Perché quello. si acquisiscono. Sembra una provocazione. (e le aziende) è. copertina shocking E titolo. il libro Maam.

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2 Vogliamo la maam! Ovvero una donna consapevole che la maternità vale più di qualsiasi master (Maternity as a Master). Perché quello è il momento in cui si acquisiscono competenze di problem solving e di gestione del team sempre più apprezzate sul lavoro. Sembra una provocazione. Ma per le mamme (e le aziende) è una risorsa preziosa di marta ghe lma copertina shocking E titolo prov ocatorio, il libro Maam. La maternità è un master che rende più forti uomini e donne (Bur, 2014) in 187 pagine rivoluziona i paradigmi e infrange i tabù relativi al difficile rapporto tra maternità e lavoro. In un Paese, l Italia, che si classifica al 114 posto al mondo per partecipazione socio-economica delle donne, in cui l occupazione femminile è inchiodata al 46 per cento (contro il 60 per cento della media europea), dove E l E onora antonioni 192 EllE dice mbre 2015

3 inchiesta una donna su quattro non rientra al lavoro dopo la maternità, tà, il tasso di fertilità è di 1,4 per cento (la soglia di sostituzione stituzione è 2,1 figli per donna) e le famiglie monoreddito (quindi a rischio povertà) sono il 37 per cento, gli autori Andrea Vitullo e Riccarda Zezza rac- contano la maternità come un periodo di crescita e ag- giornamento professionale. Utilizzando la genitorialità come metafora e palestra della leadership, infatti, nella visione di Maam l esperienza generativa, se consapevole, non è più vissuta come un problema o un ostacolo alla carriera ma può diventare, al contrario, un importante risorsa per le aziende. «Nell autunno del 2012», racconta Zezza, «sono stata invitata a Capri per presentare Piano C (il primo spazio di coworking dedicato alle le donne da lei fondato a Mi- lano, ndr) a una conferenza di Giovani Imprenditori di Confindustria. Ascol- tavo i relatori parlare di competitività e pensavo che, nonostante si sprecassero gli elogi sulla produttività femminile, la maternità restava per noi donne il vero problema, il momento di rot- tura, il muro da abbattere. Quando lavoravo in Microsoft mi piaceva molto il termine SaaS (Sof- tware as a Service) e, mentre ero seduta in attesa del mio turno, ho scarabocchiato su un foglio l acronimo Maam (Maternity as a Master, la maternità come master). E se dicessimo che la maternità è un master? Capovolgere completamente il punto di vista, considerando la maternità non più come una malattia da curare ma come un elemento di competitività, ività, forse, era l unico modo per fare breccia sulla platea: a: devo ammettere che ha funzionato». Così, con quest intuizione sottobraccio, Riccarda si è affidata a ad Andrea Vitullo, guru della leadership, executive coach e fondatore di Inspire (società che si oc- cupa di training sui nuovi saperi necessari ai manager di oggi), e insieme hanno avviato ricerche approfondite sulla genitorialità dal punto di vista biologico, sociolo- gico e statistico. stico. «In estrema sintesi, ciò che è emerso da un anno di studi», commenta Vitullo, «è che curare, far crescere e e rendere forte un altro essere umano è la più istruttiva ttiva e vitale delle esperienze di leadership possibili. Non c è simulatore di volo, percorso di so- pravvivenza a o team building che tenga rispetto all avventura quotidiana di essere genitori. È paradossale continuare a pagare delle palestre artificiali quando è NoN c è team building o simulatore di volo che regga il confronto con l essere genitori la vita stessa, tutti i giorni, a regalarci un allenamento naturale e gratuito». Una teoria innovativa che trova conferma nelle neuroscienze dove si dimostra come la maternità equivalga a una vera e propria finestra di sviluppo cerebrale attraverso la quale ogni madre (e talvolta anche qualche padre) sperimenta una serie di meraviglie che coinvolgono mente e corpo. Nel momento in cui una persona è chiamata ad accudire un altro individuo, infatti, è la natura stessa a renderla natural born leader ovvero più autonoma, forte e determinata. Oltre a questo, la super energia derivata dai cambiamenti ormonali in atto durante e dopo la gravidanza, l attività di cura intensa e prolungata rivolta ai figli (così come a un genitore anziano o a un progetto importante) sviluppa una serie di competenze che rendono chi la attua più attenta, responsabile, intuitiva, paziente, concreta e focalizzata sull essenziale. «Molte donne, spesso anche senza rendersene conto», osserva Vitullo, «proprio durante la maternità acquisiscono competenze di change management (capacità di governare il cambiamento) e problem solving (velocità nel risolvere i problemi) che possono rivelarsi utili anche dietro una scrivania». Rispetto alle evidenze sociologiche e comportamentali, inoltre, a partire dagli anni Settanta l idea della scarsità dei ruoli (se dedico una parte di me al lavoro la negherò necessariamente alla famiglia) è stata progressivamente sostituita dalla teoria dell accumulo dei ruoli. Quest ultima considera la sovrapposizione dei ruoli per esempio, quello di madre, moglie, manager, viaggiatrice o sportiva non più come un momento di conflitto ma piuttosto un occasione per aumentare le energie, le capacità relazionali, le risorse emotive e i livelli di equilibrio trasmettendoli da un ambito all altro. «La transilienza» (da transizione e resilienza ), precisa Zezza, «è la formula magica utilizzata da Maam per descrivere il passaggio fluido delle competenze acquisite sul lavoro alla famiglia e dalla famiglia al lavoro: una definizione molto più efficace rispetto al superato concetto di multitasking». La terza e ultima buona notizia, infine, giunge dalla statistica. Una ricerca del Wellesley Centers for Women sulle caratteristiche femminili della leadership, condotto su 60 donne di potere americane, ha evidenziato come la parola maternità venisse EllE dice mbre

4 inchiesta spesso usata come un allegoria e un esercizio della leadership, tanto da suggerire un secondo e più mirato studio sul tema intitolato Leadership: What s Motherhood Got to Do with It? (Leadership: che cosa ha a che fare con la maternità?). Sulla base dei risultati ottenuti oltreoceano, Riccarda Zezza e Andrea Vitullo, tra giugno e settembre 2014, hanno lanciato un sondaggio su un campione casuale di lettrici del blog del Corriere della Sera, La 27esima Ora. Le risposte, raccolte tra donne, hanno messo in luce che la maternità ha contribuito ad aumentare l abilità nella gestione del tempo nell 87,5 per cento delle intervistate e la capacità di ascolto e l energia messa nel fare le cose nell 86 per cento dei casi. E alle domande aperte: Se pensi alle capacità che hai acquistato o migliorato occupandoti dei tuoi figli, quali diresti che usi con successo anche sul lavoro? Puoi fare un esempio concreto?, le più segnalate sono state, al primo posto, time management, organizzazione e pianificazione (36,5 per cento), pazienza, tenacia e saper aspettare il momento (14,2 per cento), ascolto attivo (11,6 per cento) e multitasking, multishifting e multithinking (10,4 per cento). «Nonostante il sondaggio avesse portato a galla diversi problemi e casistiche legate all incompatibilità tra famiglia e carriera», sottolinea Andrea Vitullo, «per la prima volta il linguaggio delle donne era cambiato. L idea che la maternità venisse vissuta interiormente dalle madri manager come un vero e proprio master ha confermato la nostra intuizione e ha aperto le porte alla creazione di una massa critica femminile (e non solo) capace di portare con sé la trasformazione». Per scardinare i pregiudizi legati alla maternità e rendere consapevoli i lavoratori e le aziende del capitale umano che l esperienza della genitorialità porta con sé, Vitullo e Zezza propongono workshop aziendali (tra gli altri nomi sono già stati coinvolti Pirelli, Luxottica, Valore D, Schneider Electric, Invitalia, Ikea, Poste Italiane e Unicredit) basati sulla rivoluzionaria teoria di Maam. «Coinvolgiamo dai 20 ai 30 manager per workshop», continua Vitullo, «lavorando su tre livelli: individuale, dove suggeriamo come usare le competenze della genitorialità sul lavoro (transilienza), rottura degli stereotipi e leadership generativa». Qui s impara, per esempio, che uno degli aspetti fondamentali che delinea un leader generativo un leader dovrebbe generare un progetto che gli sopravviva, indipendente E più forte di lui di successo è la capacità di partorire un progetto che gli sopravviva, indipendente e più forte di lui. Per fare questo è fondamentale che, con il passaggio all età adulta, avvenga uno spostamento da un auto-centratura tipica dell età adolescenziale a una posizione più marginale rispetto al centro del quadro. Quello che in gergo tecnico si definisce less ego, l esercizio di sgonfiamento dell ego, la genitorialità lo insegna fin dal primo giorno di nascita del bambino. «Quando chiediamo ai capi d azienda e agli amministratori delegati cosa succederebbe se sparissero per sei mesi, includendo nel divieto della presenza anche l impossibilità di delegare, si scatena il panico. La maggior parte dei nostri leader», commenta Zezza, «creano dipendenze anziché generare infierendo danni enormi all economia. La leadership, per essere materna, deve basarsi su quattro presupposti fondamentali: fare spazio, fecondare (un atto che richiede generosità), avere cura (essere in contatto con il mondo reale) e, infine, lasciare andare. Per questo motivo, le donne manager che scimmiottano modelli di potere maschile sono leader sterili, non apportano nessun valore aggiunto all azienda». L ultimo arrivato in casa Maam si chiama Maam U (dove la u sta per you ), il primo e unico programma al mondo che trasforma l esperienza del congedo di maternità in un momento di crescita anche professionale. Si tratta di un corso online che traduce la teoria di Maternity as a master in sette capitoli e che l azienda può acquistare per licenza. Sottoposto alle proprie collaboratrici in congedo (ma è disponibile anche per i neopapà), Maam U trasforma l assenza in un master che mette a fuoco e rafforza le competenze di relazione, cura, empatia e gestione della complessità. L ottimismo di Riccarda e Andrea sulla sua efficacia è già palpabile ma per analizzare i primi risultati occorrerà attendere un anno. «A oggi, quello che ci manca di più», conclude Zezza, «sono dei modelli di leadership generativa. Se mi chiedessero di fare la ministra per le Pari opportunità accetterei la sfida per dimostrare che ci si può organizzare in modo diverso, a partire dall esempio di Piano C. Noi donne non siamo né migliori né peggiori degli uomini: siamo diverse. Il giorno in cui diventeremo consapevoli che, proprio in questa diversità, risiede il nostro punto di forza, saremo delle bombe atomiche». Marta Ghelma 194 EllE dice mbre 2015

5 72 VITA IN FAMIGLIA Conciliazione Il lavoro è mamma! Consulenza di Andrea Vitullo coach ed esperto in leadership, fondatore della società di consulenza Inspire ( spire.biz) Riccarda Zezza creatrice a Milano del coworking Piano C ( La maternità è davvero un master che può fornire alle donne una marcia in più anche in ufficio? Leggete qui... di Francesca Capelli GETTY IMAGES

6 Le mamme sono avanti. E, magari senza saperlo, giocano d anticipo su tendenze sociali e scuole di pensiero, flosofe innovative e teorie di management avanzato. Le nuove parole d ordine? Multishifing, transilienza, VUCA, che hanno sostituito i concetti ormai superati di multitasking, resilienza e complessità. Non che fossero poi così vetusti, ma il mondo si sa cambia in fretta. E le madri sono le più allenate a cambiare con esso e a reinventarsi. Così la pensano Andrea Vitullo e Riccarda Zezza, autori del libro Maam La maternità è un master (BUR, 187 pagine, 12 ). Andrea è coach ed esperto in leadership, fondatore della società di consulenza Inspire ( biz); Riccarda ha creato a Milano il coworking Piano C ( pensato per le donne (e gli uomini) che non vogliono rinunciare né alla famiglia né alla carriera e cercano nuove modalità per stare o rientrare nel mondo del lavoro. Ecco allora una miniguida al cambiamento, per mamme ma non solo. DAL MULTITASKING AL MULTISHIFTING Per anni, manuali, articoli e blog ci hanno fatto credere che la mamma multitasking è il modello vincente? Per altrettanti anni abbiamo lottato con i sensi di colpa, chiedendoci come riuscissero le altre a mandare una mail di lavoro e contemporaneamente cambiare un pannolino? Contrordine: il vero segreto per riuscire a fare tutto (bene) è il multishifing. Essere multitasking signifca occuparsi di tante cose contemporaneamente, dice Vitullo, con il rischio di non farne bene nessuna, di non essere Le competenze sviluppate con la nascita del bebè possono tradursi in vantaggi per le aziende mai totalmente focalizzati su ciò che si sta facendo. Il multishifng, invece, è la capacità di concentrarsi su un compito, chiuderlo e passare velocemente a qualcos altro. Qualità valorizzate: efcienza, organizzazione e concentrazione. DALLA RESILIENZA ALLA TRANSILIENZA Nessuna competenza va buttata, semmai arricchita. La resilienza, ovvero la capacità di adattarsi a un cambiamento, diventa così transilienza. Che è l arte di rimbalzare nel cambiamento, senza limitarsi ad accettarlo Diventare mamme: una opportunità per cambiare La nascita di un bambino trasforma la casa in una scuola di management. Quando si diventa madri si smette di essere figlie, dice Riccarda Zezza. È normale portare questo cambiamento in tutti gli ambiti della vita, compreso il lavoro. Quel capo identificato con il padre, dal quale aspettarsi premi, senza osare chiedere, allʼimprovviso non incute più soggezione: è il rapporto con il potere che è cambiato. Contemporaneamente si impara a delegare, a essere meno perfezioniste, ad affidarsi. Soprattutto si impara a stabilire priorità, aggiunge Zezza. A scegliere ʻcosa mollareʼ, anziché farsi travolgere dagli eventi. Non si tratta di cercare qualcosa al di fuori da se stessi, dice Andrea Vitullo, ma di acquisire la consapevolezza che abbiamo tutto ciò che serve. Bisogna solo saperlo vedere. 73 passivamente. Altrimenti, dice Riccarda Zezza, spogliarsi di un ruolo per entrare nel successivo diventa una fatica, un movimento innaturale, che imprigiona in caselle isolate. Con la maternità questa necessità di trarre energia dal cambiamento, anziché subirlo, diventa evidente. Invece molte donne afrontano la maternità senza rendersi conto dei propri talenti, dice Vitullo. La transilienza aiuta a farli fuire dall ambito privato a quello lavorativo e viceversa. Altrimenti è come viaggiare con una valigia nascosta nel bagagliaio e non sapere che contiene un tesoro. Qualità valorizzata: elasticità. DALLA COMPLESSITÀ AL MONDO "VUCA" Ormai si sa viviamo in una società complessa. E come se non bastasse, ecco che all orizzonte appare il mondo VUCA, acronimo delle parole inglesi

7 74 vita in famiglia Conciliazione getty images volatile, uncertain (incerto), complex, ambiguous. In un mondo complesso non esistono soluzioni defnitive e universali, dice Vitullo. In un mondo VUCA, non solo non possediamo la soluzione, ma a volte non riusciamo nemmeno a individuare il problema. Più che imparare dall esperienza, bisogna imparare a disimparare, perché ciò che si è fatto fnora non è più garanzia di successo nella mossa successiva. E la maternità insegna proprio questo: a reinventarsi ogni giorno, a lavorare non solo su quello che c è o è successo, ma anche su ciò che ci sarà o potrebbe succedere. Fare fronte ai repentini mutamenti di un fglio è un po come lavorare oggi nelle aziende, continua Vitullo. Non hai tempo di fare approfondite ricerche di mercato e ti devono bastare le informazioni che hai già. Devi modifcarti velocemente e cercare sempre qualcosa di nuovo. Con il coraggio della sperimentazione, che signifca valutare le alternative disponibili senza fssarsi sulla ricerca della perfezione, accettare il dubbio. Nel mondo VUCA bisogna puntare lo sguardo in modo meno esigente, in primo luogo verso se stesse, dice Riccarda Zezza. Qualità valorizzata: capacità decisionale. Dall autostima allo sgonfiamento Dell ego Raforzare l autostima è stato il mantra dagli anni 80 in poi. Tanto da trasformarsi in dogma. Certo, la sicurezza in se stessi è una qualità, dice Vitullo. Purché non diventi narcisismo e non nasconda una sotterranea fragilità. In questo senso, la maternità è un eccezionale esercizio di sgonfamento dell ego. Perché si smette di essere al centro dall attenzione, si evita di prendere tutto sul personale e, con grande sollievo, si fa spazio per uno scambio di energie con l esterno. Troppo ego, continua Zezza, rende impotenti. Se tutto è occupato da me, da ciò che penso, da ciò che credo giusto, dalla mia esperienza, dal già detto e fatto, come può accadere qualcosa di più inaspettato e creativo?. Qualità valorizzata: equilibrio. Tanto allenamento per "laurearsi" al master della maternità Dall empowerment alla leadership senza potere Altro dogma delle teorie di management, l empowerment è un processo di crescita dell individuo e del gruppo, in termini di autostima, autoefcacia e autodeterminazione, per far emergere le risorse latenti. Niente di male, anzi, si tratta di pratiche utilissime in contesti dove determinate categorie o individui sofrono forti discriminazioni. Ma l empowerment risente di un impostazione verticistica della vita e dell organizzazione, dice Vitullo. Si parte dalla propria motivazione per trasmetterla agli altri. Mentre a noi interessa di più il concetto dell abilitazione: permettere agli altri di trovare la propria strada. Che è il lavoro di qualsiasi genitore che accompagna un fglio verso l età adulta, senza condizionarlo né abbandonarlo a se stesso. Per questo delicato compito, dice Vitullo, serve un tipo di leadership che abbiamo defnito materna, perché priva di potere formale. Si basa su pratiche che sono fondamentali in famiglia come nel mondo del lavoro: la chiarezza nella comunicazione e nell ascolto, l incoraggiamento, la responsabilizzazione su obiettivi realistici. E una saggia gestione dei no. Tra il sì e il no c è un terreno grigio, dice Vitullo, che è la negoziazione. Qualità valorizzate: comunicazione e leadership. n

8 LA STAMPA MARTEDÌ18NOVEMBRE2014. Società. 21 il caso ROSELINA SALEMI Wonder Woman esiste ed è una mamma. Non ha gli stivaletti, né il diadema con la stella. Usa i superpoteri ma non sa di averli. E ci voleva la ricerca pubblicata da «Inside Women s Power» (interviste a 60 donne leader) perché la maternità, oltre che uno stop alla carriera e una gioiosa esperienza sul piano personale venisse valutata in un ottica diversa. Nientedimeno che una palestra di leadership. Su questa idea hanno lavorato in due. Andrea Vitullo (ex manager, executive coach di «Inspire», collabora con l Università di Venezia e insegna mindfulness) e Riccarda Zezza fondatrice di «Piano C: il lavoro incontra le donne» che propone nuovi modelli organizzativi. Insieme hanno costruito il progetto Maam (Maternity as a master) che ribalta tutti gli stereotipi. Quello materno è un supercervello. Secondo Kelly Lambert, studiosa del Randolph-Macon College in Virginia «i potenziamenti a livello cerebrale come la superpercezione sono di lunga durata o addirittura permanenti». Qual è la differenza? Scoprire che queste capacità possono essere usate anche fuori contesto, creando un ponte tra pubblico e privato, tra famiglia e lavoro. Tanto per restare in tema di supereroi, Vitullo e Zezza parlano di «transilienza», (termine rubato ad Arthur Clarke, leggendario scrittore di science fiction) ovvero la possibilità di spendere al meglio le nuove competenze, come raccontano nel libretto che riepiloga un anno di ricerche uscito con Bur Rizzoli: «Maam, la maternità è un master». Appunto. Vediamoli, questi superpoteri. Velocità Qualcuno l ha chiamata multitasking, ma è riduttivo. E un po come il giro su te stessa che nella serie televisiva del 1976 trasforma Diana Prince, in W.W. E dimostrato che il cervello non è in grado di prestare attenzione a più cose contemporaneamente. La vera abilità della mamma è spostare il focus da un tema all altro, riconoscendo subito ciò che merita l etichetta priority. Trattare La negoziazione con gli adolescenti è una grande scuola. Dopo dieci contrattazioni con un figlio (orari, uscite, videogiochi, palestra, coprifuoco, vacanze)unamammaèingradodigestireil cliente più difficile Affrontare il potere Lamaternitàvaleunmaster Scopriteisuoisuperpoteri Le mamme sono meno intimidite dal rapporto conilpotere.sonocapacididireno.si concentrano più sui risultati che sulle posizioni di principio. Qualcuna dice:«mi rilasso, faccio meno fatica a sentirmi alla pari». Problem solving Una super-energia concentra tempo e risorse, consente di mantenersi efficienti in situazioni caotiche e di risolvere i problemi. Ci sono naturalmente le spiegazioni scientifiche. La mamma produce più ossitocina e dopamina, la trasmissione dei segnali tra le diverse parti del cervello diventa più rapida. Modifica la sua visuale (Vitulli e Zezza la chiamano «less ego», un restringimento dell io) e vede perciò soluzioni, connessioni e opportunità che altrimenti non noterebbe. In questo senso, crescere un figlio è una start-up. Essenzialità «Da quando sono madre, si è ridotta drasticamente l attenzione per i dettagli poco rilevanti. Sono migliorata nel riconoscere l essenziale». E una delle tante testimonianze raccolte da Vitullo e Zezza. Che cosa succede? La costante attività di cura potenzia le strade che il cervello usa per elaborare gli stimoli. Dai focus group è emerso che le mamme analizzano con naturalezza database informativi complicati da Il training elaborato da due studiosi: Chi è mamma diventa più facilmente leader in ufficio. Crescere un figlio è come creare e dirigere una start up Dalla culla al computer le qualità decisive Delegare Mariti, baby sitter, tate, nonne, zie sono i pianeti che girano attorno all universo materno. Delegare il giusto, rinunciando al senso di onnipotenza («faccio tutto io») rafforza la collaborazione e produce risultati migliori. Sviluppare la pazienza Civuolepazienzaconifigli.Cenevuoleconicapi (avoltesicomportanocomebimbi)econiclienti. L ascolto, l accettazione dell altro, il più ampio margine di tolleranza rendono la neomamma un punto di riferimento affidabile leggere e da decifrare trovando facilmente «cosa conta» e «cosa usare». Cambiamenti Nessuno cambia più velocemente di un bambino. Da zero a diciotto anni sono 6570 giornate, ore. Ogni mattina è diversa dalla precedente. Le pratiche quotidiane, legate anche solo ai bisogni primari producono il giusto mix di flessibilità e fermezza, un attitudine che le neuroscienze definiscono di «revisione interpretativa». Che cosa fa la mamma? Change management: gestisce la transizione costante, cambia organizzazione mentale per modificare il Convincere proprio stato d animo. Da Diana Prince a WW e viceversa. Empatia Gestione del no, tolleranza, comprensione, sono il bouquet che forma l empatia. C è più attenzione al «come» rispetto al «che cosa». Un figlio di qualsiasi età è un concentrato di emozioni. La sintonia è una forma di superpercezione. Ogni atto intelligente si trasforma così in un atto di intelligenza emotiva utile per vivere il «qui e ora». L energia non si disperde. La cosa su cui ci si concentra è quella che si realizza. Com è il perfetto capo delle organizzazioni contemporanee? Senza galloni, come una madre. Teamchesicreanosuobiettivieconruoli trasversali richiedono una guida basata sulla personalità e sulla persuasione. Accettare gli errori Le madri(per fortuna) finiscono per diventare più indulgenti con se stesse e soprattutto con gli altri. D altronde bisogna sempre ricordare che i continui cambiamenti rendono impraticabile la perfezione Ruoli Il multitasking è stato visto come un sovraccarico. Contrordine. Più ruoli invece, significa più risorse. Abbiamo uno «straripamento positivo», come lo definisce la ricercatrice Ellen Galinsky. Ancora una volta ci viene in mente W.W. (che sta per tornare in tv con una nuova protagonista, Gal Gadot). Oltre alla solita «divisa» aveva una tuta blu marino in lycra, con pinne e guanti per le immersioni. Mentre in moto portava stivali con tacchi bassi e casco d oro. La mamma è una Wonder Woman che non ha bisogno di cambiare a costume.

9 COMUNICATO STAMPA Maternità e lavoro femminile. Stereotipi e nuovi paradigmi Mercoledì 26 novembre 2014 ore 10 Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Santa Maria in Via, 37 Roma Il Dipartimento per le Pari Opportunità, la Scuola Nazionale dell Amministrazione e il Dipartimento per le Politiche della Famiglia ospitano il convegno Maternità e lavoro femminile. Stereotipi e nuovi paradigmi. Dal blog della 27esima ora: La vostra candidata ideale? Una mamma La maternità è un elemento di crisi o una risorsa per il mondo del lavoro? Questa la domanda su cui si vuole riflettere durante il convegno. L occupazione femminile nel nostro Paese sembra aver trovato fino ad ora nell esperienza della maternità un momento di profonda crisi e un ostacolo difficile da superare. Basti pensare che per il tasso di occupazione femminile l Italia si pone nelle ultime posizioni tra i paesi europei, sotto di noi solamente Malta. Alcuni dati sulla situazione italiana: il 30% delle donne interrompe il lavoro per motivi familiari contro il 3% degli uomini (ISTAT); solo quattro madri su dieci riprendono l attività un volta stabilizzata la situazione familiare (ISTAT); l Italia, con il 37%, ha la più alta percentuale di famiglie monoreddito d Europa (EUROSTAT); il tasso di occupazione femminile diminuisce al crescere del numero dei figli in Italia più che nel resto d Europa (dal 60% con 1 figlio al 33% con 3 figli; EUROSTAT); nel rapporto sulla parità di genere del World Economic Forum 2014, l Italia è 114 su 142 Paesi per la partecipazione socioeconomica delle donne; Il Governo pone una grande attenzione al tema femminile della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che passa anche attraverso la valorizzazione della maternità in ambito lavorativo. I dati recenti non sono confortanti e dimostrano che bisogna attivarsi per arrivare a un cambiamento di paradigma culturale che implichi la disattivazione di antichi stereotipi affinché la maternità e, più in generale, la genitorialità non siano vissute come elementi discriminatori nel mondo del lavoro ma, al contrario, come un prezioso valore aggiunto e un elemento di sviluppo delle competenze manageriali, fonte di arricchimento per la società e le organizzazioni. La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro contribuisce in maniera determinante al superamento delle differenze di condizione tra uomini e donne nell ambito dell affermazione nella vita pubblica, affermazione che trova nel lavoro il suo principale strumento, così l On. Martelli, Consigliera del Presidente in materia di Pari Opportunità. Con questo convegno, il Governo Italiano si pone all avanguardia nel proporre un rovesciamento dello stereotipo della maternità come un ostacolo al lavoro. Secondo la tesi del libro MAAM. La maternità è un master, uscito con BUR a settembre 2014, le molte competenze che la maternità sviluppa possono rivelarsi utili sul lavoro e sono ciò che le aziende cercano oggi. Ne discutono Banca d Italia, Istat, rappresentanti del mondo istituzionale, della ricerca, associazioni di categoria e attori privati.

10 COMUNICATO STAMPA Programma Ore Apertura Franca Biondelli, Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Giovanni Tria, Presidente Scuola Nazionale dell'amministrazione Ore Relazioni Stereotipi, maternità e fecondità Linda Laura Sabbadini, ISTAT L offerta dei servizi per l infanzia: effetti sul lavoro delle madri Francesca Carta e Lucia Rizzica, Banca d Italia Ore Filmato e presentazione di maam - maternity as a master Riccarda Zezza, CEO, Piano C Ore Tavola rotonda moderata da Maria Silvia Sacchi, Corriere della Sera Nuovi paradigmi: la genitorialità come valore aggiunto Stefano Agostini, CEO, Gruppo San Pellegrino Domenico De Masi, Docente di Sociologia del lavoro. Giovanna Mavellia, Segretario Generale Confcommercio Lombardia Francesca Romana Pezzella, Neurologa, Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini Arianna Visentini, CEO, Variazioni srl Andrea Vitullo, Founder e CEO, Inspire srl Ore Conclusioni Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità APPROFONDIMENTI BANCA D ITALIA Nel 2013 solo il 13,5% dei bambini italiani tra 0 e 2 anni ha frequentato un nido o servizio integrativo pubblico o privato convenzionato (Istat 2013). La letteratura empirica di tali dati mostra l esistenza di una relazione generalmente positiva tra accessibilità dei servizi per l infanzia e occupazione delle madri. L introduzione della possibilità di usufruire della scuola dell infanzia per le madri dei bambini di 2 anni e mezzo ha aumentato di 6 punti percentuali la partecipazione al mercato del lavoro delle stesse e di 3 punti la loro occupazione. MAAM Maternity as a Master In un mondo del lavoro sempre più schiacciato sul presente e sulla visione di breve periodo, la maternità viene spesso vissuta dalle aziende come un peso e dalle stesse donne come un tabù, non considerando che essa costituisce un occasione di crescita straordinaria, che porta con sé nuove energie e abilità essenziali anche per la vita professionale. In un saggio che rivoluziona i nostri paradigmi sul rapporto tra maternità e lavoro, Vitullo e Zezza fondatori del progetto MAAM, Maternity as a Master propongono un innovativo percorso di cambiamento in cui le competenze genitoriali diventano la base per costruire pratiche di leadership: dalle capacità relazionali all ascolto, dalla rapidità di scelta alla gestione delle difficoltà, gli autori indicano come partire proprio dalla maternità per ripensare nel profondo l organizzazione del lavoro, abbattendo gli ostacoli che oggi limitano la crescita delle persone e formando leader capaci di affrontare le sfide del presente con competenza e creatività. MAAM è anche un percorso formativo che hanno già sperimentato Nestlè, Luxottica, Valore D e Pirelli.

11 PIÙ FAI FIGLI, MEGLIO LAVORI Altro che ostacolo alla carriera: spesso, e soprattutto nei momenti di crisi come questo, la maternità aiuta le donne in ufficio. La parola chiave? Transilienza In Italia una donna su tre non torna al lavoro dopo la maternità. Peccato, perché crescere figli è «un master a frequenza quotidiana e obbligatoria che ci rende lavoratrici migliori», dice Riccarda Zezza, autrice con Andrea Vitullo di Maam. La maternità è un master (Bur). Quarant'anni, due figli piccoli e un passato da manager, dopo aver aperto a Milano Piano C, il primo coworking in Italia con cobaby (mentre lavori alla scrivania un'educatrice si prende cura del tuo bimbo, nella stanza a fianco), ha deciso di dimostrare «che se sei madre è una gran fortuna per il tuo capo». Lo fa organizzando workshop innovativi, rivolti a uomini e donne manager, e alcune aziende come Nestlé, Pirelli e Luxottica hanno accettato la sfida: «Anziché proporre i classici corsi di leadership a base di bungee jumping o simulazioni di volo, dimostro che gestire i figli è un'esperienza ugualmente "eccitante", anzi ben più complessa». Le conferme arrivano dai neuroscienziati: la produzione di ossitocina e serotonina derivante dalla maternità comporta l'aumento di alcune capacità cerebrali di FRANCESCAAMÉ che permangono nel tempo. È un po' come se ogni figlio insegnasse l'arte della pazienza, dell'organizzazione, della rapida decisione per ottenere il suo benessere (e un genitore sa quanto può essere sfinente il pianto di un neonato). Recentissimi studi americani su uomini primarycaregiver (ovvero che si occupano dei figli a tempo pieno) hanno mostrato modificazioni del loro solco temporale simili a quelli delle neomadri: quella è la zona del cervello che regola le relazioni con gli altri, che rende più aperti e disponibili al dialogo. Essere genitori ci rende uomini e donne più aperti al mondo, ma perché dovrebbe renderci anche lavoratori migliori? «La maternità amplia tre competenze fondamentali in ogni professione: capacità di ascolto, gestione del tempo, motivazione. Sviluppa poi skills più sottili, oggi fondamentali in una situazione occupazionale così dura». Per esempio? «Chiunque abbia figli sa che programmare è impossibile: la maternità aumenta la capacità di problem solving creativo e di gestione degli imprevisti. Insegna a negoziare: chi è genitore sa che cosa vuoi dire controllare un capriccio. E poi ridimensiona il perfezionismo: una madre non perde tempo col superfluo». La maternità influenza anche il rapporto con i capi? «Le madri manifestano meno soggezione e passiva obbedienza. Se il lavoro ha una forte ingerenza sulla loro vita familiare, in termini di ore e impegno, ne deve valere la pena». L'elogio delle mamme multitasking non è una novità. «La definizione chiave non è multitasking, ma transilienza. Parola difficile, con un significato semplice: noi non siamo due persone, una a casa e una sul lavoro. Non viviamo a compartimenti stagni. Le competenze e le abilità possono passare da un ambito all'altro: se imparo a delegare a casa, ai nonni o alla baby sitter, posso farlo anche in azienda, con colleghi e collaboratori. Se in ufficio organizzo bene l'agenda della giornata, posso gestire anche i tanti impegni familiari». E allora perché le mamme sono quasi sempre penalizzate nelle proposte di assunzioni o di carriera? «In azienda domina ancora il falso mito dell'urgenza, contano le dimensioni, per cui ogni progetto deve essere sempre in crescendo, anche se non è sostenibile in termini di ore lavorative, e sopravvive l'idea del leader solitario. Ma è un modello che, anche economicamente, non COME A CASA In ufficio con portatile e cambio pannolini: Piano C, a Milano, è il primo spazio di coworking italiano con servizio di cobaby per neomamme. MAAM. LA MATERNITÀ È UN MASTER dì Riccarda Zezza e Andrea Vitullo (Bur, pagg. 187, 12) regge più. Le madri, davanti al pericolo che incombe, da sempre sanno stringere alleanze, e non lasciano indietro nessuno. E una competenza ancestrale, servirebbe metterla in pratica in ufficio». Dì VAN ITY F Al R

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14 Nella foto a destra, Riccarda Zezza: ha scritto con Andrea Vitullo maam. La maternità è un master che rende più forti uomini e donne (in uscita per Bur il 10 settembre). LA MATERNITà FA CURRICULUM La nascita di un figlio blocca la carriera? Niente affatto: crescere un bambino è come creare una start up. E ogni madre ha doti da manager. Ma spesso non lo sa. Ecco perché oggi un master e un libro insegnano ai genitori a sfruttare le nuove competenze. Per diventare leader in ufficio di Elisabetta Tumbiolo scrivile a Altro che ostacolo alla carriera e peso per le aziende! La maternità è la più formativa delle esperienze. Vale quanto un master. Di più: è un nuovo modello di leadership. Riccarda Zezza, ideatrice di piano C (spazio di coworking che a Milano mette a disposizione una serie di servizi per mamme e papà che lavorano) ne è convinta. Al punto da aver dato vita, insieme ad Andrea Vitullo, coach ed esperto di leadership, a maternity as a master (maam). Una serie di percorsi formativi sia per aziende sia per donne in congedo che trasformano le capacità genitoriali in competenze da leader. Sembrerebbe una provocazione o una stravagante rivincita femminile, se non fosse che, in meno di anno, l iniziativa è stata presentata in 60 imprese e sono stati avviati progetti pilota in un gruppo bancario e tre multinazionali. La validità di questo nuovo modello manageriale, supportata da ricerche scientifiche, è raccontata in maam. La maternità è un master che rende più forti uomini e donne (in uscita il 10 settembre per Bur). La stessa Riccarda Zezza, mamma di due bambini di 3 e 6 anni, spiega qui perché avere e crescere un figlio può diventare il nuovo punto di forza del curriculum Da tallone d Achille a superpotere: come fa la maternità a diventare una risorsa così cruciale? «È scientificamente provato che, per proteggere i piccoli, la natura dota le madri di maggiori capacità. Nel cervello si moltiplicano le cosiddette spine dendritiche indirettamente responsabili dell aumento di memoria e attenzione. L amigdala e la corteccia prefrontale comunicano meglio accrescendo il controllo in caso di pericolo. L ipotalamo produce ormoni che aiutano a gestire lo stress e alzano il livello di energia. Sono trasformazioni che non si limitano ai primi mesi di maternità, ma producono un effetto permanente». Tutto questo può bastare per fare di una madre una brava manager? «Certamente no. Avere un figlio è come mettere su una start up: prendersene cura diventa una palestra dove allenare le competenze manageriali. La complessità che gestisce un genitore in famiglia è simile a quella di un dirigente in ufficio. Prepara, per esempio, al problem solving, cioè al prendere decisioni, e a gestire i cambiamenti». Quindi le competenze che si acquistano accudendo un bam- Sgp c_dm_37_36-att MATERNITA-.indd 36 01/09/

15 dm idee «che vantaggio essere mamma anche sul lavoro» Piano C, lo spazio di coworking a Milano fondato da Riccarda Zezza, ha fatto un sondaggio: a 700 mamme è stato chiesto come la maternità ha cambiato il loro approccio al lavoro. Ecco alune delle risposte. Prima di avere mio figlio mi occorreva il silenzio per lavorare, ora riuscirei a farlo anche sotto i bombardamenti. E con la stessa qualità Sono architetto e dirigere gli operai. in cantiere è un po come comunicare con i figli: se non capisci le loro ragioni non puoi pretendere niente La maternità mi ha insegnato ad armonizzare. varie esigenze. Ho tre figli di età diverse e occuparmi di loro mi aiuta a capire i miei collaboratori, che hanno sesso, età e problemi diversi. Sono una persona molto razionale e fare lavori creativi con la mia bambina mi aiuta a trovare soluzioni originali anche in ufficio Gestisco meglio le risorse e sono più. organizzata. Riuscire a fare uscire di casa tre figli tra i 4 e i 6 anni in 30 minuti ogni mattina è degno di un master in organizzazione del lavoro. Con il mio capo ora, da mamma, sono assertiva: sono più donna e meno ragazza Crescere un figlio mi insegna a usare. meglio il tempo e le risorse. Secondo me sono Project manager anche perché sono diventata mamma. Alcune scene di relax, confronto e corsi, a Piano C, lo spazio di coworking e servizi per mamme e papà a Milano. Una dei fondatori, nel 2012, è stata Riccarda Zezza. Sgp bino aiutano anche nelle relazioni con i colleghi? «Sì. L essere genitori porta con sé intensità delle relazioni, sviluppo dell autorevolezza, capacità di motivazione e di ascolto. E questo bagaglio emotivo si può usare anche per tessere e fortificare i rapporti al lavoro. La maternità sviluppa l empatia che spinge a mettersi nei panni dell altro, ad ascoltarlo con benevolenza per capire le sue ragioni anche quando non riesce a esprimerle bene. Saper comprendere le persone con le quali si lavora è utile per guidarle nella giusta direzione, ma anche per intuire cosa sta accadendo, sciogliendo in anticipo possibili conflitti. Non è quello che si fa quando si ascolta un figlio che cresce?». È difficile, però, per un capo mettersi nei panni dell altro «Lo sforzo consiste proprio in questo: abituarsi, con molta pazienza, a spostare il centro dell attenzione sugli altri. La maternità aiuta a concentrare meno il focus su se stessi. Un ego ipertrofico causa invece profonde disfunzioni ed è controproducente anche in azienda: non lascia spazio allo scambio di energie, alla creatività e, quindi, frena la crescita di tutti». Questa nuova leadership sembra avere un limite: è un esclusiva delle donne diventate mamme? «No, chiunque esercita un lavoro di cura, anche con anziani o ammalati, può sviluppare queste competenze. Non si tratta di una materia teorica da studiare sui libri, ma di una pratica che richiede esercizio continuo e duraturo». Se basta la pratica, perché farne un master e proporlo come percorso formativo alle aziende? «I workshop per le donne in congedo maternità aiutano queste madri-lavoratrici a sviluppare la consapevolezza di possedere capacità più forti, ad allenarle e a trasferirle nella vita d ufficio. Nelle aziende proponiamo la maternità come nuovo modello di leadership anche per gli uomini. In Pirelli, per esempio, abbiamo organizzato incontri formativi a cui hanno partecipato sia neomamme sia neopapà. E i primi a vedere le cose da una prospettiva diversa spesso sono i manager uomini, proprio loro che sono abituati a operare in società dove finora c è stato il culto dell eroe e dove la figura vincente è stata quella del capo autoritario. Ma questo modello si è rivelato fallimentare ed è ormai superato. I nuovi leader saranno guide autorevoli che accompagneranno la crescita di tutti in un gioco in cui nessuno perde». c_dm_37_36-att MATERNITA-.indd 37 01/09/

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