MANUALE DELLA PREVIDENZA

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1 MANUALE DELLA PREVIDENZA

2 Prima dell adesione a una forma pensionistica complementare leggere la nota informativa, lo statuto/il regolamento e il progetto esemplificativo standardizzato. Si ricorda che, ove riportati, i rendimenti passati non sono necessariamente indicativi di quelli futuri. Per maggiori informazioni e per ottenere ovvero consultare la nota informativa e gli statuti o i regolamenti delle forme pensionistiche complementari eventualmente richiamate, rivolgersi alla medesima forma pensionistica complementare, ovvero al suo soggetto istitutore o collocatore, ovvero visitare il relativo sito internet. Aprile 2015

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5 Prefazione Prevenzione anziché assistenza: il risparmio previdenziale conviene L attuale sistema pensionistico contributivo e l allungamento della vita media pongono la nostra politica sociale di fronte a grandi sfide. L obiettivo che ci dobbiamo dare è quello di evitare una diffusa povertà tra gli anziani e le loro famiglie, costretti a fare i conti con pensioni pubbliche che saranno sempre più basse. I profondi mutamenti del mercato del lavoro attuale, con l incremento di contratti di lavoro atipici, lavoro a tempo parziale, maggiori rischi di disoccupazione e periodi di assenza dal lavoro (assenze per assistenza a familiari, maternità, ), possono inoltre determinare rischiosi buchi previdenziali i cui effetti peseranno maggiormente sul futuro degli attuali lavoratori. Risulta quindi sempre più importante la consapevolezza di ciascuno di noi, affinchè ci si interroghi tempestivamente rispetto alle scelte che riguardano il nostro futuro pensionistico e la nostra sicurezza sociale. La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, prima a livello nazionale, ha avuto la lungimiranza di istituire il progetto sociale Pensplan con il compito di promuovere e sviluppare un sistema pensionistico complementare all interno del territorio. Compito fondamentale della politica è anche sostenere i cittadini e le cittadine nelle scelte che riguardano il proprio futuro, attraverso l informazione e la consulenza costante e gratuita. Con la rete degli oltre 110 Pensplan Infopoint la Regione persegue proprio questo obiettivo. Molto importanti risultano, inoltre, i progetti della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol per il sostegno economico a favore dei lavoratori in situazioni di difficoltà, attraverso apposite misure di intervento. La presente brochure offre un quadro generale sulle opportunità e sulle misure previste dalla Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di previdenza complementare. Desideriamo fornire strumenti utili per decidere, tempestivamente e in modo responsabile sulla propria serenità economica futura, per avere una vita dignitosa da anziani e liberare risorse per dare un futuro migliore alle nuove generazioni. Dott.ssa Violetta Plotegher Assessora regionale per la previdenza sociale, il pacchetto famiglia e la previdenza complementare

6 Sommario 1. Il sistema previdenziale ieri e oggi...6 a) Perché è importante assumersi la responsabilità della propria pensione..6 b) Come costruire il proprio futuro previdenziale La pensione pubblica...8 a) La pensione di vecchiaia...8 b) La pensione anticipata...10 c) Età pensionabile e speranza di vita d) Il calcolo della pensione La previdenza complementare a) Che cos è la previdenza complementare?...18 b) Qual è l obiettivo della previdenza complementare? c) Quali sono i vantaggi delle forme di previdenza complementare?...20 d) La previdenza complementare in dettaglio...23 I) Chi può aderire...23 II) Fondi pensione chiusi e aperti...23 III) Quali sono i fondi pensione complementare a cui posso aderire?...27 IV) La contribuzione. Quanto versare V) Le linee d investimento. Quale profilo scegliere...34 VI) Ho aderito a un fondo pensione complementare. E ora?...37 VII) Finalmente in pensione!... 41

7 4. Il ruolo della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol...44 a) I principali interventi adottati per la costituzione di una pensione complementare...44 b) Ulteriori misure attuate dalle Province Autonome di Trento e Bolzano Dietro a tutto c è Pensplan, l Istituto regionale per la previdenza complementare...50 a) Pensplan Centrum S.p.A...50 b) I Pensplan Infopoint Dove posso trovare il mio Pensplan Infopoint di riferimento?...52 I nostri 52 Pensplan Infopoint in Alto Adige...54 I nostri 66 Pensplan Infopoint in Trentino...56 Panoramica dei servizi offerti dai Pensplan Infopoint...58

8 Sistema previdenziale 1. Il sistema previdenziale ieri e oggi a) Perché è importante assumersi la responsabilità della propria pensione 6 Sono sempre meno i lavoratori e le lavoratrici chiamati a dover finanziare, con i propri contributi, un numero di pensionati sempre maggiore. Il necessario allungamento della vita lavorativa dovrà essere allora accompagnato dall aumento della responsabilità individuale nei confronti della propria vecchiaia e perciò da una corretta pianificazione di quest ultima. Il sistema pensionistico pubblico funziona sulla base di un sistema a ripartizione : significa che i contributi versati dai lavoratori e dalle lavoratrici in attività vengono utilizzati per pagare le pensioni di quelli a riposo. Tuttavia, le trasformazioni demografiche e i cambiamenti del mercato del lavoro hanno determinato un progressivo squilibrio in questo sistema. Da una parte, infatti, il calo del tasso di natalità implica una diminuzione della popolazione attiva, mentre dall altro l aumento dell aspettativa di vita comporta una crescita del numero dei pensionati. Il moltiplicarsi di rapporti di lavoro precari e scarsamente tutelati, poi, determina un ulteriore riduzione dei contributi previdenziali che servono a finanziare il sistema. La conseguenza? Una spesa pensionistica sempre più alta, che lo Stato ha cercato di colmare con una serie di riforme e di interventi tra cui l innalzamento del requisito dell età anagrafica per accedere alla pensione e l introduzione di un nuovo sistema di calcolo, che rende necessaria l assunzione di una maggiore responsabilità da parte della popolazione per la propria pensione. In futuro, sarà infatti la somma dei contributi versati nel corso dell intera vita lavorativa a determinare l ammontare della pensione e non più la retribuzione percepita negli ultimi anni di lavoro. A fronte di una maggiore incertezza occupazionale, del contestuale aumento del precariato e di una conseguente diminuzione della copertura previdenziale, sarà quindi sempre più difficile mantenere un adeguato tenore di vita una volta raggiunta l età della pensione. Da qui la necessità di prendere in mano e costruire con responsabilità e consapevolezza il proprio futuro previdenziale.

9 Sistema previdenziale b) Come costruire il proprio futuro previdenziale Solo chi sceglie di abbinare la pensione pubblica alla previdenza complementare e/o a un altra forma di risparmio privata, potrà guardare al proprio futuro con serenità. Il modo migliore per avere un futuro economico sereno è quello di iniziare a costruirlo fin da subito utilizzando più strumenti. Un adeguata pianificazione previdenziale si basa, infatti, su tre pilastri: il sistema previdenziale pubblico, le forme di previdenza complementare e il risparmio individuale. Al termine dell attività lavorativa, la previdenza complementare consente di integrare il gap pensionistico rispetto all ultimo stipendio percepito. È dunque fondamentale tenere presente che quanto prima si intraprende la strada del risparmio previdenziale, tanto maggiore sarà la riserva cui si potrà fare ricorso a integrazione della pensione erogata dallo Stato. Chi potrà contare anche su risparmio e patrimonio privati, infine, si troverà nelle condizioni migliori per godersi la vecchiaia con serenità. La previdenza per la vecchiaia Previdenza pubblica + + Previdenza complementare Risparmio aggiuntivo individuale a scopi pensionistici Minimo di sussistenza Tenore di vita abituale 7

10 Pensione pubblica 2. La pensione pubblica All inizio del 2012, con l entrata in vigore della legge n. 214/2011, in Italia è stata avviata un ampia riforma pensionistica, le cui principali novità consistono in un progressivo innalzamento dell età pensionabile, nel passaggio a un sistema unicamente contributivo e nella trasformazione della pensione di anzianità in pensione anticipata. a) La pensione di vecchiaia Per accedere alla pensione di vecchiaia sono necessari determinati requisiti contributivi e anagrafici: almeno 20 anni di contributi versati e un età pensionabile che già a partire dal 2021 raggiungerà i 67 anni per tutti i lavoratori. La pensione di vecchiaia è legata al raggiungimento di un età anagrafica definita per legge che verrà innalzata gradualmente come di seguito illustrato: per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi e per tutte le lavoratrici del settore pubblico, a partire dal 2015, l età pensionabile è fissata a 66 anni e 3 mesi; per le lavoratrici autonome e del settore privato l età pensionabile verrà progressivamente innalzata fino al raggiungimento dei 66 anni entro il 2018; a partire dal 2018, per tutti i lavoratori e le lavoratrici l età pensionabile sarà gradualmente equiparata; dal 2021 l età pensionabile non potrà essere inferiore di 67 anni. Si tratta, tuttavia, solamente di requisiti anagrafici minimi. I lavoratori e le lavoratrici possono, infatti, scegliere liberamente di proseguire l attività lavorativa fino all età di 70 anni, mantenendo il proprio posto di lavoro. Questa opzione offre loro il vantaggio economico di una pensione più elevata, grazie alla prosecuzione dei versamenti contributivi. 8

11 Pensione pubblica Un ulteriore presupposto previsto dalla legge per accedere alla pensione di vecchiaia è la maturazione di almeno 20 anni di contributi. Per chi ha iniziato a versare contributi previdenziali dopo il 1995 è previsto, inoltre, un importo minimo della pensione pari ad almeno 1,5 volte il corrispettivo dell assegno sociale. In assenza di tali requisiti, sarà necessario proseguire l attività lavorativa fino al loro raggiungimento. Età pensionabile tutti i settori settore pubblico settore privato settore autonomo anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 63 anni e 9 mesi 64 anni e 9 mesi anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 66 anni e 1 mese anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi = = Assegno sociale: l assegno sociale è una prestazione di carattere assistenziale che spetta ai cittadini che si trovino in condizioni economiche disagiate e abbiano situazioni reddituali particolari previste dalla legge. Questa prestazione prescinde del tutto dal versamento dei contributi. L ammontare dell assegno è fissato, per il 2015 in 448,52 erogati per 13 mensilità (5.830,76 annui). 9

12 Pensione pubblica b) La pensione anticipata La pensione anticipata consente di andare in pensione prima di quanto previsto dalla pensione di vecchiaia. I requisiti necessari sono la maturazione di un determinato numero di anni di contribuzione e/o la titolarità di un trattamento pensionistico minimo. Chi può vantare un determinato numero di anni di contribuzione prima del raggiungimento dell età anagrafica minima prevista dalla pensione di vecchiaia, può accedere al pensionamento anticipato. I presupposti da soddisfare sono diversi, a seconda del momento di ingresso nella vita lavorativa. Per coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1996 e la cui pensione verrà calcolata almeno per una quota in base al sistema retributivo, l anzianità contributiva richiesta, nel 2015 pari rispettivamente a 41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini, rimarrà il requisito di riferimento per poter accedere alla pensione anticipata. Rispetto alla pensione di anzianità precedentemente in vigore, il numero degli anni contributivi necessari continuerà, tuttavia, ad aumentare per effetto dell aggancio all aspettativa di vita. I requisiti minimi di contribuzione richiesti per i prossimi anni potranno variare in funzione dell evoluzione dell aspettativa di vita come da tabella seguente (successivamente al 2016 i dati sono stimati). Anno Anzianità contributiva minima indipendentemente dall età anagrafica anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi anni e 2 mesi 42 anni e 2 mesi = = anni e 5 mesi 42 anni e 5 mesi Sistema retributivo: in base a questo sistema la pensione viene calcolata a partire dalla retribuzione percepita negli ultimi 5-10 anni lavorativi. 10

13 Pensione pubblica I lavoratori e le lavoratrici che hanno maturato tale anzianità contributiva prima dei 62 anni e vogliono accedere alla pensione anticipata dovrebbero tuttavia considerare che la pensione subirà dei tagli. Per chi decide di uscire dal mondo del lavoro prima dei 62 anni di età è prevista una decurtazione della quota retributiva pari all 1% per ogni anno di anticipo entro un massimo di due (60 anni) e pari al 2% per ogni anno inferiore ai 60. Per fare un esempio: chi decide di andare in pensione anticipata a 58 anni dovrà mettere in conto una riduzione della quota retributiva della pensione pari al 6%, cioè un 2% per ogni anno sino ai 60 e un 1% per ogni anno sino ai 62 anni di età. Anzianità contributiva 42 anni 1974 Inizio attività lavorativa 16 anni 2016 Pensione anticipata nel Età pensionabile 62 anni % % % % La penalizzazione = 6% NB: La legge di stabilità 2015 (190/2014) al comma 113 ha introdotto una deroga alle penalizzazioni nei confronti dei lavoratori, che andranno in pensione anticipata dal Tali penalizzazioni non verranno applicate a coloro che matureranno i requisiti di anzianità contributiva entro il

14 Pensione pubblica Chi ha iniziato la propria attività lavorativa dopo il 1 gennaio 1996 e rientra quindi esclusivamente nel sistema contributivo, ha un ulteriore possibilità di accedere al pensionamento anticipato sulla base dei seguenti requisiti: Età anagrafica pari a 63 anni (incrementata dagli aumenti legati all aspettativa di vita) Almeno 20 di contribuzione effettiva Trattamento pensionistico non inferiore a 2,8 volte l ammontare dell assegno sociale Anno Anzianità contributiva minima indipendentemente dall età anagrafica Età anagrafica minima se in possesso di un anzianità contributiva di 20 anni e un importo minimo pari a 2,8 volte l assegno sociale anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 63 anni e 3 mesi anni e 10 mesi 41 anni 1 10 mesi 63 anni e 7 mesi anni e 2 mesi 42 anni e 2 mesi 63 anni e 11 mesi anni e 5 mesi 42 anni e 5 mesi 64 anni e 2 mesi = = Sistema contributivo: in base a questo sistema la pensione viene calcolata in base ai contributi versati durante l intero arco della vita lavorativa. 12

15 Pensione pubblica Disposizioni particolari per alcune categorie Per alcune categorie di lavoratori e lavoratrici sono state previste alcune particolari disposizioni in deroga alla normativa fin qui descritta: per esempio la cosiddetta opzione donna, gli esodati e le disposizioni per gli addetti ad attività usuranti. Maggiori informazioni sono disponibili presso gli sportelli della rete dei Pensplan Infopoint. (pag. 51) 13

16 Pensione pubblica c) Età pensionabile e speranza di vita L adeguamento dell età pensionabile alla speranza di vita è uno degli elementi centrali della riforma del sistema pensionistico. L innalzamento della speranza di vita è uno dei fattori demografici che incide in maniera determinante su tutti i trattamenti pensionistici e sul loro finanziamento. Per farvi fronte, il sistema pensionistico prevede di alzare progressivamente l età pensionabile. Ne consegue che tutti i requisiti necessari per l accesso al pensionamento saranno d ora in poi legati a un indice demografico (fornito dall ISTAT) che definisce l aspettativa di vita media a partire da una determinata età. Per questo motivo, nei prossimi anni, verranno innalzate progressivamente sia l età di accesso alla pensione di vecchiaia, sia quella di accesso alla pensione anticipata. Tali adeguamenti saranno applicati con cadenza triennale fino al 2019 e successivamente con cadenza biennale. 14

17 Pensione pubblica d) Il calcolo della pensione Dal 2012, per tutti i lavoratori e le lavoratrici la pensione verrà calcolata in base ai contributi versati nell arco della vita lavorativa. Dal 2012 il calcolo della pensione avviene esclusivamente sulla base dei contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa (cosiddetto sistema contributivo). A partire da questa data non trova quindi più applicazione il vecchio sistema retributivo. Il trattamento pensionistico sarà calcolato in tre fasi. 1) Calcolo del montante contributivo Per ottenere la somma di tutti i contributi versati, è necessario moltiplicare la retribuzione annua per un aliquota fissata al 33% per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti e al 20% per i lavoratori e le lavoratrici autonomi, percentuale quest ultima che verrà progressivamente innalzata di anno in anno fino ad arrivare al 24% nel 2018 (per il 2015 pari al 22,65% e 22,74% rispettivamente per artigiani e commercianti). 2) Rivalutazione del montante contributivo La somma dei contributi versati così calcolata viene rivalutata al termine di ogni anno in base alla variazione media quinquennale del PIL nominale (un indice che misura l andamento del prodotto interno lordo italiano nel periodo considerato). 15

18 Pensione pubblica 3) Calcolo della pensione L ammontare finale della pensione si ricava moltiplicando la somma dei contributi rivalutati (c.d. montante contributivo) per un coefficiente di trasformazione. Si tratta di un parametro che varia in base all età e all aspettativa di vita del/la lavoratore/lavoratrice al momento del pensionamento e che oscilla tra il 4,30% (pensionando/a di 57 anni) e il 6,54% (pensionando/a di 70 anni). contributi versati annualmente = retribuzione annua x aliquota montante contributivo = somma dei contributi versati rivalutati pensione = montante contributivo x coefficiente di trasformazione Per tutti coloro che hanno iniziato la propria attività lavorativa prima del 1996, la pensione verrà calcolata sia in base al sistema retributivo, sia in base a quello contributivo. 16

19 Pensione pubblica Di seguito vengono illustrate le tre differenti situazioni e relative modalità di calcolo in base al momento d inizio dell attività lavorativa. Lavoratori/lavoratrici che al avevano maturato più di 18 anni di contributi. L importo della pensione risulterà dalla somma di due quote calcolate rispettivamente secondo: Il sistema retributivo fino al Il sistema contributivo a partire dal Lavoratori/lavoratrici che al avevano maturato meno di 18 anni di contributi. La pensione sarà data dalla somma di due quote calcolate rispettivamente secondo: Il sistema retributivo fino al Il sistema contributivo a partire dal Lavoratori/lavoratrici che hanno iniziato a lavorare dopo il La pensione verrà calcolata soltanto secondo il sistema contributivo. contributi fino al contributi a partire dal contributi a partire dal al più di 18 anni di contributi al meno di 18 anni di contributi inizio attività dal Sistema retributivo: Il sistema retributivo si basa sulla retribuzione media degli ultimi 5-10 anni di attività. Il calcolo viene fatto accantonando il 2% per ogni singolo anno di contribuzione. Si cerca in tal modo di garantire al/la lavoratore/lavoratrice il reddito che ha ottenuto nell ultima parte della sua vita lavorativa. Sistema contributivo: In vigore dal , si basa sui contributi versati durante l intera vita lavorativa. Al montante individuale, che si ottiene sommando i contributi di ciascun anno lavorativo, viene applicato un coefficiente di trasformazione al fine di determinare il trattamento pensionistico. (cfr. pagg ) 17

20 Previdenza complementare 3. La previdenza complementare a) Che cos è la previdenza complementare? La previdenza complementare è una forma di previdenza che si aggiunge a quella obbligatoria, ma non la sostituisce. È fondata su un sistema di finanziamento a capitalizzazione che consiste nella creazione di un conto individuale presso un fondo pensione in cui affluiscono versamenti volontari, che vengono investiti sui mercati finanziari. Al momento del pensionamento la somma maturata verrà liquidata sotto forma di rendita o di capitale. La normativa relativa alle forme di previdenza complementare è stata rivisitata con il decreto legislativo n. 252/2005 entrato in vigore il 1 gennaio Questa riforma, tuttavia, riguarda esclusivamente i lavoratori e le lavoratrici del settore privato, mentre per i/le dipendenti del settore pubblico la normativa è stabilita dal decreto legislativo n. 124/1993. Le disposizioni che si riferiscono ai/alle dipendenti del settore pubblico e che differiscono dalla normativa generale sono segnalate, all interno di questo capitolo, mediante riquadri di colore grigio. 18

21 Previdenza complementare b) Qual è l obiettivo della previdenza complementare? La previdenza complementare ha lo scopo di pagare pensioni che si aggiungono a quelle del sistema obbligatorio, in modo da assicurare migliori condizioni di vita ai pensionati. Tutte le forme di previdenza complementare hanno come obiettivo quello di integrare la pensione pubblica attraverso una pensione complementare, in modo da garantire alla popolazione un tenore di vita adeguato a conclusione della vita lavorativa. La riforma del sistema pensionistico obbligatorio, prolungando la vita lavorativa, ha contrastato almeno in parte la riduzione della pensione pubblica. Nessuno può tuttavia sapere in anticipo quanto tempo sarà ancora in grado di lavorare e a quanto ammonterà, al momento del pensionamento, il totale dei contributi versati. Risulta quindi opportuno iniziare quanto prima a costruire un secondo pilastro pensionistico dato che, nel corso della vita, anche il versamento di piccoli importi può portare a grandi rendite. 19

22 Previdenza complementare c) Quali sono i vantaggi delle forme di previdenza complementare? Oltre ad assicurare una copertura finanziaria per la vecchiaia, la previdenza complementare presenta anche una serie di vantaggi fiscali ed economici. Un adeguata copertura previdenziale dopo il pensionamento rappresenta un importante obiettivo politico-sociale. È per questo che lo Stato promuove la previdenza complementare attraverso una serie di vantaggi fiscali. In Trentino-Alto Adige/Südtirol, a integrazione di quanto previsto a livello nazionale, sono state inoltre introdotte apposite misure di sostegno da parte della Regione. La previdenza complementare, oltre a contribuire alla creazione di un futuro economico sereno grazie a una pensione aggiuntiva, offre anche i vantaggi di seguito elencati. - Vantaggi fiscali I contributi versati a un fondo pensione complementare (sia la quota a carico del/la lavoratore/lavoratrice sia quella a carico del/la datore/datrice di lavoro) sono deducibili dal reddito complessivo fino a un limite massimo di 5.164,57. Dalla deducibilità rimane escluso il trattamento di fine rapporto (TFR). Trattamento di fine rapporto: somma corrisposta dal/la datore/datrice di lavoro al/la lavoratore/lavoratrice dipendente al termine del rapporto di lavoro, calcolata accantonando per ciascun anno di attività una quota pari al 6,91% della retribuzione lorda, rivalutata, al 31 dicembre di ogni anno, con l applicazione di un tasso costituito dall 1,5% in misura fissa e dal 75% dell aumento dell indice dei prezzi al consumo ISTAT (vedi art codice civile). 20

23 Previdenza complementare I/Le dipendenti del settore pubblico possono dedurre i contributi destinati al fondo pensione complementare fino a un importo pari al doppio delle quote di TFR versate, fino al 12% del proprio reddito complessivo. Il limite massimo per la deduzione è fissato in 5.164,57. Deducibilità fiscale: meccanismo in base al quale determinate spese sostenute nel corso dell anno dal/la contribuente possono essere sottratte dal reddito complessivo al fine di ottenere una riduzione della base imponibile e conseguentemente una diminuzione delle imposte da pagare. - Tassazione più bassa La Legge 23 dicembre 2014, n.190, ha disposto l aumento della tassazione sui rendimenti dei fondi pensione portandola al 20%. Rimane inferiore a quella prevista per la generalità degli investimenti finanziari pari al 26% con l esclusione dei titoli di Stato (ed equiparabili), per i quali l aliquota è del 12,5%. - Nessuna imposta di bollo I fondi pensione e i fondi sanitari sono esentati dal pagamento dell imposta di bollo che si applica invece a prodotti e strumenti finanziari, quali polizze assicurative sulla vita o le gestioni patrimoniali. - TUTELA DEI RISPARMI Grazie alle severe prescrizioni legislative in materia di fondi pensione e al controllo esercitato dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP), il capitale da essi gestito risulta particolarmente protetto. 21

24 Previdenza complementare - Rendimenti Le forme di previdenza complementare generano rendimenti più stabili rispetto ad altre forme di investimento e generalmente superiori alla rivalutazione del TFR nel lungo periodo. - Sostegno da parte della Regione La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol si impegna a sostenere i versamenti contributivi per soggetti in situazioni di difficoltà economica residenti nelle due Province. Offre, inoltre, un servizio di assistenza legale gratuita qualora le aziende omettano il versamento delle contribuzioni previdenziali a loro carico. La Regione fornisce, inoltre, i servizi amministrativi e contabili essenziali in forma gratuita agli aderenti dei fondi pensione convenzionati e accantona un importo pari a 7,50 annui, per garantire la gratuità degli stessi servizi anche agli iscritti dei fondi non convenzionati. Si tratta di servizi che vengono erogati su richiesta dell aderente o del fondo pensione non convenzionato. >> Per informazioni più approfondite vai a pagina 44 Il ruolo della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. 22

25 Previdenza complementare d) La previdenza complementare in dettaglio I) Chi può aderire La previdenza complementare è destinata a tutta la popolazione: sia ai lavoratori e alle lavoratrici, sia a coloro che percepiscono altre forme di reddito. Anche i soggetti fiscalmente a carico, come i figli o il coniuge, possono aderire a una forma di previdenza complementare: in questo modo sarà possibile garantire loro un adeguata copertura previdenziale. Familiari fiscalmente a carico: sono considerati tali i membri del nucleo familiare coloro che nel corso dell anno percepiscono un reddito complessivo non superiore a 2.840,51. II) Fondi pensione chiusi e aperti La previdenza complementare distingue tra forme pensionistiche chiuse e aperte. Le prime sono riservate esclusivamente a determinati gruppi di lavoratori, mentre le seconde sono aperte a tutti. Al momento della scelta del fondo pensione complementare più adatto alle proprie esigenze, la domanda che più frequentemente ci si pone è la seguente: chiuso o aperto? La risposta è strettamente legata alla propria situazione lavorativa: a seconda della tipologia di lavoro (dipendente, autonomo o libera professione), sarà infatti possibile prendere in considerazione entrambe le forme di previdenza complementare, oppure far riferimento solo a una di esse. 23

26 Previdenza complementare I fondi pensione chiusi (o negoziali) si rivolgono esclusivamente a lavoratori e a lavoratrici dipendenti e vengono istituiti sulla base di contratti e accordi collettivi, anche aziendali che prevedono il versamento di una quota di TFR a opera del/la datore/datrice di lavoro. Accordo aziendale: accordo che coinvolge da una parte il datore di lavoro e dall altra i sindacati dei lavoratori o le associazioni di categoria. Ha lo scopo di integrare i contratti collettivi nazionali migliorandone le condizioni. I fondi pensione aperti sono istituiti da banche, compagnie di assicurazione, società di intermediazione mobiliare e società di gestione del risparmio. L adesione a questi fondi non è vincolata ad alcuna particolare condizione e può avvenire sia in forma individuale, quindi con il versamento di propri contributi ed eventualmente di quote di TFR, sia in forma collettiva, attraverso il versamento di quote di TFR a opera del/la datore/datrice di lavoro sulla base di un accordo collettivo, anche aziendale. Adesione L adesione collettiva si tratta di una forma di adesione basata su un accordo collettivo, anche aziendale, che prevede il versamento del TFR (ed eventuali ulteriori quote) tramite il datore di lavoro. L adesione individuale è una forma di adesione basata esclusivamente su un versamento libero e volontario da parte dell aderente e che può consistere anche in quote di TFR. 24

27 Previdenza complementare Fonti istitutive Contribuzione Modalità di adesione Gestione del patrimonio Prestazione pensionistica Fondi pensione chiusi Istituiti da contratti e accordi collettivi, anche aziendali. TFR Contributo dell aderente Contributo del/la datore/ datrice di lavoro in base ai contratti collettivi Volontaria su base collettiva Le risorse sono custodite presso una banca depositaria e affidate a gestori finanziari esterni. Erogata direttamente dai fondi pensione, o da compagnie di assicurazione convenzionate. Fondi pensione aperti Istituiti da banche, compagnie di assicurazione, società di intermediazione mobiliare e società di gestione del risparmio. Individuale: Contributo nella misura determinata dall aderente Collettiva: TFR Contributo dell aderente Eventuale quota del/la datore/ datrice di lavoro Volontaria su base individuale o collettiva Le risorse sono custodite presso una banca depositaria e gestite direttamente, o affidate a gestori finanziari esterni. Erogata direttamente dai fondi pensione, o da compagnie di assicurazione convenzionate. I fondi pensione complementare raccolgono le quote contributive degli/ delle aderenti e le investono sui mercati finanziari. I fondi pensione raccolgono i versamenti contributivi degli/delle aderenti, li affidano a una banca depositaria e definiscono le modalità di gestione delle stesse. Nel caso di fondi pensione chiusi, che di norma sono soggetti giuridicamente autonomi, l amministrazione delle risorse viene affidata a gestori finanziari esterni abilitati. Le condizioni che i gestori finanziari devono soddisfare e i criteri in base ai quali vengono selezionati, sono stabiliti dalla COVIP. COVIP: (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione): autorità pubblica che ha il compito di garantire e assicurare la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell amministrazione dei fondi pensione, al fine di tutelare iscritti e beneficiari. 25

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