parole che pronunciammo onorevolmente il 04/10/1965 dalla tribuna della vostra assemblea: Questa organizzazione rappresenta il sentiero da essere intrapreso ai fini della civilizzazione e della pace mondiale In quale altro luogo, inoltre, potrebbero meglio questi governi e questi popoli trovare un ponte che li colleghi, un tavolo rotondo attorno al quale radunarsi ed un tribunale al quale essi ricorrano per giustizia e per pace? chi meglio dell ONU e le sue agenzie specializzate, sarà in grado di raccogliere la sfida presentata a tutta l umanità? ~ 100 ~

101 Esiste in effetti un bene comune dell uomo e spetta alla vostra organizzazione, in virtù della sua dedicazione all universalità, essente la sua ragione d essere, promuoverlo instancabilmente.' Innanzitutto, l antipapa Paolo VI affermò che l ONU è il sentiero da essere intrapreso. Egli proclamò che l ONU, non la Chiesa Cattolica, è il migliore mezzo per la causa della giustizia e della pace nel mondo. Dopodiché, egli asserì che l ONU è universale, ossia, Cattolica, per l umanità. Egli tentò di rimpiazzare la Chiesa Cattolica con le Nazioni Unite. L antipapa Paolo VI all ONU: un massone tra massoni: tutti scomunicati ipso facto, secondo le leggi immutabili della Chiesa. ~ 101 ~

102 L antipapa Paolo VI promosse il nuovo ordine mondiale Antipapa Paolo VI, Messaggio al presidente di una conferenza ONU, Maggio 1976: questo nuovo ordine economico internazionale che deve essere costruito incessantemente. Antipapa Paolo VI, Messaggio, 08/09/1977: Dell enfasi è oggidì legittimamente posta sulla necessità di costruire un nuovo ordine mondiale Antipapa Paolo VI, Messaggio alle Nazioni Unite, 24/05/1978: noi siamo coscienti che il sentiero conducente alla venuta di un nuovo ordine internazionale non può in ogni caso essere breve come noi vorremmo che sia Disarmo, un nuovo ordine mondiale e lo sviluppo sono 3 obblighi inseparabilmente legati Antipapa Paolo VI sull adorazione dell uomo. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 07/02/1971: Tutto l onore, dunque, all uomo. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 01/08/1969: non lasciatevi scoraggiare dagli ostacoli e dalle difficoltà costantemente fuoriuscenti; non perdete la fede nell uomo. Antipapa Paolo VI, Messaggio, 25/03/1971: l uomo, al quale tutte le cose sulla Terra dovrebbero essere relazionate come il loro centro e corona. Questa è una blasfemia. ~ 102 ~

103 Antipapa Paolo VI, Discorso, 18/11/1971: Durante la nostra visita a Bombai, noi enfatizzammo: L uomo deve incontrare l uomo. Antipapa, Udienza, 10/01/1972: Poiché le domande della giustizia, signori, possono essere raccolte solamente nella luce della verità, quella verità che è l uomo Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 11/04/1973: sempre ansiosi di salvaguardare, sopra tutto il resto, il primato dell uomo Nel suo indirizzo dell Angelus del 27/01/1974 l antipapa Paolo VI parlò positivamente di culto dell uomo per l amor dell uomo. Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 15/02/1974: come richiamò giustamente sua eccellenza, quell obbiettivo finale è l uomo Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 29/12/1968: Il mistero Cristiano giacente sull uomo. Antipapa Paolo VI, 28/04/1969: Nell analisi finale, vi è nessuna vera ricchezza fuorché l uomo Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 20/07/1969: Noi faremmo bene a meditare sull uomo Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 28/07/1971: La dignità dell uomo. Noi saremmo mai in grado di apprezzarla ed onorarla abbastanza. Antipapa Paolo VI, Discorso, 04/09/1968: i temi oggi preoccupanti la Fede, sia Cattolica che acattolica, tutti questi convergono da differenti direzioni su di un punto centrale e dominante, ovvero: l uomo. Secondo la quasi unanime opinione dei credenti e dei non credenti, parimenti, tutte le cose sulla Terra dovrebbero essere relazionate all uomo come loro centro e corona. Antipapa Paolo VI, Messaggio dell Angelus, 13/07/1975: la più preziosa scienza di tutte, la scienza del conoscere sé stessi, del ~ 103 ~

104 riflettere, sognare quasi, circa la propria coscienza Lunga vita alla vacanza libera da altri impegni, bensì occupata dall esplorazione dei segreti della propria vita. Si rifletta su tale affermazione: egli non affermò la sacrosanta verità per la quale la teologia, lo studio di Dio, è la scienza più preziosa, egli asserì la spudorata malvagità che essa è la conoscenza di sé stessi ed il sognare circa la propria coscienza. Egli scandì anche lunga vita alla vacanza, al giorno sacro, ovvero, libera da altri impegni andare a Messa forse? -, una vacanza occupata dall esplorazione dei segreti della propri vita. In altre parole, egli desiderava un giorno sacro sull uomo con nessun altro impegno. Ciò è chiaramente l adorazione dell uomo. Antipapa Paolo VI, Messaggio dell Angelus, 26/09/1976: Noi siamo in estasi di ammirazione per l aspetto umano Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 16/10/1976: se il Vangelo fosse per l uomo, noi Cristiani saremmo completamente per il Vangelo. Si noti come egli affermò solamente che si sarebbe per il Vangelo, se esso fosse per l uomo. Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 04/12/1976: sopra tutti i condizionamenti ideologici, la grandezza della dignità della persona umana, deve emergere come il solo valore da promuovere e difendere. Antipapa Paolo VI, Messaggio Natalizio, 25/12/1976: Noi onoriamo l umanità caduta e peccatrice. Antipapa Paolo VI, Discorso, 10/06/1969: Poiché nell analisi finale non vi è alcuna vera ricchezza, fuorché la ricchezza dell uomo. ~ 104 ~

105 Antipapa Paolo VI sul Natale Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 17/12/1969: il Natale è il compleanno della vita, la nostra vita. Il Natale è il compleanno di Gesù Cristo. Esso non è il compleanno della vita degli esseri umani da Lui creati, perché essi non sono Gesù Cristo. Tuttavia, ciò è quello che insegnava l antipapa Paolo VI. Antipapa Paolo VI, Indirizzo dell Angelus, 21/12/1974: Un buon Natale a voi Esso è la festa della vita umana Antipapa Paolo VI, Messaggio dell Angelus, 18/12/1976: Il Natale è la festa dell umanità dedicata, come effetto felice, ad onorare l esistenza umana. Antipapa Paolo VI, Discorso, 12/09/1970: la sola parola spiegante l uomo, è Iddio medesimo fatto uomo, la Parola fatta carne. Ciò significa chiaramente che l uomo è Iddio medesimo fatto uomo, ossia, nostro Signore Gesù Cristo. Papa San Pio X, E supremi apostolatus, 04/10/1903: il marchio contraddistinguente l Anticristo, l uomo con infinita temerità che si è posto nel luogo di Dio L antipapa Paolo VI fu un eretico manifesto, ed un antipapa non-cattolico. ~ 105 ~

106 Altri cambiamenti operati dall antipapa Paolo VI Il 13/11/1964, l antipapa Paolo VI cedette la tripla corona papale, la tiara. L antipapa Paolo VI la fece mettere all asta alla fiera mondiale di New York. La tiara Papale è un segno della vera autorità Papale, le tre corone che la compongono, rappresentano l autorità dogmatica, liturgica e disciplinare di un Papa. Nel darla via, l antipapa Paolo VI simboleggiò la tentata cessione dell autorità del Papato, per quanto, appunto, non potesse egli cederla, in quanto antipapa. Ciò malgrado, essa fu un atto simbolico di come egli era veramente un infiltrato satanista e massone, la cui missione era quella di tentare la distruzione della Chiesa Cattolica. Si noti anche la presenza del cardinale Ottaviani, da molti erroneamente considerato un vero conservatore, esattamente accanto all antipapa Paolo VI, durante la cessione della tiara. ~ 106 ~

107 L antipapa Paolo VI indossava la tavola pettorale dell ephod, ossia, il giudizio razionale del sommo sacerdote ebraico. L antipapa Paolo VI indossante la tavola pettorale dell ephod, un vestimento utilizzato dai liberi massoni e dai sommi sacerdoti Giudaici. Si notino le 12 pietre rappresentati le 12 tribù di Israele. Non solamente è tale la tavola pettorale del sommo sacerdote giudaico bensì, secondo l Enciclopedia della massoneria di Mackey, l ephod è anche indossato nei capitolo massonici americani dell arco reale, dal sommo sacerdote, come parte ufficiale dei suoi ornamenti. L efod fu il vestimento indossato da Caifa, il sommo sacerdote della religione giudaica, il quale ordinò la sentenza di morte per crocifissione, di nostro Signore Gesù Cristo. L antipapa Paolo VI indossò la tavola pettorale dell efod, conosciuta anche come il giudizio razionale del sommo ~ 107 ~

108 sacerdote, numerose volte. Iddio permette che cose del genere emergano, in modo da mostrare alla gente come tali uomini sono degli infiltrati e dei nemici della Chiesa Cattolica. In aggiunta a tutte le eresie nei discorsi dell antipapa Paolo VI, tale fu l uomo il quale implementò autoritativamente l invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del , tentando di cambiare la Messa Cattolica in un servizio protestante, e tentando di cambiare il rito di ogni singolo Sacramento. Egli tentò di cambiare la materia della forma dell Eucaristia, dell Estrema Unzione, dei Sacri Ordini e della Confermazione. L antipapa Paolo VI, nel tentativo di rimuoverlo e di rimpiazzarlo con una contraffazione, voleva mettere Cristo a morte durante la Messa, desideroso di uccidere la Sua Chiesa Cattolica nel tentativo di cambiarla completamente. L antipapa Paolo VI, così fondò una controchiesa anticristica, contraria alla vera Chiesa di Cristo. La vera Chiesa di Cristo, quella Cattolica, è rimasta in tutti i fedeli cattolici che rifiutano gli antipapi della controchiesa anticristica, dall antipapa Giovanni XXIII all antipapa Francesco, e che rifiutano le riforme attuate dagli antipapi. L antipapa Paolo VI abolì il giuramento contro il modernismo, al tempo in cui il modernismo era diffuso più che mai. Il 21/11/1970, l antipapa Paolo VI tentò di escludere anche tutti i cardinali ultra ottantenni dal partecipare alle elezioni Papali. L antipapa Paolo VI abolì la corte Papale, la guardia nobile e le guardie Palatine. L antipapa Paolo VI, nei suoi nuovi e invalidi rituali, abolì il rito della tonsura (di tradizione apostolica), tutti i quattro Ordini minori e il Suddiaconato. Chiaramente egli non aveva né l autorità né il diritto di potere abolire tali Ordini di tradizione bimillenaria, e quindi solo per ~ 108 ~

109 tali atti, è chiaro come l antipapa Paolo VI è stato un eretico, scomunicato e apostata, nemico di Cristo e dei Cristiani. Paolo VI restituì ai musulmani lo stendardo di Lepanto. La storia della bandiera era venerabile. Essa fu presa da un ammiraglio turco durante la grande battaglia navale del Mentre Papa San Pio V digiunava e pregava il Rosario, una flotta minoritaria di Cristiani, ne batteva una musulmana molto più grande, sicché salvarono l Europa cristiana dalla sanguinaria invasione islamica. In onore della miracolosa vittoria, Pio V istituì la festa di nostra Signora del Santissimo Rosario, in modo da commemorare la sua intercessione. In un atto drammatico, l antipapa Paolo VI rinunciò non solamente alla vittoria Cristiana, bensì alle orazioni ed ai sacrifici di un grande Papa e santo. Sotto l antipapa Paolo VI, il Santo Uffizio fu praticamente soppresso, e sostituito dalla blanda Congregazione per la dottrina della fede, avente la funzione primaria di ricerca, piuttosto che della difesa della Fede Cattolica. Nel 1969, l antipapa Paolo VI rimosse 40 santi dal calendario ufficiale liturgico. L antipapa Paolo VI rimosse i solenni esorcismi dal rito Battesimale. L antipapa Paolo VI acconsentì ad oltre richieste da parte di preti domandanti di essere liberati dal sacerdozio, per ritornare ad uno stato laico scatenando il più grande esodo dal sacerdozio sin dalla rivoluzione protestante. La disastrosa influenza dell antipapa Paolo VI, fu immediatamente visibile. Ad esempio, in Olanda non un singolo candidato inoltrò domanda per il sacerdozio nel 1970, ed entro 12 mesi ciascun seminario ~ 109 ~

110 di quel paese fu chiuso. La distruzione spirituale era ovunque; innumerevoli milioni di persone lasciarono la Chiesa Cattolica, ed altrettanti cessarono di praticare la Fede Cattolica, e confessare i loro peccati. Oltretutto, mentre l antipapa Paolo VI era la causa di tale incessante disastro e di tale distruzione spirituale, egli distolse calcolatamente l attenzione da sé stesso. Nella sua forse più famosa dichiarazione, egli notò che il fumo di Satana era emtrato nel tempio di Dio. Antipapa Paolo VI, Omelia, 29/06/1972: Il fumo di Satana si è introdotto nel tempio di Dio, tramite qualche fessura Allorquando l antipapa Paolo VI pronunciò tali parole, tutti guardarono ai cardinali, ai vescovi ed ai preti in modo da scoprire dove fosse il fumo di Satana. Essi guardarono a tutti, eccetto l uomo che operò tale affermazione. In verità, il fumo di Satana era l antipapa Paolo VI, ed egli operò tale proclamazione in modo da distogliere la gente da sé stesso, riuscendovi. Tuttavia, ciò che è forse la cosa più sconvolgente, è il fatto che la famosa proclamazione dell antipapa Paolo VI fu praticamente una diretta referenza di Apocalisse 9;1-3. Apocalisse 9;1-3: Poi suonò il quinto angelo, ed io vidi una stella caduta dal cielo in terra; e ad esso fu data la chiave del pozzo dell abisso. Ed egli aperse il pozzo dell abisso, e da quel pozzo salì un fumo, somigliante al fumo d una gran fornace ardente; e il sole e l aria oscurò, per il fumo del pozzo. E di quel fumo uscirono sulla terra locuste; e fu loro dato potere, simile a quello degli scorpioni della terra. In Apocalisse 9, si osserva una diretta referenza al fumo di Satana e ad un qualcuno, chiamato angelo, ricevente la chiave per liberarlo. L antipapa Paolo VI non deteneva le chiavi di Pietro, ciò malgrado, fu data a lui la chiave per il pozzo senza fondo. Egli fu colui che portò il fumo di Satana dalla grande fornace, come egli affermò, da qualche fessura. ~ 110 ~

111 Jean Guitton, un amico intimo dell antipapa Paolo VI, relazionò ciò che l antipapa Paolo VI pronunciò durante la sessione finale dell invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del Era la sessione finale del concilio, scrisse Guitton, la più essenziale, per cui l antipapa Paolo VI avrebbe donato a tutta l umanità gli insegnamenti del concilio. Egli mi annunciò ciò durante quel giorno, con queste parole: Io sto per suonare le sette trombe dell Apocalisse. Antipapa Paolo VI, Discorso al seminario Lombardo, 07/12/1968: La Chiesa si trova in un ora di angoscia, di autocritica, si direbbe anche di autodistruzione La Chiesa si sta dolendo. Antipapa Paolo VI derise ancora una volta la gente. Egli pronunciò la menzogna per la quale la Chiesa si trovava in stato di autodistruzione, intenta a dolersi. Egli si riferì nuovamente a sé stesso, poiché fu lui a tentare di distruggerla e dolerla ad ogni svolta. ~ 111 ~

112 Antipapa Paolo VI sulla magia Il dizionario illustrato di Oxford definisce la magia come arte fintamente influenzante gli eventi mediante il controllo occulto della natura e degli spiriti, la stregoneria. I Cattolici sono interdetti dal praticare la magia. Ciononostante, l antipapa Paolo VI discusse spesso di magia. Antipapa Paolo VI, Omelia, 12/11/1972: Donde origina, questa magia interiore bandente il timore. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 30/12/1970: magia invisibile bensì incontestabile del diluvio dell opinione pubblica. Antipapa Paolo VI, Messaggio, 01/01/1975: Riconciliazione. Non potrebbe questa magica parola trovare un posto nel dizionario delle vostre speranze. Antipapa Paolo VI, Omelia, 11/05/1975: Voi, artisti del teatro e del cinema possedenti l arte della magia di offrire con voce e con musica la scena della vita reale dell evento. Antipapa Paolo VI, Discorso, 18/01/1969: Tutto è trasformato sotto la magica influenza della scienza. Antipapa Paolo VI, Messaggio al popolo Brasiliano, Febbraio 1972: Servizio: una parola magica galvanizzante verso l azione. Antipapa Paolo VI, Indirizzo, 23/06/1973: la radice religiosa appare avere perduto così tanto del suo potere magico di ispirazione?. Perché l antipapa Paolo VI parlava così tanto di magia? Perché egli sapeva che era stata la magia nera a permettere lui, infiltrato satanista, di ingannare il mondo intero nel pensare che egli fosse il Papa, in modo da poi, di tentare di distruggere la Messa e quasi tutta la Chiesa Cattolica. Egli sapeva che era stata la magia nera a permettergli di ~ 112 ~

113 passare inosservato durante i suoi tentati cambiamenti ai riti di ogni Sacramento, forzando la sua nuova religione anticristica, sul mondo. L antipapa Paolo VI ammise la verità che la sua chiesa era la prostituta di Babilonia, di cui si parla nell Apocalisse. In Apocalisse, capitoli 17 e 18, è predetto che una meretrice sarebbe sorta durante gli ultimi giorni nella città dei 7 colli, Roma. Tale meretrice avrebbe calpestato il sangue dei martiri e dei santi. Tale meretrice è chiaramente contrastata con la Sposa Immacolata del Cristo, la Chiesa Cattolica. In altre parole, la meretrice babilonese sarebbe stata una falsa chiesa proveniente da Roma, comparente durante gli ultimi giorni. È evidente che la meretrice babilonese è la controchiesa nata dall invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del , una falsa sposa sorgente a Roma negli ultimi giorni, in modo da sedurre i fedeli Cattolici. Nella sua apparizione a La Salette, Francia, 19/09/1846, la Madre di Dio predisse: Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell Anticristo la Chiesa sarà eclissata. Nella seguente citazione, l antipapa Paolo VI, nel confessare che la sua controchiesa ha rinunciato all opposizione al mondo, caratteristica della Chiesa Cattolica, ammette essenzialmente la realtà per la quale la sua nuova chiesa è opposta a quella Cattolica. Antipapa Paolo VI, Udienza generale, 01/10/1969: Simultaneamente, essa, la Chiesa, sta anche tentando di adattarsi e di assimilare sé stessa ai modi del mondo; essa si sta togliendo il suo sacrale abito distintivo, poiché essa desidera sentirsi più umana e terrena. Essa tende a lasciarsi ~ 113 ~

114 assorbire dal contesto sociale e temporale. Essa è stata quasi sequestrata dal rispetto umano al pensiero che essa è in qualche maniera diversa ed obbligata ad avere uno stile di pensiero e di vita non come quello del mondo. Essa sta attraversando i cambiamenti del mondo e le degradazioni con dello zelo conformista e quasi avanguardista. L antipapa Paolo VI ammise la verità per la quale la sua controchiesa anticristica da lui stesso fondata con l inganno, è una falsa chiesa che si è adattata al mondo, e che ha assimilato i modi del mondo con zelo. Ciò è una stupefacente ammissione da parte dell antipapa Paolo VI. Egli ammise in tali parole la realtà che la controchiesa anticristica nata dall invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del , è la meretrice babilonese. Allorché si rifletta sul fatto che l antipapa Paolo VI indossava spesso l ephod ebraico, assieme a tutti i sistematici tentativi di distruzione della Tradizione Cattolica, l evidenza per cui egli fu un infiltrato satanista ebreo, è logica. Difatti, gli antenati dell antipapa Paolo VI erano di origine ebraica. Il suo nome effettivo era Giovanni Montini. La famiglia Montini è menzionata nel libro d oro delle nobili discendenze italiane ( , pagina 994): Un ramo della nobile famiglia di Brescia donde proviene il loro nobile blasone, ed il quale proclama come suo sicuro tronco e fondatore un Bartolino, Bartolomeo, de Benedictis, affermò che Montini è di origine ebraica. Si è dimostrata la verità che l antipapa Paolo VI fu un apostata completo, credente che le false religioni sono valide, che l eresia e lo scisma sono soddisfacenti, e che gli scismatici non dovrebbero essere convertiti, menzionando solamente alcune tra le molte blasfemie che lui pronunciò e attuò. ~ 114 ~

115 Ove si accettasse l invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del , la nuova messa dell antipapa Paolo VI, o i riti invalidi da lui istituiti, in breve, ove si accettasse la controchiesa anticristica conciliare, tale è l uomo la cui religione si seguirebbe, quella fondata da un infiltrato satanista manifestamente eretico, la cui missione è stata quella di tentare il più possibile il capovolgimento e la distruzione della Chiesa Cattolica. I cattolici non devono partecipare affatto alla nuova messa, il novus ordo, dell antipapa Paolo VI, e debbono rigettare completamente l invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del I Cattolici devono rigettare completamente l antipapa Paolo VI, da antipapa scomunicato quale egli era. I Cattolici devono rigettare e non sostenere qualunque gruppo accettante tale apostata come valido Papa, ed accettante la nuova messa, l invalido conciliabolo Vaticano, o i nuovi riti dell antipapa Paolo VI. ~ 115 ~

116 La firma dell antipapa Paolo VI, contenente tre numeri 6. Ecco una foto della firma dell antipapa Paolo VI. Capovolgendola si osservano tre chiari numeri 6. L inquadratura inferiore è un primo piano del suo nome capovolto. I tre numeri 6 sono chiari. Per quanto si sappia, tale è la maniera per cui la firma dell antipapa Paolo VI appariva sempre. Le tre strane lettere P, prese insieme, formano il numero 999. Poiché il numero 9 esprime il numero 18 (1 + 8 = 9). Inoltre, e il numero 18, è la somma di = 18, che rimanda al Marchio della Bestia e al Numero dell Anticristo 666. Pertanto, le tre lettere P, simboleggiano il numero 3 volte 666, che è la firma della Massoneria. Capovolgendo la firma di Paolo VI, i tre 9 diventano tre 6 = 666, che rappresentano il Marchio della Bestia e il Numero dell Anticristo. ~ 116 ~

117 L antipapa Paolo VI, il Novus Ordo Missae, e il nuovo rito di ordinazione. Il 21 giugno 1963, quando venne eletto l antipapa Paolo VI, Giovanni Montini successe di fatto al suo invalido predecessore, l antipapa Giovanni XXIII. Il 18 Giugno del 1968, l antipapa Paolo VI istituì un nuovo rito di ordinazione vescovile e sacerdotale, rendendo così invalide le ordinazioni vescovili e sacerdotali effettuati con il suo nuovo rituale. Nello specifico, furono rimosse tutte le cerimonie e le preghiere facenti parte dogmaticamente dell'autentico rito d'ordinazione. Le preghiere soppresse da Montini, coincisero pienamente con quelle rimosse dalla anti-chiesa Anglicana nel secolo XVI, quando essa si scisse dalla Santa Chiesa Cattolica e Apostolica. Papa Leone XIII, nella sua bolla "Apostolicae curae" del 13 Settembre 1896, proclamò che il rito anglicano di ordinazione, fu dalla sua genesi illegittimo e invalido. L 'anti-chiesa anglicana abolì gli ordini del Suddiaconato ed i quattro Ordini minori del sacerdozio; essa si ridusse, inoltre, ad un anti-ministero di 3 gradi, caratterizzato solo da vescovi, sacerdoti e diaconi - Paolo VI eseguì il medesimo cambiamento. Grazie all'ausilio di sei pastori protestanti, il 3 Aprile 1969, l antipapa Paolo VI diede vita al Novus Ordo Missae, la nuova anti-messa. Tale fu, e tuttora è l'attentato di Satana predetto per la fine dei tempi; egli bramò da sempre l'annientamento della Messa Cattolica tradizionale di rito Latino Romano, affinché la completa cessazione del sacrificio eucaristico si completasse su scala mondiale. Il Novus Ordo Missae di Montini è all'origine di tale maleficio, la lingua della funzione, dal latino diventò volgare, ossia, popolare; il sacerdote fu costretto a riverire l'uomo a discapito del Signore, ivi idolatrando; l'eucaristia fu voluta data in mano ai fedeli, bestemmiando Dio, ed infine il Sacro Altare fu rimpiazzato da un rozzo tavolo, come già ~ 117 ~

118 fatto dall eretico scismatico Lutero. Tali cambiamenti furono esattamente quelli eseguiti dalla liturgia anglicana, quattro secoli prima. Otto su dieci preghiere della Messa Cattolica, furono eliminate nel Novus Ordo Missae dell antipapa Paolo VI, e come se ciò non bastasse, il tabernacolo fu accantonato o addirittura posto in un'apposita stanza, fuori dall'ormai sconsacrata chiesa. Gli altari furono spostati, e le statue classiche e tradizionali, assieme alle stazioni della Via Crucis, sradicate. Tutte le nuove chiese in costruzione, da lì in poi, apparvero anche ricordare le opere dei demoni infernali. Gli interni di queste nuove anti-chiese, oltre ad alcuni di quelle già esistenti, furono volutamente progettati come quelli appartenenti alle sale di riunione delle logge massoniche; nel centro della chiesa, ove normalmente v'è l'altare, giace oggi una sedia, spesso alludente al presidente dell'assemblea, al di sopra di tutti. Tale è l'uomo rimpiazzante il Signore, tale è idolatria, è la religione di Satana, dell'anticristo! Jean Guitton, amico dell antipapa Paolo VI, scrisse: "L'intenzione del Papa Paolo VI, riguardante ciò che è comunemente chiamata la Nuova Messa, fu di riformare la liturgia Cattolica in modo da renderla coincidente con quella protestante. V è con Paolo VI, un chiaro intento ecumenico di correggere o almeno ammorbidire, una non troppo cattolica -nel senso tradizionale- Messa, così da avvicinarla, ripeto, a quella della chiesa Calvinista.". Nostro Signore Gesù Cristo disse nel Vangelo di san Matteo 24;15: "Quando vedrete l'abominazione della desolazione predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge, comprenda) ". Il termine desolazione appare anche nei capitoli 1 e 2 del primo libro dei Maccabei, nel Vecchio Testamento. Dunque, verosimile è il fatto che il Signore Gesù Cristo ci esorti a fare attenzione a ciò che è descritto in 1 Maccabei. "L'abominio della desolazione": ~ 118 ~

119 - primo significato: un oggetto o un secondo altare eretto sopra l'altare di Dio nel Tempio Ebraico; un falso, una forma sostituente il reale sacrificio a Dio, parte integrante dell'idolatrico culto; - secondo significato: un periodo generale di apostasia dalla Fede ricevuto dagli Ebrei; esso, unica epoca, nella storia intera della liturgia ebraica, in cui le donne furono tutte presenti intorno all'altare; 2 Maccabei 6-4: "Perché il tempio era pieno di lascivie, e di crapule dei Gentili, e di gente, che peccava con le meretrici, e le donne entravano sfacciatamente nei luoghi sacri, portandovi cose, che non erano permesse.". Si ignora spesso che qualunque cosa che superi l'altare, sia parte dell'altare, esso non è, dunque, da considerare come una mera lastra rettangolare di pietra o un semplice tabernacolo, esso è il luogo Santo e solenne della funzione del Sacrificio Eucaristico. Così, quando l antipapa Paolo VI impose il Novus Ordo Missae, egli riprodusse l'evento narrato dal Vecchio Testamento, dell'abominio della desolazione, un secondo altare fu posto al di sopra di quello reale, di quello divino. Pertanto, il Novus Ordo Missae, la eretica e invalida messa odierna, è "abominio della desolazione", previsto avvenire nel mondo proprio ai nostri giorni. Come Gesù Cristo, l'agnello di Dio, fu massacrato ed ucciso alla vigilia della Pasqua, anche la divina Messa offertagli in sacrificio fu assassinata a Pasqua. Montini volle, dunque, uccidere la Santa Messa, rimpiazzandola con quella nuova, proprio il 3 Aprile Caifa fu il sacerdote Ebreo che ordinò la condanna a morte di Nostro Signore Gesù Cristo per crocifissione; l antipapa Paolo VI, di fatto un sacerdote ebreo, indossò ripetutamente e fieramente il distintivo del cosiddetto giudizio razionale, conosciuto come "Efod", proprio come Caifa. Secondo l "Enciclopedia della Massoneria" (di Mackey), l Efod è anche il distintivo indossato dal sommo sacerdote del capitolo massonico Americano Royal Arch, come parte del suo ornamento ufficiale. L'antipapa Paolo VI volle uccidere il Signore Gesù Cristo nella Santa Messa, in modo da ~ 119 ~

120 sostituirla con un'altra, modificata e falsa. Egli volle distruggere la Chiesa Cattolica del Signore, cercando di cambiarla completamente. Il profeta Daniele, previde che il Sacrificio nella vera Chiesa sarebbe cessato al contempo dell'instaurazione dell'abominio della desolazione. Così, l antipapa Paolo VI sostituì la Messa Cattolica con il Novus Ordo Missae, sopprimendo alcune parole che il Concilio di Firenze e San Pio V pronunciarono infallibilmente, riguardo alla valida consacrazione Eucaristica. Nella traduzione volgare del Novus Ordo Missae, la nuova anti-messa, la parola "molti", utilizzata dal Signore nel Vangelo di san Matteo 26;28 per conferire il Sacramento Eucaristico, fu alterata a "tutti". Tutti e molti non coincidono in significato, soprattutto con rispetto alla forma di consacrazione Eucaristica, la nuova anti-messa non è, dunque, valida! ~ 120 ~

121 (Chiesa viva n.451, pag. 11 a pag. 23): Riportiamo un estratto, tratto dal libro di Malachi Martin: Windswept house - A Vatican Novel, che descrive la doppia Messa nera, avvenuta contemporaneamente a Roma e a Charleston (USA), il 29 giugno 1963, per intronizzare Lucifero in Vaticano. «L Intronizzazione di Lucifero, l Arcangelo Decaduto, è avvenuta in seno alla Cittadella Cattolica Romana il 29 giugno 1963; una data ideale questa per la promessa storica che doveva essere prima o poi mantenuta. Come ben sapevano i principali agenti di questo Cerimoniale, la tradizione Satanista ha da sempre predetto che il Tempo del Principe sarebbe stato inaugurato nel momento in cui un Papa avrebbe preso il nome dell Apostolo Paolo. Da quando il Conclave era terminato, il 21 giugno 1963, con l elezione di Paolo VI, il tempo per organizzare l Evento era alquanto scarso; ma il Tribunale Supremo aveva decretato che nessun altra data sarebbe stata più adatta per l Intronizzazione del Principe se non la festa dei SS. Pietro e Paolo. E nessun altro luogo sarebbe stato migliore della Cappella di San Paolo, dal momento che si trovava nelle vicinanze del Palazzo Apostolico. L intera e delicata questione del Cerimoniale è stata affidata nelle sapienti mani del Guardiano di Roma, uomo fidato del Principe. Egli era un esperto dell elaborato Cerimoniale della Chiesa cattolica Romana, l Esperto del Cerimoniale del Principe delle Tenebre e del Fuoco, prelato dal volto di pietra e dalla lingua biforcuta. Il fine di ogni Cerimoniale, come lui ben sapeva, era quello di venerare l abominio della desolazione. Ma i fini ultimi erano quelli di assicurare che si compisse l Ascesa del Principe nella Cittadella come una forza ineluttabile. Il Guardiano affrontò di petto il problema della sicurezza. Gli elementi non appariscenti come il Pentagramma, le candele nere e i drappeggi, adatti all occasione, potevano anche essere utilizzati nel ~ 121 ~

122 Cerimoniale di Roma. Ma altre Rubriche, come il Contenitore di Ossa e il Frastuono Rituale, ad esempio, o le Bestie sacrificali e la Vittima, avrebbero dato troppo nell occhio. Avrebbero dovuto compiersi una Intronizza-zione Parallela e una Concelebrazione con gli stessi effetti da un Confratello in una Cappella Satellite Autorizzata. Una volta trovati tutti i partecipanti in entrambe le Cappelle e individuati gli elementi necessari alla Cerimonia nella Cappella Romana, allora l Evento si sarebbe svolto nella sua pienezza nell area interessata. Erano necessari un unanimità di cuori, un unità d intenti e una perfetta sincronia di parole e gesti tra la Cappella Satellite e la Cappella Madre. Le volontà e le menti dei Partecipanti dovevano concentrarsi per raggiungere lo Scopo del Principe, superando così ogni distanza. La scelta della Cappella Satellite è stata piuttosto facile. Nel corso degli anni, i fedeli del Principe a Roma avevano sviluppato un unanimità di spirito impeccabile e una continua unione d intenti con l amico del Guardiano, Leo, Vescovo della Cappella nella Carolina del Sud. Leo non era il suo vero nome. Era solo un soprannome che lo descriveva. La folta chioma brizzolata sulla sua testa grande sembravano, agli occhi di tutti, la cresta incolta di un leone. Durante i quasi quarant anni da quando Sua Eccellenza fondò questa Cappella, il seguito e la blasfemia delle sue Cerimonie avevano imposto la sua supremazia in questi riti tanto che la sua Cappella era considerata da tutti come la Cappella Madre degli Stati Uniti. Leo fu gratificato dalla scelta della sua Cappella come Cappella satellite e non ci fu nemmeno bisogno di spiegare che il fine ultimo non era quello di uccidere l organizzazione Cattolico-Romana ma di trasformarla in qualcosa di veramente utile, rendendola omogenea e assimilabile ad un grande ordine mondiale che si fosse occupato esclusivamente di questioni umane con obiettivi prettamente umanistici. ~ 122 ~

123 Come esperti del loro calibro, il Guardiano e il Vescovo americano cominciarono a predisporre il doppio Evento Cerimoniale con una lista di nomi e un inventario di Rubriche. La lista dei nomi del Guardiano, che conteneva i nomi dei Partecipanti nella Cappella Romana, era formata dagli uomini più illustri. Uomini di Chiesa di alto livello e laici importanti. Erano Servitori fedeli del Principe in seno alla Cittadella. Alcuni di loro furono selezionati, cooptati, istruiti e promossi nella Falange Romana nel corso degli anni, mentre altri erano rappresentanti della nuova generazione, istruita a portare avanti il volere del Principe per i prossimi decenni. Tutti sapevano che dovevano rimanere inosservati, questo perché la Legge dice: «La Garanzia del Nostro Domani è quella di Far Credere, Oggi, che Noi Non Esistiamo». La lista dei Partecipanti di Leo, contenente sia uomini che donne che avevano lasciato il loro segno nella vita corporativa, governativa e sociale, fu proprio come il Guardiano se l aspettava. Ma la Vittima, una bambina, doveva essere il prezzo degno per la Violazione dell Innocenza. La lista delle Rubriche, richiesta per il Cerimoniale Parallelo, si concentrava soprattutto sugli elementi che non dovevano effettuarsi a Roma. La Cappella Satellite di Leo doveva avere i seguenti oggetti: un set di Fiale contenenti Terra, Aria, Fuoco e Acqua. Il Contenitore di Ossa. I Pilastri Rossi e Neri. Lo Scudo. Il problema della sincronia della Cerimonie tra le due Cappelle era familiare a Leo. I fascicoli in carta stampata, irreligiosamente chiamati Messali, sarebbero stati preparati per i Partecipanti di entrambe le Cappelle e, come di consueto, sarebbero stati redatti in impeccabile latino. Il Messaggero Cerimoniale avrebbe avuto un collegamento telefonico in modo che i partecipanti potessero prender parte alla Cerimonia, al momento opportuno. ~ 123 ~

124 Durante l Evento, il battito del cuore di ciascun Partecipante doveva essere in perfetta sintonia per generare Odio e non amore. La gratificazione del Dolore e la Consumazione dovevano essere raggiunti sotto il controllo di Leo, nella Cappella Satellite. L Autorizzazione, le Istruzioni e la Prova, ovvero i momenti culminanti dell Evento, sarebbero stati diretti invece dal Guardiano, in Vaticano. Infine, se ognuno avesse fatto tutto il necessario nel rispetto della Legge, il Principe avrebbe finalmente Consumato la sua Vendetta più Antica, sconfiggendo il Debole. L Evento dell Intronizzazione avrebbe creato una perfetta copertura, senza alcun intoppo, per nascondere il Principe all interno della Chiesa ufficiale della Cittadella Romana. Intronizzato nelle Tenebre, il Principe sarebbe stato in grado di alimentare quella stessa oscurità come non mai. Amici e nemici sarebbero stati colpiti allo stesso modo. L Oscurità della volontà sarebbe diventata così profonda da oscurare anche l oggettività ufficiale dell esistenza della Cittadella: la costante adorazione del Senza Nome. In tempo e alla fine, la Capra avrebbe espulso l Agnello e sarebbe entrata in Possesso della Cittadella. Il Vescovo Leo era fuori di sé dall emozione. «L incompiuto si sarebbe compiuto. Questo sarà l apice della mia carriera, l evento culminante del XX secolo!». Era notte. Il Guardiano e alcuni Accoliti lavoravano in silenzio per preparare il tutto nella Cappella Madre di San Paolo. Un semicerchio di inginocchiatoi rivolto verso l Altare. Sull Altare vi erano cinque candelieri con delle candele nere. Un Pentagramma d argento era posto sul Tabernacolo ed era coperto da un velo rosso sangue. Un Trono, simbolo del Principe Regnante, era stato posizionato alla sinistra dell Altare. Le mura, con i fastosi affreschi rappresentanti gli eventi della vita di Gesù e degli apostoli, erano state ricoperte di ~ 124 ~

125 tessuto nero ricamato d oro con i simboli della storia del Principe. Quando l Ora era ormai vicina, i fedeli Servitori del Principe, in seno alla Cittadella, cominciarono ad arrivare. La Falange Romana. Tra loro, alcuni tra gli uomini più illustri che si potevano trovare nel Collegio, Gerarchia e burocrazia della Chiesa Cattolica Romana. Tra loro, inoltre, rappresentanti secolari della Falange, di pari importanza dei membri della Gerarchia. Come, ad esempio, quell uomo Prussiano che stava per entrare. Un primissimo campione della nuova razza umana, semmai ce ne fosse stata una. Non ancora quarantenne, era già un uomo importante in certi critici affari internazionali. La luce delle candele nere risplendeva sulle lenti degli occhiali con montatura in acciaio e sulla sua testa calva, come fosse stato scelto. Scelto come Delegato Internazionale e Straordinario Detentore del Potere per l intronizzazione, il Prussiano stava portando una borsa di pelle contenente le Lettere di Autorizzazione e le Istruzioni all Altare, prima di prendere posto nel semicerchio. A circa trenta minuti dalla mezzanotte, tutti gli inginocchiatoi erano occupati dall attuale raccolto di una Tradizione del Principe, che era stata piantata, nutrita e coltivata in seno alla Cittadella, nel corso di circa ottant anni. La Cappella Satellite, una grande sala che si trova nei sotterranei di una scuola parrocchiale, era stata allestita osservando tutti i dettami delle Regole. Prima l Altare, posizionato sul lato nord della Cappella. Sull Altare, un grande Crocifisso con la testa rivolta a nord. Poco più avanti, il pentagramma coperto da un velo rosso e ai lati due candele nere. Sopra, una Lampada del santuario rossa, accesa dalla Fiamma Rituale. Sul lato destro dell Altare, una gabbia; dentro di essa, Flinnie, un cucciolo di sette settimane, sotto effetto di sedativo, per essere pronto al servizio del breve momento della sua utilità al Principe. ~ 125 ~

126 Dietro l Altare, ceri d ebano in attesa di essere illuminati dalla Fiamma rituale. Ora le mura sud. Su di una credenza, il Turibolo e il recipiente contenente pezzi di carbone e di incenso. Di fronte alla credenza, i Cuscini Rossi e Neri con sopra lo Scudo del Serpente e la Campanella dell Eternità. Ora le mura est. C erano le Fiale contenenti Terra, Aria, Fuoco e Acqua che circondavano una seconda gabbia. Nella gabbia, una colomba, inconsapevole del suo destino, come simbolo non solo del Debole Senza Nome, ma anche dell intera Trinità. Il Leggio e il Libro pronti, di fronte alle mura ovest. Il semicerchio formato dagli inginocchiatoi rivolti a nord verso l Altare. Vicino agli inginocchiatoi, gli Emblemi dell Entrata: il Contenitore di Ossa sul lato ovest vicino alla porta; la Luna Crescente e la Stella a Cinque Punte con le Punte di Capra rivolte verso l alto. Sopra ogni sedia, vi era una copia del Messale per l uso dei Partecipanti. I Partecipanti entrarono dalla porta. L Arciprete e il Fratello Medico avevano già pronta la Vittima. Ancora una mezz ora e il suo Messaggero Cerimoniale avrebbe cominciato a collegarsi telefonicamente con la Cappella Madre in Vaticano. Vi erano requisiti differenti tra le due Cappelle sia per quanto riguarda l allestimento sia per i Partecipanti. Quelli della cappella di San Paolo, tutti uomini, indossavano vesti e fusciacche di rango ecclesiastico o impeccabili vestiti neri di rango secolare. Concentrati su un unico scopo, i loro occhi fissavano l Altare e il Trono vuoto, sembravano veri fedeli e sembrava rappresentassero il clero più pio di Roma. I Partecipanti americani nella Cappella Satellite erano sia uomini che donne, e, invece di sontuosi abiti, essi, una volta arrivati, si toglievano i loro abiti e indossavano l abito rosso intero, senza cuciture e senza maniche, fino alle ginocchia, col collo a V e aperto davanti, prescritto per il Sacrificio dell Intronizzazione. Una volta vestiti, i ~ 126 ~

127 Partecipanti passavano di fronte al Contenitore di Ossa e, da lì, ne prendevano un mucchietto e poi prendevano posto in semicerchio sugli inginocchiatoi rivolti verso l Altare. Dopo che il Contenitore di Ossa fu quasi vuoto e gli inginocchiatoi quasi riempiti, ebbe inizio il Frastuono Rituale, rompendo il silenzio. Allo sbattere incessante delle Ossa, ogni Partecipante iniziò a parlare, a se stesso, al Principe o a nessuno. Non parlavano in modo sommesso, ma in una cadenza rituale inquietante. Il crescente borbottio di preghiere e suppliche e il continuo sbattere delle Ossa svilupparono una sorta di calore controllato. Il suono divenne rabbioso, come in ascesa verso la violenza. Divenne un concerto controllato del caos. Un lamento all unisono di Odio e Rivolta. Un preludio concentrato della celebrazione dell Intronizzazione del Principe di questo Mondo in seno alla Cittadella del Debole. Leo uscì dallo spogliatoio con passo cadenzato e con indosso le vesti rosso sangue. Per un istante, gli sembrò che tutto fosse finalmente pronto per l occasione. Il suo Concelebrante, l Arciprete pelato e occhialuto, già vestito, accese un cero nero come primo segnale che l Evento stava per iniziare. Aveva poi riempito un ampio Calice d oro con del vino rosso e l aveva coperto con un fazzoletto d oro. Sopra il fazzoletto mise un enorme ostia bianca di pane azzimo. Un terzo uomo, Fratello Medico, era seduto su una panca. Vestito come gli altri due Confratelli, teneva una bambina in grembo. Era sua figlia Agnes. Leo la guardava con soddisfazione perché sembrava calma e accondiscendente. Indossava un camice largo bianco che le arrivava alle ginocchia. E, come il suo cucciolo sull Altare, fu leggermente sedata per adempiere al ruolo di Vittima sacrificale dei Misteri. Consapevole del fatto che la Cappella Madre in Vaticano stava per essere collegata per iniziare il Cerimoniale, Leo fece un cenno col capo all Arciprete, il quale si sedette vicino a Fratello Medico, prese la povera Agnes e la mise sul suo grembo. ~ 127 ~

128 Giunse l Ora. Al rintocco della Campana dell Eternità, tutti i Partecipanti nella Cappella di Leo si alzarono in piedi all unisono. Messali alla mano, lo sbattere incessante delle Ossa di sottofondo, cominciarono a cantare a squarciagola la profanazione dell Inno dell Apostolo Paolo. «Maran Atha! Vieni, Signore! Vieni, Principe! Vieni! Vieni!». Gli Accoliti, uomini e donne, ben preparati, si fecero strada dal vestibolo all Altare. Dietro di loro, Fratello Medico che portava la Vittima all Altare e la riponeva vicino al Crocifisso. Nell ombra del Pentagramma velato, i capelli di Agnes che quasi toccavano la gabbia che conteneva il suo piccolo cagnolino. Dopo Medico, in ordine di rango, arrivò l Arciprete che teneva il cero nero tra le mani e che prendeva posto alla sinistra dell Altare. Per ultimo, il Vescovo Leo, che portava il Calice e l Ostia, mentre cantava: «Falla diventare polvere!». Queste furono le ultime parole dell antico canto sull Altare, nella Cappella Satellite. Il Messaggero Cerimoniale informò la sua Controparte Vaticana che le Invocazioni stavano per cominciare. Un silenzio improvviso avvolse la Cappella Americana. Il Vescovo Leo alzò solennemente il Crocifisso, che stava vicino al corpo di Agnes, lo capovolse contro la parte anteriore dell Altare e, rivolto alla congregazione, alzò la sua mano sinistra invertendo i segni di benedizione: il dorso della mano verso i Partecipanti; il pollice e le due dita centrali contro il palmo; indice e mignolo alzati ad indicare le corna della Capra. «Invochiamo!». In un atmosfera di oscurità e fuoco, il Capo Celebrante, in ciascuna Cappella, intonò una serie di Invocazioni al Principe. I Partecipanti Cappelle rispondevano in coro. Attento ad ogni dettaglio, il Vescovo Leo cominciò a guardare la Vittima. Anche se in uno stato semicosciente, Agnes ancora lottava. Ancora protestava. Ancora sentiva dolore. Ancora pregava con estrema tenacia. Leo rimase esterrefatto e pensò: «Che vittima perfetta. Così gradevole agli occhi del Principe». Senza fermarsi, Leo e il ~ 128 ~

129 Guardiano proseguirono con le 14 Invocazioni, mentre i Gesti Convenienti che seguivano ogni Risposta divennero un teatro osceno di perversità. Alla fine, il Vescovo Leo chiuse la prima parte del Cerimoniale con la Grande Invocazione: «Credo che il Principe di questo Mondo sarà Insediato questa notte nell Antica Cittadella e, da lì, Egli creerà una Nuova Comunità». La Risposta venne immediatamente dopo con voce tonante: «E il Suo Nome sarà la Chiesa Universale dell Uomo». Era il momento per il Vescovo Leo di prendere Agnes nelle sue braccia e di portarla all Altare. Era il momento per l Arciprete di alzare il Calice con la mano destra e la grande Ostia con la sinistra. Era il momento per Leo di condurre la Preghiera dell Offertorio, attendendo dopo ciascuna Domanda Rituale la risposta dei Partecipanti, presa dai loro Messali. Leo mise Agnes sull Altare e premette l indice della sua mano sinistra fino a quando il sangue iniziò a gocciolare dalla piccola ferita. Trafitta dal freddo e dal crescere della nausea, Agnes si sentì sollevare dall Altare, ma senza essere in grado di concentrare il suo sguardo. Sobbalzò all improvvisa puntura sulla mano sinistra. Riuscì a capire solo alcune parole: Vittima Agnes nata tre volte Rahab Jericho. Leo premette l indice sul sangue di Agnes, lo mostrò ai partecipanti perché vedessero, e cominciarono i Canti dell Offertorio. «Questo sangue della nostra Vittima è stato versato. Perché il nostro servizio al Principe possa essere completo. Perché Egli possa regnare supremo nella Casa di Giacobbe. Nella Nuova Terra dell Eletto». Ora era il turno dell Arciprete. Calice e Ostia ancora alzati, egli diede la Risposta Rituale dell Offertorio. «Ti porto con me, Vittima Pura. Ti porto nel Profano nord. Ti porto al Cospetto del Principe». ~ 129 ~

130 L Arciprete mise l Ostia sul petto di Agnes e tenne il Calice con il vino sul suo inguine. Con vicini a sé l Arciprete e l Accolito Medico, il Vescovo Leo si mise a guardare il Messaggero Cerimoniale. Una volta rassicurato che il Guardiano dal volto di pietra e la sua Falange Romana erano in perfetta sincronia, egli e i suoi celebranti iniziarono a intonare la Preghiera della Supplica. «Ti chiediamo, nostro Signore Lucifero, Principe dell Oscurità, Raccoglitore di tutte le nostre Vittime, di accettare la nostra offerta, sulla Commissione di tanti Peccati». Poi, in perfetta sintonia, il Vescovo e l Arciprete pronunciarono le parole più sacre della Messa latina. Quando alzarono l Ostia, recitarono le seguenti parole: «HOC EST ENIM CORPUS MEUM. Quando alzarono il Calice: «HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI, NOVI ET AETERNI TESTAMENTI, MYSTERIUM FIDEI QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR IN REMISSIONEM PECCATORUM. HAEC QUOTIESCUMQUE FECERITIS IN MEI MEMORIAM FACIETIS». Immediatamente, i Partecipanti riposero rinnovando il Frastuono Rituale; un diluvio di confusione, una babele di parole e sbattere di Ossa, con gesti sparsi di ogni genere, mentre il Vescovo mangiava un piccolo frammento di Ostia e prendeva un piccolo sorso dal Calice. Al segnale di Leo ancora il Segno della benedizione invertita il Frastuono Rituale si trasformò in un caos più ordinato nel momento in cui i Partecipanti cominciarono ubbidientemente a formare delle file. Passando accanto all Altare per ricevere la Comunione un pezzo d Ostia e un sorso dal Calice essi avevano anche l opportunità di guardare Agnes. Poi, ansiosi di non perdere nemmeno un istante della Violazione Rituale della Vittima, essi tornarono velocemente ai loro posti e guardarono il Vescovo con ammirazione, quando questi concentrò tutta la sua attenzione sulla bambina. Agnes provò con tutte le sue forze a liberarsi quando il Vescovo le si avvicinò. Anche in quel momento, Agnes girò il capo come per cercare ~ 130 ~

131 aiuto, in quel posto spietato. Infatti, non c era un barlume di speranza per lei. C era l Arciprete che aspettava il suo turno per compiere il sacrilegio. Suo padre era lì ad aspettare. C era il fuoco che proveniva dai ceri neri che rifletteva il rosso nei loro occhi. Il fuoco stesso bruciava in quegli occhi. Dentro i loro occhi. Fuoco che sarebbe rimasto acceso anche dopo che lo spegnimento delle candele. Un Fuoco che sarebbe bruciato per sempre Leo si rizzò all Altare, il suo volto coperto di sudore ed eccitato, il suo momento supremo di trionfo personale. Un cenno del capo al Messaggero Cerimoniale al telefono. Un momento di pausa. Un cenno del capo di risposta: Roma era pronta. «Dal potere conferitomi come Celebrante Parallelo del Sacrificio e come Esecutore Parallelo dell Intronizzazione, io guido tutti i Partecipanti qui e di Roma ad invocarti, Principe di tutte le Creature! Nel nome di tutti i qui presenti nella Cappella e di tutti i Fratelli della Cappella di Roma, Ti invoco, o Principe!». La seconda Preghiera di Investitura la condusse stavolta l Arciprete. E disse: «Vieni, prendi possesso della Casa del Nemico. Entra nel palazzo che è stato preparato per Te. Discendi tra i Tuoi Fedeli Servitori, che hanno preparato il Tuo letto, che hanno eretto il Tuo Altare e lo hanno benedetto con infamia». Era giusto e adeguato che il Vescovo Leo offrisse l Ultima Preghiera d Investitura della Cappella Satellite: «Nel rispetto delle Istruzioni Sacrosante della Vetta della Montagna, nel nome di tutti i Confratelli, ora Ti adoro, Principe delle Tenebre. Con la Stola di tutte la Empietà, io ora pongo nelle Tue mani la Triplice Corona di Pietro, secondo la adamantina volontà di Lucifero, cosicché Tu possa regnare qui, cosicché ci possa essere un unica Chiesa, una Chiesa Universale, una Vasta e Potente Congregazione fatta di Uomini e Donne, di animali e piante, cosicché il nostro Cosmo possa essere di nuovo uno, immenso e libero». ~ 131 ~

132 Dopo queste ultime preghiere e dopo l ultimo gesto di Leo, tutti si sedettero. Il Rito passò alla Cappella Madre di Roma. L Intronizzazione del Principe in seno alla Cittadella del Debole era ormai quasi terminata. Rimanevano ancora la Legge di Autorizzazione, la Legge delle Istruzioni e la Prova. Il Guardiano guardò dall Altare il Delegato Internazionale Prussiano che aveva portato la Borsa di pelle con le Lettere di Autorizzazione e le Istruzioni. Tutti cominciarono a guardarlo quando egli lasciò il suo posto e si diresse verso l Altare. Prese la borsa in mano, rimosse le carte e lesse la Legge di Autorizzazione con un forte accento: «Come voluto dagli Anziani Sacrosanti e dall Assemblea, istituisco, autorizzo e riconosco questa Cappella da ora in avanti come la Cappella Interna, presa, posseduta e appropriata da Lui, Colui il quale abbiamo insediato Signore e Comandante del nostro destino umano. Chiunque, attraverso questa Cappella Interna, sarà designato e scelto come successore finale dell Ufficio Papale, dovrà giurare lui stesso e tutti coloro che egli comanderà di essere il volonteroso strumento e collaboratore dei Fondatori della Casa dell Uomo sulla Terra e su tutto il Cosmo dell Uomo. Dovrà trasformare l antica Ostilità in Amicizia, Tolleranza e Assimilazione, perché queste saranno applicate ai modelli di nascita, educazione, lavoro, economia, commercio, industria, apprendimento, cultura, modi di vita e dare la vita, morte e come affrontare la morte. Così sarà modellata la Nuova Era dell Uomo». Il successivo ordine dei Rituali, la Legge delle Istruzioni, era una promessa solenne di tradimento con la quale ciascun chierico, presente nella Cappella di San Paolo, Cardinale, Vescovo o Monsignore che fosse, avrebbe dissacrato intenzionalmente e deliberatamente il Sacramento dell Ordine Sacerdotale con cui gli erano stati conferiti grazie e potere. ~ 132 ~

133 Il Delegato Internazionale alzò la mano sinistra. «Voi tutti, avendo udito questa autorizzazione, ora giurate solennemente di accettarla intenzionalmente, inequivocabilmente, immediatamente e senza alcuna riserva?». «Lo giuriamo!». «Voi tutti giurate solennemente che la vostra amministrazione sarà volta a soddisfare il volere della Chiesa Universale dell Uomo?». «Lo giuriamo solennemente!». «Voi tutti siete pronti a firmare questa volontà con il vostro stesso sangue, che Lucifero vi punisca se non siete stati fedeli a questa Promessa d Impegno?». «Siamo pronti e disposti!». «Voi tutti accettate che, con tale Promessa, trasferirete la vostra Anima dall Antico Nemico, il Debole Supremo, nelle mani dell Onnipotente nostro Signore Lucifero?». «Lo accettiamo!». Poi fu il momento del Rito Finale, la Prova. Con i due documenti posti sull Altare, il Delegato porse la sua mano sinistra al Guardiano. Con uno spillo d oro, il Guardiano punse il pollice sinistro del Delegato e fece imprimere l impronta del dito insanguinato sul nome del Delegato scritto sulla Legge di Autorizzazione. Subito dopo, fu il turno di tutti gli altri Partecipanti del Vaticano. Quando tutti i membri della Falange ebbero soddisfatto quest ultima richiesta Rituale, una piccola campana d argento suonò nella Cappella di San Paolo. Nella Cappella Americana, la Campanella dell Eternità suonò tre volte. Din! Don! Dan! In ordine di rango i Partecipanti iniziarono ad uscire: prima, gli Accoliti; poi, Fratello Medico, con Agnes tra le braccia; alla fine, l Arciprete e il Vescovo Leo che continuavano a cantare, mentre si stavano ritirando in sagrestia. ~ 133 ~

134 I membri della Falange Romana uscirono dalla Corte di San Damaso, all alba della festa dei SS. Pietro e Paolo. Alcuni dei Cardinali e alcuni Vescovi ricambiarono i saluti delle rispettose guardie di sicurezza con un distratto segno di croce di benedizione sacerdotale tracciato in aria, mentre entrarono nelle loro limousine. Dopo poco, le mura della Cappella di San Paolo brillarono di luce, come sempre, con i meravigliosi affreschi e dipinti di Cristo e dell Apostolo Paolo, il cui nome è stato preso dall ultimo discendente di Pietro». *** Perché Paolo VI scelse proprio la data del 29 giugno 1972 per fare il Suo discorso sul fumo di Satana che è entrato nella Chiesa? Perché i festeggiamenti del 15 anno di Pontificato di Paolo VI si tennero il 29 giugno 1978? Perché non scegliere la data della Sua incoronazione invece che quella dell intronizzazione di Lucifero? *** Il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, così descrive l importanza della Cappella Paolina come cuore della Cristianità: «In un certo senso, la Cappella Paolina, più ancora della Sistina, è il luogo identitario della Chiesa cattolica e quando sull Altare viene esposto il Santissimo Sacramento, il ruolo del Papa, custode del Corpus Christi, nella legittimità della sequela Apostolica e nella fedeltà dell ortodossia, vi è perfettamente significato». La stampa riportava: «Il 30 giugno 2009 viene presentata alla stampa la Cappella Paolina restaurata nel cuore del Palazzo Vaticano. Da molti anni chiusa e inutilizzata, sebbene presenti due affreschi di grandissima importanza artistica, dipinti da Michelangelo. Anche l altare è stato tolto e ricollocato. ~ 134 ~

135 La Cappella Paolina è anche il luogo dove si riuniscono i Cardinali all inizio di un conclave, prima di spostarsi nella Cappella Sistina, per i giuramenti solenni e l inizio delle procedure previste. Proprio su questo luogo grandioso, ma sconosciuto ai più, proprio sul fatto che l altare fosse stato tolto e ricollocato erano circolate varie ipotesi, tra cui quella che l intera Cappella fosse stata riconsacrata, con un lungo rito, da Benedetto XVI». A leggere queste righe, si rimane perplessi al pensiero che la Capella cuore della Cristianità, il luogo identitario della Chiesa cattolica, la Cappella dove risiede il ruolo del Papa come custode del Corpus Christi, il Luogo dove si riuniscono i Cardinali all inizio di un conclave fosse da molti anni inutilizzata. La voce, poi, che la Cappella fosse stata riconsacrata da Benedetto XVI fosse solo una delle ipotesi che circolavano con la scoperta che i ceri, il Crocifisso e l immagine della Madonna fossero stati rimossi, non fanno altro che rafforzare l idea che i misteri vaticani stanno perdendo il loro alone di mistero, lasciando intravedere una realtà agghiacciante che si sta affermando e confermando sempre più celermente e pesantemente sulla depravazione di un Clero che oltrepassa la corruzione del corpo e dell anima per perdersi nella corruzione dello spirito! Nel suo libro Windswept house, l autore gesuita ed esorcista, Malachi Martin, alle pagine , scrive: «Improvvisamente, divenne indiscutibile che ora, durante questo papato (di Giovanni Paolo II), l organizzazione della Chiesa Cattolica Romana portava dentro di sé una permanente presenza di chierici che praticavano il culto di Satana e lo apprezzavano; di Vescovi e Preti che si sodomizzavano a vicenda e sodomizzavano bambini; di suore che praticavano i Riti Neri della Wicca e che vivevano in relazioni lesbiche... Ogni giorno, inclusa la domenica e i giorni santi, atti di eresia e blasfemia erano commessi e ~ 135 ~

136 permessi ai sacri Altari da uomini che un tempo erano chiamati preti. Atti e riti sacrileghi non solo erano effettuati dinanzi ai sacri Altari, ma avevano la connivenza, o almeno il tacito permesso, di alcuni Cardinali, Arcivescovi e Vescovi... Il loro numero totale era minoritario qualcosa come dall uno al dieci percento dei consacrati. Ma di questa minoranza, molti occupavano sorprendentemente alte posizioni o ranghi... I fatti gravi e inquietanti erano principalmente due: i sistematici legami organizzativi la rete, in altre parole che era stata stabilita fra alcuni gruppi di chierici omosessuali e congreghe di satanisti, e la disordinata potenza ed influenza di questa rete». Nell anno 2006, negli Stati Uniti fu dato alle stampe il libro della famosa ricercatrice americana, dott.ssa Randy Engel, intitolato: The Rite of Sodomy Homosexuality and the Roman Catholic Church. Più che un libro, è un enciclopedia dell orrore che, con pagine, 4.523note e più di 350 libri di bibliografia, descrive, anche nei dettagli più scabrosi, il mondo di corruzione e perversione sessuale di una parte del clero cattolico americano che sembra aver raggiunto limiti inimmaginabili. Dopo aver illustrato, nelle due prime Sezioni, la prospettiva storica e l omosessualità maschile, individuale e collettiva, le Sezioni III e IV del libro hanno rispettivamente i titoli: La Chiesa americana e la Rivoluzione omosessuale e L omosessualizzazione della Chiesa americana. Il libro termina con la Sezione V: Il Vaticano e i pezzi finali del puzzle che esordisce dicendo: «Nessun cambiamento significativo nella dottrina o nella disciplina della Chiesa può aver luogo senza la volontà di un Papa!». Anche la Massoneria conosce bene questa regola; infatti, sin dai tempi del Nubius, Capo dell Alta Vendita e cioè Capo del satanico Ordine degli Illuminati di Baviera, ha stilato un piano di distruzione dall interno della Chiesa Cattolica, che prevedeva una Rivoluzione ~ 136 ~

137 che doveva partire dall alto. Tutti i loro sforzi, infatti, erano tesi a far eleggere un Papa che fosse uno di loro! Tale Papa fu Giovanni XXIII e Paolo VI. Il Papa che cambiò la Chiesa! Anche Padre Gabriele Amorth, esorcista ufficiale della Diocesi di Roma, è al corrente dell esistenza di sètte sataniche, tra il Clero, a Roma. In un estratto delle sue Memorie si legge: Satanisti in Vaticano? «Sì, anche in Vaticano ci sono membri di sètte sataniche». E chi vi è coinvolto? Si tratta di preti o di semplici laici? «Ci sono Preti, Monsignori e anche Cardinali!». Mi perdoni, don Gabriele, ma Lei come lo sa? «Lo so dalle persone che me l hanno potuto riferire perché hanno avuto modo di saperlo direttamente. Ed è una cosa confessata più volte dal Demonio stesso sotto obbedienza, durante gli esorcismi». Si potrebbe pensare che, dopo l invocazione a Lucifero dell ex Vescovo di Charleston, mons. John Joyce Russell: «... Con la Stola di tutte le Empietà, io ora pongo nelle Tue mani la Triplice Corona di Pietro, secondo la adamantina volontà di Lucifero, cosicché Tu possa regnare qui...», e dopo la deposizione della Tiara da parte di Paolo VI, il 23 novembre 1964, e ancora dopo l eliminazione della Tiara dal simbolo Apostolico, da parte di Benedetto XVI, questi due antipapi non potessero che rassegnarsi a parlare senza avere conseguenze pratiche. Una risposta precisa la troviamo nelle parole del Delegato Internazionale Prussiano quando, al termine della Messa nera celebrata nella Cappella Paolina, lesse la Legge di Autorizzazione: «... Chiunque, attraverso questa Cappella Interna, sarà designato e scelto come successore finale dell Ufficio Papale, dovrà giurare ~ 137 ~

138 lui stesso e tutti coloro che egli comanderà di essere il volonteroso strumento e collaboratore dei Fondatori della Casa dell Uomo sulla Terra e su tutto il Cosmo dell Uomo...». Poco prima, aveva detto che questa Cappella Interna era stata «presa, posseduta e appropriata da Lui, Colui il quale abbiamo insediato Signore e Comandante del nostro destino umano (Lucifero)». Fanno ormai parte della storia i seguenti fatti: la decisione di eleggere card. Roncalli fu presa dalla Massoneria; l elezione del card. Montini fu dovuta all intervento di alcuni membri dell Alta Massoneria ebraica dei B nai B rith; la scelta del card. Karol Wojtyla come successore sul soglio pontificio fu fatta da Zbigniev Brzezinski, capo dei B nai Brith in Polonia, e il suo grande elettore, in conclave, fu il massone card. Köenig. che fosse la Massoneria a decidere i conclavi dal 1958, lo prova anche la lettera del card. Baggio, scritta al Gran Maestro della Massoneria italiana, subito dopo la morte di Paolo VI, nella quale gli offriva i suoi servigi, ricordandogli, però, la sua promessa di farlo Papa. Fa anche parte della storia tutta la documentazione pubblicata e mai smentita che prova l appartenenza alla Massoneria di Roncalli, Montini, Baggio come pure i Prelati che Montini pose nei posti chiave del Vaticano e della Chiesa nel mondo. Quindi, non si può affermare che questi Papi, poveretti, fanno quello che possono e parlano ma senza conseguenze pratiche, perché, invece, questi antipapi sapevano e sanno chi comanda in Vaticano, a chi devono realmente obbedire, chi li ha realmente eletti e in quale Cappella è stata presa questa decisione! Ci si potrebbe porre la domanda se Paolo VI abbia realmente partecipato alla Messa nera officiata nella Cappella Paolina, in quel lontano 29 giugno 1963, ma questa sarebbe solo una curiosità d importanza secondaria. ~ 138 ~

139 Quando sappiamo che l opera di demolizione della Chiesa cattolica come ben sapeva mons. John Joyce Russell non era quella di «uccidere l organizzazione Cattolico- Romana, ma di trasformarla in qualcosa di veramente utile, rendendola omogenea e assimilabile ad un grande ordine mondiale che si fosse occupato esclusivamente di questioni umane con obiettivi prettamente umanistici», e questo con la creazione di una Casa dell Uomo sulla Terra, una Nuova Era dell Uomo ed una Chiesa Universale dell Uomo, ci dobbiamo chiedere se è più importante prestare un giuramento al Delegato Internazionale Prussiano oppure, per tutto un Pontificato durato quindici anni, mettere in atto la sostanza e il contenuto di questi diabolici giuramenti. Un cristianesimo che considera Cristo come un liberatore non dal peccato ma dalla sofferenza e dall asservimento; un Vangelo confuso con la Carta dei Diritti dell uomo e messo al servizio della giustizia sociale, i Diritti di Dio aboliti a profitto dell esaltazione dei Diritti e dei gusti dell uomo; l evangelizzazione del soprannaturale docete ridotta a un dialogo che poggia solo sui mezzi umani e non mira alla conversione. Un cristianesimo che, idolatrando l uomo, ha fatto proclamare la Libertà Religiosa come diritto fondamentale e assoluto dell uomo ed ha promosso un falso amore per l uomo sul quale Paolo VI ha fondato la Sua religione dell Uomo : «L uomo moderno non arriverà, un giorno (...) a tendere l orecchio alla voce meravigliosa dello Spirito che palpita in essa? Non sarà la religione del domani?». «L umanesimo laico e profano è apparso, infine, nella sua terribile statura ed ha, in un certo senso, sfidato il Concilio. La religione di Dio che S è fatto uomo si è incontrata con la religione dell uomo che si è fatto Dio... ~ 139 ~

140 Noi più di chiunque altro, NOI ABBIAMO IL CULTO DELL UOMO!». «Tutte queste ricchezze dottrinali (del Concilio) non mirano che a una cosa: servire l uomo». «Il Nostro Umanesimo diventa Cristianesimo e il Nostro Cristianesimo diventa teocentrico, tanto che possiamo ugualmente affermare: per conoscere Dio, bisogna conoscere l uomo»! «L uomo ci si rivela gigante. Ci si rivela divino. Ci si rivela divino non in sé, ma nel suo principio e nel suo destino. Onore all uomo, onore alla sua dignità, al suo spirito, alla sua vita»! «Onore all uomo; onore al pensiero! Onore alla scienza!... Onore all uomo, Re della Terra ed ora anche Principe del cielo!». Ma nella Sacra Scrittura sta scritto: «Maledetto l uomo che confida nell uomo e fa suo braccio la carne e il cui cuore rifugge dal Signore»! Poiché il compito di demolire la Chiesa con la sua trasformazione in un grande ordine mondiale che si occupa solo di questioni umane con obiettivi umanistici è il compito che il fondatore degli Illuminati di Baviera, Adam Weishaupt, ha affidato a se stesso e ai suoi successori, il Patriarca del Mondo, automaticamente, assume anche la carica di Capo dell Ordine degli Illuminati, che viene chiamato: Supremo Pontefice della Massoneria Universale e anche Patriarca della Massoneria. Roma perderà la fede, e diventerà la sede dell Anticristo. La Chiesa sarà eclissata. (La Madre di Dio a La Salette, il 19 settembre 1846) ~ 140 ~

141 ~ 141 ~

142 APPENDICE Da Chiesa Viva n.462, pagg.10-11: Pastorale di Paolo VI: un tipo di arte sacra già condannata dal Sant Uffizio, nel 1921! Crocifisso di Servaes, condannato dal Papa Benedetto XV, con Decreto del Sant Uffizio, nel 1921: ~ 142 ~

143 Il Pastorale a Croce ricurva di Paolo VI, adottato poi dai suoi successori, proviene da una scuola d arte di espressionismo applicata alle opere sacre che è stata condannata dal Sant Uffizio, nel UN PASTORALE ANTICRISTIANO Il Pastorale col Crocifisso a Croce ricurva, un chiaro esempio della nuova scuola di espressionismo applicato all arte sacra, non è un invenzione recente, ma proviene dall artista belga Albert Servaes ( ). Guidato dal carmelitano P. Jerome, che lo aveva iniziato ad un occulto misticismo della sofferenza, il Servaes, nel 1919, creò 14 disegni a carboncino per le stazioni della Via Crucis della Cappella del Monastero di Luithagen. Le figure scheletriche e contorte tratteggiate, in modo particolare quella della 12a stazione, sono pervase da un oscura disperazione ed esprimono una sofferenza estrema, che è anche la profonda sensazione che prova chi le guarda. ~ 143 ~

144 Questa Via Crucis del Servaes fu condannata direttamente dal Sant Uffizio, nel 1921, con l approvazione di Benedetto XV. Questo Decreto, però, non riguardava solo la specifica opera del Servaes, ma era la condanna e l interdizione di un intera scuola d arte che era in opposizione alla Fede ed alla Tradizione! Questa, però, non era la prima condanna di questo genere: l 11 settembre 1670, Clemente X vietava i crocifissi realizzati in forma grossolana e ingenua, in un atteggiamento indecente, con caratteristiche distorte dal dolore che provocano disgusto piuttosto che una pia attenzione (Cfr. Jacques Maritain, Discorso ai Journées d Art Religieux, 23 febbraio 1924). Ora, questo scandaloso Pastorale a Croce ricurva, fu commissionato, nel 1963, a Lello Scorzelli da Paolo VI che lo utilizzò, per la prima volta, l 8 dicembre 1965, alla cerimonia di chiusura del Vaticano II. Questo non fu altro che la riesumazione di quell espressionismo già condannato 50 anni prima; o meglio: questa fu la vendetta di Servaes proclamata al mondo, nel 1965 direttamente da Paolo VI. Infatti, non solo si ignorava la condanna del Sant Uffizio, ma il Pastorale ispirato dal Servaes divenne il simbolo dei Pontificati di Paolo VI, di Giovanni Paolo I, di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Francesco, che adottò questa orribile insegna, il primo giorno del suo Pontificato. La ragione della condanna di questo tipo di arte sacra, è oggi ormai sotto gli occhi di tutti: la gerarchia del Vaticano II, dopo aver ripudiato per decenni questo Decreto di condanna, ha promosso, permesso, commissionato e tollerato le più ripugnanti espressioni moderniste di arte religiosa, inclusa la costruzione di opere, monumenti e templi satanici in tutto il mondo, esternando, in tal modo, la sua volontà di corrompere la Chiesa di Cristo e far sparire il Culto di Dio per sostituirlo col Culto di Lucifero! ~ 144 ~

145 LE ORIGINI ANTICHE DELLA CROCE SPEZZATA L Imperatore Nerone (37-68 AD) scatenò la persecuzione dei cristiani e, per molto tempo, la Croce di Nerone, o Croce Spezzata, ha indicato il modo in cui fu crocifisso San Pietro, a testa in giù e con i bracci della croce piegati verso il basso. Il simbolo di questa croce invertita, però, mutò il suo significato quando gruppi di satanisti, nella croce spezzata e invertita, sostituirono Pietro con Gesù Cristo, per simboleggiare tutto ciò che si oppone al Cristianesimo. Per i satanisti questo simbolo equivaleva al piede della strega o piede del corvo, o il segno d otarda degli gnostici, che veniva usato per l iniziazione di nuovi membri e adepti alle sette. L iniziato doveva sollevare la croce, rovesciarla, quindi rinunciare al Cristianesimo nelle sue tre dimensioni (passato, presente e futuro) e, infine, rompere i bracci orizzontali piegandoli verso il basso per creare, appunto, la forma del piede del corvo. Anche i Saraceni usarono questo simbolo. Infatti, nel secolo VIII, erano soliti imprimere questo simbolo sui loro scudi, per simboleggiare la rottura della Croce di Cristo. Per quasi 2000 anni, quindi, questa croce spezzata ha significato Odio per i cristiani ed ha simboleggiato l Anticristo. Nel Libro dei Segni di Rudolf Knoch, si spiega che la forca a tre punte invertita rappresenta la morte dell uomo. Se il simbolo è circoscritto da un cerchio, esso significa la morte di tutta l umanità. Questo però è anche il simbolo prescelto dal filosofo genocida Bertrand Russell per rappresentare LA PACE. Un segno satanico, quindi, il cui vero significato è esattamente l opposto di quello ufficiale. Il Pastorale a croce ricurva, adottata dai Papi post conciliari, quindi, non rappresenta esattamente la croce spezzata e invertita dei satanisti, ma il fatto che il tronco e i bracci sono piegati e la figura del ~ 145 ~

146 Cristo, pur nella morte, è rappresentata in modo irriverente, distorta e caricaturale, lascia intendere il proposito di mostrare alla moltitudine dei fedeli Cristiani, inconsapevoli, un simbolo anticristiano. ~ 146 ~

147 PER RIASSUMERE: L antipapa Paolo VI, discendente da una famiglia ebraica, è entrato nella massoneria, e venne inviato nella gerarchia cattolica, come infiltrato per tentare di distruggere la Chiesa dall interno. Giovanni Battista Montini ha ricevuto numerosissime scomuniche ipso facto (cioè automatiche), sancite dalle immutabili leggi ecclesiastiche. Tra le principali scomuniche ricevute: -a causa della sua entrata nella massoneria, nei primi anni 20 del a causa della sua fede nel comunismo ateo, e per avere lottato e favorito tale ideologia satanica; -a causa della sua partecipazione attiva a riti satanici, e per averne presieduto molti; -a causa delle sue numerose eresie e blasfemie contrarie alla dottrina della Chiesa Cattolica; -a causa dei suoi numerosi sacrilegi e tentativi di distruzione dei Sacramenti della Chiesa, in primis della Santa Messa Cattolica. ~ 147 ~

148 Fatti ed episodi L antipapa Paolo VI è specialmente ricordato per avere vietato la santa Messa Cattolica, dopo avere introdotto l invalido ed eretico rito del Novus Ordo Missæ (nel 1969), composto da una commissione presieduta dal massone mons. Annibale Bugnini, e da sei pastori protestanti. Durante i quindici anni dell antipontificato di Paolo VI, sacerdoti hanno chiesto di essere sciolti dai loro voti. L antipapa accordò a tutti tale richiesta, tranne che a sacerdoti. Inoltre, nel corso dell antipontificato di Paolo VI, è stato registrato il più grande calo di vocazioni che sia mai stato registrato nella storia della Chiesa Mentre era ancora monsignore, «nel corso degli anni, Montini aveva riunito un certo numero di giovani sacerdoti che avevano sposato il suo concetto di fratellanza cristiana fra tutti gli esseri umani - sia che avessero la fede o non l'avessero affatto - e un certo disprezzo per il rito e per l'autorità. Tali uomini divennero noti nei circoli clericali come i montiniani, ed erano considerati da tutti come radicali ecclesiastici» (Cfr. Time-Life Report, «Four Popes», pag. 59). Nel giugno del 1962, l invalido cardinale Montini, rivolse un discorso alla Commissione Centrale del Concilio, sulla necessità di operare dei cambiamenti nella Chiesa. «Fu dopo questo discorso che qualcuno sentì il cardinale Ottaviani mormorare queste parole: Prego Dio che mi faccia morire prima della fine del Concilio, in modo da poter morire ancora cattolico» (Cfr. W. WYNN, Keepers of the Keys («I custodi delle chiavi»), Random House, New York 1988, pag. 107). ~ 148 ~

149 Il 3 giugno 1963, l antipapa Giovanni XXIII morì. Il 21 giugno 1963, con una invalida e nulla elezione, prese il potere lo scomunicato G.B.Montini, che prese il nome di Paolo VI. Il 29 settembre 1963, Paolo VI aprì la seconda Sessione dell invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del Egli alterò profondamente il modus operandi (la procedura) conciliare; la conseguenza di tale manovra, fu che le nuove regole finirono per facilitare le riforme volute dai modernisti, cioè di eretici scomunicati fuori dalla Chiesa Cattolica. Il verbita Padre Ralph H. Wiltgen s.v.d. ( ), ritrae vividamente le losche manovre avvenute durante il Concilio nel suo libro The Rhine Flows Into the Tiber («Il Reno si getta nel Tevere»; Hawthorn, New York 1978). In tale opera, egli descrive le alterazioni dei documenti, il linguaggio volutamente ambiguo utilizzato nei ~ 149 ~

150 questionari per le votazioni di tali documenti, e l'influenza indebita del controllo sull'ordine del giorno esercitata dagli elementi più progressisti. Il 3 dicembre 1963, Mons. Geraldo de Proença Sigaud ( ), Arcivescovo Diamantina (Brasile), inviò una lettera a Paolo VI, firmata da oltre 400 Padri conciliari, provenienti da quarantasei Paesi diversi, in cui si chiedeva una condanna ufficiale del comunismo. Tale lettera non ricevette mai alcuna risposta. Il 4 dicembre 1963, l antipapa Paolo VI firmò e promulgò la Costituzione sulla Liturgia Sacrosantum Concilium, le cui applicazioni avrebbero trasformato di lì a poco la Messa Cattolica in una cena protestante. Il 19 maggio dello stesso anno, l antipapa Paolo VI creò un Segretariato per lo Sviluppo delle Relazioni con le Religioni non Cristiane. Il 6 agosto 1964, nella sua prima enciclica Ecclesiam suam, Montini insistette sulla necessità del dialogo tra cattolici e non cattolici, non cristiani, atei, ebrei e persino con i comunisti. Non era forse uno schiaffo dato in faccia agli oltre trecento Padri Conciliari che in dicembre avevano inviato una nuova petizione per chiedere la condanna del comunismo? Del resto, nella sua enciclica successiva, la Populorum Progressio (del 26 marzo 1967), egli accarezzò l'ideologia comunista. «Il Wall Street Journal definì la Populorum progressio marxismo cammuffato, il che dimostrava che sarebbe stata presa seriamente» (Cfr. Time-Life Report, «Four Popes», pag. 47). «Il 13 novembre 1964, l antipapa Paolo VI rinunciò alla tiara pontificia, e donò la sua croce pettorale e il suo anello al Segretario delle Nazioni Unite, il massone U Thant. (Cfr. P. P. HEBBELTHWAITE, The Year of Three Popes («L'anno ~ 150 ~

151 dei tre papi»), Collins, Glasgow 1978, pag. 28.) La tiara venne sostituita da una mitra episcopale. Una croce storta con un Cristo deforme, sostituì la croce pontificia. In essa Cristo è dipinto in una posa di sconfitta e disperata, con caratteristiche orrende e grottesche, una tipologia di croce già condannata da alcuni decreti di Papa Pio XI. Via libera all apostasia Il 21 novembre 1964, l antipapa Paolo VI firmò e promulgò il Decreto sull'ecumenismo Unitatis Redintegratio, che promuove l'indifferentismo religioso e pone tutte le religioni sullo stesso piano. L'8 aprile 1965, il Segretariato per i Non Credenti avviò il dialogo con gli atei. Nel corso dello stesso anno, Paolo VI inviò la bandiera della flotta musulmana catturata dai cristiani durante la battaglia di Lepanto, nel 1571, ai turchi. Il 3 settembre 1965, venne resa pubblica l'enciclica di Paolo VI Mysterium Fidei, in cui, l antipapa Montini evocò la necessità di una riforma della liturgia. Il 29 settembre dello stesso anno, quattrocentocinquanta Padri conciliari (Vescovi e altri prelati) firmarono un'altra petizione in cui si chiedeva che il comunismo fosse condannato dal conciliabolo. La ~ 151 ~

152 richiesta venne nuovamente ignorata. Un altro schiaffo in faccia, ma questa volta ad un quarto dell'intero corpo conciliare. Il 4 ottobre 1965, l antipapa Paolo VI pregò nella «camera della meditazione» delle Nazioni Unite. Questa stanza contiene numerosi simboli massonici e contiene un altare al «dio senza volto». In quell'occasione, Paolo VI definì le atee Nazioni Unite l'ultima speranza del mondo: «I popoli della Terra guardano alle Nazioni Uniti come all ultima speranza della concordia e della pace; Noi presumiamo di presentare qui, insieme al Nostro, il loro tributo di onore e di speranza» (Cfr. Time-Life Report, «Pope s Visit» («La visita del Papa»), pag. 26). Facendo seguito alle proprie parole, Paolo VI passò più tempo con i delegati sovietici che con qualsiasi altra persona. Evidentemente, egli si sentiva più a suo agio tra i senza Dio. Lo stesso giorno, Montini celebrò la Messa allo Yankee Stadium, cingendo il pettorale del giudizio, o ephod, un paramento levitico indossato dal sommo sacerdote ebraico. «Paolo VI conosceva benissimo il significato del pettorale de giudizio o ephod ; egli sapeva che originariamente tale oggetto era parte dell'abito rituale dell Antica Alleanza; non poteva inoltre ignorare che la Massoneria odierna considera questo ornamento come un segno distintivo del suo sommo sacerdozio» (Cfr. P. J. SAENZ Y ARRIAGA S.J., The New Montinian Church («La nuova chiesa montiniana»), The Christian Book Club of America, Hawthorne 1971, pagg ). Alcuni giorni dopo, oltre cinquecento Padri conciliari, provenienti da settantasei Paesi, chiesero ufficialmente a Paolo VI di consacrare il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria prima della chiusura dell invalido conciliabolo Vaticano. L invalido cardinale Bea e numerosi vescovi massoni francesi e tedeschi (la cosiddetta «alleanza europea») si opposero a tale consacrazione. Di conseguenza, essa non ebbe mai luogo. ~ 152 ~

153 Nel dicembre del 1965, l antipapa Paolo VI cambiò il nome e la funzione (che era di difendere la Chiesa contro l'eresia) del Sant'Uffizio (oggi Congregazione per la Dottrina della Fede), e abolì l'indice dei Libri Proibiti. L effetto di tale riforma fu devastante. Privata di un organo di controllo dell ortodossia della fede come un corpo umano privato del proprio sistema immunitario- la Chiesa venne letteralmente dilaniata da ogni tipo di eresia, che ora poteva liberamente essere diffusa. Conseguentemente alla soppressione dell Indice e della necessità dell imprimatur da parte dell autorità ecclesiastica, le librerie cattoliche vennero inondate da opere in contrasto con la dottrina della Chiesa. L antipapa Montini con l eretico modernista Joseph Ratzinger, anche lui massone, apostata e scomunicato. Il termine «eresia» non sarebbe più stato usato, e sarebbe stato sostituito dal termine più blando «errore». Il 4 dicembre 1965, l antipapa Paolo VI partecipò ad una funzione ecumenica nella Basilica di San Paolo, a Roma. Salmi e testi scritturali furono cantati e letti da un cattolico francese, da un metodista americano e da un greco-ortodosso. Il 7 dicembre 1965, il giorno prima della chiusura del Concilio Vaticano II, Paolo VI e il Patriarca Atenagora si tolsero simultaneamente e invalidamente le reciproche scomuniche che erano state scagliate nell'anno Per la prima volta, si ammise formalmente che un Papa precedente aveva commesso un errore dogmatico e che la Chiesa cattolica si era sbagliata nello scomunicare ~ 153 ~

154 coloro che si rifiutavano di obbedire al Romano Pontefice. Una totale blasfemia e bestemmia, l ennesima dell antipapa Paolo VI. Il 23 marzo 1966, l antipapa Paolo VI diede il benvenuto all'arcivescovo anglicano di Canterbury Arthur Michael Ramsey ( ), nella Cappella Sistina. Disse in quell'occasione Paolo VI: «I Suoi passi non arrivano in una casa straniera; essi giungono in una casa che lei per titoli sempre validi può dire anche sua». Rispose l'arcivescovo anglicano: «Sua Santità, caro fratello in Cristo» (Cfr. Life, del 1º aprile 1966, pag. 32a. ). Montini donò all'arcivescovo Ramsey il suo anello, e gli chiese di benedire la folla riunita in Piazza San Pietro. Papa Leone XIII ( ), nella bolla pontificia Apostolicæ Curæ, del 13 settembre 1896, ha dichiarato che gli anglicani non hanno un sacerdozio valido. Come può benedire la folla un invalido «arcivescovo» privo del potere sacerdotale? Nell'autunno del 1966, Papa Paolo VI ricevette quindici bonzi giapponesi. L antipapa rispose all'indirizzo del loro oratore, con un breve discorso, affermando la sua felicità per il fatto che le numerose visite di buddisti giapponesi avevano creato una relazione di benevolenza e rispetto tra il buddismo e la Chiesa cattolica. Il 30 gennaio 1967, in Vaticano, l antipapa Paolo VI strinse la mano al Presidente sovietico Nikolai Podgorny ( ). Fu la prima udienza pontificia pubblica concessa ad un leader comunista». «Egli era un padrone di casa instancabile. Accordò udienze pubbliche a non meno di novanta capi di Stato; un bizzarro corteo di sovrani e di presidenti, dittatori, democratici e comunisti, neri e bianchi, cristiani ed ebrei, musulmani e pagani» (Cfr. N. CHEETAM, Keeper of the Keys, pag. 298). Il 13 ottobre 1967, Montini visitò Fatima, in Portogallo, in occasione del 50º anniversario delle apparizioni della Madre di Dio. In quel luogo, egli non recitò una sola Ave Maria. Non visitò il Santuario della Cova da Iria e si rifiutò di parlare privatamente a suor Lucia dos Santos ~ 154 ~

155 ( ), l'unica veggente ancora vivente di Fatima. Al contrario, trovò il tempo per concedere udienza ai rappresentanti non cattolici. Il 27 ottobre 1967, il Patriarca scismatico massone Athenagoras, venne nuovamente ricevuto a Roma. Con i comunisti Nel 1968, a Medellin, in Columbia, l antipapa Paolo VI tenne un discorso su diritti umani e sulla giustizia sociale che divenne la magna charta dei fautori della marxisteggiante Teologia della Liberazione in America Latina. L antipapa aveva l'abitudine di leggere giornali comunisti durante la colazione. Molti lo videro «come l'unico papa che diede appoggio morale ai terroristi comunisti e ai partiti dell'estrema sinistra in Spagna; come un pontefice che permise che la sua persona e il suo ufficio venissero sfruttati dal governo comunista del Vietnam del Nord, per poter realizzare l'offensiva del Tet del 1968; come il Santo Padre che guardò con benevolenza la Cuba di Castro, e che permise che i vescovi marxisti e i loro preti potessero dire Messa nelle chiese dell'america Latina, del terzo Mondo e dell'asia; come quel Paolo che non disse mai pubblicamente una sola parola di protesta contro la soppressione della Chiesa cattolica operata dai rossi, e che rimase in silenzio quando i comunisti soffocarono nel sangue le rivolte in Ungheria, in Romania e in Cecoslovacchia» (Cfr. G. THOMAS-M. MORGAN-WITT, Pontiff («Pontefice»), Signet, New York 1981, pag. 32). ~ 155 ~

156 Apostasia con acattolici e comunisti Il 28 marzo 1969, Paolo VI ricevette una delegazione dello statunitense National Council of Churches («Consiglio Nazionale di Chiese») e lodò il loro lavoro ecumenico-massonico. Il 31 maggio 1969, Montini concesse un'udienza pubblica speciale al Segretario Generale della Lutheran World Federation («Federazione Mondiale Luterana»). Il 10 giugno 1969, l antipapa Paolo VI pregò insieme ai membri di altre denominazioni religiose al Consiglio Mondiale delle Chiese a Ginevra, in Svizzera. «Paolo VI fu autore di audaci gesti personali, specialmente con gli ortodossi [...]. In due occasioni diverse, in Vaticano, egli abbracciò gli arcivescovi anglicani di Canterbury, e si inginocchiò spontaneamente per baciare i piedi ai rappresentanti del Patriarca ortodosso come segno di riparazione per riparare alle offese dei cattolici contro gli ortodossi» (Cfr. National Catholic News Service, «Nights of Sorrow, Days of Joy» («Notti di dolore, giorni di gioia»), pag. 10.). Durante l antipontificato di Paolo VI, tutti i maggiori riti liturgici della Chiesa occidentale sono stati aboliti e creati nuovi, spesso invalidi. L'Estrema Unzione è divenuta il sacramento dell'"unzione degli infermi". La Penitenza ora è chiamata la "Riconciliazione", e i penitenti possono scegliere di sedersi di fronte al sacerdote durante la confessione. Ai Vescovi è stato permesso di autorizzare l'assoluzione generale. Nel 1970, l antipapa Paolo VI spostò l'età di pensionamento dei Vescovi e dei sacerdoti a settantacinque anni. Superati gli ottant'anni, i Ccardinali non avrebbero più potuto prendere più parte agli affari della Curia romana. Questo espediente era finalizzato ad evitare che i ~ 156 ~

157 porporati più conservatori non potessero concorrere durante i futuri conclavi all'elezione di un Papa. Prima del 1970, in un matrimonio tra un cattolico e un non cattolico, entrambe le parti dovevano firmare un documento in cui promettevano che i figli sarebbero stati cresciuti nella religione cattolica. Con il Motu proprio Matrimonia Mixta, del 31 marzo 1970, l antipapa Paolo VI eliminò questo requisito. Il 3 dicembre 1970, l antipapa Paolo VI visitò Hong Kong, e non disse una sola parola di conforto ai cattolici che soffrivano schiacciati dal comunismo in Cina. Ciononostante, egli insistette, in più di un'occasione, affinché la Cina (di quel Mao che aveva sradicato quasi tutte le forme di cristianesimo), fosse ammessa alle Nazioni Unite. Il 25 marzo 1971, l antipapa Montini ricevette in Vaticano il genocida comunista Maresciallo Tito ( ) e sua moglie. Tito era personalmente responsabile per la tortura e la morte di migliaia di sacerdoti cattolici in Iugoslavia (a questo proposito, vedi P. P. FRZOP, Inchiesta in Croazia, EUN, Marchirolo 1979). A partire da quel momento iniziarono rapporti diplomatici tra Iugoslavia e Vaticano. Per la prima volta nella Storia, la Santa Sede giunse ad un accordo con un Stato marxista dell'est. Il 27 ottobre 1971, Paolo VI incontrò Mar Ignatius Jacob III ( ), il Patriarca ortodosso siriano di Antiochia e insieme recitarono una «professione congiunta di fede». La domanda che si pone è la seguente: quale fede fu professata? La fede cattolica o quella ortodossa? Il cardinale ungherese Jòszef Mindszenty, «rispettò gli ordini di Paolo VI e visse in esilio dal 1971 fino alla sua morte, ma rimase convinto che i negoziati tra il Vaticano e il governo comunista ungherese non avrebbero prodotto alcun miglioramento nelle relazioni tra Chiesa e ~ 157 ~

158 Stato nel suo Paese [...]. Dal canto suo, i colpi peggiori che il Cardinale aveva ricevuto durante la vita erano quelli che gli erano stati inferti in nome della Chiesa». Cfr. Cfr. National Catholic News Service, art. cit., pag. 32. Il cardinale Mindszenty venne arrestato una prima volta nel 1944, dai nazisti. Rilasciato l'anno seguente, fu incarcerato dai comunisti, il 26 dicembre 1948, e condannato all'ergastolo l anno successivo. Liberato dopo otto anni di carcere durante l insurrezione popolare del 1956, trovò asilo politico nell'ambasciata americana di Budapest. Solo quindici anni dopo, nel 1971, poté finalmente lasciare l'ambasciata e raggiungere la Santa Sede che lo relegò, perché d'ostacolo all'ostpolitik, la politica di distensione con i governi comunisti. Nell'aprile del 1972, l antipapa Paolo VI firmò una eretica dichiarazione ecumenica congiunta, con l'arcivescovo anglicano di Canterbury, Donald Coggan ( ). Il 26 settembre 1974, il quotidiano francese Le Monde riportò il seguente scambio di saluti tra l antipapa Paolo VI e l'arcivescovo comunista di Olinda-Recife (Brasile). Paolo VI salutò Dom Hélder Camara ( ) con queste parole: «Buongiorno, al mio Vescovo comunista. Come sta»? Al che il prelato rispose: «Buongiorno a Lei, nostro Papa comunista» (Cfr. R. COOMARASWAMY, The Destruction of the Christian Tradition, pag. 226). Il 27 aprile 1975, l antipapa Paolo VI invitò quaranta pastori statunitensi e canadesi del clero episcopaliano e anglicano a celebrare una «messa» protestante in Vaticano. «Nel 1975, egli annunciò un numero di riforme della tradizione pontificia, una delle quali stabiliva che se un Pontefice non lo desiderava, non sarebbe più stato obbligato a portare la Tiara di San Pietro. Paolo VI, ~ 158 ~

159 infatti, non la portò mai dopo la sua investitura. Il suo successore, Giovanni Paolo I, fu il primo papa a non indossarla mai» (Cfr. Time-Life Report, «Four Popes», pag. 61). «Montini modernizzò il look della Chiesa, permettendo anche alle suore di indossare abiti moderni, al posto dei vecchi abiti ingombranti. Ciò che prima del Concilio era considerato un peccato mortale, venne edulcorato, e nel volgere di poco tempo non fu più ritenuto un peccato grave fare cose come mangiare carne al venerdì, eccetto che nei venerdì di Quaresima» (Cfr. Time-Life Report, «Four Popes», pag. 62). L antipapa scomunicato Montini, nomina invalidamente cardinale, il massone e scomunicato Karol Wojtyla. Vari leader comunisti, come il sovietico Andrei Gromyko ( ), l'ungherese Janos Kadar ( ), il polacco Edward Gierek ( ), il Maresciallo Tito e il Presidente rumeno Nicolae Ceausescu ( ) furono ricevuti dall antipapa Paolo VI a braccia aperte, anche se nel frattempo più di di cattolici ~ 159 ~

160 (cinquanta milioni!) subivano la più atroce delle persecuzioni dietro la Cortina di Ferro. «Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le visite da parte di capi di Stato comunisti erano una cosa impensabile. La severa ed implacabile resistenza contro i comunisti che aveva caratterizzato il regno di Pio XII iniziò a dissolversi solamente durante il pontificato di Giovanni XXIII» (Cfr. National Catholic News Service, art. cit., pag. 28). Il Vescovo ucraino di Philadelphia mons. Basil Losten, ( ), ebbe a dire: «È evidente che oggi il comunismo trova nella religione alleati preziosi nella sua corsa al potere globale e al suo impero. Il piano fantastico di trasformare la Chiesa cattolica in uno strumento di conquista comunista parrebbe incredibile, se non lo vedessimo ad ogni momento di fronte ai nostri occhi» (Cfr. R. COOMARASWAMY, The Destruction of the Christian Tradition, pag. 229). Desta curiosità o stupore sapere che i gusti musicali del satanista antipapa Paolo VI, includessero anche l'album blasfemo Jesus Christ Superstar. Del resto, le opere umanistiche di Jacques Maritain riempivano molte mensole del suo studio privato. L antipapa Paolo VI morì il 6 agosto Mons. Pasquale Macchi ( ), che era il suo segretario privato, distrusse tutte le note personali e la corrispondenza di Montini. Cosa c'era fra queste carte di così pericoloso? Perché questa azione ebbe luogo immediatamente dopo la morte del papa? L'aveva ordinata Paolo VI? Il 10 agosto 1978, il Metropolita di Leningrado Nikodim, in veste di rappresentante della chiesa ortodossa a Roma per il funerale, fu il primo prelato non cattolico nella storia della Chiesa a celebrare un rito liturgico all'altare maggiore di San Pietro. ~ 160 ~

161 - Il 2 luglio 1969, l antipapa Montini disse: «Sorge infatti spontaneo nella mente il confronto: tutto il mondo si cambia e la religione no? [...] Ed ecco la ragione delle riforme intraprese dalla Chiesa, specialmente dopo il Concilio». - Nel corso di un'udienza pubblica, l antipapa Paolo VI affermò che la Chiesa «cerca di adattarsi alle lingue, ai costumi e alle inclinazioni dell'uomo dei nostri tempi. (Cfr. R. COOMARASWAMY, The Destruction of the Christian Tradition, pag. 132.) ~ 161 ~

162 Sopra, locandine con il decreto di scomunica per i militanti comunisti sancito da Pio XII nel 1947, che si trovava su ogni confessionale. E a sinistra, il necrologio del Partito Comunista Italiano, per la morte dell antipapa Paolo VI. Giordano Gamberini, ex Gran Maestro della massoneria italiana, scrisse questo elogio funebre su La Rivista Massonica (nº 5, luglio 1978): «Per noi è la morte di chi ha fatto cadere la condanna di Clemente XII e dei suoi successori. Ossia, è la prima volta nella storia della Massoneria moderna che muore il Capo della più grande religione occidentale non in stato di ostilità coi massoni». E conclude: «Per la prima volta, nella Storia, i massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa, senza ambiguità né contraddizione». Poteva colui che ha negato le parole di Cristo essere il Suo Vicario? NO. Paolo VI è stato un antipapa scomunicato, i cui atti ecclesiali sono stati e sono nulli e invalidi, e non vincolanti per i veri cattolici. ~ 162 ~

163 "Quarant'anni prima dell'anno 2000, il demonio sarà lasciato sciolto per un po' di tempo. Un segno degli eventi (...), sarà che i sacerdoti smetteranno di usare l'abito santo, e si vestiranno come persone comuni; le donne si vestiranno come gli uomini, e gli uomini come le donne. Questa è l'ora di satana, che ha l'infame intenzione di distruggere la Mia Opera. Grida ad alta voce, figlia mia, perché quel giorno è vicino, e satana si accinge a devastare nazione su nazione. Il Mio Cuore è trafitto dal dolore". (Gesù a santa Brigida di Svezia) "Come il fuoco è necessario per purificare l'argento, e separarlo dalle scorie, così le eresie sono necessarie per riconoscere i bravi cristiani dai cattivi, e separare la vera dalle false dottrine". (Sant'Agostino) ~ 163 ~

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