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2 Spi-Cgil Fnp-Cisl Uilp-Uil Via dei Frentani, 4/a Via Castelfidardo, 47 Via Po, Roma Roma Roma tel. 06/ tel. 06/ tel. 06/ A cura dei dipartimenti Previdenza dei Sindacati confederali dei pensionati Grafica e impaginazione: MEDIAGRAPHICS Stampa: Litografia Colitti & figli - Roma Finito di stampare nel mese di aprile 2004

3 Indice Presentazione pag. 11 PARTE SECONDA: SCHEDE DI APPROFONDIMENTO Il recupero sulla pensione dei periodi di maternità PARTE TERZA: TABELLE E PRONTUARI IN MATERIA DI PREVIDENZA E ASSISTENZA C come CALCOLO I due sistemi di calcolo delle pensioni Il sistema retributivo Il calcolo per i lavoratori dipendenti del settore privato iscritti al FPLD e per i lavoratori autonomi Il calcolo per i dipendenti pubblici Il calcolo per i lavoratori iscritti ai Fondi sostitutivi dell AGO Il sistema contributivo Il calcolo pro rata e misto Il calcolo in caso di opzione per il sistema contributivo Elementi per il calcolo delle pensioni Aliquota di trasformazione retribuzione/pensione per anni di servizio alla data del pensionamento Lavoratori iscritti agli ex Istituti di previdenza del Ministero del tesoro Dipendenti civili dello Stato con meno di 15 anni di servizio al per anni e mesi di servizio alla data del pensionamento Dipendenti civili dello Stato che avevano già 15 anni di servizio al per frazioni di anno Dipendenti civili dello Stato con meno di 15 anni di servizio al Lavoratori iscritti agli ex Istituti di previdenza del Ministero del tesoro

4 IIS corrisposta in maniera separata sulle pensioni INPDAP Pensioni con decorrenza precedente al 1 luglio pag. 47 Pensioni con decorrenza dal 1 luglio 1988 in poi Riduzione dell importo delle pensioni di anzianità dei dipendenti pubblici liquidate con meno di 35 anni di contributi Limite massimo di reddito pensionabile artigiani e commercianti Coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni / redditi pensionabili Fasce di retribuzione pensionabile (tetto) Limite massimo di retribuzione imponibile nel sistema contributivo Coefficienti di capitalizzazione da applicare al montante contributivo Coefficienti di calcolo della pensione contributiva Aliquote contributive IVS e fattore di riduzione dell anzianità contributiva in caso di opzione C come CONTRIBUTI Contributi obbligatori Limite minimo di retribuzione imponibile per il versamento dei contributi previdenziali Contributi volontari Contributi figurativi Contributi da riscatto La totalizzazione dei periodi assicurativi Il limite minimo settimanale per l accredito dei contributi Maggiorazioni dell anzianità contributiva C come CUMULO Il cumulo delle pensioni con i redditi da lavoro Diagrammi per la determinazione della disciplina di cumulo applicabile trattamenti di invalidità lavoro dipendente trattamenti di invalidità lavoro autonomo pensione di anzianità lavoro dipendente pensione di anzianità lavoro autonomo Il cumulo di più indennità integrative speciali

5 F come FAMIGLIA Assegni familiari pag. 102 Limiti di reddito individuale mensile per il diritto Limiti di reddito familiare annuale per la corresponsione Tasso d inflazione programmato Assegno al nucleo familiare Quadro riepilogativo delle tabelle ANF per tipologia e situazione familiare Tabelle degli importi mensili tab. 11: nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (in cui non siano presenti componenti inabili) tab. 12: nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (in cui non siano presenti componenti inabili) tab. 13: nuclei orfanili composti solo da minori non inabili tab. 14: nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (in cui sia presente almeno un componente inabile) tab. 15: nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (in cui sia presente almeno componente inabile) tab. 16: nuclei orfanili composti da almeno un minore (in cui sia presente almeno un componente inabile) tab. 17: nuclei con entrambi i genitori, senza figli minori e con almeno un figlio maggiorenne inabile tab. 18: nuclei con un solo genitore, senza figli minori e con almeno un figlio maggiorenne inabile tab. 19: nuclei orfanili composti solo da maggiorenni inabili tab. 20 A: nuclei con entrambi i coniugi e senza figli (in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile) tab. 20 B: nuclei monoparentali (in cui, cioè, il/la richiedente sia celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli (in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile) tab. 21 A: nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (in cui non siano presenti componenti inabili) tab. 21 B: nuclei monoparentali (in cui, cioè, il/la richiedente sia celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote (in cui non siano presenti componenti inabili) tab. 21 C: nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (in cui sia presente almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile)

6 tab. 21 D: nuclei monoparentali (in cui, cioè, il/la richiedente sia celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote (in cui solo il richiedente sia inabile)... pag. 140 G come GESTIONI Le gestioni previdenziali italiane Fondi, gestioni e casse di previdenza obbligatoria Fondi contrattuali di previdenza complementare I come INTERESSI Gli interessi legali di mora e la rivalutazione monetaria del credito I come IRPEF Il calcolo dell imposta sui redditi Il calcolo dell imposta sui redditi - Normativa vigente base imponibile mensile base imponibile annua azzeramento e riduzione imposta per i pensionati Importo aggiuntivo delle pensioni al minimo P come PENSIONI Pensione di vecchiaia Nel regime retributivo Tabella per l individuazione dei requisiti nel periodo transitorio Schema per la ricerca del requisito contributivo ridotto Nel regime contributivo Pensione di anzianità I requisiti per il diritto Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico Lavoratori dipendenti derogati

7 Le decorrenze pag. 171 Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico Lavoratori autonomi Trattamenti di invalidità di natura previdenziale Limite di reddito per il diritto all integrazione al minimo dell assegno di invalidità Limite di reddito oltre il quale la pensione di invalidità viene sospesa Riduzione dell importo dell assegno di invalidità in presenza di altri redditi Il supplemento di pensione La pensione supplementare Le pensioni ai superstiti Riduzione dell importo della pensione ai superstiti in presenza di altri redditi L integrazione al trattamento minimo Importo della pensione integrata al minimo Limiti di reddito per il diritto all integrazione al minimo Fasce di reddito coniugale per l integrazione al minimo ex L 385/ La maggiorazione sociale della pensione Limiti di reddito per il diritto alla maggiorazione sociale della pensione Importo pensione con maggiorazione sociale La maggiorazione della pensione per gli ex combattenti Importo di pensione al minimo con maggiorazione decorrenza fra aprile 1968 e gennaio decorrenza precedente il mese di aprile Le pensioni di guerra Trattamenti tabellari ai pensionati di guerra Pensione sociale Importo della pensione sociale Importo della pensione sociale con aumento della pensione sociale (APS) Limiti di reddito per il diritto alla pensione sociale Calcolo dell importo mensile della pensione sociale in base al reddito posseduto

8 Limiti di reddito per il diritto all aumento della pensione sociale (APS) pag. 220 Calcolo dell importo mensile dell aumento della pensione sociale (APS) in base al reddito posseduto Assegno sociale Importo dell assegno sociale Importo dell assegno sociale con maggiorazione dell assegno sociale (MAS) Limiti di reddito per il diritto all assegno sociale Calcolo dell importo mensile dell assegno sociale in base al reddito posseduto Limiti di reddito per il diritto alla maggiorazione dell assegno sociale (MAS) Calcolo dell importo mensile della maggiorazione dell assegno sociale (MAS) in base al reddito posseduto Le prestazioni economiche in favore dei disabili tab. 1: Le categorie di disabili ai fini dei trattamenti economici tab. 2: I diversi trattamenti economici previsti per i disabili tab. 3: I trattamenti economici previsti per le diverse categorie di disabili Pensione di inabilità (invalidi) - pensione non reversibile (ciechi parziali e ciechi assoluti ricoverati) - assegno di assistenza (sordomuti) Pensione non riversibile per i ciechi assoluti Assegno mensile di assistenza Indennità di frequenza Assegno a vita Maggiorazione della pensione o dell assegno Pensione sociale e assegno sociale sostitutivi Aumento dell importo della pensione sociale e dell assegno sociale Aumento dell importo del trattamento ai ciechi civili con almeno 65 anni di età Aumento della pensione sociale (APS) e maggiorazione dell assegno sociale (MAS) Nuovo aumento del trattamento ai ciechi civili con almeno 65 anni di età Incremento fino a 516,46 euro Indennità di accompagnamento Indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti Indennità speciale Indennità di comunicazione La pensione sociale opzionale (assegni vitalizi)

9 La perequazione delle pensioni pag. 297 Le aliquote di aumento delle pensioni dal 1992 ad oggi Perequazione automatica delle pensioni di importo superiore al triplo del trattamento minimo INPS Le prestazioni collegate a limiti di reddito Le prestazioni collegate a limiti di reddito (rilevanze) Redditi influenti sulle rilevanze Redditi influenti per rilevanza e componenti il nucleo familiare Richieste RED INPS inviate nel La composizione della stringa di caratteri che individua la prestazione soggetta a verifica (codice a barre) Le sedi dell INPS per codice numerico Le pensioni erogate dall INPS per codice numerico e sigla Le sedi regionali delle Organizzazioni sindacali dei pensionati SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL Indice alfabetico in terza di copertina: prospetto riassuntivo degli importi e dei limiti di reddito 2004

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11 Presentazione C on l edizione 2004, la settima, il Vademecum sulle pensioni italiane assume decisamente i connotati di una tradizione editoriale ormai consolidata per le organizzazioni sindacali dei pensionati di CGIL, CISL e UIL. In altre parole, ci troviamo ormai di fronte ad uno strumento di lavoro che, di volta in volta, è stato costantemente migliorato dagli esperti di SPI, FNP e UILP, attraverso un rapporto di collaborazione e confronto pressochè quotidiano, sino a porlo ai vertici qualitativi tra le pubblicazioni tecniche in ambito previdenziale. Sappiamo bene quanto l azione sindacale a difesa dei pensionati, che ogni giorno ci contraddistingue in tutto il Paese (ed anche oltre i suoi confini nel caso dei nostri concittadini emigrati ed in pensione), non possa assolutamente prescindere dalla conoscenza profonda delle materie su cui quest ultima si realizza e, soprattutto, non possa fare a meno di un costante aggiornamento sull evoluzione normativa delle materie stesse. È tutta qui la ratio con cui decidemmo, sette anni fa, di avviare questa nostra esperienza del vademecum e, ad ogni edizione, di fare un piccolo ulteriore sforzo per renderlo sempre più chiaro, completo e facilmente fruibile da parte di ogni dirigente e militante impegnato sul territorio. È, dunque, il gradimento manifestato dai nostri quadri a convincerci della bontà di questo lavoro e spronarci a fare sempre meglio guardando costantemente al nostro fine ultimo: rispondere efficacemente ai bisogni degli anziani. Per tutti i motivi appena accennati si è deciso di mantenere, anche per quest anno, l impostazione generale dei precedenti volumi, con un attenzione particolare alle più significative novità introdotte negli ultimi mesi, tra le quali annoveriamo, a titolo esemplificativo, l emanazione del decreto attuativo disciplinante l istituto della totalizzazione dei periodi assicurativi - per coloro che vanno in pensione con il sistema retributivo o misto - in alternativa alla ricongiunzione, l emissione dei modelli RED anche per i pensionati provenienti dalla Pubblica Amministrazione, il riconoscimento della possibilità di accredito figurativo e riscatto dei periodi di maternità, il mutamento di titolo delle pensioni. 11

12 Presentazione Come sempre, inoltre, nel volume sono contenute schede di approfondimento, prontuari e tabelle ad indispensabile corollario delle norme di cui la disciplina previdenziale si compone. Vale la pena ricordare, infine, che anche al vademecum 2004 abbiamo abbinato una edizione su supporto informatico CD-ROM, contenente il testo integrale delle disposizioni di legge delle quali si fa riferimento nella versione cartacea, con l intento di dare completezza di informazione pur lasciando al volume i caratteri di maneggevolezza e facilità di consultazione che sono necessari per un proficuo lavoro al servizio dei nostri iscritti e di tutti coloro che si avvicinano all universo sindacale confederale dei pensionati con la legittima aspettativa di vedere chiariti i propri dubbi e risolti i propri problemi. Le segreterie nazionali SPI FNP UILP 12

13 Schede di approfondimento 13

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15 Maternità e contributi Come farsi riconoscere sulla pensione i periodi di maternità non valutati Da quando esiste l obbligo assicurativo previdenziale, una madre lavoratrice ha diritto al riconoscimento dei periodi di assenza dal lavoro per maternità ai fini della pensione. Se si diventa madri quando non si lavora, invece, fino a tutto il 1993 non era previsto niente: è soltanto dal 1 gennaio 1994 che si aprì la possibilità, per le lavoratrici dipendenti del settore privato e pubblico, di ottenere l accredito figurativo gratuito dei periodi di maternità intervenuti al di fuori del rapporto di lavoro, in misura corrispondente alla durata dell astensione obbligatoria dal lavoro per gravidanza e puerperio, e la possibilità di riscattare - dietro pagamento della riserva matematica - il periodo corrispondente all astensione facoltativa. La pervicacia dell INPS e dell INPDAP nell insistere in una interpretazione sbagliata, prima dell art. 14 del DLgs 503/92 e poi del DLgs 564/96, ha impedito di fatto l esercizio di questo diritto fino all entrata in vigore del Testo unico delle disposizioni legislative a tutela della maternità e paternità (DLgs 151/2001). Oggi è possibile completare la posizione assicurativa di tante donne che lavorano, permettendo loro di raggiungere prima il requisito contributivo per la pensione, o di tante che hanno smesso di lavorare senza averlo raggiunto e di quelle che stanno versando costosi contributi volontari. Inoltre, la contribuzione così recuperata è utile per raggiungere livelli minimi contributivi per avere, ad esempio, la pensione calcolata con un criterio invece di un altro, o per il diritto ad indennità di mobilità ed altre prestazioni di carattere temporaneo. Per chi è già in pensione, il riconoscimento di periodi corrispondenti a maternità fuori del rapporto di lavoro si traduce in miglioramenti dell importo di pensione, perché aumenta retroattivamente l anzianità contributiva presa in considerazione per il calcolo; in alcuni casi, inoltre, l aumento dell anzianità contributiva utile per il diritto ha permesso l anticipo di qualche mese della stessa decorrenza originaria della pensione. Per rendersi conto dei termini nei quali può avvenire il recupero dei periodi corrispondenti a maternità intervenute fuori del rapporto di lavoro, è necessario avere chiari gli aspetti principali della tutela previdenziale della maternità sul lavoro, come si sono venuti configurando nel tempo. 15

16 Maternità e contributi Il congedo di maternità Nel 1951 fu rivista la vigente disciplina legislativa dell obbligo dell astensione della donna dal lavoro nell ultima parte della gravidanza e nel periodo puerperale. Il periodo fu fissato in misura diversa tra categoria e categoria, eccetto lavoro a domicilio e collaboratrici familiari per le quali non era prevista alcuna tutela, salva previsione di un periodo più lungo, disposto dall Ispettorato del lavoro a tutela di particolari casi di salute o di lavorazioni gravose o nocive. Dall entrata in vigore della legge per la tutela delle lavoratrici madri, la legge del 30 dicembre 1971, il periodo minimo di astensione fu portato a 22 settimane in tutti i settori, compresi quelli del lavoro domestico o a domicilio, e tale è rimasto fino a oggi. Inizialmente, solo la madre poteva usufruire del periodo di astensione obbligatoria: dal 1977, invece, il diritto di assentarsi dal lavoro per un periodo corrispondente all astensione obbligatoria post partum è riconosciuto anche al padre, in caso di decesso o grave infermità della madre che ne avrebbe avuto diritto; questa sostanziale parificazione dei diritti è stata ottenuta con la sentenza della Corte costituzionale n. 1 del Dal 2000, inoltre, sono ammessi anche i casi di abbandono del nucleo familiare da parte della madre o di affidamento del figlio al padre in via esclusiva. A partire dal 1977, le regole del periodo di astensione obbligatoria dopo il parto sono estese ai casi di adozione o affidamento preadottivo di minori in età fino a 6 anni (18 anni se adozione internazionale) e, dal 1983 (legge 184) anche nei casi di affidamento provvisorio: lo stesso diritto è stato esteso agli uomini con la sentenza della Corte costituzionale n. 341/ Il congedo parentale Nel giugno 1951, 6 mesi dopo l entrata in vigore della precedente, una nuova legge stabilì l obbligo di conservazione del posto di lavoro della donna lavoratrice anche nei casi di astensione facoltativa dal lavoro, trascorso il periodo di astensione obbligatoria, per un massimo di 6 mesi entro il 1 anno di vita del bambino. Nel 1977, con la legge di parità uomo-donna, il diritto ad usufruire della astensione facoltativa per accudire il figlio entro il 1 anno di vita fu esteso al padre, in luogo della madre che gli cedesse tutto o parte del periodo, entro il limite massimo complessivo di 6 mesi. Dall entrata in vigore della legge 104/92 (legge quadro sull handicap), la madre o il padre in alternativa possono chiedere il prolungamento dell astensione facoltativa per assistere il figlio in situazione di handicap grave fino al compimento del 3 anno di vita.

17 Infine, dal 28 marzo 2000, del congedo parentale possono usufruire indifferentemente il padre e la madre che lo richiedano, indipendentemente dall esistenza del diritto dell altro genitore, ed anche contemporaneamente, entro l 8 anno di età del figlio o equiparato. Il diritto spetta nel limite di 6 mesi per ciascun genitore, purché entro il limite complessivo di 10 mesi per la coppia di genitori. Per incentivare il coinvolgimento dei padri, il limite complessivo è elevato a 11 mesi quando egli si astenga dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a tre mesi; in questo caso il limite per il padre è elevato a 7. Dal 28 marzo 2000 tutti i limiti sono da intendersi per ogni figlio: in caso di parto gemellare o plurimo, quindi, vanno moltiplicati per il numero dei figli. Schede di approfondimento Come recuperare sulla pensione i periodi corrispondenti al congedo Con il testo unico del 2001, la possibilità di recuperare i periodi corrispondenti ai congedi, che era stata introdotta con il DLgs 503/92 limitatamente agli eventi dal 1994 in poi, fu estesa ai casi precedenti, mantenendo gli altri aspetti della normativa previgente: il diverso modo di recupero (accredito figurativo gratuito o riscatto oneroso), il periodo massimo riscattabile ed il requisito minimo di contribuzione all atto della domanda. Per quanto qui riguarda, si limita l analisi ai casi in cui la pensione è già in pagamento. L accredito e il riscatto I periodi non già coperti da contribuzione e corrispondenti ai periodi di congedo per maternità o - nei casi ammessi - di paternità sono accreditabili a domanda come contribuzione figurativa. I periodi corrispondenti al congedo parentale, invece, possono solo essere riscattati, nel limite massimo di 5 anni, pagando l onere derivante dal calcolo secondo le modalità stabilite dalla legge 1.338/62 (anche se, in costanza di rapporto di lavoro, danno luogo invece a contribuzione figurativa). L onere di riscatto, così come l onere di ricongiunzione, è interamente deducibile dal reddito assoggettabile ad imposta: in altre parole, non entra nell imponibile IRPEF. Il requisito contributivo In ambedue i casi il diritto può essere attivato soltanto in presenza di almeno 5 anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro. L espressione della legge esclude quindi eventuale contribuzione da lavoro autonomo, mentre include contribuzione da lavoro dipendente versata in costanza di attività lavorative come il lavoro di collaborazione ai servizi domestici e familiari o come il lavoro a domicilio che, di per sé, per un certo tempo non davano titolo a contribuzione previdenziale a copertura dei periodi di assenza per maternità perché la legge non lo prevedeva. 17

18 Maternità e contributi In presenza di contribuzione mista, da attività lavorativa dipendente e autonoma, è sufficiente che la parte di contribuzione relativa ad attività dipendente raggiunga i 5 anni: in questo quadro, il beneficio dell accredito dei periodi di maternità può riguardare anche i titolari di pensioni a carico di una delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, se hanno conseguito la pensione con il concorso di almeno 5 anni di contribuzione FPLD. Per la stessa ragione, anche titolari di assegno o pensione sociale potrebbero avere spezzoni di posizione assicurativa che raggiunge e supera i 5 anni, ancorché non utilizzati per il diritto a pensione: in questo caso, l accredito di periodi corrispondenti a quelli di maternità potrebbe essere utile per anticipare la corresponsione dell incremento della maggiorazione sociale, ove spettante. I cinque anni di contribuzione e l evento maternità sono indipendenti, nel senso che la maternità può essere intervenuta prima del primo lavoro, dopo l ultimo o tra un periodo di lavoro e l altro. La durata del periodo da far riconoscere con accredito o riscatto Dato che fino al 1972 la durata dell astensione obbligatoria era diversa a seconda del tipo di attività lavorativa svolta, per stabilire i limiti entro i quali accreditare un periodo relativo a maternità intervenuta fuori dal rapporto di lavoro, si fa riferimento alla prima attività lavorativa svolta dopo ogni evento di maternità. In assenza di contribuzione successiva all evento (o in presenza di contribuzione in settori privi di tutela previdenziale per maternità), si fa riferimento all ultimo lavoro prima della maternità. Per quanto riguarda il periodo corrispondente all astensione facoltativa, si ricorda che dall entrata in vigore della legge 104/92, la madre o il padre in alternativa possono chiedere il prolungamento dell astensione facoltativa per assistere il figlio in situazione di handicap grave. Pertanto, per maternità intervenute dal 4 marzo 1992, data di entrata in vigore di tale legge, è possibile sostenere il diritto al riscatto del periodo corrispondente al prolungamento del congedo parentale (ex astensione facoltativa) fino al compimento del terzo anno di vita del figlio con grave handicap. Poiché il prolungamento in questione può essere attivato in costanza di rapporto di lavoro- solo a decorrere dalla data, anche teorica, in cui termina il congedo parentale normale, per quanto riguarda il riscatto dei periodi corrispondenti, il limite massimo (fra il padre e la madre, che ne possono usufruire alternativamente) è di 27 mesi: 3 mesi di congedo obbligatorio + 6 mesi di congedo parentale normale + 27 mesi di prolungamento del congedo parentale = 36 mesi, i tre anni di età del figlio con handicap. 18 Gli arretrati Per i richiedenti già in pensione, il riconoscimento di ulteriore contribuzione comporta l aumento dell importo in pagamento e il pagamento degli arretrati fin

19 dalla data di decorrenza della stessa, comunque non oltre il periodo di prescrizione che è di 10 anni dalla data di riconoscimento del periodo. Tuttavia, per gli eventi che si collocano prima del 1994, gli Enti previdenziali limitano l efficacia della contribuzione figurativa ed anche quella da riscatto al primo giorno del mese successivo a quello in cui è entrato in vigore il Testo unico che ha reso possibile il riconoscimento, cioè al 1 maggio Gli arretrati spetterebbero in misura piena, secondo gli Enti previdenziali, solo se l evento è avvenuto dal 1994, perché in questi casi la possibilità di riconoscimento era già stabilita con il DLgs 503/92. In altre parole, l aumento di pensione derivante dal riconoscimento di un periodo relativo ad una nascita del 1965 verrà corrisposto in arretrato per tutti i ratei di pensione dal 1 maggio 2001 fino alla data della domanda, mentre una nascita del 1995 può dar luogo ad arretrati fin dalla data di decorrenza della pensione, se successiva al parto (non sono ancora passati 10 anni alla data di oggi) o fin dallo stesso 1995, nell ipotesi improbabile - ma non impossibile - che si tratti di persona divenuta madre quando è già titolare di pensione, ad esempio un assegno di invalidità. In realtà, la limitazione alle nascite avvenute dopo il 1993 è illegittima. Già nel 1996, il DLgs 564/96 aveva abrogato la parte del DLgs precedente in cui si faceva esplicito riferimento alla data del 1994, mentre non poneva alcun nuovo termine. Nel 2001, la Corte costituzionale, chiamata a decidere se il Decreto del 1996, col suo silenzio, potesse o meno far considerare decaduto il termine precedente, che impediva l accredito figurativo di due maternità intervenute prima del 1994 in favore di una signora di Firenze, fu scavalcata dall entrata in vigore del Testo unico, col quale sono stati abrogati ambedue i provvedimenti precedenti. La causa si è conclusa così in senso favorevole alla ricorrente, ma solo per quanto riguarda il diritto al riconoscimento: per quanto riguarda l importo degli arretrati, si consiglia di proseguire nell opera giudiziaria tesa a far riconoscere l insussistenza del limite fin dall entrata in vigore del DLgs 564/96 e quindi il riconoscimento di arretrati in misura piena anche per maternità intervenute prima del Schede di approfondimento Chi può azionare il diritto Può recuperare il periodo sulla pensione in pagamento chi, se fosse stato al lavoro al tempo in cui è avvenuto l evento (nascita o, dopo il 1977, nascita, adozione e affidamento), avrebbe avuto diritto al periodo di astensione. Inoltre, possono chiedere la ricostituzione della pensione di reversibilità o indiretta i superstiti del soggetto così individuato. L INPDAP pone come condizione che il richiedente sia ancora in servizio al momento della domanda di riconoscimento dei periodi corrispondenti a quelli di maternità o che lo fosse stato alla data del 27 aprile In altre parole, nega il diritto ai pensionati divenuti tali prima di tale data: gli istituti di patronato della CGIL, della CISL e della UIL sono attrezzati per contrastare questa aberrante interpretazione. 19

20 Maternità e contributi I periodi riconoscibili Dal momento che l accredito figurativo e il riscatto riguardano i periodi corrispondenti a quelli di astensione obbligatoria e astensione facoltativa dal lavoro, i periodi possono essere accreditati e riscattati nella misura massima purché non vi si sovrappongano periodi di lavoro, di per sé coperti di contribuzione obbligatoria, o altri periodi di contribuzione. Tuttavia, nel caso in cui il periodo da accreditare figurativamente per maternità si trovi già coperto da contribuzione per disoccupazione, l INPS procederà comunque all accredito della contribuzione figurativa, più efficace (ad esempio per quanto riguarda il diritto alla pensione di anzianità) di quella per disoccupazione. In ordine di data di nascita, di seguito si esaminano le possibilità di accredito e di riscatto con tutte le variazioni intervenute nel tempo riguardo al periodo massimo che è possibile recuperare, ai soggetti che possono farlo, alle altre condizioni e agli effetti che ciò comporta. Per ogni nascita fino al 30 giugno 1951 Soggetti che possono azionare il diritto: la madre (e suoi superstiti). Contribuzione figurativa accreditabile: - industria: 21 settimane (3 mesi prima e 8 settimane dopo il parto); - agricoltura: 16 settimane (8 e 8); - altri settori (escluso lavoro domestico o a domicilio): 14 settimane (6 e 8). Periodo riscattabile: nessuno. Arretrati sulla pensione: dal 1 maggio Per quanto riguarda i periodi corrispondenti all astensione obbligatoria, gli Enti previdenziali sogliono far riferimento alle nascite intervenute dal 4 gennaio 1951 in poi, data di entrata in vigore della legge 860/50. Quando si presenti l eventualità di riconoscere un periodo precedente, è opportuno consultare il patronato per valutare gli spazi di intervento legale, dato che quella del 1950 non era la prima legge che sancisse il divieto di adibizione al lavoro di gestante o puerpera. 20 Per ogni nascita dal 1 luglio 1951 al 17 gennaio 1972 Soggetti che possono azionare il diritto: la madre (e suoi superstiti). Contribuzione figurativa accreditabile: - industria: 21 settimane (3 mesi prima e 8 settimane dopo il parto); - agricoltura: 16 settimane (8 e 8); - altri settori (escluso lavoro domestico o a domicilio): 14 settimane (6 e 8).

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